le foto pubblicate sono tratte dal sito http://sports.yahoo.com/nhl       

 

Speciali:     1) Alain Cotè e i Nordiques    2) La storia del Colisèe Pepsi di Quebec    3) I nuovi Remparts

AMERICAN HOCKEY LEAGUE

  LA QUEBEC MAJOR LEAGUE  

Sabato 13 Giugno

 

Pittsburgh vince la Stanley Cup
Stefano Zappa

 

 

Si sa che gli americani amano le storie hollywoodiane: e cosa c'è di più hollywoodiano della rivincita? A distanza di un anno dai festeggiamenti dei RedWings sul ghiaccio della Mellon Arena, Crosby e soci sollevano l'ambita coppa in casa di Detroit, conquistando la terza Stanley Cup della loro storia. Protagonista della serata è Michel Talbot, autore dei 2 gol che nel secondo periodo hanno segnato il solco tra le Ruote Alate e Pittsburgh. Inutile la rete di Ericsson a metà della terza frazione; Fleury certifica il suo ingresso nei top goalie con una prova straordinaria, Malkin e Kunitz forniscono gli assist e sopperiscono all'infortunio di Crosby, out nel secondo periodo; così che a fine gara coach Bylsma può sorridere, pensando a quando prese le redini della squadra a metà Febbraio, in 10a posizione nella Eastern Conference: " La vita è pazzesca. Ho sognato un momento come questo, speravo che un giorno potesse accadere. Tanti buoni coach allenano per anni senza avere questa opportunità (giocare la Finale, ndr). E molte volte alla tua prima occasione non hai a disposizione una squadra di talento come questi ragazzi. Sono fortunato" . Per la prima volta nella serie, i Penguins limitano parecchio l'attacco di Detroit, sopratutto nel secondo periodo. Osgood è impegnato fin dai primi minuti, da Staal e Kennedy,ma il goalie di Detroit risponde alla grande. Così come Fleury, che è maestoso nel fermare un tiro di Maltby da distanza ravvicinata. Sul capovolgimento di fronte è Fedotenko ad vere una grossa opportunità ma Kronwall si intromette sulla traiettoria del disco. Il secondo periodo parte col botto:  Talbot contrasta Kronwall dietro la gabbia di Osgood, il disco passa dalla stecca di Malkin allo stesso Talbot che batte il portiere avversario con un disco sotto i gambali. Lo svantaggio scuote i RedWings che hanno l'opportunità di pareggiare: al 4' ma Fleury si oppone da campione a Helm così come si oppone alla sventola di Lidstrom al termine di un powerplay. La pressione dei padroni di casa non porta i frutti sperati e nonostante l'infortunio a Crosby (ginocchio sinistro out su check di Franzen) i Penguins raddoppiano: siamo al 10' e nel più classico dei contropiedi Talbot si invola e con uno slap nel sette batte Osgood per la seconda volta. Inizia la personale partita di Fleury contro Detroit: Franzen, Lidstrom, Ericsson si trovano la gabbia con la saracinesca abbassata, ed intanto il cronometro scorre. Detroit trova però il gol della speranza a 6' dalla sirena: one timer straordinario di Ericsson che dalla blu infila un missile sotto la traversa di Fleury. Gara totalmente riaperta. Malkin prova a richiuderla pochi secondi dopo ma Osgood si oppone. La Joe Louis Arena è un inferno; Kronwall colpisce la traversa, su deviazione di Fleury,  quando mancano 120" alla fine. L'utimo face off è drammatico: Detroit vince l'ingaggio in attacco, disco a Holmstrom che tira, Fleury respinge, sul rimbalzo si avventa Lidstrom che tira a colpo sicuro; Fleury si distende e respinge, la gara è finita Pittsburgh è Campione. 

 Malkin vince il premio come MVP dei playoff e Crosby solleva la Stanley Cup: il giusto coronamento alla politica di Pittsburgh, che negli ultimi draft ha pescato i vari Crosby, Malkin e Fleury: gli eroi della serata, gli eroi del terzo trionfo dei Penguins. Intanto, nella panca dei RedWings, Marian Hossa vede i festeggiamenti degli ex compagni: non è stato un grande affare cambiare casacca... 

