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La presentazione della stagione 2007-2008 della NHL

 

 

DETROIT VINCE LA STANLEY CUP
Stefano Zappa

 

 

Pittsburgh-Detroit   2-3 ( series 2-4)
Scoring Summary

Detroit 5:03, Brian Rafalski 4 (power play) (Henrik Zetterberg, Pavel Datsyuk) ; Detroit 28:07, Valtteri Filppula 5 (Mikael Samuelsson, Niklas Kronwall) ; Pittsburgh 35:26, Evgeni Malkin 10 (power play) (Sidney Crosby, Marian Hossa) ; Detroit 47:36, Henrik Zetterberg 13 (Pavel Datsyuk, Niklas Kronwall) ; Pittsburgh 58:33, Marian Hossa 12 (power play) (Sergei Gonchar, Evgeni Malkin)

 

 

E’ andata come da pronostico, forse con qualche colpo a sorpresa come la vittoria dei Pens in gara 5, ma alla fine i Detroit Red Wings si portano a casa la loro 11° Stanley Cup vincendo alla Mellon Arena per 3 a 2 la gara 6 di finale.  Il match parte subito bene per le Ruote Alate che al primo tentativo in powerplay passano in vantaggio grazie ad un bel tiro di Rafalsky che buca Fleury, coperto ed incolpevole. Come in tutte le precedenti sfide è Detroit a condurre il gioco anche se Osgood è chiamato in causa in un paio di circostanze su Hossa e su un redivivo Malkin.

Ma non basta: il secondo periodo vede il raddoppio degli ospiti con Filippula, bravo a ribadire in rete una respinta corta di Fleury su tiro di Samuelsson;  siamo al 28’ ma la rete subita non scompone gli uomini di Therrien che a 5’ dal termine del periodo centrale trovano la rete con il primo sigillo in finale di Malkin, gol fotocopia di quello di Rafalsy nel primo periodo. Da qui in poi sale in cattedra Chris Osgood: il goalie di Detroit si oppone alla grande sui successivi tentativi di Crosby (stasera in ombra) e soci.  Al 7’ del terzo periodo arriva il gol che decide la gara e le sorti della Stanley Cup: Pittsburgh è in pressione nel terzo offensivo ma Detroit riesce a fatica e con poca convinzione ad uscire con Zetterberg; l’ala svedese ingaggia un duello 1 contro 1 con  Gonchar , lo salta e tira centralmente addosso a Fleury. Il goalie di casa lascia passare il disco sotto i gambali ed il puck, lentamente si avvia verso la gabbia: inutile il tuffo del portiere, che, anzi, spinge ulteriormente  il disco nella rete; 3 a 1 ad una manciata di minuti dalla sirena finale.

La rete di Hossa a 1’ dal termine serve soprattutto a Chris Osgood di esibirsi nell’ultimo decisivo intervento praticamente sulla sirena; finisce 3 a 2 per Detroit, Zetterberg si porta a casa il Conn Smythe Trophy come miglior giocatore dei playoff (13 gol e 14 assist) mentre ad Hockeytown si stanno già preparando ad accogliere i nuovi padroni della Stanley Cup

 

 

 

Martedì 3 Giugno

 

MIRACOLO DI PITTSBURGH, SYKORA METTE LA FIRMA SU GARA 5
Stefano Zappa

 

 

Pittsburgh-Detroit   4-3 3°O.T.( series 2-3)
Scoring Summary

Pittsburgh 8:37, Marian Hossa 11 (Sidney Crosby, Pascal Dupuis) ; Pittsburgh 14:41, Adam Hall 3 (unassisted) ; Detroit 22:54, Darren Helm 2 (Kirk Maltby) ; Detroit 46:43, Pavel Datsyuk 10 (power play) (Henrik Zetterberg, Brian Rafalski) ; Detroit 49:23, Brian Rafalski 3 (Johan Franzen, Henrik Zetterberg) ; Pittsburgh 59:25, Max Talbot 3 (Marian Hossa, Sidney Crosby) ; 3OT Period Pittsburgh 9:57, Petr Sykora 6 (power play) (Evgeni Malkin, Sergei Gonchar)

 

