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Giovedì 10 Giugno

I Blackhawks conquistano la Stanley Cup
Pino Donati

Non è certo inaspettato vedere la Coppa Stanley in mano alla squadra che pareva avere più organizzazione di gioco e probabilmente anche un coaching più incisivo (almeno nelle ultime gare determinanti). I Fliers di Filadelfia hanno disputato dei grandi Playoffs nonostante qualche infortunio fisico (a Carter e Gagnè, ed al portiere Boucher) e soli quattro difensori a giocare il 90% della gara; ritrovato l'organico completo ed il portiere Michel Leighton ad un buon livello, hanno messo in difficoltà i Blackhawks con un gioco fisico mal sopportato dai più talentuosi giocatori Hawks (ma di questo abbiamo già ampiamente parlato negli scorsi giorni). Forse un po' di fatica fisica, molto l'abilità del Coach Quenneville con scelte indovinate e gran lavoro in partita, molto la qualità dei giocatori Hawks, poi anche la maggior severità arbitrale in gara-6 ... i BlackHawks sono stati squadra dominante in gara-5 a Chicago e -6 questa notte a Filadelfia,  gara-6 nella quale hanno condotto i tempi regolari con un dominio al tiro di 39 a 22. Dopo essere passati in vantaggio in PP al 16' con Byfuglien, gli Hawks sono stati raggiunti alla fine di primo terzo da Hartnell che mette in rete da due passi un tiro di Brière. Nel secondo terzo i Fliers passano in vantaggio con una veloce incursione a due di Leino e Brière che realizza una bella rete in corsa. Neppure due minuti e la costanza al tiro di Chicago porta frutto con il concretissimo Patrick Sharp assistito da Bolland. In finire di secondo terzo di gioco Andrew Ladd devia al volo in gabbia un tiro di Hjalmarsson, così che i BlackHawks cominciano a vedere il traguardo così tanto atteso dal lontano 1961 (quando il mitico Bobby Hull conduceva la squadra). Nel terzo periodo i BlackHawks hanno un certo rilassamento che rischia di costare caro perchè i Fliers buttano sul ghiaccio tutte le energie, riuscendo ad arrivare al tiro in nove occasioni e con una
 certa pericolosità. In questi frangenti il portiere Niemi si dimostra pronto e chiude la gabbia. A quattro minuti dalla conclusione dei tempi regolari è però ancora il robusto lavoratore dello slot Hartnell a spingere il disco in gabbia da due passi in un'area affollata. Qui i BlackHawk premono ancora verso Leighton per cercare di evitare i sempre pericolosi overtime, ma è Carter ad avere la grossissima occasione in parziale break di arrivare davanti a Niemi pur senza riuscire a trafiggerlo. Ancora in apertura di primo overtime Phila ha l'occasione della vita, e ancora Niemi chiude su Leino che si presenta libero a tirare da pochi passi ed in corsa. Due tiri per parte e si arriva a ridosso del 4' ... Sharp è abile a creare spazio perchè Campbell possa lanciare Patrick Kane: la stella degli Hawks si avvicina da sinistra alla gabbia con Leighton che si aspetta il passaggio a Ladd che combatte davanti alla gabbia, poi lascia partire un lampo verso il
 pattino del portiere, un lampo che nessuno vede ma che si infila sotto Leighton in gabbia. Nessuno ha visto, non il pubblico, non gli arbitri, non i compagni ed avversari di Kane ... ma Kane è sicuro di quel che ha fatto e gira dietro la gabbia esultando di gioia irrefrenabile pattinando poi a centro ghiaccio. C'è un attimo di smarrimento in tutti, ma poi ci si rende conto che è GOAL!, è il goal che vale la gara, che vale la serie, che vale la conquista della Stanley Cup! Chicago BlackHawks sono ancora in cima all'Hockey dopo la loro ultima vittoria nel 1961, sola squadra ad aspettare da così lungo tempo.

