
SUPERCOPPA ITALIANA 2006
Lunedì 2 Ottobre
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AI VIPERS MILANO LA SUPERCOPPA 2006
(S.Z.) Il Milano Vipers si aggiudica la Supercoppa Italiana 2006 battendo in finale il Renon con il netto risultato di 6 a 2. E' stato un match equilibrato solo nella prima metà, poi l'esperienza dei ragazzi di Insam ha avuto la meglio su degli avversari che hanno comunque onorato al meglio la finale. clicca sulle immagini per ingrandirle La cronaca: i padroni di casa, con 13 uomini di movimento a disposizione , partono con Eriksson tra i pali mentre coach Paul Adey conferma il neo-acquisto Robinson a difesa della gabbia. Piccola nota " di colore ": entrambe le compagini hanno disputato l'incontro con la maglia bianca; l'unica differenza tra le squadre , i pantaloncini rossi per gli ospiti, blu per i Vipers. Il contrasto tra le 2 maglie è parso ai più poco accentuato come dovrebbe. Il Renon inizia subito forte, una bella combinazione tra Tudin e Scelfo fa venire i brividi ad Eriksson che vede il disco stamparsi sul palo interno. Il Milano, al 2° minuto, usufruisce del primo powerplay e la linea storica Chitarroni-Savoia-Felicetti impensierisce Robinson in più di una circostanza. I padroni di casa mettono subito sotto pressione la difesa dei Ritten Baum ed è ancora una giocata tra Felicetti e Chitarroni a costringere Robinson ad una grande deviazione da distanza ravvicinata. Gli ospiti si rendono pericolosi con Scelfo che , in contropiede, spara addosso a Eriksson da posizione centrale. Dopo alcuni minuti dove ha subito l'iniziativa degli avversari, il Renon riesce a portare il proprio baricentro del gioco oltre la metà campo, merito anche della prima situazione di powerplay a favore ( fuori Savoia, siamo al 8° ). Ma come già nel match giocato contro l 'Alleghe , lo special team di Adey non produce occasioni pericolose. A metà periodo i padroni di casa, in costante pressione, hanno la possibilità di giocare un doppio p.p. ( fuori Egger e Gruber ). Ci vuole oltre un minuto affinchè i ragazzi di Insam trovino la rete in 5 contro 3 : ci pensa Savoia a raccogliere una respinta corta di Robinson su tiro dalla blu di Lethonen. Il Renon subisce il gol e non riesce ad uscire dal proprio terzo difensivo col disco sulla stecca. Le vipere insistono e Robinson deve opporsi in diverse occasioni alle deviazioni sottoporta di Savoia, Christie e Lysak. Succede poco, il Milano tira un pò i remi in barca e non assedia più in maniera asfissiante la gabbia di Robinson. Altro powerplay per il Renon ( 17°, fuori Christie ) ma Eriksson non è mai chiamato ad interventi decisivi. Il primo drittel termina con un'altra penalità al Milano ( Iannone ) ed il risultato di 1 a 0 a favore dei Campioni d'Italia.