Pittsburgh espugna la Joe Louis Arena al terzo tempo supplementare, portando a casa non solo Gara 5 di Stanley Cup ma anche la possibilità di pareggiare  definitivamente i conti tra 2 giorni alla Mellon Arena e trascinare i Red Wings a gara 7 per l’assegnazione del titolo. Squadre al completo, con il rientro nelle file delle Ruote Alate di Holmstrom, assente nell’ultimo match disputato in Pensilvanya. Il primo periodo è tutto appannaggio dei Pens, che con Marian Hossa prima (11° gol) e Hall poi regolano i padroni di casa per 2 a 0; nei secondi 20’ però Fdetroit torna padrona assoluta del ghiaccio, trovando subito la via della rete con Helm ma trovando il goalie di Pittsburg Fleury sempre pronto. La scena non cambia nel terzo, allorchè la gabbia ospite viene letteralmente cinta d’assedio (14 a 4 i tiri per Detroit come parziale di periodo) portando in dote per i Red Wings le reti di Datsyuk (10°) e Rafalsky, sempre imbeccati da uno Zetterberg scatenato, per il sorpasso sui Pens.

La Joe Louis Arena è in delirio, manca una manciata di secondi all’ 11° titolo per Detroit quando Talbot, sull’asse Hossa-Crosby, trova incredibilmente la rete del 3 a 3: il cronometro segna –35” alla sirena. Gli overtime regalano ancora il solito copione, con Fleury impegnato a fare miracoli contro i tentativi sempre più frustranti degli avanti di casa. Si arriva così al 3 supplementare ed alla rete di Petr Sykora, sul primo assist e primo punto di Malkin in tutta la serie, che regala ai suoi Penguins un altro giro sulla ruota della Stanley Cup. Eroe assoluto della serata Marc-Andrè Fleury, autore di 55 interventi su 58 tiri avversari: letteralmente “The Wall”.

 

 

Domenica 1 Giugno

 

Detroit espugna l'Igloo, Stanley Cup ad un passo
Stefano Zappa

 

 

Pittsburgh-Detroit   1-2 ( series 1-3)
Scoring Summary
Pittsburgh 2:51, M.Hossa 10 (S.Gonchar.S.Crosby)   Detroit 7:05, N.Lidstom 3  (B.Rafalsky, P.Datsyuk)   Detroit 52:27, J.Hudler 5 (D.Helm, B.Stuart)

 

 

Dopo oltre 6 mesi e 19 partite, Pittsburgh perde una partita sul ghiaccio amico della Mellon Arena: i Red Wings si impongono per 2 a 1 in gara 4 di Stanley Cup procurandosi così 3 match ball per aggiudicarsi la loro 11a coppa. E dire che la sfida era iniziata nel migliore dei modi per Crosby e compagni, con la rete dopo solo 2' di Marian Hossa, in power play,  bravo a siglare la sua 10a rete in postseason con un doppio tentativo a pochi passi da Osgood.

La reazione degli ospiti non si fa attendere (come sempre Detroit tira molto più frequentemente di Pittsburgh) e al 9' è Lidstrom a pareggiare i conti con una delle sue classiche sassate dalla blu, che Fleury, probabilmente coperto, non vede. Il primo periodo termina sull'1 a 1. Nel secondo periodo i Pens premono sull'acceleratore ma Osgood fa un'ottima guardia: i suoi interventi su Crosby, Malkin (ancora a 0 punti in questa finale) e Hossa sono determinanti e pur senza portare a casa il gol,i tifosi che strabordano alla Mellon Arena ci credono.

All''avvio del periodo conclusivo arriva però una doccia fredda: forse con la rete più "stupida" vista fino ad ora Detroit passa in vantaggio: i Red Wings sono in attacco ma Pittsburgh resiste e coach Babcock sta per chiamare il cambio di linea; un alleggerimento troppo allegro della difesa rimette sulla stecca di Helm un disco giocabile che l'attaccante ospite con poca convinzione rimette in avanti, mettendo in crisi i difensori di casa che lasciano sfilare l'innocuo passaggio che arriva ad Hudler, bravo a girare di rovescio il gol sul quale forse Fleury è colpevole. Il minimo vantaggio sarà difeso con i denti, con Osgood che sale in cattedra quando per oltre 1 minuto i Penguins hanno un 5 contro 3; tutto inutile, Detroit vince all'Igloo, prima dopo NewJersey (era Novembre); la maggiore esperienza delle Ruote Alate è il vero fattore decisivo in una sfida che,con il risultato di questa notte, sembra ampiamente nelle mani di Detroit.