 

Cosa dire ancora? I Fliers ci hanno provato in tutti i modi ma troppo grande è stato il controllo della gara dei BlackHawks. Vale la pena di rimarcare la grande prestazione della linea Fliers di Daniel Brière con Hartnell e Leino, distintasi sia nella fase offensiva sia in quella difensiva nella intera serie. Mentre i top Players Pronger e Mike Richards e Carter sono arrivati alla fine un po' stanchi (anche acciaccati?) dal grande lavoro svolto in copertura con i loro compagni. Nella serie finale non si è visto molto Toews nello scoring, ma su di lui è stato svolto dai Fliers un gran lavoro che ha lasciato maggior spazio di manovra alle altre due linee principali, grandiosa quella di Sharp con Kane e Ladd, molto abile quella di Bolland con Versteeg e Byfuglien. Coach Laviolette di Philadelphia ieri sera ha talvolta cambiato le carte nelle tre linee principali, ma l'impressione è che le misure prese dal Coach degli Hawks fossero sempre ben eseguite  dai suoi giocatori così talentuosi ed in forma strepitosa nelle due ultime gare decisive. Poi Laviolette ha spremuto all'inverosimile i quattro difensori Pronger e Carle e Timonen e Coburn, lasciando poco ghiaccio a Krajicek e Bartulis; mentre Quenneville si è affidato molto a Keith (grande concretezza e leadership) e Seabrook, ma ha distribuito meglio lo schieramento degli altri quattro difensori a sua disposizione.

Ora il Conn Smith Awards per il most valuable player MVP dei Playoffs è andato a Jonathan Toews, ma sono in molti a contestare la scelta che si giustifica molto sulle tre serie precedenti (suoi 29 punti totali) ma che vede per lui soli tre assist ed un minus-5 nella serie contro i Fliers. Molti osservatori sostengono che, se il premio deve andare al giocatore più dominante nei Playoffs, si sarebbe potuto considerare un grande Patrick Sharp che ha fatto un lavoro “monstre” con 11 goal più 11 assist con un plus7 in 22 gare!! E qualcuno non avrebbe visto demeritare magari lo stesso difensore Hawk Duncan Keith o addirittura il centro Flier Daniel Brière che ha realizzato ben 30 punti fornendo alla sua squadra un grande apporto in attacco ed in copertura e per leadership
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Martedì 8 Giugno

Philadelphia at Chicago - Gara 5
Pino Donati

COMMENTO: I Chicago Balckhawks conquistano gara 5 e tornano in vantaggio nella serie di finale che assegnerà la Stanley Cup. Dopo un inizio asfissiante dei BlackHawks con ben 6-1 nei tiri ben contenuti da Leighton (e con un grande stop su Sharp) arrivava un power play e rapidamente il difensore Seabrook infilava in rete con la visuale di Leighton piuttosto coperta. Passaggio di Versteeg che usciva da dietro la gabbia.

Dopo il quarto d'ora, ed in situazione di penalità differita, ecco il raddoppio del centro di terza linea Dave Bolland che infilava tra pattino e palo un disco rimbalzato dalla balaustra dietro la gabbia. E due minuti più tardi era Versteeg a pattinare dal centro ghiaccio ed infilare il puck dietro le spalle di un Leighton fattosi piuttosto sorprendere. Tre goal su 13 tiri convincevano Laviolette a giocare la carta del cambio di portiere, ed è la seconda volta nei Playoffs da quando Leighton aveva preso il posto di top goalie con Boucher infortunatosi.

Dopo soli 32” nel secondo periodo Hartnell insacca un disco rimasto sulla linea dopo tiro di Ville Leino, e si va sul 1-3.

Chicago ristabilisce le tre reti di differenza con Kane che insacca in corsa su passaggio smarcante di Ladd. Ma quasi subito i Flyers reagiscono e vanno sul 2-4 con un tiro di Timonen dalla media distanza, con Niemi non ancora ben in posizione per il precedente intervento. Questo è forse il miglior momento dei Flyers che per poco non realizzano in PP la terza rete: Niemi compie un intervento da manuale distendendo il gambale su appoggio in goal di Mike Richards. Grande!

