CALENDARIO LNA 2015-2016

Domenica 4 Novembre

DOPOPARTITA DI AMBRI’ – ZUGO  2  -  3  d.r.

INTERVISTA A NOELE TRISCONI

 (Cornelio Turri)

D – Partita a due volti: rete in short hand e, quando sembra fatta, vi sfugge di mano …

R – Mah, le nostre occasioni le abbiamo avute, purtroppo abbiamo preso due gol un po’ sciocchi. In ogni modo abbiamo avuto una buona condotta nella partita, cerchiamo di prendere quello che c’è di positivo e guardiamo a martedi (trasferta a Bienne) per prendere punti anche lì

D – Due partite perse con il minimo scarto, entrambe dopo il sessantesimo: cosa prendete di positivo?

R – Abbiamo tenuto testa allo Zugo, una formazione di tutto spessore; non ci hanno sottomessi, spesso abbiamo spinto più di loro: questa è la strada giusta per noi. Ora bisogna fare quel salto che ci permetta di portare a casa questa partite: facciamo rete in short hand e dobbiamo limitare il turn over. Comunque l’attitudine è quella giusta da portare contro qualunque avversario.

D – Avete confermato di avere ancora una buona resa in box play, specie oggi (a Friborgo un po’ meno). Ora con il ritorno di Fora, in difesa ci sono buone possibilità di chiusura

R – Oggi il box play ha funzionato molto bene, ci eravamo preparati con i video, sapevamo il loro gioco e abbiamo chiuso le loro traiettorie. Ora con il ritorno di Fora possiamo contare su un elemento di spessore in più che si adopera per la squadra. Come dici a Friborgo il box play non è andato altrettanto bene, abbiamo preso due reti, e la regola rimane quella di prendere meno penalità possibili perché a 5 vs 5 possiamo giovarcela con chiunque.

D – L’errore di Conz nel primo periodo poteva condizionare il risultato: però lui è stato bravo a mantenere freddezza e continuare a effettuare buone parate. Ne avete parlato nel primo intervallo o questi episodi si gestiscono da soli?

R – Per Benji non c’è bisogno di dire tante cose perché sa benissimo anche lui che ha sbagliato. Noi abbiamo pensato solo ad incoraggiarlo per fare bene. Lui da professionista ha dimenticato subito l’errore: del resto è il ruolo del portiere: un suo errore porta al gol, per un attaccante l’errore può essere rimediato da altri giocatori. Il nostro compito è quello di sostenerlo e in effetti in partita poi ha fatto cose importanti.

D – Alla fine però il pareggio va un po’ stretto all’Ambrì

R – In effetti meritavamo qual cosina di più, magari anche solo due punti. I due power play all’overtime li potevamo sfruttare meglio anche se le occasioni ci sono state.

D – errore di Conz a parte, il gol del pareggio non è frutto dell’eccesso di entusiasmo: il buon vecchio catenaccio non poteva evitare che Senteler fosse solo?

R – Mah, il catenaccio non è il nostro stile di gioco, anche se abbiamo commesso un errore. Quando a pochi minuti dalla fine si è in vantaggio, bisogna cercare di buttare giù oi dischi e mettere l’avversario sotto pressione poer non farlo uscire liberamente. Purtroppo l’hockey va in fretta … Senteler è rimasto libero e 2-2- Poi abbiamo avuto altre occasioni con l’uomo in più. L’attitudine è quella buona.

D – Ho visto però all’inizio un Ambrì legato, a sprazzi, non giocava male, ma mancava di continuità. Il gol vi ha come sbloccati, poi è stato un altro Ambrì

R – Penso che il primo tempo sia stato più di controllo da tutte e due le squadre; da secondo tempo abbiamo provato a spingere di più e li abbiamo messi in difficoltà su vari fronti.

D – Posso aggiungere solo un aneddoto? La prima volta che ti ho visto giocare era alla Dolomiten Cup contro il Lorenskog: di fianco a te all’ingaggio un canadese (Alex Plante) alto 1.96 e 100 e passa chili. Ha cercato di spostarsi, ma Noele Trisconi non si è spostato. Un bell’osso!!! E continui a dimostrarlo …

R – Con la mia statura devo lavorare in palestra anche più degli altri per cercare di essere più stabile sul ghiaccio, ma penso che con la mia tenacia e la mia voglia riesco a sopperire a questo difetto … cioè difetto insomma è la natura. Ogni volta che entro sul ghiaccio, io mi dimentico di come sono fatto e dell’avversario che può essere più alto o più basso. Cerco di dare il massimo per quello che sono.

Grazie a Noele Trisconi e davvero … tanto di cappello!

 

L’AMBRI’  VINCE  ANCHE  QUANDO  NON CONVINCE.   E  … FORA?

LUGANO SEMPRE CON IL MAL DI TRASFERTA

 

Settimana con il recupero della sfida con il Losanna alle Malley ed impegno casalingo con il Rapperswil per i Leventinesi, prima del week end dedicato al secondo turno di Coppa Svizzera.

In entrambe le uscite, gli uomini di Luca Cereda hanno portato a casa bottino pieno, con vittoria (4 – 1) rotonda sulla pista vodese che mancava da anni, a suggellare prestazione nella quale, ad un primo periodo di marca ospite, ha fatto riscontro una ripresa a trazione anteriore dei padroni di casa con i bianco blu spesso alle corde e sorretti da un ottimo box play e un Conz in gran spolvero. L’1 – 1 al terzo face –off non lasciava certo presagire una prestazione cinica e scoppiettante dei ticinesi (3 – 0 il parziale) con marcature aperte da un tiro velenoso di Plastino, per proseguire con Muller (doppietta) e Novotny, sempre più convincente e imprescindibile nelle geometrie della squadra. Il Losanna ha fatto quanto in suo potere per cercare di far sua la posta, ma è stato relegato alla sesta sconfitta della stagione: sulla sua strada una formazione che ha saputo pungere e dominare nei momenti topici della partita, chiudersi a difesa della gabbia e di un portiere tornato a prestazioni sopra la media nei momenti di inferiorità (anche doppia), trovare il guizzo che ribalta definitivamente gli equilibri al momento opportuno. Insomma, una gran bella prova!

Contro il Rapperswil, fanalino di coda e sempre battuto in stagione tranne una sola occasione, davanti a 5.500 spettatori, l’Ambrì ha fatto fatica a farsi preferire. Prima frazione di netta marca casalinga con numerose occasioni non concretizzate, poi la rete di Zwerger al 29’ avrebbe potuto aprile le porte a prestazione più tranquilla. Invece, l’amministrazione con il minimo sforzo, probabilmente non voluta, ma risultata effettiva, consentiva ai sangallesi di farsi preferire. Ancora il box play e Conz tenevano invariato il punteggio, ma pareva a tutti evidente che non si sarebbe retto sino alla fine. Cereda chiamava il time uot, ma nulla produceva. Logica lapalissiana il pareggio di Hasler (seppure con bastone al limite della regolare “altezza”) premiava la squadra che aveva dato di più. Mancavano ancora 10’ alla terza sirena, ma se qualcuno avesse scommesso su un ipotetico vincitore dell’intera posta, non avrebbe affidato le sue fortune all’Ambrì. Invece a 92” dalla fine, in short hand, Kubalic se ne andava tutto solo a trafiggere Nyffeler facendo esplodere la Valascia e portando la sua squadra a scalare il quinto posto in classifica. Volendo vedere il bicchiere mezzo pieno, unanime commento dei tifosi bianco blu: “Questa partita, negli scorsi anni, l’avremmo persa!” Segno che la squadra è cresciuta soprattutto in mentalità e determinazione, oltre ad avere a disposizione qualche giocatore di caratura superiore rispetto al passato (in primis Dominic Kubalic capocannoniere della Lega).

Da oltre oceano, in serata, è giunta la notizia che capitan Fora non rientra più negli interessi di Carolina: ergo, rescissione del contratto e giocatore libero. In Svizzera ha solo un contratto con l’Ambrì: si aggiungerà a rafforzare la truppa di Cereda?

 

Chi invece non dorme sonni tranquilli è la ticinese sulle rive del Ceresio. La bella vittoria in Champions non ha avuto seguito a Bienne (3 – 2 per i bernesi). Il doppio vantaggio del primo periodo, doppietta di Hofmann, non ha trovato continuità nel resto del match, vuoi perché il Bienne, nella bagarre scatenatasi per il brutto fallo di Schmutz su Riva ha pagato meno dazio con la penalità di partita a Fey, contrapposta a quella di Lapierre, vuoi perché la spinta, sul più bello, si è affievolita, consentendo, in un minuto e mezzo, il pareggio. E allora sono riaffiorati i limiti dell’attuale Lugano, soprattutto in attacco, cui l’innesto di Haapala dovrà ancora essere perfezionato. Per il momento Merzlikins continua, con le sue prestazioni, a nascondere molta polvere sotto il tappeto, ma è parso evidente che la zampata dell’ex Brunner, nel terzo periodo, ha pesato come un macigno: la buona volontà e la foga nel finale per agganciare il treno non potevano bastare.

 

Martedì 16 Ottobre

INTERVISTA A DIEGO KOSTNER e LUCA CEREDA (DOPOPARTITA DI AMBRI’ – FRIBORGO 3 – 2)

AL VIA LA COPPA SVIZZERA E IL CAMPIONATO

(Cornelio Turri)

Si chiude la fase preparatoria al prossimo campionato di LNA che scatterà venerdi prossimo, preceduto dal primo turno di coppa svizzera che inaugurerà gli incontri ufficiali.

Buona prova dell’Ambrì che ha superato un Friborgo privo del solo Birner, mentre i leventinesi avevano a riposo i difensori Guerra e Pinana, gli attaccanti Hofer e Zwerger. Soprattutto nel terzo periodo, i padroni di casa si sono fatti preferire, mostrando una buona attitudine che li ha portati, nella pre season, ad affrontare alcune compagini prossime avversarie in campionato, riportando il successo in tre occasioni su cinque.

A fine partita ci siamo intrattenuti con DIEGO KOSTNER, con cui abbiamo anche parlato della Nazionale Italiana.

D – La fase preparatoria si è conclusa con una bella vittoria sul Friborgo. Come vi trovate?

R – Penso che abbiamo disputato un’ottima partita e siamo pronti per gli impegni ufficiali, martedi in Coppa e poi per il campionato.

D – Le aspettative ad ogni inizio sono sempre alte, anche perché ripetersi non appare per nulla scontato. Per Diego Kostner ripetere le prestazioni dello scorso campionato vuol dire anche fare 15 reti …

R – L’obiettivo è sempre quello di migliorarsi, sia come squadra per poter salire sempre più in alto, facendo qualche step in più. Anche personalmente spero di poter ripetere quello che ho fatto, anche a livello di realizzazioni, ma anche di andare un po’ più in là come contributo alla squadra

D – Ci dobbiamo aspettare una partenza lanciata in modo da sfruttare qualche non completa messa a punto degli avversari e mettere più fieno in cascina possibile?

R – Abbiamo fatto un’ottima preparazione e la voglia di iniziare è tanta per poter mettere a frutto il lavoro che abbiamo fatto.

D – Il primo ostacolo si chiama Turgovia

R – E’ importante iniziare bene e non sottovalutare nessun avversario, essere presenti soprattutto mentalmente, perché abbiamo già visto in altre circostanze che se pensi di vincere facilmente e non hai la necessaria concentrazione, alla fine perdi nel peggiore dei modi

D – Ti faccio un paio di domande anche sulla Nazionale Italiana, perché il nostro è un sito italiano. Grazie a una tua rete, l’Italia ha staccato il biglietto per la promozione nel Gruppo A dove, il prossimo anno, la prima partita sarà Svizzera – Italia. Come la vedi in prospettiva?

R – L’ultimo è stato ottimo mondiale, abbiamo conquistato ola promozione anche se non era né facile né scontato, dato che c’erano anche altre squadre molto attrezzate. Per il prossimo anno, l’obiettivo per noi è quello di rimanere tra i Top Division, anche se non sarà facile, però ci sono squadre con le quali ce la possiamo giocare, ma in quelle poche occasioni che abbiamo, non dobbiamo sbagliare. Poi con la Svizzera sarà interessante giocare al debutto …

D – Giocando più avanti nel calendario, sarà anche possibile avere a disposizione tutte le forze. Quest’anno i giocatori del Bolzano erano ancora impegnati nelle finali dell’EBEL, Nick Plastino speriamo possa dare una mano …

R – Penso che avremo a disposizione tutti i migliori giocatori per poter costruire la squadra migliore. Lo è anche per le altre nazioni, ma per noi, avendo un bacino più ristretto di giocatori, è ancora più importante

D – Ultima domanda: mi togli una curiosità: se tu fossi stato sulla panchina dell’Ucraina, avresti tolto il portiere a due minuti dalla fine?

R – (ride) – Sinceramente lì la situazione era più unica che rara con tutte le squadra (quattro) a pari punti. Hanno tolto il portiere per tentare il tutto per tutto … poi a noi è andata bene

Grazie Diego per la disponibilità. Alla prossima.

 

Incontro anche con Luca Cerada head coach dell’Ambrì – Piotta che si è gentilmente intrattenuto rispondendo a varie domande sulla pre season e sulle prospettive prossime venture.

-          Si è detto molto contento dell’intensità e dell’impegno con cui hanno condotto la preparazione, sia sul ghiaccio che fuori, tutti hanno dimostrato di aver inteso la “filosofia” del lavoro e hanno profuso il massimo impegno per trovarsi pronti alla partenza della nuova stagione. I risultati non hanno nessun valore, ma nella maggior parte delle uscite si è visto l’impegno e la determinazione giuste per un cammino che sarà difficile quanto, se non più, dello scorso anno. Qualche infortunio non ha permesso di stabilizzare gli equilibri dei vari blocchi, ma ha dato modo di sperimentarne altri che, si spera, non siano necessari, ma che, in un campionato lungo e difficile, potrebbero essere necessari

-          Tra gli infortunati, per Zwerger si procede di giorno in giorno: per la coppa e il campionato potrebbe rientrate, come rimanere assente. Ha provato ad allenarsi con i Rockets, ma ha avuto ancora un po’ di dolore e non vogliamo forzare il suo rientro. Anche Pinana ha qualche piccolo problema e lo abbiamo lasciato a riposo.

-          Per le prossime tre partite ci mancherà Kinzle (squalificato) e quindi oggi abbiamo sperimentato altre soluzione con Moor e Dotti

-          Oggi abbiamo parlato con i nostri due portieri (Conz e Manzato) e abbiamo comunicato la nostra decisione di decidere, di partita in partita, chi scenderà in pista perché ci pare il più adatto in quel momento. Di Conz siamo molto soddisfatti, veniva da una stagione molto tribolata, ma con l’andate del tempo ha elevato il livello delle sue prestazioni che sono diventate eccellenti nel finale di campionato, nelle partite decisive. Oggi si è mosso su quei livelli, quindi siamo ripartiti da dove eravamo arrivati ed è una cosa molto importante.

 

AL VIA LA COPPA  SVIZZERA …

 

TURGOVIA  - AMBRI’    0    -   5

Parte bene l’Ambrì con successo convincente nei confronti di una formazione di LNB: risultato rotondo e mai messo in discussione, con Manzato a cogliere meritato shut out e secondo blocco mattatore di giornata. Delle cinque reti andata a bersaglio, quattro sono frutto della linea con al centro Marco Muller e alle ali Kubalic e Kneubuhler (doppietta per entrambi). Ha chiuso i conti Trisconi, ancora a segno, dopo la bella prova contro il Friborgo. Ha ripreso a macinare gioco anche Zwerger, schierato nell’intrigante I blocco con Lerg e D’Agostini. Indolore l’assenza di Kinzle (squalificato) e degli acciaccato Hofer e Pinana.

 

… E IL CAMPIONATO

 

Anno nuovo, storia vecchia: prima del face off di avvio, si ferma Bryan LERG e Paolo Duca corre ai ripari aggiudicandosi, almeno sino a novembre, un centro di sicuro rendimento come Jiri NOVOTNY, giramondo instancabile, ma prestanza ed esperienza da vendere. Così, appena messo piede in Svizzera, eccolo al centro del primo blocco nella sfida casalinga con lo Zugo per la prima gara di campionato. Nel complesso l’Ambrì ha giocato una signora partita ma, come accaduto in passato, tanti applausi, nessun punto. La vittoria di 2 – 1 dei Tori suona stonata per i leventinesi che, a conti fatti, visto il clamoroso palo di Kubalic, un punticino lo avrebbero meritato. Qualche svarione difensivo, forse complice il ghiaccio non ottimale per le alte temperature esterne alla pista, ha favorito il game winning gol di Suri, cui l’arrembaggio e la foga degli avanti bianco blu non ha saputo porre rimedio. Il killer instinct ha difettato e l’avversario ha potuto riattraversare il Gottardo con l’intera posta in tasca.

Sabato, alla Vaillant Arena di Davos, l’Ambrì ha fatto tesoro della lezione e, nel secondo periodo, quello di maggiore pressione degli uomini di Cereda, ha preso il largo e, come si dice, chiuso la partita. 5 – 2 il risultato finale, ma agli applausi vanno aggiunte le considerazioni molto positive sul tutto il complesso, deve un Kubalic formato NHL (quattro punti in due partite con tre reti!) è il faro, ma tutto il complesso gira a meraviglia: tre reti in power play sono il miglior biglietto da visita. Se si aggiunge che anche il debutto di Manzato ha lasciato solo note positive, la squadra di Cereda appare avviata a macinare ghiaccio e offrire soddisfazioni al sempre nutrito popolo leventinese.

 

Domenica 16 Settembre

HABEMUS  PAPAM: PER LA NUOVA VALASCIA AVVIO LAVORO A OTTOBRE

ELIAS BIANCHI NUOVO CAPITANO HCAP

PARTE LA CHAMPIONS LEAGUE – VALZER DEI PORTIERI

 (Cornelio Turri)

Nella attesa conferenza stampa di tutto lo staff HCAP tenutasi, nella giornata di giovedi 30 agosto, all’Hotel Villa Sassa (annunciata nei suoi contenuti dal Presidente alla presentazione della prima squadra) i riflettori erano puntati sulle notizie per la nuova pista. Era l’ultimo punto all’ordine del giorno e le notizie del presidente sono state di un accordo con le banche che dovranno offrire la garanzia finanziaria per i mancanti fondi: in tal senso un accordo sarà sottoscritto entro la fine di settembre in modo da consentire l’avvio dei lavori per ottobre. I tempi erano ormai stretti, in quanto la Lega aveva fatto chiaramente intendere che, con la partenza della ristrutturazione della pista di Friborgo, restava solo l’Ambrì a non aver adempiuto agli obblighi previsti: quindi poco margine di manovra! O adeguarsi in fretta, o relegazione per inadempienza! Quindi, pare che tutti abbiano capito che non era il caso di giocare al tira e molla!

Il progetto dell’Architetto Botta è lo stadio multifunzionale che per ora non ha ancora un nome (in attesa del main sponsor), a minor costo, della capienza di 7.000 posti, 3.000 dei quali a sedere. Fine dell’opera il 2021.

Ma le novità non si fermano qui. La partenza di Fora ha lasciato vacante la “C” di Capitano della squadra: nominato ELIAS BIANCHI, di cui è stato anche annunciato il rinnovo sino al 2021, che premia un ragazzo serio e combattente, sempre pronto a sacrificarsi, nell’ombra, per la squadra, nonché a metterci anche la faccia, come si suole dire, nei momenti difficili. Con lui vestiranno la “A” di assistente D’Agostini e Muller.

Nelle parole di Paolo Duca e Luca Cereda, l’obiettivo della stagione resta pur sempre la salvezza, visto che per esigenze economiche il budget è stato tagliato di un ulteriore 500.000 Fr e si è deciso di reinvestire maggiormente nel settore giovanile. La rosa resta un po’ corta, si supplirà con i numerosi Rockets a disposizione.

Novità anche sul fronte “attuale Valascia” con la predisposizione delle nuove balaustre e il costo dei biglietti “variabile”: chi acquisterà il biglietto spalti almeno tre giorni prima dell’incontro, potrà usufruire di una riduzione da 35 a 25 Fr, in modo da avere sempre la pista il più possibile gremita.

 

Partita anche la Champion League che vede ai nastri di partenza Lugano, Zurigo, Berna e Zugo.

Avvio positivo per il Berna che ha superato il Vaxjo per 2 – 1 in trasferta, rimontando gli svedesi con Ruefenacht e Kampf; contro il più abbordabile Cardiff si è arrivati all’overtime, ma, alla fine, si sono imposti ancora gli orsi.

Bene anche lo Zurigo che, in casa, ha faticato a mettere sotto i danesi dell’Aarborg (6 – 5 all’OT) con rete decisiva di Marti (autore di una doppietta), mentre contro il quotato Frolunda ha avuto passo maggiormente spedito e ha ritrovato, persino nel marcatore, il suo buon Blindenbacher che pare decisamente recuperato

Lo Zugo comanda il suo girone a punteggio pieno, frutto della vittoria a Berlino contro gli Eisbaren e in Bielorussia con il Grodno.

Chi, invece, pare in difficoltà è il Lugano, male nella prima uscita in Repubblica Ceca con il Plzen, ma ancora in partita, prima di affondare nella vicina Slovacchia con il Banska Brystica per un netto 5 – 2 e tante perplessità, soprattutto difensive.

 

Chiudiamo con il valzer dei portieri innescato da Leonardo GENONI che, verosimilmente in virtù di sontuoso contratto, lascerà al termine del prossimo campionato il Berna per accasarsi a Zugo per cinque stagioni. Il suo arrivo ha messo le ali a Tobias STEPHAN che, seppure a 34 anni, ha trovato il Losanna pronto ad accoglierlo (per tre anni!) pur avendo, almeno ancora per un campionato, tre portieri sotto contratto! Senza contare che la maggior parte degli estremi difensori della LNA sono in scadenza di contratto alla fine del prossimo campionato o … pronti a partire (leggi Merzlikins)

 

 

Lunedì 30 Luglio

AMBRI’   E   LUGANO:   ECCO   IL  QUARTO  STRANIERO – LA PRESENTAZIONE DELLA NUOVA SQUADRA ALLA VALASCIA

 (Cornelio Turri)

Si avvicina il momento del ritorno sul ghiaccio e anche il quarto straniero è stato scelto dai rispettivi staff tecnici: per l’Ambrì è arrivato l’attaccante statunitense BRYAN  LERG, per il Lugano il difensore TAYLOR  CHORNEY

 

Bryan Lerg ha firmato un contratto per la prossima stagione più opzione per la successiva e proviene da due anni giocati nella SHL nelle fila del Rogle, formazione di fondo classifica e che non ha mai avuto la gioia di accedere ai play off svedesi, riuscendo, tuttavia a collezionare, in una lega molto difensiva, una ventina di reti a stagione. In Leventina ricoprirà il ruolo di centro, anche se spesso è stato impiegato all’ala per le sue doti di realizzatore, specie in power play dove, nell’esercizio, è risultato uno dei migliori della Lega. Ha quasi sempre ricoperto il ruolo di capitano, dunque un leader sia sul ghiaccio che nello spogliatoio. Di tutto rispetto anche il suo trascorso oltre oceano, specie nella AHL.

Per il Lugano si spera di aver trovato il difensore giusto dopo le tribolate esperienze del recente passato. Il canadese Taylor Chorney, 31 anni, ha mostrato nel suo trascorso talento offensivo, buona visione di gioco, con una certa fisicità in quanto, nelle realtà in cui si è districato, ha sempre dovuto lottare per trovare posto nella formazione. 170 presenze in NHL e oltre 400 in AHL ne fanno certamente un giocatore di esperienza notevole.

 

Intanto, come di consueto, alla fine di luglio il popolo bianco blu si ritrova alla Valascia per la tradizionale presentazione della nuova squadra. Di fronte a 4.500 persone. Hanno sfilato sulla tribuna i giovani che parteciperanno ai vari campionati di categoria con il rinnovato staff, capitanato da Manuele Celio (importante e fondamentale ritorno in seno alla grande famiglia dell’Ambrì di un competente e preparato ex) e con Rodislav Cada alla guida degli juniori (dopo la salvezza raggiunta quasi contro ogni logica lo scorso anno!). Quindi l’atteso discorso del Presidente Filippo Lombardi. Ricordate le difficoltà insorte dopo la disastrosa stagione 2015/16, la situazione, anche finanziaria appare migliorata e la “ricostruzione” sportiva e di identità procede spedita, dopo la scommessa ampiamente riuscita, di affidare le sorti sportive al duo Paolo Duca – Luca Cereda. Anche l’obiettivo di raggiungere i 3.000 tesserati appare facilmente raggiungibile (a ieri pomeriggio era 2.700 le persone che avevano sottoscritto un abbonamento per la prossima stagione).

Ma quello che tutti attendevano, erano le notizie della nuova pista. Ebbene, forse mai prima d’ora, il presidente si è sbilanciato.

So che aspettate notizie sulla nostra nuova casa. Il 30 agosto forniremo indicazioni precise e dettagliate sul calendario di costruzione. Per oggi posso dirvi che siamo davvero in dirittura d’arrivo e da ottobre in avanti, nulla più potrà opporsi all’inizio dei lavori della Nuova Valascia.”

N.B. era palese il riferimento alle notizie di alcuni giorni or sono secondo le quali i Comuni della Levantina avrebbero frapposto indugi alla sottoscrizione delle fideiussioni per il credito delle banche alla costruzione della nuova pista. Di questi giorni anche la richiesta (del resto tutta da verificare nella fattibilità) in cui, ad Airolo, un ex esponente municipale si starebbe attrezzando per sottoporre a referendum la sottoscrizione dello stesso comune (che ammonta a 1.5 milioni di franchi).

Chiusura in bellezza con la presenta dell’ormai ex capitano Michael Fora che ci ha tenuto ad essere presente per un saluto prima di affrontare la nuova avventura negli Stati Uniti.

 

Sabato 30 Giugno

CAPITAN FORA LASCIA L’AMBRI’ PER LA NHL – KUBALIC RESTA

(Cornelio Turri)

Non si può dire che sia un lampo d’agosto: era risaputo che in molti, oltre oceano, avevano messo gli occhi sul gioiellino della Leventina, se lo erano valutato sul palcoscenico dei mondiali dove, esordiente, aveva fatto la sua bella figura al fianco di Josi e compagni, tutti sanno dei margini enormi di miglioramento che il ragazzo possiede. Conclusione: Carolina gli ha offerto un contratto per due anni, ovviamente accettato. Per la prima volta, per un giocatore in partenza si è voluto comunicare la notizia d’intesa con allenatore (Luca Cereda) e D.S. (Paolo Duca) a testimonianza della rinnovata filosofia che in Valle si respira da un anno. Ovviamente spiace che un ragazzo coltivato e cresciuto come un virgulto prezioso, lasci per altri lidi, ma resta l’orgoglio di accompagnarlo, almeno col pensiero, verso un traguardo che chiunque vorrebbe per le persone cui si vuole bene. Ovviamente, nell’immediato il ragazzo lascia un vuoto immenso nelle file della squadra per la quale aveva assunto persino i gradi di capitano. Come ha voluto sottolineare Paolo Duca “Fora non ha sostituti”. Si farà quello che si può, nella speranza di trovare qualche alchimia che renda meno amara la partenza.

Con la penuria di difensori svizzeri ancora disponibili, l’Ambrì è corso ai ripari rinnovando per un ulteriore anno il contratto a  MICHAEL N’GOY, che bene aveva fatto soprattutto nell’ultima “gestione Cereda”, nonostante la non più giovane età.

Certo che, di fronte ai tanti “osservati”, chi parte davvero è un giovane dell’Ambrì, motivo di soddisfazione per un club dato per morituro, invece ampiamente in sella a difendere con i denti e con il cuore la posizione. Potrebbe essere anche uno stimolo per sottolineare quanto l’approdo nelle file biancoblu possa essere elemento di crescita per i giovani. E infatti DOMINIC KUBALIC, pur con offerte per la KHL e la bella mostra di sé ai mondiali con la maglia della Cechia, ha deciso di rimanere ad Ambrì con la sua maglia 81 per il prossimo anno.

Qualcosa di nuovo anche per la “pista”. Il Comune di Dalpe ha dato mandato di sottoscrivere la fideiussione di 250.000 Fr, seppure subordinandola alla analoga accettazione degli altri Comini interessati (Airolo, Quinto, Faido, Prato Leventina e Bedretto) che, complessivamente e in modo diverso dovrebbero dare il benestare ad una cifra di 3.750.000 Fr circa. Ora si attende la comunicazione della Società per il prestito delle Banche che, finalmente, potrebbe essere imminente.

 

TEMPO  DI  BILANCI   (III)

Annata in tono minore, pur con l’approdo ai play off, come da consolidata tradizione, per il DAVOS, con il buon Arno Del Curto sempre saldamente sul ponte di comando, ma con qualche “scommessa” non del tutto riuscita. A cominciare dal comparto stranieri. Il buon Lindgren ha avuto annata del tutto inesistente: già sofferente all’anca sul finale della precedente stagione, ha forzato, poco sensatamente, il rientro, per bloccarsi due partite dopo per l’intera stagione. Lo rivedremo la prossima, con tutte le incognite del caso. Il solo Nygren è parso all’altezza della situazione, Little Broc ha fatto del suo meglio, ma poco supportato dagli altri attaccanti, si è limitato a vestire la casacca del top scorer, pur inanellando molte anonime prestazioni. Kousal, grande lavoratore senza acuti. Gli altri, arrivati in corso d’opera, hanno spesso avuto l’etichetta della meteora: da Brendon Back al quasi sempre infortunato Rodin. Per fortuna gialloblu, il vivaio ha continuato a sfornare giovani di talento e pare che su questi Del Curto preferisca contare. Le finanze non paiono tra le più floride, nonostante la Spengler, e allora si fa di necessità virtù, lasciando partire chi pensa di trovare altrove maggiori introiti: se ne vanno Sciaroni a Berna e Simion a Zugo, ma anche Schneeberger, Forrer e Walser a Friborgo, Kindschi a Langnau, Little Broc, anticipatamente. In compenso arrivano Stoop (ritorno in gialloblu) dopo la parentesi Kloten, i giovani talenti del Berna Luca Hischier e Dario Mayer, la grande scommessa per il rilancio di Inti Pestoni. Ecco, forse sul ticinese si valuterà quanto riuscirà a rivitalizzarlo la cura Del Curto: sulle capacità del tecnico nessuno discute, sui risultati molto dipende dal giocatore. Una cosa è certa: per Inti se non siamo all’ultima chance, poco ci manca.

GINEVRA: eterna incompiuta tra il baratro e la gloria. Ai nastri di partenza cerca un ruolo nei quartieri alti, dalla metà stagione in poi si fanno minacciose le voci di un tracollo finanziario da compromettere il prosieguo della stagione stessa. Poi tutto rientra nel silenzio e, a distanza di qualche mese, la musica ricompare invariata. Messo dietro la scrivania McSorley, alla transenna è arrivato Woodcroft, con la sensazione che la vecchia volpe avrebbe continuato a gestire la situazione da dietro le quinte. Il roster non è mai stato quello da “poveri e diseredati”, salvo mettere sul mercato giocatori di valore in piena stagione: nessuno ha abboccato, gli stipendi sono rimasti a libro paga ginevrino, il solo Gerbe ha preso anticipatamente il volo. Del milionario ammanco (oltre sei milioni) per ora non c’è più menzione! Così per la prossima stagione torna anche alla transenna McSorley e sul ghiaccio si ridimensionano i ranghi: Loeffel a Lugano, Almond e Traber al danaroso Losanna, Da Costa in KHL, Riat a Bienne. Le contropartite sono il ritorno da Zugo di Timothy Kast e quello da Ambrì di Eliot Berthon. Per ora nulla più, ma c’è da aspettarsi che, all’ultimo minuto, la cassa si riscopre all’altezza di sfornare qualche sorpresa. D’altronde, con McSorley, mai dire mai!

 

Venerdì 8 Giugno

NOTIZIE DA AMBRI’ – LUGANO  E  DINTORNI   

 (Cornelio Turri)

LE AMICHEVOLI DELL’AMBRI’ – EMMERTON IN KHL – TANTE PARTENZE

Mentre si pensa alla prossima stagione, con i ranghi, seppure incompleti, a sudare per preparare la condizione fisica della prossima stagione, si pianificano anche gli incontri di avvicinamento alla regular season che scatterà leggermente in ritardo rispetto all’abituale: via il 21 settembre, salvo … regolari anticipi sulla tabella di marcia.

L’Ambrì saluta CORY EMMERTON che, dopo tre stagioni altalenanti, lascia la Leventina per fare ritorno in KHL. Vestirà la maglia del Novosibirsk.

Intanto salutano la compagnia anche i veterani Michael N’Goy e Marc Gautschi che decideranno nelle prossime settimane una nuova eventuale destinazione. Thibaut Monnet tenta il rilancio scendendo di categoria e facendo da chioccia ai tanti giovani del nuovo Kloten; Franco Collenberg vestirà la maglia del Turgovia e, recente conferma, lo svizzero francese Eliot Berthon torna in quel di Ginevra. Lascia perplessi l’epilogo della storia biancoblu di Roman Hrabec, lasciato partire per la Cechia, con molti rimpianti su un verosimile handicap caratteriale: fatto crescere come un virgulto nelle file dei Rockets e sbocciato negli ultimi incontri dello spareggio con il Langenthal, invano si è atteso il salto di qualità che lo facesse definitivamente approdare là dove tutti i tifosi lo attendevano. Il fatto che Luca Cereda non lo abbia mai coinvolto per l’intera stagione, sottintende tante cose sulla situazione.

Quanto alle amichevoli precampionato ecco la lista degli incontri previsti:

 

Sabato 11 agosto (ore 19:00)                             Biasca                             Ambrì Piotta – Ticino Rockets

Venerdì 17 agosto (ore 19:45)                           Sursee                            Ambrì Piotta – Vitjaz Podolsk

Sabato 18 agosto (ore 17:00)                             Sursee                            Ambrì Piotta – Adler Mannheim

Venerdì 24 agosto (ore 17:00)                           Flims                               Ambrì Piotta – ZSC Lions

Sabato 1 settembre (ore 19:00)                        SGKB Arena                   Ambrì Piotta – Rapperswil

Venerdì 7 settembre (ore 19:00)                      Bellinzona                      Ambrì Piotta – Bienne

Sabato 8 settembre (ore 17:00)                        Biasca                             Ambrì Piotta – SERC Wild Wings

Martedì 11 settembre (ore 20:00)                    Biasca                             Ambrì Piotta – Davos

Sabato 15 settembre (ore 17:00)                      Valascia                          Ambrì Piotta – Friborgo

 

LUGANO – JECKER  PER  LA  DIFESA

L’occasione era ghiotta e nessuno, in riva al Ceresio, se l’è lasciata scappare: il retrocesso Kloten aveva pochi argomenti per trattenere Benoit JECKER che, lasciato Bienne, si era accasato alla periferia di Zurigo già da qualche mese. La retrocessione degli aviatori ha rimescolato le carte e il Lugano, notoriamente alla ricerca di elementi di valore per puntellare una difesa troppo spesso ridotta ai minimi termini, non si è lasciato sfuggire l’occasione di “firmare” l’ex seelander per le prossime due stagioni.

 

Intanto pare che i contratti siano materia poco duratura nel tempo: nel volgere di qualche giorno un valzer di giocatori, pur legati alla loro formazione da regolare e duraturo contratto, cambia casacca. Che INTI PESTONI non dovesse restare a Zurigo, si sapeva da tempo. Rescisso l’accordo, libero di accasarsi a Davos, per il prossimo anno, con opzione per il successivo. Non la soluzione che l’agente e il giocatore avrebbero voluto, ma di questi tempi ci si deve anche accontentare. Dopo aver prolungato la sua presenza in gialloblu per ulteriori due anni, DARIO SIMION vola a Zugo per le prossime due stagioni. Arrivato inaspettatamente DAMIEN BRUNNER (anche lui avrebbe dovuto restare a Lugano), in quel di Bienne pare non esserci più posto per JULIAN SCHMUTZ …

 

TEMPO  DI  BILANCI  (II)

Il Berna duplice campione sperava di perpetrare un ciclo che, con la vittoria nella regular season, pareva essere nato sotto felici auspici. Ma nell’hockey moderno è difficile ripetersi, figuriamoci proseguire nel tempo: le eccezioni sono sempre più rare. Eppure gli innesti di Haas in luogo delle leggendario Pluss (che non trovando adeguata sistemazione ha preferito chiudere la carriere, pur avendo nelle sue corde almeno un’altra stagione da protagonista) ed un contingente stranieri da sogno per molte altre formazione della stessa Lega, non è bastato per avere ragione dello Zurigo, incrociato in semifinale e lanciato dalla serie con lo Zugo. Eppure una mezza riorganizzazione dei ranghi era già in atto da qualche mese, con gli arrivi degli ex Ambrì Daniele Grassi da Kloten e Gregory Sciaroni da Davos, oltre a Bieber (sempre da Kloten), il giovane Aureliam Marti da Langenthal, e gli stranieri dal Frolunda il difensore svedese Adam Almquist e l’attaccante slovacco Jan Mursak. Il tutto per compensare le perdite di Bodenmann, Noreau e Luca Hischier, ma se ne andranno anche Dario Mayer, Pyorala e Randegger. Insomma, volere o volare, un po’ di aria nuova per ripartire a testa bassa per essere i primi della classe.

Chi, invece, ha giocato un campionato assolutamente sorprendente è il Bienne. Uscito dalle sapienti mani di McNamara, poi, forse, solo in apparenza messo da parte per l’interim di Steinegger prima dell’arrivo di Tormanen (campione svizzero proprio con il Berna!), i Seelanders si sono presentati ai giochi che contano come la formazione più in forma della serie. Ne sa qualcosa il Lugano che, sotto 2 – 0 nelle semifinali, 3 – 0 al 27’ di gara – 3 ha trovato il gollonzolo che stravolge la storia e rimesso in piedi la baracca. Eppure, sino a quel momento, il Bienne appariva lanciatissimo e ben pochi avrebbero potuto identificare la formazione capace di estrometterli dai giochi. Costruita con pazienza e con tanti giocatori bravi e duttili, il Bienne aveva impostato la difesa con un Hiller che, seppure lasciato partire dalla NHL, costituisce una garanzia, una retroguardia arcigna e priva di fronzoli, con Forster vecchia volpe a dettare i tempi per i più giovani, un attacco duttile e veloce, orchestrato da Puoliot, ma ben sostenuto dai vari Micflickier, Rajala (autentica rivelazione) e un manipolo di giovani venuti a Bienne per le opportunità concrete di mettersi in mostra. Certo, anche la buona sorte ci ha messo del suo, graziando la formazione bernese di quegli infortuni pesanti che tutti, prima o poi nella stagione, devono mettere nel computo: fatto è che, nel finale del campionato, hanno inanellato una impressionante serie di risultati positivi da lanciarli definitivamente nelle alte sfere della LNA. La domanda ora è un’altra: sapranno ripetersi? Certamente l’intelaiatura della squadra e della Società sono tali da non considerarli una meteora; sulla ripetizione del terzo posto in classifica, molti fattori trasversali si possono presentare, indipendentemente dalla bontà del lavoro svolto. Gli arrivi di Riat da Ginevra, Hugli da Rapperswil e Kunzle dallo Zurigo con, udite! udite!, Damien Brunner da Lugano vanno nella direzione del consolidamento del lavoro svolto. Si dice sempre che la “nuova pista” apporta solidità finanziaria e prospettive migliori: se il Bienne è l’esempio, chi può convincere del contrario?

 

Mercoledì 23 Maggio

CLAMOROSO: BRUNNER LASCIA LUGANO

 (Cornelio Turri)

E’ vero che i temporali “tropicali” si susseguono minacciosi anche alle nostre latitudini, ma la notizia che DAMIEN BRUNNER ha rescisso il contratto, di comune accordo, con il Lugano e, nel contempo, annuncia il suo trasferimento a Bienne per i prossimi due anni, non è di quelle da etichettare con il sufficiente epiteto: “era nell’aria”. Certo il soggiorno a Lugano dell’attaccante non è stato dei migliori: molti infortuni, spesso anche gravi, hanno minato il suo rendimento in maglia bianconera, che il carattere non fosse uno dei più malleabili non c’era bisogni di averlo in spogliatoio per saperlo (Habisreutinger lo conosceva bene in quel di Kloten). Che si arrivasse all’interruzione del rapporto in piena estate, però, non era per nulla scontato.

Si apre quindi un posto … vacante nelle fila della compagine ticinese: chi sarà il prescelto per assumere quel ruolo di “straniero aggiunto” che, indubbiamente, il buon Brunner inequivocabilmente deteneva? Aspettiamoci qualche altra sorpresa. Non dovrebbe essere Suri, qualche giorno fa dato in partenza da Zugo, anche lui seppure legato da contratto ancora valido, dopo le smentite dei Tori. Pestoni? Uno straniero di alto profilo? E Klasen? Solo soletto in tribuna nei play off ha ribadito la sua volontà di restare. Ma…

Certo che il Bienne, con i proventi della nuova pista si annuncia compagine attrezzatissima per la prossima stagione. Con un Brunner in più, con altri giocatori ben assemblati può aspirare a un ruolo che solo qualche anno fa pareva pura follia.

 

IL GIOVANE CHRISTOPHER SMITH ALL’AMBRI’

 

Di ben altra caratura le notizie in casa Ambrì – Piotta. Messo sotto contratto per le prossime due stagioni il giovane canadese, con licenza svizzera, CHRISTOPHER SMITH, 22 anni, giocatore in Central Canada Hockey League nelle fila degli Hawkesbury Hawks nelle ultime tre stagione, secondo miglio marcatore della sua formazione lo scorso campionato. Giovane decisamente dotato, tenta l’avventura professionistica, partendo dai Rockets e con possibilità di salire in prima squadra.

 

TEMPO  DI  BILANCI   (I)

 

Cala il sipario sulla stagione della LNA dopo aver espresso l’ultimo verdetto inappellabile: quello del Campione Svizzero 2017/2018. Sui ranghi per la prossima stagione, la parola definitiva era stata detta e suggellata due sere prima alla Kolping Arena di Kloten, con la retrocessione, dopo 56 anni ininterrotti di permanenza nella massima divisione, proprio di quel Kloten che ha festeggiato per 5 volte il titolo di campione (filotto di 4 successi consecutivi dal 93 al 96) e alzato al cielo il famoso “portombrelli” (ora modificato in forme più degne) cui tutti anelano. Nella patria degli orologi c’è chi fa a modo suo, perché l’indisponibilità dell’Hallenstadion ha posticipato gli impegni di Zurigo e Lugano, stravolgendo la classica calendarizzazione anche per la finalissima.  Ma la sostanza non ne ha risentito e, del resto, l’intera stagione vede difficilmente le squadra accomunate dagli stessi impegni sostenuti.

Ha vinto lo Zurigo, onore allo Zurigo. Come ogni successo, appare meritato nella misura in cui si considera l’intera stagione: partito in sordina e con molti problemi e polemiche di spogliatoio, culminate nell’avvicendamento alla transenna nella pausa olimpica, si deve dare atto ai Lions di aver patito molte defezioni, da Nilsson a Blindenbacher, agli stranieri più volte ruotati e inseriti in corso d’opera. Tuttavia, il lungimirante investimento nel farm team dei GCK, ha permesso di avere a disposizione un serbatoio di talenti da inserire al momento opportuno. Se ciò appare abbastanza scontato nella regular season, lo è meno nei play off. Va dato merito a Kossmann di aver perseverato nell’impiego dei vari Miranda, Prassl, Berni, ma anche altri sono stati preferiti a giocatori di più illustre caratura (primo fra tutti Inti Pestoni, che ha vissuto una seconda annata anonima). L’evidente spogliatoio compatto ha permesso di scalare la classifica: partiti dalla settima posizione e quindi destinati all’accoppiamento con l’ambizioso Zugo, hanno estromesso i Tori, poi il Berna campione e vincitore della regular season, quindi superato il Lugano che, seppure quarto della graduatoria, ha dovuto inseguire per annullare due match ball dei Lions.

Ora, dopo i festeggiamenti e l’addio a quel monumento che risponde al nome di Matthias SEGER, bisogna pensare al futuro e sciogliere i dubbi, a cominciare da quello dell’allenatore. I patti dicevano che Kossmann dovesse essere un traghettatore sino alla fine della stagione, ma ora come si fa a mettere alla porta il vincitore del titolo? A dire il vero non sarebbe la prima volta: Lars Leuemberger, dopo aver rianimato il Berna e vinto il titolo, è ancora disoccupato! Di certo la rosa ha già acquistato petali importanti e vistosi, come il “cugino Kloten” Dennis Hollenstein, il canadese Maxim Noreau cui spetterà il compito di non far rimpiangere l’uomo tutto – fare Klein; Simon Bodenmann dal Berna per dare maggiore spessore e incisività in attacco. Lasciano la truppa Kenins a Losanna e Kunzle a Bienne, Guerra per Ambrì. Ma il “posto sicuro” appare un’illusione per un Inti Pestoni, cui si deciderà quale destinazione: poco probabile la sua permanenza, caduta la vicina Kloten per la retrocessione degli aviatori, resta possibile il ritorno ad Ambrì? Del contingente straniero hanno contratto Pettersson e Shore, oltre al nuovo venuto Noreau. Ma Zurigo è piazza esigente e, sotto questo aspetto tutto può accadere, sino all’inizio del campionato e … oltre.

Chi non ha digerito l’eliminazione ai quarti è lo Zugo. Pur non dichiarato apertamente, l’obiettivo era decisamente più vicino al traguardo finale. La stagione ha portato la squadra di Kreis al secondo posto con 91 punti, quindi lecito attendersi buoni play off, supportati dal fattore campo, contro la settima forza del rango. Invece, dopo avvio trionfale (4 – 1) le cose si sono messe subito male per i Tori, estromessi dai Lions in sole cinque partite. E allora via alla “solita rifondazione”. Il primo a fare le valige è stato, guarda caso, l’allenatore: Kreis torna in DEL, sulla panchina del Dusseldorf, mentre a sostituirlo cala dalla Scandinavia il norvegese DAN  TANGNES, 39 anni, trascorsi in SHL prima al Rogle, poi per 4 anni al Linkoping, con fama di formatore per valorizzare le giovani leve provenienti dall’Accademy. Così anche qualche giocatore legato da contratto per la prossima stagione, potrebbe vedersi messo in discussione (primo fra tuti Suri, ma anche Kast potrebbe tornare a Ginevra). In difesa, per contro Grossmann è già accasato a Losanna, Leeger a Langnau, Helbling a Kloten (?), e, per la sostituzione, via alla linea verde con Zryd dal Langnau e Zgraggen da Ambrì. Il pacchetto stranieri appare collaudato: McIntyre, Roe, Klingberg e Stalberg appaiono collaudati, salvo sirene.

 

Martedì 8 Maggio

ZURIGO  CAMPIONE,  MA  IL  LUGANO  HA SCRITTO  UNA  STORIA  ECCEZIONALE!

IL  KLOTEN  DOPO  56   ANNI  RETROCEDE!

 (Cornelio Turri)

La battaglia dell’Hannenstadion premia il cuore e il coraggio del Lugano che trascina a gara – 7 lo Zurigo, uscito dal confronto frastornato e con la macchia (veramente incomprensibile) di una penalità di partita del suo top scorer Pettersson, reo di una carica a Lapierre a due (due!!) secondi dalla terza sirena: per fortuna tutto per il bianconero è apparentemente finito bene, ma le conseguenze per la squadra di Ireland avrebbero potuto essere pesantissime. Anche perché, in uno scontro fortuito, si era dovuto fermare Sannitz, rimasto in panchina per tutto il terzo periodo a dare la carica ai suoi, senza poter minimamente mettere piede sul ghiaccio. Eppure, con queste premesse, la formazione ticinese è riuscita nell’impresa di annullare i due match point dello Zurigo, apparso quasi in autogestione, con il solo Klein uomo squadra e onnipresente a cucire le trame di un tessuto che, suo malgrado, si andava via via disfacendo. Il colpo decisivo a pochi minuti dal termine, con il tiro di Lajunen deviato (o forse no) dal monumentale Lapierre. Ma tutti gli uomini di Ireland sono da elogiare per l’abnegazione e lo sforzo che hanno profuso.

Purtroppo, la maledizione di gara – 7 ha colpito ancora, consegnando la coppa ai Lions, andati presto in vantaggio con tiro di Geering, deviato da Wellinger, sul quale si è giocato il filo conduttore della contesa: gli ospiti a controllare e agire di rimessa, il Lugano a provare, invero molto più timidamente, ma le forze forse erano evidentemente solo quelle rimaste, di riagganciare il treno per l’ennesima volta. Ironia della sorta, la parata della serata doveva compierla Flueler (nel terzo tempo) meno appariscente del suo dirimpettaio Merzlikins: le lacrime del lettone a fine partita, dimostrano, se ce ne fosse bisogno, il suo attaccamento alla maglia, ma le sue prestazione sempre maiuscole, non sono bastate per riportare a casa il titolo che manca da 12 anni. Con questo non si deve supporre che il Lugano, sapientemente diretto da una persona capace e umile come il sig. Greg Ireland, esca “sconfitto”: ha disputato una stagione pazzesca, ha compiuto sforzi inimmaginabili, ha segnato una pagina di storia hockeystica di cui essere fieri. E, sia chiaro, essere o meno “tifosi” luganesi appare secondario: chi ama l’hockey non può non aver apprezzato quanto fatto dalla rimaneggiata compagine ticinese.

Per contro, onore al merito dello Zurigo che, non si dimentichi, strada facendo ha superato Zugo e Berna: cioè le prime due della classifica. Ha perso anche lui per strada pedine importanti del suo scacchiere come Blindenbacher e Nilsson, ma nel suo arco c’erano molte frecce altrettanto valide e ha avuto il coraggio di schierare giovani di belle speranze e che sicuramente faranno bene nel prossimo futuro. Gli sconosciuti Miranda, Prassl, Berni da questa sera sono già qualcuno!

 

Nella sera in cui i Lions mestamente rinviavano la festa, chi piangeva lacrime amare in quel di Zurigo era la sponda Kloten: nella sfida decisiva, il Rapperswil aveva ancora il guizzo vincente e, seppure al supplementare, si regalava il paradiso per mandare all’inferno gli aviatori, che scendo in LNB dopo 56 anni di permanenza ininterrotta nella massima serie. Subito in vantaggio, i Lakers hanno messo una seria ipoteca sull’esito della contesa, raddrizzata temporaneamente da Salminen solo nel terzo periodo. Ma i mali del Kloten vengono da lontano e imprecare contro la sfortuna (palo di Egli a portiere battuto) appare un po’ puerile: quanto poco mordente, quanta poca voglia di fare, quanta poca umiltà si è vista in una sfida che, si sa, decide molto più di un campionato! Svogliati e abulici, gli uomini di Rotheli hanno girovagato sul ghiaccio, quasi supponendo che, per inerzia, la sorte avrebbe arriso loro dall’alto del tasso tecnico di Hollenstein, Praplan, Bieber, Salminen, Santala e qualche altro. Ahimè l’abnegazione e la grinta, il cuore e il sudore dei sangallesi hanno fatto la differenza.

Ora si parla già della prossima stagione, nemmeno una giornata dopo la disfatta. Si dice che si ripartirà da una formazione rimaneggiata (gli uomini migliori del Kloten se ne sarebbero andati anche fossero rimasti in LNA in quanto già accasati altrove) ma con 3 – 4 mila abbonati, con un sostegno per un budget di 6 milioni di franchi. Insomma, pare proprio che la buona lezione di riflettere prima di parlare, dalle parti di Kloten non sia stata ancora imparata. Come si possa trarre delle conclusioni del genere dopo una notta insonne e tormentata, appare difficile immaginare. 

 

Martedì 24 Aprile

LUGANO – LA PORTA RESTA SEMPRE … APERTA

KLOTEN – L’AEROPLANINO TORNA A VOLARE

 (Cornelio Turri)

Con le spalle al muro alla Resega, il Lugano ha rispolverato le serate migliori e con secco e perentorio 3 – 0 ha inflitto il primo dispiacere alla squadra di Kossmann. I Lions hanno cominciato a pattinare a vuoto, ad avere meno tempo per ragionare e impostare, a sentire il fiato sul collo dell’avversario che, per parte sua, non ha mai mollato sino alla sirena finale. Il parziale di 1 – 0 per tutti e tre i periodi, conferma la supremazia e la ritrovata vitalità della formazione di Ireland che, votata al sacrificio e all’abnegazione, ha messo sul ghiaccio tutto quanto ha potuto e anche qualcosa di più. A riprova le sontuose prestazioni di Furrer e Sannitz, con la ritrovata rete per Bertaggia (pesantissimo il 2 – 0), mentre ai Lions è rimasto qualche grattacapo in più.

La spinta è proseguita anche in gara – 4 all’Hallenstadion, almeno per il primo periodo, chiuso con beneaugurante 2 – 0, con annessa rete in short hand di Lapierre. Ma nell’hockey, si sa, le cose corrono molto in fretta e, nonostante l’intrattabile Merzlikins, visionato dagli occhi sapienti degli osservatori di Columbus, che ha compiuto miracoli a ripetizione, la pressione dei padroni di casa è tornata alta e, con l’aiuto di qualche penalità, ha tolto ossigeno e lucidità alle gambe bianconere sino al pareggio (e quasi altro) dei Lions alla terza sirena. Purtroppo l’equilibrio è stato rotto da sciagurata gestione del disco di Sanguinetti (cincischiata e deviazione nello slot per il libero Baltisberger) che ha fulminato in rete un disco che vale un doppio match ball.

Tutti sanno, però, che “E’ finita solo quando è davvero finita!” e allora, se la matematica non scrive il suo ultimo verdetto, tutto può ancora accadere: dunque, bisogna crederci. E’ quello che ha fatto il Lugano in gara – 5, rifilando un filotto di 4 – 0 ai Lions che, pur mantenendo ancora un match ball, se la dovranno rivedere fra qualche giorno (calendario sconvolto dall’indisponibilità dell’Hallenstadion!), forse con idee meno chiare e qualche perplessità in più. Si potrebbe dire molto e poco su un risultato tanto rotondo: il Lugano ha fatto tutto da solo, incurante di quanto avrebbe (o non avrebbe) proposto il suo avversario. Messe subito le cose in chiaro dopo 27” con l’1 – 0 di Hofmann, ha mantenuto la concentrazione come se nulla fosse, chiudendo con un terzo tempo “perfetto” ad insinuare dubbi nella mente di Kossmann e compagnia.

 

Chi è tornato a volare è il Kloten che, non appena presa faticosamente quota, ha bombardato la contraerea Rapperswil con gli interessi. Gara – 3 non passerà alla storia solo per l’overtime più lungo (almeno per ora) dell’hockey svizzero: il 2 – 2 del sessantesimo ha dovuto attendere 42 minuti di gioco per essere tramutato da Hollenstein in 3 – 2! Due supplementari e spiccioli perché il Kloten portasse a casa gara decisiva, giocata in salita (Rapperswil sempre avanti), che ha cambiato i connotati della serie: prima “vorrei, ma non ce la faccio”, poi via tutto spedito con un 4 – 0 al Lido che la dice lunga su come il vento sia cambiato. Con la serie in parità, l’entusiasmo passato a spingere le gambe dell’opposta fazione, i sangallesi con gli uomini contati, si potrebbe ipotizzare un epilogo che, solo qualche ora fa, si sarebbe scritto in modo diametralmente opposto.

E gara – 5 avrebbe dovuto essere la prova provata. NI! Bastavano 8 minuti per mettere (quasi) in cassaforte la partita: 2 – 0 rotondo e sicuro degli aviatori che, nel tempo centrale si addormentano a turno: prima un difensore, poi il portiere, quindi la difesa in un valzer a “chi la fa più grossa” per consentire al Rapperswil insperato vantaggio: 3 – 2. Allora il disco tornava a scottare sulla paletta e si rivedono i fantasmi che si credeva di aver definitivamente scacciato. Mossa della disperazione a una manciata di secondi dal termine: Hollenstein dalla blu butta un disco senza né capo né coda, davanti a Nyffeler il difensore atterra l’attaccante, leggera involontaria deviazione col pattin: 3 – 3. Overtime chiuso in tempi più ragionevoli dall’estremo sangallese che si lascia beffare da innocuo disco dall’angolo. Adesso il Kloten ha davvero le ali ai piedi, perché è riuscito a raddrizzare una partita dove, pur avendone combinate di grosse, non solo non ha pagato dazio, ma ha trovato chi le ha combinate peggio di lui!

 

lUNEDì 16 aPRILE

ZURIGO  AVANTI  DI  DUE!

KLOTEN ALLA DERIVA

 (Cornelio Turri)

Lo Zurigo si aggiudica, dopo la vittoria della Resega (con il minimo punteggio di 1 – 0) anche la sfida dell’Hallenstadion, ma solo al supplementare e dopo che la formazione di Ireland si era fatta preferire per ampi tratti della contesa. Se in gara – 1 i bianconeri, dopo una fiammata iniziale, si erano spenti e adattati alla tattica sorniona dei Lions, fatta di ruvidi contrasti, ma di gioco controllato per mantenere il disco lontano dalle zone pericolose (e ci erano riusciti con sorprendente facilità, visto che i padroni di casa hanno raggranellato ben poco da ascrivere sul tabellino delle azioni pericolose), nella rivincita sulle rive della Limmat si è assistito a ben altro incontro. Botta e risposta nel primo periodo in cui, al vantaggio iniziale di Klein, facevano da contraltare un superbo contropiede Hofmann – Lapierre e l’ennesima rete in short hand di Seba Rouille, prima del pareggio di Kenins, tra le maglie allargare della difesa bianconera. Ancora avanti il Lugano in avvio di ripresa, su disco ghermito da Lapierre e servito nello slot a Hofmann, quindi il pareggio di Shore ad annunciare un tempo conclusivo scoppiettante e spezzettato dalle molte penalità, con il sorpasso dei Lions ed il pareggio di Sannitz, che si faceva perdonare la penalità inutile (per proteste) all’origine del 4 – 3 avversario. Paratone su un fronte e sull’altro mandavano tutti all’overtime, dove pareva più fresco e pimpante il Lugano, ma, quasi dal niente, quella vecchia volpe di Wick metteva nel “sette” dove Merzlikins non ci arrivava. Quasi una beffa, ma la formazione di Ireland vista questa sera all’opera non è parsa per nulla paragonabile a quella di due sere prima alla Resega. Anche con il Bienne si era con le spalle al muro: che sia di buon auspicio? ma la sensazione che tutto giri per il verso giusto a favore dei Lions è concreta.

 

Chi non ha nulla da ridere in terra zurighese, sono i “cugini” del Kloten, più che mai allo sbando, nonostante aver sostituito alla transenna Schlapfer con Rotheli  (solita mossa della disperazione, che spesso non approda a nulla, perché una stagione fallimentare non si cancella con una … mano di vernice). Il Rapperswil era e resta agguerrito, tutti lo sapevano e si era visto nella finale di Coppa Svizzera al cospetto di un Davos non del tutto sprovveduto. Che avesse vita così facile, nessuno se lo attendeva: 4 – 1 a Kloten, 4 – 0 in casa al Lido! Insomma, una squadra che maramaldeggia su un avversario che pare aver smarrito anche quel briciolo di orgoglio per salvare almeno la dignità. Nel suo commento alle immagini della RSI, l’allenatore dei Rockets Jan Cadieux faceva notare che, seppure in partenza (hanno da tempo sottoscritto contratti altrove), i vari Praplan, Hollenstein, Bieber, Stoop e compagnia, hanno comunque un debito di riconoscenza nei confronti di una squadra che tanto ha fatto per loro, lanciandoli ai massimi livelli. Più chiari di così …

 

lUNEDì 9 aPRILE

LUGANO  IN  FINALE

AMBRI’  SALVO – INGAGGIATO  FABIO HOFER

 (Cornelio Turri)

Il Lugano completa il sorpasso sul Bienne aggiudicandosi anche gara – 5 e gara – 6 con risultato perentorio e lasciando solo rammarichi ai Seelanders che, molto baldanzosamente, avevano iniziato la serie e, al 10 del secondo periodo di gara – 3, forse, si erano illusi di aver archiviato la pratica. Un Lugano operaio, ma come diceva ieri sera il commentatore della RSI, “operaio – specializzato” ha saputo costruire con umiltà e abnegazione una vittoria assolutamente meritata, per come è stata ottenuta, condotta in porto senza la minima sbavatura, senza cedimenti, nonostante l’avversario ci abbia provato, per quanto era ancora nelle sue corde, a rendergli dura la vita. Emblematica l’entrata in materia della gara conclusiva: sono bastati 47” per mettere le cose in chiaro: 2 – 0 perentorio! Poi il Bienne è risalito sino a mettere un po’ di pressione alla formazione di Ireland, ma nessuno si è scomposto e dal cilindro è balzato fuori un Alessio Bertaggia, personaggio di giornata, autore di una tripletta, a tarpare le ali a chi avesse ancora qualche sporadica velleità. Ora lo Zurigo, vecchio leone mai domo che, nei confronti dei ticinesi, ha sempre espresso prestazioni maiuscole, ma la quattordicesima finale è cosa fatta e a questa squadra, tanto quadrata, umile e determinata, nessun risultato è precluso!

 

In alta Leventina si festeggia la chiusura della stagione dopo sole cinque sfide con il Kloten che, al cospetto di una Valascia da quasi tutto esaurito (6404 spettatori) ha dovuto arrendersi alla maggiore determinazione e concretezza della formazione di un Luca Cereda visibilmente raggiante ed emozionato alla fine di una stagione che ha segnato (finalmente!) una svolta concreta nella storia del club ticinese. Non è stata per nulla una passeggiata come il 4 – 1 globale della serie potrebbe adombrare: per quanto, forse, mal gestite, la linea e mezza del Kloten sono da trattare con le dovute pinze perché in grado di dare dispiaceri a chiunque. Così anche l’ultima sfida è rimasta in bilico sino all’ultimo secondo (2 – 1 il punteggio) e tutti hanno dovuto trattenere il fiato di fronte ad un cronometro che pareva non volerne sapere di andare avanti, o lo faceva con una lentezza esasperante. Paolo Duca ha ammesso che, in qualche frangente, la fortuna ha arriso ai biancoblu, ma la fortuna bisogna andarsela anche a cercare, meritarsela, fare quel qualcosa in più che crei le condizione per un piccolo premio. E i tanti giovani messi sul ghiaccio dal duo Duca – Cereda hanno dato il massimo, qualcosa di più per ottenere un risultato che pareva precluso sin dalla scorsa estate: tutti i meglio informati davano per scontato un anno tremendo per i leventinesi e li consideravano i predestinati allo spareggio con il campione di LNB. Così non sarà, perché tale scomodissimo e pericolosissimo compito spetta al Kloten, ma l’Ambrì manda agli archivi un finale di stagione assai diverso dal drammaticissimo 2017 che lo ha preceduto: il respiro di sollievo alla Schoren di Langenthal era solo uno scampato pericolo; la serata della Valascia chiude una stagione in crescendo, pur con forze a disposizione limitate. Ci sarà spazio e tempo per analizzare una stagione che segna una svolta importante per l’Ambrì, ma sotto gli occhi di tutti ci sono l’abnegazione, il coraggio, la voglia di lottare che tutti (confermati o partenti che siano) hanno messo sempre sul ghiaccio.