 

 

Giovedì 29 Maggio

 

Crosby riporta Pittsburgh in corsa
Stefano Zappa

 

 

Pittsburgh-Detroit   3-2 ( series 1-2)
Scoring Summary
Pittsburgh 17:25, S.Crosby 5 (M.Hossa)   Pittsburgh 22:34, S.Crosby 6 (M.Hossa, R.Malone)   Detroit 34:48, J.Franzen 13  (N.Lidstrom, N.Kronvall)  Pittsburgh 47:18, A.Hall 2 (M.Talbott, G.Roberts)   Detroit 53:37, M.Samuelsson 5 (B.Stuart, V.Filippula)

 

Alla Mellon Arena i Penguins trovano gol e vittoria per la prima volta in queste finali di Stanley Cup. Grande protagonista "Sid the kid" che sigla le prime 2 reti dei Pens aprendo la strada della vittoria per i suoi, nonostante Detroit abbia mollato solo alla sirena finale. Il 3 a 2 premia anche Marc Andrè Fleury: il goalie di Pittsurgh conquista la 19a vittoria consecutiva sul ghiaccio amico (e la 13a dei playoff) rendendosi protagonista di una gara positiva con 32 interventi su 34 tiri e chiudendo la saracinesca nel momento topico del match, con le Ruote Alate in forcing alla ricerca del pareggio. Per Detroit solita gara tutta sostanza,con Franzen tornato al gol, quello del momentaneo 1 a 2, il 13° dei suoi playoff; la squadra di Babcock si conferma più vulnerabile in trasferta che dentro le mura della Joe Louis Arena ma  ieri notte è mancata solo un pò di concentrazione in fase difensiva: le reti dei Penguins sono infatti arrivate su azioni  insistite davanti alla gabbia di Osgood, ieri meno "superlativo" del solito (21 su24). In ogni caso la sfida per la Stanley Cup è risorta,grazie sopratutto a Crosby e alla sua determinazione nel portare fuori la squadra dalle sabbie mobili; gara 4 sarà fondamentale perchè potrebbe dare il primo match point ai Red Wings o spostare gli equilibri della serie verso la franchigia guidata da coach Therrien.

 

 

Martedì 27 Maggio

 

Detroit vince ancora, Osgood altro shotout
Stefano Zappa

 

 

Detroit - Pittsburgh 3-0 ( series 2-0)
Scoring Summary
Detroit 6:55, Brad Stuart 1 (Valtteri Filppula)   Detroit 11:18, Tomas Holmstrom 4 (Henrik Zetterberg)  Detroit 48:48, Valtteri Filppula 4 (Johan Franzen, Brad Stuart)

 

I Red Wings replicano e fanno loro ancora gara 2 di Stanley Cup con un 3 a 0 che sulla carta non lascia molto da dire; Detroit ha spuntato l'attacco dei Penguins concedendo solo 22 tiri verso la gabbia di Osgood e sfruttando anche il nervosismo di alcuni avversari (Talbott e Malone su tutti) ha condotto in porto una gara iniziata subito nei migliore dei modi.

Passata la metà del primo periodo la formazione di coach Babcock conduceva già la gara per 2 a 0, grazie alle reti di Stuart (deviazione davanti a Fleury su tiro dalla blu di  Filippula)e Holmstrom, bravo a scartare l'estremo di Pittsburgh dopo un assist da dietro gabbia di Zetterberg. Nel periodo centrale gli ospiti cercano con maggiore insistenza la prima rete della serie, ma Osgood è bravo a respingere i tentativi di Crosby e Hossa. Arriva così, a metà terzo tempo,la rete che chiude il match: in 4 contro 4 Filippula entra con decisione nel terzo dei Pens, taglia da destra a sinistra lo slot di Fleury e,in velocità, lo salta depositando in rete il disco del definitivo 3 a 0.

Nulla da fare per Crosby e compagni, la Joe Luois Arena è stata finora avara di soddisfazioni (e di gol) ; da domani la sfida si sposta alla Mellon Arena ma per quanto visto fino ad ora la Stanley Cup sembra aver già trovato il padrone per il 2008.

 

 

Domenica 25 Maggio

 

Stanley Cup : Detroit vince gara 1

 

 

 

Detroit - Pittsburgh 4-0 ( series 1-0)
Scoring Summary

Detroit 33:01, Mikael Samuelsson 3 (unassisted)  Detroit 42:16, Mikael Samuelsson 4 (unassisted)   Detroit 57:18, Daniel Cleary 2 (shorthanded) (Brad Stuart)   Detroit 59:47, Henrik Zetterberg 12 (power play) (Tomas Holmstrom, Nicklas Lidstrom)

 