Scaduta la penalità di Chicago è Pronger ad accomodarsi sulla panca puniti per un aggancio. Velocissimo viaggia il disco, Toews mette nello slot e Byfuglien ben appostato davanti ai pali insacca al volo. Siamo sul 2-5 e Chicago ha depresso prontamente i tentativi di rimonta dei Flyers.

Nel terzo conclusivo Van Riemsdyk mette in goal su un rebound e riporta i Flyers a meno 2 goal e mancano circa 14 minuti alla fine. Non c'è modo di recuperare ed a quattro minuti dalla sirena conclusiva una bella rapida combinazione di Kane su Sharp riporta gli Hawks avanti sul 3-6.

Philadelphia trova ancora la forza di andare in avanti con gli Hawks forse un po' rilassati. Bellissimo il pattinaggio di Ville Leino che incrocia il passaggio per Gagnè. E' il goal dell'estrema speranza, sul 4-6 a poco più di tre minuti dalla fine.

Laviolette fa uscire Boucher dai pali, ma la manovra non va a buon fine e Dustin Byfuglien sigla la sua prestazione “monstre” (sia di lavoro fisico sia per punti realizzati) con la rete della sicurezza a gabbia sguarnita. E' il 4-7 conclusivo.

BlackHawks dominanti, si è detto all'inizio. Al di là delle tante ragioni che abbiamo tentato di focalizzare, sono in molti a sostenere che l'atteggiamento propositivo di Byfuglien (ritrovato già nel terzo periodo di gara-4 a Philadelphia, dopo quattro gare nelle quali lui e compagni avevano sofferto l'aggressività fisica di molti giocatori Flyer) abbia scosso la squadra ancor più del lavoro di coaching ottimamente svolto dal tecnico Quenneville. Lo slogan proposto per gara-5 è dunque stato BIG BUFF IS BACK!!

ANALISI TATTICA: Dopo essere stati surclassati dal gioco energico e diretto dei Philadelphia Flyers in gara-4 (serie impattata sul 2-2) i BlackHawks di Chicago riuscivano a cambiare radicalmente l'atteggiamento di gara e giocare un hockey efficace sul ghiaccio di casa. Iniziavano in modo aggressivo fin dal primo ingaggio, andando a conquistare dischi e tirare da ogni posizione buona... poi chiudevano bene liberando svelto il proprio terzo difensivo. Hanno lavorato intenso per avere il controllo del gioco, cosa che non erano riusciti a fare nelle due gare giocate sul ghiaccio dei Flyers nelle gare -3 e -4.

Ora, i motivi di questa resurrezione di Chicago, che ha spezzato il momento favorevole di Philadelphia, sono ovviamente molti e tutti legati tra loro: una gara di hockey non è mai frutto del caso! Se stiamo ai giocatori Flyer, loro ci dicono di non essere riusciti a giocare come avevano fatto solo pochi giorni fa: “Siamo stati lenti ed abbiamo fatto girare troppo il disco. Tutti i nostri successi sono venuti dal non fare troppi scambi, mandando il puck in profondità” ha detto Mike Richards, che ha poi aggiunto: “Non abbiamo avuto la presenza fisica delle ultime due gare”. Un po' la stessa opinione l'ha dichiarata Ville Leino: “Eravamo persino troppo pronti e forse ci siamo innervositi. Sembrava che nessuno volesse il disco e così ne abbiamo persi vicino alla rete. Dobbiamo essere più incisivi e lavorare più duramente”.