La partita pian piano si assopisce ( e a dire il vero ci fà assopire...) fino a quando Evans si invola sulla destra col disco sulla stecca e fà secco Favrè da distanza ravvicinata ( 14° minuto ). Poi non succede più nulla.Termina con questa rete la finale che fissa il risultato sul 6 a 2 per i Vipers Milano. Si conclude con la vittoria dei padroni di casa del Milano l'edizione 2006 della Supercoppa: è stata una 2 giorni di hockey tutto sommato divertente ed interessante, che ha espresso dei valori in parte inaspettati. Se da lato il Renon ha sorpreso per l'intesa e la condizione fisica mostrata ( le 2 cose vanno di pari passo ) meritando la finale ed il Cortina ha mantenuto le aspettative create da una campagna acquisti oculata e di elevato tasso tecnico, il vero mistero resta l'Alleghe. La squadra di coach Lusth , nell' unico match disputato, non ha mai dato l'impressione di essere una squadra già pronta per il campionato subendo l'aggressività del Renon pur avendo a disposizione giocatori di tasso tecnico nettamente superiore. Chiudiamo col Milano: non ci si aspettava altro che una vittoria dalla squadra Campione d'Italia: i nuovi acquisti hanno fatto la loro parte così come la vecchia guardia. In prospettiva campionato sarà da valutare il roster che pare al momento numericamente insufficiente nel reparto arretrato. ADOLF INSAM " AL MOMENTO SIAMO IN CONTATTO CON PECA" Dello stesso avviso è stato l'allenatore dei Vipers, Adolf Insam, che si è detto consapevole che sarà impossibile affrontare l'intera stagione con soli quattro terzini. Al momento l'unica strada aperta è quella che porta al ritorno di Justin Peca, attualmente impegnato oltreoceano in lavori che non hanno nulla a che vedere con l'hockey. "Siamo in contatto stretto con Peca ma al momento è soddisfatto del lavoro che ha oltreoceano e quindi non pensa di ritornare a giocare. Se le cose lavorativamente parlando dovessero mettersi male, sicuramente il Milano sarebbe la sua prima scelta. Diverso invece il discorso di Bartolone. Molti hanno detto che noi non lo volevamo a Milano. Non è assolutamente così. Abbiamo parlato a lungo con lui cercando di portarlo a Milano, ma ha frenato subito perché è contento di stare in Arizzona dove ha un ottimo lavoro e gioca in leghe minori. Non ha preso nemmeno in considerazione l'idea di tornare tanto che non ha voluto sapere nemmeno a che cifra eravamo disposti ad arrivare per il suo ritorno. Poi c'è il discorso Strazzabosco. Attualmente non ha nessun contratto e quindi staremo a vedere come va a finire la sua avventura. Il vero problema è che con queste regole è veramente difficile trovare giocatori che possano essere utili alla nostra causa"
H.C.J.
MILANO VIPERS – RITTEN SPORT 6-2 (1-0; 4-2; 1-0)
Formazione
Milano: Eriksson (Della Bella); Helfer-Borgatello, Mc Charty-Lehtonen;
Lysak-Christie-Evans, Felicetti-Sisca-Iannone, Rigoni-Savoia-Chitarroni
Formazione
Ritten: : Bergevin (dal 40’ Favre); Egger-Gruber, Dagenais-Johnson,
Spinell-Hafner, Ploner; Daccordo-Kaye-Kalmikov, Tudin-Scelfo-Kacur,
Stocker-Bustreo-Rottensteiner PENALITA’: Milano 20’ (6’-8’-6’), Ritten 16’ (6’-6’-4‘) ARBITRI: Metelka; Soraperra e Gamper
Domenica
1 Ottobre RENON-MILANO E' LA FINALE DELLA SUPERCOPPA 2006
H.C. ALLEGHE –
RITTEN SPORT 3-6 (1-0; 2-3; 0-3) (S.Z.) Si sono giocate oggi le semifinali della Supercoppa Italiana. Il primo match ha visto la sfida tra l'Alleghe dei vari Fosberg, Harder e Sundblad contro il rinnovato Renon targato Paul Adey. A sorpresa ha avuto la meglio la compagine altoatesina che ha dimostrato una buona tenuta atletica e schemi efficaci ed applicati alla perfezione. Deludenti, nelle file dell'Alleghe le prove dei nuovi innesti ma è l'impressione generale lasciata dalla squadra di Lusth a lasciare maggiormente perplessi. Ma veniamo alla cronaca della partita.