Penguins 2 Red Wings 1 (Pittsburgh vince la Stanley Cup)

 

L'ex Vipers Craig Adams con la Stanley Cup

  

Mercoledì 10 Giugno

 

Pittsburgh è ancora viva grazie a Fleury
Stefano Zappa

 

 

Non è finita come l'anno scorso: grazie ad una prova di forza e carattere i Pittsburgh Penguins evitano la sconfitta casalinga in gara 6 di Stanley Cup e rovinano la festa ai Red Wings che già l'anno scorso festeggiarono l'11° titolo sul ghiaccio ospite della Mellon Arena. La vittoria per 2 a 1 è frutto di un match abbastanza inconsueto, con tutte le grandi stelle delle 2 formazioni lontani dal tabellino, con Detroit poco presente in attacco almeno nei primi 2 periodi  (ma che parate Fleury su Zetterberg!) e una prova maiuscola del goalie dei Pens. Marc-Andrè Fleury ha chiuso la saracinesca dopo che Draper, all'8' della terza frazione, aveva riaperto i giochi: parate pesantissime che hanno premiato l'estremo difensore di Pittsburgh come MVP della gara con 25 parate. Sugli scudi per i padroni di casa anche Staal e Kennedy, autori dei gol che hanno rimandato ogni discorso alla decisiva gara 7 di venerdì prossimo,alla Joe Louis Arena. Detroit ha invece subito per 40' la freschezza dei Penguins, trovando, per esempio, lo sbocco offensivo solo per 3 volte nel primo periodo (ma sempre in maniera pericolosa). Con questo andamento altalenante delle gara (Fleury che para a intermittenza, tenuta atletica precaria  per i"vecchietti" in maglia rossa, etc etc) ogni pronostico futuro sul match decisivo è destinato al fallimento. Veniamo alle cose di gara 6: Bylsma, coach di Pittsburgh, rinuncia a Miro Satan e rispolvera Petr Sykora, che offre un rendimento difensivo di qualità;  la prima parata importante è di Fleury su un one-timer di Zetterberg. I Pens reagiscono e si fanno vedere dalle parti di Osgood con Gonchar e sopratutto con Guerin, ma il goalie delle Ruote Alate ferma la discesa dell'ex ala degli Islanders; Pittsburgh può approfittare anche di 2 powerplay nel corso della prima frazione ma Osgood è sempre attento (su Crosby, in particolare) e Detroit gestisce le situazioni di inferiorità senza soffrire troppo. Anzi, nelle rare sortite offensive è quasi più pericolosa dei Penguins: come al 18',quando Datsyuk fa praticamente quello che vuole attorno alla gabbia di Fleury e regala un assist a Zetterberg che però spara sul corpo del portiere. La supremazia numerica nei primi 20' non ha prodotto effetti e alla Mellon qualcuno teme il peggio; ci pensa Jordan Staal a incanalare sui binari giusti per i Pens il secondo periodo: siamo al 1' e i RedWings sono in avanti; rapidissimo contropiede proprio con Staal che salta con un gioco di balaustra l'avversario sulla blu difensiva, si invola sulla sinistra di Osgood, scarica un primo tiro che il goalie respinge ma sulla ribattuta non può fare nulla. Lo svantaggio scuote Detroit che si fa vedere più spesso dalle parti di Fleury; è sempre Zetterberg il terminale più pericoloso delle azioni offensive,ma quando l'attaccante svedese riesce a superare il portiere avversario, è il palo a negargli la gioia della rete ed il pareggio per i suoi (siamo 60" dopo la rete di Staal...). Gli attacchi verso le gabbie non portano risultati di sorta nonostante i tentativi di Fedotenko e Staal da una parte e Zetterberg e Cleary dall'altra. E' proprio Dan Cleary ad impensierire Fleury in avvio di terzo periodo, ma il portiere di casa è bravo sulla doppia conclusione dell'avversario. Dupuis ci prova con una bomba dalla distanza, ma Osgood dice no. Arriviamo al 5' e al raddoppio dei Pens: Fedotenko è in balaustra con 2 avversari alle costole, serve di rovescio uno smarcatissimo Kennedy che gira dietro la gabbia, sfrutta una indecisione di Helm e batte il portiere avversario con una sorta di appoggio: 2 a 0e la Mellon è in paradiso. Dura però poco, perchè i RedWings sono ancora, tutto sommato,i Campioni: sonopassati3 minuti dalla seconda marcatura quando Chris Draper realizza il primo punto di questi playoff raccogliendo una respinta di Fleury su bomba di Ericsson. La gara si infiamma e Detroit potrebbe pareggiare subito, ma i Pens hanno la dea bendata dalla loro: Fleury raccoglie un rimbalzo volante della balaustra che anzichè atterrargli sulle spalle e finire in rete (ricordate gara 1 ?) viene gestito in maniera corretta. I Pens soffrono,concedono 2 superiorità agli avversari e Zetterberg prosegue il suo duello a distanza con l'estremo di casa ma è tutto inutile, Pittsburgh porta a casa gara 6, sconfigge l'incubo dei festeggiamenti RedWings sul proprio ghiaccio e venerdì si gioca tutto nel finale degno di una grande serie, come è stata questa. Detroit avrà un pò più di pressione addosso, ma il tifo infernale della Joe Louis sarà sufficiente per spingere Zetterberg e soci verso il 12° titolo? Detroit 1 Pittsburgh 2 (serie sul 3 a 3)