Certo questo è l'effetto, bisogna stabilirne la causa: perchè il risultato di una gara dipende anche e soprattutto dall'avversario. Ed allora, cosa hanno fatto i BlackHawks per vincere la gara e tenere i Flyers fuori dal gioco? Come sono riusciti a limitare la presenza fisica di Pronger al punto di farlo sfigurare con un incredibile minus-5? Pronger che era stato sin qui un baluardo, addirittura “monumentale” nella gara precedente! Evidentemente il coach Qenneville ha fatto le giuste scelte ed ha condotto una gara tatticamente perfetta: cambiare la composizione delle linee d'attacco è stato pagante per liberare qualche uomo dal marcamento fisicamente aggressivo dei giocatori di Philadelphia, ma soprattutto è emersa l'attitudine della squadra a lavorare su ogni disco e giocare rapido e semplice. Può anche darsi che i Flyers fossero un po' stanchi dopo quattro gare nelle quali avevano lavorato con grande energia a limitare i forti Hawks, ma lo spostamento di Byfuglien in terza linea con Bolland e Versteeg, lo spostamento di Patrik Kane in seconda con Sharp e Ladd, l'avanzamento di Marian Hossa e Tomas Kopecky in prima con Jonathan Toews... hanno dato forse un più ampio spettro di possibilità per liberarsi dal finora aggressivo marcamento dei Flyers. Il coach di Chicago deve aver lavorato come non mai nei cambi dei giocatori sul ghiaccio, anche nei cambi volanti brevissimi: spesso Madden o Brouwer o Eager venivano inseriti nelle tre linee principali, mentre il coach Laviolette di Philadelphia pare non aver voluto rischiare nel modificare in corsa gli schemi stabiliti. Guardando i defender, il coach dei Flyers ha proposto come il solito praticamente solo i suoi quattro migliori difensori, mutandone anche gli accoppiamenti in gara: questo rischia di essere un grosso problema con l'accumularsi della fatica, visto poi l'equilibrio ieri raggiunto dalle linee offensive dei BlackHawks..

Un altro aspetto della gara è il power-play giocato nella notte da Chicago. Dopo quattro gare con una sola rete su nove tentativi, ieri hanno giocato un power play senza fronzoli, con scambi veloci e tiro. Qualche tifoso degli Hawks ha voluto mettere l'accento sul fatto che “finalmente” gli arbitri hanno punito l'atteggiamento fin troppo energico dei check degli uomini di Phila (primo di tutti Pronger!); ma forse questo è il classico atteggiamento del tifo che, quando le cose non girano, attacca gli arbitri ed il loro metro di giudizio. Qui vogliamo semplicemente osservare che se Chicago gioca semplice e rapido il power play, il risultato arriva.

NOTA: le interviste “tra virgolette” provengono da www.tsn.ca che ringraziamo.

Domenica 6 Giugno

Flyers versus BlackHawks – le prime quattro gare per la Stanley Cup
Pino Donati
Volendo guardare dentro le prime quattro gare della Serie finale per la conquista della Stanley Cup, e cercando qualche aspetto tecnico/tattico di particolare rilevanza, non ci può sfuggire l'atteggiamento energico dei Philadelphia Flyers che stanno giocando fisicamente duro su tutti i giocatori BlackHawks. Il leader della difesa Flyer, Chris Pronger #20, è per ora assurto a uomo simbolo della serie essendo riuscito coi suoi compagni a tenere lungamente fuori dallo scoring le stelle di Chicago, in particolare Patrick Kane ed il capitano Jonathan Toews: e lo ha fatto giocando molto intensamente ed utilizzando il corpo. “Stanno facendo dei check molto duri contro tutti noi, ma più ancora contro i nostri top players” ha detto Kris Versteeg, “così non sorprende che loro non riescano ad andare in goal come il solito”. Già nelle gara-1 e -2 giocate e perse sul ghiaccio di Chicago l'atteggiamento di Pronger era stato molto molto duro contro Toews e  Byfuglien, quasi un avvertimento che le cose non sarebbero state facili come forse nelle previsioni della vigilia. Visto bloccata la prima linea, Chicago ha tratto il meglio dalla seconda di Patrick Sharp con Marian Hossa e Troy Brouwer, e dalla terza di Bolland con Kris Versteeg e Tomas Kopecky, riuscendo a vincere le prime due gare casalinghe... senza tuttavia dimenticare l'importante contributo del portiere Antti Niemi in gara-2 vinta 1-2.