Nei primi minuti è il Ritten ad impegnare in 2 occasioni il goalie delle civette Forsberg con Daccordo. Il primo powerplay, in favore ancora dei Lupi ,registra un buon possesso del disco ed una occasionissima capitata sulla stecca del neo-difensore Trevor Johnson neutralizzata ancora da Forsberg. Sono passati solo 5 minuti di gioco ma il Renon si è dimostrato molto più " in partita" rispetto all' Alleghe , dove gli schemi e l'intesa sembrano ancora lontani. Ancora 2 powerplay per il Ritten e Forsberg è bravo e fortunato a resistere alla pioggia di tiri degli attaccanti altoatesini: Kaye, Kalmikov e Stocker non riescono a bucare l'estremo svedese. In compenso le civette sembrano non rendersi conto dell'entrata in vigore della cosiddetta " tolleranza zero ": prima del timeout chiesto all' 11,37 ( del primo periodo !!! ) da coach Lusth, i ragazzi in rosso sono stati penalizzati ben 4 volte, ed in ogni caso non sono mai, ma proprio mai, riusciti a spezzare la morsa asfissiante del Renon. I minuti successivi ricalcano quelli precedenti con la supremazia, imbarazzante ma sterile, dei ragazzi di Adey. Al minuto 17 arriva il primo powerplay per l'Alleghe e i ragazzi di coach Lusth impiegano meno di 30 secondi a passare in vantaggio: buon lavoro di Harder dietro la gabbia di Robinson che , al primo vero tiro verso la propria porta, subisce il tocco ravvicinato e vincente di Manuel DeToni. Il Renon aveva arretrato il proprio baricentro già da qualche minuto, forse un po' stanco, ed il maggior tasso tecnico, almeno sulla carta, delle civette permette a queste ultime di chiudere in vantaggio il primo drittel.
Il secondo periodo si apre con una penalità inflitta ancora all'Alleghe: sono passati solo 3 secondi. Al secondo minuto Robinson sventa un pericoloso 1 contro 1 di Harder allungando la stecca ed è sempre l'Alleghe con Nicola Fontanive a sollecitare l'estremo canadese ad una deviazione provvidenziale con la pinza. La squadra di Lusth sembra più determinata ed attenta rispetto al primo periodo ma i minuti che passano dentro la panca puniti sono ancora tanti, troppi. Ed è infatti in una ennesima situazione di penalty killing che le civette subiscono il pareggio: pregevole tocco al volo di Kalmikov davanti allo slot di Forsberg . Passa meno di un minuto e la globale supremazia fin qui dimostra dal Renon viene premiata con la seconda marcatura. Su assist di Trevor Johnson , Degenais batte ancora il goalie svedese.
La reazione dell'Alleghe si concretizza in un powerplay ben giocato e sfruttato da Jacobsen che insacca alle spalle di Robinson, forse coperto sul tiro preciso del difensore canadese. La partita si scalda, il disco inizia a correre sul ghiaccio con meno precisione e i contatti duri si fanno sempre più frequenti. Le occasioni si sprecano da una parte e dall'altra ed è l'Alleghe a portarsi nuovamente in vantaggio con un tiro preciso ( ma decisamente parabile ) di DeBiasio dalla blu: Robinson, per quanto fosse coperto, avrebbe potuto arrivarci tranquillamente.
Il goalie canadese era apparso un po' insicuro già nei minuti precedenti, lasciando alcuni rimbalzi pericolosi. Il match si mantiene vivace con le civette che prendono in mano le redini dell'incontro e i ragazzi di Adey pronti a colpire in contropiede. Ed è proprio da una azione di contropiede che i lupi pareggiano i conti: in 4 contro 4 Daccordo si invola solitario sulla destra ed insacca con un tiro raso ghiaccio, impallinando Forsberg. Siamo al 18esimo del secondo drittel e nulla accade più. Renon 3 Alleghe 3; si decide tutto nel terzo periodo.