 

Domenica 7 Giugno

Nuovo coach a Montreal !!
Paolo Callegari

Mentre Detroit e Pittsburgh si stanno giocando la Stanley Cup (a proposito, ora i Red Wings sono tre a due nella finale, considerando la moltitudine d'infortuni che hanno avuto, probabilmente i rossi di Detroit festeggeranno la seconda coppa consecutiva, evento che non succedeva da molti anni) nella città dell'hockey fervono i preparativi per la prossima stagione; tra i sette giocatori liberi da contratto per ora ha firmato "solo" il vecchio difensore Patrice Brisebois, a ore dovrebbe arrivare la riconferma di Tanguay mentre per i restanti cinque dovremo attendere il draft di fine giugno. A questo proposito in riva all'Hudson girano voci sul possibile ingaggio di Kessel, centro-ala che servirebbe come il pane per i canadiens, ma per quanto riguarda il mercato ci sentiremo nei prossimi giorni...In questi giorni i tifosi canadiens erano in attesa di conoscere il nome del nuovo coach dei tricolori, e il direttore Bob Gainey in un'affollata conferenza stampa al Centre Bell dopo aver annunciato l'ingaggio dell'attaccante svedese Mikael Johansson, (centro proveniente dal Farjestads BK Karlstad, team in serie A svedese,dove ha giocato due anni raccogliendo ottime menzioni); pronunciava il sospirato nome: Jacques Martin! Originario di Saint Pascal in Ontario, Jacques debutta nell'hockey che conta come goalie dell'università di S.Laurence nella NCAA dal 1972 al 1974, dopo alcuni anni di peregrinazioni nelle serie minori e capendo che la sua carriera era finita ancora prima di iniziare...(ragazzi era mediocre!!) partecipò ai corsi di allenatore, sin dalle prime lezioni si notò subito la sua capacità nell'allenare i giovani con schemi ferrei ma molto innovativi; il suo debutto da coach avvenne nel 1982 a Peterborough in Quebec Major league, come assistente coach di Dick Todd, due anni in cui ottenne buoni risultati ma contraddistinti da aspre critiche con il capo coach...la sua mentalità offensiva e fautrice del bel gioco non si addiceva al classico difensivista Todd, ma nessun problema...le sue idee innovatrici vennero notate dal presidente dei Platers che lo ingaggiarono per la stagione 1985, team che sotto la sua direzione diede spettacolo vincendo la coppa Ross Robertson (campioni della lega dell'Ontario), e dopo una battaglia con i Rimousky riuscì a vincere la Memorial Cup ottenendo anche la menzione come miglior coach delle leghe nord americane. Questi successi clamorosi lo portarono all'onore delle cronache, fu subito notato dai team professionistici e l'anno dopo fu ingaggiato dai Saint Louis che portò ai playoff, segui un'esperienza felice con Chicago, i Nordiques di Quebec e i Senators di Ottawa (famose le sue urla nella settima gara di finale di Conference nel 2003 contro i Devils..probabilmente la gara più spettacolare della storia Sens!) prima di arrivare al sogno...Si perchè nel 2002 alla vigilia delle olimpiadi di Sant Lake City fu nominato tra i tre allenatori del team Canada che sconfiggendo i cugini americani riportarono la medaglia d'oro nella patria dell'hockey, successo bissato due anni dopo nella coppa del Mondo vinta contro la Finlandia; questi successi lo portarono alla ribalta delle cronache hockeystiche ma il suo carattere introverso per non dire "cazzuto" gli impedirono l'approdo al grande club. Chiusa la parentesi nazionale, negli ultimi anni è stato il direttore generale e aiuto coach di Florida, entrato nell'organizzazione Phanters nel 2004 si è subito distinto per il suo gioco offensivo, nonostante il mediocre potenziale giallo rosso i tifosi al termine della stagione 2007 gli tributarono un lunghissimo applauso. Jacques nonostante un'età ancora giovanile è tra i dodici allenatori della Nhl che hanno diretto più di 1000 match nella lega, speriamo che la favola con i canadiens duri a lungo...Come si è capito è un allenatore dalla mentalità offensiva, è abituato a schierare una squadra con tre attaccanti puri e difensori molto offensivi, ad occhio dovrebbe essere l'ideale per Montreal a patto che la società intervenga sul mercato, a parte l'incognita Lang (speriamo che recuperi dal brutto infortunio) e i 5 indecisi, serve urgentemente un altro terzino, un centro (Kessel?) e un attaccante di peso per provare la scalata alla coppa, e se rimanesse qualche soldino nel salary cup un goalie tosto!!