Nulla da fare: i Detroit Red Wings sbattono la porta in faccia a Pittsburgh e vincono gara 1 con un netto 4 a 0, ribadendo oltremodo il pronostico che li vede favoriti . L'assenza di Franzen, top scorer per i padroni idi casa in questi playoff, non ha inciso in maniera determinante e dopo un primo periodo equilibrato, con i goalie Fleury e Osgood molto impegnati ecco arrivare il gran gol di Mikael Samuelsson a metà gara: il difensore delle ruote alate parte dal centro ghiaccio sulla fascia destra, non trova opposizione dalla difesa dei Penguins, sfrutta un ottimo lavoro di Draper e girando dietro alla gabbia dei Pens deposita in solitario la rete del vantaggio. Detroit aveva fin li meritato il vantaggio, chiudendo agli avversari  ogni possibilità offensiva (16 tiri a 4 alla fine del secondo tempo) e impegnando Fleuty costantemente. Con il minimo svantaggio Pittsburgh si appresta a giocare l'ultimo periodo fino alla fine, ma una incertezza difensiva al 3' regala ancora a Samulesson (doppietta e 4 reti nei playoff) un disco davanti alla porta ospite che chiede solo di essere deposiato in rete: 2 a 0. Crosby e soci non ci stanno, attaccano con più continuità la gabbia di Osgood che pochi minuti dopo è fortunato a  vederso stampare sul palo un tiro uscito da un ingaggio di Marian Hossa. E' un sussulto dei Penguins, che ricevono la mazzata decisiva a 3' dalla sirena con Cleary, in perfetto shorthand, lanciato magistralmente da un assist di Stuart. La rete di Zetterberg (12a in postseason) serve per la statistica e per lanciare un chiaro segnale agli avversari: le ruote alate vogliono a tutti i costo l'11 Stanley Cup e con un roster così profondo e completo ed un Chris Osgood in stato di grazia per i Pinguini sarà durissima.

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Venerdì 23 Maggio

 

La presentazione della finalissima Detroit - Pittsburgh

Paolo Callegari

 

 

 

Mancano poche ore alla finale più attesa dal Nord America, anche se questa volta non sarà presente una squadra canadese, l'entusiasmo dei tifosi è alle stelle, considerando il roster delle due formazioni le attenzioni e le speranze d'assistere ad una serie entusiasmante ci sono tutte. Da una parte la corazzata Detroit, dominatrice della stagione regolare, che in questa occasione ha saputo rispettare i pronostici sbarazzandosi di tutti i rivali nei playoff, dall'altra Pittsburgh ritornata in finale dopo 16 anni, forse loro hanno creato una piccola sorpresa, non tanto per essere giunti in dirittura d'arrivo ( ricordiamoci che erano terminati secondi di Conference dopo Montreal) quanto per il modo autoritario con cui hanno travolto prima i derelitti Sens, poi i Rangers e infine annientando i possenti Flyers.

Finale che vedrà sul ghiaccio due modi diversi di giocare:  I Pens dopo un inizio difficoltoso si sono ripresi alla grande, sfruttando le doti eccezionali del duo meraviglioso Crosby-Malkin, ma la presenza dei due fuoriclasse non deve sminuire le grandi prestazioni del difensore Gonchar, il goalie Fleury e il neo arrivo Hossa, senza dimenticare gli altri componenti, arrivati in formisssima nel momento cruciale della stagione. Team che in questi playoff è sempre stato molto attento, concedendo pochi spazi agli avversari, oltretutto hanno sfruttato come d'abitudine il lavoro negli angoli, caratteristica del gioco di Therrien sia offensivo che difensivo, tattica che è risultata determinante in molte gare. Coach che da sempre adotta uno schema abbastanza semplice, grande cura del pressing sul portatore di disco avversario, un portiere superlativo come Fleury, difesa molto chiusa, e dopo allegria......con tutto il ben di Dio che dispone in attacco la rete è sempre possibile in ogni momento!!! Dopo vari cambiamenti di linea, Therrien ha trovato negli ultimi mesi i terzetti ideali, in prima con il magico Crosby, vede schierati Hossa e Dupuis, ala di lavoro ideale per i due attaccanti, non ha un gran controllo di disco, ma è un ottimo interditore e un superbo lavoratore negli angoli...in più la sua rapidità è un valore aggiunto ad una linea già di per se molto veloce, Hossa dopo un inizio di postseason non straordinario si sta ambientando alla grande negli schemi. In seconda linea generalmente stazionano Malkin, Malone e Sykora; il giovane russo dopo un inizio strepitoso ha attraversato come i due compagni una leggera flessione nelle ultime 3 partite, ma il loro contributo sarà probabilmente decisivo per le sorti della finale. In terza linea, Ruutu-Kennedy e Staal, proprio il giovane Jordan (deludente in stagione regolare) è uno degli elementi più in forma del team e al suo fianco meraviglia Kennedy, piccoletto terribile negli angoli e in forechecking con un tiro di polso davvero insidioso. La quarta linea a parte Talbot, bravo tecnicamente, si è rivelata mediocre. In difesa tutti hanno giocato alla pari se non al di sopra le loro potenzialità, detto del monumentale Gonchar, il suo compagno Orpik ha rivelato doti super nello slot; in seconda Whitney ha limitato le sue proverbiali scorribande offensive, creando la classica diga in difesa, ma la vera rivelazione dei playoff è stato il compagno Letang, impressionante per sicurezza e capacità tecniche. Se questi difensori non bastano c'è sempre super Fleury, probabilmente il goalie più continuo ed efficace degli ultimi due mesi.