 

Non si sono ancora spente le luci della Valascia che si annuncia un importante rinforzo in vista della prossima stagione:  FABIO  HOFER, austriaco, ma con licenza svizzera, vestirà la maglia biancoblu, avendo sottoscritto un contratto per il 2018/19 più opzione per il successivo. Giocatore di 27 anni, ha militato in EBEL nelle file del Linz, recentemente estromesso dalla finale che opporrà Salisburgo e Bolzano (!), nelle ultime 4 stagioni totalizzando 179 punti (79 reti e 100 assist) in 230 partite. Con gli arrivi annunciati di Kinzle, Guerra, Fischer, Kneubuehler e Manzato si annuncia un Ambrì interessante.

 

Giovedì 5 Aprile

LUGANO ALLA RISCOSSA

AMBRI’ TRA GUAI E SPERANZE

 (Cornelio Turri)

Che il Bienne fosse da prendere con le pinze, lo sapevano tutti: la squadra più in forma del momento, con la consistente fortuna di non aver dovuto fare il conto con gli infortuni. Così è stato, e già in gara – 1 il Lugano ha capito che aria tirasse dalle parti della Tissot Arena, con i giallo rossi pronti a farsi pericolosi in ogni azione e capaci di fiaccare in fretta la resistenza ticinese e infierire sino ad un inequivocabile 7 – 3 che ha messo pressione alla formazione di Ireland, subito con le spalle al muro. Nonostante la buona prestazione, i Seelanders si sono portati a casa anche gara – 2 ed erano pronti a fare un boccone della truppa bianconera. Alzi la mano chi, dopo il 3 – 0 di Luthi (doppietta dell’ex Ambrì), al 7’ della ripresa, avrebbe scommesso un centesimo sulle possibilità della malconcia truppa bianconera! Invece, nell’hockey le cose cambiano molto in fretta e, contro ogni logica, in short hand, Reuille metteva alle spalle di Hiller un disco che avrebbe potuto essere solo quello della bandiera e null’altro. Al contrario era la carica per gli uomini di Ireland che, piano piano, mettevano insieme i pezzi, mentre, nello stesso tempo, il Bienne perdeva i suoi e non ci capiva più niente! Complici una serie di penalità della categoria “inutili” e “senza senso”, il Lugano aveva la ghiotta occasione di giostrare in superiorità numerica per quasi tutto il resto del tempo (penalità a Maurer  e Forster, di partita a Earl): morale della favola, mettiamoci anche il coaching passivo di Tormanen (chiamare un time out no?), alla seconda sirena il Lugano andava negli spogliatoi con il sorprendente punteggio di 4 – 3! Il terzo tempo era solo per contribuire ad insinuare ulteriori dubbi nella testa del Bienne, che chiudeva mestamente una partita iniziata baldanzosamente e sfuggita di mano come neve al sole.

Rimonta completata tra le mura amiche con un 5 – 1 che insinua ulteriori incertezze nel Bienne e lancia a mille il morale del Lugano. Seppure non iniziata sotto i migliori auspici, la sfida della Resega ha confermato la grande crescita della formazione di Ireland, capace di mettere il sigillo definitivo addirittura con due reti in short hand (!) che hanno annichilito le residue speranze dei Seelanders, ammesso che ne avessero ancora da spendere.

 

In quella che tutti considerano la vera finale, Berna e Zurigo non hanno badato al fattore campo e si sono aggiudicati regolarmente le sfide in trasferta sino a gara - 4. Con i Lions più attenti e fiduciosi, la sfida dell’Hallenstadion ha messo in luce cosa significhi la consapevolezza dei propri mezzi: mai il Berna ha dato l’impressione di mettere in discussione l’esito della contesa. La rete di Scherway, nel finale, ha solo rovinato lo shut out di Flueler e niente di più! Per la cronaca tripletta di Herzog, ma tutti i biancoblu hanno mostrato una marcia superiore all’avversario: il 3 – 1 nella serie non fa una grinza.

 

Nella sfida della salvezza, per l’Ambrì buona la prima: 4 – 0 e settima vittoria consecutiva sul Kloten nel corso dell’annata. Ma chi credeva di avere in tasca la chiave della salvezza, doveva rapidamente ricredersi, perché il Kloten, seppur privo dello squalificato Hollenstein, si faceva preferire per continuità e fame di vittoria ad una squadra leventinese imballata (neppure cinque minuti di superiorità numerica hanno portato al pareggio!), incapace di esprimere mordente e voglia di fare, giustamente sconfitta alla terza sirena. Per fortuna la Valascia nuovamente gremita, riprendeva a spingere gli uomini di Cereda, che, seppure puniti in box play, rimettevano avanti la testa con giudizio e coraggio per un 4 – 2 decisamente meritato.

Purtroppo fuori dal ghiaccio l’episodio di Pasqua ancora da definire nei dettagli per le sue conseguenze: uno scellerato autista infilava una rotonda al contrario e centrava frontalmente l’auto sulla quale viaggiavano Plastino e Ngoy. L’italo canadese è rimasto una notte in osservazione in ospedale ed ha poi potuto fare ritorno a casa. Inutile dire che non sarà della partita a Kloten. Partita che Cereda ha dovuto reinventarsi con quanto a disposizione, specie in difesa cui è venuto a mancare anche Gautschi. Ecco allora rientrare Moor e Jelovac con il confermato Isacco Dotti, mentre al centro della seconda linea è tornato Taffe e, dall’infermeria, Muller. La sfida della Kolping Arena è stata una vera partita a scacchi che, alla fine, ha arriso ai ticinesi che hanno inferto un doro colpo al morale del Kloten con la bellissima rete all’overtime di Zwerger, abilissimo nel deviare al volo un tiro improvviso di D’Agostini. Ma tutta la squadra ha dato segno di maturità, adattandosi alle disavventura che la sorte le ha propinato, dagli infortuni agli incidenti, giostrando al meglio con quanto a disposizione. Mancato il colpo del KO, dopo la bellissime rete di D’Agostini in short hand, i ticinesi sono stati anche costretti ad inseguire e, pur facendosi preferire all’avversario, sono pervenuti al pareggio con Moor, alla prima rete in LNA. Ora non resta che il passo più difficile: chiudere la serie e andare in vacanza.

 

Iunedì 26 Marzo

SARA' BIENNE - LUGANO

E AMBRI' - KLOTEN PER LA SALVEZZA

 (Cornelio Turri)

Stabiliti gli ultimi verdetti, dalla prossima settimana non ci saranno prove di appello. Il LUGANO ha chiuso la serie con il FRIBORGO come logica voleva in gara – 5 alla Resega, ribadendo la propria superiorità, sorretto da una formazione che Ireland ha messo in pista improntata alla sostanza e non ai “fronzoli” (leggasi ancora l'assenza di Klasen). Pur con tutti i rattoppi, la squadra ticinese ha retto bene l'ultimo disperato assalto burgundo: ma gli elementi di French e dei suoi uomini erano davvero poca cosa. Purtroppo, nel tabellino infortuni, compare la voce Lajunen, colpito da una bastonata (verosimilmente sfortunata, ma volontaria) di Kienzle e per la quale il futuro leventinese è stato squalificato per 3 giornate. Ma al Lugano importa la possibilità di impiegare o meno il suo forte centro, uno dei trascinatori in questi quarti di finale: gli spifferi di spogliatoio parlano di frattura della mano, quindi, a rigor di logica, non dovrebbe essere della partita!

Sarà la sfida contro il Bienne il prossimo ostacolo di Ireland e compagni: formazione davvero insidiosa, che ha fatto fuori con molta personalità il Davos, certamente non all'altezza degli scorsi anni, ma pur sempre temibile. Eppure il Bienne, conti alla mano, viaggia alla media di oltre due punti a partita nelle ultime 30 partite! Se ci fosse bisogno di avvertimenti.....

 

Fronte Leventina. Archiviato il gironcino con le ultime uscite senza costrutto (tanto tutti i giochi erano ormai fatti), Cereda ha risparmiato i migliori e raccolto due vittorie per il morale (in casa contro il Losanna per 6 – 3, a Kloten per 5 – 2). La prossima settimana sarà ben altra solfa, ma la serie di sei vittorie su altrettanti incontri, al cospetto di un Kloten dalle idee abbastanza confuse e dai nervi scoperti (vedasi le molte penalità rimediate e che hanno spianato la strada al biancoblu, passati a più riprese in power play), potrebbe essere viatico mentale per affrontare la sfida della vita con il morale più saldo di quello dell'avversario. Sperem....

 

Martedì 20 Marzo

AMBRI’ – AGGANCIO FALLITO, SI TORNA IN CONFUSIONE

LUGANO – LA DISTRAZIONE SI RIMEDIA

 (Cornelio Turri)

L’Ambrì aveva l’irripetibile opportunità di agganciare il Losanna nella partita di martedi alle Malley, ma dopo un primo periodo giocato alla grande, con meritato doppio vantaggio (2 – 0) alla prima sirena e tante occasioni nel tabellino che avrebbero portato al colpo verosimilmente decisivo, ha sciupato il tutto con qualche penalità, della categoria “stupida” che, unita alla botta subita da capitan Fora dopo solo 11 minuti di gioco (infortunio serio, che lo terrà lontano dal ghiaccio per circa un mese!), ha minato la solidità della formazione di Cereda e ridato speranza ad un Losanna in disarmo e ad una pista ammutolita. Il parziale di   3 – 0 del secondo periodo è bastato per seppellire le residue speranze bianco blu di rimonta (pochissime le occasione su fronte offensivo per sperare almeno nel pareggio).

Dopo la pausa, nel fine settimana la trasferta a Langnau ha mostrato una squadra molle e senza mordente, verosimilmente rassegnata al suo destino di dover passare per le forche caudine dello spareggio con il Kloten (per altro travolto, senza appello, in quel di Losanna da un 6 – 0 che non lascia adito a discussione: della serie cosa vuol dire il mentale!).

 

Per il Lugano, il Friborgo appariva boccone alla portata senza particolari patemi, con i burgundi incerottati dalle assenze di Rathgeb e Slater (poi recuperato da gara 3), ma sempre solo tenuti a galla dal loro primo blocco. Così pareva anche nella sfida della Resega, che avrebbe potuto mettere un sigillo quasi definitivo; invece, avanti di due reti, il Lugano si impappinava e lasciava spazio ad un Friborgo che cresceva di tono sino ad impattare sul 3 – 3 e aggiudicarsi, nonostante qualche miracolo di Merzlikins, l’overtime con un fulmine di Mottet. La distrazione, per fortuna, non ha lasciato il segno se, come dimostra la gara del St.Leonard, Ireland e la sua truppa, rispolverato Klasen, hanno ritrovato sacrificio e mordente, mettendo la museruola ad un Friborgo che, come il drago che è suo simbolo, ha sputato fuoco e fiamme, ma spesso senza raziocinio (quanti 2 contro 1 o 3 contro 1 gettati al vento!) e con le ali tarpate anche dalla sfortuna dei pali. Ma se le statistiche dicono qualcosa, i tiri bloccati dai bianconeri sono stati 37, quelli dei burgundi 7, segno che lo spirito di abnegazione da play off ha albergato più da una parte che dall’altra e, dunque, giusto che, al di là di tutto, a sorridere sia la sponda che si è sacrificata di più.  Ora non si sciupi il match ball!

 

Per le altre sfide, la passeggiata del Berna si arresta alle Vernets di gara – 4, con la sconfitta degli orsi (4 – 1) ma, alla prossima, logica vuole che si debbano chiudere i conti. O no?

Tra Davos e Bienne la sfida appare molto equilibrata (non solo per il 2 – 2 nella serie, unica delle quattro), con il sempre più sorprendente Bienne che ha tentato l’allungo, subito bloccato dalla banda Del Curto che ha però perso verosimilmente Simion (aperte due inchieste a carico dei giocatori Seelanders autori dei falli).

Chi non smette di sorprendere è lo Zurigo che pare vivere una seconda giovinezza e ha messo, il pur quotato Zugo, con le spalle al muro: tre vittorie filate (l’ultima con un sonante 5 – 0).

 

Martedì 13 Marzo

AL VIA I PLAY OFF / OUT - AD AMBRI’ TORNA MANZATO, D’AGOSTINI RESTA UN ALTRO ANNO

 (Cornelio Turri)

Chiusa la regular season che aveva ancora tre partite da disputare dopo le Olimpiadi, ci si appresta ai giochi che contano la classifica finale ha sentenziato che di fronte si troveranno:

BERNA  -  GINEVRA

ZUGO  -   ZURIGO

BIENNE - DAVOS

LUGANO -  FRIBORGO

Mentre nel girone per designare le ultime che tenteranno di evitare lo spareggio con il campione di LNB ci sono, nell’ordine: LANGNAU 67 p., LOSANNA 63, AMBRI’ 57 E KLOTEN 47.

 

Gli ultimi incontri hanno confermato per l’Ambrì la striscia positiva di inizio febbraio, con due vittorie su tre incontri, tutte alla Valascia (Kloten e Zugo), con segnali incoraggianti per le prossime sfide e la possibile, anche se difficile, rincorsa al decimo posto del Losanna che dista ormai solo (si fa per dire) 6 punti.

Se non ci sono stati problemi dal punto di vista punteggio e classifica del Lugano, salvo l’addio al terzo posto, ancora possibile, causa la sconfitta di Davos, il vero problema per i bianconeri è stata l’ecatombe avvenuta in quel di Davos: nell’ordine, sono usciti di scena per infortunio, e non faranno più ritorno sul ghiaccio nella presente stagione, capitan Chesa (tendine di Achille), Dario Burgler (strappo muscolare della spalla) e lo sfortunatissimo Damien Brunner (frattura della gamba). Con questi presupposti, il cammino nei play off appare subito molto difficile, ma la truppa sottocenerina ci ha abituato, nel corso degli anni, a sorprenderci, nel bene e, purtroppo, nel male. Questa volta dovrebbe essere in positivo, viste le premesse. Dunque ….

 

BERNA   -    GINEVRA   7   -   0

ZUGO    -    ZURIGO    4   -   1

BIENNE   -   DAVOS    2   -    5

LUGANO    -   FRIBORGO    6    -   2

Netto successo del LUGANO che, viste le difficoltà difensive, ha optato per un sorprendente  2+2 (lasciando in tribuna Klasen!) e, facendo appello ai difensori Sanguinetti e Johnston, cerca di mettere una muraglia davanti a Merzlikins. Le scelte danno ragione ad Ireland, i cui uomini ipotecano il risultato già nel primo periodo trafiggendo tre volte, con un Hofmann strepitoso, il Friborgo che, a dire il vero, nella contesa metterà nel contro solo il primo blocco per provare a spaventare avversario decisamente superiore.

Nella altre sfide il BERNA passeggia su un Ginevra che appare senza mordente; lo ZUGO acuisce la crisi d uno Zurigo in cerca di idee e di risultati, cui la cura Kossmann (ma ce n’era bisogno?) non ha portato frutti sperati; il DAVOS tira fuori le unghie quando si sente odore di “formaggio”.

 

Nel girone delle ultime quattro, serata decisamente favorevole all’Ambrì che batte, alla Valascia, il Kloten per la quinta volta in stagione (su altrettante sfide) con un 3 – 1 in rimonta. Perde purtroppo Muller (prima colpito al ginocchio da Trachsler, poi messo definitivamente KO involontariamente da Backman che gli frana addosso) per infortunio che, almeno ieri sera, appariva decisamente serio (tutore al ginocchio e stampelle per deambulare). Per il resto, trascinata dalla solita voglia di fare bene, la squadra di Cereda ha a lungo tenuto in mano il pallino della situazione, ma senza mai affondare il colpo decisivo, specie nelle superiorità numeriche. La contemporanea sconfitta del Losanna a Langnau (5 – 4 a spiccioli dal sessantesimo) fa intravvedere alla pattuglia leventinese l’assalto ai vodesi, da affrontare nella prossima sfida alle Malley.

 

Sul fronte dei trasferimenti qualche trattativa conclusa e qualche rumor di quelli che fanno scalpore in alta Leventina. Intanto, DANIEL MANZATO torna a vestire la maglia dell’Ambrì per la prossima stagione, più opzione per l’annata successiva, e dividerà, con il confermato Conz, l’onere di difendere la gabbia biancoblu. Sarà della partita anche MATT D’AGOSTINI, quest’anno decisamente in crescita dopo stagione minata da pesanti infortuni, trascinatore dell’attacco leventinese con 20 reti, premiato come top scorer, ma uomo tuttofare e duttile a tutta pista: giusto e importante che gli sia offerta l’opportunità di rimanere ancora un anno a vestire la sua maglia N° 36.

RUMOR di spessore quelli circolati negli ultimi giorni: dal rientro di PESTONI, all’interesse per l’austriaco, con licenza svizzera, FABIO HOFER. Proprio quest’ultimo potrebbe costituire il colpaccio di Paolo Duca: centro e ala decisamente prolifica nella EBEL, attualmente in forza al Linz, potrebbe rivelarsi azzeccatissimo fiuto di mercato.

Che INTI PESTONI, invece, non abbia dimostrato quel che a Zurigo si attendevano, non occorre essere grandi esperti per rendersene conto. Ha ancora un anno di contratto con i Lions, ma la prossima stagione vedrà la concorrenza di Hollenstein e Bodenmann giunti alla corte dell’Hallenstadion: dunque, per farla breve, poco spazio, poca visibilità, rischio di azioni ulteriormente in ribasso. La via di casa potrebbe essere una soluzione, evidentemente alle condizione economiche possibili per l’Ambrì e all’impegno che Luca Cereda richiede ai suoi. Se son rose… Certo le dichiarazioni del D.S. dei Lions non lasciano adito a disquisizione filosofiche: non abbiamo mai impedito a nessuno di andarsene e, per il contratto che ha, non siamo soddisfatti di lui.

 

Martedì 6 Febbraio

AMBRI’ – TRE VITTORIE IN UNA SETTIMANA  LUGANO – CHE FIGURA!

 (Cornelio Turri)

Settimana intensa prima della lunga pausa per consentire alla Nazionale di partecipare alle Olimpiadi. Per l’Ambrì tre impegni, i primi due casalinghi, il terzo in trasferta. Non poteva andare meglio alla formazione di Luca Cereda che ha messo in carniere tre vittorie e otto punti in classifica, ricacciato indietro lo spettro del Kloten e buttato l’occhio avanti verso il decimo posto che ora dista (si fa per dire) solo 8 punti e non 16. Con il Losanna in caduta libera, la pausa viene poco propizia, ma questo è.

Soprattutto la formazione leventinese ha ritrovato coscienza dei propri mezzi e, sorretta da un manipolo di uomini in gran spolvero (Zwerger che viaggia al ritmo di una rete a partita, il ritrovato Lhotak, cui la vicinanza di Kubalic ha fatto un gran bene, l’inesauribile Muller e il cecchino Kubalic) ha messo a referto un power play che va a rete con una frequenza mai vista a queste latitudini dai tempi di Trudel e Domenichelli.

Ne ha fatto le spese, primo fra tutti, il Ginevra (sempre attanagliato dai guai finanziari, anche se una boccata senza di ossigeno è arrivata) messo sotto per 5 – 2 e annichilito da una doppia segnatura in 11 secondi sul finire del terzo periodo. Ma la formazione di casa, che aveva avuto avvio stentato (vantaggio ospite di Simek), ha ritrovato strada facendo energie e lucidità, sorretta in porta dal finnico Karhunen, preferito all’attaccante Taffe nel quartetto stranieri. Ottima la prestazione del portiere, sicuro valore aggiunto in caso di problemi, e squadra che trova i propri equilibri in attacco senza fare troppo affidamento sul contingente straniero (nell’eventuale spareggio, incrociando le dita, di gioca con solo due giocatori d’importazione).

Nella sfida con il Friborgo, vittoria all’overtime (4 – 3), dopo che si era sprecato due volte doppio vantaggio (2 – 0   e  3 – 1), permettendo un paio di veloci ripartenze che hanno consentito all’avversario di capitalizzare al meglio le poche occasioni costruite. Vittoria in ogni modo meritata e morale che sale parallelamente alla consapevolezza di riuscire a costruire qualcosa.

E che il tutto si stia dirigendo al meglio, lo si è visto a Davos, vittoria in rimonta per 3 – 2, con primo tempo nettamente di marca ospite e grigionesi rientrati in partita grazie a un paio di grossolani errori di Jelovac (rigore provocato, ma parato da un monumentale Conz, e rete del 2 – 1 che avrebbe potuto fare davvero male). La formazione biancoblu non è caduta nel panico e, grazie ad una autentica bomba di Kubalic, ha impiegato 5 secondi del suo power play per ristabilire la situazione, prima di chiudere con sontuosa azione della sua prima linea finalizzata da Zwerger, top scorer più giovane della Lega.

Insomma, la salvezza appare lontana, ma la speranza sembra concreta.

 

Ben altro il discorso per il Lugano che, nel fine settimana, ritrovava sul ghiaccio anche Klasen. Purtroppo, una partita peggio dell’altra per la squadra ticinese, con Ireland impotente a scuotere i suoi da un torpore e un’apatia davvero disarmanti. Se in quel di Bienne c’era da recriminare per la scarsa propensione alla partita dei bianconeri (nel primo tempo nessun tiro in porta e Merzlikins bravo a salvare capra e cavoli, anche con l’aiuto dei ferri), specie al cospetto della diretta concorrente per il terzo posto in classifica, nella sfida casalinga con il fanalino di coda Kloten si è materializzata una figuraccia che, da tempo, non si vedeva. Avvio molle e pressapochistico dei padroni di casa, subito trafitti da un Kloten quasi meravigliato del tanto spazio concesso a uomini del calibro di Praplan e Hollenstein. Debacle nella ripresa con un parziale di 5 – 0 che non lascia adito a nessun commento possibile. I fischi copiosi e meritatissimi della Resega non sono serviti a nulla. Resta misteriosa questa metamorfosi positivo / negativo cui il Lugano ci ha abituato: dal nulla mette sotto il Berna e poi si rende protagonista di una pochezza disarmante. Che anche per Ireland le lancette dell’orologio comincino a correre veloci?    

 

Lunedì 29 Gennaio

TICINESI: UN GIORNO SI’, UNO NO

(Cornelio Turri) 

L’Ambrì archivia il week end con l’amara sentenza che lo vede matematicamente relegato ai play out nonostante la sofferta e meritata vittoria casalinga con il Bienne (3 – 2 all’OT), squadra più in forma del momento, pur con la spada di Damocle sul capo dell’infortunio occorso (nel secondo periodo, dopo la sua rete del momentaneo vantaggio leventinese, a Matt D’Agostini, rimasto vittima di una nuova commozione cerebrale). Lo scontro fortuito alla balaustra con Fey (non paiono emergere a carico del difensore bernese particolari responsabilità) ha portato l’attaccante canadese a sbattere con la testa e rimanere sul ghiaccio, raggiungendo poi la panchina, sorretto dai compagni, con espressione del volto per nulla raccomandabile: un suo messaggio ha rassicurato i tifosi, ma in queste circostanze calma prima di dire di esserne fuori! Quanto alla partita, l’Ambrì l’ha a lungo dominata, ma la solita amnesia difensiva ha consentito a Joggi di portare in vantaggio i Seelanders al primo tiro in porta. Costretto ad inseguire e sorretti anche dall’apporto del rientrante Emmerton (escluso Taffe), l’Ambrì ha carburato meglio nella ripresa con due reti di Kubalik e D’Agostini, pur avendo all’attivo già due pali. La partita pareva avviata alla naturale conclusione con i portieri attenti a non farsi più superare (Conz autore di almeno due interventi di spessore nel terzo periodo) quando, a poco più di un minuto dalla terza sirena, lo stesso Conz si rendeva protagonista di una “toppata” colossale, fornendo disco all’appostato Pouliot che, ovviamente, non aveva difficoltà ad insaccare. Overtime tutto all’insegna dei padroni di casa, con Hiller attento ad acchiappare anche le mosche ma superato a una manciata di secondi dal termine da Zwerger (una rete e due assist) per una vittoria assolutamente meritata e che fa coraggio alla truppa in vista del finale di stagione, come sempre, per soli cuori forti!

Che alla Postfinance Arena non fosse serata, lo si era capito prima che l’orologio compisse il suo primo giro:  Haas veniva fermato in tuffo in modo pulito da N’Goy e rigore per i bernesi decretato da Eichmann. Ma san Giovanni non fa inganni, e la rete leventinese restava inviolata. Ma l’arrembante Berna con ci metteva troppo a portarsi in vantaggio, e l’Ambrì ribatteva colpo su colpo mettendo in pericolo la porta di Genoni. Contro l’andamento del gioco, subiva, su rovesciamento di fronte, il raddoppio degli Orsi e si squagliava come neve al sole: il solo Conz si ergeva a baluardo difensivo, aiutato anche dai ferri della porta, ad evitare che le proporzioni del risultato assumessero connotati umilianti. Non sortiva gran che neppure la sfuriata di Cereda, ma il terzo tempo era tutt’altra cosa. Archiviata la rete d’apertura di Kostner, che parere avere lo scopo di rovinare lo shut out di Genoni e null’altro,  l’Ambrì sfruttava una superiorità numerica e in meno di 12 minuti, con Zwerger, Taffe e ancora Kostner (in short hand) si metteva col fiato sul collo del Berna che non ci capiva più nulla. Buon per lui che Bodenmann riportava il risultato sul doppio vantaggio e, pur con apprensione, i bernesi se la tiravano a casa. Ottima prova d’orgoglio del gruppo, ma ancora troppe amnesie difensive e troppa leggerezza nello slot. Basti per tutti la disastrosa serata di Collenberg: un paio di minuti e – 3!

 

Il Lugano, per la terza volta in stagione, mette la museruola al Berna che esce dalla Resega sotto pesante punteggio: 4 – 0 che non lascia adito a discussioni. Decisamente netta la superemazia dei padroni di casa e Merzlikins attento a sigillare, per la seconda partita consecutiva, la porta! Ma la vittoria dei padroni di casa appare costruita sulla solidità del gruppo,  cui mancano ancora diverse pedine, prima fra tutte Klasen. Tuttavia,  impegno e spirito di abnegazione, come quelli mostrati contro il Berna (in cui i connotati da play off si sono visti, eccome), fanno apparire la squadra di Ireland ben attrezzata.

Non altrettanto si può dire della serata successiva alla St.Leonard, dove un Friborgo, affatto trascendentale, ha fatto bottino pieno, pur con duplice regalo: uscita sconsiderata di Brust e disco  regalato ai bianconeri per il primo pareggio;  meglio ancora faceva Cervenka che, in situazione di penalità differita, infilava la sua porta con sconsiderato retropassaggio. Eppure nessuno dei due clamorosi regali, accendeva la miccia nella squadra ticinese che, per contro, a stretto giro di posta, si ritrovava nuovamente in svantaggio.

Week end negativo in fatto di punti per l’Ambrì: disfatta in quel di Zugo dove anche nel punteggio si evince che i Tori hanno compiuto una mera formalità per venire a capo di una contesa rimasta solo formalmente aperta nei primi venti minuti, poi incanalata verso le soluzioni che la differenza di roster lascia facilmente intuire. Purtroppo quel che è mancata è stata anche la propensione a “vendere cara la pelle”, condizio senza la quale una formazione, come quella leventinese, non può scendere sul ghiaccio.

Un po’ meglio sono andate le operazione nella sera successiva alla Valascia, di fronte ad un Langnau che non incassava reti nelle ultime tre partite! Cereda ha mischiato le carte per trovare, anche in prospettiva play out e … oltre, soluzioni alternative: fatto debuttare tra i pali il nuovo venuto TOMI KARHUNEN, ha tolto Taffe e reinventato D’Agostini centro, rispolverando Monnet e Guggisberg (a segno su autorete a fil di sirena a Zugo). Nel complesso, la formazione ticinese si è mossa abbastanza bene, pur perdendo e subendo reti su altrettante incursioni dei tigrotti che, per contro, hanno amministrato la partita, badando, come loro costume, a non scoprirsi e agendo di rimessa. La grinta e la voglia di fare sono state buttate sul ghiaccio, talvolta alla rinfusa, ma almeno ci sono state-. Se si aggiunge che anche i pochi elementi di spicco non sono nella fase migliore (escluso il monumentale Muller autore di rete, assist e energia a tutta pista), si capisce che, per ora, bisogna accontentarsi: del resto si sapeva che si andava incontro ad una stagione tribolate, in parte vissuta al di sopra delle proprie possibilità, dove l’unico obiettivo doveva essere (e resta!) la salvezza.

 

Ben diverso il discorso per il Lugano che pare aver ritrovato la concretezza e la voglia di lottare che erano venute meno soprattutto nel mese di dicembre ed inizio gennaio. Vittoria sicura in quel di Losanna e replica alla Resega contro lo Zugo.  Specie quest’ultima, tirata sul filo dell’1 – 0 scaturito nel primo tempo, è stata intensamente vissuta dalla formazione di Ireland con spirito di abnegazione, quando, nel palpitante finale, un monumentale Merzlikins  e una difesa tutta cuore e passione, hanno impedito agli avversari di rovinare la festa.

 

Domenica 21 Gennaio

LUGANO DALLE STALLE ALLE STELLE (O QUASI)

AMBRI’: IL FUOCO SACRO DURA POCO – NOTIZIE DI MERCATO

GINEVRA: GUAI FINANZIARI

(Cornelio Turri) 

GINEVRA: GUAI FINANZIARI

Che la situazione economica del Ginevra Servette non fosse florida, lo si sapeva da anni, ma si continuava a danzare sul “Titanic” come se niente fosse, nascondendo l’evidenza sotto il tappeto. Da qualche tempo la carta stampata romanda sta mettendo a fuoco situazioni sempre meno rassicuranti: dagli stipendi dei giocatori non pagati o onorati a fatica, alla messa in vendita di giocatori (ma che nessuno ha contattato, quindi c’è da chiedersi della reale bontà della notizia), al mancato pagamento alla Municipalità dell’affitto delle Vernets. Proprio su quest’ultimo punto, parrebbe che l’Amministrazione Comunale sia intenzionata ad aprire un contenzioso con la squadra, dai risvolti poco prevedibili. In ogni modo c’è già chi dice che, a fine campionato, il disavanzo dovrebbe aggirarsi intorno agli 8 milioni di Fr. Situazione analoga a quella del Kloten, nel recente passato. Ma la Lega tace e sotto la lente resta l’Ambrì.

 

 

LANGNAU   -    LUGANO    4   -   0

Brutta partita ed ennesima figuraccia dei bianconeri alla Ilfis, messi sotto senza attenuanti da una formazione in discreto crescendo sì, ma dalla quale un roster come quello del Lugano, con tutto rispetto, non deve prendere lezioni. Invece, con la complicità di Manzato, sostituito da Merzlikins dopo il 3 – 0, la formazione di ireland è naufragata all’inizio del secondo periodo, senza gioco, senza mordente, senza idee, con lo stesso coach un po’ spaesato in panchina. Ci si aggiunga anche il bruttissimo check subito al 47’ da Klasen, con lo svedese a lungo steso sul ghiaccio, poi in grado di raggiungere la panchina sulle sue gambe ma decisamente in cattive condizioni, ed il quadro comincia ad assumere connotati poco rassicuranti. Gli spifferi di spogliatoio, ai quali abbiamo accennato nei giorni scorsi, non fanno che riproporre il tormentone che da anni si recita dalla parti della Resega: che anche Ireland abbia le ore contate e la dirigenza metta mano all’ennesima rifondazione? Quanto al Langnau, onore al merito di aver messo sul ghiaccio tutto quanto in suo potere per aggiudicarsi punti preziosi, ma non si può tacere che il nuovo arrivato (per sostituire il partente Koistinen), il canadese Cam BARKER (oltre 300 partite in NHL) si sia reso interprete del meglio come del peggio in una sola serata: palo, assist e rete, ma anche la carica a Klasen, proprio senza costrutto e cervello!

 

LUGANO   -   GINEVRA    7   -  1

Costretti a rimediare e con Klasen che ne avrà presumibilmente per un lungo periodo, il Lugano si è guardato allo specchio e ha deciso di terminare, almeno per ora, le figuracce. Ne ha fatto le spese un Ginevra annichilito sotto una gragnola di reti, che hanno reso il terzo periodo pura accademia in attesa della sirena finale. Con maggiore presenza dei centri vicino alla porta, tutto è filato liscio, ma dire che il malato sia miracolosamente guarito è peccare di ottimismo. Le prossime partire diranno se per ora l’argine tiene o è posticcio.

Intanto, per far fronte all’assenza di LINUS KLASEN, il Lugano ha ingaggiato un quinto straniero nella persona dello statunitense EMERSON  ETEM, possente personaggio di 185 cm. Per 96 Kg., con 196 partite in NHL all’attivo e proveniente dall’AHL.

 

ZURIGO    -    AMBRI       2    -   3   OT

Nella difficilissima partite dell’Hallenstadion, l’Ambrì gioca gara superlativa, contro un po’ tutto e tutti, aggiudicandosela con pieno merito all’overtime, ritrovando quel fuoco sacro che solo può spingere la pattuglia leventine verso l’agognata salvezza. Con i Lions che, dall’alto della maggiore classe, hanno diretto le operazioni, la formazione di Cerada, con una difesa encomiabile e una sola sbavatura in tutto l’arco della contesa, ha saputo costruire molte occasioni che la solita imprecisione degli attaccanti ha impedito si trasformassero in prezioso vantaggio. Così, passata in svantaggio per una rete di Herzog, la squadra bianco blu ha reagito subito con sontuoso assist di Kubalic per Muller, portandosi poi in vantaggio con il redivivo Taffe. Subito ancora il pareggio da Herzog (disco non trattenuto da Conz che, a fine partita correrà negli spogliatoi … per una fastidiosa forma virale), nel periodo conclusivo una rete di Incir è stata annullata per bastone alto (ad onor del vero decisione corretta) e subito rocambolesca penalità di partita di D’Agostini (colpo con la punta della paletta del bastone a Schappi) con arbitri alla ricerca della notorietà (del resto sconfessati dalla “disciplinare”). Nell’overtime geniale apertura di Taffe per Fora e meritatissimo 3 – 2!

 

AMBRI’   -   LOSANNNA    2   -   5

Purtroppo il fuoco sacro si è spento neppure 24 ore dopo e alla Valascia il Losanna ha fatto partita e bottino, mettendo alle corde un Ambrì un po’ spento, in cui i limiti del roster sono emersi evidenti ed inesorabili. Tenuto il pareggio nel primo periodo, Danelsson e Jeffrey hanno fatto il vuoto nella ripresa e gli argomenti di Taffe e compagni sono parsi ben poca cosa. Se poi ci metti che il palo ha fermato un tiro di Jelovac (sull’ 1 – 2) che avrebbe meritato miglior sorte, capisci che la mancanza di stoccatori renderà la vita dura sino alla fine.

A contorno della giornata, brutta testimonianza data alla Valascia dalla tifoseria del Losanna, protagonista prima, durante e dopo la partita di situazioni che meriterebbero maggior considerazione da parte della Lega!

 

AMBRI’ - PORTIERE STRANIERO, RINNOVO DI PLASTINO, ARRIVA KNEUBUEHLER

Paolo Duca rimane in costante attività e, vista la partenza di Descloux, si è subito messo al lavoro per assicurare alla sua squadra un portiere di valore, casomai ce ne fosse bisogno. Mancanza di soluzioni in terra elvetica, hanno spinto la società su orizzonti diversi. Ecco dunque approdare in Leventina il ventottenne finlandese TOMI KARHUNEN, proveniente dalla KHL, prima nelle file del  Kunlun Red Star e poi del Vityaz, ma alle spalle anche 3 titoli nazionali nella sua Finlandia (due con il Karpat, uno con il Tappara), oltre al titolo slovacco con lo Slovan Bratislava. Da martedi 16 sarà alle dipendenze della nuova squadra e rimarrà sino al termine della stagione.

Conferma per i prossimi due anni di NICK PLASTINO che tanto bene sta facendo, con unanime riconoscimento. Uomo di riferimento sul ghiaccio e nello spogliatoio, erano in molti ad augurasi la sua permanenza.

Infine, per l’attacco, ecco arrivare da Losanna il promettente ventunenne JOHNNY  KNEUBUEHLER, ala – centro, con notevoli margini di miglioramento e sul quale si vuole puntare per un rafforzamento del settore offensivo.

Ovviamente non è ancora finita, perché già Paolo Duca parla di un ulteriore inserimento in difesa. Quanto all’attacco, molte sono le pedine dello scacchiere che devono ancora trovare collocazione.

 

POULIN  A   KLOTEN

Intanto, non avendo soldi e con il suo “patron” che se ne andrà a fine stagione, il Kloten ha trovato il mezzo di piazzare colpo da novanta: ingaggiato il portiere KEVIN POULIN, già ammirato alla Coppa Spengler nel Team Canada e prossimo estremo difensore alle Olimpiadi Coreane.

 

Venerdì 12 Gennaio

LUGANO – DUE DERBY E RITORNA IL SORRISO. POI TUTTO COME PRIMA.

CADA TORNA AD AMBRI’

 (Cornelio Turri)

Dopo la scoppola di Zurigo, ci voleva il doppio derby per far ritrovare il sorriso alla pattuglia bianconera: nel breve volgere di 24 ore un doppio 4 – 2 consente agli uomini di Ireland di tornare a veleggiare a ridosso della capolista e riscoprire molti uomini chiave rimasti, almeno per tutto il mese di dicembre, molto nell’ombra. Alla Resaga la doppietta del redivivo Klasen mette le ali ai padroni di casa, in entrambi i match Merzlikins torna a vestire i panni di quel cerbero acchiappa tutto che da tempo non si vedeva; la squadra, seppure ancora molto balbettante in difesa (l’Ambrì tira in porta molto più dei bianconeri nonostante la scofitta), riesce a colpire l’avversario nei momenti topici della partita e, con cinismo spietato, raccogliere, talvolta, più del seminato. Sul fronte opposto, L’Ambrì non ha per nulla demeritato, ci ha messo la solita foga e il solito ardore, rimanendo sempre in partita, anzi, per lungi tratti facendola, ma ha avuto il torto di non affondare il colpo nel momento decisivo: troppi dischi sono filati via senza far male, troppe occasioni con l’uomo solo davanti a Merzlikins non si sono concretizzate nella rete che avrebbe potuto cambiare l’esito della contesa,  troppo pochi gli uomini in bianco blu che dispongono della necessaria freddezza e precisione per tradurre in moneta sonate l’enorme mole di lavoro che la formazione di Cereda produce. Se un lato positivo lo si vuole comunque trovare, questo risiede nel fatto che la formazione leventinese se la gioca a viso aperto con tutti e, come ha detto il suo allenatore, avendo ritrovato la propria identità, i  risultati non tarderanno ad arrivare. Anche a dispetto del tasso tecnico, aggiungiamo noi.

 

CADA  TORNA  AD  AMBRI’

Con la situazione disastrosa degli Junior Elite, il CDA dell’HCAP ha preso la decisione di richiamare in Leventina un vecchio amico, mai dimenticato, di grande spessore umano e professionale: RODISLAV CADA! Insomma, la vecchia guardia torna protagonista lassù in Valle e si riannodano i filo spezzati maldestramente in passato.

 

ZUGO   -   LUGANO     2   -  0

Alla ripresa delle ostilità,tutto torna come prima e in quel di Zugo va in scena un Lugano scialbo e poco propositivo. In una gara di basso profilo, lo Zugo raccoglie bottino pieno già nel primo periodo con la rete del caparbio McIntyre e raddoppia nella ripresa su clamoroso svarione di Merzlikins (serve alle spalla Suri che ha porta libera per segnare). Intanto dal Blik filtrano notizie poco rassicuranti sulla situazione in spogliatoio, con diverbio acceso Brunner – Ireland,che persino la società ha ritenuto di emettere un comunicato per sancire l’avvenuta rappacificazione fra i due. Nulla di nuovo, insomma, sulle rive del Ceresio?

 Lunedì 26 Dicembre

AMBRI’:  QUALCHE SUSSULTO – BUONE NOTIZIE PER IL FUTURO  LUGANO: INDIETRO TUTTA

 (Cornelio Turri)

Settimana prenatalizia densa di avvenimenti in attesa della pausa delle Coppa Spengler. Tre giornate in programma e altrettante sconfitte per il Lugano, messo sotto in successione da  Davos, Kloten e Bienne (la prima e l’ultima partita addirittura alla Resega). Ma andiamo con ordine.

LUGANO   -   DAVOS    3    -   4

Dopo primo tempo equilibrato, la formazione bianconera affonda in 2.27 incassando tre reti che scavano un solco incolmabile, parzialmente rintuzzato, ma non chiuso, da un finale scoppiettante quanto tardivo. In quel frangente ristretto il Lugano ha perso mordente, idee, smalto e si è fatto travolgere dall’avversario. Purtroppo la confusione è regnata sovrana anche per buona parte della partita, con spettatori attoniti e con mani nei capelli, di fronte a tanta approssimazione. Solo negli ultimi 10 minuti si è assistito ad una ripresa dei padroni di casa, ma ormai era tardi e, se qualcuno ha sperato nella rimonta, è rimasto deluso, seppure di poco. In ogni modo nessuno scandalo: paga dazio chi meno fa per portarsi a casa il successo

 

KLOTEN    -    LUGANO     5  -   1

Di fronte all’ultima della classe, il Lugano non ha avuto argomenti: la fatal Kloten è rimasta tale anche in questa occasione, con gli aviatori che hanno preso il largo sfruttando le praterie lasciate libere dalla retroguardia bianconera, veleggiando sicuri sino ad un eloquente 5 – 0 che dice molte cose sulla partita. Magra scusante la non perfetta condizione di qualche giocatore afflitto dall’influenza intestinale, primo fra tutto Manzato, costretto dopo pochi minuti a guadagnare precipitosamente la panchina.

 

LUGANO   -   BIENNE      3    -  4

Ancora un’incompiuta rimonta, dopo che il Bienne, decisamente più in arnese dei padroni di casa, si era fatto preferire per ampi tratti della partita, affondando cinicamente l’avversario con l’ex Micflikier (due reti). In occasione della rete di Fuchs (1 – 4), Merzlikins evidenziava tutto il suo disappunto per essere stato lasciato, ennesima volta, in balia dell’avversario. Decisamente qualcosa in copertura non va per il Lugano e la pausa natalizia arriva propizia per riordinare le idee dalla confusione che regna sovrana. Unica nota positiva il ritorno al gol di Klasen, assai spento ed evanescente da un mese a questa parte.

 

Tre impegni anche per l’Ambrì e molta apprensione dal week end scorso in cui l’infermeria si è d’improvviso affollata. Ai frequentatori abituali (mai ufficialmente “guariti”) Guggisberg e Monnet, si sono aggiunto Muller e Plastino (commozione cerebrale), Kubalik (trauma alla spalla con la Nazionale), Emmerton (anche lui problemi alla spalla), Rochow (frattura del dito … spando in panchina!). Se non è l’”uroc” questo, poco ci manca. Tanto è che si debba fare di necessità virtù e piangersi addosso non serve a nulla.

 

GINEVRA   -    AMBRI’     4    -   2

Con l’invenzione di qualche centro “non di ruolo”, Cereda ha provato a fronteggiare il lanciatissimo Ginevra che, più le notizie della sua situazione economica (ma saranno poi vere?) paiono catastrofiche, più vince e si avvantaggia in classifica. L’Ambrì deve recitare il mea culpa se, comunque, dalle Vernets è tornato con un pugno di mosche in mano: nel terzo periodo, oltre a due reti segnate per una rimonta affatto impossibile, Kostner e Lhotak hanno avuto a disposizione un rigore ciascuno, neutralizzati entrambi dall’ex Descloux che, tornato a casa, non aveva a disposizione che il casco “targato Ambrì”. Peccato, perché l’occasione era ghiotta di mettere altro fieno in cascina.

 

FRIBORGO   -   AMBRI’    3   -   4

Quello che non era successo a Ginevra, si è concretizzato al St.Leonard, con Cereda che ha rimescolato le linee e ritrovato un Taffe che, sceso dalla tribuna, ha ridato prova delle qualità sopite che tutti gli riconoscono: due assist al bacio per D’Agostini e Trisconi, trasformati dalle ali in altrettante reti. Infine, colpo da maestro, nei secondi finali, di Lhotak per una vittoria meritata.

 

AMBRI’    -     DAVOS    0   -  3

Colpito a freddo, come spesso gli capita, l’Ambrì è ripartito all’inseguimento del Davos e avrebbe meritato di raggiungere almeno il pareggio se, penalità galeotta e contestata, non avesse fornito alla premiata ditta Nygren – Little il colpo del 2 – 0, dal quale le residue speranze bianco blu hanno ricevuto il colpo decisivo.

 

A margine della serata, si era svolta l’Assemblea del Club con importanti notizie.

Il Presidente Lombardi ha annunciato la scomparsa improvvisa del Presidente della Immobiliare Valascia Angelo Gianini, senza fornire ulteriori informazione sulla perdita dell’importante persona vicina alla Società

Per quanto attiene alla stessa Nuova Valascia, il Presidente ha informato che notevoli passi avanti sono stati compiuti; dovrebbe solo mancare la rettifica del credito da parte delle banche. La struttura leventinese è stata inserita nel novero di quelle previste per il potenziamento delle strutture della Confederazione, quindi il tutto lascia ben sperare che, quanto prima, si possa annunciare la tanto attesa partenza dei lavori.

Sul fronte sportivo, Paolo Duca ha confermato l’arrivo di Samuel GUERRA ( dai Lions) per il prossimo anno e dell’altro difensore Jannik FISCHER (dal Losanna) per tre stagioni che si aggiungono al noto Lorenz KIENZLE. Confermato Igor JELOVAC per due stagioni, mentre il capitano Michael FORA ha ritenuto di partecipare al progetto di rilancio della formazione leventinese, mantenendosi fedele ai bianco blu per ulteriori due anni (nonostante il suo contratto scadesse il prossimo anno).

Per il settore giovanile, torna MANUELE CELIO, persona che non ha bisogno di presentazione e la cui competenza è riconosciuta in tutta la Svizzera.

 

Martedì 19 Dicembre

AMBRI’ – COSI’  NON VA!  E PERSO ANCHE DESCLOUX

LUGANO – HOFMANN  NASCONDE  LE  OMBRE

 (Cornelio Turri)

DESCLOUX  TORNA  DEFINITIVAMENTE  A  GINEVRA

Con il nuovo infortunio di Meyer, il Ginevra richiama con effetto immediato Descloux e, vista la situazione, il giovane numero 34 non farà più ritorno in Leventina. Tegola sulla testa dei bianco blu, costretti a ricercare un back up per Conz.

 

AMBRI     -    BERNA            3   -   4     d.s.

Dopo la magra di Langnau, l’Ambrì era chiamato a dare una dimostrazione di inversione di tendenza al cospetto di un Berna che, pur con qualche battuta d’arresto strada facendo, resta pur sempre una formazione fuori portata per i leventinesi, assolutamente alla ricerca della continuità. Il risultato, ancora una volta non premia  i biancoblu, ma si è vista una reazione importante che ha consentito, per ben tre volte, alla formazione di Luca Cereda di rimontare l’avversario. Alla fine un punto che appare utile più al morale che alla classifica, considerato che la terzultima, il Losanna, continua a vincere ed il decimo posto, obiettivo realistico per la truppa ticinese, si allontana progeressivamente. Purtroppo, nel momento di maggiore pressione, le penalità di Bianchi e Jelovac hanno rotto il ritmo alla squadra e permesso all’avversario di riprendere il largo. Per fortuna, la grinta e l’abnegazione non è venuta meno e Lhotak, cui ha fatto bene la migrazione per una giornata a Biasca, ha riacciuffato il pari (2 – 2). L’attaccante ceco è tornato a essere protagonista, in considerazione anche dell’assenza di  Kubalic, impegnato, come molti stranieri della LNA, nelle rispettive nazionali e sostituito, nella fattispecie, da Hazen, canadese dell’Ajoie, una delle stecche più prolifiche della LNB, ma alla sua prima esperienza nella lega maggiore. Quello che continua a mancare in casa Ambrì è l’apporto del primo blocco, dove Emmerton alterna qualche “compitino” a fasi di abulia sconcertante: uno straniero in Leventina deve saper cantare e portale la croce, come hanno fatto tutti in passato, limitarsi alla normale amministrazione non serve a nessuno. E allora, perché non provare Taffe, da tempo immemorabile relegato alla tribuna?

 

BERNA    -     LUGANO       2   -   1

E’ UN Berna che da qualche tempo ha le polveri bagnate e che, pur rimanendo sempre in vetta alla classifica, si è fatto rosicchiare parte di quell’enorme vantaggio (14 punti) che vantava sui più immediati inseguitori. Così il Lugano pure reduce da inciamponi a volte clamorosi, ma sempre vittorioso sugli orsi, poteva sperare di raggranellare punti alla Bernarena. Non è stato così, pur avendo sfiorato l’aggancio nel finale: le assenze di molti uomini della difesa (una vera e propria piaga che affligge Irelan da troppo tempo), a cominciare da Riva (impegnato con la Nazionale), per passare da Ulmer e Furrer, cui si è aggiunto anche Lajunen In Finlandia per le gare di preparazione alle Olimpiadi) si sono fatte sentire. Dopo un primo periodo in cui il Berna ha un po’ intimorito un balbettante Lugano, nella ripresa i bianconeri sono cresciuti di tono, ma il rigore trasformato da Ebbett ha tarpato loro leali. Poco ha fruttato un finale generoso con i conti riaperti da una rete dell’inossidabile Reuille

 

LUGANO    -   FRIBORGO        8    -    2

Torna a far festa alla Resega un Lugano che ha strapazzato il Friborgo, ma il punteggio non deve trarre in inganno. Dopo avvio bruciante, in cui il Lugano ha messo a segno un uno – due che ha costretto French a chiamare subito un time out per risvegliare i suoi dal letargo, complice una difesa bianconera alquanto approssimativa, i burgundi riuscivano ad impattare alla prima pausa. Nel momento in cui Hofmann ha ripotato in vantaggio la formazione di casa, allora il Friborgo è affondato inesorabilmente accumulando, in un batter d’occhio, passivo non più colmabile. Allora la partita si è trasformata in pura accademia, ma i brividi corsi giù per la schiena dei ticinesi sono stati davvero eccessivi.

 

BIENNE    -    AMBRI          5   -   1

Poco da dire: il risultato parla da solo! La prova discreta della sera prima si è sciolta come neve al sole e la squadra di Cereda ha mostrato una disarmante inconsistenza anche al cospetto di un Bienne che ha fatto sua la partita sfruttando le praterie lasciate libere per arrivare dalla parti di Conz. Con soli tre stranieri a disposizione (Rajala, Earl e Pouliot) la formazione del nuovo coach Tormanen (ex Berna, ingaggiato in settimana) ci ha messo poco a venire a capo della situazione. L’Ambrì, per contro, è vissuto solo a cavallo della rete del pareggio, momentaneo 1 – 1 di Guggisberg su assist di Zgraggen. Poi, perso per strada anche Plastino per ferimento, è affondato miseramente sino al 5 – 1 con accademia del terzo periodo. Sul fronte del gioco è nebbia fitta, sulla mancanza di alternative da schierare sul ghiaccio pure. Oggi era assente Muller (colpo alla testa la sera precedente contro il Berna), per cui al centro della seconda linea è stato impiegato (decisamente fuori ruolo) D’Agostini. Si è rivisto Guggisberg che, ella rete a parte, non poteva supportare più di tanto la truppa. Mancando un centro di ruolo, neppure in questa occasione la scelta è caduta su Taffe, segno evidente che, al contrario di quanto si afferma, non rientra più nei piani della società. Nel marasma generale, poco poteva fare un Hazen a corto di argomenti per la LNA.  

 

Lunedì 11 Dicembre

AMBRI’: WEEK  END  DA  INCUBO - LUGANO: BRODINO  IN  TRASFERTA

(Cornelio Turri) 

Poteva essere un’occasione per avere delle conferme dopo la superlativa prova contro lo Zurigo, invece sono affiorati i fantasmi del passato, con una prova sottotono contro lo Zugo, alla Valascia, ed una vera e propria disfatta alla Ilfis contro il Langnau.

Nella serata di Venerdi, uno Zugo privo di Martschini, Helbling e Grossmann, sorretto fondamentalmente dal pacchetto stranieri (ma di vero spessore), poteva essere abbordabile da un Ambrì con la grinta e la voglia di fare. Non che sia mancata la determinazione, almeno per i primi due periodi, nei quali la formazione di Cereda, pur senza strafare, si è fatta preferire, ma mai si è visto sul ghiaccio quel patos capace di infondere la necessaria energia alla formazione più debole per sovvertire il pronostico. Pareggiati rapidamente i conti con D’Agostini (rete di Forrer scaturita dal nulla), i padroni di casa hanno vissuto il loro momento migliore e bombardato un ottimo Stephan in un 5 vs 3 a cavallo della seconda sirena, non  approdato al meritato vantaggio. Così, quando lo Zugo ha approfittato di una penalità evitabile per giostrare in power play e allungare nuovamente, si è capito subito che l’Ambrì non sarebbe mai riuscito a risalire la china, salvo qualche episodio isolato (avvenuto, ma non determinante, con palo di D’Agostini, pareggiato da uno di Alatalo subito dopo). Occasione d’oro perduta, in una serata in cui tutte le dirette avversarie sono andate a punti.

Imperativo, dunque, fare bene la sera successiva alla Ilfis contro un Langnau che sopravanzava i leventinesi di una sola lunghezza in classifica. Invece, avvio pasticciato con errori in copertura e tigrotti avanti in doppio vantaggio per ben due volte, grazie anche a tre pali colpiti dall’avversario. Ci voleva tutta la forza di Kostner per una rete in short hand a ridare fiato alle speranze bianco blu in un periodo centrale ricco di reti, ma amarissimo per l’Ambrì. Nella follia collettiva che assaliva i bernesi, una miriade di penalità offrivano un 5 vs 3 agli ospiti che lo sfruttavano nel migliore dei modi per sopravanzare (4 – 3) l’avversario. C’era ancora un secondo momento di doppia superiorità, ma nessuno era tanto incisivo da dare ulteriori dispiaceri a Punnenovs. E allora, dalle sue ceneri, risorgeva il Langnau, complice una difesa poco attenta ed un Conz lasciato solo, ma a sua volta tutt’altro che preciso, con doppietta di capitan Berger e rete di Gagnon che portavano il punteggio sul 6 – 4 alla seconda sirena. La via del Calvario era ancora lunga, sino al un eloquente 9 – 4 che la dice lunga sulla serataccia dei leventinesi. Molto il lavoro che attende Cereda dopo questa involuzione improvvisa, con calo di concentrazione e di determinazione, con scelte che saranno da rimeditare (Lhotak, dopo la firma a Friborgo, usato con il contagocce e ieri sera ai Rockets dove a segnato tre delle quattro reti della vittoria Biaschese), un Emmerton che girovaga impalpabile, uno Zgragggen inaffidabile e con penalità evitabili.

 

Sul fronte Lugano il Losanna affonda il coltello nel burro ed infligge una sonora lezione alla Resega ad una formazione che ha avuto il torto di non sfruttare le molte occasioni avute per chiudere la partita. Con Sarault che ha giocato “ad un solo blocco”, l’unico che possa essere incisivo sul ghiaccio, i bianconeri hanno opposto scarsa determinazione in difesa, anche se possono accampare la giustificazione delle molte assenze. Tuttavia, un Merzlikins poco ispirato si è visto comparire davanti avversari liberi di manovrare per errori abbastanza grossolani di copertura che hanno spianato la strada alla vittoria Vodese. Nota lieta il ritorno di Brunner dopo la lunga assenza e gioia del gol anche per il numero 96 bianconero. Troppo poco per una serata iniziata sotto ben altri auspici.

Vittoria, seppure ai rigori, contro lo Zugo alla Bossard Arena. Inizio scoppiettante degli ospiti, che Ireland aveva disposto in modo assai differente, con Klasen tornato con Brunner, Lapierre con Fazzini e Bertaggia; Hofmann (autentico trascinatore della serata con due reti ed il rigore decisivo) con Burgler e Sannitz. Eppure lo Zugo riusciva a rimontare e mettere in severa difficoltà il Lugano in avvio di ripresa con un parziale di 3 – 0 in 90 secondi che faceva temere il peggio e riaffiorare gli svarioni della sera precedente. Ci voleva tutta la caparbia verve di Hofmann per fugare dubbi e chiudere la partita nel migliore di modi.

 

INTERVISTE  DEL  DOPOPARTITA   DI   AMBRI’ – ZUGO 

INTERVISTA A ELIAS BIANCHI (di Francesco Turri)

 

D – Perdere fa sempre male, ma questa sera ha fatto davvero male il secondo gol dello Zugo, perché poi l’Ambrì non ha giocato più come prima..

R – Penso che anche dopo il loro secondo gol abbiamo giocato più o meno sulla falsariga di come avevamo giocato prima, cioè non abbiamo giocato male, ma non eravamo determinati per vincere, nel senso che abbiamo avuto diverse occasioni per vincere, ma non c’era la condizione ultima per fare il gol

 

D – La tua linea ha giocato molto bene, soprattutto contenendo i miglio avversari, specie Roe che giocava moltissimo, avete avuto anche qualche occasione per portare pressione in avanti, ma il vostro era compito più di contenimento

R – Non è che ci focalizziamo sul contenimento, anche se è logico che quando giochi contro la loro miglior linea,. Il primo obiettivo è quello di non prendere  reti, però anche noi abbiamo avuto diverse occasioni per segnare, ma non l’abbiamo fatto. Alla fine si vince o si perde come squadra

 

D – Allora la chiave della partita è stato quel 5 vs 3 che non è andato a buon fine…

R – Beh è stata una di quelle occasioni in cui potevamo volgere la sfida a nostro favore. E’ vero che lo abbiamo avuto a fine tempo, quando anche il ghiaccio non era il massimo per trovare i passaggi ideali, però ridurre tutto ad un singolo episodio mi pare riduttivo. Penso che la partita l’abbiamo persa nel complesso.

 

D – Adesso come si va avanti?

R – Domani c’è un’altra partita stra – importante, per cui sarà d’obbligo entrare in partita in maniera più ferma e determinata e portare a casa la vittoria

 

D – Perché poi i punti raccolti in partite come con lo Zurigo, dove non è scontato vincere, svaniscono perché si perdono altrove …

R – Dobbiamo riuscire a trovare una continuità di risultati, non possiamo alternare vittorie e sconfitte; dobbiamo riuscire a trovare una serie di vittorie che è fondamentale sia per la fiducia, sia per la capacità di credere nei propri mezzi. E’ necessario fare questo salto di qualità per acquisire una maturità che è fondamentale

 

D – E questa maturità da acquisire, secondo te, è vicina oppure c’è tanto ancora da crescere?

R – E’ difficile dire: migliorare c’è sempre da migliorare, però non penso che oggi eravamo così lontani dal vincere

 

INTERVISTA   A   COACH   LUCA  CEREDA

 

R - Non abbiamo meritato niente, per noi non è abbastanza giocare al 90%. Se non andiamo in pista e diamo almeno il 100% non possiamo pensare di vincere. Questo è quello che ho detto alla squadra: a volte la verità fa male, ma questa è la realtà

 

R – Abbiamo ancora fatto cambi superiori ai 40 secondi: questo ci condanna a giocare al di sotto delle nostre possibilità. Il concetto è semplice: se tutti non danno il massimo, non abbiamo ciance

 

R – La doppia superiorità non sfruttata è stata l’immagine della partita: non bisogna aspettare degli episodi per trovare l’occasione che ti fa vincere la partita. Noi siamo stati minimalisti e abbiamo finito per pagarne il prezzo

 

R – Dopo la partita con lo Zurigo credevo che avessimo fatto un passo avanti, invece no, sono arrabbiatissimo. Non mi interessa quello che fanno gli altri: noi dobbiamo trovare la maturità di ripeterci da una prestazione all’altra

 

Lunedì 4 Dicembre

AMBRI’  ALTALENANTE  -   LUGANO  INTRATTABILE

 (Cornelio Turri)

Settimana intensa per le ticinesi cin tre impegni ciascuna, spalmate su tutto l’arco da martedi a domenica. Risultati altalenanti e qualche battuta d’arresto per i leventinesi, risorti contro i Lions nel fine settimana, Lugano arrembante e intrattabile con chiunque gli si sia parato di fronte. Ma andiamo con ordine.

 

AMBRI’   -   GINEVRA SERVETTE    2   -   3  d.r.

Un punto raccolto che fa male per come si era messa la contesa: ospiti sostanzialmente allo sbando e formazione di casa che domina in lungo e in largo per tutto il primo periodo, ma raccoglie misero vantaggio di una rete (Jelovac, prossimo al rinnovo poliennale) su illuminante passaggio di Kubalic. Quando non si riesce a chiudere la partita, il presagio di una serata storta aleggia come l’avvoltoio nell’aria. Non si dia la colpa all’assenza di D’Agostoni (squalifica di una giornata per la seconda penalità di partita), rimpiazzato da Taffe al centro del primo blocco con Emmerton tornato all’ala, in quanto, pur con i noti limiti che lo avevano relegato alla tribuna, l’americano si è disimpegnato discretamente. Infatti, più che il Ginevra, la partita l’ha persa l’Ambrì, fattosi irretire nel non gioco dell’avversario, smarrendo per strada le sue armi migliori: il forechacking, un gioco semplice a tutta pista, la determinazione senza la quale qualunque avversario può spaventare i bianco blu. Chiuso alla meno peggio il periodo centrale (ancora sull’1 – 0, ma collezionando troppe penalità, segno tangibile di indisciplina), la frittata si è concretizzata nel drittel conclusivo con Spaling che prima pareggiava, poi, approfittando di una clamorosa papera di Descloux (per altro bravo in più occasioni), in short hand sovvertiva l’esito dell’incontro. A quel punto la formazione di Cereda appariva in ginocchio e ci voleva un’invenzione caparbia di Incir per acciuffare almeno un 2 – 2 che mandasse ai supplementari. L’immancabile palo di Plastino suggellava una serata no, ma inveire con la dea bendata quando si era abbondantemente sperperato, non era il caso. In definitiva due punti persi, piuttosto che uno guadagnato. Nota di colore: dal terzo tempo un solo arbitro principale (Oggier) per infortunio dell’altro (Hebeisen) al  termine del secondo periodo.

 

LOSANNA    -    AMBRI’     6    -   4

Invece di fare teso dell’esperienza con il Ginevra, l’Ambrì resta sul “pulmann” mentre il Losanna veleggia, in una diecina di minuti, su un comodo 3 – 0 che parrebbe chiudere ogni discussione. Cereda cerca di svegliare i suoi, chiama il time out, cambia Conz con Descloux: timido assaggio la rete di Plastino in superiorità numerica. Nella ripresa la metamorfosi che non ti aspetti: leventinesi padroni del ghiaccio e pareggio, grazie alle reti di Bianchi (in short hand) e Fora in power play. L’onda della riscossa si prolunga anche nel periodo conclusivo con Zwerger che “abbindola” Bartot e Zurchirken per un promettente 4 – 3. Invece, la difesa si apre davanti a Mieville consentendo all’ex bianco blu di penetrare come nel burro e fulminare un impotente Descloux. Il portiere tiene a galla la barca con una serie di parate di spessore, specialmente negli ultimi istanti quando, una inutile penalità di Kubalik, costringe in box play la squadra. I cannoni di Genazzi, Danlelsson, Junland bersagliano l’estremo difensore che regge sino a 15 secondi dalla terza sirena. Buona la reazione, ma non si può regalare, ad una diretta concorrente per la salvezza, un tempo intero e tre reti!