Detroit annienta Crosby e soci
Stefano Zappa

 

 

A differenza di quanto visto nei precedenti 4 incontri, gara 5 di Stanley Cup è stato un dominio, una lezione che i campioni di Detroit hanno impartito non solo a Pittsburgh ma a tutti quelli che li consideravano, dopo le sconfitte alla Mellon Arena, dei bolliti, dei vecchietti stanchi e lenti. Un 5 a 0 che non lascia repliche a Crosby e soci, maturato dalla grande prova di Zetterberg (1+1) schierato in linea con il rientrante Datsyuk (2 assist): l'ala svedese, schierato nell'occasione da centro, è tornato decisivo come nella passata edizione della Stanley Cup, non solo come realizzatore ma facendo una guardia spietata a Sidney Crosby, limitandone il raggio d'azione (1 solo tiro nei 18' di ghiaccio del Capitano di Pitts). Altra prova maiuscola quella di Chris Osgood, che oltre allo shutout si porta a casa un assist (sul secondo gol, di Filippula). C'è gloria anche per lo special team delle Ruote Alate: ok che Pittsburgh ha fatto di tutto per giocare in penalty killing (8 penalità, prima della rissa finale) ma il powerplay di Detroit ha funzionato a dovere,realizzando 3 reti consecutive. Dei Penguins nessuna traccia: dopo aver iniziato bene la gara, impegnando Osgood con una certa regolarità, gli ospiti si sono persi,stretti nella morsa di Deroit e limitati, per merito degli avversari, nelle giocate degli uomini chiave della squadra. Un capitombolo che ha coinvolto anche Fleury, sostituito dopo la 5a rete incassata al 15' della frazione centrale. Andiamo con ordine:  come detto, dopo un avvio intenso,con gli ospiti reattivi e pericolosi dalle parti della gabbia RedWings, al 13' arriva il vantaggio arriva al 13'con un tiro preciso a fil di palo di Cleary , che insacca con uno slap dallo slot. I Penguins accusano il colpo ma la frazione si chiude sul minimo vantaggio; nel secondo periodo Dtroit approfitta di una penalità a Kunitz per chiudere i Pens nel loro terzo. Fleury e soci resistono ma dopo soli 5" dal rientro sul ghiaccio di Kunitz, i RedWings s inventano un'azione iniziata da Osgood, perfezionata da Hossa e chiusa da Flippula che di rovescio batte il portiere avversario per il 2 a 0. Siamo al 2' di gioco. I Penguins perdono smalto e lucidità: in 10 minuti rimediano 3 penalità e altrettanti gol. Inizia Kronwall, con una caparbia azione che mette in evidenza le difficoltà della difesa avversaria. 2' più tardi è Rafalski a bucare Fleury con uno slap preciso. E al 15' è la volta di Zetterberg che insacca da pochi passi un 'assist micidiale di Hudler. Fleury esce,entra Garon ma per i Pens è notte fonda. Praticamente non succede più nulla: Garon si oppone bene a qualche tentativo delle Ruote Alate (su Hossa in particolar modo); al 18' della terza frazione Malkin da il via ad un parapiglia che distribuisce 10 minuti per cattiva condotta a Cooke, Talbot e Lebda. E poi è festa per la Joe Louis Arena, 11a vittoria casalinga in questi playoff per Detroit (su 12 gare) e la 12a Stanley Cup parecchio più vicina a HockeyTown. Vedremo se e che tipo di ripercussioni lascerà questa disfatta nelle teste dei giocatori di coach Bylsma. Pittsburgh 0 Detroit 5 (serie 3 a 2 per Detroit)