Periodo che si apre con le ennesime penalità fischiate, ben tre nei primi 2 minuti con relativa superiorità per l'Alleghe che porta ad un paio di occasioni ben sventate da un Robinson finalmente attento. Quando tocca al Renon giocare in superiorità, i Lupi sfruttano al meglio l'occasione : Scelfo, da pochi passi, buca i gambali di Forsberg per il vantaggio altoatesino. Robinson compie un bel salvataggio su Veggiato e Forsberg su Kalmikov ( fucilata sui gambali da pochi metri ) La partita prosegue sulla falsariga precedente, con l'Alleghe che continua ad impensierire in maniera sempre più pericolosa la gabbia di Robinson ed il Renon che in contropiede si mantiene insidioso con i veloci Kalmikov ( ottima la sua gara ), Daccordo e Scelfo che costringono i difensori biancorossi a giocare al limite del nuovo regolamento. Al 14esimo minuto, in situazione di superiorità, il Renon allunga con un tiro di Kachur , lesto a bruciare Forsberg con un diagonale secco. Gli ultimi minuti di gioco vedono il disperato tentativo da parte di coach Lusth di raddrizzare la partita, ma la mossa di togliere Forsberg dalla gabbia per un uomo in più di movimento serve soltanto a Scelfo per arrotondare il punteggio: finisce così 6 a 3 per i lupi che vincono meritatamente un buon match, veloce e con diverse occasioni gol.
Considerazioni finali: il Renon ha dimostrato di aver assimilato in fretta il gioco chiesto dal nuovo coach Paul Adey e di avere, soprattutto, una condizione fisica già buona. Di contro l'Alleghe è sembrato ancora molto indietro da un punto di vista fisico e mentale: poco attenti nel primo periodo e con un possesso disco nel secondo e terzo drittel che non è servito a far emergere il maggior tasso tecnico. Anche la stagione passata il team di Lusth aveva faticato a trovare subito il miglior gioco: speriamo per loro che anche quest'anno la storia possa ripetersi, con un gioco che possa tornare finalmente efficace e divertente.
A fine gara nel corso della conferenza stampa Mike Harder, bomber dell'Alleghe, ha evidenziato che la chiave di lettura del match sta nel livello di preparazione già ottimo del Renon, formazione ricca di giovani giocatori e con ottimo pattinaggio. L'Alleghe, ha proseguito Harder, è arrivata a questo appuntamento con solo quattro difensori e alla lunga la squadra ne ha risentito specialmente per i continui penalty-killing che ha dovuto affrontare. Contento invece il coach del Renon Paul Adey, che ha evidenziato l'ottimo terzo periodo della propria formazione specialmente nei power-play che sono risultati determinanti per l'esito del match. Stuzzicato sulle ambizione della formazione di Collalbo per quanto riguarda il discorso campionato ha subito precisato che non ci sono obbiettivi dichiarati, ma l'idea è quella di preparare nel migliore dei modi ogni singola gara, per poi valutare nel corso della stagione le reali potenzialità della sua squadra.
H.C.J.
MILANO VIPERS – S.G. CORTINA 4-3 d.t.s. (1-1; 1-1; 1-1; 1-0)
Nella seconda semifinale della Supercoppa Italiana si sono affrontate Milano e Cortina. Il match, avvincente e sufficientemente "ruvido", si è concluso a pochi secondi dalla sirena dell'overtime con il gol vittoria di Evans, nuovo centro Vipers.