 

AMBRI’  -   ZURIGO    4   -   0

Non era certo il momento propizio per la truppa di Cereda affrontare lo Zurigo. Allora mano alla penna e formazione ridisegnata dopo le magre recenti. Infruttuoso il tentativo di inserire Monnet (contro il Ginevra), rispedito Taffe in tribuna per il rientro di D’agostini, ricompare Guggisberg a sorpresa con Emmerton (buona l’intesa lo scorso anno) e Zwerger, mentre il primo blocco vede, per la prima volta insieme, D’Agostini, Kubalik e Muller. L’evanescente Lhotak (in odore di trasferimento a Friborgo) solo tredicesimo attaccante. Come sempre non ti aspetti che dal cilindro esca la partita perfetta, quella che toglie di mezzo ogni dubbio del passato, che porta punti pesanti al cospetto di una formazione tra le meglio attrezzate della LNA. Concessi solo un paio di lampi ai Lions, chiusi per altro da un Conz puntuale e preciso, al suo secondo shut out della stagione, l’Ambrì ha costruito la sua vittoria su un solido primo periodo, chiuso a reti inviolate, per piazzare un doppio colpo nel volgere di una manciata di secondi nella ripresa. La rete di Emmerton, tornato più brillante con i nuovi compagni, è stata seguita, a breve giro di posta, da quella di Lhotak in power play. L’ala ha ricambiato nel migliore dei modi il suo allenatore, che gli ha concesso di giostrare solo in superiorità numerica per poco più di quattro minuti totali, con una rete pesante e dando il massimo per il poco tempo a disposizione. La rete di Kubalik nel terzo periodo, sempre in superiorità, ha chiuso i conti prima che il ceco mettesse dentro, a porta vuota, il secondo sigillo personale, seconda doppietta nelle poche partite disputate.

 

LUGANO  INTRATTABILE

Cammino segnato da vittorie a raffica per il Lugano, che ha ottenuto l’intera posta sia a Davos che a Ginevra, prima di stendere, non senza qualche patema, il Langnau alla Resega.

La vittoria in casa grigionese (5 – 4) è di quelle che segnano lo spessore del gruppo. Sotto di due reti in avvio di partita, la formazione di Ireland ha saputo risalire la corrente grazie ad un Lapierre formato superlativo ed impattando anche il 3 – 3 con Chiesa. La partita si è fatta decisamente più simile alla battaglia nel terzo periodo: basti pensare che gli arbitri hanno ritenuto di infliggere ben due penalità di partita quasi contemporanee (al portiere Senn per un pugno a Lapierre, quindi ad Ambuhl per un fallo 10” dopo). Ovviamente la ghiotta occasione non è sfuggita al Lugano per piazzare le due reti che hanno fatto la differenza, trascinandosi sino alla fine con i ranghi decimati (nel corso della contesa erano rimasti negli spogliatoi prima Furrer e poi Sanguinetti).

In confronto la sfida delle Vernets è stata una “passeggiata”, con Manzato tornato tra i pali a festeggiare meritato shut out. La scarsa consistenza della formazione romanda era parsa evidente anche alla Valascia e solo un generoso Ambrì aveva colmato il deficit. Chiusa a doppia mandata la porta bianconera, visto  che i soli Spaling e Romy hanno inquietato l’estremo difensore ticinese, il resto lo hanno fatto strada facendo gli avanti bianconeri con Morini, autore di una doppietta, seguiti dal ritorno alla rete di Burgler e dall’immancabile Fazzini.

Compito ostico alla Resega domare un Langnau che, spesso, assurge al ruolo di guastafeste. Non è stato da meno neppure in questa occasione, con la formazione di Ehlers capace di operare il sorpasso ad inizio ripresa. Ci voleva tutta la verve dell’infermabile Fazzini che, con un hat trick formidabile, spegneva le speranze dei tigrotti e infiammava la Resega: il Berna appare ancora lontano, ma di inciampone in inciampone, si è fatto a portata di tiro.

 

Domenica 26 Novembre

AMBRI’  ESAGERATO,  MA   IL  DERBY  LO  VINCE  IL  LUGANO

 (Cornelio Turri)

AMBRI’  che passa sulla difficile e ostica pista di Davos con punteggio d’altri tempi (7 – 2 per i leventinesi), dando dimostrazione di una prova maiuscola, perfetta in tutti i reparti, con un Kubalik autore di due reti e due assist in gran spolvero e dove i meriti della formazione di Cereda sono stati ben maggiori dei demeriti dell’avversario (che punteggio tanto ampio farebbe pensare demotivato e spento). La truppa sopracenerina ha dimostrato, ancora una volta, che cuore e coraggio non mancano; ora, con l’arrivo dell’ala ceca che mostra di avere numeri da ben diversi palcoscenici, può avere a disposizione anche quel “qualcosina” in più che le permetta di raggiungere traguardi assolutamente impensabili all’avvio del campionato. Il Davos, perché non si riducano i meriti del vincente, ha messo sul ghiaccio di tutto pur di raddrizzare la contesa e, almeno nel primo periodo, ci era anche riuscito, rimontando lo 0 – 2 iniziale con un giustificato 2 – 2. Ma l’Ambrì aveva capito la lezione ed è ripartito senza disunirsi, chiudendo bene i varchi e lasciando poco spazio all’avversario. Conz ci ha messo del suo e i leventinesi hanno preso il largo sfruttando ogni possibilità presentata.

 

Sul fronte sottocenerino il LUGANO è incappato nella terza sconfitta consecutiva, la seconda alla Resega, contro uno Zugo che ha approfittato della poca convinzione e disponibilità a lottare della formazione di Ireland (per altro tenuta a lungo negli spogliatoi dopo la terza sirena, evidentemente a raccogliere le rimostranze dello staff tecnico, per nulla soddisfatto di come sono andate le cose). Nella brutta partita dei bianconeri, una sola fiammata che ha ravvivato i presenti e illusi che la serata potesse avere diverso epilogo: sotto di tre reti, Lapierre (doppietta del canadese) e compagni sono risaliti, nel secondo periodo sino ad un 2 – 3 subito dissolto dalla replica dei tori, che hanno fatto naufragare ogni residua speranza.

 

Da tante premesse ci si attendeva un derby con un lanciatissimo Ambrì ed un Lugano in affanno. Invece, la formazione di Ireland dimostrava di aver capito la lezione delle tre sconfitte consecutive, mentre all’avversario veniva a mancare quel quid che era stato determinante la sera prima per innescare il punteggio. Con una rete nel primo periodo ed un forecheckin a tutta pista, sorretto dai suoi uomini migliori tornati a fare la differenza, il Lugano ipotecava l’andamento della sfida. Nella ripresa Cereda ricaricava le batterie, ma l’assolo di Cunti metteva in ginocchio l’Ambrì, tanto più che, pochi istanti prima, analoga situazione sul fronte opposto, non aveva consentito a Kubalik di acciuffare il pareggio.

La rete faceva male ai padroni di casa che, solo nel terzo periodo, e sotto 3 – 0, venivano risvegliati da una bagarre innescata da D’Agostini; nel 4 contro 3 che ne seguiva, Zwerger era lesto ad infilare la rete della possibile speranza, l’Ambrì era un fiume in piena nel terzo avversario, ma un Merzlikins superlativo ed una difesa in cui ha giganteggiato Furrer, spegnevano le velleità di un Ambrì, troppo tardi tornato ad esprimere il solo gioco che possa fruttargli risultato positivo.

 

Lunedì 20 Novembre

AMBRI’ TORNA AL SUCCESSO – LUGANO ANCORA BATTUTO - LE INTERVISTE DEL DOPO PARTITA (GOI – CEREDA)

 (Cornelio Turri)

AMBRI’   -   KLOTEN                       6    -   3

Non era per nulla scontato venire a capo della situazione senza patemi per la formazione di Cereda, costretta a vincere contro diretta concorrente per raggranellare punti “pesanti”. I motivi per far accorrere alla Valascia erano parecchi: la prima sotto le volte delle “mitica” per Dominik Kubalik, il ceco giunto a portare verve in attacco alla formazione leventinese, l’ennesima fugace apparizione di Monnet (impiegato a Zugo, ma subito riaccomodato in tribuna) con Berthon che si accomodava in prima linea, la necessità di non perdere terreno dal gruppetto che si accalca intorno alla linea, con distacchi men che minimi.  Dei 5.500 e passa nessuno è tornato insoddisfatto. La cinquecentesima partita da Presidente di Filippo Lombardi ha portato vittoria piena per un Ambrì che ha preso subito in mano le redini della partita (doppietta nel primo periodo di Plastino, cresciuto gara dopo gara) e, seppure complicandosi la vita con due reti praticamente “regalate”, ha saputo ristabilire prontamente le distanze e ribadire la propria superiorità. Il Kloten, come al solito, ha fatto appello alla sola linea sulla quale contare (Praplan – Santala – Hollenstein), spremuta oltre dovuto, mai a bersaglio per l’ottima prestazione di Trisconi – Goi – Bianchi. Kubalik è apparso ancora un po’ fuori dagli schemi (ma non poteva essere altrimenti), dando prova di una rapidità di tiro che raramente si vede a queste latitudini (oltretutto senza arrestare la pattinata!), ha avuto un rigore, per altro fallito, ma ha impresso al secondo blocco di power play quella pericolosità che non aveva mai avuto. Conz, pescata sul secondo gol a parte, ha dato l’ennesima prova che su di lui si può contare, ma tutto il complesso ha retto alle aspettative. Bene il ritorno al gol di D’Agostini (lavoro a tutta pista) e di Emmerton, che, con Berthon, hanno trovato felice serata da ben 9 punti complessivi.

 

BIENNE    -     LUGANO                   4   -   2

Dopo il Friborgo, approfitta anche il Bienne: mezza partita con Earl espulso, per la bastonata a Chiesa, non è stato vantaggio sufficiente alla formazione di Ireland per tornare dalla Tissot Arena con qualche punto per la classifica. Si potrebbe recriminare che, sul 3 – 2, a poco più di un minuto dalla sirena conclusiva, il disco di Lapierre sia finito sul palo e che, sulla ripartenza, Micflikier centrava la terza rete personale e chiudeva i conti. Purtroppo, sfortuna a parte, le manchevolezza dei ticinesi stavano a monte. Dopo inizio interessante, subita la rete di apertura di Pouliot, il Lugano ha perso il bandolo della matassa e, seppure rimasto a galla, mai ha dato la sensazione di far valere le proprie credenziali. Il Bienne, facendo di necessità virtù, pur perdendo Earl che, da solo, vale metà del potenziale, ha avuto la pazienza di fare il suo gioco; di fronte alla apparente sufficienza dell’avversario ha osato quanto in suo potere ed è stato premiato. Come in passato, si ha la sensazione che la formazione bianconera abbia difficoltà nell’esprimere un proprio gioco contro formazioni che, per palese divario tecnico, colpiscono di rimessa. E Micflikier si è preso anche la personale rivincita di affossare con un hat trick la sua ex squadra.

 

DOPOPARTITA    DI    AMBRI’  -   KLOTEN.   LE  INTERVISTE (di Francesco Turri)

TOMMASO  GOI

D – Cominciamo dalla partita di oggi: qualche attimo di apprensione, ma sostanzialmente avete tenuto in mano la gara dall’inizio alla fine

R – Sì, l’apprensione c’era, giocavamo contro l’ultima della classifica, ma noi siamo lì e quindi la pressione prima della partita era evidente. Però abbiamo cominciato pattinando tanto e pian paino è passata

D – Guardando la classifica, a parte il Kloten che resta un po’ più defilato, gli altri sono tutti con voi a sgomitare intorno alla linea, quindi tre punti che danno coraggio

R – Certo, come dici, sono molte le squadre che sono intorno alla linea con gli stessi punti o poco più, ma anche il Kloten non può essere preso sottogamba: in un attimo ti può prendere e noi scivolare sotto di lui. Ovviamente cerchiamo di prendere più punti possibile per andare più avanti

D – Ci vorrebbe magari anche qualche punto contro formazioni contro le quali non è scontato raccoglierli: questo nelle ultime prestazioni è venuto un po’ meno, nonostante il divario non sia stato poi troppo ampio, sul piano del gioco e delle occasioni (pali compresi)

R – La sfortuna c’è per noi come per gli altri, ma come dici dobbiamo provare a fare punti anche contro queste formazioni perché più riusciamo a rubarne, meglio è per noi.

D – Dando più un’occhiata al gruppo italiano: quando si parla di giocatori italiani, spesso in Svizzera appare qualche “sorrisino”. Tuttavia tu, Kostner, Plastino, almeno ad Ambrì, bisogna dire che la pattuglia azzurra si sta facendo onore.

R – Ma io in Svizzera mi trovo molto bene, sin da quando ero bambino e frequentavo le formazioni giovanili a Lugano. Una piccola parte di Italia c’è anche qui

D – E come ricordi Milano?

R – Di Milano ho un ricordo bellissimo, ho giocato due anni, veramente belli sia dal punto di vista umano che sportivo. Abitavo in centro a Milano, la gente è bellissima, alla pista c’era sempre un sacco di pubblico, una bella squadra. Non posso che ricordare bene quel periodo.

D – Riguardo all’arrivo di Kubalik: è qui da poco per cui non si possono stilare giudizi, ma quale è stata la tua prima impressione?

R – Ci aspettavamo tanto da lui e le attese sono state bene accolte. E’ un giocatore giovane e veloce che ha la giusta cattiveria. In una squadra come la nostra serve un giocatore che pattina tanto e lui ha tutte questa caratteristiche.

D – Una bella reazione alle quattro sconfitte consecutive, alcune immeritate, che vi lancia verso il derby della prossima settimana. Una partita particolare anche per te. Cosa ti aspetti da questo derby?

R – Come ti ho detto cerchiamo di prendere una partita alla volta, cercando di fare più punti possibile per arrivare ad essere un po’ più tranquilli. Il Lugano è una delle formazioni top contro le quali è difficile fare punti, ma se tutti danno il meglio di sé, allora anche queste squadre fanno fatica.

D – Dove potete ancora migliorare?

R – A parte non prendere più pali o traverse, dove è difficile, dobbiamo migliorare il gioco davanti alla porta: noi siamo una squadra che lotta e dobbiamo sfruttare meglio quelle occasioni sui tiri sporchi. Lo stiamo facendo già in allenamento, speriamo di riuscire presto anche in partita.

 

Grazie a Tommaso Goi per la disponibilità.

 

COACH    LUCA   CEREDA

 

R – E’ stata una partita molto difficile da vincere per noi, perché tutti si aspettavano che noi la vincessimo, ma non c’è mai nulla di scontato nello sport. Bisogna lavorare duro, dare il massimo, stasera i ragazzi lo hanno fatto e la logica conclusione è stata la vittoria, anche perché abbiamo segnato nei momenti topici della partita.

R – Berthon e la prima linea, oltre ai gol, hanno fatto bene sia in forecheck che in backcheck; hanno avuto tempo nella zona offensiva e hanno potuto concretizzare il lavoro.

R – Kubalick ha avuto davvero poco tempo in questo week end per inserirsi nel contesto. Abbiamo fatto con lui solo un paio di warmup, poi ha passato la notte a studiare sulla lavagna i nomi dei compagni. Credo che già oggi abbiamo trovato un primo equilibrio. E’ un ottimo giocatore, vede la porta, ha una grande potenza. Siamo molto soddisfatti di lui

R – Lauper sta vivendo un momento difficile, non ha molta fiducia, allora ho voluto lasciargli una serata di pausa per provare a ripartire daccapo. Aveva bisogni di staccare la spina e sono convinto che gli farà bene. Lui è un giocatore molto adatto al nostro gioco, quindi ci tornerà utile in futuro.

 

Venerdì 17 Novembre

SERATACCIA TICINESE - KUBALIC SBARCA AD AMBRI'!!

 (Cornelio Turri)

Dopo la pausa della Nazionale i legamenti appaiono sempre un po' arrugginiti, ma quelli delle formazioni ticinesi lo sono periodicamente più degli avversari. Il rientro in pista non è di quelli da incorniciare né per l'Ambrì, sconfitto di misura a Malley dal Losanna (1 – 0), né, tanto meno, per il Lugano, messo sotto alla Resega da perentoria rimonta del Friborgo (2 – 4).

Per i Leventinesi non è stata una partita del tutto negativa, ma subita la rete in apertura di Froidevaux, complice una sciagura apertura alla cieca di Taffe (sempre un po' avulso dalla manovra), non si è trovata la forza per tramutare in rete le non numerose, ma ghiotte occasioni per evitare lo shut out dell'ex Zurkirchen. A dire il vero, in avvio di ripresa, Muller aveva spinto il disco in rete, ma l'arbitro Di Pietro, a due passi, ha visto qualcosa che solo lui può dire cosa fosse e annullato, senza neppure l'ausilio del mezzo tecnico, una rete apparsa, a tutti, perfettamente regolare. Fatto sta che le opportunità, specie in superiorità numerica alla formazione di Cereda non sono mancate, ma alla fine sugli scudi è salito, ancora una volta, Conz, autore di una superlativa prestazione. La sconfitta, seppure immeritata, non lascia scampo alla formazione ticinese che scivola in basso, proprio nel momento in cui la maggior parte delle avversarie dirette raggranella punti preziosi.

Ed ecco allora, per risollevare l'asfittico attacco biancoblu, arrivare dalla Repubblica Ceca DOMINIK KUBALIC, ventiduenne attaccante capocannoniere della Lega con 24 punti in 21 partite, alla ricerca di un posto al sole per le Olimpiadi: quale migliore vetrina del campionato Elvetico, e quale miglior sostegno a Cereda per trovare vie di sbocco per la porta avversaria. Dal week end sarà sul ghiaccio, probabilmente al posto dello spento Taffe, in linea con Muller e Zwerger. L'operazione è stata possibile da un sostegno economico extra budget, garantito da investitori privati.

Non ride il Lugano che nel primo periodo aveva creduto di fare boccone del Friborgo, per altro rimaneggiato dalle assenze di Ratgheb, Sprunger e Brust, corroborato da un 2 – 0 che pareva lasciare spazio a rosee aspettative. Invece, con il passare dei minuti la matassa si ingarbugliava: il Lugano ci capiva poco o nulla della partita e il Friborgo, con il suo non gioco, contribuiva non poco a confondere le idee avversarie. Fatto sta che il campanello d'allarme suonava più volte sino alla rete di Mottet, ma poco serviva a risvegliare dal torpore i bianconeri che, inevitabilmente, colavano a picco nel terzo periodo con un secco 3 – 0 (complice, nel finale, anche qualche decisione non del tutto “brillante” della quaterna zebrata). Ma, arbitri o no, la frittata era fatta già da tempo ed i Friborgo raccoglieva quello che altri avevano disperso. Una nota di merito al giovane portiere burgundo, sostituto del canadese Brust: di Waeber ne sentiremo ancora parlare!

 

Lunedì 13 Novembre

LUGANO  A  PASSO   DI  CARICA - AMBRI’  LITIGIOSO   …  COI   PALI - FATTI  E  … MISFATTI

(Cornelio Turri)

Il derby della Resega va al Lugano per 3 – 1, con risultato in bilico sino a soli 7 secondi dalla sirena conclusiva, momento in cui Klasen ha ribadito, a porta vuota, il suggello finale di una partita che aveva preso la via verso il sottoceneri dal tocco vincente di Reuille (ancora una volta decisivo come contro il Davos). Ha vinto con merito il Lugano, ma non ha per nulla sfigurato il coriaceo Ambrì, che ha al suo attivo due pali a Manzato battuto, colti con il risultato bloccato sull’1 – 1. Se non è stata fortunata la formazione di Cereda, quella di Ireland ha messo in pista una maggiore determinazione e qualche stoccata che ancora oggi non è nelle corde dei leventinesi. In ogni modo un derby che ha espresso valori e intensità che da tempo non si vedevano nelle sfide cantonali e che lascia ben sperare per il prosieguo del campionato di entrambe le formazioni.

 

Nella replica del fine settimana, il LUGANO espugna la Ilfis, ma nel finale si distrae e lascia spazio alla rimonta di un Langnau che non ammaina mai bandiera sino alla sirena finale. Per tutta la partita la squadra bianconera ha mantenuto in mano il pallino della situazione, lasciando poco margine all’avversario. Poi i tigrotti hanno riaperto inaspettatamente l’incontro  con due reti nel volgere di 27 secondi ed un comodo 3 – 0 è diventato un preoccupante 3 – 2 con ancora 5 minuti da giocare e un avversario ringalluzzito dall’inaspettata piega della partita. Tutto è bene quel che finisce bene, ma certe disattenzioni difensive andrebbero evitate.

 

Un solo punto per l’Ambrì opposto al Bienne, ma quanta sfortuna per la formazione di Cereda che, per la prima volta presentata Descloux in porta, sostituto di un Conz apparso, sin qui, in gran spolvero. Tre pali (l’ultimo, clamoroso, all’overtime che innescava la ripartenza per la rete decisiva di Micflikier) hanno negato un successo pieno che sarebbe stato decisamente meritato. Qualche decisione arbitrale non ha per nulla favorito i padroni di casa, cui, però, va ammesso, come sottolineato dallo stesso Luca Cereda, è mancato il killer instinct (ci sarà, durante la pausa della Nazionale un apposito training camp) per chiudere molte situazioni favorevoli (spesso uomo solo davanti alla porta e occasione sprecata). Il Bienne ha raccolto molto più di quanto fatto, sorretto sostanzialmente da un monumentale Earl, cui la quaterna arbitrale ha perdonato molto.

 

Sempre in ebollizione la pentola dei trasferimenti, veri e fittizi. Per un BODENMANN che lascia la capitale per trasferirsi ancora a Zurigo, sponda LIONS, le sirene degli orsi cercano di adescare ROMAN WICK, ma per ora sono solo chiacchiere. Certa la partenza da Berna anche del vice – coach VILLE PELTONEN che, dalla prossima stagione, sarà alla transenna del Losanna (nel frattempo affidato a Yves SARAULT ad intermin … sino alla fine della stagione). Da Friborgo se ne partono sia il talentuoso GLAUSER (aveva detto di non svelare la sua destinazione, ma che non era certamente Langnau; una settimana dopo ha firmato per i tigrotti per tre anni! Della serie… un bel tacer …); sia LEEGER che si accasa, da subito, a Zugo. Per i burgundi, in tanta penuria di difensori, meglio tenersi CHEVAILLAZ.

 

Lunedì 30 Ottobre

COPPA   AMARA   PER   LE   TICINESI

CAMPIONATO: LUGANO TORNA AL SUCCESSO – AMBRI’ SOLO UN PUNTO. WEEK END  POSITIVO

 (cORNELIO tURRI)

Contro il Berna capoclassifica e reduce da undici vittorie filate, l’Ambrì si arrende solo ai rigori e dopo partita che lascia qualche strascico polemico sulla conduzione arbitrale. Sotto sino all’ 1 – 3 all’inizio del terzo periodo, la formazione di Cereda ha avuto una fiammata di orgoglio in cui ha letteralmente schiacciato nel terzo i bernesi pervenendo, ad una manciata di scampoli dalla conclusione ad un pareggio che sta sin troppo stretto ai padroni di casa. Purtroppo nella lotteria dei rigori, ai leventinesi mancano gli stoccatori e, seppure supportati da un Descloux (tornato da Ginevra in forma smagliante), hanno capitolato all’unica segnatura di Bodenmann. La frustrazione appariva evidente sul volto dei giocatori a fine partita, ma Cereda ha ammesso che la sconfitta è anche frutto della poca determinazione dei suoi uomini nei primi due periodi. La coppa è servita anche per un timido recupero di Monnet, tornato nel secondo blocco, senza infamia e senza lode.

Chi invece recita un mea culpa più sonoro è il Lugano che, opposto al Rapperswil, formazione che milita in LNB, ha rimediato un sonante 0 – 3, frutto di un secondo periodo a dir poco disastroso. Troppa la voglia dei san gallesi di ben figurare, poca la propensione dei ticinesi a chiudere una contesa che era nelle loro possibilità, stante anche la striscia negativa recente. Invece, molto spazio concesso alle ripartenze dei padroni di casa e frittata confezionata in poco tempo. Con l’infortunio patito da Burgler nel corso della contesa, qualche grattacapo per Ireland per il campionato.

 

Non ci riesce l’Ambrì ad espugnare la Ilfis e torna da Langnau con un punto, per certi versi poco, per altri anche il giusto, di una partita che i leventinesi avrebbero potuto far propria se avessero avuto a disposizione uno stoccatore degno di tale nome, in modo da concretizzare quella padronanza del ghiaccio che per lunghi tratti hanno mostrato. Invece, le occasioni fioccate non sono andate a buon fine e la formazione di Cereda è stata costretta ad inseguire, oltre a mostrare il fianco per veloci e pericolose incursioni dei tigrotti che, in ben quattro volte, si sono presentati soli davanti ad un Conz assurto a protagonista con una sicurezza e una freddezza che ricordano i fasti trascorsi. Peccato, perché questo Ambrì meriterebbe molto di più di quello che raccoglie ma, a meno di innesti di spessore, questo pare rimanere il tema dominante dell’annata.

 

Lugano che, invece, al cospetto della formazione di maggior valore della LNA, ritrova il successo, pur con le assenze importanti di Hofmann e Burgler. Con un Merzlikins stratosferico, i padroni di casa hanno arginato, dopo l’iniziale vantaggio, l’arrembante pressione degli orsi e hanno piazzato il colpo decisivo, nel finale, con Lapierre, dimostrandosi bestia nera dei campioni svizzeri (già costretti a soccombere anche alla PostFinance Arena, pur dopo aver condotto con ampio margine). Basandosi su una difesa solida e arcigna, la formazione di Ireland ha arginato la corazzata Berna e poi agito, in veloce transizione, colpendo con il solito Fazzini e rilanciando le proprie credenziali dopo tre sconfitte filate.

Sul fronte “prospettive future” annunciato l’ingaggio di Romain Loeffel per i prossimi quattro anni, a bilanciare la partenza di Furrer, che si è accordato con il Friborgo per i prossimi tre anni. Intanto l’infermeria si affolla e la mancanza di maggior peso sarà quella di Dario Burgler, costretto al palo per 4 – 6 settimane da una distorsione al ginocchio, rimediata a Rapperswil.

 

Un solo impegno nel week end per entrambe le formazione ticinesi. Risultati d’altri tempi, 7 – 5 Ambrì – Davis; 6 – 4 Lugano – Losanna, ma andamento delle contese ben diverso, benché in entrambi i casi si sia assistito ad una rimonta delle formazioni di casa.

Dolo solo 7 minuti e spiccioli, i leventinesi erano sotto 3 – 0 e tutti alla Valascia avevano capito come sarebbe andata a finire la sfida con i grigionesi. Niente di tutto questo. Luca Cereda richiama in panchina un Conz non brillante come in passato, ha già sprecato il time out (che ha portato solo la terza rete dei gialloblu), striglia i suoi che, come un diesel, cominciano  a carburare e, udite! udite!, vanno negli spogliatoi alla prima pausa sul 3 – 3! Kostner, Goi e Zgraggen a tabellino. 10 secondi del tempo centrale e Trisconi sigla anche il sorpasso! L’Ambrì domina, il Davos riparte a testa bassa: 4 – 4 di Ambuhl. Mancano due secondi alla sirena e i padroni di casa hanno un ingaggio offensivo: Cereda (l’allievo), per una volta, supera  Del Curto (il maestro) in fatto di diavolerie. Fuori il portiere, ingaggio vinto, botta di Kostner: 5 – 4! Terzo tempo che non finisce mai, ricco di emozioni e colpi di scena, ma questa volta, riagguantato il vantaggio, l’Ambrì non lo molla più. Grande prova di carattere, forza e determinazione per la formazione che assomiglia sempre più al suo coach: che bella sorpresa!

 

Serata di quelle dove capita di tutto tranne le cose logiche e lineari, quella della Resega tra Losanna e Lugano, con i padroni di casa netti favoriti e costretti ad inseguire un avversario cui è lasciato spazio e modo di colpire (anche con una certa dose di fortuna). Meno male che la premiata ditta Klasen – Fazzini non partecipa alla “festa” e rimette il treno sui binari a 3.50 dalla terza sirena. Nello sprint finale arriva anche il sorpasso e un sospiro di sollievo. Dice il saggio: squadra che gioca male ma vince, è destinata a correre lontano! Appunto.

 

Lunedì 23 Ottobre

AMBRI’:   SEMPRE   PIU’    CONVINCENTE!  - LUGANO:  MAL  DI  …  ZURIGO 

VOCI  …  DI  MERCATO

 (Cornelio Turri)

Il campionato corre veloce per lasciare spazio, nel week end, alla Coppa. Due impegni  infrasettimanali, con calendario spezzettato a più puntate.

Impegni esclusivamente casalinghi per  L’Ambrì, dopo il tour de force in trasferta delle scorse settimane. Il Berna alla Valascia passa con il minimo scarto (1 – 0) sfruttando con Ebbett l’unico errore difensivo dei leventinesi che hanno giocato, a buon conto, una solidissima partita, quasi perfetta. Eppure, di fronte alla corazzata che guida la classifica e che infila vittorie a ripetizione, cuore e coraggio non sono bastati, ma la formazione di Cereda esce dal ghiaccio fra gli applausi convinti dei suoi sostenitori che, da tempo ormai lontano, non vedevano una squadra battersi come quella attuale contro ogni avversario, pur nella consapevolezza dei propri limiti. Coach Cereda non guarda in faccia a nessuno e la linea della chiarezza, nonché fermezza, premia: tutti hanno la loro chance da giocarsi, a loro la possibilità di farla fruttare per averne altre! Nessuno viene escluso a priori, ma deve dare il contributo che gli viene richiesto, altrimenti si tenterà un recupero delle sue doti (leggi Guggisberg e Monnet avviati ad una preparazione diversificata), ma quanto a posto garantito sul ghiaccio neppure a parlarne. La solidità difensiva, ad onta di una qualità in vero non eccelsa, sta diventando la base su cui costruire una salvezza tanto sperata e agognata: anche Conz, così bistrattato ad inizio stagione, sta risalendo la china con grande impegno, inanellando prestazioni solide e di spessore che infondono fiducia nella retroguardia.

Spunti analoghi nella sfida con il Friborgo (vinta però all’overtime  per 2 – 1 con rete dell’italo Plastino), confermando i tanti pregi e progressi della pattuglia leventinese: tre sole reti subite nelle ultime quattro partite. Fa difetto un attacco un po’ asfittico, dove mancano all’appello le reti degli stranieri attaccanti (Emmerton e Taffe, in particolare) e degli “svizzeri” di maggior spessore (anche l’appannato Lhotak è stato mandato per un paio di partite a Biasca per riprendere ritmo e fiducia). Così tocca ai portatori d’acqua mantenere a galla la situazione, in attesa di essere un po’ più cinici sottoporta e sfruttare qualche occasione lasciata infruttuosa (anche se stasera il portiere friburghese Brust ci ha messo molto del suo per impedire ai padroni di casa di chiuderla entro i sessanta minuti). Intanto, punto dopo punto, l’Ambrì si mantiene a ridosso delle concorrenti, gruppetto nel quale anche il Bienne, fuggito avanti dopo le prime partite, appare essere stato risucchiato: più le carte si mischiano, più probabilità ci sono!

Doppia trasferta in quel di Zurigo per il Lugano che chiude la serie delle vittorie cadendo prima alla ex Scluefweg contro il Kloten, poi all’Hallenstadio con i Lions.

Brutto scivolone con gli Aviatori, che nel corso della settimana avevano deciso di separarsi dall’allenatore Tirkkonen e dal D.S. Pascal Muller, affidando la panchina (per ora) al secondo Niklas Gallstedt. Il cambio di allenatore ha portato i frutti (temporanei) del risveglio, in particolare di Roman Schlagenhauf, ex Lugano e Ambrì, autore di due reti ed un assist che hanno consentito alla sua squadra di chiudere sul 3 – 1 la contesa. Verosimilmente, dopo i fasti recenti, la squadra di Ireland è scesa sul ghiaccio pensando di fare un sol boccone del fanalino di coda della classifica. Brusco risveglio, perché il Kloten non è stato solo rappresentato dalla prima linea offensiva (oggi un po’ appannata), ma tutti si sono dannati l’anima per operare un sussulto che ha annichilito il Lugano. Quando i bianconeri si sono resi conto della situazione, era troppo tarsi e Bolthauser ha chiuso la porta.

Non dissimile l’uscita a Zurigo città: 4 – 1 per i Lions in partita molto spezzettata dal fiscalismo arbitrale con ticinesi spesso in panca e padroni di casa a giostrare in power play. Dopo la Coppa, c’è tempo per riordinare le idee e riprendere la striscia bruscamente interrotta.

 

Sul fronte trasferimenti da registrare la conferma di capitan CHIESA sino al 2022, mentre si chiudono qui le voci di un interessamento per il Lions NILSSON, confermatissimo dalla sua squadra per altri due anni più opzione per un terzo.

Sul fronte Ambrì di spiffera di un’offerta per il difensore ticinese Samuel GUERRA, ex Davos, che ora a Zurigo trova poco spazio sul ghiaccio. Potrebbe essere un’opportunità ghiotta per rilanciarsi.

 

Giovedì 19 Ottobre

AMBRI’  CONCRETO. CHIRIAEV ALL’OLTEN - LUGANO: IL TRENO NON SI FERMA

 (Cornelio Turri)

Settimana intensa per l’Ambrì che continua a inanellare incontri a distanza ravvicinata, dopo il week scorso svolto in modo tradizionale con il doppio impegno. Già lunedì era sulla pista dello Zurigo e il divario tra le due formazione è stato subito evidenziato con un 3 – 0 parziale, subito dopo soli sette minuti, trasformato in un 6 – 1 finale che lascia poco adito a disquisizioni. La via da percorrere appare lunga e difficile e partite come questa non fanno che evidenziarlo. Consapevole in primis Luca Cereda che non ha perso tempo a preparare la sfida, assai più abbordabile, con il Ginevra alle Vernets, il giovedi successivo. Via ad una mini rivoluzione con un certo rimescolamento anche sulla direttiva Biasca – Ambrì, a dimostrazione che il coach non è affatto contento del rendimento di alcuni. Passi per Guggisberg, il cui calvario sta protraendosi ancora (ma le garanzie di una ripresa, dopo l’ennesimo infortunio al ginocchio della scorsa stagione, erano ridotte al lumicino!) e dove la logica pare indicare un prossimo ritiro dall’attività agonistica; per il resto Chiriaev, sempre poco presente, è stato ceduto, con rescissione consensuale del contratto, all’Olten; Monnet  posizionato in tribuna; via libera a Goi (un ritorno al centro della terza linea), Incir e Mazzolini per portare verve e energia ad un gruppo che vive solo sulle forze di generosi portatori d’acqua. L’impressione è che, pur con le ristrette possibilità, il cambiamento sia già in atto. Il promettente Muller, vista anche l’indisponibilità di Trisconi, è stato inserito all’ala del sonnacchioso Taffe; Lhotak retrocesso nel terzo blocco e poi lasciato in panchina ad osservare Mazzolini nel terzo periodo. Insomma, o si pedala o il posto in squadra non appare per nulla garantito. Così, pur arruffone e caotico, in una partita che lo è stata per ampi tratti su entrambi i fronti, l’Ambrì torna da Ginevra con un  3 – 0 raccolto su pista assai ostica (viste le magre del recente passato) e tre punti significativi contro diretta pretendente.

Risultato analogo alla Valascia contro il Losanna, brutta copia di quello dello scorso anno, ma desideroso di riscossa dopo l’allontanamento di Ratushny (per ora in panchina siede Sarault) avvenuto dopo il sonante     8 – 4 sul Kloten (!). Partita in salita e fase iniziale di sbandamento dei padroni di casa, graziati da un palo, ma sorretti da monumentale Conz (doppia “paratona” da terra, in seguito a verosimile fallo subito e capace di gridare in faccia all’arbitro tutta la sua rabbia!). Girata in meno di un minuto la partita prima della pausa, l’Ambrì ha legittimato il vantaggio nel periodo centrale, anche se gli è mancata la freddezza per mettere al sicuro il risultato con le molte superiorità numeriche che ha avuto a disposizione. La sua classe operaia, confermata da Cereda, lo ha portato in Paradiso, passando per il Purgatorio dei  minuti finali, in cui il Losanna ha tentato il tutto per tutto pur di acciuffare il pareggio, ma un provvidenziale bastone di Taffe (sino a quel momento meno che in “ombra”) ha tolto a Pesonen la possibilità di concretizzare una beffa. Dunque altri tre punti contro diretta avversaria, pur in classifica difficile  da leggere data la disparità di incontri disputati dalle varie squadre, ma una vittoria bissata non si verificava dal 2015, oltre alla cronica capacità di approfittare degli scontri diretti per allungare sull’avversario!

Chi pare un treno destinato a non fermarsi è il LUGANO, vittorioso, per la terza volta consecutiva, nelle due sfide del fine settimana. 4 – 1 a Friborgo in partita giocata molto di rimessa e con Merzlikins formato saracinesca a chiudere ogni varco ai padroni di casa che hanno ripresentato Cervenka. Nel momento di maggiore pressione (a dire il vero palo di Rathgeb), la zampata che atterra l’avversario, costruendo poi margine di sicurezza tale da chiudere senza patemi alla terza sirena. Contro il Davos, di solito, è battaglia a tutta pista e la sfida della Resega non si è sottratta al copione. Sempre in vanti gli uomini di Del Curto che, per ora, paiono essere quelli che maggiormente mettono in difficoltà le manovre di Ireland, ma cuore e coraggio hanno consentito al Lugano di riequilibrare i giochi sino alla bomba (in short hand) di Reuille che ha fatto esplodere la Nord e annichilito la rappresentanza grigionese.

 

 

Lunedì 9 Ottobre

LUGANO: SECONDO EN PLEIN CONSECUTIVO!

AMBRI’: TRE PUNTI A KLOTEN, MA QUANTA RABBIA CON LO ZUGO!

 (Cornelio Turri)

Lugano lanciatissimo al secondo en plein consecutivo, con altri sei punti tondi tondi nel week end. Piglio della formazione coscia delle proprie capacità, sorretta da un Hofmann formato … NHL, autore di quattro reti in due giorni (per un totale di nove in sette partite!), con un Klasen che sta rinsanendo la china per attestarsi sui suoi rendimenti, con Burgler sempre presente nel marcatore. Non ci sono statti problemi né in quel di Ginevra (4 – 0 e shut out di Merzlikins, né contro il Bienne, se si eccettua, in questa seconda partita, una diecina di minuti a cavallo della seconda sirena in cui pareva che i bianconeri stessero confezionando la peggiore delle frittate). Ecco, forse questo è stato il neo di 120 minuti, per il resto, sostanzialmente perfetti. Cosa è successo?  Semplicemente si è, d’improvviso, spenta la “luce” e il Bienne è pericolosamente risalito a rimettere in discussione una situazione che pareva consolidata: da 0 – 3 a 2 – 3 con brividi per la Resega. Eppure, quel frangente negativo è stato, paradossalmente, anche un punto di forza per la formazione di Ireland che, contrariamente alle aspettative, non ha chiamato il time aut e ha lasciato che la sua squadra si togliesse da sola le castagne dal fuoco. Cosa puntualmente avvenuta a conferma della crescita mentale e psicologica della formazione, nonché altro tassello importante per affrontare il prosieguo della stagione.

 

L’Ambrì ha rimediato con lo Zugo una delle peggiori beffe che possa capitare a una formazione in cerca di elementi per costruire il suo futuro sull’entusiasmo e le emozioni: 40 tiri in porta, tre pali, una prestazione strepitosa di Stephan, la misera rete della bandiera ottenuta al 59.59! Il cinico Zugo non ringrazia e torna a casa con un 4 – 1 per nulla meritato, ma che frutta tre punti in classifica. Ai leventinesi, generosi e sfortunati, un pugno di mosche in mano! Per fortuna, alla Kolping Arena, contro il fanalino Kloten (formazione che con Langnau, Losanna e Ginevra resta alla portata della squadra bianco blu), non tutto è andato storto. Si è ancora litigato con i pali, qualche decisione arbitrale ha lasciato a desiderare, ma alla fine un coriaceo e più guardingo Ambrì ha trovato il killer instinct per graffiare al momento giusto e chiudere con un rotondo 5 – 1. Nel fine settimana, per rivitalizzare l’attacco, spesso asfittico da quando D’Agostini si è inceppato, Cereda ha provato ad invertire i centri dei primi due blocchi, spostando Taffe con Zwerger e D’Agostini, Emmerton nel secondo con Monnet e Lhotak. Esperimento riuscito a metà, perché i componenti del secondo blocco appaiono ancora poco concludenti (qualche timido accenno di rinascita per Lhotak, nulla dagli altri due). Così la classe operaia ha tirato il carretto, con Plastino in rete e capace del solito pulito lavoro, ma grande merito a Trisconi, Kostner (due reti!) e Bianchi, oltre ad un Conz che si è fatto notare per qualche decisivo intervento. Ora la serie del campionato alla rinfusa, prosegue con altri due gravosi impegni in trasferta per i ticinesi: lunedì a Zurigo, giovedi a Ginevra.

 

Lunedì 2Ottobre

AMBRI’ SEMPRE  PIU’  IN  BASSO

LUGANO: DOPO IL DERBY, SUCCESSO SUL LANGNAU NELLA SERATA DI HIRSCHI

 (Cornelio Turri)

L’Ambrì sembra aver smarrito la strada dal terzo disastroso tempo di Davos. Non che nel Derby abbia giocato male, ma ha continuato ad accumulare quei clamorosi errori (spesso frutto dell’inesperienza) che tanto costano nell’economia di una partita e perso quel fuoco sacro che animava tutti i suoi uomini sul ghiaccio. Di questo passo, come ammette Cereda in un’analisi quasi spietata nella sua concretezza, nessuno si può permettere il lusso di corre dietro in tecnica a formazioni come un Lugano: pena, sconfitta sicura. Bisogna ripartire dal game planning, fatto di pattinaggio, umiltà e coraggio, con tutti i giocatori che lo eseguono,  non un solo blocco (nella fattispecie Bianchi, Kostner e Trisconi). Eppure nella Valascia esaurita, i leventinesi hanno retto bene il confronto per una buona fetta di gare: male l’inizio, ma poi in crescendo, sino a quei due errori che hanno fatto la differenza, permettendo al Lugano di scavare il solco, non più colmabile per le disponibilità di questo Ambrì. Se poi ci metti anche quel pizzico di sfortuna che si accanisce con i più deboli (reti subite nel miglior momento offensivo), la frittata è servita.

Purtroppo la lezione a poco è giovata se, la sera successiva, alla Tissot Arena, il Bienne ha speso solo tre minuti del suo tempo per mettere le cose in chiaro e trasformare i restanti 57 in una pura necessaria formalità. Sotto 3 – 0 al 3.58, la formazione di Cereda ha giocato la peggiore partita della stagione e ha chiuso con un pesante 6 – 2 finale. Perché? Difficile dirlo: problema fisico per lo sforzo delle prime uscite e conseguente calo? Problema mentale? Si attende una svolta: non è problema di singoli, ma di applicazione del sistema di gioco. E questo è molto importante!

 

Il Lugano chiude il week end a punteggio pieno, aggiudicandosi con merito il derby numero 217, piazzando il colpo che fa male nel momento topico per l’avversario. Con una  linea decisamente tra le migliori del campionato (il rientrante Hofmann con Fazzini e Lapierre), in attesa che Klasen raggiunga livelli consoni alla sua classe, Ireland può contare su un rendimento altissimo. Anche Merzlikins ha risfoderato qualche intervento ai quali ci aveva abituati: insomma, la sconfitta di Losanna e quella casalinga con lo Zugo, pare non abbiano lasciato strascichi.

Lugano operaio anche nella serata dedicata al ritiro della maglia si Steve Hirschi, contro quel Langnau per il quale, il forte difensore, aveva speso l’altra metà della sua vita sportiva. I coriacei tigrotti sono comunque, seppure a fatica, ridotti all’obbedienza, ma le qualità della formazione bianconera sono state, comunque, messe in difficoltà da chi pratica un forcheking a tutta pista e si vota maggiormente alla rottura del gioco altri che alla costruzione del proprio. Ma anche questo è da copione.

 

Martedì 26 Settembre

ALL’AMBRI’  MANCANO  …  I  PUNTI - CADE  IL  LUGANO

 (Cornelio Turri)

Week end di due partite solo per i leventinesi che si sono trovati di fronte allo Zurigo in casa e a Davos nella giornata di domenica. Un solo punto in carniere, quello raggranellato dal pareggio (4 – 4) dopo 60 minuti della Valascia e sfida persa all’overtime con la fiondata del solito Pettersson che non ha perso né vizio né mira. Tante pacche sulle spalle della formazione di Cereda che ha tenuto per lungo tempo in scacco la formazione svizzero tedesca, forte di un contingente molto superiore a quello dell’Ambrì, ma cuore coraggio e pattinaggio hanno sopperito. Purtroppo, la formazione ticinese è caduta nella trappola di non saper amministrare il vantaggio, permettendo così a quel volpone dello Zurigo di limitare i danni e piazzare il colpo decisivo per il punto addizionale.

Non è stato diverso il copione in quel di Davos, ma qui i demeriti della formazione bianco blu sono maggiori, perché nel volgere di 147 secondi ha scialacquato un vantaggio, esiguo, ma meritatissimo. Ancor peggio la doppia segnatura avversaria in short hand, nell’ambito della stessa penalità.

Fa da contraltare il bicchiere mezzo pieno di tanta sostanza e la consapevolezza che, si chiami come vuole l’avversario, si giochi alla Valascia o altrove, l’Ambrì c’è e se la giostra al pari di chiunque. Una squadra così è destinata a crescere!

 

Lugano opposto al Losanna che non sta trovando lo smalto della passata stagione, ma nella serata di Malley ha, per lo meno, messo in campo la grinta adeguata per avere ragione di un Lugano apparso meno in palla del solito, poco concreto sottoporta, dove ha sprecato alcune grosse occasioni per andare a rete e concesso, in difesa, agli avanti avversari di muoversi con troppa autorevolezza nello slot. Logica conclusione, galleggiamento per un tempo, poi l’avversario ha preso il largo per un 4 – 1 che ci sta tutto.

 

Lunedì 18 Settembre

TORNA  AL   SUCCESSO  L’AMBRI’  - LUGANO: CHI  LO  FERMA  PIU’?

 (Cornelio Turri)

Doppio consueto turno nel fine settimana e Ambrì che gioca la partita meno convincente della stagione sulla pista di un Friborgo in vetta alla classifica, punito più dai propri errori che dalla consistenza dell’avversario. Passato addirittura in vantaggio con una doppiatta di uno stratosferico D’Agostini (capocannoniere della Lega), aveva l’occasione di piazzare il colpo quasi decisivo sulla partita ed, invece, si faceva trafiggere in short hand ed impattare sul 2 – 2. Un altro errore di Fora, che lasciava i disco allo scatenato Bykov (tre reti del figlio d’arte), e la frittata era fatta. Nonostante la prova meno brillante del solito, comunque una formazione di Cereda che sa tenere il ghiaccio con qualsiasi avversario ed esce a testa alta in ogni confronto.

Non poteva essere battuta d’arresto per la seconda apparizione casalinga contro il Langnau e così è stato: successo perentorio per 5 – 3 e superiorità sui tigrotti più evidente di quanto non dica il punteggio. Specie nel secondo periodo, chiuso con un parziale di 2 – 0, la formazione leventinese ha messo alle corde l’avversario che, se non fosse stato per un Punnenovs in deciso spolvero, sarebbe stata annichilita sotto pesante fardello. E quando una rete un po’ rocambolesca e discutibile di Gustafsson avrebbe potuto riaprire la discussione (3 – 4), sono bastato 40 secondi per mettere subito le cose in chiaro e ribadire una concetto che non ammetteva repliche. A segno ancora il formidabile D’Agostini, ma cinque diversi giocatori nel marcatore: Zwerger (ottima stagione dell’austriaco!), il redivivo Lhotak (che ha colpito anche un palo), Emmerton e la prima rete di Taffe in LNA. Ma quello che maggiormente convince, è la crescita di tutta la squadra, con giocatori che hanno ritrovato mordente e vitalità. Una bella soddisfazione per i 5.500 della Valascia che, oltre alla vittoria, hanno riassaporato la gioia di essere presenti.

 

Lugano lanciatissimo che travolge letteralmente un modesto Zurigo, annichilito da un pesante 6 – 1, scaturito da un doppio vantaggio costruito da altrettanti short hand, poi irrobustito da una serie di azioni convincenti e perentorie. A parziale scusante della formazione della Limmat la mancanza di due stranieri (Pettersson e Sjogren, parzialmente rimpiazzati da Pellettier) e di Pius Sutter prossimamente rientrante dalla trasferta in nord America per la preparazione della NHL.

Sulle ali dell’entusiasmo avrebbe dovuto svolgersi anche la trasferta a Berna, ma l’avvio non è stato per nulla dei migliori, con doppio vantaggio degli orsi e perentorio 4 – 1 alla seconda sirena. Una sola squadra sul ghiaccio e risultato che non fa una piega. Poi, quando meno te lo aspetti, piano piano le cose cambiano, il Lugano sale di tono, prende in mano le redini delle operazioni, costruisce delle opportunità e, a tre minuti dal termine, riapre decisamente la contesa con Sannitz, autore del 3 – 4. Nella baraonda finale, Arcobello (segno del destino) colpisce il palo della porta sguarnita e, su ribaltamento di fronte, Klasen mette il sigillo dell’insperato pareggio. La rimonta è completata ai rigori, ma resta l’impresa di risorgere in venti minuti al cospetto di un Berna che appariva ormai sicuro vincitore. Certo è che di carattere, la formazione di Ireland ne ha mostrato in dose ragguardevole e ogni traguardo potrebbe essere alla sua portata.

 

 

Giovedì 14 Settembre

AMBRI’  BRAVO   MA  SCONFITTO - LUGANO CE LA FA

(Cornelio Turri) 

Opposto ai campioni svizzeri del Berna, l’Ambrì esce dalla pista della capitale con la testa alta e la consapevolezza di essere avviato sulla strada giusta: pressing a tutta pista, mai nel panico, minaccia costante per i titolati avversari, risultato spianato da una sciagurata apertura alla cieca di Collenberg (francamente il meno pimpante, in queste partite, del reparto arretrato e destinato verosimilmente a lasciare il posto ai rientranti) che ha liberato, solo davanti a Conz, il liberissimo Scherwey. Messa su questi toni, tre punti acquisiti con prestazioni di spessore contro i probabili primattori del campionato, la formazione di Cereda, pur con i piedi per terra, può guardare avanti con la consapevolezza di poter arrivare al traguardo agognato.

 

Vince tra le mura amiche il Lugano, ma contro il Kloten rischia molto più del dovuto e del consentito, rimediando prestazione da prendere per positiva sotto il profilo del risultato, molto meno sotto quello del gioco. Il Kloten, con soli due stranieri, ha tenuto sulla corda l’avversario e lo ha spaventato sino alla fine per la rete di Marchon che ha mantenuto il punteggio sul minimo scarto di una rete (3 – 2). Pur con le assenze di Brunner, Hofmann e Ulmer, quello che si è visto è stato un deciso passo indietro rispetto alla trasferta vittoriosa di Zugo: confusione e imprecisione hanno reso complicata una sfida che avrebbe dovuto avere ben altro copione da recitare.

 

Domenica 10 Settembre

PARTE  IL  CAMPIONATO: IL DERBY ALL’AMBRI’

(Cornelio Turri) 

Inizia col botto il campionato: subito derby alla Resega e vittoria dei bianco blu di Luca Cereda per 4 – 3! Il risultato che non ti aspetti, si materializza sul ghiaccio con una prestazione robusta e a tutta pista della formazione sopracenerina che, contenute le sfuriate dei padroni di casa, supportati da un tasso tecnico superiore, con ordine e disciplina, facendo le cose semplici e senza mai cadere nel panico, ha recitato il suo copione: pressing a tutta pista ad infastidire l’impostazione avversaria, gambe e pattinaggio, intensità nella manovra, molti dischi sulla porta. E allora il risultato non appare più frutto della casualità, di una serata particolarmente fortunata, ma la logica conclusione di una squadra che ha lottato e giocato più dell’altra, dunque merita la vittoria! Grande soddisfazione per la prima panchina di Cereda che debutta col botto. Ma piedi ben saldi per terra, perché è solo la prima partita e molte cose rimangono da fare per migliorare e non correre i rischi del finale, in cui, sul comodo 4 – 2, si è rischiato di gettare tutto alle ortiche. Sugli scudi tutti i giocatori, ma un cenno particolare qualcuno lo merita. Cominciamo da un rivitalizzato Matt D’Agostini, due gol e due assist, presente a tutta pista, un giocatore che, confrontato con quello della scorsa stagione, non ha nulla a che vedere; Pinana, una piacevole sorpresa e una prestazione da veterano di mille battaglie; Conz decisamente in crescita; Plastino che non si fa notare per le clamorose sbavature alla Maenpaa. Ma la vittoria resta una vittoria della squadra e su questa linee l’Ambrì deve costruire la propria salvezza.

E il Lugano? Probabilmente non si illudeva, ma mai credeva di trovarsi di fronte una formazione con tanta voglia e determinazione. Ha giocato, ha provato, ma gli è mancata quella voglia, quello spirito di sacrificio sul quale l’avversario ha costruito la sua vittoria. Da rivedere qualcosa nello schieramento, con Cunti relegato in  quarta linea tra Romanenghi e Reuille, in attesa di un Klasen che, comunque, la sua rete l’ha messa lì.

 

Nella serata delle celebrazioni dell’ottantesimo, di fronte al tutto esaurito della Valascia, Paolo Duca, emozionatissimo, ha visto la sua maglia numero 46 salire nelle volte della Mitica tra quelle di Nicola Celio, Dave McCourt e Peter Jaks. Tante vecchie glorie a fare gli auguri a questo Ambrì che non se la sente di abdicare, da Claudio Ticozzi agli Juri, da Zamberlani a Fransioli, da Cipriano Celio a Panzera; osannatissimo Eric Westrum. Poi sul ghiaccio il Davos ha rovinato un po’ la festa dei leventinesi, vincendo per 2 – 1, ma la partita ha confermato che, anche di fronte a tanto avversario, l’Ambrì c’è e se l’è giocata per tutti i 60 minuti, meritando decisamente più di quello che il risultato gli ha dato. Passato in svantaggio nel primo periodo su una superiorità avversaria mal gestita da un cambio di Taffe, la squadra di casa ha macinato gioco e tiri, ma ha trovato sulla sua strada un Van Pottelberghe davvero insuperabile. Per contro le veloci ripartenze degli uomini di Del Curto hanno sempre tenuto in apprensione Conz, che, come la sera precedente, ha mostrato di essere all’altezza del compito. Il pareggio, meritatissimo, è venuto solo a 5 minuti dalla fine con il giovane Zwerger (prima rete in LNA). A quel punto, forse, l’Ambrì ha peccato di ingenuità  volendo troppo in fretta la posta piena. Il primo campanello d’allarme ha portato a un rigore (parato a Dino Wieser), il secondo è stato fatale:  millimetrico polsino di Corvi nel sette! Forse un po’ di sano opportunismo, avrebbe portato a casa almeno un punto (meritato!).

 

Lugano subito chiamato a risollevare le sorti dopo la battuta d’arresto: di fronte lo Zugo, non proprio un avversario malleabile. Invece, lancia in resta e aggressività, la formazione di Ireland dimostra di aver imparato la lezione e mette subito il solco tra sé e l’avversario. Rimescolate le linee con Klasen in compagnia di Lajunen e Burgler, Sannitz a completare Lapierre e Fazzini, Cunti con Hofmann e Walker, il Lugano ha trovato più pressione costante su uno Zugo che ha ribattuto sino a metà partita, ma è crollato nel finale con le reti di Burgler (doppietta) e Lajunen (nello slot a lottare come un leone). Per contro lo Zugo si è appellato alle risorse dei suoi stranieri, specie di uno Stalberg fuori categoria, ma la velocità ad uscire dal terzo e superare la zona neutra dei ticinesi, lo ha messo spesso in palese difficoltà.

 

Sabato 9 Settembre

AMBRI’: PRESENTAZIONE DELLA NUOVA STAGIONE – NOVITA’  SULLA  VALASCIA – FORA  CAPITANO

LUGANO: HOFMANN AL CAMP DI CAROLINA

NOTIZIE DI MERCATO

 (Cornelio Turri)

A Cademario si è svolta la tradizionale presentazione alla Stampa della nuova annata targata HCAP. Il Presidente Lombardi si è detto molto in dubbio se procedere, come di consueto, a questi eventi consolidati nel tempo o, più opportunamente, soprassedere, in quanto (sue parole) “Tutto sarà usato contro di te!” In effetti gli argomenti da sciorinare in questo incontro sono stati più d’uno e affatto banali o scontati. Ribadito anche dal D.S. Paolo Duca, come da coach Cereda, che un nuovo corso è stato intrapreso, che l’obiettivo sportivo rimane la salvezza e la ricostruzione di un Club che rimane e vuole tornare ad essere un formatore di giovani (a tale proposito Duca ha precisato che qualche chance di appetibilità l’Ambrì la mantiene, con la possibilità di offrire ghiaccio e visibilità ai giovani talenti), viene chiesta pazienza a tutti i tifosi perche “i miracoli nello sport non esistono” e quindi il duro lavoro, che paga sempre, ha bisogno di tempo per dare i suoi frutti. Molte scommesse sono state intraprese, puntando su molti giovani promettenti, con l’auspicio fondato che tali scommesse siano vincenti. Segnali positivi sono venuti dall’impegno e dalla dedizione con cui tutti si sono applicati nel training estivo: le premesse ci sono! E comunque, come sostiene l’ex capitano Paolo Duca, non si poteva continuare sul trend dello scorso campionato, dove l’autentica scossa per salvare la stagione è venuta dai giovani provenienti dai Rockets!

Buone notizie anche per quel che concerne la nuova Valascia. Il Presidente ha confermato i notevoli progressi per il reperimento dei fondi privati necessari alla costruzione della struttura: un contributo privato di 2 milioni e l’OK di UBS ad entrare nel consorzio delle Banche, per cui si pensa di chiudere nei prossimi tre mesi le pratiche necessarie per l’avvio dei lavori nel marzo 2018. Il costo definitivo della struttura, capace di 7.000 posti, sarà di 42 milioni, portati a 48 con i costi aggiuntivi. Sono stati anche presentati alcuni accattivanti scorci delle infrastrutture interne della pista.

Il prossimo 9 settembre, giornata speciale per i festeggiamenti dell’ottantesimo compleanno dell’HCAP, in occasione dell’incontro di campionato con il Davos. Giornata speciale anche per Paolo Duca che, con l’emozione giustificata dall’eccezionalità dell’evento, vedrà ritirare la sua maglia N° 46.

Infine, nominato capitano Michael FORA che si assume l’impegno di essere il successore di Nicola Celio e Paolo Duca, due mostri sacri che hanno dedicato tutta la loro carriera sportiva alle sorti bianco blu.

 

Sul fronte Lugano, al torneo di Yverdon, esordio amaro e con qualche preoccupazione. Vittoria poco lucida e risicata contro gli svedesi di II Divisione dell’ I.K. PANTERS (5 – 4 il risultato con rete nel finale di Hofmann), ma soprattutto apprensione per un brutto colpo a Brunner, uscito dolorante nel terzo periodo. Si spera nulla di grave per lo sfortunato giocatore che sembra non avere ancora chiuso il conto con la sfortuna! Assenti per acciacchi vari Vauclair e Cunti, oltre l’annunciato Klasen.

Si apprende, inoltre, che GREGORY  HOFMANN è stato invitato al camp ufficiale di Carolina, dal prossimo 14 settembre, quindi rimarrà assente dal campionato dal 12 al 23 dello stesso mese.

 

Manca una settimana all’avvio del Campionato e già si parla di rinnovi e … trasferimenti!!! In breve:

a Bienne vengono confermati i giovani MARCO PEDRETTI e JULIAN SCHMUTZ per un ulteriore anno (2019); il difensore DAN WEISSKOPF non accetta le proposte dei Seelanders e si accasa a Ginevra, almeno sino alla fine di settembre, anche per tamponare l’assenza di Vukovic (squalificato);

a Kloten conferma di VINCENT PRAPLAN sino al 2019, salvo sirene della NHL: il giocatore è stato invitato al prospect camp dei Chicago Blackhawks e parteciperà, dal 5 al 13 settembre, al Rookie Showcase Tournament dei San Jose Sharks.

 

Lunedì 28 Agosto

KUBALIK   ALL’AMBRI’ 

BUON  WEEK-END   DELLE   TICINESI

I  PRIMI  INFORTUNI

PARTE  LA  CHAMPIONS

 (Cornelio Turri)

KUBALIK   ALL’AMBRI’

Come ha affermato il D.S. Paolo Duca, non era nella previsioni, ma l’occasione era troppo ghiotta per lasciarsela scappare: DOMINIC KUBALIK sarà il quinto straniero della formazione leventinese, anche se rimarrà in prestito alla sua vecchia formazione del Plzen, che milita nel campionato ceco. Potrà essere richiamato in qualsiasi momento per eventuali ferimenti degli altri stranieri in forza all’Ambrì. Il contratto è per tre anni e si concorderà con il giocatore il programma per il prossimo campionato ed il successivo. Trattandosi di un giocatore dalle spiccate doti realizzative (capocannoniere della passata stagione nella repubblica Ceca), nel contratto è prevista la clausola liberatoria per KHL e NHL. Ma questo era del tutto logico …

 

Bene nel week end le due formazioni ticinesi, con i leventinesi impegnanti per due giorni consecutivi sulla pista di Biasca, prima con i cechi del Vitkovice, 4 – 3, poi con il Visp, formazione di LNB, superata più agevolmente per 4 – 1.

Nella prima partita, le difficoltà sono state abbastanza presenti e la formazione di Cereda, priva di Plastino, volato in Canada per la nascita del bambino, ha dovuto inseguire l’avversario per i primi due tempi, almeno sino a quando Lauper non ha messo il sigillo del sorpasso chiudendo definitivamente i conti. Il gioco spezzettato e condito di molte penalità, ha mostrato che gli automatismi tra i reparti, specie per l’uscita dal terzo, sono ancora da perfezionare. Anche le superiorità numeriche sono trascorse in modo un po’ caotico senza troppo costrutto. Bene comunque la prova dei difensori Moor e Pinana che, in entrambe le uscite, hanno mostrato di saper reggere il confronto (specie il secondo, molto pulito e disciplinato, inserito anche nel primo blocco di power play senza sfigurare!).

Dopo inizio stentato, partita più lineare con il Visp. Bene anche Lhotak che appare rigenerato dalla cura Cereda, puntuale nel tabellino dei marcatori e del tutto ringalluzzito dall’arrivo dell’amico Kubalic.