Gli Wings sin dall'inizio stagione hanno messo la classica quarta marcia, demolendo tutti gli avversari, il coach Babcock ha creato una squadra compatta in tutte le 4 linee, team che alla vigilia della finale, parte favorito per la conquista dell'eventuale undicesima Coppa, la quarta negli ultimi dodici anni. Nel primo turno playoff dopo due gare vinte facilmente con Nashville, un pizzico di rilassatezza e le prestazioni mediocri di Hasek portavano Nashville sul 2-2, le urla del coach, qualche rimprovero dalla critica locale e il rientro sul ghiaccio di Osgood, svegliavano gli Wings che inserendo il turbo, chiudevano la serie in 6 gare, grazie soprattutto alle prestazioni magistrali di Zetterberg, Daytsuk e Franzen, vera rivelazione dei playoff. In semifinale attendevano Colorado, ex nordiques letteralmente annientati , in finale l'ostacolo più temibile: Dallas; dopo 3 gare vinte tranquillamente, la solita supponenza-rilassatezza storica, li portava a perdere inopinatamente gara 4 e 5, riaprendo una serie di fatto già chiusa, ma nella sesta gara a Dallas tutta la forza imperiosa Wings usciva alla grande, Stars che provavano in tutti i modi ad agganciare la partita, ma ogni volta Detroit imponeva la propria classe smisurata espugnando tranquillamente il difficile campo di Dallas. Team completo in tutti i settori, grazie all'emerticità di una difesa straordinaria (rare volte le altre squadre sono riuscite a tirare 20 volte verso Osgood) aiutata molto dai rientri in copertura degli attaccanti, gli Wings danno sempre un immagine di superiorità e di potenza verso i propri avversari, caratteristica che ha spesso intimorito gli avversari. Fenomenale la prima linea Zetterberg-Datsyuk-Holstrom, svedese che ha sostituito nel migliore dei modi l'infortunato Franzen (dovrebbe rientrare per la prima gara di finale), con i primi due che si sono dimostrati tra i più completi attaccanti al Mondo, classe-potenza-velocità-grinta-opportunismo...ecco questi due fenomeni racchiudono alla grande tutte queste qualità; accanto a loro giostrano in difesa Rafalski e Lidstrom (a mio parere il migliore difensore al Mondo), grandi creatori di gioco e spesse volte risolutori in power play ( 4 reti e 16 assist per loro). In seconda linea Draper, Filippula e Samuelson costituiscono un trio ben assortito, capace di sostituire degnamente la titolata prima linea (con Dallas hanno fatto la differenza nella sesta gara), un grande aiuto arriva dai difensori Kronwall ( 12 assist nei playoff) e Stuart, incontenibili nel gioco di rimessa. Terza linea decente? Per nulla, Drake, Cleary, Maltby, in difesa il mitico 45enne Chelios e il veloce Lebda sarebbero titolari della seconda linea in quasi tutte le squadre della lega. In definitiva una finale che vedrà due squadre storicamente diverse come impostazione di gioco.

Vincerà l'acuto dei fuoriclasse Crosby-Malckin o Zetterberg-Daytsuk? Vincerà la migliore compattezza Wings o la velocità Pens? Vincerà la migliore organizzazione Wings o la spavalderia Pens? Vincerà l'esperienza di Osgood o la migliore forma di Fleury?

Signori poche ore e si saprà tutto...prima di chiudere formulo un mio personale pronostico: Detroit favorita, probabilmente la prima gara sarà decisiva per le sorti della finale, se Detroit imporrà la solita legge la vedo durissima per i pinguini, altrimenti ci divertiremo sino al termine.