I Vipers rinunciano ad utilizzare gli Under 26 che fino ad oggi avevano " dato ossigeno " al roster un po' risicato dei Campioni d'Italia. In porta gioca il confermato Eriksson. Per gli Scoiattoli ampezzani in porta gioca Maund. Neanche il tempo di capire la disposizione delle linee ed il Cortina va in vantaggio: deviazione sotto porta del "solito" DeBettin su assist di Mulick con Eriksson che vede sfilare tra i gambali il disco del vantaggio ampezzano. La partita è subito intensa, una penalità per parte mantiene le squadre in parità numerica con il Cortina che gestisce il disco meglio delle Vipere anche se , in un paio di circostanze, è il Milano ad impensierire Maund con Chitarroni e Savoia lanciati in contropiede. Eriksson è bravo a respingere diverse insidie quando i suoi si trovano in inferiorità ( siamo al 5° minuto , fuori Iannone ). Il suo diretto avversario, Maund, fa altrettanto quando si oppone a 3 conclusioni ravvicinate di un Milano in superiorità che costruisce, poi, altre occasioni pericolose con Savoia e Christie. Al 10° il Milano pareggia: grande azione di Felicetti, che mantiene in maniera funambolica il disco subito dopo la linea blu, e offre ad Helfer un gol facile da infilare nella porta sguarnita. (nella foto sotto)
I padroni di casa sembrano più intraprendenti rispetto agli ospiti anche se il goalie degli scoiattoli non corre seri rischi. Capitan Chitarroni trova il tempo per una piccola scazzottata con Narcisi. Mancano 5 minuti alla prima sirena ma è decisamente un match interessante: a questa riprova il Milano usufruisce dell'ennesimo p.p. per un plateale gancio di Ansoldi. Iannone costringe a 2 ottimi interventi Maund che si ripete pochi secondi dopo su Helfer. Ne nasce un'altra piccola zuffa sotto porta, a dimostrazione dell'intensità e dell'agonismo in campo. Gli ultimi minuti, anzi, segnano un netto incremento di interventi duri in balaustra, considerati giustamente regolari. Il primo drittel termina con il Cortina in powerplay.
La superiorità degli ospiti prosegue nei primi istanti del secondo periodo ma si esaurisce senza particolari occasioni. Christie si libera in maniera fisica di un paio di avversari e spara una bordata che Maund devia a fatica. I ragazzi di Insam hanno una leggera supremazia territoriale che però non riescono a tramutare il gol, il Cortina si affida alla serata fin qui positiva di Narcisi, Ansoldi e il nuovo acquisto Dwyer. Quando a Savoia viene fischiato un 2+2 ( 6° minuto ) l'Agorà diventa una bolgia. Il Cortina non riesce a creare una pressione costante durante la superiorità ma trova , praticamente con il Milano al completo, il vantaggio con grandissimo tiro di Dwyer dal vertice destro della linea blu. (foto sotto)
Pochi secondi e le Vipere trovano il pareggio: siamo al 10°quando il nuovo acquisto Jeremiah McCarthy, imbeccato da Felicetti, trova l'angolo alto della gabbia di Maund. Le 2 reti così ravvicinate infiammano il pubblico ed il ritmo della gara aumenta decisamente, con rapidi capovolgimenti di fronte: ne perde un poco la precisione dei passaggi ma cresce l'intensità ( e le relative cariche ). Si accende una piccola bagarre quando l'ex vipera Matt Smith "abbraccia" con troppa foga Chitarroni. Nella stessa circostanza finiscono in panca Lysak , lo stesso Chitarroni, Mulick e Boldo. Ansoldi dà spettacolo quando si infila come una lama nella difesa rossoblù e si infrange contro Eriksson , i ragazzi di Insam rispondono con una azione in velocità che obbliga Maund ad una parata difficile.
Siamo al 16° e le panche puniti sono sempre più piene , causa rissa dietro la porta ospite. Il Milano è pericoloso in superiorità , coach McKay chiama un time out ( 17° ) vedendo i suoi in affanno ma il break, anziché portare lucidità , crea uno stato di confusione generale, anche nella terna arbitrale. Gli animi si scaldano, non vengono fischiate penalità evidenti e lo spettacolo ne risente. Il nervosismo si protrae fino alla seconda sirena ed il periodo si chiude così sul 2 a 2.