Quanto al Lugano in programma un solo impegno, con coda ludica della presentazione ufficiale della squadra al Lido. Tutto bene sul ghiaccio con vittoria contro gli slovacchi dello Zvolen, superati più di quanto un chiaro 5 – 1 non dica. La forma sta crescendo a vista d’occhio e Brunner e Hofman sono in gran spolvero. Applausi convinti anche per Kparghai, realizzatore del 5 – 1, che pare aver scacciato, finalmente, un autentico incubo.

 

Purtroppo l’infermeria delle due formazioni ticinesi appare già frequentata. Chi sta peggio di tutti è CHRISTIAN STUCKI che, nell’annata del rilancio definitivo, se la vedrà con il chirurgo per la lesione del legamento crociato anteriore del ginocchio: stop per almeno sei mesi!

Fa le bizze il risentimento muscolare di Klasen agli adduttori: si parla di assenza per il torneo di Yverdon.

 

Intanto è partita la Champions Hockey League che annovera, tra i protagonisti, quattro formazioni svizzere. Il Berna è a punteggio pieno: 5 – 2 con il Nottingham e 4 – 0 con il TPS Turku. Lo Zurigo casca all’overtime con il Frolunda in Svezia, ma passeggia con il Gap dove Pettersson mette a referto 7 punti in una sola partita (5 reti e 2 assist), imitato da Pius Suter con 4 reti nell’inequivocabile 11 – 1. Il Davos, che perde per almeno tutto settembre Lindgren, viaggia a corrente alternata: non c’è storia con il Cardiff (10 – 1), ma con gli svedesi del Vaxjo va sotto 3 – 0. Infine lo Zugo cede nel finale ai finlandesi del JYP Jyvaskyla (3 – 2) della nota conoscenza Maenpaa.

 

Giovedì 24 Agosto

LA  GERMANIA  INDIGESTA  ALLE  TICINESI

(Cornelio Turri) 

Prosegue la preparazione delle formazioni ticinesi in terra germanica: il Lugano a Colonia, l’Ambrì a Berlino. Al di là dei risultati, per altro negativi, c’è da annotare l’impiego, nella seconda uscita (contro lo Sparta Praga) del portiere ceco THOMAS KRAL, di provenienza dalla stessa formazione ceca, con la conferma che la situazione portieri, in casa leventinese, appare del tutto non risolta: Hughes, il più in forma, pare destinato a svolgere un anno di “apprendistato”a Biasca; pertanto la pista di un giocatore d’importazione non è stata ancora scartata. Dalla prossima settimana, notizia fresca, si allenerà con la squadra il giovane portiere SACHA ROCHOW, proveniente dal Turgovia con alle spalla l’esperienza del Berna, nelle cui fila è cresciuto sino alla maglia della nazionale U-20. Di questi ultimi giorni, invece, l’interessamento per il forte ventunenne ceco DOMINIK KUBALIK che, seppure abbia contratto con il Salavat, sarebbe straniero in sovrannumero e quindi destinato a trovare diversa sistemazione. Forte l’interesse dell’Ambrì che potrebbe anche valutare di lasciare per tutta la stagione il giocatore a Plzen, sua squadra d’origine, con la possibilità di richiamo in caso di ferimenti di altri stranieri. In ogni modo si vocifera di un contratto di tre anni: sarebbe un gran bel rinforzo per la formazione di Cereda, viste le doti realizzative dell’attaccante.

Sul piano del gioco, sconfitta ai rigori con i padroni di casa (Eisbaren): 2 – 2 alla terza sirena con pareggio di Jelovac e vantaggio di Bianchi con prestazione nel complesso buona di tutta la formazione che vedeva il rientro di D’Agostini. Conz ha resistito, come del resto il suo collega, sino al tredicesimo rigore prima di capitolare.

Ben diversa la situazione con lo Sparta Praga che ha preso il largo nel terzo periodo (parziale di 3 – 0). Sino a quel momento, le formazioni si erano equivalse, grazie al vantaggio di Muller e pareggio di Zgraggen. Qualche variazione nello schieramento operata da Cereda, con Kral in porta, Plastino provato con Jelovac ed i giovani Pinana e Moor affiancati a Zgraggen e Gautschi. In attacco D’Agostini con Taffe e Lauper, mentre Zwerger lasciava il primo blocco per giostrare con Lhotak e Chiriaev.

Il Lugano ha disputato il torneo di Colonia, dove il primo ostacolo è stato rappresentato dagli svedesi del Rogle, allenati dal conosciutissimo Eldebrink. Buona intensità del Lugano nel primo periodo e rete di Burgler, svedesi che barcollano più volte, ma non capitolano e rimontano vincendo addirittura la partita (2 – 1)

Un Orebro spigoloso (nota caratteristica della formazione svedese) ha messo in difficoltà il Lugano che, chiuso il primo periodo a reti inviolate, ha trovato la rete di apertura con Sartori, ma è stato costretto a capitolare rapidamente (1 – 3 alla seconda sirena). Si è sbloccato Brunner che ha trovato a via della rete (suo il 2 – 3), ma, nonostante buone occasioni, gli avversari hanno portato via un 5 – 3 che condanna nuovamente i bianconeri. 

Ultima sfida con i padroni di casa del Colonia e, finalmente, vittoria piena in rimonta per 4 – 3. Dopo aver a lungo litigato con il gol e subito un parziale 0 – 3, il Lugano ha trovato continuità di rendimento e acciuffato l’avversario nel periodo conclusivo con convincente e merita vittoria.      

 

Giovedì 17 Agosto

LE  PRESENTAZIONI  DI  LUGANO  E  AMBRI’

MATT D’AGOSTINI CONFERMATO – MANCA IL QUARTO STRANIERO

DEBUTTO CON I ROCKETS

 (Cornelio Turri)

30 luglio e si riprende con l’hockey del “ghiaccio”. Alla Resega va in scena il primo allenamento pubblico della stagione, con annesso bagno di folla per giocatori e staff al termine dello stesso. Circa 2.000 tifosi si sono dati appuntamento per seguire le prime evoluzioni dei beniamini bianconeri ed hanno potuto ammirare qualche big safe di Merzlikins (applauditissimo!), non Klasen, acciaccato per un danno muscolare che lo terrà lontano dal ghiaccio sino alla metà di agosto. Nel complesso una bella sgambata e la possibilità di foto ricordo e autografi in previsione di una stagione che parte in sordina per non alimentare, come nel recente passato, eccessivi entusiasmi. Certamente leader delle simpatie Maxim Lapierre, circondato da una autentica folla di fans!

 

“Lacrime, sangue e sudore” la Churchiliana proposta del presidente Lombardi al popolo bianco blu riunito alla Valascia. Nel suo discorso, il numero 1 dell’Ambrì ha ribadito l’ostinato sogno dei padri fondatori di ottanta anni or sono: quello di un piccolo paese di montagna che vuole continuare a giocare nel cortile dei grandi, ribadendo che,  a volte, denaro, potere e mezzi possono non essere indispensabili se a compensare quanto manca c’è disponibilità di entusiasmo, cuore e passione. E di passione il popolo bianco blu ne ha dato ennesima dimostrazione: per una stagione che si annuncia tra le più dimesse e complicare degli ultimi 33 anni di consecutiva permanenza in LN, 4.500 fedelissimi erano lì a dire “presente!”, sottolineato dalle parole di un emozionato Paolo Duca: “Passano gli anni, passano i ruoli, ma le emozioni di questa giornata restano immutate nel tempo!”

Poco o nulla sulla Nuova Valascia: necessario partire con i lavori entro la fine dell’anno, non solo per esigenze della lega ma anche per la sopravvivenza dell’Ambrì. Nulla più.

Quanto alla formazione, manca all’appello il quarto straniero (probabilmente Di Domenico, se non opterà per rimanere oltre oceano). Intanto è stato confermato un motivatissimo MATT D’AGOSTINI che vuole a tutti i costi dimostrare di essere ben altro giocatore di quello sceso sul ghiaccio la scorsa stagione.

Per ora i ritorni dagli allenamenti parlano di un clima di grande impegno, di dedizione e di grinta che non si vedeva da tempo immemorabile nelle file bianco blu. Che la cura Cereda – Duca stia già dando i suoi frutti? Un primo assaggio potrebbe già essere tangibile nell’amichevole con i Rockets il prossimo fine settimana.

 

TICINO  ROCKETS   -   AMBRI’ PIOTTA             1   -   5

Prima uscita con il farm team, a Biasca, davanti a oltre 1.200 spettatori per la nuova formazione di Luca Cereda che cerca gli equilibri per la prossima stagione, durissima, in LNA. Confinati in infermeria Guggisberg, Monnet, Muller, N’Goy e Bianchi, con il quarto straniero in arrivo (“cerchiamo un centro ma il mercato offre poco e probabilmente opteremo per un’ala” le parole di Cereda alla RSI), il tecnico ticinese ha provato a dare forma alla sua squadra con gli elementi a disposizione. Assemblata la difesa con le coppie: Plastino – Gautschi (capitano di giornata), Fora – Zgraggen; Collenberg – Yelovac, Pinana – Trunz, per l’attacco si è optato per i blocchi: D’Agostini – Emmerton – Zwerger; Lhotak – Chiriaev – Stucki; Incir – Kostner – Hrabec; Lauper – Berthon – Trisconi. In porta, mezza partita ciascuno per Conz e il giovane Tim Guggisberg (in prova). Risultato a parte, qualche buona impressione c’è stata. Nick Plastino, ad onta di coloro che hanno storto il naso per le sue origini italiane, ha mostrato di essere difensore solido e preciso, nessun volo pindarico al di sopra delle sue possibilità, tiro immediato verso la porta, mai a vanvera; Zwerger, rete a parte e palo in apertura dopo 30 secondi, gran potenziale ed ingaggio assolutamente azzeccato; grande determinazione e cuore dei soliti ormai ex-Rockets, alla conquista di dischi importanti con pressing a tutta pista. Appunto questa è parsa l’arma che Cereda intende utilizzare per colmare il gap con le altre formazioni: lasciare poco tempo all’avversario per ragionare. L’operazione pare dare frutti, in quanto, per ampi tratti, proporzioni dovute a parte, i padroni di casa hanno faticato a lasciare il terzo difensivo. Da rivedere invece Conz, per i troppi dischi rilasciati, con uscita a “farfalle” sulla rete di Fritsche; il solito pasticcione Collenberg, D’Agostini a volte un po’ avulso dal contesto. Sugli scudi, al contrario, il portiere dei Rockets Connor Hughes, tesserato Ambrì, destinato ad essere arruolato nei ranghi per il futuro: buon senso della posizione, sottoposto ad un fuoco di tiro impressionante, ha acchiappato tutto o quasi, trattenendo anche dischi pericolosissimi. Nessuna colpa sulle reti subite che, senza la sua prestazione, sarebbero state molte di più.

Conclusione: conferma che salvarsi sarà durissima, ma qualora avvenisse, come tutti sperano, sarà come vincere il campionato!

 

Giovedì 26 Luglio

I  GUAI  DEL  GINEVRA  … SONO  DELL’AMBRI’ -  MOVIMENTI A FRIBORGO

 (Cornelio Turri)

Manca una settimana all’inizio ufficiale della nuova stagione e tutto pare ancora un cantiere aperto, specie in Leventina (dove, purtroppo l’unico vero cantiere, quello della pista, non è per nulla … aperto!). Mancano all’appello due stranieri: saranno annunciati domenica nel corso della presentazione della squadra ai tifosi alla Valascia? Quel che non si sarebbe voluto sapere arriva da Ginevra: il portiere delle Aquile, ROBERT MAYER, si è infortunato seriamente durante una gara di quod, procurandosi un trauma toracico con fratture costali e pneumotorace. Evidente la sua assenza dal ghiaccio per un periodo prolungato. Così McSorley richiama dal prestito GAUTHIER DESCLOUX (come da contratto, se un portiere del Ginevra dovesse subire un prolungato infortunio, superiore alle otto settimane, la formazione romanda può richiamare il suo giocatore) ed il conto … lo paga l’Ambrì che, per fortuna, si era cautelato con l’ingaggio di Conz!

A dire il vero, il vulcanico D.S. ginevrino sta sondando il terreno per un portiere straniero, qualora l’assenza di Mayer si protraesse troppo (della serie il duo Bays – Descloux non offre evidentemente le garanzie richieste): ad oggi il nome sussurrato è quello di KEVIN POULIN, attualmente senza contratto.

Chi un portiere straniero lo ha ingaggiato per forza è il Friborgo: si tratta dell’ex Slovan Bratislava BERRY BRUST che andrà a chiudere la defezione di Reto Berra. L’inserimento del portiere canadese ha comportato una revisione del contingente d’importazione della squadra burgunda che aveva già quattro giocatori sotto contratto. Allora, detto – fatto, il ceco MICHAL REPIC prende la via verso Bratislava, ma Dubè non si accontenta. Riporta a cinque gli stranieri del Friborgo con l’ingaggio di JIM SLATER, apprezzato centro del Ginevra lo scorso anno.

In tutto questo valzer di portieri, uno solo farà le valigie per destinazione ignota. Si tratta del giovane e molto promettente ceco con licenza svizzera MICHAL CHMEL, lo scorso anno ai Rockets di Biasca e legato da contratto con l’Ambrì. Evidentemente le sue doti non si discutono, ma l’attitudine alla professione non ha soddisfatto (si legga a tale proposito la più che eloquente dichiarazione di Paolo Duca su tio.ch): sforzi per la sua crescita e buoni consigli pare siano caduti nel vuoto. Conclusione: contratto rescisso e destinazione da trovare.

 

Giovedì 13 Luglio

L'ITALO NICK PLASTINO AD AMBRI' - BERRA TORNA IN NHL

 (Cornelio Turri)

Si susseguono le notizie da Ambri': dal nuovo assistent coach, al difensore italo canadese che rinforzerà la formazione leventinese.

Procediamo con ordine. Accanto a Luca Cereda, sulla panchina troverà posto lo svizzero canadese RENE' MATTE, una vita passata a Friborgo accanto ai vari Pelettier e Kossmann, grande conoscitore della realtà elvetica, persona di esperienza, ideale compagno del giovane coach leventinese. Matte ha sottoscritto un contratto per le prossime due stagioni.

 

In data 7 luglio, un giorno in anticipo sulla tabella fissata, la dirigenza dell'HCAP ha inoltrato alla Lega la documentazione inerente la situazione societaria e lo stato dell'arte per la nuova pista, al fine dell'ottenimento della licenza. Nella documentazione sono illustrati i progressi nel ridimensionamento della struttura, oltre al nuovo sussidio federale. Ora la parola passa agli organi dirigenti della Federazione. Solo per paragone, di questi giorni anche la notizia che la pista di Davos subirà un restiling del costo di 27 milioni di franchi: tutto a carico della collettività che dovrà esprimersi con un referendum!

 

Infine, l'ingaggio del difensore NICK PLASTINO, italo canadese noto alle nostre latitudini per la sua militanza sia in Italia che in seno alla nazionale (quanto è mancato in power play il suo apporto negli ultimi mondiali!). Il giocatore ha firmato per un solo anno ed in lui il D.S. Paolo Duca spera di aver trovato la persona ideale per una realtà come Ambrì: giocatore completo, duttile, a tutta pista, umile, con spiccate doti per il tiro in power play. Probabilmente i soliti ben informati avranno storto il naso, sperando in nomi più altisonanti (uno fra tutti il sempre menzionato Maxim Noreau). Noi crediamo che il livello espresso da Plastino in Finlandia prima (titolo nella Liiga con il Tappara da protagonista), un anno in KHL, poi, con lo Slovan Bratislava, siano un biglietto di presentazione sufficientemente probante per le sue qualità. E non dimentichiamoci di un certo DiDomenico, snobbato perchè non all'altezza, proprio in Leventina, grande trascinatore a Langnau, volato via per i lidi della NHL ...

 

Brutte notizie, anzi pessime, da Friborgo. RETO BERRA ha fatto valere la clausola liberatoria per la NHL e, nonostante il contratto in essere con i burgundi per i prossimi tre anni, tornerà sulle piste americane avendo ottenuto un ingaggio con Anaheim. Ora la formazione elvetica è alla ricerca disperata di un portiere: si fanno i nomi di Schlegel (Zurigo), Bays (Ginevra) e Von Pottelberghe (Davos). Difficile che le formazioni interessate si privino di un forte giocatore che dimezzerebbe il loro potenziale. Potrebbe essere percorribile la “pista” Losanna, dove la coabitazione Huet – Zurchirken appare un po' complicata. Di certo una bella gabola per Christian Dubè. E dire che Berra non se ne è andato per la classica “offertona”: di base percepirà uno stipendio decisamente inferiore rispetto a quello possibile della Svizzera, ma la voglia di crescere e ritagliarsi un posto di spicco, hanno fato propendere per la scelta più rischiosa e meno remunerativa. In bocca al lupo Reto!

 

Domenica 25 Giugno

CONZ  E   EMMERTON   FIRMANO   PER   L’AMBRI’ - PUBBLICATO IL CALENDARIO 2017/18

(Cornelio Turri) 

Ulteriore tassello in previsione dei ranghi completi per la prossima stagione ad Ambrì: Paolo Duca ha confermato il centro CORY EMMERTON per un anno. Pur con prestazioni altalenanti, il canadese era sempre stato uno dei giocatori più propositivi con il suo gioco generoso a tutta pista, sia in power play che box play. Inoltre, nell’ultima fase del campionato, si era distinto come “valorizzatore” delle giovani leve che tanto bene si erano comportate nelle fasi cruciali degli spareggi. Giusto, quindi, che si sia ripartiti da lui per la costruzione del contingente straniero.

Per il delicatissimo ruolo di portiere, fermo restando la disponibilità del giovane e talentuoso Gauthier Descolux, c’era la necessità di affiancargli un collega di affidabilità superiore a quella del tradizionale back up. Pochissime le possibilità a disposizione. Quella di BENJAMIN CONZ appariva la sola degna di considerazione, a patto di non battere la via di un portiere straniero. Per l’ex Friborgo, chiusa la possibilità nella formazione burgunda di un campionato da protagonista con l’arrivo di Reto Berra, la proposta dell’Ambrì appariva la sola alternativa ad un ruolo molto defilato, se non di quasi inattività. C’era da risolvere il problema dell’oneroso contratto, ma gli interessi convergenti delle due formazioni e del giocatore devono aver fatto compiere il passo nella logica direzione di un accordo. Conz ha firmato per un anno con opzione per il successivo e, nella nuova destinazione, potrebbe ritrovare ruolo e stimoli che nelle ultime stagioni gli sono mancati.

Il lavoro di Paolo Duca è ancora lunghissimo e faticosissimo, specie per il completamento del contingente straniero, ma alla partenza manca ancora molto.

Intanto la società annuncia anche il nuovo preparatore atletico nella persona del ticinese LUKAS OEHEN e dell’addetto al materiale nell’ex fassano BRIAN GRASSER.

 

Intanto è stato pubblicato il calendario delle LNA e LNB (a 11 formazioni vista il fallimento del Martigny) per la stagione 2017/18. Spicca nella giornata di esordio ufficiale dell’8 settembre il derby ticinese alla Resega. Prima partita casalinga dell’Ambrì il giorno successivo alla Valascia con il Davos e giornata dedicata ai festeggiamenti dell’ottantesimo anno di fondazione del Club. Niente diretta televisiva sulla RSI per le sei sfide cantonali. Tutti i diritti sono stati acquistati dalla nuova emittente che trasmetterà via cavo l’intero campionato (con contratto valido a per i prossimi tre anni). Più introiti per le società, si parla di un milione di franchi all’anno per ciascuna delle 12 squadre, ma qualche delusione per i tifosi, specie d’oltre confine.

Per l’appuntamento di avvio della stagione resta fissato per domenica 30 luglio: alla Resega primo allenamento pubblico dei bianconeri, tradizionale presentazione alla Valascia per i bianco blu.

Poche e di scarso rilievo le novità proposte in seno alla Lega.

Per il G.U. KARL KNOPF è stato nominato assistente di Oliver Kruger. Dunque già svanita l’idea di affiancare un ex giocatore per maggiore comprensione delle dinamiche di gioco (dopo il conflitto di interessi di Stancescu).

Rivisto il tariffario per le multe comminate a giocatori in caso di ferimenti o simulazioni.

Nessuna distinzione sul ghiaccio da parte dei direttori arbitrali tra “penalità di partita” e “penalità disciplinare di partita”. Sarà il G.U. entro le ore 10.00 del giorno successivo a stabilire il tipo di sanzione che, nel primo caso, prevede una squalifica di almeno un match a partire dal successivo.

Estensione della pausa da 15 a 18 minuti.

Le immagini relative a replay delle reti, coach’s challenge e penalità saranno mostrate sulla schermo della pista; non le scene di violenza o gli infortuni dei giocatori.

Gli overtime della regular season si svolgeranno senza inversione di campo.

 

Martedì 20 Giugno

CONTINGENTE STRANIERI DEL LUGANO - AMBRI’: OCCHI PUNTATI SEMPRE SULLA PISTA

(Cornelio Turri) 

Con la conferma (molto attesa dopo le voci “incontrollate” della fine del campionato) di LINUS KLASEN (sino al 2020), il Lugano del futuro prende forma da un caposaldo imprescindibile. Con lui è stato confermato anche MAXIM LAPIERRE per una ulteriore stagione. Due quindi i posti vacanti colmati dall’arrivo, in attacco, del finlandese JANI LAJUNEN, 26enne possente centro del Tappara e della nazionale ai recenti Mondiali franco – tedeschi, con buone doti sia offensive che difensive, cui si è aggiunto il difensore statunitense BOBBY  SANGUINETTI, la scorsa stagione pilastro portante della difesa del Kloten.

 

Sul fronte Ambrì, per ora, poche notizie di mercato, salvo la probabile conferma di CORY EMMERTON, unico verosimilmente sopravvissuto dei giocatori d’importazione dello scorso campionato. A tenere banco rimane sempre il problema pista, con la ricerca di fondi per arrivare alla definitiva quadratura dei conti. Recentemente il Presidente Lombardi sta vagliando nuove possibilità di finanziamento pubblico (sarebbero emerse delle possibilità) per cui in tal senso è stata inoltrata una richiesta al Governo Federale di Berna, probabilmente anche nell’ottica di favorire un appoggio bancario, in particolare di Banca Stato. La presa di posizione del Governo centrale afferma di poter dare tutto il suo appoggio all'iniziativa (potrebbe arrivare sino a 20 milioni il contributo statale), ma senza investitori privati non sarà possibile attuare nulla. Da una recente analisi del Corriere del Ticino, appare poco appetibile il sostegno di investitori privati: zona decentrata rispetto ai grandi centri, area sottopopolata, struttura con scarsi spazi a disposizione per i vincoli urbanistici e di volo degli aerei (l'impianto deve essere parzialmente seminterrato perché realizzato su una pista di atterraggio).

Non ci volevano gli esperti della testata ticinese per arrivare a tali conclusioni: chiunque percorra in auto l'autostrada del Gottardo può rendersi conto di persona della situazione!

E allora, siamo ai titoli di coda per la gloriosa storia dell'Ambrì - Piotta? Trasferimento a Castione, no? davvero meglio morire?

Ognuno può pensarla come vuole, ma la data di sottoporre alla Lega un progetto che abbia i fondamenti per essere credibile sono sempre più stretti. L’8 luglio è qui dietro l’angolo.

 

Giovedì 1 Giugno

DOMINIC  ZWERGER  ALL’AMBRI’

(Cornelio Turri)

Buon colpo di Paolo Duca con l’ingaggio, per le prossime tre stagioni, del talento ventenne austriaco, ma con licenza svizzera, DOMINIC  ZWERGER,  inseguito anche da numerose formazione della LNA.  Gli ultimi 4 campionati, la possente ala (1.83 di altezza per 93 Kg) li ha trascorsi in WHL, l’ultimo dei quali alle dipendenze di coach Kevin Constantine negli Everett Silvertips, dove, in 77 partite, ha realizzato 90 punti con 32 reti, per un totale, nella Lega americana, di 216 punti in 282 partite. Aveva iniziato la sua attività giovanile negli elite del Davos, dove aveva ottenuto la licenza svizzera.

Lunedì 29 Maggio

SORTEGGIATI I GIRONI DELLA CHAMPIONS HOCKEY LEAGUE

 (Cornelio Turri)

Si prepara la prossima stagione anche se settembre appare, per il momento ancora lontano. Sono stati sorteggiati i gironi della Champions Hockey League che, per quanto attiene alle formazioni svizzere, non ha riscosso particolare interesse (vista l’affluenza del pubblico) e suscitato particolari entusiasmi (lunghe e costose trasferte) da parte delle società. Il prossimo anno saranno sul ghiaccio solo 4 formazioni rossocrociate: BERNA, ZUGO, DAVOS E ZURIGO. Ecco i sorteggi per ciascuna di loro.

Il BERNA, campione svizzero, se la vedrà con i finlandesi del TPS TURKU, i cechi del MOUNTFIELD (invitati anche alla Spengler) e gli inglesi del NOTTINGHAM PANTHERS.

Per lo ZUGO ci saranno i bielorussi del NEMAN GRODNO, gli austriaci del VIENNA e i finnici del JYP YJVASKYLA

Lo ZURIGO si troverà i francesi del GAP, gli austriaci del KAC KLAGENFURT e gli svedesi del FROLUNDA GOTEBORG.

Infine, al DAVOS sono capitati i gallesi del CARDIFF; i cechi del LIBEREC e gli svedesi del VAXJO LAKERS.

 

SORTEGGIO DELLA COPPA SVIZZERA

 

Il 19 e 20 settembre, le formazioni ticinesi di Ambrì e Lugano saranno sul ghiaccio per i sedicesimi di Coppa Svizzera, con impegno a Zugo per i leventinesi (contro il farm team dei Tori, cioè l’EVZ Academy); i sottocenerini a SEEWEN, contro i locali che militano in prima lega.

 

Venerdì 12 Maggio

VALASCIA: SOLUZIONE PIU’ VICINA?

 (Cornelio Turri)

Si è svolta presso il Comune di Quinto la riunione tra amministratori locali ed esponenti della Immobiliare SA che affianca l’Ambrì nella costruzione della nuova pista. E’ stata trovata un’intesa per ridimensionare la struttura e scendere nel costo che ora, con l’approvazione della “variante 3”, si è assestato su 42.5 milioni di franchi, in luogo dei 50 dell’ultimo progetto. Ciò è stato ottenuto modificando qualche struttura esterna senza variare le licenze edilizie e, di conseguenza, intraprendere ulteriori iter burocratici. Inoltre, ci sarà un contributo del Comune di Quinto di 2 milioni e uno di 2.5 Cantonale per il rifugio della protezione civile.

Insomma, le cifre sono più abbordabili.

Quanto al finanziamento dell’opera mancherebbero pochi milioni e il Presidente Lombardi sarebbe intenzionato a lanciare una campagna di finanziamento tra i tifosi (sui dettami espressi anche nell’assemblea di Giornico), un prestito obbligazionario con un suo ritorno in termini di interessi e la sua rimborsabilità, in modo da dipendere il meno possibile da finanziamenti bancari e avere a disposizione maggiori risorsi da destinare alla squadra.

Che sia la volta buona per uscire dal tunnel?

 

Martedì 2 Maggio

ESITO DEL SONDAGGIO EFFETTUATO DURANTE L’ASSEMBLEA DI GIORNICO

(Cornelio Turri)

Nel contesto dell’assemblea tenutasi a Giornico, a scopo conoscitivo, il CDA dell’HCAP ha indetto un sondaggio per conoscere il parere dei tifosi, circa il futuro della società, sia sportivo che operativo (leggi destinazione della pista). Ecco l’esito diramato con comunicato ufficiale della Società.

 

<<Contestualmente all'assemblea consultiva di Giornico i presenti sono stati chiamati ad esprimere i propri desideri sul futuro dell'HCAP, segnatamente per quanto concerne la parte sportiva e finanziaria, per il nuovo stadio multifunzionale e sui festeggiamenti per l'80° compleanno del club. 

Le risultanze del sondaggio sono state nettissime. Praticamente all'unanimità i presenti hanno accettato: 

• la strategia a medio-lungo termine di puntare su di uno staff e su alcuni giocatori giovani che si identificano maggiormente con i valori dell'HCAP, accettando di sostenere lo staff e la squadra anche se i risultati non dovessero arrivare subito. 

• il principio di proseguire nel progetto Ticino Rockets con il relativo impegno finanziario anche rinunciando ad un paio di giocatori "forti" in 1. squadra 

• la scelta di attrarre giovani anche dall'esterno per farli crescere ad Ambrì qualora i propri giovani non bastassero ad assicurare nel prevedibile futuro una rosa sufficientemente competitiva.

A schiacciante maggioranza (88% dei suffragi espressi) è stato approvato il principio di organizzare delle azioni speciali per festeggiare l'80° dell'HCAP alle quali anche i tifosi parteciperanno finanziariamente. 

È pure nettamente (78%) stato approvato il principio di mantenere lo stadio multifunzionale ad Ambrì lanciando una grande azione di finanziamento popolare alla quale i presenti si sono dichiarati disposti a partecipare attivamente. Il 17% ha indicato di esaminare l'opzione di giocare in LNB adeguando (se possibile) la vecchia Valascia, mentre solo il 5% ha chiesto di approfondire l'opzione di uno stadio sostenibile nel Bellinzonese>>

 

Domenica 30 Aprile

CEREDA  NUOVO  ALLENATORE – PRENDE FORMA LO STAFF TECNICO

DALL’ASSEMBLEA DI GIORNICO CONFERME PER LE DIFFICOLTA’ DELLA PISTA

 (Cornelio Turri)

Con un giorno di anticipo sugli “stati generali” del popolo bianco blu, che si riunirà a Giornico, il nuovo Ambrì della “rifondazione” comincia a prendere forma. Dal prossimo 8 maggio si parte con la preparazione della nuova stagione, logico che il primo passo fosse quello di scegliere la conduzione tecnica, onde poter operare anche sul mercato (per quanto possibile visti i tempi ormai … scaduti) e allestire una formazione il meglio attrezzata possibile. La scelta della dirigenza e del nuovo D.S. Paolo Duca è caduta su LUCA CEREDA, sorretto da un coro unanime di consensi per la capacità, personalità e serietà dimostrata nella guida dei Rockets. A detta di tutti (del resto invocato anche nel concitato finale per risollevare le quotazioni di una formazione apparsa a tutti in balia degli eventi) la scelta migliore: grande umiltà ma assoluta preparazione, conoscenza della situazione locale, mentalità adeguata e integrazione con il “compagno di squadra” Paolo Duca. Anche la tifoseria, che dovrà avere molta pazienza, trova in Duca e Cereda le persone adatte, per credibilità e trascorsi, alle quali accordare quel credito che ad altri è mancato.

Altra mossa targata HCAP, la nomina di Pauli Jaks alla preparazione dei portieri (non solo della LNA, ma anche di tutte le altre formazioni). Anche in questo caso un veterano della Valascia che si rimette a disposizione dei vecchi colori.

Diego Scandella riparte sulla panchina degli Juniori Elite, lui che ha pazienza, esperienza da vendere e capacità di plasmare un settore giovanile lasciato molto in ombra gli scorsi anni.

Dunque timone da tutt’altra parte rispetto al recente passato: tutti fatti in casa gli uomini che contano per questo Ambrì che si appresta festeggiare l’ottantesimo compleanno. Momento! E la pista? Senza ghiaccio non si… pattina da nessuna parte.

Sul fronte “possibili arrivi” appare consistente la possibilità di portare il portiere friburghese (ex Lugano) Benjamin CONZ in bianco blu. Con la necessità di affiancare un estremo difensore di esperienza al giovane Descloux, l’unica possibilità, se non si volesse bruciare una licenza per un giocatore di importazione, appare quella proprio di CONZ. Poco considerato nell’ultima stagione, demotivato, chiuso dall’inserimento di BERRA, cambiare aria potrebbe essere la soluzione e Ambrì una sistemazione adeguata per un rilancio (non dimentichiamo che a soli 25 anni, vanta un trascorso di tutto rispetto con convocazioni anche in Nazionale). Per ora resta da risolvere il contratto con il Friborgo (ancora un anno) e definire un ingaggio decisamente  al ribasso (si parla di una integrazione del Club burgundo come “buona uscita”). Logica vuole che matrimonio si faccia.

 

La tanto attesa Assemblea di Giornico si è dunque fatta con ampia conferma della svolta tecnica, anche alla luce di qualche “sassolino” che il Presidente aveva qua e là da togliersi e che, per il bene della causa, aveva tenuto in cuor suo sino alla felice conclusione della stagione, nonostante le critiche dei soliti ben informati! Di fronte a un Paolo Duca visibilmente emozionato per la nuova veste, un Luca Cerada motivatissimo e sorretti entrambi dal consenso unanime (anche quello esplicito di ex giocatori, primo fra tutti Tiziano Gianini che, come ha ribadito, avendo la fortuna di essere spesso commentatore tecnico della RSI, non aveva avuto timore di esprimere tutto il proprio dissenso e che ora, al contrario, nei due ex compagni, trova quella svolta a lungo invocata), tutti attendevano la nota economica per la nuova pista.

Ebbene, alla luce di un’annata decisamente negativa per entrate indotte e da spettatori, anche gli investitori che avrebbero dovuto supportare la nascita della nuova pista si sono raffreddati. Morale della favola: mancano da privati ben 13 milioni!!

L’idea della pista a Castione, nata da uno sponsor della società, non rispecchia i desiderata del Club che si batterà sino alla fine per mantenere la struttura ad Ambrì , come più volte ribadito al Comune di Quinto e in sede Cantonale. Ma reperire i fondi necessari lo si credeva più agevole, visto anche il grande fermento per piste ristrutturate o completamente nuove che stanno sorgendo in tutta la Svizzera. Invece, il solito cane che si morde la coda, senza risultati sportivi e in una sede decentrata, nulla decolla. Data significativa l’8 luglio, quando la Lega deciderà delle licenze. Per quel giorno occorrerà aver fatto passi concreti verso la fattibilità dell’opera. Resta sottinteso che, in caso contrario, le porte per la considerazione di pani alternativi sono inevitabilmente aperte.

Del resto, tanto si è discusso dell’immagine e della identità dell’Ambrì, specie con lo spostamento della pista a Castione: non sarebbe più quello. Ma, domanda oziosa: quanti dei tifosi “doc” si sono riconosciuti nell’Ambrì della scorsa stagione? Eppure giocava alla Valascia, quella vecchia e vetusta, neppure in quella ristrutturata!

 

Giovedì 27 Aprile

NON C’E’ PACE PER L’AMBRI’

 (Cornelio Turri)

Pareva che il conseguimento della salvezza sul ghiaccio, neppure poi così tanto scontata, a sentire le parole a bocce ferme di capitan Duca, fosse lo scoglio peggiore da superare. Invece, ora si affaccia quello ben più pericoloso della costruzione della nuova pista. Nessuno aveva illuso nessuno circa la disponibilità finanziaria per la realizzazione dell’impianto. Il Presidente Lombardi lo aveva sempre sostenuto: “sino a quando anche l’ultimo franco non avrà la sua copertura, non inizierà nessun lavoro!”. Stando alle informazioni che erano sempre apparse sulla stampa attraverso le dichiarazioni dei maggiori responsabili del Club, ancora una fetta più o meno consistente di denaro mancava all’appello e la non felice conduzione della stagione agonistica aveva, presumibilmente, raffreddato qualche potenziale investitore. Ora siamo al dunque, anche perché i tempi stringono e il 2018, o con proroga 2019, non sono poi così lontani.

Per avere a disposizione tutti i 50 milioni (costo dichiarato della struttura, dopo gli ultimi ritocchi al ribasso) dovrebbe mancare ancora abbastanza. Che fare? Da Castione (piana di Bellinzona) le sirene fanno sapere che, qualora l’Ambrì decidesse di trasferire armi e bagagli in pianura, ci potrebbero essere tutte le garanzie con l’ingresso di nuovi investitori. Si tratterebbe di rispolverare un vecchio progetto che era stato di attualità (stadio del calcio) ai tempi di Giulini presidente del Bellinzona (poi svanito nel nulla come la formazione calcistica con sogni di gloria).

Certo il popolo bianco blu è insorto contro il “trasloco”. Ma bisogna anche essere realisti: chi investirebbe milioni in una zona come la Leventina, ormai tagliata fuori dai grandi traffici (anche il tunnel ferroviario costituisce ulteriore elemento di isolamento): resterebbe l’autostrada come veicolo di “visitatori di passaggio”. Basterebbe? Del resto, senza pista l’Ambrì è destinato alla relegazione dalla Lega e, conseguentemente, alla sua inesorabile scomparsa!

L’arduo dilemma si annuncia all’assemblea indetta dall’HCAP per sabato prossimo a Giornico.

Una cosa è certa: essere tifoso dell’Ambrì non ci annoia di certo!

 

Mercoledì 19 Aprile

BERNA   CAMPIONE  , AMBRI’   E   LUGANO: PULIZIE DI PRIMAVERA

 (cornelio Turri)

BERNA    -    ZUGO     6   -   1

ZUGO    -   BERNA      1   -   5

Le velleità dello Zugo erano sepolte sotto tre reti e nessuna possibilità di affacciarsi dalle parti di Genoni già dopo appena 10 minuti di gioco. Tanti erano bastati al Berna per mettere già il sigillo su gara cinque  e chiudere i conti prima di eventuali brutte sorprese. Infatti, per gli Orsi, la partita era iniziata come gara – 1: piede sull’acceleratore, pattinaggio da mille all’ora, pressione asfissiante per mettere l’avversario al tappeto. Detto, fatto! Per il resto della gara, lo Zugo ha provato a balbettare la sua lezione, talvolta mettendola anche sulle maniere forti: i padroni di casa non si sono scomposti di un millimetro e hanno continuato ad imperversare sino ad un tennistico 6 – 1 che dice a chiare lettere quale è stato il divario tra le due formazioni. La replica nel giorno di Pasquetta non ha fatto che ribadire quanto già visto, seppure lievemente più dilatato nel tempo. Per chiudere definitivamente i conti, il Berna ha lasciato trascorrere qualche spicciolo anche del tempo centrale. A quel punto ormai era compiuto e non restava che attendere la terza sirena per il tripudio dei sostenitori rosso – giallo – neri nel festeggiare il quindicesimo titolo nazionale, il secondo consecutivo, cosa che non si verificava in LNA da oltre un decennio.

 

AMBRI’   E   LUGANO: PIANIFICARE PER UNA STAGIONE SENZA PATEMI

 

Il LUGANO ha fatto tesoro della prematura eliminazione per valutare la situazione e programmare la prossima stagione che, si spera, annoveri meno delusioni della presente. Sul tappeto il problema principale da affrontare era quello del pacchetto stranieri, assolutamente (Klasen a parte) non all’altezza delle aspettative di una formazione come quella sottocenerina, nonché la conduzione tecnica: rinnovo a Ireland o nuovo allenatore? Diciamo che le mosse sono state abbastanza chiare. Prima di tutto la conferma di GREG IRELAND (contratto per due anni), nel segno della continuità e della professionalità che il tecnico ha mostrato, ereditando una formazione dalle idee abbastanza confuse e dalle prestazioni mediocri, portandola a risollevare le proprie quotazioni sino alle semifinali. Certo il Berna aveva caratura improponibile per i bianconeri, specie alla luce del contingente straniero poco produttivo. Proprio in tal senso se ne andranno MARTENSSON (assolutamente impalpabile per tutta la stagione) e ZACHRISSON (seppure con contratto ancora valido), mentre KLASEN rimarrà e si presume avrà impiego più razionale di quanto visto nella gestione Shedden (con conseguenza anche nei play off). Capitolo ancora aperto la difesa, ove sarà inserito un nuovo straniero. Per ora voci, tutte smentite dai fatti: NYGREN ha firmato a Davos, TOMMERNES ha cambiato idea.

Intanto la maglia di STEVE HIRSCHI sarà prossimamente ritirata, mentre, come è noto, il difensore manterrà la sua attività a Lugano come allenatore nel settore giovanile.

 

Diversa e di maggiore portata il “ripulisti” da effettuare in casa Ambrì-Piotta. La stagione è stata, forse, la peggiore del club negli ultimi anni, non tanto, come si vuol far credere, in soli termini di classifica (in altre situazioni si erano fatti meno punti): lo scollamento con i tifosi, la perdita di identità, gli errori in fase di impostazione della squadra, le colossali incongruenze nella sua gestione, hanno portato al rischio della retrocessione più di ogni altra situazione. Non illuda il 4 – 0 nella serie con il Langenthal: nelle partite disputate, l’Ambrì non ha mai mostrato di avere in mano il pallino della situazione e l’avversario ha giostrato privo del suo miglior attaccante straniero (Campbell). Nessuno vuole immaginare lo scenario con il canadese sul ghiaccio, stante i pericoli corsi dalla formazione ticinese. 

Annunciate le partenze di KAMBER e BASTL che lasciano l’hockey giocato, MAENPAA, come sostanzialmente tutto il pacchetto straniero, non sarà confermato. Molti sono i tasselli per comporre la formazione del prossimo anno, primo fra tutti quello delicatissimo dell’allenatore, nonché del D.S. che dovrà collaborare e ricostruire un’immagine della società ormai distrutta.

Di oggi le prime risposte. IVANO ZANATTA (che per altro non si vedeva sulla scena da tempo) è stato rimosso dall’incarico ed il suo compito affidato a PAOLO DUCA, il capitano che così ufficializza il passaggio dall’hockey giocato a quello ragionato dietro una scrivania. Il compito che lo attende appare immane e le sue prime parole sono state di estrema onestà quella che lo ha sempre contraddistinto vestendo la maglia dell’Ambrì!): “So che il compito che mi attende appare difficilissimo e mi affaccio a questa nuova mansione con ben poche conoscenze della materia, ma sono determinato a mettere al servizio della mia squadra tutto l’impegno e la grinta che mettevo nell’hockey giocato. Dobbiamo operare per la costruzione della prima squadra, decidere per il ruolo di allenatore, trovare un portiere e qualche tassello ancora disponibile sul mercato svizzero, tutto il contingente straniero”.

Effettivamente ce n’è per tutti i gusti. Per ora, in attesa degli “stati generali” promessi dal Presidente per il prossimo 29 aprile, vengono ufficializzati gli ingaggio di Marco MULLER (fresco campione svizzero e giovane molto promettente che lascia Berna per una nuova avventura il Leventina), il centro ex Langnau Evgeni CHIRIAEV, nonché il prolungamento dei contratti dei giovani STUCKi, TRISCONI e HVABEC che saranno associati alla prima squadra. Il giovane portiere canadese con licenza svizzera Connor HUGHES sarà presente sia sul fronte Ambrì che Ticino Rockets.

Confermate le partenze annunciate di Kamber, Bastl e Maenpaa. La maglia N° 46 di Paolo Duca sarà ritirata.

 

Lunedì 17 Aprile

AMBRI' CHIUDE LA SERIE E CONQUISTA LA SALVEZZA  IL BERNA ADESSO DEVE TEMERE LO ZUGO

(Cornelio Turri) 

LANGENTHAL - AMBRI' 0 - 2

Cala il sipario alla Schoren sulla disastrata e, a volte, avvilente stagione dell'Ambrì con una prestazione che, ancora una volta, non ha mostrato un netto divario fra le due formazioni. La partita, ben interpretata dalla formazione di Dwyer, avviata con il piede giusto nel primo periodo, ha trovato il vantaggio con fulminea conclusione del giovane Hrabec (2 partite 1 rete!!), lasciandosi poi irretire dall'avversario nel tempo centrale, salvato dalla rete di Duca (un po' contro l'andamento della contesa) che ha posto il sigillo definitivo. A quel punto il volitivo Langenthal ha capito che non avrebbe più avuto argomenti per cambiare il senso della sfida e si è rassegnato al suo destino.

Bene per la salvezza conquistata, male per i patemi che il conseguimento ha comportato. Non ci fosse stato l'apporto dei giovani virgulti da Biasca, forse saremmo qui a raccontare una storia diversa e dai connotati affatto tranquillizzanti. Perso per la serata anche Gautschi, si è stati costretti ad inserire un difensore straniero (Maenpaa) per puntellare la retroguardia, a scapito di Hall. Confermatissima la truppa “verde” che, anche questa sera (rete di Hrabec a parte), ha mostrato di che pasta è fatta e quanto abbiano sbagliato chi non li ha degnati di considerazione. Merito di questo anche a Dwyer che ha avuto, per lo meno, il coraggio di buttarli nella mischia.

Ora cala il sipario, ma si apre il capitolo “pulizie di primavera” in casa leventinese. Troppe cose non hanno funzionato e, se non si vuole gettare alle ortiche un patrimonio di tutti, sarà il caso di mettere riparo: un rimedio serio, non raffazzonato, tanto per dare una parvenza... A cominciare dal D.S. che, sparito dalla scena nelle ultime battute importanti e vitali, non è il solo “colpevole”, ma ha sicuramente grosse responsabilità sulla gestione della situazione prima e durante la stagione. Ma questo sarà materia da domani in poi. Per ora l'Ambrì è salvo. Questo conta!

 

ZUGO - BERNA 3 - 2 OT

Non era un fuoco di paglia quello acceso alla Bernarena dallo Zugo due sere fa. Ora il Berna ha capito, a sue spese, che la contesa non è affatto vinta e dovrà lottare sino all'ultimo istante se vuole portare a casa il secondo titolo consecutivo. Sotto di due reti, ha avuto la forza di rimontare, grazie alle azione della classe operaia (Pluss, quarantanni e non sentirli e Moser), ma la zampata del redivivo Schnyder all'overtime ha riaperto clamorosamente i giochi.

 

Mercoledì 12 Aprile

L’AMBRI’  SOFFRE  MA  VINCE LO ZUGO PROVA A SPAVENTARE IL BERNA

(Cornelio Turri) 

BERNA       -    ZUGO               1   -   2   OT

Partenza lanciata dello Zugo messo con le spalle al muro, ma Immonen rovina tutto con un’inutile e pericolosa carica al malcapitato Jobin: finnico negli spogliatoi e cinque minuti di power play che il Berna fatica a concretizzare, ma non sbaglia per il primo vantaggio. Di lì è un dominio dei padroni di casa, con Stephan praticamente insuperabile anche all’aiuto del palo che lo salva ben quattro volte. Lo Zugo ribatte timidamente i suoi argomenti e, contro l’andamento della contesa, trova il pareggio con Martschini che sfrutta una sbavatura di Genoni: il portierone bernese para ma non trattiene, consentendo al disco di superarlo. Non resta che l’overtime dove gli ospiti, colpito a loro volta un palo, trovano il decisivo vantaggio che, almeno sulla carta, se non nella sostanza dei valori espressi, potrebbe riaprire la serie.

 

AMBRI’       -      LANGENTHAL            2    -    1     OT

Proprio non ci sente questo Ambrì a regalare una serata tranquilla ai suoi 5.000 e passa fedelissimi che sono accorsi a sostenere il “malato cronico” verso il passo che significa salvezza. Persi per strada Guggisberg e Fuchs, ecco apparire dal nulla il giovane Roman Hvrabec, top scorer dei Rockets e ignorato, sino a questa sera, dallo staff tecnico leventinese. Inutile dire che, pur in una partita drammatica, il giovane attaccante si è ben comportato, meglio di tanti altri fantasmi che si aggirano sul ghiaccio della Valascia. Sorretta ancora dai vari Trisconi, Stucki e Goi, la squadra di Dwyer ha faticato ad entrare in partita, nonostante una doppia superiorità numerica che avrebbe potuto incanalare la serata su ben altri binari. Invece, ancora una volta, è stato il Langenthal a passare in vantaggio e ad avere una serie di occasioni cui si è opposto validamente Zurkirchen. Il pareggio si è concretizzato, finalmente, nella ripresa (prima rete di Berger in questa stagione), ma grazie ancora alla verve di Trisconi e Stucki. Purtroppo anche l’Ambrì ha avuto le sue belle occasioni, ma capitate su bastoni sbagliati, hanno finito con il rattristare ancor più la magra serata dei sostenitori bianco blu. Ci voleva ancora la roulette dell’overtime per consentire a Fora di far esplodere la Valascia e consegnare un 3 – 0 nella serie che si spera benaugurante per chiudere la stagione il prima possibile.

 

dOMENICA 9 aPRILE

BERNA   E   AMBRI’   VINCENTI  ANCHE  IN   TRASFERTA

(Cornelio Turri) 

ZUGO    -    BERNA          2   -   4

Partita decisamente più equilibrata, ma la spunta comunque il Berna che mette una seria ipoteca sul secondo titolo consecutivo. Oggi lo Zugo è rimasto per tutti i sessanta minuti in partita, ma le sue azioni sono decisamente al ribasso, specie se confrontate con quelle degli orsi che, in attacco e in difesa, hanno una marcia in più. L’illusione per gli uomini di Kreiss è durata un solo periodo, quello del vantaggio, ottenuto in superiorità numerica con il solito Diaz. Nella ripresa, girandola di emozioni e ancora determinanti le situazioni speciali. Prima le sfrutta il Berna con Lasch su passaggio illuminante di Untersander, poi  lo stesso difensore si rende protagonista di un coast-to-coast eccezionale ed assesta la prima botta alla formazione di casa. Prima della seconda sirena, lo Zugo rimette in discussione la situazione, ma il definitivo allungo, su pasticcio della retroguardia svizzero centrale (passaggio vero la propria porta di Schlumpf, goffo intervento di Stephan che, alla fine, sospinge il disco alle sue spalle per una clamorosa autorete), sigillano la cartolina vincente del Berna che, da quel momento, consolida la fase difensiva e chiude a doppia mandata la porta. Con la prossima partita casalinga si potrebbe essere ad un passo dalla festa – bis. 

 

LANGENTHAL   -   AMBRI’     1   -   2    OT

Con gli stessi effettivi sul ghiaccio, l’Ambrì cerca di mettere un po’ di tranquillità nella testa dei suoi giocatori e aggredisce i padroni di casa, che paiono non essere più tanto baldanzosi. Un palo di Fora grazia un rinfrancato portiere bernese, sottoposto ad un vero e proprio assedio. Ma l’attacco leventinese, che perde nel frattempo Fuchs, non punge, la pressione cala, la retroguardia molle e incerta lascia spazio a Kung che può arrivare solo sin da Zirkirchen e infilarlo in back hand. Potrebbe essere il preludio della fine, ma un guizzo di Stucki serve Kamber per la deviazione volante che il palo (quello opposto)si incarica di respingere. I mali ticinesi sono sempre gli stessi: tanti tiri, poca concretezza. Nella ripresa la formazione di Dwyer prende il toro per le corna e finalmente Fora trova un meritato pareggio. Perso anche Guggisberg per infortunio al ginocchio, si serrano i ranghi e Trisconi trova posto nel primo blocco: le azioni dell’Ambrì salgono di valore e il trio Rockets Trisconi, Stucki, Goi ha una marcia in più. Soprattutto il primo è una autentica spina nel fianco dei difensori avversari, recuperando dischi con pressione sul giocatore destinato all’impostazione dell’uscita dal terzo. Nonostante i tiri in porta doppi dell’avversario e buone parate di Mathis, chi rischia, nel finale, a fil di sirena, è proprio l’Ambrì, con la solita amnesia difensiva. Non resta che il patema dell’overtime per i quasi 1.000 tifosi al seguito, gelati da un palo di Kung. Capovolgimento di fronte e rete di Emmerton (ma autorete di Cadonau) per una liberazione di giocatori e pubblico. Tutto bene quel che finisce bene: l’Ambrì ha vinto, questo solo conta!

 

Sabato 8 Aprile

INIZIATE  LE  FINALI: BERNA  A   VALANGA  -  AMBRI’  TRA   BRIVIDI  E  PAURE

Cornelio Turri 

BERNA     -     ZUGO         5   -   0

Poco da dire sulla prima sfida fra Berna e Zugo: troppo forti gli Orsi, troppo assente dal ghiaccio lo Zugo. La formazione della capitale  ha dominato in lungo e in largo la partita, non ha mai corso il rischio di veder messo in discussione l’andamento della partita, Genoni ha dovuto gestire solo l’ordinaria amministrazione. In effetti, già dopo poche battute del secondo periodo, il risultato poteva dirsi acquisito e i restanti 30 minuti potevano rivestire il ruolo di pura accademia. Non è stato letteralmente così, ma poco ci è mancato. Arcobello a scandire reti e tempi del suo blocco e l’inesauribile Martin Pluss a dettare legge per aprire in short hand le danze, hanno fatto capire alla truppa di Kreiss che, per mettere in difficoltà questo Berna, occorrerà molto di più di una normale prestazione. Di questo passo, già sabato alla Bossard Arena potrebbero scorrere i titoli di coda!

 

AMBRI’      -    LANGENTHAL      4   -   2

Dalla finale di LNB è uscito il Langenthal che, alla settima e decisiva partita, ha avuto ragione del Rapperswil. Dunque saranno i bernesi a contendere all’Ambrì l’ultimo posto per sedersi alla mensa della LNA. Prepartita movimentato dalle voci di una possibile rinuncia della formazione cadetta a salire nella massima divisione, per mancanza di copertura economica, poi smentita: insomma, il Langenthal se la giocherà tutta, nella peggiore delle ipotesi farà la sua avventura tra gli eletti per un anno e poi tornerà là dove era venuto! Mal ne venga all’Ambrì che dovrà tirar fuori le unghie per salvare se stesso e la sua storia. Dire che la  serie sarà una passeggiata è dire una colossale fesseria: che la formazione leventinese sia una delle peggiori viste all’opera in questi ultimi anni (e ce ne vuole!) lo si sapeva ormai da parecchio tempo, con il ridimensionamento degli obiettivi dettati da risultati sempre più sconcertanti. La conferma è venuta dalla sfida della Valascia, dove i poveri 4.500 sostenitori hanno avuto brividi a non finire giù per la schiena (e ne avranno  ancora prima della eventuale salvezza!). Il divario fra le due formazioni non si è visto, complice un Ambrì contratto e arruffato, capace di far grande anche l’armata Brancaleone. Eppure era riuscito quasi subito a sbloccare il risultato, così da indirizzare su binari meno apprensivi la situazione, ma tradito anche in retrovia da un portiere  (Zurkirchen) neppure lontano parente di quello che ha ingolosito il Losanna a sottoporgli sontuoso contratto, il fiato dell’avversario si è fatto sentire forte sulle spalle malferme dei leventinesi e c’è voluta tutta la classe operaia (due reti di Kostner e una di Stucki) per portare in porto almeno il primo tassello. Non è molto ma importantissimo! Alla Schoren, nella bolgia di Langenthal, occorrerà molto di più, per non finire nel solito gorgo del buco nero.

 

Venerdì 31 Marzo

SERATACCIA  TICINESE: LUGANO  ELIMINATO – AMBRI’  ALLO  SPAREGGIO

 (Cornelio Turri)

BERNA    -     LUGANO        4   -   3    rig.

Il Lugano ha fatto di tutto per raddrizzare la situazione e portare l’avversario alla prossima sfida, ma il Berna ha saputo rimontare sempre, anche quando il divario pareva incolmabile. Nel secondo periodo i bianconeri si erano portati sul doppio vantaggio e il controllo delle operazioni faceva presagire che per i padroni di casa sarebbe stato molto arduo tornare in partita. Invece, segno del destino, da un ingaggio di Arcobello scaturiva un disco “ballerino” che Reuille, con il massimo della sfortuna, deviava alle spalle di Merzlikins. Il momento favorevole non veniva lasciato cadere e, dopo poco, il pareggio era cosa fatta. Non era neppure dirimente il nuovo vantaggio a fil di sirena per portare a casa la vittoria, perché il serrate finale degli orsi sanciva un 3 – 3 da overtime. Partita equilibratissima e filo impercettibile a dirimere la questione: due overtime inefficaci, appendice dei rigori con Arcobello e Kruger che regalavano la finale per il secondo anno consecutivo alla formazione della capitale. Con un Klasen che si è sacrificato a tutta pista, il Lugano ha provato in tutti i modi a raddrizzare la serie, ma il Berna, onestamente, non ha rubato nulla.

 

FRIBORGO   -    AMBRI’      5   -   2

Poteva essere e non è stata: molti i rammarichi dei leventinesi in questa sfida che li condanna allo spareggio salvezza. Due volte in vantaggio, non hanno affondato il colpo (sul 2 – 1 di D’Agostini, proteste di Conz e altri due minuti!); poi, complice un Zurkirchen  meno di approssimativo, il Friborgo ha rimediato e affondato il colpo con il solito Sprunger, che ha approfittato del “dormiente” estremo difensore per beffarlo dall’angolo. La squadra di Dwyer è rimasta in partita, ha avuto occasioni per pareggiare, è andata a fondo su una penalità di partita a Hall (forse un po’ eccessiva e poco comprensibile). L’unica nota lieta è la metamorfosi della formazione ticinese: entrata nella serie come una “bagnarola”, ne esce decisamente rinfrancata e, portiere a parte, pronta con grinta allo sforzo finale per salvare, non solo la stagione negativa, ma anche 80 anni di storia, per altro enfaticamente celebrati in un video della Immobiliare Valascia che presenta i prossimi, si spera, lavori di costruzione della nuova pista.

 

Mercoledì 29 Marzo

IL  LUGANO  NON  PUNGE, IL  BERNA  LO  SBRANA AMBRI’: CONTINUA LA CRESCITA E IL FRIBO0RGO VA AL TAPPETO

(Cornelio Turri) 

LUGANO    -    BERNA                     1   -   3

Il Lugano sciupa ancora l’opportunità di mettere sotto il Berna, non concretizza le situazioni di favorevole superiorità numerica e, come logica conseguenza, viene messo KO da 100 secondi micidiali, nel corso della ripresa, in cui i difensori Gerber e Jobin trafiggono Merzlikins e portano a casa il bottino pieno. La formazione ticinese era riuscita a recuperare, dopo l’infortunio di gara – 3, il difensore Ulmer e quadrava la situazione difensiva con Wilson, sempre in sovrannumero Martensson. Tanto bastava per premere per tutto il primo periodo sulla porta avversaria, ma Genoni non correva pericoli particolarmente seri, anzi, l’occasione per riaprire la partita (Fazzini, sempre lui!) capitava per un doppio svarione difensivo. Tuttavia poco cambiava e i bernesi conducevano in porto la contesa senza eccessivi grattacapi. Urge trovare qualche diversivo per la prossima sfida all’Almend: in modo particolare aprire spazi offensivi, perché la media della rete a partita non può portare frutti. Con Klasen ancora poco appariscente, il resto della formazione, tranne Fazzini, non è in grado di farsi carico di trovare sbocchi verso la porta di Genoni che, seppure in forma, ha spesso la visuale libera per impostare le sue contromisure.

 

AMBRI’    -     FRIBORGO      7   -   1

Era cominciata male per i padroni di casa con l’infortunio (del tutto casuale) a Monnet e il vantaggio ospite di Marchon in power play per fiscalissimo 2+2 a Lauper (di bastoni alti così, in partita, se ne vedono a iosa). Ma la formazione di Dwyer ha avuto il merito di non disunirsi, come spesso le è accaduto durante questa tribolata stagione, ha continuato la vogliosa prestazione iniziata a Friborgo tre giorni fa e trovato meritato pareggio su contropiede di Lauper finalizzato da Fuchs. Persino Maenpaa si ricordava delle sue doti e, in power play, fulminava Conz dalla blu; quindi, prima della sirena, andavano a bersaglio anche Trunz (complice il portiere burgundo) e Lhotak per un 4  - 1 che nessuno preventivava. Sull’azione del gol si infortunava l’estremi difensore ospite e veniva rimpiazzato dal meno quotato Saikkonen. Orami i dubbi si affacciavano anche nella mente della formazione di Huras che, pur avendo a disposizione diverse occasioni di superiorità, poco concludeva contro un Zurkirchen tornato a prestazione di spessore. Anzi, a metà del secondo tempo, era ancora Maenpaa a trafiggere la retroguardia avversaria. Una carica alla testa di Rivera metteva fuori combattimento Gautschi  e consegnava a Hall l’opportunità per altre due reti in power play. Insomma, una serata nella quale un po’ di fantasmi sono stati scacciati dalla mente dei leventinesi che hanno ritrovato tante reti quante non ne avevano mai segnate in nessun incontro di campionato; rispolverato qualche giocatore che da tempo non raggiungeva livelli dignitosi (Maenpaa e Guggisberg su tutti), avuto una bella iniezione di fiducia che, se non basterà a sovvertire la gara con il Friborgo, lascia ben sperare per lo spareggio.     

 

Lunedì 27 Marzo

IL  BERNA   TROPPO   FORTE   PER   IL   LUGANO   AMBRI’ CORAGGIOSO  MA  SFORTUNATO

(Cornelio Turri) 

BERNA   -    LUGANO     4   -   1

Il Lugano si condanna con le proprie mani e il Berna allunga nella serie, lasciando anche l’impressione di una corazzata che, al momento, appare difficilmente affondabile. Troppe occasioni speciali lasciate ai padroni di casa che, in tali situazioni, vanno a nozze e hanno trafitto a più riprese Merzlikins; troppo analoghe situazioni, per contro, non concretizzate dai ticinesi, compreso un cinque minuti (penalità di partita a Scherway per fallo su Ulmer, già nel primo periodo). Purtroppo la perdita del difensore svizzero austriaco si aggiunge a quella di Vauclair, ancora assente, solo parzialmente compensata dal rientro di Wilson per Martensson. Questa volta la consapevolezza di potercela fare è venuta meno e la formazione di Ireland si è andata purtroppo invischiando in una perdita di concentrazione e di autocontrollo che ha portato a un terzo tempo disastroso, con una miriade di penalità comminate ai bianconeri che hanno spianato ancor più la strada ai padroni di casa.

 

FRIBORGO    -    AMBRI’       2    -    1     d.s.

Come sempre l’Ambrì che non ti aspetti: subito in vantaggio, costantemente a tenere in apprensione il Friborgo, apparso un  po’ sorpreso dalla metamorfosi leventinese. Alla fine il risultato, però, parla ancora a favore dell’avversario che, sul 3 – 0 nella serie, può quasi cantare vittoria. Alla formazione di Dwyer è mancata ancora la freddezza sottoporta per tramutare in moneta sonate le tante occasioni avute nel corso di tutta la partita. Anche tre pali vanno annoverati nella cronaca, ma molte altre volte il demerito va ascritto agli avanti bianco blu, incapaci di fare centro in situazioni ghiotte e propizie. Non altrettanto, sul fronte opposto, si deve dire di Sprunger che, da solo, ha affondato le speranze ticinesi con una doppietta. La nota positiva resta la rinascita di una squadra che, mai come questa sera, è apparsa compatta e consapevole che deve tirar fuori grinta e cuore per la salvezza.