 

Venerdì 5 Giugno

I Penguins pareggiano la serie
Stefano Zappa

 

 

I Pittsburgh Penguins fanno loro anche gara 4 e pareggiano la serie con i Detrot RedWings. Il 4 a 2 finale ricalca nel risultato gara 3 , ma questa volta i tifosi della Mellon Arena hanno assistito, contrariamente a tutti i precedenti match di Sranley Cup '09,  ad un periodo centrale che potrebbe segnare la svolta mentale decisiva per l'assegnazione della serie. Ma andiamo con ordine; Detroit recupera per l'occasione Chris Draper ma Datsyuk resta ancora out ed a questo punto ci si chiede se mai scenderà sul ghiaccio per disputare una gara della Finale. Pittsburgh è al gran completo e parte subito forte, sfruttando l'unico punto debole conclamato degli avversari: lo special team di Detroit, sia offensivo che difensivo,  è il solo reparto che non offre le necessarie garanzie di affidabilità a coach Babcock ed è così che al 2' di gioco i Penguins sono avanti; Kronwall rimedia una penalità al 1', il powerplay dei Pens  gira a mille e Osgood si oppone come può a Staal, a Letang ma nulla può sulla ribattuta in rete di Malkin. I RedWings hanno il possesso del  disco ma le azioni più pericolose arrivano dalle parti del goalie ospite, che dice no a Crosby, Talbot e Satan; sull'altro lato del ghiaccio Fleury sembra aver trovato maggior fiducia e la bella prova di 2 sere addietro ha i suoi benefici: Detroit ad un certo punto mette l'assedio alla gabbia dei Pens ma Fleury si oppone a Cleary e Franzen. Alla fine del periodo saranno ben 18 le parate del portiere di casa, che deve però inchinarsi al 18' sul bel tiro di polso di Helm che, dopo una azione in solitaria, firma il suo 4° gol nei playoff e pareggia i conti. La frazione centrale, fino ad ora terreno di conquista dei RedWings,parte come si era chiuso il primo: Ruote Alate in avanti e Penguins timorosi; così al 45" è Brad Stuart a portare avanti gli ospiti con una fucilata raso ghiaccio dalla blu, dopo un giretto in solitario di Zetterberg dietro la gabbia avversaria. Il vantaggio galvanizza ulteriormente i ragazzi di Babcock, Pittsburgh non riesce a tornare in partita  e intorno al 6' commette 2 penalità consecutive che potrebbero costare caro: prima Malkin e poi Orpik lasciano i Pinguini con l'uomo in meno per 4' filati; ma è da quest'ultima penalità che nasce il break decisivo: Jordan Staal riceve disco nel suo terzo difensivo,parte in contropiede, l'arma più micidiale dei Pens, vince l'opposizione di Rafalski e batte Osgood per il primo shorthanded gol della serie: 2 a 2 e partita pienamente recuperata. Tanto che dopo soli 2' la premiata ditta Malkin-Crosby confeziona, in contropiede, il sorpasso: il Genio entra nel terzo offensivo con il disco sulla stecca, aspetta il momento buono per regalare a Sid the Kid un assit al bacio per il suo primo gol in questa Stanley Cup. La Mellon è impazzita, Detroit frastornata e dopo 4' arriva la terza rete consecutiva per i Penguins; ottimo forechecking di Kennedy che costringe all'errore, nel proprio terzo, Zetterberg; Kunitz si impossessa del disco, cambia fronte di gioco e trova Crosby che chiude l'ipotetica triangolazione passando a Kennedy che da pochi passi deposita in rete il 4 a 2: il tutto servito alla velocità della luce. Detroit non può mollare,siamo solo al 14' della seconda frazione ma Pittsburgh amministra gioco ed energie, Fleury è insuperabile (MVP con 35 parate) e gara 4 finisce nella mani di Crosby e soci. Cosa è cambiato rispetto alla Stanley Cup dello scorso anno? Evgeni Malkin. Il russo ha preso parte 7 volte nei 10 gol fino ad ora fatti dai suoi. Potrebbe bastare questo dato, ma è anche l'intesa con Crosby e con il resto della squadra che sta facendo emergere l'immenso talento di Malkin e reso i penguins più competitivi. Una spina nel fianco per Lidstrom e soci, costretti ora a vincere la delicatissima gara 5, tornando alla Joe Louis Arena: con molta probabilità sarà quello il match che deciderà il vincitore della Stanley Cup 2009. Detroit 2 Pittsburgh 4 (serie sul 2 a 2)