Il terzo periodo riparte con gli animi un poco più sereni anche se lo stato semi-confusionale della terna arbitrale prosegue con alcune chiamate discutibili. I ragazzi di Insam mantengono il pallino del gioco nonostante un roster più povero numericamente rispetto agli avversari; questa supremazia si concretizza con il gol del vantaggio Vipers siglato da Christie il quale viene letteralmente catapultato dentro alla gabbia di Maund, disco compreso, da un difensore ampezzano. Qualche dubbio sulla regolarità della rete resta,dato che la gabbia si è spostata di molto dalla sua sede ma tant'è, il Milano torna avanti. Siamo al 5° e pochi istanti dopo Chitarroni ha sulla stecca il possibile ko ma Maund si supera e devia con la pinza. Il match resta sempre molto maschio , al 7° il Milano gioca un bel p.p. costringendo il goalie ospite e la sua difesa agli straordinari.
Il Cortina sembra alle corde ma è davvero solo un'impressione che dura pochi minuti: gli uomini di McKay trovano ancora energie per ribattere colpo su colpo le folate offensive dei rossoblù. Matt Smith emerge tra i suoi compagni per fiato e determinazione, è lui che porta su il disco ed è lui il perno centrale del powerplay che gli scoiattoli hanno al 14°. Gli ospiti però non riescono a produrre pericoli alla retroguardia milanese ( ottimo McCarthy in questa circostanza ) Mancano ormai una manciata di minuti alla sirena finale ed il Cortina non sembra davvero in grado di agguantare il pareggio. L'ultima occasione è un p.p. al 18° ( fuori Rigoni ) : i ragazzi in blu forzano la retroguardia del Milano, ottimo lavoro di Loya che, dopo aver attirato su di se 2 uomini, consegna un disco d'oro che De Bettin non può che destinare in rete per il 3 a 3 finale. (sotto nelle foto la rete a sinistra e l'esultanza a destra)
L'overtime che ne consegue viene disputato dalle squadre in 4 contro 4 ( come in NHL ) ed è la squadra di casa che mantiene l'iniziativa impegnando Maund in più di una occasione ( clamorosa quella avuta da Helfer al 3° ) ma il Cortina si rende insidioso in contropiede con Dwyer. E'ancora Cortina, un minuto dopo, con Narcisi lanciato solo in contropiede che cerca l'angolo alto ma spedisce fuori. Nella stessa azione è prodigioso il recupero di Helfer sullo stesso Narcisi. Sisca ( finalmente si vede anche lui ) ha la sua occasione ma la spreca malamente. Questo supplementare risulta essere davvero spettacolare ( merito del 4 contro 4 ) con continui capovolgimenti di fronte e le formazioni, benchè affaticate, non si risparmiano per la ricerca della stoccata decisiva. Mancano 2 minuti esatti quando Ansoldi finisce in panca puniti per ritardo del gioco. Il Milano ha l'occasione per evitare i rigori ed imbastisce una superiorità, 4 contro 3, efficace ma Maund nega per 2 volte ( una di maschera ) la gioia agli attaccanti rossoblù. La pressione sale man mano che il cronometro avanza , e quando manca meno di un minuto alla fine dell'overtime Evans pesca il jolly con una sassata che finisce nel sette alla sinistra di Maund. Finisce così 4 a 3 per il Milano una partita emozionante e divertente, intensa e "cattiva" al punto giusto. Merito al Cortina che ha disputato un incontro intelligente , sfruttando le doti di velocità e tecnica dei suoi uomini. Il Milano,dal canto suo, ha fatto il possibile con il roster limitato a disposizione, mettendo in evidenza i soliti "vecchi" Felicetti, Chitarroni ed Helfer . Migliori in campo: Maund; Felicetti; Dwyer.
Domani ( oggi per chi legge ) finale tra i Vipers ed il Ritten Baum per una sfida sorprendente sulla carta ma che promette scintille per quanto visto nei match di oggi. Nota negativa la scarsa affluenza di pubblico alle semifinali. Speriamo che il richiamo di una finale possa portare più appassionati al palazzetto. |