Sul fronte di Philadelphia, anche la top line di Mike Richards con Jeff Carter e Simon Gagne è stata bloccata nelle prime tre gare dall'attenta copertura difensiva dei BlackHawks su di loro; solo in gara-2 sono riusciti a costruire un'azione vincente con il goal di Gagnè assistito dai due compagni in power-play. E così anche i Flyers hanno dovuto ricorrere all'importante contributo della seconda linea condotta da Daniel Brière con Ville Leino e Scott Hartnell (con alcune apparizioni del giovane e promettente centro di terza linea Claude Giroux, ben 20 punti in 20 gare di Playoffs). Dopo le due gare perse a Chicago per un solo goal (5-6 e 1-2), il coach Peter Laviolette di Philadelphia aveva chiesto ai suoi uomini una maggior pressione contro il goalie Niemi degli Hawks, e lui stesso aveva cercato di creare un condizionamento psicologico chiedendo ai giornalisti quanto un portiere giovane come Niemi avrebbe potuto reggere in una Finale per la Stanley.
 Poi, a proposito di tattiche psicologiche, ancora Chris Pronger si sta distinguendo per “rubare” al suono della sirena finale il puck di gioco: tutti i quattro puck sono ora nella sua sacca di gara, lui sorridendo aveva lasciato capire che quei puck stavano “lavorando” per il pareggio nella Serie, ed ora stanno “lavorando” per la Stanley Cup!
Al di là di questi giochetti psicologici che non sappiamo quanto possano contare (ma dimostrano che Philadelphia sta affrontando la Serie finale in maniera più serena che non i favoriti BlackHawks) è interessante notare qualcosa sul coaching. Avendo diritto all'ultimo cambio di linea per le prime due gare, il coach Joel Quenneville di Chicago aveva optato per la linea di Toews contro quella di Bière, rinunciando allo scontro diretto tra le due top line. Non sappiamo come sarebbero andate le cose diversamente, ma la scelta non è stata producente per Chicago perchè la top line di Jonathan Toews e Patrick Kane ha subìto un importante shut out registrando per di più dei minus -3: infatti la linea di Brière, oltre non concedere loro un solo punto nelle prime due gare, si è pure distinta per andare in goal. ”A good defence is a good offence” ha detto Scott Hartnell, compagno nella linea di Brière. Il risultato è stato talmente positivo per i  Flyers (nonostante le due sconfitte di misura) che il coach Laviolette di Philadelphia ha riproposto lo scontro sul ghiaccio di casa in gara-3: qui Patrick Kane ha realizzato sì una bella rete in rapido contrattacco su lancio illuminante di Toews, la rete del 2-3 per gli Hawks, ma è stato proprio l'unico goal della top line degli Hawks in ben tre gare, ed alla fine i Flyers hanno conquistato quella gara-3 nell'overtime.
Tutti si sarebbero meravigliati se Laviolette avesse ripensato lo scontro di queste due linee, finora molto favorevole ai Flyers, ma evidentemente il coach ha visto qualche segno di concessione al gran movimento ed alla velocità ed al ritmo che Kane e Toews riescono a tenere in gara, così per gara-4 ha preferito far scontrare le due top line, quella di Mike Richards su quella di Toews! La mossa poteva parere un po' azzardata, tenendo conto che a molti analisti NHL Mike Richards era parso un pochino in calando (stanchezza fisica o qualche colpo ricevuto?), gli stava mancando quel qualcosa in più che lui sa dare, gli stava mancando il perfetto tempismo che normalmente ti fa capire come lui possa girare la gara in qualsiasi momento. Ma forse era giusto cambiare perchè Carter era in difficoltà contro Versteeg mentre anche Richards e Gagnè avevano mostrato difficoltà contro i loro opposti avversari (in particolare alcuni faceoff mancati da Richards  contro John Madden). Ed in fondo i Flyers erano stati un po' graziati dai BlackHawks nel terzo periodo di gara-3, prima di vincere l'overtime e riaprire la serie sul 1-2.