 

Mercoledì 3 Giugno

Finalmente Pittsburgh!
Stefano Zappa

 

 

I Pittsburgh Penguins riaprono la serie di Stanley Cup battendo i Red Wings in gara 3, la prima disputata alla Mellon Arena, per 4 a 2. I padroni di casa hanno beneficiato degli assist del solito Malkin (3), del primo punticino messo a segno da Crosby nella serie (assist) e da una prova finalmente convincente del goalie Fleury, capace non tanto di chiudere il match con la statistica 27/29 ma di aver sbarrato la strada a Detroit nel momento più delicato: nel secondo periodo infatti, Franzen e soci  hanno schiacciato i Pens nel loro terzo,concedendo solo 4 conclusioni agli avversari a fronte delle 14 verso la gabbia di casa. Mantenendo la rete inviolata, Fleury ha anche permesso il primo periodo della serie senza marcature. I Red Wings hanno perso la gara sotto l'aspetto fisico: la gente di Pittsburgh aveva bisogno di essere "caricata" dopo le batoste delle prime 2 gare e così Kunitz ha pensato bene di esibirsi in 10 hits nei primi 40' di gioco; da solo, 2 in meno rispetto al totale delle Ruote Alate. L'assenza forzata di Datsyuk ormai non fa più notizia e gli ospiti non sembrano sentirne la mancanza; dopo il vantaggio Pens siglato da Talbot al 4' con un bel tiro al volo dallo slot, Detroit ristabilisce il pareggio dopo soli 2' con Zetterberg (primo gol nella serie e 10° nei playoff) che sfrutta l'ottimo lavoro di Leino dietro la gabbia avversaria e chiude il rimbalzo sul tiro del compagno per battere Fleury con un tiro sotto la traversa. Ed alla prima occasione in powerplay gli ospiti passano a condurre; il portiere di Pittsburgh è prima miracoloso su una bomba di Lidstrom dalla blu; ma nulla può 30" più tardi sulla conclusione al volo di Franzen, pescato molto bene da un'assist di Zetterberg in mezzo all'area dei Pens. Siamo all'11' e alla Mellon serpeggia il pessimismo. Quando l'uomo in più tocca ai Pens, 4 minuti più tardi, Osgood si supera contro Crosby,negandogli la rete; ma nulla può sulla fucilata di Letang che fissa il risultato alla fine della prima frazione sul 2 a 2.  Come detto la frazione centrale è appannaggio degli ospiti: ci provano Kronwall, Hossa (fischiatissimodall'ex pubblico), Holmstrom e, in uno-contro-uno, Samuelsson. Tutto inutile, Fort Fleury resiste e così nel terzo periodo i Penguins capiscono di dover cambiare registro: Osgood nega ancora la rete a Sidney ma il gol arriva lo stesso; altro powerplay e altra scarica dalla blu, questa volta centrale e dalla stecca di Gonchar, che batte il goalie avversario, coperto da un paio di maglie nere. Detroit ci prova ma Fleury è sempre attento, Pittsburgh infila un paio di contropiede ma non trova la rete della sicurezza. Almeno fino al 19' quando Talbot infila dal suo terzo il disco del 4 a 2 finale che porta i Penguins in paradiso, riapre la serie e rilancia Fleury come protagonista positivo del match. Detroit ha subito troppo la fisicità degli avversari, non ha sfruttato la seconda chance in powerplay avuta (Pitts ne ha avute 3 e sfruttate 2) ma si ha sempre avuti la sensazione che anche questa gara potesse finire nelle loro mani. Detroit 2 Pittsburgh 4 (serie 2 a 1 per Detroit)