 

Giovedì 23 Marzo

LUGANO  ESPUGNA  LA  BERNARENA PER L’AMBRI’  SOLO  LACRIME

 (Cornelio Turri)

BERNA    -     LUGANO             2   -   4

Il Lugano opera subito il break e mette una seria ipoteca sulla finale: è solo gara uno, ma il piglio messo in campo dalla formazione di Ireland con mano sapiente, lascia poche speranze alla controparte. Eppure tutto pareva mettersi per il meglio per i padroni di casa, subito in vantaggio e con un primo tempo in cui si è giocato ad una porta sola. Grazie al solito monumentale Merzlikins, i ticinesi sono rimasti a galla, poi hanno cominciato a macinare ghiaccio e sono risaliti, prima al pareggio, poi al momentaneo e fugace vantaggio di Chiesa, quindi a quello definitivo di Burgler. Proprio lui, nelle interviste di fine partita, ha fornito la chiave interpretativa delle prestazioni bianconere: “Siamo ormai una squadra che ha un programma ben preciso: a quello ci atteniamo e non badiamo se rispetto all’avversario siamo avanti o sotto.” Con questa tranquillità e questa consapevolezza, si può andare davvero lontano

 

FRIBORGO    -    AMBRI’     4   -   0

Tutto il contrario per l’Ambrì che ha reso a Larry Huras la vita più semplice di quanto pensasse: una manciata di minuti e la formazione burgunda veleggiava su un doppio vantaggio, aveva in mano ben salde le redini della partita e gara uno poteva dirsi archiviata. Con una serie di penalità, una più inutile dell’altra, i leventinesi hanno fornito all’avversario l’arma migliore per metterli in difficoltà: il power play nel quale Cervenka e Sprunger sono maestri nel far male. Complice anche un Zurkirchen distratto, l’Ambrì è andato a picco; poi ha schierato tra i pali un Descloux decisamente più in palla, ma ormai era tardi. La truppa di Dwyer ha girovagato a lungo per il ghiaccio senza costrutto, moscia e amorfa, ha avuto qualche occasione (perché, a dire il vero, tolte le situazioni speciali, anche il Friborgo appare pieno di cerotti e poco in arnese), puntualmente non sfruttata, ha lasciato aperta la porta alle prospettive più nefaste. La chiave di volta sarà la prossima gara: o si impatta la serie e si aprono almeno timidi spiragli, o si soccombe e allora non basteranno neppure gli occhi per piangere.

 

 

Venerdì 17 Marzo

MERZLIKINS  PORTA  IL  LUGANO  IN  SEMIFINALE AMBRI’: ALTRO PICCOLO PASSO

 (Cornelio Turri)

LUGANO    -    ZURIGO     2   -   1

Vigilia alimentata della polemiche sulla presunta “amicizia” tra il collaboratore del G.U. Stancescu, ex giocatore del Kloten, e il Lions Roman Wick (entrambi siedono nello stesso consiglio di amministrazione di una società estranea all’hockey), con tanto di richiesta luganese di ricusazione della coppia giudicante, anche alla luce della chiusura della pratica Blindenbacher (non ulteriori sanzioni per il difensore scontratosi con un linesman in gara 4). Spente le polemiche più o meno pretestuose (anche il capo del settore arbitrale è l’ex presidente del Lugano Kaufmann!), sul ghiaccio il Lugano ha fatto sua la ghiotta occasione di passare alle semifinali, dopo ennesima partita combattuta sul filo di esiguo vantaggio. Un monumentale Merzlikins ha chiuso tutti i varchi all’avversario che, per contro, non deve recriminare nulla: ci ha provato in tutti i modi, ha a lungo costretto i padroni di casa sulla difensiva, ma ha dovuto capitolare semplicemente perché l’avversario è stato migliore di lui. A emblema della contesa, il volto mesto di Pestoni, escluso nel terzo periodo dalle operazioni per scelta tecnica. Ora il grande lavoro di Ireland dovrebbe approdare ad un altro miracolo: sulla sua strada si affaccia la possibilità della rivincita dello scorso campionato. Giocarsela con il Berna è scontato, sovvertire il pronostico giustificato crederci!

 

LANGNAU    -   AMBRI’      3   -   4   d.s.

Sorride anche a Langnau un Ambrì che, passo passo, sembra risalire la china tra alti e bassi, qualche scivolone e  la volontà di risollevarsi. Per ben due volte in doppio vantaggio, (2 – 0 prima, 3 – 1 poi) non è bastato per avere partita vinta al sessantesimo e ha consentito ai tigrotti, vogliosi di salutare il proprio pubblico con una vittoria,  la rimonta a una manciata di secondi dalla sirena. Eppure all’overtime la coppia D’Agostini – Emmerton ha posto il sigillo per un nuovo, timido sorriso. Bene la capacità di andare a rete per 4 volte anche stasera, ritrovata la via del gol per Emmerton e anche per D’Agostini che cresce di partita in partita (ma prende penalità evitabili, due di seguito nel finale!), in rete anche capitan Duca. Insomma, il cielo sopra la Valascia appare meno nero.

 

Mercoledì 15 Marzo

VAUCLAIR TRASCINA IL LUGANO AL BREAK AMBRI': UNA SERA DIVERSA

 (Cornelio Turri)

ZURIGO    -    LUGANO     1   -   2

Quanto stava maturando lentamente, ma inesorabilmente, si è puntualmente avverato: il Lugano cresciuto di tono dalla prima partita con i Lions, ha operato il sorpasso espugnando l'Hallenstadion e portandosi in vantaggio nella serie con un match point a disposizione. Eppure lo Zurigo aveva fatto di tutto per far sua la partita, a cominciare dalla rete iniziale di Wick ma, con un briciolo di supponenza, ha comandato le operazioni senza pigiare sull'acceleratore. E il Lugano, che ha dimostrato di non arrendersi mai e di essere consapevole di possedere nelle sue corde la stoccata che fa male, ha macinato ghiaccio e provato a buttare dischi sulla porta di Schlegel. Da uno di questi, apparentemente senza pretese, scagliato da Vauclair dall'angolo, è nata la mischia che ha portato lo stesso difensore giurassiano al tocco del pareggio. Allora lo Zurigo si è vieppiù smarrito e il Lugano ha operato la stoccata vincente, con pieno merito. Ora per i Lions diventa durissima, soprattutto alla luce delle defezioni di alcuni uomini chiave. Alla Resega tornerà Thoresen a completare il pacchetto stranieri, oggi ancora ridotto a tre unità, benchè il rientro dell'acciaccato Sjogren sia stato piuttosto evanescente; mancherà ancora Nilssdon e anche Blindenbacher, in attesa dei fulmini del G.U. per lo scontro con il linesman di sabato. Alla dirigenza zurighese anche la cattiva scelta di non dotarsi di sostituti idonei a coprire gli eventuali infortuni o squalifiche, fidandosi di un roster giudicato all'altezza della situazione. Per contro il Lugano, schierato saggiamente da Ireland a trazione anteriore, con il rientrante Lapierre al posto di Wilson, non dovrà fallire il colpo del K.O.

 

AMBRI'    -    KLOTEN    3   -   2

Torna il sorriso sul volto dei giocatori a fine partita, seppure in una Valascia disabitata (solo 2100 presenti) e dopo partita che ha mostrato quanto sia fragile la scialuppa dei leventinesi. Hanno dominato in lungo e in largo la contesa, seppure al cospetto di un Kloten cui i tre punti non facevano un baffo, ha concluso per 47 volte sulla porta di Botshauser, stava per commettere l'ennesima frittata, concedendo la rimonta da 2 - 0 a 2 - 2 a soli 5 minuti dalla sirena finale. E' bastato il solito svarione sulla blu, in power play, per innescare la rete in short hand di Ramholt e cadere sulla ginocchia. Il cielo ha guardato giù e, una manciata di secondi più tardi, il risvegliato Emmerton metteva dentro il 3 - 2 definitivo. Per ora va presa per buona l'iniezione di fiducia, ma il lavoro verso la salvezza appare ancora enorme: dalle troppe occasioni create e non concretizzate, alla fragilità del morale dove un alito di sospiro pare un tornado. Contro il Friborgo occorrerà ben altra attitudine, ma per stasera si prendano i segnali positivi. Domani si vedrà.

 

Lunedì 13 Marzo

IL LUGANO NON DEMORDE: 2 – 2  AMBRI’: CHE DIRE? QUANDO FINISRA’ QUESTA AGONIA?

 (Cornelio Turri)

LUGANO    -   ZURIGO    3  -  2

Il Lugano ribatte colpo su colpo, partita per partita e si mantiene attaccato allo Zurigo. Neppure l’assenza per squalifica di Lapierre (uno dei migliori di questi incontri play off) ha destabilizzato la formazione che Ireland, con saggezza e buon senso, sta plasmando al meglio, pur nell’attesa del contingente svedese che marcia ancora sul posto, o quasi. Anche l’andamento della contesa dice di una formazione ticinese che non smette mai di credere nei propri mezzi: il pareggio sull’1 – 1 e poi sul 2 – 2 non ha minato il morale dei bianconeri che hanno ripreso a macinare il loro gioco, consapevoli che, in un modo o nell’altro, sarebbero venuti a capo della situazione. E così è stato. Lo Zurigo mantiene ancora il vantaggio del fattore campo, ma la presunzione di affrontare l’avversario con i soli due stranieri rimasti (Thoresen era squalificato) si è rivelata poco produttiva anche per una formazione che annovera un contingente svizzero superiore alle altre squadra della LNA.

 

KLOTEN    -   AMBRI’     6    -   2

Difficile dire qualcosa di una partita che si è svolta come le altre cinquanta della tribolata e disastrosa stagione dell’Ambrì. Purtroppo l’agonia non finisce mai e i tifosi dovranno ancora  mandar giù bocconi amarissimi, compreso l’ultimo (si spera di no, ma alla luce di un briciolo di buon senso, inevitabile!): quello della retrocessione e della presumibile dissoluzione del Club! Già, perché questo è in gioco! Giocatori che si presentano alla TV con dichiarazioni “Dobbiamo ancora migliorare”, “Tutti si devono prendere le proprie responsabilità, perché devono dare di più” suonano più a presa in giro che a dichiarazioni di circostanza: un bel tacer …

E se si vuole provare l’ultimo colpo per salvare il malato agonizzante: via Dwyer che non ha dimostrato di essere all’altezza della situazione, dentro Cereda e i suoi giovani. Hanno due vantaggi: quello della freschezza della gioventù senza pensieri; quello dell’attaccamento ad una maglia e una realtà che conoscono sin da prima della nascita! Si veda Trisconi: anche la prima rete in LNA!

 

Negli altri incontri DAVOS passa sicuro per la quarta volta sul LOSANNA e chiude la serie, come lo ZUGO che smantella il solito GINEVRA; arruffone, falloso e disastroso persino nel portiere. Voci danno McSorley persino partente.

Il BERNA non sbaglia il colpo a BIENNE e si presenterà martedi per la sfida decisiva alla Berrnarena. A patto che non soffra del “mal casalingo”.

 

Domenica 12 Marzo

IL LUGANO CRESCE, MA VINCE LO ZURIGO

 (Cornelio Turri)

ZURIGO    -    LUGANO    1   -   0

Il Lugano è sempre più vicino a colmare il gap che lo separa dai Lions, ma dall’Hallenstadion escono vincitori i padroni di casa, seppure di stretta misura e con il minimo scarto (1 – 0). Il punteggio è frutto e merito dei due portieri (Schlegel da una parte, Merzlikins dall’altra), davvero bravi e precisi per tutti i 60 minuti: sulla rete che ha deciso il confronto (un tiro dalla blu di Geering allo scadere del secondo periodo), nulla ha potuto l’estremo difensore ticinese, coperto da una selva di compagni e avversari. Eppure a sorridere sono ancora gli zurighesi che avanzano nella serie, benché il Lugano si sia fatto sempre più vicino all’avversario nel rendimento. Stasera, la differenza, l’hanno fatta piccoli, ma importanti dettagli. In modo particolare, da imputare alla formazione di Ireland l’incapacità di sfruttare la ghiotta occasione di due minuti in doppia superiorità (più qualche altra semplice senza esito). Se poi ci metti che nel terzo periodo, là dove non è arrivato Schlegel, sono arrivati i ferri della sua porta (palo di Burgler, traversa di Hofmann)allora capisci che quelle piccole cose restano ancora grandi!

 

Nelle altre sfide, passo sicuro dello ZUGO che travolge (nonostante l’assenza per infortunio di Holden) un GINEVRA ancora più propenso a frequentare la panca puniti che ad essere costruttivo sul ghiaccio. 5 – 1 il risultato, mai in discussione, anche grazie alla serata davvero negativa del portiere Mayer.

Non perde colpi il DAVOS che, in qualche occasione, l’ha messa sulle maniere brusche con il LOSANNA (un paio di interventi col ginocchio dovrebbero essere materia per il G.U.!). Questa volta i vodesi hanno ammainato bandiera per la terza volta solo dopo un overtime di 20 minuti a ranghi completi ed uno di 5 minuti a tre contro tre (novità assoluta per la LNA). L’unico rigorista a bersaglio il solito Marc Wieser, ma basta e avanza.

Il BERNA si illude di archiviare per la terza volta la pratica BIENNE. Il vantaggio iniziale scatena la furia dei Seelanders che, complice una difesa degli orsi piuttosto approssimativa, infila 5 reti alle spalle di un Genoni formato ridotto. Quando nel terzo tempo i padroni di casa tornano su livelli consoni, il Bienne trema ma non crolla e il 6 – 3 finale riapre una serie che pareva predestinata.

 

Mercoledì 8 Marzo

IL CUORE DEL LUGANO IMPATTA LA SERIE  AMBRI’: NIENTE DI NUOVO

 (Cornelio Turri)

LUGANO    -   ZURIGO    4  -  3

Privo dello squalificato Vauclair (per il pericoloso intervento sui Pestoni), il Lugano inserisce Wilson in difesa e lascia in tribuna Zackrisson. Sul fronte opposto, finita la stagione di Nilsson per guai al ginocchio, non è ancora disponibile Sjogren, dunque Lions rimaneggiati e più abbordabili. Così si svolge la partita, con maggiore intraprendenza di Klasen che torna al gol (quello di apertura), ma i bianconeri dipendono ancora (e devono ringraziare) soprattutto un Fazzini formato strepitoso (due reti di fatto anche stasera) e Merzlikins che chiude la via al pareggio in extremis di Thoresen. In sostanza un buon Lugano che ha mostrato coraggio, anche nei momenti difficili, quando la formazione d’oltralpe ha premuto alla ricerca del pareggio (ottenuto sul 2 – 2), con la convinzione necessaria di non piegarsi mai e rialzare comunque la testa. Se si continua su questo passo, considerando che i margini di miglioramento della formazione ticinese sono ancora ampi (leggi rendimento degli svedesi), la sfida impossibile potrebbe diventare ampiamente possibile.

 

Nella altre sfide play off, netto successo dello ZUGO a GINEVRA (5 – 2), con la formazione di McSorley troppo fallosa per poter aspirare a fare risultato e annichilita da un inizio partita disastroso (3 – 0 alla pausa). Il BIENNE si inchina allo strapotere del BERNA (0 – 3) e il DAVOS, seppure di stretta misura (2 – 1) supera ancora il LOSANNA: Tutte le sfide sono sul 2 – 0 e promettono rapida conclusione.

 

FRIBORGO    -   AMBRI’     2   -   1

Nulla di nuovo sotto il sole, con la 13 sconfitta su 15 gare dell’Ambrì, che lascia le penne anche contro in Friborgo al piccolo trotto, agevolando il successo dei padroni di casa grazie a un ennesimo clamoroso errore di Maenpaa (chi altri?) che, in short hand, apre un’autostrada a Vauclair (che non segnava da un’eternità) per la rete che, di fatto, cambia i connotati della partita. Siamo sempre in attesa che il finlandese formato “Emmenthal” rimanga in tribuna: nessuno potrebbe fare altrettanti disastri! Nota positiva, il solo Pesonen, sorretto dai giovani virgulti. Per il resto anche Emmerton pare inghiottito dal gorgo: tre occasionssime buttate alle ortiche! Ora è certo che si dovrà disputare la finale play out. Dentro in fretta qualche virgulto dei Rockets, almeno ci mette grinta e volontà!

 

Lunedì 6 Marzo

IL LUGANO ADDOLCISCE LA PILLOLA – PER L’AMBRI’ NON RESTA CHE PIANGERE

(Cornelio Turri) 

ZURIGO    -    LUGANO               3   -   4

Il risultato dice che la gara è stata tirata, ma chi ha visto come si sono svolte le operazione riconosce al Lugano solo di aver messo pressione all’avversario nel terzo periodo, quando i giochi (con il 4 – 1 dopo pochi secondi) pareva rendere inutile il prosieguo dell’ultimo tempo. I Lions hanno dominato in lungo e in largo i primi due drittel, raccogliendo però molto poco e chiudendo il primo sul pareggio (1 – 1), subendo l’unica incursione degli uomini di Ireland. Così, come spesso accade, se non fai tua la partita quando potresti, rischi di pagare dazio. Bisogna anche dire che i padroni di casa hanno perso Nilsson a metà della ripresa, certamente il loro uomo migliore, il più ispirato di tutti e autentico faro per mostrare agli altri la via da seguire. L’infortunio al ginocchio (scontro fortuito con Vauclair) potrebbe essere anche serio: in tal caso le carte si rimescolerebbero in modo assai pericoloso per gli zurighesi, oggi privi anche di Sjogren e con solo tre stranieri sul ghiaccio. Il Lugano ha avuto il merito di non mollare, ma per avere ragione di tale avversario, non può contare sul solo blocco che abbia giocato con l’intensità necessaria. Se Hofmann, Lapierre e Bertaggia hanno messo pressione sull’avversario, per  gli altri non si può dire abbiano risposto “presente”, svedesi in primis!

 

Le altre gare dei play off hanno visto i seguenti risultati:

 

BERNA    -    BIENNE    2   -  1   (d.s.)

ZUGO   -    GINEVRA    3   -  2   (d.s.)

LOSANNA -   DAVOS    3   -   5

 

Il BERNA ha faticato non poco ad avere ragione di un BIENNE trasformato dalla mano sapiente di McNamara, confermatissimo alla transenna anche per la prossima stagione. Solo all’overtime gli orsi hanno fatto loro la contesa. Ha sudato e rischiato di perdere, nonostante il netto dominio della gara, lo ZUGO, sotto di una rete a un niente dalla terza sirena. Ci pensava la vecchia volpe di Holden a fare   esplodere la Bossard Arena. Mai dare spacciato Arno Del Curto. Lo ha capito a sue spese il LOSANNA, convinto di aver in tasca la partita già alla prima pausa: 3 – 0. Invece, strada facendo, il DAVOS ha infilato cinque “bistecche” alle spalle di Huet e mostrato a tutti come si giocano i play off: anche con sbarazzini di 19 anni sul ghiaccio!

 

AMBRI’   -    LANGNAU    1   -   2

Una dopo l’altra cadono le illusioni dell’Ambrì: anche la matematica dice che evitare lo spareggio ora è impossibile. Perdendo la prossima a Friborgo, perderà anche il vantaggio di giocarsela con il fattore campo favorevole! Detto questo, alla Valascia è andata in scena l’ennesima prova incolore, senza capo né coda, senza mordente, senza voglia di una squadra che, diciamola tutta!!, non appare neppure consona alla LNA! Il migliore sul ghiaccio è stato Noele Trisconi, uno che non indietreggia nemmeno davanti ad avversarti grandi e grossi il doppio di lui: gli altri desaparecidos molli come la mozzarella. Di questo passo il baratro è aperto sotto i piedi. Urge una inversione di tendenza nelle poche (inutili) partite verso lo spareggio: dentro l’unico straniero che non sia stato ancora contagiato dalla “brocchite acuta” (Belej con licenza B) e i giovani dei Rockets, tanto cosa potrebbero fare di peggio di un Maenpaa (spiace dirlo, ancora una volta, ma davvero si fa fatica a credere abbia indossato la maglia della Nazionale Finlandese uno che sbaglia anche cose che i principianti non farebbero! Oltretutto con una perseveranza e costanza incredibile)? Ormai snaturato dai troppi inserimenti luganesi, l’Ambrì è diventato un fantasma si se stesso. Se c’è ancora una possibilità di salvezza, la si trova soltanto rispolverando il vecchio cuore e coraggio

 

Domenica 27 FEbbraio

FINE DELLA REGULAR SEASON: AMBRI’ – SEGNI DI VITALITA’ LUGANO - CON LO ZURIGO SARA’ DURA

(Cornelio Turri)

Cala il sipario sulla regular season e iniziano, dal prossimo fine settimana, i giochi che contano.

Per le ticinesi, gli ultimi due impegni hanno regalato risultati positivi, a partire dall’Ambrì, chiamato a scrivere la parola fine sulle inguardabili prestazioni delle ultime uscite. Dwyer ha chiamato da Biasca una pattuglia di baldi giovani per mettere un po’ di fuoco sotto i piedi dei “senatori”, così qualcuno si è accomodato in tribuna (vedi Kamber e Bastl), qualche altro è sceso in pista per … mancanza di alternative (leggi Maenpaa, stante l’ennesimo infortunio di D’Agostini). E allora spazio a Stucky, Goi e Trisconi che non hanno per nulla demeritato. Nella trasferta di Kloten è venuta ancora una sconfitta, ma solo ai rigori e, con maggiore freddezza nel finale, si sarebbe potuta portare a casa anche l’intera posta. Contro il Losanna è stata vittoria piena. Non sono fugate le ombre e i patemi che accompagneranno per lungo tempo la tifoseria bianco blu, ma almeno la voglia e la determinazione sono state nuovamente coniugate sotto le volte della Valascia.

Quanto al Lugano, bene soprattutto nella vittoria esterna a Losanna, un po’ meno in quella casalinga con i Lions, battuti all’overtime da una rete del “fantasma” Martensson materializzatosi proprio nelle battute finali. Nonostante la formazione di Ireland si sia portata due volte in vantaggio, l’avversario ha mostrato caratura superiore: solo un grande Merzlikins e i ferri della sua gabbia, hanno impedito agli ospiti di tornare a casa con punti sonanti. In ogni modo, il gioco degli accoppiamenti, porrà le due formazione ancora di fronte per una sfida che, sulla carta, appare favorevole ai Lions. Starà a Ireland e ai suoi ragazzi invertire il pronostico, ritrovando al più presto il trio svedese che ha acceso la luce solo in occasione della rete del definitivo 3 – 2.



Ecco gli accoppiamenti dei quarti di finale dei play off:

BERNA - BIENNE

ZURIGO - LUGANO

ZUGO - GINEVRA

LOSANNA - DAVOS



Per le altre quatto il gironcino per sfuggire allo spareggio che apre le porte alla sfida con la vincente della LNB, partendo dai punti acquisiti nella regular season:

KLOTEN 62

LANGNAU 59

FRIBORGO 48

AMBRI’ 48



A margine, per dovere di cronaca, la notizia che il CDA dell’Ambrì potrebbe, a breve, passare la mano ad un gruppo che ha manifestato interesse a rilevare la conduzione della Società. Si tratterebbe di un gruppo già vicino alla formazione leventinese nel passato e ora pronto a riprenderne il comando. Il Presidente Lombardi, ai microfoni della RSI, al termine della partita con il Losanna, ha smentito tali indiscrezioni apparse su un autorevole giornale (NZZ di Zurigo).


 

Mercoledì 22 Febbraio

AMBRI : LA LETTERA DEL PRESIDENTE SCALDA I CUORI, LA SQUADRA RESTA INGUARDABILE

(Cornelio Turri)

L a situazione appare grave e allora il Presidente prende carta e penna e scrive al popolo bianco blu per un serrate le file che significa “salvezza”. Segno che anche nella stanza dei bottoni si è capito che di questo passo arrivano i titoli … di coda. Di fronte a quanto il Presedente Lombardi ha fatto e sta facendo per la causa, la lettera (che riportiamo sotto integralmente) non può che fargli onore: molti intorno a lui dovrebbero farsi un esame di coscienza (sul ghiaccio e sulle tribune!) per chiudere, nel più breve tempo possibile, uno scempio che si sta trascinando oltre ogni peggiore previsione.

«Amici biancoblu,

lo scoramento di tutti per risultati sportivi quasi inspiegabili è evidente. Figuratevi quello del vostro presidente, che – credeteci – non ha risparmiato forze e risorse personali in otto anni di presidenza, certo non per arrivare a questa situazione. Le responsabilità si devono però assumere, e me le assumo. Ho già annunciato un’analisi severa a 360 gradi, immediatamente al termine della stagione. All’analisi seguiranno decisioni, e sarò il primo a mettermi in discussione.

Mi basti per ora chiedere scusa – a nome mio, del CdA, dello staff e della squadra – a tutti i tifosi per aver messo a dura prova la loro pazienza. Questa stagione non è quella che volevamo, non è quella per cui ci siamo impegnati perfino oltre al solito, anche sul piano finanziario. Comprendiamo bene la delusione di chi davvero ama questa Società e la segue da anni con passione e sacrifici. Chiediamo però comprensione anche per i nostri sforzi, la nostra passione ed i nostri sacrifici, pur se non hanno prodotto gli effetti desiderati.

Adesso però non è tempo di processi o di analisi: l’urgenza è un’altra. Adesso è il momento di agire, di resistere, di risalire la china. Il pericolo è reale, e va affrontato con la massima determinazione e con l’unione di tutte le forze che credono nell’Ambrì, nella sua storia, nei suoi valori ormai rimasti quasi unici nel mondo dello sport moderno.

Quante volte nei nostri 80 anni di storia abbiamo affrontato situazioni difficili, per non dire proibitive? Situazioni sportive o finanziarie che avrebbero portato alla scomparsa molti altri club in diversi sport. Come del resto è successo (e sta succedendo) a società sportive anche blasonate, in Ticino e oltralpe».

L’HCAP le ha attraversate tutte, ed è ancora vivo a 80 anni dalla fondazione. Se siamo tutti d’accordo che questo 80.mo non può coincidere con la fine di un mito, la strada per evitarlo è una sola: unire tutte le forze attorno alla nostra squadra. Ai nostri tecnici e ai nostri ragazzi chiediamo il massimo di disciplina, di compattezza e di grinta, nello spogliatoio e sul ghiaccio. Fuori dal ghiaccio il nostro compito è lo stesso: unità e sostegno senza esitazioni.

Delle analisi e delle conseguenze ci occuperemo dopo. Adesso salviamo, tutti insieme il nostro Ambrì.

FORZA RAGAZZI!»

Purtroppo, i fatti, ancora una volta, sono stati ben diversi dalle aspettative. Sulla pista di Davos la squadra di casa non ha fatto fatica a mettere sotto una formazione priva di capo e di coda, dove fantasmi si aggirano sul ghiaccio commettendo errori che neppure i moschitos sarebbero in grado di eseguire. Primo fra tutti quel Maenpaa che, si spera, possa restare a lungo in tribuna (sua una interminabile serie di svarioni, a cominciare da quello che ha propiziato il primo vantaggio dei gialloblu) ma che è poi stato, ironia della sorte, anche quello che ha interrotto il digiuno di reti in casa leventinese che durava da oltre 200 minuti! Purtroppo il finnico è in buona compagnia, da Emmerton a Pesonen a una formazione dove nessuno pare più in grado di eseguire almeno le basi dell’hockey. Così, senza strafare, la formazione di casa raccoglie tre punti con un 4 – 1 giocato al piccolo trotto. Unica nota lieta, la prestazione di Gauthier Descloux, schierato a difesa della gabbia dopo le poco brillanti prestazioni di Zurkirchen, risultato il migliore (ma ci voleva davvero poco) in senso assoluto della serata.

Domenica 19 Febbraio

LUGANO AI PLAY OFF - AMBRI’   VERSO  LA  FINE?

 (Cornelio Turri)

Week end a due facce, diametralmente opposte, per le ticinesi che, ieri sera, si sono incontrate nell’ultimo derby stagionale. Dopo la pausa della Nazionale alla Slovacchia Cup, che ha portato gli uomini di Fischer a una vittoria beneaugurante, visti i molti giovani nelle file rossocrociate, il campionato è ripreso per adempiere alle ultime partite della regular season e tuffarsi, poi, nei giochi che contano davvero. C’era tempo per il nuovo venuto Gordon Dwyer per sistemate qualcosa della sua formazione, dopo le più convincenti prestazione con lui alla transenna. Invece, bilancio da vero incubo: due sconfitte, 7 – 0 a Friborgo (contro la più diretta concorrente per l’ultimo posto in classifica), 5 – 0 in casa con il Lugano, 8 reti subite nel primo periodo complessivamente, nessuna rete all’attivo in 120 minuti, sei reti subite in box play a Friborgo, quattro penalità per cambio scorretto. Forse conviene fermarsi qui: sarebbe troppo procedere oltre. Alla Valascia, non certo esaurita, ma pur sempre con un buon pubblico, dopo il secondo periodo erano rimasti pochi intimi: desolante il giro di pista della squadra leventinese con spalti deserti e fischi copiosi. Ora il buco nero si è aperto sotto i pattini e sarà difficile venirne fuori. Come sottolineava Paolo Duca a fine partita, proprio ora l’Ambrì ha necessità di sentire accanto i propri tifosi per salvare il posto in LNA e, con esso, anche 80 anni di storia. Già, perché sia chiaro, con la retrocessione, sarebbe la fine di tutto! Poi sarà tempo per una rivoluzione a 360 gradi: dai giocatori (autentici fantasmi svogliati), allo staff tecnico che ha raggranellato persone poco adatte alla causa e ha commesso errori a ripetizione (il cambio alla transenna andava fatto a novembre, quando ancora era possibile operare una inversione di tendenza), con la rivalutazione di un’immagine che non può essere più credibile e “spendibile” per i troppi errori, pur avendo alle spalle un bene prezioso che nessun altra formazione possiede: quella del proprio affezionato pubblico presente in tutta la Svizzera ed oltre! Se non è un elemento di spicco questo, quale potrebbe essere? Eppure …. Tornando al ghiaccio, nel derby sono mancate anche le emozioni, che di solito rivitalizzavano l’Ambrì, almeno per l’occasione. Nel primo periodo, incassato un gol evitabile (anche Zurkirchen non appare più all’altezza delle prestazioni abituali con continui rebound pericolosissimi e qualche papera di troppo), due pali hanno fermato il debole assalto leventinese. Su quelle conclusioni che avrebbero potuto avere miglior fortuna, la formazione di casa si è adagiata in ginocchio al suo destino e ha subito … il resto della grandine. Da qui allo spareggio salvezza c’è tempo, ma tante cose “hanno da succedere”. Non è la prima e purtroppo neppure l’ultima: con Constantine, nella prima annata di spareggio (quello più pericoloso con il Visp), forse si era messi anche peggio. A quella partita ci si era arrivati dopo una serie interminabile di sconfitte. Dunque animo!

Sul fronte opposto, week end da sei punti e matematica certezza della qualificazione ai play off. Vittoria risicata in casa con un Davos che ha ceduto alla distanza, ancora Fazzini sugli scudi a trascinare la squadra, dove il trio svedese continua a latitare. Molti errori, ma almeno la voglia di lottare e provarci, seppure negli elementi più “operai”, sorretti da un Marzlikins tornato muro insuperabile. Nel derby è bastato essere disciplinati per aver ragione dell’avversario, anche se gli errori di uscita dal terzo e in difesa non sono mancati, ma la pochezza e un pizzico di sfortuna dell’avversario, hanno consentito alla formazione di Ireland di non pagare dazio. Dal quinto all’ottavo posto le posizioni in classifica sono ancora fluide ed esiste la possibilità di collocarsi meglio per un avversario meno scomodo.

 

Martedì 7 Febbraio

AMBRI’:  SEGNI  DI  RISVEGLIO - LUGANO: SOLITI ALTI E BASSI

 (Cornelio Turri)

L’Ambrì inaugura le panchine di Gordon Dwyer con la vittoria nel quinto derby stagionale (4 – 1 il punteggio) modificando da subito il proprio atteggiamento sul ghiaccio: attenzione nelle transizione, pressione sulla porta avversaria, meno panico nel possesso del disco, forecheking alto a tutta pista che ha disturbato non poco l’impostazione del gioco avversario. Certo, il maggiore tasso tecnico del Lugano ha costretto Zurchirken a qualche piccola “impresa”, ma anche il portiere leventinese è apparso rinfrancato e sulla falsariga degli standard migliori. La partita ha trovato quasi subito il suo filo conduttore, con il vantaggio dei padroni di casa che hanno ritrovato anche il loro pubblico (non tutto esaurito, ma quasi) ed il Lugano costretto a rincorrere. Quando poi i sottocenerini hanno agguantato il pareggio, quasi subito l’Ambrì è scappato ancora in avanti, approfittando di uno svarione della retroguardia ospite e, benché un 2 – 2 sia stato annullato a Klasen per ostruzione sul portiere non del tutto limpidissima, la squadra di Dwyer, decisamente rinfrancata dalla sterzata in panchina, ha meritato di vincere e allargato il solco con un’azione di Guggisberg che non si vedeva da tempo immemorabile e chiuso con il quarto gol a porta vuota (Hall). Insomma, nessuno si illude che il malato sia d’incanto guarito, ma segnali positivi ce ne sono stati e, quanto meno, data l’ennesima sconfitta del Friborgo,  l’ultimo posto in classifica è stato lasciato ad altri.

 

La conferma la si doveva attendere dalla insidiosa trasferta di Davos. Purtroppo il risultato condanna la squadra ticinese (3 – 2 per i grigionesi), ma l’attitudine vista sul ghiaccio non ha fatto storcere per nulla il naso: sempre in partita, mai in balia di un avversario decisamente più forte, capaci di risalire uno 0 – 2 sino al pareggio. Purtroppo sono mancate un po’ le gambe, perché la rete del 3 – 2, poi definitivo, di Marc Wieser è giunta quando alla sirena finale mancava ancora un tempo, ma nessuno è più riuscito a raddrizzare la baracca, benché qualche sporadica occasione per un ennesimo pareggio, che non sarebbe stato per nulla demeritato, è pur sempre capitata. Ora Dwyer avrà del tempo a disposizione per aggiustare la situazione: la pausa della nazionale appare decisamente propizia e, probabilmente, l’Ambrì potrebbe farsi trovare pronto per i giochi che contano.

 

Sull'altro fronte ticinese, il Lugano è caduto nel quinto derby nei modi e nelle forme che il risultato sancisce: troppo poco incisivo e concreto per poter sperare di far sua una partita che l'avversario ha interpretato con ben altro piglio rispetto alle ultime uscite. Se pure pesa la decisione arbitrale che ha negato ai bianconeri il secondo pareggio, ciò non sposta di una virgola le considerazioni che si sarebbero dovute fare a fine partita.

Invece, contro lo Zugo tra le mura amiche, ecco una prestazione che non ti aspetti. Verosimilmente la lezione di umiltà della sera prima era stata recepita e ne ha fatto le spese la squadra di Kreiss, in vero rimaneggiata in difesa da tre assenze di peso, ma anche incapace di mettere il naso fuori dal terzo e annichilita sotto una grandinata di tiri che il Lugano, sino ad ora, non era mai riuscito a produrre. Il risultato di 2 - 0 alla prima sirena stava decisamente stretto alla formazione di Ireland, che avrebbe potuto già lì chiudere baracca a burattini. Invece, dopo aver preso il largo sino al 4 - 0, le inferiorità numeriche e un comprensibile calo hanno offerto il fianco alla rimonta degli ospiti, giunti sino ad un 3 - 4 a tre minuti dal termine. La proposizione di Zarichsson al fianco di Klasen ha prodotto frutti decisamente migliori dell'evanescente Martensson la sera prima; si sono visti maggiore equilibrio nei reparti e una maggiore compattezze di squadra. Insomma, la mano di Ireland ha bisogno di tempo per incidere, ma qualcosa comincia a vedersi

 

Domenica 5 Febbraio

GORDON  DWYER   NUOVO ALLENATORE HCAP

 (Cornelio Turri)

Il week end ha portato la notizia tanto attesa dell’allontanamento di Hans Kossmann dalla panchina dell’Ambrì. Gli ultimi risultati, ma soprattutto la deludente prestazione della squadra, hanno indotto il CDA della formazione leventinese a prendere una decisione da tempo attesa dalla tifoseria che, specie nelle frange del tifo organizzato (leggi G.B.B.) aveva preso posizioni anche discutibili nell’ultima settimana. La squadra aveva bisogno di una ventata di aria nuova per ritrovare mordente e la decisione pare anche scongiurare il pericolo di una spaccatura tra tifoseria e squadra, proprio nel momento in cui la coesione è uno degli elementi di forza per potersi tirare, nel più breve tempo possibile, fuori dai guai.

Il nuovo allenatore, 39 anni, canadese, con discreta militanza in NHL e AHL, lascia, per i dissesti finanziari, la squadra del Medvescak Zagabria, che milita nella KHL, della quale ne reggeva le sorti dallo scorso campionato. Ha inoltre collaborato alla gestione del Team Canada alla Deutscheland Cup e alla Spengler, dove l’head coach Dave King ne dice un gran bene. La sua dimestichezza con i giovani (ha allenato nelle leghe giovanili canadesi prima del grande salto in KHL), ne fanno un requisito importante per poter gestire al meglio una realtà come quella leventinese. La grinta e la determinazione che ha messo sul ghiaccio sin dal primo allenamento fanno ben sperare per ottenere una inversione di tendenze, già a partire dal fine settimana in cui, alla Valascia, andrà in scena il quinto derby stagionale. Non poteva esserci partita più probante per un debutto.

Lunedì 30 Gennaio

LUGANO: UNA BOCCATA D’OSSIGENO  - AMBRI’: VERSO UNA DESOLATA SOLITUDINE

 (Cornelio Turri)

Per il Lugano torna il sorriso, almeno sotto l’aspetto della classifica, con un punticino raggranellato in extremis alla Resega contro il Berna (sconfitta ai rigori per 2 – 1 il finale) e la vittoria rotonda (nel punteggio) a Friborgo (5 – 2). Per ora si prenda quel che di buono offre il convento. Per convincere e sciorinare prestazioni di spessore, per il momento non è il caso di parlarne. Ireland è riuscito, quanto meno, a dare un po’ di vivacità alla sua formazione che, specie nella partita esterna, seppure contro formazione allo sbando tanto e quanto l’Ambrì, ha saputo reagire al sorprendente fulmineo vantaggio burgundo (dopo soli 13 secondi e senza toccare neppure un disco), sorretto da un Lapierre rispolverato in versione propositiva (rete in short hand del pareggio con il Berna nel finale, a segno anche ieri e fornitore di pregevoli assist), piuttosto che nella patetica pantomima da sceneggiata. Tanto è bastato per risollevare il morale e allontanarsi dalle zone pericolose della classifica. Per il resto non c’è molto tempo, ma non si può neppure pretendere che in una settimana si facciano miracoli. Nota malinconica l’ennesimo infortunio dello sfortunato Manzato. Riproposto titolare nella partita del St.Leonard, mentre stava fornendo prestazione convincente, è stato colpito da un disco sulla maschera ed ha accusato un malore con vertigini, per cui veniva sostituito e rimaneva negli spogliatoi. Davvero un calvario che non appare avere fine per il bravo portiere ticinese. 

 

Sul fronte sopracenerino, altre due sconfitte filate: Zugo alla Valascia e Langnau alla Ilfis hanno fatto bottino pieno, seppure con punteggio risicato (identico 2 – 1). Ma sia nella prima che nella seconda partita, è andata in scena la pesante contestazione della curva: striscione contro il D.S. Zanatta e sciopero “vocale” (società muta, tifosi altrettanto e sino alla fine della regular season). Che anche il DS ci abbia messo del suo è fuor di dubbio. A parte la situazione, sia attuale che in prospettiva, con giocatori che se ne vanno e altri che preferiscono di gran lunga altre destinazioni, la frase “Il nostro campionato comincia venerdi”, proferita al termine della partita con lo Zurigo, ha surriscaldato gli animi. Che il significato fosse anche condivisibile (sfumati i play off, condannati alla salvezza, ora inizia un altro campionato, quello per chiudere il più in fretta possibile la stagione), i modi e il contesto non erano quelli da solleticare la filosofia delle masse. E così, anche il secondo week end, quello del nuovo campionato, è filato via come il precedente: zero punti, prestazione inguardabile, persino il decimo posto lontano nove lunghezze. Di questo passo la finale con l’altrettanto disastrato Friborgo appare inevitabile, con i burgundi che, probabilmente, solleveranno Huras dall’incarico e che paiono (almeno nel roster) meglio attrezzati dei leventinesi. Si farebbe dunque bene ad ascoltare Luca Cereda, il bravo allenatore dei Rockets, che metteva in guardia dai pericoli di un eventuale spareggio con la vincente della LNB: nulla deve essere dato per scontato e ci sono in B formazione assolutamente ben attrezzate da non sottovalutare. A questo punto, con una formazione che sulla pista di Langnau ha mostrato una apatia e una inconsistenza da mettere i brividi, con Kossmann lasciato parlare al vento in un time out, non si vede cosa altro si possa fare se non allontanare almeno uno degli artefici del misfatto per salvare, non la stagione, ma almeno “la pelle”! E per far questo l’Ambrì ha bisogno del sostegno dei suoi tifosi: messe da parte tutte le rimostrante più o meno giustificate, fuori la voce a sostenere la squadra che è patrimonio di tutti, anche dei muti!

 

Mercoledì 25 Gennaio

DOPOPARTITA CON OLIVER KAMBER

(<Cornelio Turri)

D – Tu sei uno dei giocatori più esperti dell’Ambrì: come si fa a ripartire da un week-end come questo?

R – Eh, male! Ieri abbiamo perso 8 – 1, io non c’ero, mentre oggi non mi sembra che abbiamo giocato poi così male, abbiamo iniziato abbastanza bene, qualche occasione non sfruttata. Certo che con una squadra come lo Zurigo che cammina forte, fai in fretta a trovarti sotto… C’è stata anche la possibilità di rientrare, ma non è stato abbastanza.

D – Perdere con lo Zurigo ci può stare, ma le parte che l’Ambrì doveva vincere erano quelle del week-end scorso. Purtroppo ha perso anche quelle e allora lo spauracchio di doversela giocare per “sopravvivere” diventa un rischio grosso

R – Vero! Nelle ultime partite non abbiamo fatto punti e fa male provare a raggiungere posizioni migliori in classifica e non riuscirci fa male, Adesso questa settimana dobbiamo fare di tutto per essere pronti e portare a casa punti. Basterebbero due vittorie per essere di nuovo nel gruppo.

D – Ma c’è il morale e la forza per vincere due partite di fila?

R – Chiaro che ci deve essere. Come ti ho detto anche oggi non era così male, abbiamo preso presto un gol, ma non eravamo messi male. Manca un po’ di fiducia per concretizzare le occasioni che capitano.  Ma il morale c’è. Purtroppo è sempre più dura e la pressione maggiore, ma è il nostro mestiere e ognuno sa cosa deve fare.

Grazie a Oliver Kamber e in bocca al lupo per le prossime partite.

 

Lunedì 23 Gennaio

TICINESI: SI POTRA’ FARE PEGGIO?

(Cornelio Turri)

Altro fine settimana da incubo per le formazioni ticinesi: l’Ambrì incamera due sconfitte sì pesantissime (8 – 1 a Berna e 5 – 2 in casa con lo Zurigo), ma quello che, al di là dei numeri, deve fare preoccupare la dirigenza (che, al contrario, continua imperterrita sulla linea “fallimentare” tracciata) è l’inconsistenza della squadra: non un’idea, non la smania di fare, non un briciolo di  mordente. Tutto lasciato in balia del caso, con la netta sensazione che la convinzione dominante sia “tanto non serve a nulla”. Così, dopo un primo tempo appena accettabile (più per demeriti altrui che per capacità proprie), Berna e Zurigo hanno fatto il vuoto senza strafare, colando a picco l’armata brancaleone. Ieri sera, in tribuna stampa, molti commentatori sottolineavano che un disastro di così vaste proporzioni non si vedeva da parecchio tempo (da quelli di Constantine, diciamo noi, con il doppio spareggio contro la relegazione). Ora anche il decimo posto appare come un miraggio per una formazione che, al di là delle dichiarazioni di facciata dei giocatori, non solo non sa più vincere, ma ha smarrito anche i fondamentali dell’hockey. Purtroppo neppure il Presidente si vede più, lasciando al duo Kossmann – Zanatta ancora sul ponte di comando, apparentemente, sino alla fine. Ma sarà la fine di tutto? Per ora molti spettatori disertano (quindi mancati incassi per una formazione che vive soprattutto di quello, ma come dare torto a chi ieri sera è rimasto a casa, evitando, per altro un -10 del termometro?), credibilità e immagine per giocatori di altre realtà ridotta al nulla: non solo non si riesco ad offrire loro contratti vantaggiosi, ma la netta sensazione è, seppure possibili, nessuno avrebbe voglia di imbarcarsi in caos magno di queste proporzioni. Povero Ambrì: ottanta anni di storia stanno davvero per naufragare nel modo più inglorioso!

Sul fronte LUGANO, una sola partita, dunque una sola sconfitta. Il Kloten, che ancora spera di agganciare il treno play off, ha messo sul ghiaccio molta più determinazione dei bianconeri che, oltre alla contestazione “pesante” della curva prima della gara, hanno raccolto un nulla di fatto alla fine della partita. Dopo un avvio apprezzabile, con il vantaggio al 17’ per mano di Brunner, nella ripresa sono riaffiorate le solite inefficienze e gli aviatori non se lo sono fatto dire due volte per prendere in mano le redini della partita e operare il sorpasso. Qualche conclusione sfortunata (ma i pali sono equamente divisi tra le due formazioni) non deve trarre in inganno: il Kloten ha meritato il successo e il povero Ireland, sul ponte di comando, appare già corrucciato. 

 

Mercoledì 18 Gennaio

TICINESI – WEEK  END DA DIMENTICARE. CADE SHEDDEN! LUGANO A IRELAND

 (Cornelio Turri)

Un servizio alla RSI, firmato da Pergiorgio Giambonini, uno dei commentatori più preparati e intelligenti, esordiva con la pleonastica domanda: “Alzi la mano chi ritiene che l’ultima giornata di campionato non abbia detto cose già note”. Infatti, sconfitta all’overtime (ma punto che poco serve all’economia della stagione) per l’Ambrì che, se non matematicamente, per il momento, suggella un’altra stagione ai play out (la decima su undici!!); sconfitta secca del Lugano senza attenuanti e allontanamento della duo Shedden – Curcio dalla transenna (dopo il rinnovo, solo qualche mese fa, sino al 2018). Inutile dire che non fossero cose note e stranote. Anzi, a voler analizzare anche le modalità con cui gli eventi si sono materializzati, poco di nuovo brilla sotto il sole. Partiamo dall’AMBRI’: privo di un gioco e di continuità, lascia al Ginevra punti preziosi e l’opportunità di scappare dalle zone calde della classifica. Doveva essere un week end da coltello tra i denti e arrotino di fianco, ne è sortita una besciamella annacquata da tanti errori madornali (uno su tutti Berger che, lo scorso anno miglior difensore, è ora irriconoscibile con un ulteriore assist all’avversario per il pareggio dopo soli 9 secondi). Si aggiunga l’ennesima cervellotica collocazione delle pedine sul ghiaccio (da Guggisberg in quarta linea, a Lhotak tredicesimo attaccante, impiegato per una manciata di secondi) e il quadro assomiglia tanto a quello già visto ai tempi di tale Constantine, l’unico che abbia guidato l’Ambrì a due spareggi consecutivi contro la relegazione! Anche ai bei tempi, scelte discutibili avevano comperato antipatie a chili (tal Hofmann relegato alla tribuna, poi subito migrato alla corte di Del Curto!), immagine della Società con gradimento ridotto al lumicino, per non dire al buio pesto. Restiamo della convinzione che Kossmann abbia fatto il suo tempo e non stia facendo per nulla il bene dell’Ambrì: prima parte, meglio è. Tanto lo farà, obtorto collo, alle soglie dello spareggio, con la terra che trema sotto i piedi di tutti. Purtroppo il “visconte” non appare neppure più tanto dimezzato, se Ivano Zanatta non viene ascoltato (parole sue a Fuorigioco), quando suggerisce l’inserimento di qualche baldo giovane (Pinana in primis), perché l’allenatore preferisce avere un gruppo unito e collaudato (?).

Sponda LUGANO: 4 – 0 a Zugo e barchetta che affonda, dopo primo periodo abbastanza volitivo, sotto il fendente di Martschini (altro che “i giovani devono aspettare per non essere bruciati”) che non lascia scampo a Merzlikins e, con lui, a tutta la formazione giallo bianconera. Poi è un susseguirsi di occasioni mancate e di gol incassati, con la patetica “sceneggiata” finale (protagonisti il solito Lapierre e Gardner) che aggiunge solo una patina di malinconia piuttosto che la verve per una ipotetica riscossa. Calato il sipario, inevitabile la conferenza stampa che annuncia l’allontanamento di Shedden (e del vice Curcio): non sono state rispettate le direttive del Club (specie nella valorizzazione dei giovani), troppa pressione sui giocatori con la dichiarazione dei quattro obiettivi da raggiungere (campionato, coppa, champions e Spengler) e via di seguito. Che il canadese ci abbia messo del suo, come il “cugino”, appare chiaro: giocatori spremuti come limoni da minutaggi assurdi per la posta in palio, blocchi rivoluzionati in continuazione, giocatori volutamente ignorati. Insomma, ennesima rivoluzione, con i protagonisti ancora sulla scena. E la soluzione adottata appare solo temporanea. Il buon Ireland farà da traghettatore verso un … altro futuro, per ora solo incerto.

 

Sabato 14 Gennaio

TICINESI POCO INCISIVE, MA PER IL LUGANO … BASTA

 (Cornelio Turri)

Doveva essere una serata importante per entrambe le formazioni ticinesi, ma, paradossalmente, l’unica a convincere sono i Rockets in LNB che, a suon di reti, hanno strapazzato anche il Rapperswil al Lido. Con le idee ben chiare in testa, Luca Cerada sta facendo tesoro del contingente umano a sua disposizione e, seppure unica formazione che non annovera giocatori stranieri, il Biasca sta costruendo una solida e interessante esperienza nella serie cadetta.

Non altrettanto si può dire delle due formazioni maggiori. Il LUGANO, opposto al LANGNAU, ha fatto sua la posta in palio, non senza aver sofferto (e non poco) una formazione apparsa almeno animata dal fuoco sacro di voler far bene. Il 4 – 3 finale nasconde, in casa luganese, ancora una volta le magagne (e tante) che la formazione di Shedden si porta appresso: scarse idee, scarsa propensione al sacrificio, molti errori. Dalla loro parte i ticinesi hanno la possibilità di contare su un tasso tecnico ben superiore alla media: alla fine, qualcuno cava dal suo repertorio un fiore e … sistema temporaneamente le cose. Puntualmente ciò si è verificato anche questa sera, con il solito puntuale Fazzini (altro che quarta linea e spiccioli sul ghiaccio!!) o con Burgler che, non trovando nessuno pronto ad un suo suggerimento, ha fatto tutto da solo e pareggiato una partita (3 – 3) che cominciava a diventare sin troppo complicata.

Per il resto poco da dire se non ripetere quanto già visto e, con il timore, di essere costretti a rivedere ancora.

Chi invece non ha tasso tecnico cui fare appello nei momenti di disperazione è l’AMBRI’ che esce sconfitto da BIENNE dove ha fatto poco o niente per raddrizzare una partita che aveva compromesso da solo: tre regali, uno dietro l’altro, per altrettante reti bernesi, confezionati come un uovo di Pasqua in anticipo. Così, anche l’ultimo treno per i play off (più “numericamente” possibili che obiettivo concreto)  lascia la Leventina per non fare più ritorno. In situazione tanto delicata, ci si sarebbe aspettati un pizzico di pepe in più sotto i pattini. Invece, consueta prestazione anonima e melliflua, ritmo blando, errori pacchiani a tonificare il morale avversario. Di questo passo le nubi paiono minacciose sul futuro prossimo di una formazione che, ufficialmente,  appare affidata ancora a Kossmann ma che, a conti fatti, pare più orfana che mai.

 

Martedì 10 Gennaio

AMBRI’   E   LUGANO   TORNANO  ALLA  VITTORIA

 (Cornelio Turri)

ZUGO    -    AMBRI’        3   -   4     d.r.

Ci sono voluti i rigori per decretare la vittoria dell’Ambrì ( e nel contempo  la sconfitta dopo dieci vittorie filate della formazione di Kreiss che, tra le mura amiche, non masticava amaro dallo scorso novembre): con un pizzico di attenzione in più i punti potevano essere tre, ma in periodo di vacche magre, meglio pochi che niente! Con la difesa ridotta al lumicino (nel pomeriggio precedente Maenpaa aveva dato forfait nel secondo e nel terzo periodo, causa una discata sul piede; Berger aveva stretto i denti, ma nel riscaldamento pre partita aveva dovuto alzare bandiera bianca), si era costretti a spostare Kamber (come ai tempi di Lugano) a puntellare la retroguardia e, meno male, che tornavano a macinare ghiaccio capitan Duca e D’Agostini. Detto questo, lo spirito della formazione leventinese appariva decisamente diverso, non solo per la capacità di portarsi (e riportarsi) in vantaggio, ma anche per la rivitalizzata vena del power play, a segno stasera con regolarità. Purtroppo, l’unica sbavatura di Zurkirchen consentiva allo Zugo di rimontare ad una sola lunghezza prima della seconda pausa e di presentarsi al finale con la possibilità di riagganciare l’avversario (cosa, per altro, puntualmente verificatasi). C’è da dire che, nonostante la pressione, la formazione casalinga non ha mai dato l’impressione di fare sua l’inerzia della partita e così, seppure ai rigori, la vittoria è tornata a sorridere ai bianco blu che, tra strafalcioni e impennate, restano pur sempre a sei punti dalla fatidica linea. Con il capitano (una rete e un rigore trasformato) ed un D’Agostini propositivo dopo la lunga assenza, si può osare ad essere maggiormente offensivi, tanto, seppure rimaneggiata e priva di qualche “cosiddetto” titolare, la difesa non è parsa soffrire l’assenza di Maenpaa (anzi!).

 

LUGANO    -    DAVOS     4   -   3   d.s.

Pronti tutti con il libro del “De Profundis” in mano, tanto il Davos pareva tagliare il burro (leggesi difesa luganese) con disarmante disinvoltura. Poi leggi il risultato finale e scopri che, a volte, esiste anche un’altra partita. Non che la seconda sconfessi la prima, ma un pizzico di orgoglio e di volontà hanno portato il Lugano a raddrizzare una situazione che appariva al di là di compromessa. Con un Fazzini indomabile (due reti e tanti tiri), i padroni di casa hanno stretto i denti e rimontato pian piano la china, sfruttando a dovere le situazioni speciali e ringraziando capitan Chiesa che forava Senn al supplementare. Quanto poi si riesca a non invischiarsi sino al collo (0 – 3) prima di operare una reazione (3 – 3) è cosa che in riva al lago nessuno ha ancora capito.

 

Domenica 8 Gennaio

Sconfitta per l'Ambri'  e Lugano

(cornelio Turri)

AMBRI’    -     ZUGO          2   -   3

Al momento opportuno … manca sempre qualcosa. Come si era detto dopo la vittoria contro il Davos, alla prova dei fatti, l’Ambrì marcia sul posto. Non che fosse scontato battere lo Zugo, che veleggia sicuro nei quartieri alti della classifica, alla nona vittoria consecutiva, ma la sconfitta (che può starci, sulla scorta delle rispettive posizioni) è di quelle molto più amare del risultato, per come è scaturita. L’assenza di Stephan, McIntyre e Zangger, avrebbe dovuto, specie per la presenza di Haller, debuttante in LNA tra i pali, invogliare i leventinesi a scagliare il più possibile dischi sulla porta avversaria, nel tentativo di andare a prendere quei gol “sporchi” che tanto mancano alla formazione di Kossmann. Invece, trovato il vantaggio con Guggisberg, abbastanza presto, dal secondo periodo in avanti, difficile segnalare sul taccuino pericoli per la porta difesa dal giovane portiere: per lui una bella parata a fil di sirena prima della seconda pausa, qualche patema nel finale dopo la rete (guarda caso “sporca” di Hall). Per il resto un Ambrì inconcludente, anche nelle situazioni speciali (per due minuti con una doppia superiorità e nemmeno un tiro in porta!!). Lo Zugo, messo al sicuro il risultato (rapido pareggio di Diaz, con Zuri non perfetto; sfruttato l’immancabile “assist” di Maenpaa per una ripartenze micidiale), ha chiuso i conti con Martschini (doppia superiorità) sfruttando una ingenuità di Lauper che, su azione di alleggerimento, spostava volontariamente la porta lasciando i suoi in tre (la carica dello stesso Matschini non era stata sanzionata). In ogni modo, l’Ambrì perde per demeriti propri, non per colpa della quaterna arbitrale che, con lo slovacco Konc non ha certo brillato.

 

DAVOS    -    LUGANO    5   -   3

Male il  Lugano, come contro il Bienne: se nella sfida casalinga aveva trovato il modo di rimediare, contro il Davos la reazione è arrivata sul 5 – 1 per i grigionesi con la logica conseguenza che la frittata era fatta. Ancora nessuno stimolo, nessuna grinta, nessuna reazione di fronte al monologo avversario: errori su errori (e non si crocifigga Merzlikins che, seppure responsabile di una segnatura, ne ha comunque evitata altre!), dischi persi a ripetizione. Poi il sussulto finale, ma quando ormai la sorte della partita era ampiamente segnata. La lezione contro il Bienne, non ha fruttato nulla. Si è proseguito con la medesima predisposizione, con la differenza che, questa volta, i tre punti non sono arrivati a nascondere la polvere sotto il tappeto.

 

INTERVISTA DI FINE PARTITA CON ELIAS BIANCHI (di Francesco Turri)

 

D – “Si poteva sfruttare meglio questa occasione?” Può essere questa la chiave di lettura della partita?

R – E’ vero, per esempio non siamo stati incisivi nel power play; si sa quanto queste situazioni siano importanti nell’economia della partita, abbiamo avuto l’occasione per farlo, siamo mancati come presenza davanti alla porta avversaria. Soprattutto con un portiere alla prima esperienza in LNA, avremmo dovuto mettere meglio un uomo sulla porta

D – Non l’ho detto, ma vedo che tu hai evidenziato uno dei punti controversi della partita …

R – In effetti abbiamo lasciato troppo libera la visuale al portiere, avremmo dovuto essere più presenti … Peccato perché era una partita che dovevamo vincere

D – Che lo Zugo sia più forte ci può stare, vista la classifica, ma il risultato stretto dice che la partita è stata comunque equilibrata, dunque ancora maggiore appare il rammarico

R – Oggi la partita era alla nostra portata, ma non ci siamo fatti trovare pronti.

D – La classifica rimane ancora corta, quindi le vostre chance per il finale di campionato, non sono del tutto compromesse, però le occasioni, quando capitano, vanno sfruttate …

R – Nella nostra situazione dobbiamo cercare di fare punti ogni partita, a cominciare da domani

 

 

Mercoledì 4 Gennaio

AMBRI': BENE -  LUGANO: BENINO

(Cornelio Turri) 

AMBRI'    -   DAVOS       4   -   2

Parte bene il 2017 in casa leventinese con una netta affermazione ai danni di un Davos che, seppure un po' affaticato dalle tossine della coppa Spengler, resta pur sempre squadra coriacea e di talento, recuperando gli infrtunati Du Bois e Lindgren. Non gli è da meno l'Ambrì che ha avuto dalla sua alcuni meriti indiscutibili. Primo: non ha mollato la presa anche di fronte a due vantaggi dei grigionesi (1 - 0 e poi 2 - 1); secondo: ha fatto tesoro delle nuove regole, che offrono maggiore opportunità di giostrare in superiorità numerica (e questa sera ne ha capitalizzate tre su quattro); terzo: ha ritrovato un pacchetto stranieri degni di tale denominazione (soprattutto Pesonen, autore di una doppietta, ma anche di un lavoro a tutta pista prezioso quanto oscuro; Emmerton rivitalizzato da un dicembre e dalla vittoria della Coppa Spengler; persino Maenpaa, croce e delizia, alle immancabili sbavature difensive, ha comunque offerto un assist a Pesonen sontuoso); quarto: non ha bittato alle ortiche quanto costruito con pazienza e fatica con le immancabili scellerate amnesie difensive. Detto questo il Davos ha premuto a lungo nel tentativo di corroborare la propria classifica, ma una difesa attenta e uno Zurkirchen in gran spolvero, gli hanno sbarrato la strada. Ora la classifica si è fatta ancora più corta e nel fine settimana la doppia sfida con lo Zugo (avversario quanto mai ostico) sarà la prova del nove della maturità della formazione leventinese che appare sempre più plasmata da altre e sapienti mani. un week end con punti potrebbe aprire orizzonti più soddisfacienti.

 

LUGANO   -   BIENNE      3  -  2 

Dopo la bella avventura della Spengler, terminata purtroppo con una sconfitta all'ultimo atto, il Lugano si tuffa nello sprint finale del campionato dal quale, prima della pausa, aveva raccolto solo magre soddisfazioni. Non è che oggi, al cospetto dell’ex confermatissimo sulla panchina del Bienne (Mike McNamara), la formazione di Shedden abbia brillato. Anzi, a dire il vero il solo aspetto  positivo è dato dai tre punti, per il resto molta confusione, su un fronte e sull’altro, grossolani errori difensivi che hanno favorito gli opposti attacchi, ritmo blando e sonnolento. Così, in mezzo al marasma, stava per venirne fuori meglio il Bienne che si era pure portato in vantaggio sul 2 – 1. Non aveva fatto i conti con l’arrembante Fazzini che, inserito con Bertaggia e Hofmann, ha rivitalizzato l’attacco bianconero nel quale gli uomini di maggior grido hanno lasciato ancora a desiderare. Per ora conviene accontentarsi, per il resto, semmai, ci sarà tempo e luogo.

 

Martedì 27 Dicembre

LUGANO.  EN PLAIN … AL CONTRARIO AMBRI’: L’ILLUSIONE DURA UN ATTIMO

 (Cornelio Turri)

A volte il campionato è una parentesi … tra due pause: quella dedicata alla nazionale e quella della Spengler. E’ così da diversi anni e quindi nessuno si stupisce se, nella settimana che precede il Natale, si ficcano lì due o tre partite, tanto per gradire. Ordinaria amministrazione? Neanche per sogno, perché dalla nazionale, Patrick Fischer fa sapere che il metro di giudizio degli arbitri internazionali è diverso da quelli svizzeri in campionato (complimenti, almeno uno se ne è accorto!): morale, i suoi giocatori si trovano a mal partito perché non abituati a vedersi fischiare falli … tollerati in LNA. Ergo, stringere le maglie e adeguarsi. Detto, fatto: riscatta la tolleranza zero (come se fosse mai stata abolita e il regolamento fosse qualcosa più simile all’elastico che a regole precise e scritte). Applicata nelle due ultime partite, ha suscitato un polverone, perché gli “zebrati”, che prima non si degnavano di uno sguardo neppure per bastoni finiti sul viso dell’avversario (ne sa qualcosa Pesonen nella partita contro il Langnau), ora riconoscono anche il “pensiero cattivo” e fischiano in anticipo. Risultato: panche puniti che si riconoscono solo per l’assenza dell’allenatore, penalità a raffica e situazioni di doppia superiorità che fioccano come la neve in montagna. Insomma: tutti scontenti!

In questo clima sono andate in scena le ultime tre partite di campionato, dove il LUGANO ha collezionato altrettante sconfitte e compiuto un brusco passo indietro, rispetto a quanto mostrato prima della pausa.