Ora gara-4 era fondamentale per Philadelphia, la vittoria era determinante per non dover tornare sul ghiaccio di Chicago con l'acqua alla gola. E finalmente si giocava “la gara tra i capitani” Mike Richards e Jonathan Toews, così tanto attesa. Be', forse il cambiamento fa bene ai Flyers che conducono una gara davvero intensa mettendo sotto per tutto il primo tempo (ed anche il secondo per la verità) i BlackHawks. I check difensivi di Pronger e soci si moltiplicano e mettono in affanno Chicago che perde un po' la testa ed il filo del gioco ragionato. Alcune reazioni scomposte per replicare a quei check sono sembrate fuori tempo e fuori fase, mentre i Flyers portavano le cariche energiche col giusto tempismo. La top line di Chicago riesce a realizzare un solo assist in power-play nella gara (ed è il loro primo PP point in nove nella serie!). Mike Richards realizza la bella rete d'apertura, togliendo il disco “di rapina” dal bastone di  Hjalmarsson dietro la gabbia prima di andare verso il goal ed appoggiare con un insidioso preciso backhand in fondo alla rete. Nonostante il suo primo goal nella serie Mike Richards non era soddisfatto della prestazione personale per i numerosi faceoff persi contro l'amico e rivale Jonathan Toews, poi perchè la linea di Toews ha costretto lui e compagni in spazi stretti e perlopiù nella zona neutra: “Non è stata la miglior gara della nostra linea ma non abbiamo giocato male, solo non abbiamo creato così tanto e con la stessa energia come nelle serie precedenti”. “Toews e Kane sono giocatori molto veloci, poi sono abili difensivamente. Non puoi trovare molto spazio contro di loro, si gioca molto in zona neutra ed i loro defender (Keith e Seabrook) vanno fuori ad aiutarli”. “E' stata una gara molto fisica, e finalmente abbiamo saputo segnare nei momenti giusti”. L'impressione è che in questa gara-4 Philadelphia abbia lavorato molto ad
 aprire gli spazi davanti a Niemi, ha cercato la gabbia e vinto gli scontri (driving the net, winning battles), e la cosa ha prodotto risultato. Viceversa i BlackHawks almeno per due terzi di gara hanno girato largo evitando il gioco semplice e diretto per tenersi fuori dalla battaglia.
Gli analisti NHL hanno messo in rilievo il gran lavoro fisico di Pronger su Bzfuglien e su Toews, gli avversari tentavano cariche su di lui, ma lui rendeva le cariche e creava gioco offensivo. “I BlackHawks erano fuori dal gioco, una squadra stava giocando ad Hockey mentre l'altra non era pronta: sono stati surclassati, non hanno lavorato, hanno perso gli scontri ed hanno perso dischi”. Poi notano come il cambiamento di attitudine di Chicago nel terzo periodo, fino a riaprire la gara dal 1-4 al 3-4, sia gran parte merito di Byfuglien più che del cambio tattico di inserire Andrew Ladd in prima linea con Jonathan Toews al posto di Patrick Kane. “Byfuglien ha trovato la misura per battagliare con Pronger davanti alla rete e lo ha allontanato dal gioco: “quando Chicago rinuncia a girare in tondo, rinuncia a giocare un gioco di disco e bastone, rinuncia alle finezze, e comincia a combattere ed a lavorare duro ed a giocare ad Hockey con la testa in  maniera semplice... allora può vincere la gara”. Insomma, tornando a Chicago i BlackHawks dovranno imparare dagli errori dei primi due tempi di gara-4 e ripartire da come hanno saputo reagire nel terzo tempo.

P.S.: un tifoso in un forum ha scritto: “Pronger is a brain ninja! He's completely in the heads of the Hawks players”. Vedremo se i BlackHawks riusciranno ad invertire la tendenza.

NOTA:  i giudizi e le interviste “tra virgolette” provengono da www.tsn.ca che ringraziamo.