 

Lunedì 1 Giugno

I Red Wings sul 2 a 0
Stefano Zappa

 

 

Detroit batte con l'identico punteggio di gara 1 Pittsburgh ( 3 a 1) e si porta sul 2 a 0 nella serie. Dopo 24 ore a restare immutato non è solo il risultato ma anche l'andamento del match, con i Penguins forse più volte insidiosi dalle parti di Osgood  rispetto al match di ieri; tant' è che il goalie dei RedWings è l'MVP di gara 2 con 31 salvataggi. L'eroe che non ti aspetti è ancora Justin Abdelkander, autore della terza rete nel terzo periodo  esattamente come in gara 1. A questo punto l'assenza continua di Pavel Datsyuk non è più un problema, visto che i giovani schierati da coach Babcock stanno rendendo più del previsto. Per Pittsburgh il problema resta il gol: dell'attacco capace di segnare reti a grappoli sembra non essere rimasto niente, nonostante l'illusione del vantaggio, siglato da un Malkin molto nervoso: su 21 minuti di penalità dei Penguins, 19 sono di Evgeni ma poi vedremo perchè. E' la stella russa comunque a portare avanti gli ospiti in powerplay, dopo una serie incredibile di batti e ribatti davanti alla gabbia di Osgood, il quale si oppone con efficacia ai tentativi di Letang, Crosby e Guerin prima di capitolare sul tocco di Malkin, che fa passare il puck attraverso una fila di pattini e stecche. La difficoltà di questa azione è l'emblema dei problemi che i Penguins trovano in attacco. Nei 16' precedenti sono stati vani tutti i tentativi di Guerin, Kunitz, Crosby e lo stesso Malkin, neutralizzati dal goalie di casa. La prima frazione termina sul vantaggio di Pittsburgh. Nel secondo tempo la musica cambia decisamente e Detroit stinge nel proprio terzo gli avversari. Il pareggio arriva perciò poco dopo la ripresa delle ostilità, non prima dell'ennesimo paratone di Osgood su appoggio di Malkin. E' Ericsson a siglare l' 1 a 1  al termine di una azione offensiva lunga e manovrata che ha visto Fleury impegnato in una serie infinita di parate. Il pericolo sembra passato ma Ericsson trova lo slap giusto su un disco uscito dall'ingaggio e fulmina il portiere di Pittsburgh, coperto da Helm.  Come se ce ne fosse bisogno la rete carica Detroit e la Joe Louis Arena, ma Fleury fa buona guardia, sopratutto su un Zetterberg deciso a tornare nel boxscore. Il gol del vantaggio arriva comunque al10' con Filippula che da posizione molto defilata insacca il puck di rovescio dopo una deviazione del portiere dei Pens su tiro di Holmstrom; gran parte del merito va però attribuito a Hossa che recupera un disco facendo volare via la stecca all'avversario e innescando l'azione decisiva. La rete subita pesa come un macigno, anche perchè arrivata pochi secondi dopo la fine di una penalità fischiata a Malkin.  Osgood risponde presente sui tentativi di Guerin e Fedotenko; Fleury non è da meno su Franzen e Cleary ma il secondo periodo termina sul 2 a 1 per Detroit. Nella terza frazione Pittsburgh parte subito forte ma Osgood, con la complicità di Zetterberg, chiude su Kunitz. E' il preludio alla terza marcatura di Detroit: Abdelkander gestisce un disco a centro ghiaccio, entra nel terzo offensivo ma è controllato da 2 difensori avversari,per questo sembra intenzionato alla gestione del puck per un cambio linea; l'ala statunitense invece si inventa uno slap, girandosi all'altezza del disco d'ingaggio e infilando il disco sotto la traversa. I Penguins ci provano a riaprire il match ( solo 3 i tiri per Detroit nell'ultimo periodo) ma il fortino di Osgood resiste. A 20" dal termine scatta la rissa, innescata da Malkin, che coinvolge Zetterberg: il russo si becca 2+10 di penalità ma non rischia la squalifica. Una fortuna per Pittsburgh, perchè alla Mellon Arena gli aspetta un compito molto duro: scalfire la più micidiale macchina da hockey degli ultimi 20 anni. Penguins 1 RedWings 3 (serie Detroit 2 a 0)

 

 