Bienne – Lugano 6 – 2; Lugano – Losanna 3 – 4, Zurigo – Lugano 4 – 1 il poco incoraggiante ruolino di marcia degli uomini di Shedden. In quel di Bienne, la formazione bianconera è stata surclassata da quella bernese in tutto e per tutto, con un imbarazzante parziale di 5 – 0, poi addolcito, si fa per dire, da una doppietta di Martensson. Più clamorosa ancora la sconfitta casalinga contro il Losanna, dove i ticinesi erano in vantaggio per 3 – 1, hanno buttato alle ortiche un paio di doppie superiorità numeriche (frutto delle nuove regole), quindi si sono sciolti come neve al sole e nel terzo periodo hanno consentito ai vodesi pareggio e sorpasso. Poco da dire della terza contesa, con uno Zurigo decisamente superiore, capace di rimontare lo svantaggio iniziale senza patemi, potendo contare su un pacchetto che il Lugano vanta solo sulla carta. La sensazione pare essere quella dove  la confusione regni sovrana, con la solita annosa questione dei “centri”, con staffette a ripetizione e, dove, per ironia della sorte, scende sul ghiaccio la scelta peggiore. Nel frattempo, il tanto bistrattato Sondell ha definitivamente fatto le valigie ed è migrato al Salisburgo togliendo il disturbo.

Per l’AMBRI’ solo due apparizioni: vittoria con il Kloten (4 – 2) sconfitta secca a Losanna (1 – 5). Se la vittoria della Valascia aveva illuso, la replica di Malley ha mostrato quanto fosse fuoco fatuo quello della sera prima. Approfittando di doppie superiorità, l’Ambrì aveva preso in mano le redini della partita con il Kloten (per altro una delle formazioni, al momento, in maggiore difficoltà, acuita oltremodo dall’improvvisa partenza di Santala per la KHL), mostrando di aver fatto tesoro della pausa per riordinare schemi e automatismi. Tutto da rifare nella serata successiva, dove il Losanna non ha faticato ha mettere sotto una difesa tornata imbarazzante (specie nel solito, irriconoscibile Maenpaa), chiusa con abbondante anticipo prima del sessantesimo (terzo periodo alla viva il parroco e reti inviolate).

Dunque tanto carbone sotto l’albero per le due ticinesi! Dopo la Spengler, nella quale il Lugano, rinforzato da tre stranieri (il difensore americano James WISNIEWSKI, il difensore austriaco Dominique HEINRICH, l’attaccante USA Ryan VESCE), tenterà l’avventura del successo, ci sarà da sudare e panicare per salvare un posto al sole (i sopracenerini per mantenere la LNA, i sottocenerini per centrare almeno i play off). E visto che è alle porte il ‘17, non pare nemmeno di buon auspicio!

 

Lunedì 12 Dicembre

LUGANO: EN PLEIN - AMBRI': SOLO CATTIVE NOTIZIE DALLA LEVENTINA

 (Cornelio Turri)

Il Lugano, sulle ali della goleada imposta all'arrendevole Friborgo, dopo il Ginevra, seppure con qualche sbavatura di troppo, che ha costretto la formazione di Shedden a ricorrere all'appendice dei rigori per avere ragione del coriaceo avversario, ha mostrato netta ripresa nella sfida vinta in quel di Davos. Sorretti da un monumentale Merzlikins (che ha pure collezionato un meritato shut out) il Lugano ha retto l'urto dei grigionesi, piazzando il colpo del K.O. nel momento topico della partita. Certo, sino a quel momento, per mole di gioco e continuità, gli uomini di Del Curto avevano espresso decisamente di più, ma sulla loro strada hanno trovato un portiere intrattabile e, in un paio di occasioni, aiutato anche dai pali della porta. A dire il vero un ferro lo aveva preso anche Hofmann in avvio di contesa, ma i rischi corsi da Senn sono stati decisamente inferiore di quelli del suo collega. Fatto è che in rete ci è andato Burgler (in power play) grazie ad una illuminazione di Klasen e per il Davos non c'è stato più nulla da fare.

Settimana impegnativa chiusa dal quarto derby stagionale, il terzo, ed ultimo, della Resega. Vittoria doveva essere e vittoria è stata, con prestazione maiuscola della formazione di Shedden che ha lasciato solo le briciole ad un Ambrì incapace, anche, delle minime emozioni. Questo nulla toglie alla crescita che il Lugano ha effettuato nelle ultime uscite e dove, tornate al ruolo naturale molte pedine importanti (prima fra tutte Zachrisson, il migliore dei suoi), gli equilibri ritrovati hanno consentito di gestire la partita dall’alto di una superiorità che, sulla carta, non era in discussione, mentre sul ghiaccio poteva trovare qualche difficoltà. Invece, favoriti dalla pochezza dell’avversario, i bianconeri hanno impostato una gara di aggressione alla porta avversaria, con tiri a ripetizione sul portiere (povero Descloux, lasciato da subito al suo destino impietoso!) alla ricerca del rebound efficace. La pressione ha portato i suoi frutti e, già alla fine del primo tempo, i tre punti potevano considerarsi acquisiti. Ora la fiducia alberga dalla parti della Resega e la maggiore tranquillità in classifica non potrà fare che bene.

 

Dalla Leventina tengono banco le notizie dal ghiaccio, con la classifica che piange, ma anche le chiacchiere di “mercato”. Purtroppo per i tifosi biancoblu, alla certa partenza di Zurkirchen, si aggiunge anche quella di Fuchs, indispettito dal mancato prolungamento del contratto lo scorso anno (quando da solo reggeva le sorti del duo Camomilla) e, verosimilmente, dalla scarsa considerazione espressa in un'intervista di Ivano Zanatta (a dire il vero improvvida) in cui definiva “scarsi” i numeri del giocatori per poter puntare a un nuovo contratto, già dalla passata stagione. Come se di talenti, verrebbe da dire, in Leventina ci fosse l'imbarazzo della scelta! E queste non possono avere il beneficio del “ricamo” giornalistico, perchè sono interviste rilasciate alla RSI dai diretti interessati: della serie ascoltare per credere.

Non manca anche la possibile partenza, verso Lugano(!), del preparatore dei portieri Lawrance, che tanto bene aveva fatto con Zurkirchen e, certamente, anche al talento Descloux, confermato da McSorley con ulteriore anno di prestito.

Se si aggiunge che Kossmann rimane alla transenna, si capisce che l'appeal Ambrì sia di quelli bassi, che più bassi è difficile ottenere. Se non sarà fatta chiarezza sulla conduzione tecnica della squadra per la prossima stagione (pensare a un rinnovo di Kossmann sarebbe da neurodeliri, visto che i 33 punti di Laporte non sono lontani, ma paiono inarrivabili i 44 di Constantine!), non si vede come un D.S. possa impostare la situazione futura e quali offerte possa mettere sul tavolo. Questa resta la nostra opinione: che era meglio allontanare, quanto prima, l'allenatore, per poter pianificare meglio una stagione che rischia di nascere già morta.

Il derby è stata la prova provata che, procedendo per questa strada, si possono solo collezionare magre figure e rischiare di buttare definitivamente alle ortiche 80 anni di storia. Non un’emozione, non un sussulto (salvo l’azione isolata di Emmerton che ha fruttato il temporaneo 1 – 2 in avvio di ripresa), nell’arco dei 60 minuti: una rassegnazione apatica, con svarioni difensivi da rabbrividire (Maenpaa e N’Goy su tutti, rasentando l’inguardabilità), il debuttante Descloux lasciato da subito al suo destino a fare quello che poteva contro l’attacco avversario. Senza una svolta decisiva alla transenna, non si riesce a vedere come una truppa demotivata e triste (sì perché l’Ambrì visto all’opera appare davvero triste!) possa almeno scollarsi dal fondo della classifica e salvare la pelle in LNA.

Cosa che, per lo meno, è avvenuta con la vittoria casalinga sul Friborgo (6 – 3 il punteggio che non deve trarre in inganno), dove i leventinesi hanno offerto una prova sconcertante nel primo periodo (chiuso in parità) ma con netta supremazia avversaria, sono andati in svantaggio in avvio del tempo centrale e hanno avuto la forza di rimontare e chiudere la contesa tra le due peggiori formazioni della LNA.

 

Lunedì 5 Dicembre

AMBRI’: RITORNO AL PASSATO  - LUGANO: DOL PO LA BATOSTA, LA GOLEADA

 (Cornelio Turri)

AMBRI’   -   LANGNAU              2  -  3

Doveva essere la partita del riscatto, con le dirette concorrenti impegnate in incontri difficili; quella che avrebbe potuto segnare l’addio, seppure temporaneo per la diversità di incontri disputati, dell’ultimo posto in classifica. Invece, dopo 20 minuti giocati alla grande, in cui l’Ambrì pareva la stessa squadra che aveva annichilito un rinunciatario Berna, chiusi su un 2 – 0 che stava stretto ai padroni di casa, gli oltre 5.000 della Valascia hanno  strabuzzato gli occhi per i successivi due tempi: erano gli stessi giocatori del primo? Cosa poteva essere successo nella pausa? Certo è che la rete di Schremp, ottenuta in 5 contro 3 (ingenuo Pesonen ad allungare con il bastone l’attrezzo al compagno Berger) scompaginava i piani (mentali) dell’Ambrì e lo faceva ricadere nella stessa formazione caotica e inconcludente delle note sconfitte: uscita dal terzo problematica, perdita di dischi facilmente gestibili, errori individuali clamorosi (specie di Manepaa e N’Goy). Morale della favola (non a lieto fine): il Langnau sorpassa e fa sua una partita che, dopo il primo tempo, poteva archiviare come sogno impossibile. A fine partita Dmitri Tsygourov sintetizzava la situazione: “Per poter far bene, abbiamo bisogno che tutti giochino al 120% delle proprie possibilità. Siamo ultimi, quindi giochiamo contro formazioni che sono migliori di noi perché stanno meglio in classifica. Purtroppo non possiamo permetterci di rilassarci neppure un istante. Il fatto è che, nonostante i tanti progressi che abbiamo fatto, la nostra mentalità rimane fragilissima: gli altri ne hanno una di ferro, la nostra resta di vetro”

 

BERNA    -    LUGANO          5   -   0

LUGANO   -   FRIBORGO     8   -   1

In settimana il silenzio stampa della dirigenza bianconera aveva  portato ad un comunicato che lasciava la situazione immutata, con Shedden alla transenna osservato speciale in funzione dei risultati giudicati strada facendo. Che la trasferta delle Bernarena non fosse delle più indicate per saggiare le possibilità di crescita del Lugano, non ci voleva essere grandi esperti per saperlo. E così, nel week end, sono andate in scena due partite senza storia: senza storia in quel di Berna con gli Orsi a farla da padroni; senza storia alla Resega dove, dopo 13 minuti di gioco, si poteva tranquillamente andare a casa. Tanto lo strapotere degli Orsi venerdi, quanto quello dei Ticinesi in casa. Che il rotondo successo sui malcapitati burgundi non tragga in inganno: per una volta il Lugano ha ritrovato un maggiore equilibrio tattico (grazie anche al rientro di Furrer e Wilson in difesa), ma la pochezza del Friborgo ha fatto il resto. Sia dunque presa la sonante vittoria come iniezione di fiducia e ossigeno, nulla più. Già il Ginevra potrebbe essere ben altro banco di prova.

 

 

Mercoledì 30 Novembre

LUGANO AFFONDATO -  AMBRI’ RISORTO

(Cornelio Turri) 

KLOTEN    -    LUGANO             8  -   3

Che il Lugano fosse in difficoltà, sulla pista di Kloten, lo si vedeva dalla prime battute, ma pareva che la dea bendata desse una mano alla formazione di Shedden perché, contro l’andamento del gioco, era Bertaggia a centrare il vantaggio. Sulle ali di quella insperata boccata di ossigeno, i bianconeri prendevano il largo sino ad un 3 – 0 alla prima sirena che pareva avere già suggellato la contesa. Invece, al rientro delle formazioni sul ghiaccio, erano gli aviatori a prendere in mano la contraerea e l’aeroplanino ticinese cominciava a vacillare paurosamente sino a disintegrarsi con un parziale perentorio di 0 – 5 che ribaltava la situazione del primo periodo. Incapace della benché minima reazione, il Lugano appariva in balia dell’avversario e anche Shedden ci metteva del suo: nessun time out nel momento in cui la sua formazione stava vacillando prima del capitombolo. Può darsi che la sorte fosse comunque segnata, ma almeno era un tentativo che si poteva sfruttare. Per il terzo tempo, il cronometro pareva non voler correre verso il sessantesimo e l’agonia bianconera pareva interminabile. Suo malgrado, il Kloten non poteva esimersi dal peggiorare la sorte dell’avversario chiudendo con un 8 – 3 (8 – 0 in 40 minuti) per l’ennesima sconfitta lontano dalla Resega. Nulla da salvare, in una serata tanto nera, della formazione ticinese, dove anche i “fari” appaiono stanchi e sbiaditi eroi, vittima dell’errore che avevamo spesso segnalato: troppo torchiati nelle partite della regular season e ora a corto di fiato e di energie. Ma ora il baratro sotto i piedi rischia di allargarsi paurosamente.

 

AMBRI’   -   BERNA          6   -   3

Si prosegue con il trio alla transenna e sul ghiaccio i soliti effettivi delle ultime uscite, con la conferma di Descloux a guardia della porta, dopo la bella prestazione di Ginevra e le notizie sempre più consistenti dell’avvenuto addio di Zurchirken (si parla di un triennale a Losanna, con la collaborazione, nel primo anno, di sua maestà Christobal Huet). Sul fronte opposto la corazzata Berna, banco di prova per la scialuppa leventinese. Sarà vera gloria quanto espresso nelle ultime prestazioni? Agli orsi l’ardua sentenza. E alla fine il verdetto è di quelli che non lasciano dubbi: 6 – 3 con rimonta perentoria sui primi tre vantaggi bernesi, terzo periodo (di solito il più in ombra dei ticinesi) che ha fruttato un parziale di 4 – 0; capaci di non perdere la calma nemmeno quando il duo Fischer e Kurmann (specie quest’ultimo!) ne hanno combinate di tutti i colori nel periodo centrale ( e tutte a sfavore dei padroni di casa, annullando due reti, la seconda delle quali, appare frutto del più fantasioso degli scenografi). Certo, non bastano tre vittorie consecutive (la quarta in cinque partite, con 10 punti conquistati alla media di 2 a partita) a raddrizzare una mezza stagione fallimentare, ma la gara di questa sera ha detto che l’Ambrì è trasformato e, quanto meno, padrone del proprio destino, non in balia degli eventi.

 

Lunedì 28 Novembre

AMBRI’: UNA  BOCCATA  D’OSSIGENO - LUGANO: LA  SERIE  NERA  CONTINUA

(Cornelio Turri) 

AMBRI’     -    BIENNE         3   -   2   d.s.

GINEVRA    -   AMBRI’        2   -   3   d.r.

 

Alla Valascia partita da cartina di tornasole per l’Ambrì al cospetto del Bienne. Dopo primo periodo giocato all’insegna delle amnesie difensive (due salvate da san Zuri, tornato alle vecchie abitudini) e una costata il vantaggio Seelanders, i leventinese, sempre guidato dal trio alla transenna, hanno cominciato a carburare e premere dalle parti di Hiller, creando una certa apprensione via via crescente sino al meritato pareggio di Lauper. Ma siccome il lupo non perde il vizio, ci doveva pensare il palo a fermare il tiro di Haas, prima che il Bienne prendesse il volo. Nel terzo periodo, di solito il più ostico per i bianco blu, tornava al gol, il primo della stagione, Lukas Lhotak per una vittoria che, a conti fatti, non era neppure demeritata. Il regalo della disattenta ditta Maenpaa - Zgraggen  serviva a Pouliot un invitante disco nello slot impossibile da sbagliare. Per fortuna, e questo appare il lato decisamente positivo della serata, la formazione di casa non si disuniva e, nell’unico power play della serata, coglieva il punto supplementare per smuovere una classifica che appare ancora decisamente allarmante.

Alla luce di quanto sopra, la trasferta a Ginevra acquisiva significato adeguato: al cospetto di una formazione diretta concorrente e in apparente difficoltà per mancanza di uomini e di risultati, su una pista tradizionalmente ostica, c’era curiosità per come avrebbe reagito la formazione di Kossmann. Il tecnico, rimasto in sella alle sgroppate del suo cavallo, lasciava (per la quarta volta di fila) i blocchi immutati, salvo l’avvicendamento in porta di Zurchirken con Descloux (candidato a titolare della prossima stagione se le voci della partenza verso Losanna di Zuri saranno confermate). E il giovane talento, prestato all’avversario da McSorley, non tardava a guadagnarsi i galloni del migliore, sfoderando prestazione maiuscola e impreziosita dall’imbattibilità ai rigori. Quindi nuova vittoria (sempre da due punti) per l’Ambrì che, alla resa dei conti, pur con le solite sbavature difensive (costatate, stasera, la rete d’apertura di Fransson), disputava comunque una delle sue migliori, se non la migliore, partita della stagione, per continuità, coraggio e voglia di fare. Doti decisamente impensabili solo la scorsa settimana. Due volte in svantaggio, due volte capace di riacciuffare l’avversario e trafiggerlo ai rigori. Certo, l’entusiasmo dei 4 punti in due serate non deve far dimenticare la realtà: seppure la fatidica linea dista solo 7 punti (il terzetto Bienne, Ginevra e Langnau è a quota 33, il Lugano, settimo, a 34), i leventinesi hanno disputato, in media, un paio di partite in più rispetto alle rivali. Tuttavia, il trenino delle formazioni che lo precedono è raggiungibile e, soprattutto, costituito da più formazioni (se una avanza, l’altra può segnare il passo!). Insomma, il malato resta in rianimazione, ma non è ancora il momento di ... staccare la spina. 

 

LANGNAU    -    LUGANO        4   -   1

LUGANO   -   ZUGO                  4   -   5  d.r.

 

Week end da far riflettere in riva al lago: la vittoria nel derby era stata propiziata dai regali difensivi dell’avversario, più che dai meriti propri e il Langnau (che dall’arrivo di Ehlers pare avere cambiato pelle, a dispetto di quanti credono che l’avvicendamento dell’allenatore non serva a nulla, perché sul ghiaccio vanno i giocatori) non ci ha messo molto a mettere in chiaro i  limiti della formazione di Shedden che, per suo, ha rimescolato e rimescolato “gli addendi”,  con il risultato di una totale confusione. Se per attenuante può essere messa nel conto l’esiguità di disponibilità di difensori (il rientrante Ulmer non ha chiuso neppure il primo tempo per tornare in infermeria, colpito da un disco galeotto), gli attaccanti non hanno avuto né mordente né grinta per impensierire i tigrotti che, nel momento in cui si sono trovati in maggiore difficoltà (intorno alla mezzora) hanno impiegato 36 secondi per riportarsi in vantaggio, dopo il pareggio di Walker. Il terzo periodo è stato davvero una debacle bianconera, affondata  dal altri due siluri e incapace di opporre la benché minima reazione allo strapotere bernese.

Reazione, almeno nell’orgoglio, c’è stata tra le mura amiche. Seppure la mancanza di un “gioco” proprio poteva essere scontato e non ritrovabile a distanza di una manciata di ore, il Lugano aveva nelle corde la possibilità di fare propria la contesa e allontanare brutti pensieri dalla mente. Ormai sul 3 – 1 ad inizio ripresa, con due opportunità di giostrare in doppia superiorità per ben due minuti (Sheddren, nelle interviste, dirà che non sono preparati a questa eventualità, perché non si è mai verificata!), con un rigore sul bastone di Reuille, il Lugano non chiudeva la partita e lo Zugo, approfittando della pochezza difensiva dei padroni di casa, infilava il coltello nel burro e ribaltava la situazione con un 3 – 0 parziale, salvato da capitan Chiesa prima della seconda pausa, in un periodo da cardiopalmo. Scampata la buriana, su un fronte e sull’altro, si preferiva non farsi del male sino ai rigori. Non chiudevano la partita (andando ad affollare ancor più l’infermeria) Brunner e Fazzini, per cui volti scuri a fine gara e acque agitate.

 

Mercoledì 23 Novembre

AL  LUGANO  IL  DERBY   DEGLI  …  ERRORI

 (Cornelio Turri)

LUGANO    -    AMBRI’            5   -  3

Squadre in emergenze, soprattutto il Lugano in difesa, e bisognose di punti per una classifica ampiamente deficitaria rispetto alle aspettative. Non ci si poteva attendere una partita dagli alti contenuti, ma ne è sortita gara piacevole nell’equilibrio del punteggio, con vittoria dei padroni di casa che, arginata alla disperata l’emorragia di giocatori in difesa (persi strada facendo per infortunio anche Sondell e Sannitz, quest’ultimo solo per una buona fetta di partita), ha saputo sfruttare meglio i regali offerti (un paio, ahimè, da Zurchirken, uno da Maenpaa). Così l’Ambrì, che era passato in vantaggio e aveva dato segni di progressivo risveglio, ha finito col trovarsi, come nelle peggiori serate, con la classifica che segna il passo e il baratro che si apre maggiormente sotto i piedi. Con Zanatta ancora in panchina, diverse cose sono migliorate nella formazione leventinese, a partire dall’uscita dal terzo. Resta sempre la pochezza della mole sui sessanta minuti, anche se il serrate finale ha mostrato tanta buona volontà non concretizzata. Il Lugano è apparso convalescente, sia per le troppe assenze per trovare un assetto equilibrato, sia perché tanto lavoro resta da fare in casa bianconera: se non ci fosse stato il solito “buon cuore” bianco blu, questa sera non ci sarebbero stati neppure i tre punti a far abbozzare un timido sorriso. La nota positiva è stata espressa dalla quarta linea, quella che Shedden non impiega quasi mai: due reti di Fazzini  e tanta sostanza, con Zachrisson che, riportato nel ruolo di centro (guarda che invenzione!) ha saputo esprimere meglio le doti che nessuno ha mai messo in dubbio.

 

 

Lunedì 22 Novembre

NUOVA  VALASCIA:  VERSO  UNA  PROROGA

(Cornelio Turri)

Che non fosse possibile realizzare il nuovo impianto per i nastri di partenza della stagione 2018/19 era ormai scontato: il progetto originale ha dovuto essere ridimensionato per un contenimento dei costi che non possono e non devono superate i 50 milioni di franchi; ci sono state delle modifiche per consentire alla Protezione Civile di essere alloggiata nella struttura. Insomma, tanto lavoro degli architetti ha portato alla necessità di una nuova concessione che il Comune di Quinto è pronto a rilasciare nei prossimi giorni. Evidente che, per ora, nessuno ha ancora messo mano alle ruspe per l’angar 6. Di questi giorni, annunciata da Ivano Zanatta e confermata dal Presidente Lombardi, la necessità di chiedere una proroga di un anno alla Lega (richiesta informale già inoltrata e sulla quale, pare, non ci dovrebbero essere obiezioni, tanto più che altre formazioni di LNA si trovano nelle stesse condizioni).

 

AMBRI’  E  BIENNE: SI  VA  AVANTI  COSI’!

Tanto tuonò che non cadde neppure … una goccia. La riunione del CDA si è conclusa con la conferma della fiducia a Kossmann e la vigile attesa monitorando la situazione, perché una vittoria non modifica il giudizio negativo di una stagione. Resterà in panchina, sino a quando sarà necessario, anche Ivano Zanatta.

Insomma, situazione abbastanza strana, con allenatore (anche se le smentite non mancano!) sotto tutela.  Chi era alla Valascia venerdi, giura di un Kossmann che saluta tutti i giocatori in modo particolare a fine partita (leggi il resoconto della Regione Ticino); poi il giorno seguente si modifica la rotta. Le malelingue sostengono perché, nel frattempo, Lars Leuemberger ha scelto di andare a Bienne. Ma …. Colpo di scena, direbbe il buon Mike! Comunicato del Bienne che mantiene sulla panchina Mike McNamara almeno sino alla pausa di dicembre. E dunque il buon Lars resta disoccupato e, con il suo agente, rimane a rimirare tra le mani un pezzetto di spago … sbrindellato!

Piuttosto la considerazione è un’altra. In ottica Ambrì la situazione sub iudice che si è venuta a creare, con un allenatore in carica, ma dipendente dai risultati e con scarse prospettive per il futuro, non lascia presagire nulla di buono, neppure per la prossima stagione. Zanatta ha oggettivamente grosse difficoltà nell’operare sul mercato e lo statu quo finisce per favorire la partenza dei migliori e ingarbugliare le possibilità dei nuovi arrivi.

 

Domenica 20 Novembre

L’AMBRI’  CHE  NON  T’ASPETTI!        LUGANO SOTTO LA LINEA

 (Cornelio Turri)

AMBRI’   -   LOSANNA     3   -  2

Da dove cominciamo? Partiamo dal contorno. Se in Leventina ci fosse Sherlock Holmes, avrebbe il mal di testa: “Osservare, concatenare e dedurre”. Sui primi due ci vuol poco, sul terzo, mettere insieme i tasselli che provengono da Casa Ambrì appare abbastanza problematico. Ridda di voci sulla possibile nuova conduzione tecnica: poniamo il caso che siano tutti spifferi messi lì ad arte (come dice il Presidente) per far lievitare l’appetibilità dei vari papabili. Che Zanatta vada in panchina ad affiancare l’allenatore e il suo vice appare, al contrario, non del tutto scontato: visconte dimezzato? Sotto tutela? L’unione fa la forza? Difficile dare un’interpretazione. Una cosa è certa: nelle Società serie, questo non succede. Baci e abbracci a fine partita tra tutti i componenti lo staff sulla panchina (a proposito, qualcuno ha suggerito che, per la prossima uscita alla Resega, si allunghi la panchina!): Presidente, D.S., allenatore e vice tutti accomunati in una foto di gruppo. Abbiamo vinto, dunque va tutto bene, era solo questione di un po’ di pazienza e si sarebbe  aggiustata ogni cosa? A stare alla dichiarazioni del Presidente, a fine partita (unico delegato a parlare, per tutti gli altri silenzio!), parrebbe di sì: non c’è crisi! Come per la carestia manzoniana: colpa dei fornai. Ma oggi ci sarà la riunione del CDA dove, dice sempre il Presidente, si analizzerà la situazione, non sulle considerazioni di una sola partita, ma nel suo complesso. E allora? Nel frattempo, stando a “radio serva”, il più probabile pretendente alla panchina bianco blu, Lars Leuemberger, sarebbe vicinissimo a firmare per il Bienne: già, perché nella gerarchia delle scelte, l’Ambrì viene ultimo, come il corvo di Calvino. E la partita? Quasi passava in secondo piano! Che dire? Anche qui neppure il buon Sherlock ci caverebbe una spiegazione logica! Due tempi giocati all’insegna della solita musica: Losanna tranquillo su un 2 – 0 che sapeva di pietra tombale sulla partita e destino segnato. Terzo tempo con un Ambrì che non t’aspetti, con tre reti che ribaltano la partita, con energia sul ghiaccio da annichilire il malcapitato avversario, leventinesi su ogni disco e stranieri (Emmerton, in particolare) resuscitati, coadiuvati da qualche altro Lazzaro dell’ultima ora. 3 – 2 alla sirena e tutti a casa contenti! Non per essere pessimista, ma la boccata di ossigeno, porta l’Ambrì a quota 22, ultimo, ad un punto dal Friborgo che deve recuperate quattro partite. Della serie: persino il decimo posto è un miraggio!

 

BIENNE    -    LUGANO       3   -   1

Forse arriverà Leuemberger a prendere il posto di uno Schlapfer cui la curva ha dedicato un applauso e uno striscione di ringraziamento commoventi. Intanto il Bienne, diretto da McNamara, ha incassato la seconda vittoria consecutiva e, avendone l’opportunità di scavalcare l’avversario diretto in classifica, non se l’è fatta sfuggire: sorpasso! Che ci fossero molti problemi in casa bianconera, non c’era bisogno della partita di stasera per saperlo. Eppure l’infermeria lasciava in libera uscita Burgler e Hirschi, ma tanto non è bastato a fare paura a un Bienne che ha meritato la vittoria. Certamente gli infortuni non bastano a giustificare una magra di risultati che acquistano, ora, una continuità preoccupante. Shedden pare averci messo del suo con la rivoluzione dei blocchi e nella gestione del pacchetto stranieri, torchiando poi, con tre linee, i migliori, nel tentativo di raddrizzare una partita che aveva preso una brutta piega e che la rete di Hofmann pareva ancora tenere in bilico. Anche la tranquillità pare venire meno, specie in una piazza esigente come Lugano. E lunedi (data insolita) si annuncia il derby: saprà l’Ambrì, cuore d’oro, fornire la spugna per cancellare temporaneamente il malumore in riva al lago?

 

P.S.: geniale e discreta persona Mike Mc Namara! Dove arriva trasforma in cigni i brutti anatroccoli, poi rientra nei ranghi, sparendo negli oscuri meandri dei settori giovanili. Lo ha fatto a Lugano, dove ha passato una vita, lo sta facendo ora a Bienne. E se l’agonizzante Ambrì si affidasse alle sue cure? Ma questa potrebbe essere solo la “deduzione” di Sherlock Holmes!

 

Giovedì 17 Novembre

TICINESI: ALTRA SERATA “MOLTO”  NERA!

 (Cornelio Turri)

ZUGO    -    AMBRI’     3  -   1

Film già visto alla Bossard Arena una settimana fa: Zugo trotterellante, Ambrì allo sbando. Non è stato necessario alla formazione di Kreis pigiare sull’acceleratore, tanto sarebbe venuta a capo della contesa per naturale sparizione dell’avversario. Così è stato: un paio di accelerate di Marschini, con disco gentilmente offerto dalla premiata ditta leventinese,  e, al secondo tentativo, la rete che avrebbe praticamente deciso la partita. Tanto, dal capitombolo, la formazione di  Kossmann non si sarebbe mai rialzata. Con soli tre stranieri sul ghiaccio e priva (per lungo tempo) di Duca, la squadra ticinese ha perseverato nell’errore del rimescolamento delle linee con il solo risultato che la confusione regna sovrana su tutto il fronte. Con soli 42 spettatori al seguito, l’Ambrì rischia di perdere anche l’ultimo baluardo prima di sprofondare definitivamente nel baratro, in cui una conduzione tecnica caotica e una dirigenza che non ha saputo prendere decisioni “serie” lo stanno sempre più spingendo.

 

LUGANO   -   ZURIGO    2   -   5

Neanche a Sparta si ride: lo Zurigo ha fatto quello che ha voluto, mangiandosi in un sol boccone un Lugano inesistente, già nel primo periodo, chiuso su un eloquente 3 – 0. Troppo il divario tra la formazione svizzero tedesca e la compagine di Shedden che, seppure ha le attenuanti delle molte assenze, mai ha mostrato la possibilità di reggere almeno parzialmente il confronto. Ed ora, partiti con ben altri obiettivi, i bianconeri si ritrovano un punto sopra la linea, con il fiato sul collo di quel Bienne che, accantonato dopo sei anni Schlapfer, è guidato ad interim da tal Mc Namara che, in tempi di vacche magre, aveva risollevato la compagine ticinese da una stagione disastrosa, per essere poi messo rapidamente da parte da nomi ben più altisonanti, ma affatto vincenti.

 

 

Domenica 13 Novembre

AMBRI’:  SCORRONO, INESORABIOLI, I TITOLI DI CODA  LUGANO: BENE ALLA RESEGA, MA MAL DI TRASFERTA

(Cornelio Turri) 

AMBRI’   -    ZURIGO     2  -  4  //  DAVOS   -   AMBRI’    6   -  3

C’era più gelo dentro la Valascia che fuori sotto la neve quando la curva ha esposto, all’ingresso delle squadre sul ghiaccio, uno striscione che la dirigenza non potrà ignorare: “Dirigenze inesistente! Allenatore incompetente! Giocatori senza voglia! Solo noi a difesa della storia!”. Kossmann si inventava Kamber difensore e bluliner in power play (ma perché schierarlo con Berger, uno dei migliore della formazione?) e rientra Monnet, ma per tutto il primo periodo è lo Zurigo a dettare legge da capoclassifica, con il rientrante Pestoni (dopo adeguato mese in tribuna e palestra). L’avvio del secondo periodo mostra un Ambrì che non vedevi da anni luce: intraprendente, aggressivo, a tratti persino arrembante, tanto che lo Zurigo ne rimane stupito e incassa, una dietro l’altra, due reti. Che sia la svolta tanto attesa? Persino il tanto deprecato power play è andato a bersaglio! Persino gli stranieri hanno ritrovato la via della rete (Emmerton e Hall)! Ma è un fuoco di paglia: i Lions trovano, un po’ per caso, il polsino di Kunzle e prima della seconda sirena hanno già fatto un sol boccone del malcapitato “uccellino”, chiudendo il tempo con un sorpasso (3 – 2), grazie a un tiro di Geering che pesa come un macigno. Da quella botta la combriccola leventinese non si rialzerà più!

 

Per la trasferta di Davos manca Guggisberg (si dice infortuno al ginocchio) e D’Agostini viene inserito nel primo blocco (guarda caso!), ma Monnet è lasciato fuori per scelta tecnica. La squadra di Del Curto è certamente la mano indicata per medicare le ferite dell’Ambrì e ci mette un amen per essere già in vantaggio. Per fortuna, in porta non c’è nessuna saracinesca e D’Agostini ne approfitta per il momentaneo e fulmineo pareggio. Ma i gialloblu archiviano la pratica con un uno – due che suggella la partita. Troppo forte il Davos e incontro virtualmente chiuso dopo soli 15 minuti: nemmeno il mago scommetterebbe un centesimo sulle speranze leventinesi. Così si va avanti a bere l’amaro calice con qualche episodio disdicevole di troppo (il fallo di Kostner su Wieser, il pugno di D’Agostini ad Axelsson con il canadese che, per scelta dell’allenatore, non tornerà più sul ghiaccio). Se si aggiunge anche l’infortunio a Duca, si comprende che i titoli di coda stanno scorrendo velocemente. La GBB nel terzo tempo lascia la curva e abbandona al suo destino un Ambrì che, per ironia della sorte, oggi trova addirittura tre reti in power play, ma ha smarrito tutto il resto della situazione. E allora, caro Presidente, come la mettiamo con l’arrocco?

 

LUGANO   -   LOSANNA     2   -  0   //   BERNA   -   LUGANO    2   -   1

LA Resega resta inespugnabile per buona sorte del Lugano che incasella tre punti preziosi, ma per battere il Losanna ci sono volute pazienza e Merzlikins (la rete del definitivo sollievo è arrivato a porta vuota). La vittoria è arrivata puntuale, ma i dubbi sulla formazione ticinese rimangono inalterati: quanta fatica a giocare un hockey lineare, tanto più che il Losanna “operaio” è particolarmente abile nel gioco di rottura. Dunque difficile trovare soluzioni quando ci si ingarbuglia da soli; le assenze si Hofmann (scelta tecnica) e quelle per infortunio di Ulmer e Hirschi hanno per lo meno esaltato le doti di una difesa che si è caricata sulle spalle il peso dell’intera partita e lasciando che un monumentale Merzlikins facesse il resto per incasellare il primo shut out della stagione.

 

A differenza della sera precedente, alla Bernarena  Merzilikins è bastato solo a contenere il punteggio, non a salvare il Lugano dalla capitolazione. Se per lungo tempo il punteggio è rimasto inchiodato sullo 0 – 0, molto merito va all’estremo difensore ticinese, perché il pallino della contesa è rimasto spesso e a lungo nelle mani del Berna, complice qualche penalità di troppo sul conto degli ospiti (ma box play che ha funzionato alla grande), ma padroni di casa che hanno spinto in maniera forsennata sull’acceleratore tanto da farli sembrare in power play anche a ranghi completi. Inevitabile che, prima o poi, la capitolazione del fortino bianconero dovesse arrivare: cinque secondi nei quali, con doppia segnatura, gli orsi hanno fatto il break. Eppure, grazie a una invenzione di Klasen (unico veramente ispirato e sempre lucido) la partita, nel finale avrebbe potuto avere soluzione diversa, ma la tardiva reazione degli uomini di Shedden ha fatto solo venire qualche brivido ai 16.000 presenti, non impedito di festeggiare. Tuttavia, ad onor del vero, i padroni di casa non hanno rubato proprio nulla.

 

Mercoledì 9 Novembre

RIPARTE IL CAMPIONATO, L'AMBRI' MARCIA  SUL POSTO

 (Cornelio Turri)

Dopo la pausa della nazionale rossocrociata che, alla Deutschland Cup, ha esibito solo modeste prestazioni con tre sconfitte in altrettante partite, riparte il campionato con la proibitiva (sulla carta) trasferta di Zugo per la formazione di Hans Kossmann, salvato dalla dirigenza biancoblu e affiancato, per la prima volta, da Dmitri Tsygourov. Il risultato è stato il solito film già visto e rivisto: primo tempo inguardabile, illuminato da qualche miracolo di Zurkirchen, ripresa con miglioramento e pareggio raggiunto (in doppia superiorità, ma anche questa è una buona notizia), ultimo periodo alla "vorrei, ma non posso" dopo la rete di Suri che ha sancito la 14 sconfitta su 21 partite della gestione Kossmann, per la nona volta con una sola rete all'attivo, sempre con il minimo scarto. Detto questo, anche lo Zugo non ha fatto un figurone, spesso arruffone e distratto, beccato dai fischi dei suoi sostenitori: poteva, dunque, essere l'occasione di raggranellare qualcosa alla Bossard Arena, per corroborare una classifica che, dopo la terza sirena, vede i leventinesi sempre più desolatamente ultimi (non inganni il punticino in più del Friborgo perché i burgundi hanno da recuperare ben tre partite!). Quel che è peggio è la situazione del gioco, ormai non più illuminato neppure dal bagliore dell'ispirato di turno: né Guggisberg, né Fuchs, men che meno gli stranieri (nonostante la rete di Hall). Forse l'unico sussulto l'ha dato, a fine partita, Tsygourov ai microfoni della RSI: il tono della voce e il piglio erano quelli di una persona ancora viva!

Per il week end si avrà, duole dirlo, la resa dei conti: Zurigo alla Valascia e Davos in trasferta. Forse, questa volta, si smetterà di dire che, perdendo con il minimo scarto, stiamo lavorando bene e siamo sulla strada giusta!

 

Lunedì 31 Ottobre

LUGANO.  … DI  CINQUINA  IN  CINQUINA …

AMBRI’: ANCHE IL RIANIMATORE SE NE STA ANDANDO?

 (Cornelio Turri)

LUGANO  -  DAVOS   2  -  5  //   GINEVRA  -  LUGANO   5  -  0

Dopo la cinquina del Langenthal in Coppa Svizzera (ma si dice che la coppa non conti nulla) sono arrivate anche le cinquine di Davos e Ginevra a non far dormire sonni tranquilli alla pattuglia bianconera durante la pausa della Nazionale. Se nella sconfitta con i Davos c’era stato il tentativo di ribaltare la situazione (due volte in vantaggio i grigionesi, due volte raggiunti), a Ginevra non si è visto neppure quello: la formazione di McSorley, che di problemi ne ha già tanti di suo, non ha sudato neppure le solite sette camicie per venire a capo della situazione. Con o senza Lapierre, con o senza Zachrisson, il risultato non pare cambiare: svarioni difensivi, scarsa incisività in attacco, dove si salvano soltanto Burgler e Klasen, almeno per la fase di impostazione, anche se poi cade, anche lui, in errori madornali (via libera alla rete in short hand del Davos che ha, di fatto, chiuso la partita). Se poi ci aggiungi che anche Merzlikins non salva più la baracca come nel recente passato, si spiega come mai, nelle ultime 4 partite, 18 reti subite e solo 8 segnate. Probabilmente aver “spremuto” i soliti noti per troppo tempo sta dando … i suoi frutti. Ora diversi giocatori si trovano con le gambe molli e appannati, gli altri non sono in grado di prenderne il posto per responsabilità e ruolo.

 

AMBRI’   -   KLOTEN        1  -   6

Una sola partita nel week end per i leventinesi (per fortuna, verrebbe da dire) e prestazione inguardabile con un Kloten che, dopo soli 5 minuti, veleggiava comodo su un 3 – 0 che aveva già chiuso la partita. Nella desolazione della Valascia, sotto fischi che piovevano copiosi dagli spazientiti 4.700 spettatori, gli aviatori non potevano esimersi  dall’infilare qualche altra rete a un Zurkirchen in serata, anche per  lui, negativa (ma quante ne ha salvata con le sue parate?) sino ad un 6 – 0 raccolto in scioltezza, quasi da allenamento. Sul fronte opposto solo confusione, incapacità, rassegnazione.

Evidente attendersi qualche sussulto dagli spogliatoi. Nella giornata di sabato è arrivato il topo partorito dalla montagna: per dare una scassa all’ambiente, dopo le scuse ai tifosi per la figuraccia della serata precedente, si scambiano i ruoli Tsygourov e Scandella, fiducia confermata a Kossmann. Paradosso colossale! E allora:

Caro Presidente,

se le capitasse, come in passato, di leggere queste poche righe, sappia che nessuno invidia la sua posizione perché, ancora una volta, l’anno costretta a dire qualcosa che non è la realtà. Se posso azzardare un consiglio, è meglio sbagliare da soli. E’ proprio convinto che Hans Kossmann sia ancora l’uomo del destino, che faccia al caso nostro? Non le pare la copia, magari un po’ più aggiornata, di quelle di un recente passato che ci hanno trascinato nel gorgo sino allo spareggio? Se anche l’Avv. Canevascini, già qualche tempo fa, si è permesso di dire, coram populo (alla RSI), che un D’Agostini dovrebbe essere affiancato da giocatori che parlano la sua stessa lingua (e non solo “l’inglese”), è sotto gli occhi di tutti quali scelte “discutibili” si alternino sul ghiaccio. Nella partita con il Berna, mi non messo ad osservare: non le sarà sfuggito che, ad ogni cambio, per un giocatore cambiavano i compagni di linea e, da un cambio all’altro, anche il ruolo: una volta centro, una volta ala. Da qual momento il Berna avrà anche pigiato sull’acceleratore, ma ha preso il largo come un fringuello. Ci sono molti infortunati: di solito si ordina il “serrate le fila”. Noi continuiamo a distribuire le forze su quattro blocchi. Se mai ci capitasse l’avventura di avere a disposizione, per un paio di partite, Crosby, con chi lo mettiamo in linea: due moschito? Ora si fa cadere la testa di Scandella (perché nei fatti questo è, altro che arrocco!). Spero che il buon Diego avesse tanto potere da condizionare il “suo capo” nell’impedirgli di creare delle linee meglio propositive (quasi tutti giocano con due blocchi e  mezzo, il resto per il contenimento), nel continuare gli esperimenti durante la stagione regolare e non nel precampionato, nel non lasciare a nessuno punti di riferimento e automatismi collaudati (chissà perché gli altri giocano da anni sempre con gli stessi blocchi?), e via di seguito.

Alla ripresa delle ostilità ci attendono nell’ordine Zugo, Zurigo, Davos. Anche loro hanno almeno due linee (guarda caso, non le cambiano!) che fanno venire i brividi, specie a una difesa come la nostra. In altre parole, assomigliano un tantino … al Kloten. Spero di cuore di sbagliarmi, ma ho la sensazione che …  la risentiremo ancora.  

 

Domenica 23 Ottobre

WEEK – END: LUGANO VINCENTE, POCO CONVINCENTE      AMBRI’ IN RIPRESA, MA IL MALATO RESTA GRAVE

 (Cornelio Turri)

AMBRI’:   GINEVRA  -   AMBRI’     4 – 3  //  AMBRI’   -   BIENNE    2   -   1

Il week end opponeva all’Ambrì due formazioni poco in arnese, entrambe reduci da una serie di esiti abbondantemente negati. Nella sfida delle Vernets, il Ginevra, molto rimaneggiato nella formazione per i numerosi infortuni, presentava l’esordio del talentuoso Natan GERBE, allo scopo di rimpiazzare almeno il partente (carriere anticipatamente chiusa) Santorelli. Sul fronte leventinese, alle note defezioni, si aggiunge quella di capitan Duca per motivi familiari. Ancora una volta Kossmann decide di suddividere gli effettivi su quattro blocchi, invece di un più logico “serrate le fila”. La mossa non è per nulla “balossa”, perché l’entrata in materia lascia parecchio a desiderare, con il Ginevra che prima sfrutta la rapidità al tiro di Rod (velocità di esecuzione doppia rispetto a Kamber, schierato all’ala, in analoga circostanza), poi raccoglie l’immancabile regalo in short hand per il 2 – 0 della prima frazione di gara. Partita virtualmente chiusa da Fransson nel periodo centrale, ma l’hockey sorprende sempre, anche i più navigati e, da un tiro senza troppe pretese di Berthon, scocca la scintilla che accende un Ambrì  che non ti aspetti: nel breve volgere di 11 minuti la resurrezione è servita: 3 – 3. C’è tanta confusione e si cerca sempre la soluzione più complicata, ma questa volta la sostanza premia l’audacia. Nel terzo periodo ci potrebbe scappare anche il colpaccio, ma la nuova mazzata di Rod, che prende d’infilata le belle statuine, è di quelle che la buona volontà e l’abnegazione non possono rintuzzare. Neppure in sei contro quattro scocca l’ora della rete in superiorità: così si torna verso casa con la quinta sconfitta consecutiva in saccoccia e l’ultimo posto, in solitaria, in classifica che pesa come un macigno sul morale.

Sabato alla Valascia cala il Bienne, alla sesta capitolazione consecutiva, che sarebbe buona cosa non rivitalizzare. L’avvio è arrembante e per tre minuti filati Hiller è sottoposto a un bombardamento asfissiante. Poi la furia si acquieta e i Seelanders prendono in mano la situazione con veloci folate che portano al vantaggio ospite. Ci pensa Pesonen a riportare a galla i padroni di casa, ma i ferri graziano i bianco blu dall’ex Pedretti. La ripresa è di netta marca casalinga, con il vantaggio di Gautschi e la possibilità di chiuderla. Invece, si resta sul 2 – 1 e tanti brividi giù per la schiena dei 4.700 fedelissimi che spingono la truppa leventinese sino all’agognato traguardo: la prima vittoria tra le mura amiche da tre punti pieni! E’ bene dire che nelle due ultime partite, nonostante le defezioni, si sono visti spunti interessanti di ripresa. Altra cosa è essere usciti dal tunnel. A parte il power play che fornisce, ormai, solo occasioni all’avversario in inferiorità (le statistiche sono impietose: tre reti fatte, quattro subite!!), molto andrebbe chiarito in materia di uscita dal terzo che appare o troppo lento o disastroso, per l’avventura in avanti del portatore di disco che apre a micidiali ripartenze in sovrannumero. Sulla composizione delle linee e sulla loro “mutevolezza” si è scritto sin troppo. Il successo casalingo rinsalda sulla panchina Kossmann, ma non è detto che questo sia un bene per l’Ambrì.

 

LUGANO   -   KLOTEN   4   -   1   //   LANGNAU   -   LUGANO   3   -  5

Doppia occasione propizia per il Lugano di corroborare una classifica meno sostanziosa di quanto desiderato. Vittoria abbastanza netta nel punteggio quella casalinga con il Kloten, meno consistente se si analizza quanto visto sul ghiaccio. L’avvio è tutto di marca ospite con vantaggio di Hollenstein e pareggio, un po’ contro l’andamento del gioco, del redivivo Zachrisson (nuovamente della partita, spalleggiato da Hofmann e Lapierre), per una formazione con pacchetto straniero tutto offensivo (a riposo è rimasto infatti Wilson, grazie anche al recupero di Chiesa). Solo dopo metà partita la formazione di Shedden è salita di tono e la rete di Burgler nel terzo tempo ha ridato fiato a una squadra non sempre lucida. Merzlikins, con una parata da antologia, ha tenuto ferma la barra della nave con direzione vittoria, messa poi in cassaforte dalle reti finali nell’ultimo minuto.

La sfida della Ilfis con il Langnau costituiva trasferta affatto tranquilla, soprattutto per la cura Ehlers dei tigrotti che, da quando hanno modificato la guida tecnica, sono apparsi letteralmente trasformati. Puntualmente se ne è accorto anche il Lugano che, nel corso del primo periodo, si è trovato per tre volte ad inseguire il sorprendente avversario. Buon per lui che, grazie al maggior tasso tecnico dei suoi uomini, la formazione ticinese ha sempre trovato il pertugio per far passare il disco della rimonta, persino in inferiorità (sul 2 – 3), quando si poteva temere per un break casalingo, non del tutto immeritato. Purtroppo per i tigrotti, i ritmi sono rimasti a lungo troppo elevati per le loro possibilità, così il Lugano ha allungato con Zachrisson e la vittoria ha preso una direzione ben precisa.

 

DOPOPARTITA  CON  MICHAEL  FORA di Francesco Turri

 

D – Ancora una serata negativa che, però, non era iniziata male…

R – Ci siamo creati un discreto numero di occasioni ma non le abbiamo sfruttate, poi il Berna ha alzato notevolmente il ritmo e, benché gli abbiamo tenuto testa a lungo, quando ha infilato il raddoppio, non abbiamo più avuto la forza di rientrare in partita

D – Guardare la classifica e vedersi ultimi non aiuta il morale

R – In questo momento non dobbiamo concentrarci sulla classifica, perché porterebbe altra negatività e non servirebbe a migliorare la situazione. Dobbiamo, come al solito, continuare a lavorare e guardare avanti, perché siamo sulla buona strada, ma mancano maledettamente i risultati

D – Visto dalla tribuna, nel primo periodo l’Ambrì è apparso meglio equilibrato; dal secondo periodo, i continui cambi di blocchi ad ogni cambio, non hanno portato maggiore difficoltà a fronteggiare il Berna?

R – Sulle scelte tecniche è l’allenatore che decide quale schieramento sia migliore in quel determinato frangente. Posso solo dire che il Berna, dal secondo periodo, ha molto aumentato il ritmo ed è diventata anche una squadra molto più competitiva di quella vista all’opera nei primi venti minuti.

 

Un grazie sentito a Michael Fora che questa sera è stato un po’ … bersaglio da sin troppe interviste e costretto a un lavoro supplementare, adempiuto con molta cortesia e disponibilità.

TICINESI – DI MALE IN PEGGIO

(Cornelio Turri) 

AMBRI’     -    BERNA                 1    -    4

Non si arresta la serie negativa dell’Ambrì, che soccombe anche al Berna in una partita che ha mostrato tutti i limiti della formazione ticinese e del suo tecnico. Dopo l’ennesima rivoluzione delle linee con Pesonen portato a fare il centro di Lhotak e Berthon, Emmerton nell’inedito ruolo di sorreggerire Kostner e Bianchi, Hall con Guggisberg e Lauper, per lasciare Fuchs con Monnet e Duca, fermo restando l’impiego di solo tre stranieri per gli infortuni di D’Agostini e Maenpaa, il gioco espresso nel primo periodo, seppure a ritmo ridotto e con errori su entrambi i fronti, ha mostrato un Ambrì almeno convalescente, che sfruttava il clamoroso regalo di Untersander per un 1 – 0 affatto demeritato. In avvio di ripresa, tutto rimesso in discussione con modifiche delle linee ad ogni cambio, con annessa modifica dei ruoli (Pesonen a volte centro, a volte ala, come del resto Lhotak) e progressiva confusione di idee e pareggio ospite, venuto dopo lunga azione insistita nel terzo e leventinesi, stremati, impossibilitati ad andare al cambio. Da quel colpo l’Ambrì non si è più ripreso ed è andato viepiù sfaldandosi, perdendosi in azioni individuali che, come nel caso di Collenberg (discesa sino a ridosso della porta avversaria), si sono tramutate nel definitivo sorpasso bernese. Ora, in fondo alla classifica e con una partita in più già giocata, la situazione appare ormai definitivamente compromessa, a meno di svolte clamorose (leggasi nuova conduzione tecnica della squadra che al momento appare negata da tutti i maggiori responsabili, ma che potrebbe essere necessaria se la situazione attuale dovesse permanere).

 

FRIBORGO     -     LUGANO          5   -    2   

Il mal di trasferta non abbandona il Lugano che subisce lo sgambetto dell’ex Larry Huras e per Shedden gli interrogativi aumentano. Non è bastato rimettere Zachrisson al posto di Lapierre per ritrovare mordente: la linea degli svedesi appare svogliata e poco produttivi, con poca coesione tra reparti e spazi immensi lasciati all’attacco avversario nei quali il Friborgo è andato a nozze per arrivare a ridosso di Merzlikins. E buon che il portierone, fin che ha potuto, ha retto l’urto, mantenendo il punteggio in proporzioni accettabili e lasciando aperto uno spiraglio per una possibile rimonta (2 – 0 il punteggio del primo periodo). Opportunità verificatasi in avvio di ripresa quando, nel momento peggiore, la rete di Hofmann ha riacceso il lumicino della speranza, corroborato da una penalità di partita a Rathgeb che avrebbe potuto ridare slancio ai bianconeri. Nulla di tutto ciò: power play arruffone e Conz sostanzialmente inoperoso. Chiusura come logica vuole nel terzo periodo: Friborgo a premere e Lugano a capitolare.

La mancanza di Brunner costringe Hofmann a non trovare sbocchi e diventare controproducente; la mancanza di uno scorer al fianco di Klasen (ma Pettersson non era troppo offensivo?) lo lascia orfano di un compagno che finalizzi il lavoro. Se si aggiunge che la difesa, per istinto offensivo, si fa trovare spesso fuori posizione, il quadro è completo e si comprende come il Friborgo non abbia fatto troppa fatica a venire a capo della situazione.

 

Lunedì 17 Ottobre

AMBRI’   E   LUGANO:  COSI’   NON  VA!

 (Cornelio Turri)

Il campionato propone il doppio turno come si trattasse di andata e ritorno, per cui doppia sfida per l’Ambrì con il fanalino di coda Friborgo, mentre al Lugano tocca lo Zugo. Non è andata per niente bene ai leventinesi con duplice sconfitta (all’OT fuori casa), secca e deludente tra le mura amiche; un filo meglio al Lugano che ha strappato due punti alla Resega, ma è crollato con un eloquente 0 – 5 alla Bossard Arena. Insomma: per i tifosi di entrambe le formazioni molto amaro da digerite.

Cominciamo dal LUGANO.

 

LUGANO  -  ZUGO    4  -   3  OT   /    0  -  5

Nella partita casalinga fa il suo esordio Maxim Lapierre, schierato al centro della coppia svedese Martensson –Klasen, con Zachrisson relegato alla tribuna. Che di un centro con caratteristiche difensive ce ne fosse già abbondanza nelle file bianconere se ne erano accorti anche i “discatori della domenica”, ma la dirigenza ha preferito seguire altre logiche che, sul ghiaccio, nel doppio confronto, tutto hanno dimostrato fuorchè dare loro ragione. E nel terzo tempo della partita di Zugo, se ne è accorto anche Shedden che ha inserito Burgler per Lapierre, stante l’indisponibilità di Brunner (ammalato). Se alla Resega, la spinta offensiva, seppure propiziata dalla classe operaia (vedi un Morini sempre più intraprendente e convincente), aveva alla fine dato ragione ai padroni di casa, nella seconda sfida un 3 – 0 parziale, maturato in men che non si dica nel corso del primo periodo, ha tolto ogni possibilità di replica. Lugano troppo nervoso e falloso per avere ragione di un avversario che della carica agonistica fa la propria arma migliore. La provocazione alla Lapierre può servire nei play off, non nel campionato. Qui i panni del provocatore li ha vestiti Wilson che ha tolto di mezzo per una diecina di minuti Holden, ma ha costretto la sua formazione in inferiorità numerica, incassando due reti e tanti saluti! Insomma, la quadratura del cerchio appare lontana e le carte di Shedden sempre più ingarbugliate: per i traguardi ambizioni che si vogliono raggiungere occorre pazienza, ma pare che questa non sia tra le doti della compagnia.

 

FRIBORGO   -   AMBRI’     3   -  2  OT   /   2  -  1

Era la classica sfida di cui approfittare per corroborare la classifica. Invece, il solito Ambrì, confuso e privo di idee, ha portato a casa il classico pugno di mosche e ampliato il baratro sotto i suoi piedi. Kossmann ha mescolato le carte per l’assenza di D’Agostini (si parla dell’ennesima commozione cerebrale per il canadese) e di Maenpaa (nella partita casalinga, per un possibile infortunio alla spalla rimediato al St.Leonard), ma i leventinesi hanno avuto nel solo Fuchs l’uomo che, Zurkirchen a parte, ha cercato, se non di accendere la luce, almeno di fare un minimo di chiarore nelle tenebre. E, a dire il vero, per poco non ci riusciva pure se, all’overtime, non gli fosse rimasta sulla paletta quel disco che doveva freddare Conz per la terza volta, cosa che avrebbe nascosto sotto il tappeto la tanta polvere che copre questa stagione dei bianco blu. Purtroppo al cospetto dei propri beniamini, l’Ambrì ha fatto anche peggio, soccombendo prima del sessantesimo, senza lasciare attenuanti. Già, perché Larry Huras, vecchio esperto, ha capito che per salvare la pelle gli sarebbe bastato riunire in un blocco i tre uomini migliori che ha a disposizione: così ha fatto e tanto ha fruttato i tre punti. Il suo collega, pensando di distribuire le forze, altro non fa che disporre di un paio di dragamine quando potrebbe schierare, non una corazzata, ma almeno un piccolo incrociatore.

Di fronte a tanto squallore (il power play ha una percentuale di realizzazione che sfiora il 5%!!!) la curva aveva espresso il proprio larvato disappunto già prima del face off d’inizio (con uno striscione assai poco equivocabile: “POCO GIOCO, TANTA CONFUSIONE, FORSE LA COLPA E’ DELLA CONDUZIONE”). A fine partita, Filippo Lombardi si è assunto le proprie responsabilità (ma cosa dovrà mai fare, povero Presidente, che ancora non ha già fatto!), mentre  Kossmann ha rovesciato sui giocatori le ragioni degli insuccessi, né più né meno di “salvatori della patria” e “uomini del destino” che già hanno fatto (purtroppo) tappa alla Valascia: tali Laporte e Costantine. Fra due giorni arriva il Berna. Che rispunti la famosa valigia?

 

Giovedì 13 Ottobre

L’AMBRI’ PERDE MALAMENTE A LOSANNA – ZURKIRCHEN FIRMA A LOSANNA?

 (Cornelio Turri)

LOSANNA   -  AMBRI’     4    -   1

L’ennesima rivoluzione in casa leventinese non approda a nulla di buono: il confermato Pesonen (sino al termine della stagione vestirà la maglia dell’Ambrì), viene mandato in tribuna per far posto a Maenpaa; fuori anche Bastl, Zgaggren e Berger per inserire Kamber, Berthon e Kostner; Lhotak torna ala con Emmerton e Guggisberg, D’agostini staziona con Hall. Detto questo, i leventinesi giocano comunque una gara di contenimento e passano in vantaggio, ad inizio ripresa, per merito di Fuchs; avrebbero anche la possibilità di arrotondare in contropiede, ma falliscono il colpo di grazia ad un Losanna che appare sì meglio impostato degli ospiti e con mentalità decisamente a trazione anteriore, ma non è nulla di trascendentale. Così, dopo aver schiacciato i bianco blu dalle parti del sempre ottimo Zurkirchen, il Losanna perviene al pareggio e allunga nella ripresa. La perdita di D’Agostini (scontro fortuito con Nodari, entrambi più rientrati sul ghiaccio), non agevola la rimonta. Le proteste plateali di Kossmann per una decisione arbitrale assai discutibile, fanno il resto: penalità alla panchina, rete losannese e tanti saluti a una partita che l’Ambrì avrebbe anche potuto agganciare in extremis. Resta tuttavia l’annotazione ormai stucchevole che in power play la squadra di Kossmann si eclissa, che non si può pensare di vincere con 10 tiri in porta quando gli altri ne effettuano almeno il quadruplo. Noi restiamo dell’opinione che la conduzione tecnica sia deficitaria su tutti i fronti e che solo una serie fortuita di situazioni abbiano salvato i leventinesi da una situazione decisamente più critica di quanto la classifica non dica. A Malley potrebbero essere stati esauriti i “bonus”. E allora sarebbe davvero dura!

 

In più si aggiunga che si è diffusa la notizia (temuta, ma non ancora ufficiale) che il portiere SANDRO ZURKIRCHEN lascerà dalla prossima stagione l’Ambrì per accasarsi proprio a Losanna in sostituzione di Christobal Huet. Un duro colpo per la compagine leventinese che perde una delle pedine di maggior pregio sulle quali contare. Ma del resto, con la situazione attuale, è difficile che un talentuoso portiere scelga di rimanere…

 

Lunedì 10 Ottobre

IL  DERBY  E’   DELL’AMBRI’ – LAPIERRE TORNA A LUGANO

 (Cornelio Turr)

AMBRI’     -     LUGANO     3  -   2    OT

Kossmann conferma la formazione che ha vinto a Langnau in settimana, lasciando invariati i terzetti offensivi e, sulla scorta della conferma sino a fine stagione del finlandese Janne Pesonen, schiera una formazione ancora con quattro stranieri tutti attaccanti (Maenpaa resta in tribuna, forse non del tutto recuperato fisicamente, ma anche spesso arruffone). La presenza di Hall rivitalizza Lauper e pone una garanzia negli ingaggi (stasera difficile strappargli il disco nei face-off!). Sul fronte luganese, sempre in emergenza la difesa, che recupera Ronchetti e impone turni massacranti a Furrer e Wilson, con Sannitz (davvero grande), impiegato come difensore e come attaccante. E lui risponde alla sua maniera, facendo diligentemente il compito in un ruolo non suo e segnando la rete del secondo vantaggio bianconero con un coast – to – coast davvero ispirato. Se il Lugano ha avuto dalla sua una maggiore pressione e un numero di occasioni più consistete, l’Ambrì ha risposto con ripartenze immediate (un palo e una traversa sul tabellino) che hanno bilanciato i meriti dell’avversario. Poi Zurkirchen ci ha messo del suo, specie con Brunner (stoppato due volte in un rigore in movimento) e Burgler all’overtime (ma quanto leziosità di Klasen e compagni per una rete che sembrava già fatta!). Così la classe operaia ha ribaltato la frittata e, sul fronte opposto, Merzlikins fermava Lhotak, ma non Monnet per il disco che faceva esplodere letteralmente la valascia (N’Goy dirà, a partita conclusa: “Ha tremato anche la pista!”). Certo non è stato un derby entusiasmante ed entrambi i tecnici hanno molto da sistemare nei rispettivi schieramenti. Shedden deve risolvere i problemi di convivenza in attacco, paradossalmente il reparto più esplosivo ed, invece, spesso inconcludente; Kossmann la quadratura della difesa che va un po’ in bambola e l’immancabile power play che pare mandare in panico i leventinesi. Dato positivo, almeno per l’Ambrì: non convince, ma continua a fare punti, con la linea lì, a pochi punti.

Intanto si annuncia che MAXIM LAPIERRE ha preso la decisione di tornare a Lugano!

 

Sulle altre piste, prosegue di successo in  successo il LANGNAU (3 – 0) con il FRIBORGO, che pure la sera precedente aveva superato all’overtime lo ZURIGO, pur prendendo lezione di hockey. Per i burgundi,la cura di Huras appare ancora lontana; in casa Emmenthal, invece, i tigrotti appaiono rivitalizzati e hanno lasciato all’avversario il fondo della classifica.

Lo ZURIGO mantiene la testa della classifica e supera un DAVOS in palese difficoltà (anche venerdi era capitolato in casa con il Langnau). In casa Lions l’idolo ticinese Pestoni è stato messo in tribuna per scarso rendimento e dovrà seguire un training personalizzato per ritrovare forma e ghiaccio.

Il GINEVRA, strapazzato dal BERNA, cade anche di fronte allo ZUGO, ma ha l’attenuante dell’infermeria molto affollata (assenti anche Almond, all’ennesimo infortunio, e Schweri).

Il BIENNE, complice una serata decisamente negativa di Huet, prima travolge il Losanna, poi si fa rimontare ma chiude comunque vincente.

 

Mercoledì 5 Ottobre

AMBRI’: FINALMENTE TRE PUNTI!

(Cornelio Turri)

LANGNAU    -   AMBRI’                 0    -    3

L’Ambrì torna dalla Ilfis con i primi tre punti della stagione e lo shut out di Sandro Zurkirchen che, insieme a Fuchs (autore anche stasera di due reti, cinque nelle ultime tre partite!), ha trascinato la squadra alla vittoria, ma nulla più. Certo era importante vincere, ma i dubbi e le perplessità della formazione di Kossmann rimangono intatte dopo l’ennesima prestazione incolore e, per quanto attiene al power play, assolutamente inguardabile. Anzi, l’occasione del sovrannumero, si trasforma in ghiotta opportunità avversaria per piazzare il colpaccio in short hand, stasera non verificatasi solo per la bravura dell’estremo difensore leventinese. Con Hall sul ghiaccio al debutto stagionale (per l’infortunio di Maenpaa), i ticinesi si sono presentati a trazione anteriore, nella speranza di trovare, contro il modesto Langnau, qualche ispirazione in più. Al contrario, primo tempo dominato dai tigrotti che si sono lievemente raffreddati in avvio di ripresa sulla rete dell’americano. Per il resto due lampi di Jason Fuschs, soprattutto la rete del 3 – 0, e Ambrì che ha rischiato grosso con qualche ingenuità difensiva (come concedere un 3 contro 5 per una penalità di Fora del tutto gratuita). Insomma, tenuto conto che l’assenza di Maenpaa non si è neppure avvertita, la situazione tecnica e mentale della formazione rimane assolutamente preoccupante.

 

LUGANO     -    PLZEN        4     -     1

La Champions regala al Lugano una partita apparentemente tranquilla, ampiamente dominata nel primo periodo, ma chiusa a reti inviolate solo per la bravura dell’estremo difensore avversario. Quando, nel tempo centrale, la formazione di Shedden ha fatto il gap (in rete Hofmann e Klasen), si poteva pensare di attendere con comodità la sirena finale. Invece, a quel punto, il Lugano ha cominciato a pasticciare e, subita la rete che riapriva la contesa, ha proseguito alternando l’opportunità di chiudere i conti, con quella di offrire il fianco alla capitolazione. Spentisi i tre svedesi del primo blocco, ci sono voluti Fazzini e Gardner per piazzare la botta vincente che ha ristabilito tranquillità, anche in prospettiva partita di ritorno.

 

Martedì 4 Ottobre

AMBRI’ BELLO MA SCIAGURATO -  LUGANO TORNA VINCENTE

 (Cornelio Turri)

ZURIGO    -    AMBRI’        2    -   3     OT

Le nubi di Kustnacht (leggi eliminazione dalla Coppa Svizzera ad opera dei G.C.K., ovvero il farm team di Zurigo Lions solo tre giorni fa, con prestazione inguardabile) facevano presagire che la sortita all’Hallenstadion potesse rivelarsi un bagno di sangue. Invece, fedele alla propria storia, come la Fenice, l’Ambrì, croce e delizia dei suoi sostenitori, risorge dalla proprie ceneri e supera lo Zurigo, giocando partita tutt’altro che perfetta, ma volitiva, concedendo spazio agli avversari in difesa, ma chiudendo loro la porta in faccia con un monumentale Zurchireken (62 tiri in porta!) e riuscendo (Udite! Udite!) a segnare una rete in power play e una in short hand, entrambe con Fuchs, per pareggiare i conti. Insomma, prestazione assolutamente da non incorniciare tra quelle da ricordare ma, se alla fine si portano a casa due punti (quarto successo consecutivo) pur giocando in modo approssimativo, si può cullare il sogno dell’aforisma di Nils Lidholm “squadra che vince giocando male, è destinata a crescere”.

 

LOSANNA    -    LUGANO      3   -    5

Trasferta pericolosissima a Malley per il Lugano, reduce da due sconfitte di quelle che lasciano aperti molti dubbi, con la difesa ancor più rimaneggiata (si è aggiunto il forfait di Ronchetti), al cospetto di una delle formazioni più in vista di inizio campionato. E, del resto, le battute iniziali non hanno smentito il copione atteso, con il Losanna in vantaggio alla pausa e Huet a chiudere ogni pertugio facendo presagire serata di magra per gli attaccanti ospiti. Invece, nella ripresa, ottenuto rapidamente il pareggio con Morini, nel volgere di un paio di minuti a metà gara, gli uomini di Shedden hanno messo una grossa ipoteca sulla partita. Contrastati efficacemente gli avversari nel loro terreno migliore (l’uscita dal terzo), i ticinesi hanno preso in mano le redini dell’incontro e veleggiato verso un comodo e sorprendente successo. A ridestare i fantasmi del passato, ci ha pensato il terzo tempo in cui i vodesi, sorretti da Herren e Walsky, hanno scompaginato la retroguardia bianconera e rimesso in discussione il risultato (risalendo sino al 3 – 4), chiuso definitivamente, a porta vuota, da Klasen. Insomma, ci si poteva risparmiare i patemi del finale, ma vittoria che corrobora, anche se le soluzioni tecniche adottate da Shedden appaiono ancora a livello di “esperimento”: poco efficace Zackrisson spostato all’ala con gli altri due svedesi, come la collocazione di Gardner, utile nelle situazioni speciali, ma senza la velocità necessaria a ranghi completi.

 

DAVOS     -    GINEVRA        2   -   3 

Prova il Davos a far sua la partita con il vantaggio di Walser, ma sul finire del primo periodo perde il ceco Kousal per brutto fallo (intervento al ginocchio) di Douay (punito con penalità di partita), ma anche il nuovo vantaggio di Schneeberger resiste sino a una diecina di minuti dalla fine quando il Ginevra opera il sorpasso.

 

FRIBORGO   -   KLOTEN       2   -    5

Il ritorno alla transenna di Larry Huras è di quelli amari: il suo Friborgo mantiene il vantaggio sino alla seconda sirena. Poi, nel terzo periodo, nonostante 12 tiri a 9 in porta, incassa quattro reti (tre delle quali dal micidiale power play degli aviatori).

 

BERNA    -    ZUGO      7   -   4

Incontro chiuso nel primo periodo, con gli orsi avanti di tre reti a zero. Poi la partita prosegue con una rete per parte, ma il gap iniziale rimane sino alla fine.

 

LANGNAU    -    BIENNE     2   -   5

Il Langnau prova a dire la sua al cospetto del Bienne che veleggia nei quartieri alti della classifica. Nel secondo periodo ribalta il risultato, anche con l’aiuto del nuovo venuto, il finlandese Elo Eero. Nel terzo periodo il patatrack: 0 – 4 in rapida successione e tutti a casa con le pive nel sacco

 

AMBRI’      -    DAVOS                 3   -   4

Gioca bene l’Ambrì e pare una formazione trasformata, tale da costringere il Davos alle corde e chiude meritatamente in vantaggio di due reti il primo periodo a senso unico. Prosegue anche sino a una manciata di minuti dalla fine, rintuzzando l’immancabile gol in short hand con una deviazione al volo di un Fuchs formato goleador (tre reti in due partite). Poi, d’improvviso, come calasse la nebbia, in 130 secondi sciagurati, regala tre reti al Davos e rimane alla terza sirena con un pugno di mosche in mano! Che dire di più? Impossibile!

 

LUGANO     -     BERNA     4   -   3   OT

Torna Merzlikins a difesa della gabbia, ma il primo impatto non è dei migliori: il Berna è padrone del ghiaccio, ma inconcludente; eppure, con due tiri in porta, è in vantaggio 2 – 0. La partita d’improvviso di riapre prima della sirena, con i bianconeri capaci di impattare, restituendo pan per focaccia anche nelle maniere forti. La partita corre via spigolosa, ma all’overtime la spuntano i padroni di casa coin la prima rete (dopo le polemiche dei giorni scorsi) di Zackrisson.

 

Mercoledì 21 Settembre

L’AMBRI’ BATTE UN COLPO! LUGANO: LO ZURIGO E’ UN’ALTRA COSA

 (Cornelio Turri)

AMBRI’    -    ZUGO            4   -  3    d.r.

Partito balbettante alla sua maniera, l’Ambrì è salito di tono nella ripresa e ha tirato fuori l’orgoglio montanaro per portare a casa la prima vittoria della stagione, seppure solo parziale, perché ottenuta ai rigori. Eppure, il paradosso vuole che la necessità dei prolungamenti abbia fatto positivamente valutare la prova dei leventinesi che, per due volte in svantaggio, avevano ribaltato il punteggio e venivano beffati a 11 secondi dalla sirena conclusiva. La mazzata era di quelle che avrebbero potuto stendere moralmente formazione molto meglio attrezzata alla bisogna di questo fragile e balbettante Ambrì, invece, maniche rimboccate e overtime giocato alla pari, con qualche “svista” penalizzante degli arbitri ( cambio scorretto e trattenuta vistosa su Maenpaa), sino alla propaggine dei rigori, per dirimere la quale ce ne sono voluti ben 22. Alla fine, la stoccata di Guggisberg ha fatto svanire un incubo che durava da tropo tempo. Non che d’incanto i mali dell’Ambrì si siano dissolti come la rugiada del mattino (ancora deficitario il power play a segno una sola volta ma con una doppia superiorità numerica, per quasi un paio di minuti, che ha prodotto una coppia di telefonate a Stephan), ma l’iniezione di fiducia è di quelle che fanno bene a un morale sotto i tacchi: torna alla rete Monnet, si conferma D’Agostini, c’è stata la grinta di reagire alla situazioni meno favorevoli. Certo Kossmann rimane sulla graticola e ci mette ancora del suo ma, pur non riproponendo Goi (non ce ne voglia, ma la LNA in momenti e frangenti difficili è al di sopra delle sue possibilità), ha rimescolato le carte e trovato una linea (Monnet – Fuchs – Duca) decisamente pimpante e pericolosa con il centro frizzante a rivitalizzare i compagni. A patto che dalla prossima partita non vengano messi ciascuno in una linea diversa!

 

ZURIGO   -   LUGANO             4   -   1

Sono bastati due tempi allo Zurigo per avere ragione di un Lugano rimaneggiato, specie in difesa, ma decisamente non all’altezza dell’avversario. Il punteggio dice che, dopo un primo tempo sufficientemente equilibrato, con la rete di Morini a pareggiare, a stretto giro di posta, la prima di Pestoni, la formazione di Shedden è stata costretta alle corde e, complice anche qualche svarione difensivo, ha favorito Thoresen e Wick nel mettere rapidamente in archivio una partita per la quale, il terzo periodo, è apparso pura accademia. In tale frangente, i Lions hanno lasciato fare e Brunner ha avuto un paio di occasioni per cercare di riaprire il discorso, ma non se ne è fatto nulla e la formazione di casa non si è presa la briga di spendere fatiche inutili.

 

LANGNAU    -    LOSANNA     0    -    5

Poco da dire alla Ilfis, se non che il Losanna inanella il secondo shut out consecutivo dell’eterno Huet e chiude la pratica già nel primo periodo con parziale di 3 – 0. I tigrotti non hanno argomenti, perdono anche Nussli e subiscono il  minimo sindacale negli altri periodi.

 

KLOTEN    -    DAVOS               5   -    6   d.s.

Attacchi sugli scudi e difese da rivedere con 11 reti che hanno divertito gli spettatori e fatto storcere il naso agli allenatori. Con il ritorno di Gerber tra i pali, il Kloten subisce il doppio colpo di Lindgren e Marc Wieser, ma sull’altro fronte si scatena Drew Shore (tre reti) che fanno volare gli aviatori sul 4 – 2. Ritorno di fiamma gialloblu e nuovo sorpasso (Lindgren, Ambuhl e Kousal a sfruttare qualche rebound di troppo) sino alla stoccata dell’immancabile Praplan per il 5 – 5. Nell’overtime il solito Ambuhl mette la firma.

 

FRIBORGO    -    BERNA     2     -    3      d.s.

Tutto si decide nei primo 44 minuti, con il Friborgo a fare la partita e il Berna a piazzare le stoccate vincenti (il pareggio di Pluss arriva al primo tiro in porta). Poi non succede più nulla sino all’overtime con Untersander che, alla sua maniera, fredda Conz dalla distanza.

 

BIENNE     -     GINEVRA      4    -   1

Reti inviolate nel primo periodo, poi concedere la superiorità numerica al Bienne equivale al suicidio: quattro reti tutte con l’uomo in più sul ghiaccio. Il Ginevra balbetta e prova solo a impattare la prima rete di Earl, poi alza bandiera bianca.

 

Domenica 18 Settembre

AMBRI’: DISASTRO – BIS    -    LUGANO:  CONFUSIONARIO  MA  VINCENTE

 (Cornelio Turri)

BIENNE     -    AMBRI’     5   -   1

La temuta trasferta di Bienne ha presentato il suo verdetto: serataccia in casa leventinese, tanto da cancellare le poche e rare cose positive emerse rispetto alla sera precedente (ma ci voleva davvero poco!). Con Zurkirchen escluso per far posto a Descloux (come con il Ginevra sul 3 – 0 benchè il portiere non avesse la minima colpa se gli avversari gli piovessero addosso da ogni direzione), ha fatto il debutto in LNA Tommaso Goi, ex Milano, al centro del quarto blocco. Rimescolate per l’ennesima volte le linee e ripresentata dopo immemorabile tempo quell’unica che aveva mostrato di funzionare in modo egregio e poi smembrata da Kossmann: Emmerton al centro di Lhotak e Monnet. Inutile dire che i tre, ritrovatisi assieme quasi per caso, non abbiano certo rinverdito, ne lo avrebbero potuto,  i fasti del passato. Per la prima volta in stagione, l’Ambrì ha trovato la rete del vantaggio e a segnare è stato D’Agostini, più intraprendente del solito; ha creato qualche buona opportunità ad inizio de secondo periodo, poi le immancabili debacle difensive hanno consegnato su un piatto d’argento la vittoria la Bienne che ha piazzato un micidiale 3 – 0 parziale e messo una pietra tombale sulle flebili sperante leventinesi. Insomma, una giornata che, se doveva fornire verdetti, lì ha detti, eccome, ma solo e nettamente preoccupanti. Come detto ieri, ancora una volta, persino nella gestione dei portieri, pare di rivedere il film della gestione Laporte. Con la sesta sconfitta consecutiva e lo Zugo alle porte (martedi alla Valascia), c’è poco da dormicchiare. E rimane ancora disoccupato un tal sig. Lars Leuemberger ….

 

LUGANO    -    LANGNAU        4   -   2

Con Manzato tra i pali per l’infortunio di Merzlikins, il Lugano ritrova Furrer in difesa e prova a domare il fanalino di coda della classifica. Ma la serata non è di quelle da incorniciare e la squadra di Shedden fatica maledettamente. Non se ne fa niente neppure in cinque contro tre e il vantaggio di Fazzini viene ribaltato dai Tigrotti volitivi e concreti, specie in power play. Nel terzo tempo ci vuole una rete alla Sannitz (disco buttato in avanti e un po’ di fortuna) per scardinare una porta che pareva, con il passare dei minuti, sempre più difficile da raggiungere. Poi un lampo di Klasen e uno di Brunner mettono tre punti in tasca e, per questa volta, tanto basta.

 

GINEVRA    -    KLOTEN    3   -   4  d.r.

Il Ginevra credeva di aver a che fare ancora con una formazione formato Ambrì, tanto che veleggiava sicuro sulle ali di un 3 – 1 persino a una manciata di minuti dalla fine. Invece, il Kloten, tenuto a galla da un lampo di  Hollenstein, trovava in Praplan e Schlagenhauf i salvatori della patria che acciuffavano il supplementare, risolto ai rigori con perentoria stoccata.

 

LOSANNA   -   FRIBORGO     2   -  0

Derby giocato con difese chiuse a doppia mandata e risultato sbloccato solo nel terzo periodo da una rete di Jeffrey e da Conz a porta vuota, per non dare un dispiacere al fratello.

 

BERNA    -    ZURIGO      2    -    4

Partita spigolosa e vissuta sul filo dell’esile vantaggio dello Zurigo con Nilsson. Poi fuochi d’artificio nel terzo periodo, con pareggio di Noreau (alla sua maniera), nuovo allungo di Baltisberger e aggancio di Arcobello d’autore. Nulla da fare per gli orsi alla botta di Sjogren e definitivo disco di Suter a porta vuota.

 

ZUGO    -   DAVOS     2   -   1

Lo Zugo porta a casa bottino pieno dopo averci messo parecchio per venire a capo del Davos che, nei momenti di maggiore difficoltà, non ha tardato a metterla sulle maniere forti, specie con Forster . Reti bianche nel primo periodo, vantaggio di Immonen e pareggio di Ambhul. Chiude definitivamente i conti Lammer nel terzo tempo

5  GIORNATA   -  AMBRI’   DISASTRO!  LUGANO  NEI GUAI

 

AMBRI’     -    GINEVRA           1   -   4

Quinta sconfitta consecutiva per i leventinesi in altrettante dall’inizio del campionato: se quelle precedenti avevano l’attenuante di essere classificate come “onorevoli”, quella contro il Ginevra appare, al contrario, “disonorevole”. Come sarebbero andate le cose, al cospetto di una formazione romanda scesa in Ticino priva di Romy, Simek e Mercier, i 5.000 della Valascia lo hanno capito dopo solo 40” secondi: disco malamente servito da Trunz … a Wick e assolo solitario dell’attaccante a trafiggere Zurchirken. Purtroppo, di svarione analoghi, nel corso della partita, ne succederanno a iosa, senza neppure che il portatore di disco sia stato messo sotto pressione. Insomma, l’immagine di una squadra che, se non è allo sbando, ci sta arrivando a tappe forzate, che di idee non ne ha, o sono abbastanza approssimative, con la conduzione tecnica di Kossmann sempre più marginale e poco condivisibile: cambi di linee incessanti che non portano a nessun risultato se non aumentare la confusione, esclusioni di giocatori apparse di dubbia efficacia (oggi fuori Berger, quando sarebbe stato meglio offrire un turno di riposo a qualche altro apparso in affanno). Insomma, pare aleggiare dalle parti dell’alta Leventina l’immagine della mitica valigia dell’era Laporte (giunta, con soddisfazione unanime, dopo la tredicesima sconfitta consecutiva!). Questa sera si gioca a Bienne, pista spesso decisiva per le sorti della formazione bianco blu, nel bene e nel male: da resurrezioni improvvise e insperate, a delusioni cocenti e stagioni buttate alle ortiche (persi a Bienne, lo scorso anno, gli ultimi punti decisivi per i play off). Anche se una rondine non fa primavera, sarebbe un’iniezione di fiducia a un manipolo che pare averla già smarrita e comincia ad innervosirsi (si segua, nell’ultima partita casalinga, un certo D’Agostini!).

 

KLOTEN    -    LUGANO          3   -   2 

Il Kloten, sorretto da un immenso Grassi, supera anche con fortuna il Lugano (due pali bianconeri per un pareggio che non sarebbe stato demeritato). Purtroppo, i guai per la formazione di Shedden vengono dalla difesa. Che il 50% di questa fosse, da parecchio tempo, ad alto rischio “infortuni”, lo si sapeva da tempo. Purtroppo, durante l’estate, si è cercato di raggiungere i sogni impossibili: Diaz (che sarebbe finito solo a Zugo), Weber (che non sarebbe mai arrivato). Morale della favola, ora la situazione appare critica: Kparghai, mai sul ghiaccio, fuori a tempo indeterminato, Furrer infortunato, Vauclair ne avrà per molto. Il rimedio trovato (il canadese Ryan Wilson) avrebbe potuto parzialmente sistemare la situazione, a patto di rinunciare ad un attaccante straniero. Invece, subito Sondell ha marcato visita e si è ritornati al punto di partenza. Si aggiunga che, a fine partita, dal medico della squadra è passato anche Hirschi!! Tornando alla sfida di Kloten, gli aviatori hanno meritato il vantaggio sino al 3 – 1, poi i ticinesi si sono rifatti sotto e sfiorato a più riprese il pareggio.

 

ZURIGO    -    LOSANNA            2   -   1  

Nella partita dei quartieri alti, la spunta lo Zurigo, ma il coriaceo Losanna non demerita. In vantaggio i Lions, nel primo periodo, con un’autorete (punto a Suter), i vodesi hanno rimediato nella ripresa con la botta di Genazzi deviata da Herren, per capitolare definitivamente sotto la stoccata del rientrante Wick, sempre presente quando si tratta di segnare gol importanti.

 

LANGNAU    -     ZUGO      3   -    4

La panchina di Beattie traballa: il suo Langnau, in vantaggio 3 – 0 ad inizio di terzo periodo, è stato travolto dallo Zugo in 17 minuti. Tanti ne sono bastati alla truppa zugana per trafiggere Punnenovs per ben quattro volte e acciuffare una vittoria che sembrava mera utopia.

 

FRIBORGO    -    BIENNE    4    -   3

Il Bienne credeva che il doppio vantaggio (3 – 1 dopo 24 minuti, frutto delle segnature di Neuenschwander Haas e Welliger) potesse bastare per uscire con qualcosa in mano dalla St.Leonard. Invece, il Friborgo ha presto riequilibrato la partita con Schild e Poulliot, prima che Pihlstrom, sostituto di Cervenka, mettesse il sigillo.

 

 

Martedì 13 Settembre

DERBY  AL  LUGANO, MA  AMBRI’  AUTOLESIONISTA!  

(Cornelio Turri)

Subito Derby dominato dal grande caldo e dalla difficoltà a gestire il disco su un ghiaccio reso assai diverso da quello che si vorrebbe trovare sotto i pattini. Gli allenatori mischiano le carte, specie nelle linee leventinesi, mentre Shedden schiera in porta Merzlikins e, richiamando Romanenghi, riporta Sannitz in attacco. Il momento topico la partita lo vive in avvio di terzo periodo: punteggio 2 – 1 in favore del Lugano, ma penalità di partita a Brunner per bastone alto su Maenpaa. L’Ambrì è chiaramente in rimonta e quei cinque minuti potrebbero essere per lui una manna dal cielo per andare, magari, anche oltre il meritato pareggio. Invece, uno dietro l’altro, la formazione di Kossmann scodella su un piatto d’argento due erroracci nella gestione del disco che consentono al Lugano di segnare non una, ma addirittura due reti in short hand. Dire che il carattere ha portato gli ospiti a rimontare ancora sino al 3 – 4 (prima della rete finale a porta vuota di Gardner) serve a poco perché, con situazioni del genere, non sarà mai possibile vincere nessuna partita. Il Lugano non ha rubato nulla, anche se appare lontano da quello che ci si potrebbe aspettare dal roster bianconero, ma, certo, non fa difetto alla formazione del Ceresio la freddezza sottoporta e l’abilità nello sfruttare le occasioni che capitano (sia per merito propri o per demeriti altri). In casa bianco blu tanto lavoro per Kossmann: bene la ricostruzione del morale (è una squadra che non molla mai), ma fa difetto la scarsa propensione a materializzare il lavoro svolto e, soprattutto, la quadratura dei blocchi, dove D’Agostini appare ancora spaesato e poco supportato dai compagni che, volenterosi lo sono, ma non all’altezza. 

 

LANGNAU  -   ZURIGO       1  -  2

Prima vittoria dei Lions e doccia fredda per i tigrotti che, dopo due tempi a reti inviolate, si erano illusi di fare bottino pieno con Nussli. Fatali, invece, gli ultimi 100 secondi: pareggio di Shannon e sorpasso con Nilsson.

 

KLOTEN    -    BERNA        4   -   0

Con reti ben distribuite nei tre tempi, sorprendentemente il Kloten fa fuori il Berna e suggella la vittoria, scandita dalle reti di Praplan, Santala e doppietta di Shore, oltre alla shut out di Boltshauser.

 

LOSANNA    -    FRIBORGO     6    -    4

Derby romando ricco di reti e di capovolgimenti di fronte, come nella migliore tradizione delle sfide tra cugini. Padroni di casa in vantaggio alla prima sirena con Walsky e Augsburger, rimontati e superati nella ripresa dal ritorno dei Burgundi grazie a Bykov, Sprunger e Cervenka. Alla mezzora il vento cambia ancora e, perentoriamente, direzione. Con un parziale di 4 – 0 i vodesi fanno loro la contesa.

 

DAVOS   -   ZUGO      3   -   2

Sempre avanti la formazione di Del Curto, Zugo ad inseguire: a Kousal risponde Martschini, a Lindgren Alatalo. Quando Walser sigla il 3 – 2 mancano ancora 10 minuti, ma il Davos non si fa più raggiungere. 

 

GINEVRA    -    BIENNE     1   -   3

Brutto avvio di campionato del Ginevra che si spegne, dopo la rete di Loeffel, per lasciare spazio al Bienne che pareggia con Micflikier e si porta in vantaggio con Tschantrè. Haas chiude a porta vuota.

 

INTERVISTA A DIEGO  KOSTNER (DOPOPARTITA DI AMBRI’ – DAVOS)

Di Francesco Turri

 

D – Cominciamo con la partita..

R – Sapevamo che loro iniziano abitualmente molto forte l’incontro e ci siamo fatti sorprendere con 10 minuti giocati davvero male, con errori individuali che hanno permesso di segnare due reti. Poi abbiamo ritrovato equilibrio e, da quel momento, il nostro rendimento è cambiato, ma così è difficile vincere una partita.

D – Diego Kostner però pare ritrovato come ai tempi di quando, a Lugano, giocava con McLean

R – Sto bene e sento la fiducia dell’allenatore e della società, logico che questo si traduca anche in un inserimento produttivo nel gioco della squadra

D – Domani il derby: partita particolare per te, visti i recenti trascorsi?

R – Beh a Lugano ho giocato 5 anni filati, quindi non posso dimenticare tutto quello che ho vissuto lì. Per ora cerco di non pensarci, domani ci sarà sicuramente un po’ di emozione all’arrivo alla pista. Poi la partita comincia e ciascuno gioca la sua

D – Una domanda sulla Nazionale italiana: a Oslo non è riuscita a qualificarsi per le olimpiadi

R – In effetti noi partivamo come sfavoriti rispetto a formazioni che possono schierare giocatori da NHL come la Norvegia. Nella partita contro la Francia ce la siamo giocata e siamo arrivati all’overtime. Poteva essere nostra. Anche con la Norvegia, la differenza l’ha fatta il loro power play che ha portato due reti. Così sono schizzati sul 4 – 1 e per non ci sono state più possibilità di rimonta

D – Quali differenze hai trovato nel giocare con la nazionale rispetto al campionato al quale sei abituato?

R – Non grandissime. Anche in Nazionale si gioca con avversari e compagni di alto livello, magari non sempre ai ritmi della LNA, ma pur sempre un hockey di qualità

 

Grazie a Diego Kostner per la sua disponibilità

 

Domenica 11 Settembre

1^  GIORNATA – AMBRI’  SOLO  UN  PUNTO

 (Cornelio Turri)

AMBRI’    -    DAVOS     2   -   3 OT

Una partenza sconsiderata in difesa penalizza l’Ambrì in una sfida che, come due giorni fa a Zurigo, avrebbe potuto far sua senza gridare allo scandalo. Invece, sotto di due reti, frutto di altrettanti svarioni difensivi, la formazione di Kossmann ha avuto il merito di riprendere il bandolo della matassa e raddrizzare una situazione  che poteva essere definitivamente compromessa. Trovata la rete prima della pausa, ha dovuto attendere sino al terzo periodo per il meritato pareggio di Fora e sfiorato la vittoria con Duca nei momenti finali (disco sulla linea). Certo è che il Davos, seppure trasformato da Del Curto in una formazione decisamente giovane, trascinato dall’onnipresente Ambuhl, ha già trovato coraggio e mordente per mettere alle corde qualsiasi avversario, facendo della concretezza e della velocità l’arma migliore. Giocatori con scarsa esperienza in LNA giocano con sicurezza e senza sbavature (specie in difesa, dove, all’occorrenza, non si disdegna la liberazione per riordinare le idee); eppure, quando l’Ambrì ha carburato, specie nel terzo periodo, i giallo blu sono stati messi alle strette e Senn, sorprendentemente lanciato titolare di giornata (ma il furbo Arno saprà mettere competizione fra i due giovani estremi difensori come a suo tempo fece con Berra e Genoni per ricavarne il meglio da entrambi), ci ha messo del suo per fermare l’attacco leventinese, a tratti un po’ impreciso e dove D’Agostini appare sacrificato e non in grado di sviluppare tutto il suo potenziale.

 

ZUGO    -    LUGANO    4   -   3

Con i difensori ridotti al lumicino, Shedden ha schierato Sannitz al fianco di Chiesa (bene comunque ha fatto l’attaccante, prima di essere riportato in avanti per l’infortunio a Fazzini) e Manzato in porta, ma nella ripresa, una manciata di micidiali minuti hanno consentito ai padroni di casa di mettere una pesante ipoteca sulla partita con 3 reti che ribaltavano il punteggio,m sino ad allora in favore dei ticinesi per la rete dell’ex Burgler. A mal partito a ranghi completi, hanno dato ossigeno alla formazione bianconere le situazioni speciali, con Martensson (sin ad allora in ombra) a mettere le lancette in parità con una doppietta suggerita dal solito Klasen. Ma tanto non è bastato per lo Zugo che, grazie a un Sondell molto superficiale, capitalizzava con Martschini una vittoria importante.

 

ZURIGO   -   KLOTEN    2   -   3   d.r.

Non è bastato allo Zurigo il doppio vantaggio sui cugini del Kloten per aver ragione della partita. A Bartschi e Wick ha risposto Praplan con una doppietta ed è stato anche autori dell’unico rigore trasformato, ribaltando un pronostico dato per scontato. Infortunio a Gerber nel finale di partita con Boltshauser protagonista nel fermare tutti i rigoristi dei Lions (Pestoni compreso).

 

BERNA    -    LANGNAU     6   -   2

Berna con solo due stranieri (Arcobello e Noreau), ma in attesa del terzo, quel Ryan Lasch accostato nell’estate all’Ambrì e top scorer della lega svedese e della Champions. Per battere a valanga il Langnau, gli orsi non hanno avuto troppi problemi e già nel primo periodo la pratica poteva dirsi archiviata con un secco 4 – 1 difficilmente rimediabile per le forze dei tigrotti (derby o non derby)

 

FRIBROGO   -   GINEVRA     3   -   2   OT

Reti inviolate nel primo periodo, poi identici parziali contrapposti nei successivi drittel: doppio vantaggio casalingo nel secondo (Mottet e Cervenka), restituito nel finale da Fransson e Sartorelli. Ci pensa il solito Sprunger a far pendere la bilancia dalla parte dei padroni di casa nell’overtime.

 

BIENNE     -    LOSANNA     1   -   2

Non basta la prima rete in LNA del giovane Schmutz a far sorridere i Seelanders alla prima uscita del campionato. Il Losanna con la classe operaia (Ryser e Herren) passa senza problemi.

 

Giovedì 8 Settembre

PARTE IL CAMPIONATO: UN PUNTO (STRETTO) PER L’AMBRI’

(Cornelio Turri)

Parte in anticipo il campionato per gli impegni dell’Hallenstadion che costringono lo Zurigo a modificare i turni. Così la sfida con l’Ambrì va in scena con largo anticipo e due giorni prima dell’ufficiale avvio della LNA. Finisce all’overtime con vittoria dei padroni di casa, ma i leventinesi hanno a lungo tenuto in scacco l’avversario e tornano a casa con un punto che, per certi versi, sta un po’ stretto alla formazione ticinese. Una grande azione in power, nel primo periodo, con passaggi di prima e disco di Monnet fermato dal palo hanno dato il là alla contesa che ha visto la formazione di Kossmann ben equilibrata nei quattro blocchi, in grado di tenere in costante apprensione la retroguardia zurighese. Che poi Shannon e compagni abbiano un tasso tecnico superiore di gran lunga alla media, non è scoperta recente: così anche loro hanno avuto le loro brave occasioni e Zurkirchen se l’è cavata da par suo a più riprese. Ma lo 0 – 0, alla seconda pausa, dice che la partita non è stata a senso unico come spesso succedeva nelle passate edizioni. Il risultato si è sbloccato con un tiro al volo di Shannon, materializzatosi improvvisamente solo davanti al portiere leventinese. La beffa sarebbe stata cocente e il serrate finale ha consentito a Emmerton di supertare Flueler per un pareggio decisamente meritato. Overtime di brevissima durata con il solito Wick a chiudere i conti del primo supplementare a 3 contro 3.

 

LUGANO: INFOTUNIO PER VAUCLAIR

Costa cara al Lugano la qualificazione al secondo turno di Champions. La sfida con il Mannheim, porta la vittoria, seppure all’overtime, ma anche l’infortunio, da definire, ma verosimilmente non banale, per Julien Vauclair. Il difensore ticinese è uscito in barella durante il terzo tempo per essere andato a sbattere contro i battenti della porta della panchina tedesca, riportando un trauma all’anca.

 

TRA  INFORTUNI   E  …. PARTENZE

BERNA: guai grossi in casa degli Orsi. EBBETT ha rimediato un infortunio nella partita di Coppa con il Linz e rimarrà assente per parecchio tempo; infortunio anche per BLUM, messo fuori combattimento da una discata, rimediata nella stessa partita; chi non ha mai neppure preso il via è VERSTEEG, con la mancata assicurazione per non aver superato le visite mediche, causa un vecchio infortunio all’anca di quattro anni fa. Se ne tornerà in nord America e cercherà un ingaggio.

FRIBORGO: Cervenka è stato selezionato per la Word Cup e sarà assente almeno un mese. I Burgundi si sono mossi alla ricerca di un sostituto, tanto più che Mouldin è già fermo in infermeria. A vestire la maglia dei dragoni arriverà il finlandese Antti PIHLSTROM

LANGNAU: il difensore Yannik BLASER sarà out per almeno quattro mesi per problemi agli adduttori e farà compagnia, in infermeria a Jordy Murray e Claudio Moggi   

 

Lunedì 5 Settembre

AMBRI’: PRESEASON CHIUSA  CON  VITTORIA  SUL  BIENNE

(Cornelio Turri)

Si chiude lo spazio dedicato all’hockey chiacchierato per lasciarlo, dalla prossima settimana, a quello che conta e mette in palio i punti preziosi della classifica. Opposto ad un Bienne che appare comunque ben attrezzato (a proposito la nuova pista ha consentito ai Seelanders di archiviare il primo anno economicamente in positivo!!) l’Ambrì ha mostrato la solita propensione a prendere il largo, come con il Kloten, per poi lasciare spazio alla rimonta avversaria. Sul fronte delle indicazioni in prospettiva campionato, Kossmann appare intenzionato a inserire Emmerton con Guggisberg e Pesonen (corta la partita del finnico per non rischiare), Fuchs tra Monnet e Duca, verosimilmente Kamber con Lhotak (oggi doppietta del ceco) e D’Agostini.

Insomma le speranze appaiono concrete per un campionato che possa essere ricco di soddisfazioni e, soprattutto, che consenta di raggiungere quel traguardo tanto agognato e sperato, sfuggito, lo scorso anno, proprio di poco.  Banco di prova subito lo Zurigo all’Hallenstadion mercoledi prossimo nell’anticipo di campionato. Lions che, nel week end, hanno battuto il Lukko senza troppi affanni e che si annunciano, come loro abitudine, una delle due – tre formazioni da battere.

 

 

Venerdì 2 Agosto

PESONEN  SI  PRESENTA  E  SPINGE  L’AMBRI’  ALLA  VITTORIA

(Cornelio Turri)

Il campionato si avvicina e le partite “amichevoli” sono arrivate ai titoli di coda. Nel penultimo sforzo, l’Ambrì batte la formazione della SHL del Rogle con punteggio netto, presentando l’ultimo arrivato in casa bianco blu: il forte attaccante finlandese JANNE PESONEN, che Ivano Zanatta ha assicurato alla truppa di Kossmann a tempo di record, per far fronte all’indisponibilità di Hall. Nella partita, la formazione ticinese ha preso il largo e avrebbe anche potuto chiudere a rete inviolata. E’ finita 4 – 1 con doppietta di Fuchs, in netto spolvero, oltre alle reti di Pesonen, che si annuncia ingaggio significativo, e dell’immancabile D’Agostini. Quanto alle linee schierate, qualche esperimento per trovare la migliore collocazione del nuovo straniero. Assenti Bastl, N’Goy e Kostner (con la Nazionale Italiana, autore per altro della rete azzurra), Lhotak è tornato a fare il centro del quarto blocco, Fuchs il dinamico riferimento di Monnet e Duca; Emmerton, seppure ancora non a regime, avvalersi di due ali davvero ficcanti come Guggisberg e Pesonen (soluzione in prospettiva piuttosto interessante); Kamber con D’Agostini e Berthon. Nel complesso molte note positive, ma la quadratura del cerchio passa dalla corretta ed equilibrata distribuzione dei centri.

Il lavoro del D.S. non finisce mai e, infatti, Zanatta è impegnato anche sul fronte “giovanile”: assicurati da contratto i promettenti (e qualcuno già collaudato) CHRISTIAN  PINANA (che ha già debuttato nella massima serie), il figlio d’arte JASON FRITSCHE (figlio dell’indimenticabile John), LUCA VALENZA (cresciuto nelle giovanili del Friborgo e lo scorso anno in Nord America), infine ARNAUD  DESCLOUX, già accostato all’Ambrì e ora inserito nel roster degli Joniori.

 

RUNBLAD  SI  FERMA   A   ZURIGO

Il forte difensore svedese DAVID  RUNBLAD, già lo scorso anno giunto a prendere il posto dell’infortunato Bergeron, è tornato sulle rive della Limmat a completare i ranghi dei Lions che possono così tesserare anche il quarto straniero. 

 

Mercoledì 24 Agosto

AMBRI’ – TRA LUCI E OMBRE

(Cornelio Turri)

LICENZA IN PRIMA ISTANZA

L’Ambrì ha ottenuto dalla Lega la licenza per la disputa del prossimo campionato in LNA, seppure a determinate condizioni, come lo scorso anno (vale a dire un monitoraggio della situazione in corso d’opera). Questo, di seguito, il comunicato della Società:

"L’Hockey Club Ambrì Piotta comunica con piacere di aver ricevuto in prima istanza dalla Lega Nazionale di hockey la licenza di gioco in LNA per la stagione 2016-17. Come negli anni precedenti, la licenza è assortita di alcune condizioni che il Club dovrà osservare nel corso dell’intera stagione.

Il Consiglio d’Amministrazione e la Direzione HCAP – fortemente impegnate nel lento ma costante processo di risanamento della Società, uscita da anni molto difficili – accolgono di buon grado queste condizioni ed il relativo controlling, che sono di aiuto nel progressivo rafforzamento del Club, non solo sul piano sportivo ma anche su quello economico e amministrativo.

Onde continuare questo processo sarà indispensabile che l’HCAP possa contare anche in questa stagione su di un fortissimo appoggio del proprio pubblico e di tutti i sostenitori che gli hanno consentito di arrivare fino alla soglia del suo 80.mo anniversario. Una storia che continua a vivere, e che tutti insieme faranno proseguire!"

Intanto procede spedita la preparazione sul ghiaccio, con due affermazioni nel torneo di Sursee (ai rigori con qualche grattacapo amnesico contro il Dusseldorf, ma grande prova di D’Agostini; più pimpante contro il Colonia. Contro  il Kloten la prima sconfitta. Forse l’eccessivo carico di lavoro nella gambe dei leventinesi ha consentito agli aviatori di rimontare nel terzo tempo da un 1 – 3 a un 5 – 3 (seppure con rete finale a porta vuota). Alti e bassi anche in Germania a Bietigheim: piegati di misura (3 – 2) dai danesi del Sonderjyske, si sono rifatti con i padroni di casa degli Steelers con un inequivocabile 5 – 1.

Però, nel frattempo, l’infermeria si è affollata: ADAM HALL ha probabilmente un serio problema al ginocchio e potrebbe essere operato; MAENPAA soffre agli adduttori e, sino ad ora, è stato impiegato col contagocce. Stante la situazione, Zanatta si è rimesso al lavoro e pare aver già individuato il possibile sostituto dell’americano. Ai nomi fatti di Sheppard, Peter Mueller o Erik Christensen, si è fatta avanti la candidatura di JANNE PESONEN, in forza alla formazione svedese dello Skelleftea e trascorsi in KHL e nazionale finlandese.

Intanto, la segreteria annuncia che gli abbonati hanno sottoscritto già 3.000 tessere!!

 

ZURIGO: C’E’ ANCHE KENINS

Il lettone con licenza svizzera RONALDS KENINS, già a Zurigo convincente nel 2011, non ha trovato un accordo con formazioni nord americane e si è accasato ai Lions per le prossime due stagioni, costituendo tassello importante per la formazione sulla Limmat.

 

QUINTO STRANIERO A LOSANNA: LO SVEDESE PAR LEDIN

Dopo una carriera trascorsa quasi completamente nella natia Svezia, LEDIN giunge a Salisburgo a Losanna all’età di 37 anni, ma con tanta voglia di ben figurare, come ha sottolineato il D.S. Jan Alston. L’attaccante, dopo un periodo di prova ha convinto per impegno e serietà l staff della formazione romanda che gli ha proposto un contratto per un anno.

 

IL LANGNAU CONFERMA I PORTIERI

Sia DAMIANO CIACCIO che IVARS PUNNENOVS sono stati confermati dal club dell’Emmenthal a difesa della gabbia dei tigrotti sino alla fine del 2019.

 

LUGANO: COPPA DIFFICILE

La preparazione al campionato del Lugano passa anche dalla Champions Hockey League con l’impegno d’esordio in trasferta con gli Adler Mannheim, rimontati di due reti dopo primo periodo un po’ distratto e superati, grazie alla classe dei soliti noti per 3 – 2 con rete vincente di Brunner. La replica alla Resega è stata, invece, piuttosto amara. I campioni di Finlandia del Tappara Pampere hanno pigiato sull’acceleratore nel terzo conclusivo e hanno fatto il vuoto, lasciando all’avversario solo qualche modesto spunto poco convincente. Per il restante periodo, gli ospiti si sono segnalati per un discreto numero di occasioni e due reti, la prima delle quali (quella dell’1 – 2), di sopraffina fattura e velocità d’esecuzione, tutta di prima, merce rara su ogni pista.

 

Venerdì 12 Agosto

PRIMA  USCITA  DELL’AMBRI’  A   BIASCA

(Cornelio Turri) 

Sgambata in “famiglia” per la formazione di Kossmann sabato 6 agosto. Non conta il risultato (in vero assai rotondo di 12 – 2  contro la formazione del farm team Ticino Rockets), ma le indicazioni emerse sul ghiaccio. La formazione leventinese ha lasciato a riposo Zurchirken, Maenpaa, Hall, Duca e Lauper e dato fiato a qualcuno delle seconde linee, cioè di coloro che dovranno sudare per trovare un posto al sole, più qualche accenno ai blocchi significativi per l’ossatura della squadra. A dire il vero buona l’intesa Emmerton D’Agostini che, tre reti a parte, ha dimostrato, se ce ne fosse ancora bisogno, di vedere la porta da qualsiasi posizione; volenteroso Guggisberg, ma si vede che deve riprendere confidenza con una realtà dalla quale è rimasto a lungo distante (per due tempi con Monnet e Kamber, poi nel terzo periodo con il duo straniero); in palla Kostner anche nel tiro; Lhotak, Stucki e Fuchs frizzanti; Descloux bravo in alcune circostanze; Gautschi pronto anche negli inserimenti e nel tiro. Insomma, poche le ombre e un lavoro che lascia ben sperare.

 

Mercoledì 3 Agosto

PRESENTAZIONI DI AMBRI’ E LUGANO

 (Cornelio Turri)

IN 6.500 ALLA VALASCIA!

Consueto e annunciato bagno di folla del popolo bianco blu alla formazione leventinese, che si è presentata ai nastri di partenza della stagione 2016/17, quella che la porterà a compiere l’ottantesimo anno della sua storia. Con la presenza straordinaria di Alexander Yakushev, mitico campione russo dell’Armata Rossa (7 volte campione del mondo) e ex allenatore dell’Ambrì, il Presidente Filippo Lombardi, nella suo discorso consueto, ha ricordato che, finalmente, dopo lunghi sforzi, pare di intravvedere la luce fuori dal tunnel. Ad Ambrì non è stato facile, perché nulla è facile e scontato, ma sapeva di contare su una risorsa che non sarebbe venuta mai meno: quella del pubblico, vero bene insostituibile di una realtà unica al mondo! E il sostegno che ha dovuto mantenere vivo, talvolta rimediando qualche critica, ha però portato ai risultati attesi. E la presenza di oltre 6.000 tifosi, anche oggi, dimostra che l’Ambrì può contare su di loro perché una realtà unica al mondo, nata in un villaggio di montagna e fatta di sforzi, di tenacia, di resistenza, di lotta e soprattutto di cuore grande e generoso!

Un ringraziamento particolare è andato a Ivano Zanatta (assente per ragioni di salute)  per quello che, con i mezzi a disposizione, ha saputo costruire, sia per la prima squadra, che per il settore giovanile e la nuova realtà di Biasca. Quattro le buone ragioni, elencate dal Presidente, per tornare a sorridere: 1) la formazione che è stata allestita, con grandi sforzi per la prossima stagione e che (come dirà poi Kossmann) è stata pensate per riunire un gruppo compatto negli intenti e negli obiettivi con caratteristiche tecniche, ma soprattutto umane, corrispondenti alla realtà leventinese; 2) la collaborazione con Il Biasca che diventerà un trampolino di esperienza per i giovani del settore giovanile in vista di un passaggio nella formazione maggiore. A tale proposito sette giocatori, tesserati HCAP, disputeranno il campionato nella formazione diretta da Luca Cereda. 3) La riforma di tutto il settore giovanile con la sapiente direzione di Dmitri Tsigurov; 4) il progetto Nuova Valascia che porterà l’Ambrì ad avere una casa degna della sua storia e della sua tradizione.

E’ seguita la tradizionale distribuzione delle maglie ai giocatori vecchi e nuovi e con il canto della Montanara intonato dal un Presidente visibilmente soddisfatto.

 

A margine, la notizia che anche MISHA MOOR, il forte difensore cresciuto nelle giovanili dell’HCAP e con una robusta esperienza in Nord America, ha sottoscritto un contratto di tre anni con il Club e disputerà il prossimo campionato nelle file del Biasca.

 

PRESENTAZIONE DEL LUGANO

La presentazione del Lugano si svolge un varie fasi con l’inclusione dell’allenamento pubblico alla Resega. Di fronte a circa 2.000 persone, Shedden e  Curcio hanno fatto scendere sul ghiaccio gli effettivi a disposizione. Rapide manovre e qualche giocata di classe hanno lustrato gli occhi dei tifosi.

Suddivisi in gruppi con maglie differenti (nera per i difensori, cui mancava il solo Kparghai, infortunato), sono stati accennati i vari blocchi che costituiranno il nuovo Lugano: maglia gialla per Klasen, Martensson e Brunner, maglia rossa per Bertaggia, Gardner, Fazzini; maglia bianca per Hofmann, Zachricssen, Burgler; maglia verde per Reuille, Sannitz e Walker, con l’inserimento saltuario di Morini e Romanenghi..

Tenuto conto del potenziale della formazione e degli sforzi per migliorare la già ottima prestazione dello scorso anno, francamente ci si attendeva un clima un pizzico più frizzante.

 

Lunedì 25 Luglio

ORA  E’  UFFICIALE: GUGGISBERG  AD  AMBRI’. DESCLOUX  (IN PRESTITO) DAL  GINEVRA. LARGO AI GIOVANI!

(Cornelio Turri)

L’ufficialità è arrivata nella giornata odierna con la conferma che, dalla prossima stagione, PETER GUGGISBERG vestirà la maglia dell’Ambrì: contratto valido per due anni più opzione per il terzo. Come ha ribadito anche Ivano Zanatta, la trattativa è stata lunga ma non impossibile (come dimostra l’accordo finale): i leventinesi erano alla ricerca di un giocatore che potesse prendere il posto di Inti Pestoni. L’ex Kloten potrebbe essere l’uomo giusto se saprà, come pare, riprendere il bandolo della situazione e impegnarsi a ricostruire la propria immagine di talentuoso giocatore al successo nazionale con la maglia del Davos.

Si chiude la campagna acquisti con l’ultimo tassello mancante: il back – up di Sandro Zurchirken.  Dopo lunga trattativa, anche qui Zanatta ha operato per il meglio disponibile: arriverà, in prestito, il talentuoso GAUTHIER  DESCLOUX, dal Ginevra Servette, nelle cui file aveva militato anche nei due ultimi campionati, specie l’ultimo alternandosi con Mayer.

Ma le buone notizie in casa bianco blu non si arrestano a quelle sopra esposte. Zanatta era stato incaricato anche di corroborare il settore giovanile. La sua opera non si è fatta attendere, neppure sotto questo difficile aspetto. Confermato l’ingaggio per 4 anni del portiere HUGHES che, a soli 19 anni, rimarrà ancora un anno in Canada nella formazione militante nelle giovanili del Carleton Place Canadians: era già in Leventina lo scorso gennaio per un “camp” di allenamento e dove ha potuto conoscere lo staff tecnico ticinese (da Kossmann a Scandella, da Zanatta a Lawrence che si occupa dei portieri).

Alla prima squadra, anche se saranno dirottati a Biasca per fare adeguata esperienza in LNB, figurano anche i giovani attaccanti: ROMAN HRABEC (di scuola ceca), ALESSANDRO  ZANATTA, NOELE  TRISCONI, LUCA  BARNABO’; il portiere MICHAL CHMEL; il difensore DYLAN  GIANNINI, tutti associati alla famiglia leventinese da contratto professionistico.

Sul fronte partenze, Alexandre GIROUX, scontato che non avrebbe più vestito la maglia bianco blu, proseguirà l’attività in KHL con il Medvescak Zagabria, mentre il difensore O’BYRNE ha deciso di porre fine all’attività agonistica (importante il suo infortunio all’anca che lo aveva tolto dal ghiaccio già alla seconda giornata di campionato), ritornando sui banchi universitari per completare la sua formazione.

 

CONACHER LASCIA BERNA  – KELLER LASCIA L’HOCKEY

La cronaca della giornata annovera anche due partenze di spicco. Da Berna se ne va CORY CONACHER, uno di migliori stranieri dello scorso campionato e trascinatore degli orsi alla vittoria finale. Ha fatto valere la clausola liberatoria per la NHL e si è accasato a Tampa Bay.

Sulla sponda Zurigo, RYAN KELLER, accostato a molte formazioni, dal Bienne all’Ambrì, al Langnau, ha, invece, deciso di porre fine all’attività agonistica.

 

VALASCIA: ACCORDO CON LE BANCHE

L’Ambrì avrebbe trovato un accordo con le Banche per il finanziamento dei 14 milioni di Franchi per i lavori di costruzione della Nuova Valascia (i rimanenti sono coperti per 17 milioni da sussidi, 4.5 da mezzi propri, 14 da investitori privati). Per tali finanziamenti, la firma dell’accordo avverrà solo a presentazione del business plan che l’Ambrì sta definendo nei dettagli. I lavori dovrebbero prende avvio in ottobre – novembre del corrente anno.

 

SCHLAPFER: DIRIGE GLI ALLENAMENTI IN SEDIA A ROTELLE

Kevin SCHLAPFER, allenatore del Bienne, si è infortunato al ginocchio lo scorso mese di maggio. Pare che la situazione sia piuttosto complicata, tanto da costringerlo a dirigere le operazioni dalla tribuna, seduto su una sedia a rotelle. Ci auguriamo davvero che, per il bravo Kevin, la situazione sia quella riportata dai media: non occorre essere provetto ortopedico per avere dei dubbi!

 

Lunedì 11 Luglio

NAZIONALE: LASCIA RETO VON ARX!

(Cornelio Turri)

Appena nominato e già dimissionario. Con sorpresa unanime, Reto VON ARX, recentemente confermato assistente di Patrick Fischer alla guida della Nazionale Rossocrociata, ha prontamente rassegnato le dimissioni e manterrà soltanto l’incarico in seno alla Under – 17. Al suo posto, la Federazione ha nominato TOMMY  ALBELIN, svedese, ex difensore, 52 anni, un passato di tutto spessore con 980 incontri in NHL, due Stanley Cup in bacheca, vestendo le maglie dei Devils e di Calgary.

 

AMBRI’:   SITUAZIONE   PORTIERI

Per la prossima stagione c’è da definire il nome del portiere che affiancherà Zirchirken, vista la partenza di Wolf. Al momento, le voci più accreditate pongono in prima fila il ginevrino diciannovenne GAUTHIER DESCLOUX, che arriverebbe con la formula del prestito (certamente McSorley, viste le doti del suo pupillo, non se ne vuole privare!). Ma Zanatta non rimane inattivo e, dopo aver messo sotto contratto  il giovane MICHAL CHMEL, che disputerà la stagione quale portiere del Biasca in LNB (si tratta della sua prima annata da  professionista), si è assicurato, per i prossimi quattro anni, CONNOR HUGHES, canadese di passaporto svizzero per parte di madre, militante nelle leghe giovanili canadesi e di cui si dice un gran bene. L’obiettivo è di assicurarsi un futuro tranquillo con due giovano ottimi portieri. Non c’è l’ufficialità della società, ma l’interessato, in un’intervista ne ha dato piena conferma, a dirigere gli estremi difensori bianco blu, ci sarà ancora il bravissimo preparatore MICHAEL  LAWRANCE.

 

MODIFICHE APPROVATE DELLA NUOVA VALASCIA

Nessuna opposizione per le modifiche apportate alla Nuova Valascia: non ci sarà la minipista associata per cui la struttura rimane di 9 metri; sono stati aggiunti spazi per la Protezione Civile (130 posti letto per emergenze); la torre dodecaedro, con spari per cene, conferenze, assemblee, sarà accessibile dalla pista con significativo risparmio.

 

KLOTEN: TUTTO COME PRIMA?

Il Kloten mette sotto contratto il forte difensore statunitense BOBBY SANGUINETTI, un trascorso prevalentemente in AHL e 45 presenze in NHL. Nel contempo, per i residenti a Kloten, la società sconterà 100 Fr dal prezzo dell’abbonamento stagionale per favorire l’accesso alla pista …

 

LOSANNA: PISTA PROVVISORIA DA 6.600 SPETTATORI?

Il Losanna sarà costretto, per i lavori di ristrutturazione della pista di Malley necessarie in vista delle olimpiadi della Gioventù del 2020, a trovare una sistemazione provvisoria a partire dal prossimo campionato. E’ di questi giorni la notizia, che la Città di Losanna consentirà la costruzione di una pista provvisoria da 6.600 posti, di cui 1.500 in piedi, i cui lavori dovrebbero iniziare nel 2017.

 

Martedì 5 Luglio

COMPLETATO LO STAFF TECNICO DELLA NAZIONALE

(Cornelio Turri)

Con Patrick Fischer, sulla panchina della Nazionale rimarrà la bandiera del Davos RETO VON ARX, quale assistente anche per la Nazionale Under – 20 con l’ex luganese Christian Wohlwend. Non dovrebbero trovare spazio né Felix HOLLENSTEIN, né Lars LEUMBERGER che, dopo la vittoria con il Berna del titolo di Campione Svizzero, ironia della sorte, rimane disoccupato!

 

ZUGO: ARRIVA LO SVEDESE KLINGBERG

Lo Zugo ha ufficializzato l’ingaggio dell’ala svedese Carl KLINGBERG, proveniente dalla KHL dove, lo scorso anno ha vestito la maglia del Torpedo Novgorod. Il Club svizzero lo ha ingaggiato con contratto valido un solo anno.

 

BIENNE: ARRIVANO PEDRETTI E RAJALA, PARTE STEINER

Il Bienne ufficializza l’ingaggio per le prossime due stagioni dell’attaccante del Ginevra (ex Ambrì) MARCO PEDRETTI, che bene lo scorso anno aveva fatto alla corte di McSorley. Nel contempo, il contingente straniero è stato rinforzato dal finlandese TONI RAJALA, lo scorso anno in Svezia con il Lulea, autore di 17 reti e 17 assist in 64 partite.

Come annunciato qualche settimana fa, non rientra più negli obiettivi dei Seelanders, l’attaccante DANIEL STEINER, nonostante il contratto in essere sia valido anche per il prossimo anno. Per il trentacinquenne ex- Ambrì ci sarebbe la possibilità di un ritorno in Leventina, qualora non si concretizzasse l’arrivo di PETER GUGGISBERG, doto per certo con contratto di un anno più opzione per il successivo, ma non confermato da comunicato ufficiale della società. A tale proposito, Ivano Zanatta, in una intervista rilasciata nei giorni scorsi, ha precisato che le trattative sono a buon punto ma non c’è ancora la fatidica firma. Quanto a Steiner potrebbe essere una alternativa, ma è chiaro che entrambi non potranno certo arrivare!

Quando al back up di Zurchiken, dopo molti nomi, si è affacciato quello del ginevrino GAUTHIER DESCLOUX, promettente diciannovenne, che McSorley lascia partire in prestito perché faccia esperienza altrove. Anche in questo caso, siamo sempre alla pure ipotesi, più o meno concrete, ma sempre ipotesi.

 

KLOTEN: FINALMENTE NOTIZIE UFFICIALI

Dopo la ridda di notizie date per scontate, ma non confermate ufficialmente, si arriva alla conclusione della definizione dello staff tecnico degli aviatori. Allenatore sarà il finlandese PEKKA TIRKKONEN, le ultime quattro stagioni alla transenna del Sai.PA nella Liiga; suo assistente NIKLAS GALLSTEDT, già assistente degli zurighesi e responsabile degli Elite negli ultimi due anni. Sul fronte giocatori, conferme del finlandese Tommi SANTALA e del portiere Martin GERBER.

 

LO SCAVO DELLA NUOVA VALASCIA

E’ stato definito l’appalto per lo scavo della nuova pista di Ambrì e la demolizione dell’angar N°6, al cui posto dovrà sorgere la nuova struttura. Se lo è aggiudicato la ditta Pervangher di Airolo. I lavori, che avrebbero dovuto iniziare tra maggio e giugno, hanno subito un ritardo per i ricorsi presentati e, non si esclude, che altri ne possano seguire.

 

Domenica 19 Giugno

FISCHER   PER   ALTRI  DUE  ANNI  COACH  DELLA  NAZIONALE

(Cornelio Turri)

Era nell’aria, ora c’è la conferma ufficiale: Patrick Fischer rimane alla transenna della nazionale rossocrociata, in compagnia di Felix Hollenstein e Reto Von Arx, nonostante la deludente prestazione della sua formazione agli ultimi mondiali. E’ stato confermato per altri due anni, quindi sino ai mondiali del 2018. Le malelingue spifferano che in Federazione il maggior sponsor del tecnico sia stato il Lugano ( nella persona del Presidente), con consiglio non del tutto disinteressato perché il tecnico era legato da contratto (il famoso frettoloso rinnovo) alla formazione ticinese sino (guarda caso!) al 2018. Non sono mancate le attenuanti alla mancata qualificazione della Svizzera ai giochi che contano del mondiale Bielorusso: scarsi tempi per la preparazione (ma Fischer era stato nominato sin dall’inverno), la squadra ha mostrato carattere nel rimontare l’avversario nel finale di partita (ma come mai, con avversari considerati meno competitivi, era in svantaggio?). 

Contemporaneamente, è stato anche nominato il responsabile dell’Under – 20: l’ex Lugano Christian WOHLWEND.

 

ROBERT  KOUSAL   AL  DAVOS. DUE INGAGGI A ZURIGO

Il Davos ha messo sotto contratto, per la prossima stagione, l’attaccante ceco Robert KOUSAL, lo scorso anno militante in KHL con il Metallurg Novokuznetsk. Ha disputato con la sua Nazionale anche gli ultimi mondiali segnando due reti e fornendo otto assist.

Sulla sponda LIONS, a Zurigo arrivano l’attaccante svedese MATTIAS SJOGREN, che ha disputato i recenti mondiali bielorussi con la formazione delle tre corone e aveva militato lo scorso anno in KHL nelle file del Bars Kazan. In difesa, per le prossime tre stagioni, la formazione  bianco blu potrà contare sul forte svizzero Christian MARTI, ex Ginevra e lo scorso anno in AHL nelle file del farm di Philadelphia.

 

NUOVI  RAGGRUPPAMENTI  REGIONALI  IN  LNA

Stando a quanto anticipato dalla stampa, la prossima stagione i gironcini regionali saranno modificati in funzione di un maggior rispetto della territorialità e così suddivisi:

GRUPPO OVEST: GINEVRA, FRIBORGO, LOSANNA E BIENNE

GRUPPO CENTRALE: BERNA, LANGNAU, ZURIGO E KLOTEN

GRUPPO EST: LUGANO, AMBRI’ PIOTTA, DAVOS E ZUGO

 

LE  DECISIONI   DELLA  LEGA  PER IL PROSSIMO CAMPIONATO

I Club di Lega nazionale si sono riuniti a Montreux per prendere le decisioni inerenti il prossimo campionato e che riassumiamo per sommi capi:

OVERTIME – in occasione dei play – off, nella finale dei play – out e dello spareggio l’overtime si giocherà a 5 contro 5 per 20 minuti e, in caso di ulteriore parità, altri 5 minuti a 3 contro 3. Solo a questo punto entreranno in gioco i “rigori”. Conferma della decisone già presa di overtime a 3 contro 3 per 5 minuti durante le partite della regular season.

DECISIONI DISCIPLINARI – Il Player Safity Officer avrà solo ruolo di “accusatore”, mentre sanzioni e squalifiche saranno comminare da un team di giudici. Le spiegazioni delle decisioni assunte saranno pubblicate nel sito della Lega.

Come annunciato nei giorni scorsi,  il dimissionario G.U. RETO STEINMANN è stato sostituito da OLIVER KRUGER, già suo collaboratore lo scorso anno, affiancato dall’ex  giocatore VICTOR STANCESCU (capitano del Kloten).

RIGORI – Per evitare un caso Pettersson – bis (rigore irregolare nella partita giocata a Zugo durante i play off) sarà possibile per gli arbitri consultare le immagini video anche in questa circostanza.

BALAUSTRE – Sostituzione obbligatoria della balaustre entro il 2018, con tipo ad assorbimento di colpi.

LNB – Non prevista alcuna relegazione in Prima Lega o promozione da quest’ultima sino alla stagione 2020/21.

CHAMPIONS – Conferma dell’adesione al progetto Champions Hockey League sino al 2022/23, consentendo alle formazioni elvetiche la partecipazione alla manifestazione.