Domenica 31 Maggio

Detroit si aggiudica il primo round
Stefano Zappa

 

 

I Detroit RedWings vincono gara 1 di Stanley Cup ed infliggono ai Penguins la prima sconfitta dopo 5 successi consecutivi; Crosby e soci non hanno potuto nulla di fronte alla supremazia fisica degli avversari, pagando dazio anche per un Fleury sotto tono e in parte sfortunato. Il 3 a 1 finale rispecchia l'andamento del match, giocato da 2 formazioni che se a livello tecnico globale si equivalgono, da un punto di vista caratteriale (le cosiddette "palle") vede uscire nettamente vincitore le Ruote Alate: 70% di ingaggi vinti, balaustre dominate, possesso del disco  e un roster che sforna uomini decisivi nuovi ad ogni match, nonostante le assenze pesanti di Datsyuk e Draper. Questa sera è toccata a Justin Abdelkader, ala sinistra di 22 anni, che in avvio di terzo periodo ha siglato la sua prima rete nei professionisti, chiudendo il discorso di gara 1.  Detroit vincente nonostante le assenze e Pittsburgh che paga il dazio di un approccio alla gara condizionato forse dall'aspettativa della "rivincita": non basta giocare di rimessa e quando i ragazzi di Bylsma hanno pressato gli avversari qualcosa di buono è venuto; Malkin e Crosby hanno provato a cantare e portare la croce (andatevi a vedere la hit di Sidney su Zetterberg) ma non è stato sufficiente e i progressi che i Pens devono fare in vista di gara 2 (da giocare stanotte, assurdo!) sono tanti ed importanti. La gara: gli ospiti partono subito forte ed è Osgood ad intervenire per primo su un tentativo di Talbot,dopo soli 60". Maran Hossa, sorvegliato speciale in qualità di ex, subisce una carica devastante a centro pista da Orpik e capisce che forse non è serata; siamo al 10' e la gara è tattica e dura. 3 minuti dopo ecco il vantaggio che fa sobbalzare la Joe Louis Arena: che Fleury non avesse buon feeling con i rimbalzi del puck sulla balaustra era cosa nota, ma subire una rete così in Finale può condizionarne il morale ,e quello che ne consegue, non solo per una gara ma per l'intera serie. E' il violento tiro di Stuart (alla seconda rete consecutiva) che passa a fil di palo,tocca la balaustra per tornare sul gambale del portiere ospite ed infilarsi in rete. Pazzesco. I Penguins però non si scoraggiano e ad 1' dal primo intervallo trovano il pareggio: il forechecking degli ospiti mette in difficoltà Lebda, che perde il controllo del puck su pressing di Malkin; il russo scarica un violento tiro che Osgood riesce a parare ma non a trattenere ed è la stecca di Fedotenko,più rapida rispetto a quella del portiere di casa, ad impossessarsi del disco e a depositare in gol l'1 a 1, sul quale termina il primo periodo. La seconda frazione vede ancora Pittsburg pericolosa per prima, con un contropiede solitario di Malkin, al quale trema il polso e che regala a Osgood, per la deviazione del puck diretto nelle sette, l'ovazione del pubblico. Lo schema del match è chiaro: Detroit padroni del possesso disco, Pittsburgh in contropiede. Si sarebbe potuto andare avanti così all'infinito, non ci fossero state le balaustre: siamo al 19' del secondo tempo e i RedWings presidiano il terzo offensivo come al solito; Rafalki lascia partire un tiro all'altezza del cerchio d'ingaggio, il puck passa distante dalla gabbia, rimbalza sulla balaustra e da posizione defilata Franzen tocca il suo 11° centro nei playoff, con la complicità del pattino del portiere avversario. Qui le responsabilità di Fleury sono tutto sommato minori, ma prendere 2 gol strutturalmente identici è una mazzata; pesante tanto quanto il gol che chiude la gara ed arrivato al 3' dell'ultima frazione; Ville Leino, oscura ala finlandese, manovra disco dietro la gabbia dei Pens, serve Abdelkander che tira una prima volta e poi, sulla ribattuta di Fleury,insacca il disco per la smisurata gioia sua e dei tifosi biancorossi. Detroit controlla il gioco,Osgood stoppa Letang e intasca la gara 1 di Stanley Cup.  Penguins 1 RedWings 3 (serie 1 a 0 Detroit)