 

Lunedì 6 Giugno

KLOTEN: LA FORMAZIONE PRENDE FORMA

(Cornelio Turri)

Con la nomina a D.S. dell’ex difensore leventinese Pascal Muller, il Kloten comincia a prendere forma per presentarsi ai nastri di partenza della prossima stagione. E’ stato ufficializzato il contratto per il nuovo allenatore che risponde al nome di Heinz Ehlers, ex Losanna e persona di indubbie qualità. Quanto al roster che dovrebbe avere a disposizione, pare che tutti i giocatori considerati fondamentali nella rosa, siano stati confermati e abbiano accettato riduzioni di salario dell’ordine del 30 – 40%, in modo da consentire alla Società un contenimento delle spese. Resta curioso il fatto che anche i nuovi venuti (Grassi e Ramholt) si sono adeguati alla situazione, pur avendo la possibilità di avere a disposizione altre soluzione come, del resto, i vari Hollenstein, Von Gunten, Bieber, Praplan e via di seguito. Quanto al contingente straniero, si era annunciato di partire con una formazione priva di giocatori di importazione, ma ora si parla di un’offerta per Santala. Insomma, la “storiella belga” continua e staremo a vedere se le varie operazioni porteranno a una gestione più sobria del Club o, come di consuetudine, ci si troverà al prossimo aprile con la l’inevitabile “voragine” da sanare.

 

STEINMANN CHIUDE LA SUA CARRIERA

JANICK STEINMANN,  attaccante del Lugano, a lungo assente la scorsa stagione per una commozione cerebrale, ha chiuso prematuramente la sua carriera agonistica e si è dovuto arrendere alla situazione clinica che gli ha impedito di riprendere l’attività. Il suo futuro non è però distante dall’hockey: inizierà a lavorare dietro una scrivania per lo Zugo.

 

LOSANNA: INGAGGIO DI DUSTIN JEFFREY

Per le prossime due stagioni, il Losanna avrà a disposizione l’attaccante canadese Dustin Jeffrey, 131 partite in NHL, la scorsa stagione in AHL con un bottino di 74 punti in 72 partite.

 

 

Giovedì 2 <giugno

D’AGOSTINI  FIRMA   PER   L’AMBRI

(Cornelio Turri)

I tifosi biancoblu hanno avuto la tanto attesa notizia del quarto straniero, colui che andrà a prendere il posto del fromboliere Alexandre Giroux: sarà il canadese MATT D’AGOSTINI, top scorer del Ginevra Servette, legato alla formazione romanda da un contratto valido anche per il prossimo anno, ma ormai poco considerato nei piani di McSorley. E allora bravo Ivano Zanatta a convincerlo a trasferirsi in Leventina, nonostante la concorrenza di Friborgo e KHL. Per ora il contingente straniero appare al completo, ma manca, allo scacchiere biancoblu, ancora una pedina importante: colui che dovrebbe, nei fatti, sostituire l’attaccante svizzero mancante. Il candidato è Peter GUGGISBERG, ma la sua firma tarda a venire. Del resto, essendo l’unico giocatore di un certo livello rimasto ancora disponibile, fa il prezioso, benché i pretendenti non siano poi così numerosi. Se non dovesse arrivare, allora gli scenari per la prossima stagione si complicano. Ci potrebbe essere l’alternativa di un nuovo straniero più prolifico in tema di punti per prendere il posto di Hall. Ma per ora … sono solo chiacchiere.

 

ARCOBELLO A  BERNA

Il Berna cerca di approntare una corazzata che faccia sfracelli fin dall’inizio: a quanto già messo a disposizione del duo finlandese Jalonen – Peltonen, si aggiunge lo statunitense MARK ARCOBELLO, anche se con clausola liberatoria per la NHL

 

Venerdì 27 Maggio

IL  FINAZIAMENTO  DELLA  NUOVA  VALASCIA

(Cornelio Turri)

Terminata la fase dei ricorsi, si passa a quella più attuativa e primo argomento sono, certamente, le risorse economiche da avere a disposizione per la realizzazione dell’opera, i cui costi sono nel frattempo lievitati a 50 milioni di Fr. Per raccogliere un tale cospicuo ammontare si farà ricorso:

·         per il 35% a sussidi pubblici (Cantonali, Federali e Sport Toto)

·         per il 9% da mezzi propri della Valascia Immobiliare SA (terreno proveniente dal comune di Quinto, progettazione dell’arch. Botta offerta con contributi privati di Giovanni e Filippo Lombardi, Giorgio Behr, Sergiy Kasianov, Samih Sawiris e altri contributi minori).

·         restate 56% accensione di un mutuo ipotecario che, si spera, sia condotto da Banca Stato e da investitori privati

Anche l’apertura del cantiere a settembre 2016 dovrebbe consentire di mantenere l’obiettivo della fruibilità per la stagione agonistica 2018/19.

 

SVIZZERA SETTIMA NEL RANKING MONDIALE (L’ITALIA RIMANE 18°)

Con la conclusione della fase agonistica si sono stilate le nuove classifiche e i gironi per i mondiali del prossimo anno.

Per quanto attiene alle classifiche il Canada rimane saldamente in testa, davanti a Russia, Finlandia (che ha guadagnato una posizione), Stati Uniti (pure progrediti di un posto) e Svezia (retrocessa di due scalini). La Svizzera rimane in settima posizione dietro la Repubblica Ceca. Il buon esito delle prestazioni internazionali dell’Italia non le hanno consentito di scalare posizioni, rimanendo ancorata alla diciottesima posizione.

Questa il ranking delle prime trenta classificate:

1

 

Canada

3495

0

2

 

Russia

3380

0

3

 

Finland

3355

+1

4

 

USA

3290

+1

5

 

Sweden

3275

-2

6

 

Czech Republic

3210

0

7

 

Switzerland

2910

0

8

 

Slovakia

2870

0

9

 

Belarus

2820

0

10

 

Germany

2815

+3

11

 

Norway

2765

0

12

 

Latvia

2730

-2

13

 

Denmark

2700

+2

14

 

France

2655

-2

15

 

Slovenia

2530

-1

16

 

Kazakhstan

2470

+1

17

 

Austria

2440

-1

18

 

Italy

2345

0

19

 

Hungary

2325

0

20

 

Poland

2175

+2

21

 

Japan

2140

-1

22

 

Ukraine

2105

-1

23

 

Korea

2090

0

24

 

Great Britain

2020

0

25

 

Lithuania

1900

+1

26

 

Croatia

1825

+1

27

 

Netherlands

1825

-2

28

 

Estonia

1755

+1

29

 

Romania

1735

-1

 

 

 

 

 

Per il prossimo anno, stilati anche i gironi che disputeranno l’edizione 2017. Sede della manifestazione Parigi (Gruppo B) dove si affronteranno Canada, Svizzera, Finlandia, Repubblica Ceca, Bielorussia, Norvegia, Francia e Slovenia (neopromossa). Il Gruppo A giocherà a Colonia e vedrà di fronte Russia, Stati Uniti, Svezia, Slovacchia, Germania, Lituania,  Danimarca e la nostra Nazionale.

 

Mercoledì 25 Maggio

MERCATO:  SONDELL A LUGANO, PER AMBRI’ SOLO … VOCI

 (Cornelio Turri)

SONDELL  A  LUGANO

Daniel Sondell, lasciato libero dallo Zugo, come il compagno Dario Burgler, ha trovato un accordo con il Lugano e coach Doug Shedden, che lo aveva corteggiato in passato quando ancora sedeva sulla panchina degli svizzero centrali. Con lo svedese, la formazione ticinese pone un sostanzioso tassello alla difesa, assicurandosi, statistiche alla mano, il miglior terzino offensivo della Lega dello scorso campionato, appena un punto migliore del leventinese Maenpaa.

 

AD  AMBRI’   ...    SOLO  VOCI

La scelta del quarto straniero appare ancora da essere presa in Leventina. Si sa di una offerta allo statunitense RYAN LASCH, lasciato libero dalla formazione svedese del Frolunda, con la cui maglia è risultato il miglior attaccante della Lega svedese e della Champion; si è fatto il nome di MATT D’AGOSTINI; a lungo top scorer del Ginevra, legato alla formazione di McSorley ancora da un anno di contratto, ma apparentemente non più nei piani della formazione romanda. Qui la situazione per lo svincolo appare più complicata, specie quando c’è di mezzo la vecchia volpe del fac totum ginevrino che, ha dichiarato, di non avere fretta nella scelta del contingente straniero per il prossimo anno. Ultimamente è apparso anche il nome del finlandese, capocannoniere della Liiga, KRISTIAN KUUSELA che, forse, al momento, parrebbe il più papabile.

Sul fronte svizzero, sfumato l’ingaggio di Burgler, resta ancora in piedi la pista che conduce a GUGGISBERG, lasciato libero dal Kloten.

Nel frattempo, nessun ulteriore ricorso  è stato presentato dall’azienda Tecnoprogetti per la costruzione della Nuova Valascia. Quindi, nei prossimi giorni sarà presentata il piano dei lavori, d’intesa con il Comune di Quinto, ma i tempi per la realizzazione appaiono già in ritardo sulla tabella di marcia prefissata.

 

LE ALTRE NOTIZIE…

A Ginevra parte TOP PYATT per fare ritorno oltre oceano nella massima lega. Per contro JEREMY WICK prolunga il suo contratto per due stagioni e la difesa dei granata viene rafforzata dall’arrivo del giovane difensore WILL PETSCHENIG.

A Langnau torna l’ex Zugo ROD SCHREMP per un anno.

 

Martedì 17 Maggio

LE  SQUADRE  SVIZZERE  IN CHAMPIONS

 (Cornelio Turri)

Definiti i gironi e il calendario della Champions Hockey League alla quale parteciperanno il Berna, campione svizzero, ma anche il Lugano, lo Zugo, il Friborgo, il Davos e lo Zurigo. Come noto, non ci sarà nessuna rappresentanza italiana, perché formazioni provenienti dal nostro campionato non sono ammesse. Ecco i raggruppamenti sorteggiati:

LUGANO – ADLER MANNHEIM (GER) – TAPPARA TAMPERE (FIN)

ZUGO – IFK HELSINKI (FIN) – ESBJERG ENERGY (DAN)

DAVOS – DJURGARDEN STOCCOLMA (SVE) – ROUEN DRAGONS (FRA)

BERNA – KOSICE (SLO) – BLACK WINGS LINZ (AUS)

ZURIGO – LUKKO RAUMA (FIN) – INGOLSTADT (GER)

FRIBORGO – RED BULL MUNICH (GER) – ORLI ZNOJMO (CZE)

 

Per il Lugano la prima partita casalinga sarà il 23 agosto con il Tappara Tampere, mentre il Mannheim (del trasmigrato Sean Simpson) si presenterà in Ticino il 7 settembre.

 

DARIO  BRUGLER AL  LUGANO

Si è conclusa la vicenda dell’attaccante Dario Burgler che, sulla scora del rendimento non soddisfacente nello scorso campionato, pur con contratto ancora in essere, era stato invitato dallo Zugo a trovare un’altra collocazione. Molti i pretendenti a cercare di accaparrarsi i servigi del forte attaccante (Davos e Ambrì in primis, con tanto di pubblica dichiarazione del D.S. Ivano Zanatta per un ruolo di primo piano in Leventina): alla fine, come prevedibile, le ragioni del Lugano hanno avuto la meglio.

Nel contempo, lascia la compagnia ROMAN SCHLAGENHAUF, arrivato in riva al Ceresio per disputare i play off, sotto contratto per le prossime due stagioni, trasferitosi a Kloten, non senza sorpresa.  Misteri!

 

LE  AMICHEVOLI  DELL’AMBRI’

Presentazione alla Valascia fissata per il 31 luglio con programma da definire. Pronto, invece, il calendario delle amichevoli:

6/8  -   Biasca  - HCAP – TICINO ROCKETS

 

TORNEO DI SURSEE

13/8 – HCAP – DUSSELDORFER

14/8 – HCAP – KOLNER HAIE

 

18/8 – Kussnacht – HCAP – KLOTEN

 

TORNEO DI BIETIGHEIM (20/8 – 21/8)

 

31/8 – Biasca – HCAP – ROGLE

 

2/9 – Bellinzona – HCAP – BIENNE

 

Quanto al Campionato, per i leventinesi le 50 sfide programmate cominceranno in anticipo mercoledi 7 settembre a Zurigo con i LIONS di Inti Pestoni; prima alla Valascia venerdi 9 settembre con il Davos.

 

Martedì 3 bMaggio

ZACKRISSON   AL   LUGANO!!

(Cornelio Turri)

Grande ingaggio del Lugano che fa fronte alla partenza dello svedese Pettersson con l’arrivo del connazionale Patrick Zackrisson, una attività svolta prevalentemente in patria con ottimi risultati e statistiche, fresco campione con il titolo conquistato con la sua Skelleftea, in cui ha militato nelle ultime due stagioni. Pareva logico attendersi un suo trasferimento a Zurigo, dove nei giorni scorsi si era accasato lo staff tecnico della stessa formazione per prendere il comando dello Zurigo, ma le sirene della KHL parevano risuonare per attrarre il forte attaccante. Invece, il Lugano è stato capace di fargli cambiare idea …

 

KLOTEN: SALVO!

Come nelle migliori storielle belghe, il finale fa sorridere. Pareva la volta decisiva che i debiti affossassero gli “svolazzanti” Flyers (8 – 9 milioni di debito nell’ultimo anno, mica spiccioli! Dopo i 6 – 7 annui delle precedenti 4 o 5 annate), pareva che l’unica persona disponibile a un salvataggio (Hans-Ulrich Lehmann) avesse passato la mano. Invece, tutto sistemato! Le parti si incontrano, firmano un accordo, il Kloten dalla prossima stagione ha azzerato i debiti! Vediamo fra 365 giorni se riscriveremo le stesse cose degli ultimi sette anni …

 

Giovedì 28 Aprile

NOTIZIARIO

 (Cornelio Turri)

KLOTEN: LEHMANN DETTA LE CONDIZIONI

Il Kloten è alle prese con la sua crisi finanziaria. Se ne è andato Gustafsson per tornare in KHL (Avangard Omsk) e altri sono già stati offerti a formazioni di LNA (Guggisberg e Back al Lugano, che ha rifiutato). Troppo poco per conti tanto disastrati. Di oggi la notizia che Hans-Ulrich LEHMANN (possibile nuovo acquirente, fondatore della Mobile Zone) è disposto a mettere mano per un salvataggio, ma alle sue condizioni: prima di tutto via il duo alla transenna Simpson – Muller (a questo ci devono pensare i canadesi che hanno sottoscritto il contratto con i tecnici, dunque lo devono anche risolvere); riduzione del salario del 30 – 40% per i giocatori e ambizioni ridimensionate rispetto al passato. In ogni modo ci saranno delle eccezioni (vedi Hollenstein per poterlo ancora annoverare tra gli aviatori). Di eccezione in eccezione, potrebbero essere arrivati così, sull’orlo del baratro …

 

ZURIGO: IN PANCHINA DUO SVEDESE!

Scelto il successore di Crawford sulla panchina dei Lions: sarà il duo svedese HANS  WALLSON (head coach) e LARS JOHANSSON (assistent) a reggere le sorti della formazione zurighese per le prossime due stagioni. Entrambi sono reduci dalla conquista del titolo in Svezia con la forte formazione dello Skelleftea, già finalista e primo in classifica nei due anni precedenti.

 

BIENNE: C’E’  HILLER!

Gran colpo del Bienne che si assicura, per i prossimi tre anni, il portiere JONAS HILLER, scaricato dalla NHL. Tuttavia, nel 2017, il contratto prevede clausola liberatoria per un suo eventuale ritorno in Nord America. Nel contempo viene confermato sulla panchina SCHLAPFER e per il “dissidente” Daniel STEINER l’invito, nonostante un contratto ancora valido, a trovarsi una nuova sistemazione (si parla del tanto desiderato ritorno nella natia Langnau)

 

LOUHIVARA  E  PAULSSON: RITORNO IN SCANDINAVIA

Lasciano la Svizzera gli stranieri di Losanna e Davos. Il primo fa ritorno alla sua vecchia formazione (JYP nella Liiga) con contratto per i prossimi 5 anni; il secondo nella natia Svezia a rinforzare l’ultimo della classe, ma salvo agli spareggi, ovvero il Karlskrona.

Intanto a Davos, Arno Del Curto ha blindato il top scorer Lindgren e rinnovato con Sciaroni sino al 2019.

 

 

Martedì 26 Aprile

CAMPIONATO  FINITO,  SI  PENSA  AL  FUTURO

 Cornelio Turri

Chiuso il campionato con i verdetti definitivi, ciascuno pensa a preparare il prossimo ponendo, o cercando di porvi, rimedio alle mancanze emerse la stagione precedente. E allora il mercato impazza, le polemiche pure!

In casa LUGANO arriva la notizia che il tanto amato Frederik PETTERSSON fa valere la clausola rescissoria del contratto per la KHL e, seppure con parole gentile e di affetto per i colori bianconeri, lascia la riva del Ceresio per accasarsi nella lega russa. Il suo addio era nell’aria, sempre nel cuore dei tifosi e dello staff tecnico quando dal suo bastone partiva la fiondata a bucare la difesa avversaria, altrettanto oggetto di polemiche per la scarsa propensione alla difesa. Gli ultimi scampoli di campionato, con una malattia “diplomatica”, erano il preludio per un addio … ormai annunciato.

Con lui farà le valigie anche Tim STAPLETON, che ha attese invano una proposta di contratto.

In arrivo Ryan GARDNER, seppure ormai vicino alla “pensione”, lasciato libero da Friborgo a dar manforte ad una serie di centri che, con il già arrivato SCHLAGENHAUF, appare sin troppo affollata.

Se Sparta piange, Atene non ride. In Leventina, partiti Pestoni, Grassi e Giroux (cui non è stato offerto un rinnovo) le voci erano aperte sulla soluzione stranieri: quattro attaccanti per compensare le partenze o 3 + 1 (difensore)? Tutto faceva presagire per la prima alternativa. Invece, nonostante le voci di un possibile rientro di NOREAU (ancora un anno di contratto più opzione con i leventinesi), chiusa, male, la trasferta nordamericana, ecco la conferma del finlandese MAENPAA, osannato nella presente stagione e già dato per partito, chissà dove (Berna compreso). Tutti contenti? Ma chi l’ha detto? Un paio di giorni dopo, si fa vivo Noreau che, a suo dire, ha a lungo atteso la chiamata dalla formazione ticinese, nonostante da un paio di mesi avesse dato mandato al suo agente di perfezionare gli accordi per una rimpatriata. Invece, da Ambrì le cose vanno per le lunghe, dice che non avevano le idee chiare, alla fine la conferma di Maenpaa vale più di mille discorsi. Noreau non ci pensa su due volte e trova casa a Berna per due anni. Putiferio del popolo bianco blu! Di oggi la pacata, ma secca, risposta del Presidente che chiarisce due cose: nessuna polemica con i giocatori, si chiamino anche Noreau, né tanto meno con gli agenti; ma che le cose stiano come riportato dai media, evidentemente ci corre! Del resto, non per sposare una tesi piuttosto dell’altra (visto che queste cose le conoscono, semmai, solo i diretti interessati e si conosceranno tra qualche anno quando non serviranno a nessuno!) ma la partenza del forte giocatore canadese, che giurava amore eterno ai colori e stava addirittura imparando la lingua per farsi meglio comprendere, non era stata accolta con entusiasmo dall’allora D.S. e allenatore Serge Pelletier che (in una intervista che ci aveva rilasciato in occasione della presentazione della squadra) appariva decisamente contrariato dalla decisione che, diceva, lo aveva colto di sorpresa e aveva dovuto fare i salti mortali per sistemare le cose (era arrivato poi O’Byrne). Ergo, non una partenza tra baci, abbracci e fazzoletti sventolati!

Intanto a Losanna, la mancata qualificazione ai play off ha fatto cadere la testa di Ehlers. A nulla gli sono valsi i recenti miracoli! Di oggi la nomina del sostituto per i prossimi due anni: DANIEL RATUSHNY, fresco trionfatore dell’EBEL  con il Salisburgo. E già qualcuno ha cominciato a storcere il naso.

 

 

Mercoledì 13 Aprile

BERNA   CAMPIONE!

 Cornelio Turri

LUGANO   -    BERNA               2   -  3     (1 – 4 NELLA SERIE)

Nella partita che il Lugano gioca meglio e rompe l’assedio bernese, gli orsi ottengono la vittoria decisiva e si aggiudicano il titolo di Campione Svizzero per la tredicesima volta nella loro storia. Primo periodo tutto di marca luganese e chiuso con vantaggio stretto di una sola rete, ma la pressione di tutti i primi venti minuti fa presagire che sarà durissima per gli ospiti. Invece, come dal nulla, la Fenice risorge e in un battito d’ali scavalca l’avversario e pare prendere in mano le redini della situazione come le uscite precedenti. Un cuore grande e un Fazzini strepitoso riportano in parità la contesa e lasciano aperte le più rose aspettative, tanto più che, dopo l’opportuno time out, Shedden ha a disposizione un cinque contro tre per mettere il sigillo definitivo della serata. Invece, ancora una volta, sovvertendo ogni previsione, le polveri sono bagnate, la doppia superiorità sfuma e, in short hand, Roy toglie disco a Ulmer in uscita di terzo e fulmina, con un rigore in movimeto, l’incolpevole Merzlikins. Mancano ancora otto minuti alla sirena finale, ma questa volta non ci saranno più colpi di scena, se non quello più clamoroso: il Berna che diventa campione, dopo l’ottavo posto in regular season, il suo allenatore che trionfa, sapendo che sarà licenziato. Ma nel mondo dello sport succede questo e altro!

 

Lunedì 11 Aprile

BERNA  A  UN  PASSO  DAL   TITOLO

 (Cornelio Turri)

BERNA    -    LUGANO       2   -   1     d.s   (3 – 1 NELLA SERIE)

La botta di Conacher fa esplodere la Bernarena che incasella la terza vittoria e porta gli orsi ad un passo dalla conquista del titolo. Il Lugano lascia per strada la terza sconfitta, ancora all’overtime, e rientra in Ticino con uno strascico di inevitabili polemiche: primo fra tutti l’infortunio occorso a Damien Brunner dopo scontro con Bodenmann. Le immagini non chiariscono la volontarietà o meno dell’azione del bernese che (probabilmente) colpisce con il braccio, involontariamente, al volto l’attaccante bianconero che cade sul ghiaccio e, privo di sensi, sbatte con la testa contro la balaustra dietro la porta (rimarrà poi intontito in panchina per il resto della partita). Ma alla fine, sul piano del gioco, i nodi tornano al pettine. Shedden lasciava Petterson in tribuna (verosimile scelta tecnica) per far posto a uno Stapleton positivo (al di là della rete realizzata) e rimescolava le carte in attacco: primo blocco con Brunner a completare Klasen e Martrensson, seconda linea con Hofmann all’ala, insieme a Bertaggia e Stapleton al centro. In effetti il Lugano prendeva meglio le misure all’arrembante Berna ma, come sempre, con il passare dei minuti, le idee mancavano sempre più ai soliti bianconeri spremuti sul ghiaccio e, nonostante le buone occasioni, seppure sporadiche, si facevano sempre più irretire dagli orsi che, a partire del terzo tempo, mettevano l’assedio alla porta di Merzlikins. Per un po’ i ticinesi tenevano i padroni di casa negli angoli, in modo da essere poco pericolosi, poi l’assedio si stringeva e arrivava  il meritato pareggio di Moser. Il resto è storia nota (anche due traverse bernesi nel computo delle occasioni). Di questo passo il destino del titolo appare segnato, anche se il Lugano avrà, tra due giorni, la possibilità di mantenere vive le speranze tra le mura amiche.

 

Venerdì 8 Aprile

IL  BERNA  NON   SI  FERMA  ED  ESPUGNA   LA   RESEGA

 (Cornelio Turri)

LUGANO    -    BERNA                 2   -   3   d.s    (1 – 2 NELLA SERIE)

Non è bastato l’ennesima serie di miracoli di un Merzlikins strepitoso per consentire al Lugano di riportarsi in vantaggio nella serie. Il Berna, che pure ha fatto molto meno soffrire i ticinesi della precedente partita, ha comunque pigiato sull’acceleratore nel terzo tempo e nell’overtime, costringendo i padroni di casa alle corde. La formazione di Shedden ha avuto le sue chance per chiudere la partita, come ha corso il rischio di capitolare anche prima del sessantesimo. Momenti topici della partita, dopo un primo periodo in cui hanno prevalso le chiacchiere e le schermaglie coi guantoni sul gioco giocato, la rete in short hand del Berna in avvio di secondo periodo che avrebbe potuto fare molto male ai bianconeri. Invece, il Lugano si è ripreso, ha rimontato e sorpassato l’avversario, avuto l’opportunità di mettere il naso avanti per non farsi più raggiungere, ma ottenuto il 2 – 2 nel terzo tempo, gli orsi hanno avuto molte occasioni propizie tutte rintuzzate da un Merzlikins intrattabile. La chiave di volta ancora una volta nella possibilità per gli ospiti di giocare a quattro blocchi effettivi che ha messo alle corde i tre bianconeri che, nel momento topico dell’overtime, non avevano più nulla o quasi da spendere. Si è giocato, infatti, ad una porta sola con l’impossibilità di liberare il terzo per lunghi, interminabili momenti. Inevitabile conclusione la rete di Scherway, sino a quel momento abbastanza in ombra, con disco che dalla traversa è rimbalzato sulla schiena del portiere ticinese per entrare beffardamente in rete.

 

Mercoledì 6 Aprile

MERZLIKINS  NON  BASTA:  IL   BERNA  VICE  UGUALMENTE

 (Cornelio Turri)

BERNA     -    LUGANO              1   -   0      (1 – 1 NELLA SERIE)

Uno stratosferico Elvis Merzlikins non è bastato al Lugano per espugnare la Bernarena: alla fine gli Orsi hanno trovato il pertugio, a cinque minuti dalla fine, che ha legittimato la loro supremazia asfissiante. Anche il Lugano, con i suoi solisti, ha avuto qualche sporadica occasione, ma un altrettanto molto efficace Stepanek, seppure assai meno impegnato del suo dirimpettaio, ha avuto la freddezza di rispondere con altrettanta bravura e conservata la sua porta imbattuta. 44 tiri a 14 dimostrano la pressione dei padroni di casa: il Berna ha costretto alle corse il Lugano che solo con qualche contropiede si è fatto vivo in avanti. Un po’ troppo poco per sperare di farla franca in quel della capitale. Come dirà Shedden a fine partita: “abbiamo provato a rubare la partita, ma troppi di noi non sono stati all’altezza” Tutto da rifare dunque, ma anche urge ritrovare un mordente in attacco cui l’innesto di Schlagenhauf, per dare maggior peso alla quarta linea (anche oggi sul ghiaccio per soli 7 cambi!), non è bastato per contrastare un avversario che con quattro blocchi regolarmente schierati sul ghiaccio si permette una costante pressione sulle linee avversarie.

 

Domenica 3 Aprile

AL  LUGANO  BASTANO  I  SUOI   SOLISTI

 (Cornelio Turri)

LUGANO    -    BERNA     5   -   4    (1 – 0 NELLA SERIE)

Nella Resega tutta esaurita e con le coreografie delle opposte tifoserie, si scrive gara – 1 della finale del campionato, che esalta le doti dei singoli di cui il Lugano dispone, a fronte di un blocco più compatto degli orsi bernesi. Nel primo periodo, un Klasen formato NHL ha consegnato un doppio vantaggio ai padroni di casa che hanno accusato il ritorno impressionante del Berna nella ripresa, capace di rimontare e passare a condurre per 3 – 2. Ma la formazione della Capitale, non aveva fatto i conti con i “solisti” bianconeri e con la seconda “ingenuità” di Cory Conacher, reo di aver lasciato, per la seconda volta (!!) la sua squadra in 3 contro 5, buscandosi una inutile penalità con la sua squadra già in inferiorità. E allora, se la prima volta era arrivata la rete del 2 – 0 di Klasen (che da sola vale il prezzo del biglietto), questa volta, prima della seconda pausa, è caduta la doppietta di Brunner, con pareggio e sorpasso a un secondo dalla sirena.

Il copione non è mutato nel periodo conclusivo dove, al pareggio di Scherway (scaturito dalla totale confusione che regnava sul ghiaccio!), ha fatto riscontro l’assolo di Hofmann per il 5 – 4 definitivo.

In sostanza una partita che ha appassionato gli spettatori, ma fatto storcere il naso ai tecnici (undici reti in una partita da finale dei play off sta a significare che molte cose, sul piano della copertura, non hanno funzionato). Ci sarà da chiedersi quanto a lungo reggerà il trio svedese a ritmi tanto massacranti (ancora una volta Shedden ha giostrato a due blocchi e mezzo, non di più), mentre il Berna giostra regolarmente a quattro linee ed è in grado di operare una costante pressione in ogni angolo della pista. Questa sera, il potenziale tecnico individuale ha consentito al Lugano di non pagare dazio, ma alla lunga la strategia potrebbe non pagare. Sia detto per amor di statistica: Brunner ha segnato una doppietta con i primi due tiri in porta della serata!

 

LANGNAU    -    BIENNE     4   -   3   d.s.    (4 – 2 NELLA SERIE)

Alla fine la spunta il Langnau che conquista la salvezza sul ghiaccio, lasciando le beghe finali al Bienne. Eppure, anche i Seelanders, se la caveranno ma, sulla scorta dei risultati ottenuti, sono già lì a “rivoluzionare” la panchina, con voci che vorrebbero Schlapfer allontanato (dopo che lo avevano trattenuto con prolungamento di contratto pur di non lasciarlo approdare in Nazionale!) per far posto a John Fust. Sia come sia, per i bernesi non ci saranno patemi, visto che l’Ajoie si è aggiudicato il titolo di campione della Serie Cadetta, ma non ha i requisiti per salire in LNA. Dunque tutti a casa e in vacanza!

 

IL RAPPERSWIL INTERESSATO A RILEVARE LA LICENZA DEL KLOTEN

Intanto, per i quadri della prossima stagione, in LNA si lavora anche fuori dal ghiaccio. Il Rapperswil non avrà diritto a giocarsi la promozione, ma vorrebbe trovare una strada per arrivare ad ottenere la licenza del Kloten, in gravissime difficoltà finanziarie. La Lega avrebbe sondato le intenzioni dei Sangallesi, ovviamente interessati all’operazione. Tutto sta a vedere se la stessa Lega non salverà il Kloten, per l’ennesima volta con il classico colpo di spugna. Per ora, dalla Società zurighese, si fa sapere che il risanamento delle finanze è già stato messo in atto con il licenziamento di cinque persone assunte per la gestione del ticketing. Sarebbe curioso sapere quanto i loro stipendi influissero sugli 8 milioni e passa di deficit!

 

Mercoledì 30 Marzo

IL  LUGANO  RISORGE  E  VA  IN  FINALE!!!!

 (Cornelio Turri)

GINEVRA    -    LUGANO    2  -  3     d.s    (2  – 3  NELLA SERIE)

Se a fare la differenza sono i piccoli dettagli, allora gli intenditori hanno avuto l’ennesima conferma della loro teoria: 20 secondi alla sirena finale e Ginevra in vantaggio per 2 – 1 ad un passo dalla finale. Il Lugano, alla disperata, da circa un paio di minuti gioca con sei attaccanti e lascia in panchina il portiere. Slater ha sulla paletta il disco della matematica certezza per la vittoria, ma indugia e Klasen gli devia il disco che non centra la porta sguarnita. Capovolgimento di fronte e pareggio, a 15 secondi dalla sirena, di Hofmann. Poi l’overtime farà il resto in meno di due minuti. Se non sono dettagli che contano questi, allora quali potrebbero essere? Detto questo, il Lugano ha condotto partita ben diversa da quella sciagurata della Resega di due giorni prima, ma il Ginevra era riuscito a rimediare al vantaggio bianconero con un sorpasso sulle ali di un Merzlikins ancora non all’altezza delle sue serate migliori. Così si arriva all’epilogo raccontato dove l’immancabile punizione del “gol sbagliato” arriva puntuale. Tutto si gioca in 60 minuti alla Resega fra due giorni. E non dimentichiamo che un tiro sbagliato, anzi, neanche un tiro, fu sufficiente per cambiare le sorti di una semifinale con l’Ambrì che pareva già scritta!

 

DAVOS    -    BERNA      3      -    4     (1 – 4  NELLA SERIE)

Cala il sipario sulla stagione dei campioni svizzeri, con conferma della legge non scritta che impedisce ola reiterazione del successo. Il Berna, ancora una volta, è apparso superiore all’avversario e ha mantenuto ben salda in mano la partita e ora attende Lugano o Ginevra per la sfida decisiva. Alzi la mano chi avrebbe giudicato gli Orsi capaci di tale impresa solo un paio di mesi fa!

 

LANGNAU    -    BIENNE     6   -   5     (2 – 2 NELLA SERIE)

Langnau e Bienne andranno avanti nella loro battaglia per evitare lo spareggio con la formazione della serie cadetta. Le probabilità che per entrambe ci possa essere salvezza senza partita aumentano perché l’Ajoie ha allungato il passo sul Rapperswil e conduce la sfida per 2 – 1. Quanto alla partita della Ilfis, tigrotti avanti di due lunghezze, raggiunti sul 4 – 4 dai Seelanders, ma scatto finale dei padroni di casa che guadagnano il successo.

 

LUGANO    -    GINEVRA       4   -   3   d.s.    (4 – 2 NELLA SERIE)

Un Lugano davvero ben organizzato e dalle risorse immense conquista con pieno merito la finale dopo 10 anni, trovando il bandolo della matassa per superare un Ginevra che ha provato in tutti i modi a mettere i bastoni tra le ruote della formazione di Shedden. Andato in vantaggio per la seconda volta in avvio del tempo conclusivo, è stato subito rintuzzato dai bianconeri che hanno macinato chilometri e occasioni dalle parti di un Mayer davvero superlativo. I ticinesi hanno provato a premere in tutti i modi, sacrificando a turni massacranti il trio svedese e il secondo blocco (Bertaggia, Brunner, Hofmann). Giocando a due linee e una porta sola, il Lugano non è riuscito ad evitare ancora l’overtime, dove la musica non è cambiata e c’è voluto un rigore di Furrer per far esplodere la Resega e consegnare il meritato successo ai ticinesi.

 

BIENNE    -    LANGNAU       1    -    3      (2 – 3 NELLA SERIE)

Grosso passo in avanti del Langnau che pare rinfrancato dall’approssimarsi della meta chiamata salvezza e mette in apprensione il Bienne chiamato ad espugnare la Ilfis prima dell’evento finale, ammesso che si disputi la finale con la vincente della LNB.

 

Venerdì 25 Marzo

LUGANO – DURA LEZIONE DAL GINEVRA

 (Cornelio Turri)

LUGANO    -    GINEVRA     1   -   6      (2 – 2 NELLA SERIE)

Dura lezione del Ginevra che surclassa un Lugano arruffone e privo di idee, punito dai suoi stessi mezzi per colpire l’avversario, specie sul campo delle provocazioni, dove i Lapierre e Sannitz hanno incamerato penalità (2 + 10 sul finire del primo periodo e penalità di partita a metà circa del terzo tempo, senza bilanciare la situazione con analoghe sanzioni ai danni dell’avversario) lasciando spesso i compagni nei pasticci, sia per le inferiorità numeriche che per l’apporto assai poco influente. Così la formazione di McSorley, che pure era stata messa sotto pressione in avvio di partita, salvata dal palo su rigore di Klasen, rialzava la testa e macinava il suo gioco asfissiante nell’uno contro uno e, trovata rete fortunosa, dilagava in short hand e in power play sino ad un triplo vantaggio alla prima sirena che poteva dirsi quasi definitivo per le sorti della partita. La fiammata della terza linea (rete di Reuille) riaccendeva una timida speranza, ma un goffo intervento di Merzlikins (incappato, purtroppo, in serata non delle migliori) rimetteva le lancette dell’orologio là dove erano e costringeva la Resega a seguire un calvario che non pareva finire mai. Ora si riparte daccapo, fra due giorni. Per fortuna, nei play off non conta l’entità del risultato, purchè alle Vernets si riveda all’opera il vecchio Lugano.

 

BERNA    -     DAVOS     3  -   2   d.s   (3 – 1 NELLA SERIE)

Grossa ipoteca del Berna che ha surclassato il Davos più di quanto il punteggio non dica. La formazione della Capitale ha tenuto in mano il pallino per tutto l’arco della contesa e solo un paio di sbavature difensive 8leggi rebound concessi da Stepanek, meno brillante del solito), hanno consentito la doppietta di Lindgren che ha tenuto a galla i grigionesi.

 

BIENNE    -    LANGANU     3   -    0    (2 – 1   NELLA SERIE)

Il Langnau si inchina ancora ad un Bienne che pare avere una marcia in più e culla il sogno di una salvezza a tavolino per le buone notizie che gli giungono dalla finale della serie cadetta: l’Ajoie espugna Rapperswil e fa il break. In caso di vittoria della formazione dell’ex pusterese Devos, non ci sarebbe spareggio per la mancanza dei requisiti minimi per la LNA dei giurassiani.

 

LUNEDì 21 MARZO

IL  GINEVRA GUASTA LA FESTA DEL LUGANO

AMBRI’: LE SCUSE DEL PRESIDENTE E STAFF TECNICO

 (Cornelio Turri)

LUGANO     -    GINEVRA          1  -  2    (1 – 1 NELLA SERIE)

Partita assai diversa da quella delle Vernets per il Lugano che, pur privo di Vauclair, aveva dalla sua la sicurezza della lunga serie di vittorie. Invece, un Ginevra rimaneggiato da squalifiche (Slater e Rod) e malattie (Robin), ha avuto la pazienza di tessere la sua ragnatela, nella quale il Lugano ha finito col perdere lucidità e mordente, sino a capitolare. In vantaggio alla fine del primo periodo, la formazione di Shedden ha avuto l’opportunità del colpo decisivo, ma non è riuscita a trasformare in moneta sonante le (in vero poche) occasioni propizie. Così le quotazioni degli avversari sono cresciute con il passare dei minuti, acciuffando il pari prima della seconda pausa, andando vicini alla vittoria anche prima del sessantesimo (ben quattro i pali che hanno salvato Merzlikins), piazzato con Antonietti la zampata felina all’overtime. In sostanza il Ginevra non ha rubato nulla, il Lugano perso un’occasione molto ghiotta per l’allungo che avrebbe potuto essere decisivo. Ora tutto torna fluido in un best of five.

 

BERNA    -    DAVOS         2   -  1       (2 – 0 NELLA SERIE)

Non c’è squadra che tenga il passo di questo Berna che pare non volersi più arrestare prima della vittoria finale. Anche il Davos si inchina alla Bernarena, in modo anche più evidente di quanto il punteggio non dica, seppure nel finale abbia avuto la rete di Corvi e scheggiato la base del palo con Lindgren. Gli orsi sono in grado di mettere in mostra una maggiore dinamicità, calma e precisione, riuscendo a fare anche cose difficili con assoluta naturalezza (si veda la rete del raddoppio di Simon Moser: alta classe e proprietà di controllo del disco!).

 

BIENNE    -    LANGNAU     6   -  1     (1 – 0 NELLA SERIE)

Il Langnau regge un quarto d’ora, giusto il tempo di pareggiare la rete iniziale dei Seelanders con l’unico blocco in grado di mantenere testa all’avversario (rete di Buscher e assist di Di Domenico e Clark). Poi il pallino resta saldamente nelle mani dei padroni di casa che chiudono con un eloquente 6 – 1. Notti ancora agitate nei dintorni della Ilfis? Reber opterà per l’ennesima sterzata? Se i tigrotti vanno avanti di questo passo, il rischio di scontrarsi con il Rapperswil (che per parte sua ha sottomesso l’Ajoie per 6 – 2) appare abbastanza concreto. E non è detto che i Lakers non rendano il “favore” ricevuto lo scorso anno!

 

DOPO LA SCONFITTA DI LOSANNA, IL PRESIDENTE LOMBARDI SI SCUSA

“AMBRÌ – Era inevitabile: dopo la scoppola incassata a Losanna da una squadra irriconoscibile ne ho sentite “da benedir la luna”. Fa parte delle sgradevoli mansioni di un presidente, anche se non scende di persona sul ghiaccio (per fortuna di tutti…). Evidentemente il primo deluso e amareggiato sono io, assieme a tutto il CdA e a tutti i collaboratori dell’HCAP che hanno dato l’anima durante l’anno, e che finiscono la stagione con un leggero amaro in bocca, al pari dei nostri tifosi. Nello sconforto il CdA si è addirittura chiesto se non convenisse annullare la festa di fine stagione, prevista per giovedì 24.

Ne abbiamo parlato come logico con lo staff tecnico. Hans e Ivano sono stati i primi scusarsi per la prestazione deludente, pregandoci di trasmettere al pubblico queste scuse. Avevano chiaramente sottovalutato la portata psicologica di quest’ultima uscita stagionale, ritenendo di dare la possibilità di giocare a qualche giovane e al portiere di 1. Lega che ci aveva raggiunto quale riserva della riserva.

Di più: alla luce della forte pressione esercitata per mesi nella rincorsa ai playoff, poi nelle ultime due settimane per raggiungere rapidamente la salvezza, non hanno ritenuto di mettere pressione sui ragazzi, lasciandoli affrontare la partita con piena spontaneità.

Un errore da non ripetere, ovviamente, perché la maglia e il pubblico vanno sempre onorati. Ma un errore che non implica a priori un atteggiamento menefreghista della squadra, e che non deve occultare l’insieme di una stagione che non è comunque da buttare.

Sappiamo tutti che l’appetito vien mangiando, ma dopo tanti anni in cui la famosa “riga” l’abbiamo sempre vista da lontano, soffrendo le pene dell’inferno per agguantare in extremis la salvezza, è paradossale che si voglia maledire una stagione che ci ha comunque regalato tante emozioni, che ci ha portati a due soli punti dalla qualifica – inseguita fino alla penultima di regular season – e che ci ha regalato la salvezza già a metà del turno intermedio.

Certo, conosciamo lo storico male dell’Ambrì: la mancanza di continuità.  Contro questo vizio congenito si è messo al lavoro Kossmann, e siamo certi che riuscirà a sconfiggerlo nella prossima stagione.  A noi, dirigenti, collaboratori e soprattutto tifosi, il compito di stringerci ugualmente attorno ai nostri ragazzi, per dirgli con forza: “siamo sempre con voi – ma ci aspettiamo di più”!

Per questo la festa di fine stagione si deve fare. Per ringraziare chi ha comunque dato molto, per salutare chi parte, per trasmettere a chi resta questo semplice messaggio in vista della stagione 2016-17. Quindi ci vediamo tutti a Castione giovedì.”

 

Sabato 19 Marzo

IL LUGANO STRAVOLGE I PIANI DEL GINEVRA L’AMBRI’ SALUTA CON DISFATTA CHE FA RIFLETTERE

(Cornelio Turri)

 

GINEVRA    -    LUGANO      0   -   5     (0 – 1  NELLA SERIE)

Il Lugano stravolge i piani del Ginevra e, per una volta, a non raccapezzarsi è McSorley. Il risultato acquisito alla fine della partita, con smagliante shut out della coppia difensiva ticinese (Merzlikins ha dovuto lasciare il ghiaccio per una diecina di minuti in seguito ad uno scontro di gioco), non lascia dubbi su chi abbia o meno dominato l’incontro, anche sotto il profilo dei nervi con Lapierre che, a spiccioli dalla sirena conclusiva, se la rideva beffardo in panca puniti con il vantaggio di ben 4 reti. Prima di lui se ne era andato sotto da doccia (sul 2 – 0) Slater, reo di un brutto check alla testa di Vauclair (il difensore dovrebbe saltare gara due, ma anche l’attaccante è stato fermato dal Giudice per un procedimento disciplinare come il compagno Rod), segno che, anche sotto questo aspetto, il Lugano aveva stravinto il match nel match. Se poi si aggiunge che Klasen ha preso in mano la bacchetta per dirigere l’orchestra da par suo, si capisce come mai anche l’incostante Mayer, poi sostituito dopo la dabbenaggine della quarta rete, ci abbia capito poco o niente della partita. Insomma, la strada appare sempre lunga e non si può mai dire, ma questa sfida sta incanalandosi sui binari di un film già visto: quello di Zugo che, vorrei ma non posso, ha chiuso in fretta i battenti e si è avviato in vacanza.

 

DAVOS    -     BERNA     4   -    5     d.s.    (0 – 1 NELLA SERIE)

Se l’appetito vien mangiando,allora per il Davos campione deve suonare un richiamo di allarme. Il Berna annulla il fattore campo,dopo essere stato anche largamente in vantaggio (1 – 4), non si è scomposto davanti alla veemente rimonta degli uomini di Del Curto nel terzo periodo, ha piazzato il colpaccio all’overtime e messo il quinto sigillo in altrettante gare.

 

LOSANNA    -    AMBRI’       7    -    0

Che la partita avesse poco o nulla da dire, lo si sapeva da qualche giorno, che l’Ambrì avesse   intenzione di schierare molte seconde linee era noto da salvezza acquisita, che si potesse fare meglio della figuraccia di stasera a Malley sarebbe stato auspicabile. E, sia detto come aggravante, il Losanna ha fatto davvero poco per vincere: dunque la truppa di Kossmann, neppure quello. Con le partenze annunciate di un paio di giocatori di peso, sarà il caso di ripensare bene le strategie in previsione della prossima stagione. Per ora gli innesti previsti, a parte il solo N’Goy, non paiono né di peso (non di soli chili vive l’hockey), né di spessore. Si attende che Zanatta faccia scelte oculate: le possibilità non mancano, comprese la recente comunicazione dello Zugo di separarsi da Sondell (migliori difensore offensivo della Lega) e Burgler.

 

BIENNE   -    LANGNAU     3    -    2

Nella personalissima sfida tra le due ultime della classe, il Bienne ha concluso vittoriosamente il suo inseguimento, superando i tigrotti ormai alla quinta sconfitta consecutiva e aggiudicandosi il vantaggio del fattore campo nella sfida per evitare di affrontare il campione di LNB (ormai all’ultimo atto con Chaux – de – Fonds ed Ajoie alla stretta finale). Per il Bienne una striscia positiva che fa morale, per il Langnau anche il cambio di allenatore (come volevasi dimostrare dopo la sfuriata di Ambrì del Direttore Sportivo, con Laporte e lo staff tecnico esclusi!) Ora la squadra è stata affidata, sino alla fine della stagione, alla vecchia conoscenza dell’hockey italiano (Scott Beattie), assunto con Licenza B (Beattie è infatti legato al Visp). Quale costrutto possa avere una decisione del genere, appare di difficile comprensione. Per ora il risultato è stato di due confitte su due uscite. La miglior carta da giocare potrebbe essere lo scarso interesse del lanciatissimo Ajoie a salire nella massima divisione.

 

Domenica 13 Marzo

LUGANO: DIECI ANNI DOPO E’ ANCORA IN SEMIFINALE , AMBRI’: DOPO LA SALVEZZA, RETI A RAFFICA , KLOTEN: DOPO L’ELIMINAZIONE … IL FALLIMENTO?

(Cornelio Turri)

 

LUGANO    -    ZUGO        5   -  4    (4 – 0 nella serie)

Festa grande in casa Lugano dopo l’estromissione del coriaceo Zugo in sole quattro partite e obiettivo semifinali centrato, dopo dieci anni. L’ultima sfida con gli svizzero centrali, era iniziata assai male per i padroni di casa, ritrovatisi in doppio svantaggio dopo 9 minuti, ma la formazione che Shedden ha costruito, appare solida non solo sul piano del gioco, ma soprattutto mentale. Così, il Lugano, senza entrare in panico, ha risposto da par suo allo Zugo, ribaltando la situazione e veleggiando sino ad un 4 – 2 perentorio quanto chiaro, già prima di metà partita. Ma il vero capolavoro doveva ancora venire. Lo Zugo, giustamente mai dopo perchè all’ultima spiaggia, trovava il pareggio (4 – 4) al 57’, ma la gioia di potersela ancora giocare, durava il breve volgere di 21 secondi: tanti ne bastavano a Damien Brunner per mettere dentro il disco del 5 - 4 e spedire l’avversario all’inferno, i compagni al paradiso delle semifinali.

 

KLOTEN     -     DAVOS     1    -   4     (0 – 4   NELLA SERIE)

Le ultime chance del Kloten sono durate poco e l’impietoso Davos le ha spente in fretta, sorretto da qual folletto di Perttu Lindgren, mente e braccio della formazione di Del Curto. Ennesima partita a senso unico e risultato messo solo formalmente in bilico dalla rete nel finale di Sheppard. A quel punto per gli aviatori non c’era che la soluzione di togliere il portiere e, per il Davos, era come bere un bicchier d’acqua.

 

BERNA     -    ZURIGO      4    -    0     (4 – 0 NELLA SERIE)

La corazzata Zurigo cola a picco alla Bernarena, colpita e affondata da un Berna che è cresciuto a dismisura nei play off e ha confermato, di partita in partita la sua trasformazione. Perentorio anche l’ultimo atto, con uno shut out di Stepanek, anche lui irriconoscibile (in positivo) dopo le prestazioni a volte imbarazzanti della regular season. Ora alla truppa di Leuenberger (che la dirigenza bernese si è affrettata a non confermate al timone della panchina per il prossimo anno, qualunque sia l’esito della presente stagione in quanto Jalonen sarà il suo sostituto) non ci sono limiti: il Davos sarà il vero banco di prova. Se riuscirà a superarlo, ogni sogno ha il diritto di essere cullato!

 

FRIBORGO   -   GINEVRA     3     -    0     (1    -     3     NELLA   SERIE)

Ultimo treno per il Friborgo, colto al volo dai burgundi che hanno salvato l’onore delle armi con una vittoria meritata, dopo contesa filata via per almeno metà del tempo in perfetta parità. La botta di Abplanalp faceva pendere la bilancia dalla parte dei padroni di casa che chiudevano i conti con Genoway e Pouliot.

  

AMBRI’   -   LANGNAU            9  -   4  

Ambrì decisamente in scioltezza, dopo la salvezza raggiunta, seppure imbottito di seconde linee (lasciati a riposo Zurchirken, Duca, Emmerton, Maenpaa e spazio a Wolf, Poudrier, Pinana e Stucki), con pirotecnica sequenza di reti e 5000 accorsi ancora alla Valascia soddisfatti dello spettacolo. Bisogna anche dire che, a differenza della formazione leventinese, la partita rivestiva ancora molta importanza per i Tigrotti dell’Emmenthal che, con la sconfitta odierna hanno il Bienne ad un solo punto, per cui non appare del tutto scontato neppure il penultimo posto, con conseguente vantaggio casalingo della eventuale bella nello spareggio con i Seelanders. Ebbene gli uomini di Laporte hanno offerto una prestazione abbastanza sconcertante tale da lasciare molto preoccupata la dirigenza bernese circa il prosieguo della stagione. A fine partita, il team manager Jorg Reber ha fatto uscire dagli spogliatoi lo staff tecnico (allenatore compreso) e per una quarantina di minuti ha fatto tremare i muri della Valascia.  Procedura non del tutto normale, se si pensa che al “fervorino” mancava Laporte (“In 22 anni di attività, è la prima volta che assisto ad una simile situazione!         “ dirà in seguito alla stampa), che suona come un esautorare la figura più importante della squadra, anche se lo stesso Reber si è affrettato a precisare che l’allenatore non è in discussione. Per ciò che attiene all’Ambrì, Pestoni sugli scudi per una delle sue ultime apparizioni con la maglia dell’Ambrì e tanto bel gioco, seppure favorito dalla pochezza dell’avversario (in particolare la difesa e i due portieri sono apparsi davvero poco in serata).

Nell’altra sfida, importante successo del BIENNE su LOSANNA (ormai salvo) e speranze per i Seelanders di riacciuffare il Langnau.

 

GINEVRA     -     FRIBORGO       4   -    1      (4 – 1  NELLA SERIE)

Con un turno di ritardo rispetto alle altre tre finaliste, anche il Ginevra si aggiunge alla compagnia, mettendo a tacere le ultima velleità del Friborgo. All’iniziale botta e risposta, a fatto seguito il perentorio allungo della formazioni di McSorley per un 4 – 1 finale che rispecchia i valori sul ghiaccio.

 

KLOTEN: ANCORA UNA DEBITO COME UN A VORAGINE!

Si annuncia l’ennesima estate di passione per il Kloten e per i suoi tifosi. La società canadese che ne era divenuta proprietaria lo scorso anno, ha deciso di mettere in vendita il Kloten e di non intendere proseguire nella gestione di un Club strutturalmente ingovernabile dal punto di vista finanziario. Anche per il presente anno, il disavanzo è stratosferico: si parla dai 6 ai 9 milioni di franchi. Le prospettive per la gloriosa formazione non sono per nulla incoraggianti: dalla retrocessione in LNB, alla cessione di una buona parte del parco giocatori, al fallimento.

Ora, fermo restando che il recente passato ci ha abituato a soluzioni “fantasiose”, per cui il tutto potrebbe essere cancellato da un … colpo di spugna, alcune considerazioni vengono immediatamente alla mente. La prima e più lampante: ma gli attuali proprietari, nel procedere all’acquisto, come hanno fatto a non accorgersi della situazione, dato che i disavanzi colossali si susseguono ormai a cadenza annuale da tempo? Come potevano pensare di risanare il bilancio, senza drastici cambiamenti di rotta? Ed inoltre, la Lega, tanto solerte nel castigare altri Club, che mai hanno neppure sfiorato la gestione degli aviatori, sceglierà ancora di … chiudere gli occhi?

 

Giovedì 10 Marzo

LUGANO  TROPPO   FORTE  PER   QUESTO   ZUGO  AMBRI’: SALVEZZA  … IN  ANTICIPO

 (Cornelio Turri)

ZUGO    -    LUGANO     2   -   5      (0   -  3    NELLA SERIE)

Troppo forte questo Lugano per lo Zugo visto all’opera alla Bossard Arena: netto predominio degli ospiti, andati a rete con regolarità e, cosa rimarchevole, mai con Klasen o Pettersson. Nel marcatore si sono alternati gli altri, frutto di una vittoria che deve essere ascritta all’intera squadra, mai in discussione, senza patemi o affanni, con il bandolo della situazione ceduto all’avversario per qualche minuto dopo la rete dell’1 – 2. Fuoco fatuo, perché con la penalità di Bouchard (rincarata da una disciplinare di 10’) lo Zugo perdeva l’unico in grado di accendere la luca e gli altri, rimasti al buio, si facevano cogliere in “fallo” nel tentativo, sempre più vano, di andare a provocare gesti inconsulti di Lapierre.  Al contrario, il canadese (cui verosimilmente deve aver fatto bene la lavata di testa post derby) si comportava in modo ineccepibile e offriva, con la sua prestazione, un pesante tassello su cui il Lugano ha costruito la sua fortuna del triplo match point. Posizione inattaccabile, perché per una resurrezione, lo Zugo avrebbe bisogno di un miracolo doppio. Tutto nell’hockey potrebbe essere creduto possibile, ma questo Lugano appare fuori della portata degli svizzero centrali.

 

GINEVRA     -     FRIBORGO     4   -   1      (3 – 0  NELLA SERIE)

Tutti si attendevano la vendetta dei Ginevrini sul top scorer Sprunger, reo del brutto ed impunito fallo (spiegazioni della Lega a dir poco ridicole) su Rubin. Ma logica vuole che McSorley abbia adeguatamente catechizzato i suoi per non incorrere in fulmini gratuiti, tanto più che la situazione contro i burgundi appare nettamente a suo favore. Così è stato, fatta eccezione per Rod che ha rifilato una gomitata al volto del diciannovenne Glauser (non punito dagli arbitri, ma sanzionato con una giornata di squalifica, tanto per non far mancare al “birichino” un buffetto!). Quanto alla partita, Sprunger o non Sprunger, il Ginevra appare di una spanna superiore all’avversario e al Friborgo non è rimasto che incasellare la terza sconfitta consecutiva.

 

ZURIGO    -    BERNA        2    -   3     d.s.     (0 – 3 NELLA SERIE)

Le scuse del capo della commissione arbitrale (Beat Kaufmann) per l’evidente danneggiamento nella rete annullata ai Lions due giorni prima a Berna, sono poca cosa se si considera il fatto che gli uomini di Crawford sono incappati nella terza sconfitta ed ora a un passo dall’eliminazione. Il doppio vantaggio iniziale dei padroni di casa, sorretti da un monumentale Nilsson, non è bastato a spianare la strada per la rimonta. Complice un paio di sbavature di Flueler (evidentemente un po’ arrugginito dalla lunga assenza per infortunio), il Berna è risalito quatto quatto al pareggio e ha piazzato un colpaccio nell’overtime. Non tutti devono stupirsi della situazione. Il Berna possiede un organico decisamente superiore alla media e ha ritrovato molti degli assenti che lo hanno abbandonato nella travagliata regular season. Un brutto cliente per i play off che sarebbe stato meglio evitare, specie se si considera la poco convincente prestazione dello Zurigo contro i cugini del Kloten. Ma ormai la frittata è fatta …

 

DAVOS    -    KLOTEN     3   -   1      (3 – 0   NELLA SERIE)

Che gli aviatori siano ormai ai titoli di coda, pare destino scritto da parecchio tempo. Per un Davos  troppo ispirato per questo Kloten, basta mettere a segno un paio di colpi e attendere gli spiccioli finali per il 3 – 1 a porta vuota di Axelsson. Insomma, tra gatto e topo non c’è possibilità di invertire i ruoli: la vittima non può essere che una.

 

LANGNAU     -     AMBRI’       3    -    4

La salvezza per l’Ambrì arriva al primo tentativo alla Ilfis dove, tuttavia, i leventinesi hanno palesato il meglio e il peggio del repertorio messo in mostra durante tutta la stagione. Per ciò che attiene al meglio, c’è da annoverare il doppio vantaggio iniziale (Zgraggren e Bianchi), un po’ contro l’andamento della contesa: erano, infatti, i tigrotti a riversarsi in avanti nel tentativo di mettere subito alle corde l’avversario. Dopo l’1 – 2, l’Ambrì non si faceva intimidire e allungava ancora con azione personale di Monnet. Per contro, fra i risvolti negativi, la solita sufficienza difensiva, specie a 7 minuti dal termine, considerando la partita ormai conclusa e concedendo all’avversario di impattare nel giro di poco più di un minuto. Infine, tra i poco incisivi, ancora una volta coloro che avrebbero dovuto fare la differenza. Finale quanto mai concitato con Ambrì che, per fortuna, non sciupava più del dovuto e Laporte che richiamava (sul 3 – 3) il portiere in panchina e offriva il fianco alla disfatta finale. Per ben tre volte gli ospiti avevano il disco per chiudere i conti: prima sbagliava Pestoni, poi Hall centrava il palo, infine Gautschi lo spediva in fondo al sacco a tre secondi dalla sirena finale. Sul fronte opposto, discutibile la decisione del tecnico dell’Emmenthal: vero che ai padroni di casa servivano i tre punti, ma vero anche che una vittoria all’overtime lasciava Ambrì e Losanna a otto lunghezze con nove punti disponibili. Impresa disperata, ma lo era anche prima della partita di questa sera. Togliendo il portiere, le probabilità di fare la fine … del topo salivano vertiginosamente.

 

Lunedì 7 Marzo

LUGANO: AVANTI CON CONVINZIONE

AMBRI’: POTREBBE ESSERE LA VOLTA BUONA

 (Cornelio Turri)

LUGANO     -     ZUGO      4   -   2    (2 – 0 NELLA SERIE)

Il Lugano supera lo Zugo e allunga nella serie, pur al cospetto di formazione che ha giocato meglio e premuto di più, ma i padroni di casa hanno avuto il merito di colpire l’avversario nel momento di loro maggiore pressione e sfruttato, al meglio, le occasioni (numericamente inferiori) che sono loro capitate. E allora se, come dicono gli esperti, sono i dettagli che fanno la differenza, la partita del Lugano potrebbe essere una sorta di manuale da cui imparare come e cosa si deve fare o, al contrario, non si dovrebbe per non soccombere. Il primo periodo di netta supremazia ospite e risicato vantaggio, si chiude in parità: sulla blu Blaser, invece di attendere le mosse di Klasen, lo attacca uscendo dal terzo. Per lo svedese è come bere un bicchier d’acqua  e aprire un due contro uno con disco scodellato millimetricamente sulla paletta dell’accorrente Martensson. 2 – 1: Lugano in stentato power play con difficoltosa entrate nel terzo e Zugo che si difende senza affanno, anzi procede in attacco dove Holden, anzichè badare a far trascorrere secondi preziosi, si intestardisce in azione offensiva. Disco perso alle assi e rapita transizione del Lugano con Bertaggia che … lascia per l’accorrente Brunner, tiro al volo e Stephan superato.  3 – 1: inutile penalità per fallo di Holden su Bertaggia a disco lontano e azione offensiva dello Zugo: ancora Martensson, davanti alla porta, supera la difesa svizzero centrale.

In ogni modo il Lugano ha vinto con merito la sfida ma, di fronte alla presumibile foga avversaria alla Bossard Arena, sarà opportuno fare tesoro delle disgrazie altrui e non perdere mai il bandolo della matassa. Le premesse sono oltremodo incoraggianti, ma la sfida non è per nulla vinta.

 

BERNA     -    ZURIGO      2    -   1     (2 – 0 NELLA SERIE)

Il Berna allunga e mette lo Zurigo già con le spalle al muro. Eppure i Lions erano andati in vantaggio con Nilsson e colpito un palo, facendo ben sperare Crawford. Invece, su quell’abbrivio, la partita degli ospiti si ammosciava e il Berna prendeva vigore e coraggio per ribaltare la situazione. Il veemente finale ospita portava anche al 2 – 2, incomprensibilmente annullato dal duo arbitrale.

 

KLOTEN     -     DAVOS      3    -   5 (0 – 2 NELLA SERIE)

Del Curto ripresenta Paulsson e lascia in tribuna Setoguci, ma la sua squadra vince comunque, nonostante questa volta ci sia stata partita tra le due contendenti. Due volte in vantaggio i gialloblu con Ambuhl e Marc Wieser, puntualmente rintuzzati a Kellenberger e Kolaric. Alla mezzora, il Kloten, per la prima volta, mette il naso avanti all’avversario (con Frick), ma bastano 6 secondi per  chiudere la festa: Lindgren, ancora Marc Wieser e Picard abbattono l’areroplanino.

 

FRIBORGO    -    GINEVRA     3   -  4   d.s    (0 – 2 NELLA SERIE)

Pareva tutto in discesa per il Friborgo che, in meno di metà partita, veleggiava su triplo vantaggio (Genoway, Mauldin, Schild). Poi ci pensava Sprunger ad agitare le acque con una carica alla testa di Rubin (tripla frattura orbitaria per il ginevrino, uscito in barella) e capitano burgundo verosimilmente sanzionato dal G.U. in maniera pesante. Il Ginevra sbagliava un rigore con D’Agostini, ma, in un paio di minuti trovava due reti e compiva l’opera beffarda a 40 secondi dalla terza sirena, pareggiando in short hand! La ciliegina sulla torta arrivava all’overtime con Jacquemet. Se in un derby la gioia maggiore è farsi beffe dell’avversario, mai  occasione è stata più propizia.

 

AMBRI’     -    LOSANNA    3   -   1

Con la contemporanea sconfitta del Langnau, in casa con il Bienne per 2 – 3, l’Ambrì compie l’impresa di effettuare passo in avanti verso la salvezza piuttosto consistente. Non è stata partita da incorniciare, quella con il Losanna, ma la situazione impone solo la vittoria. Così è stato, con risultato messo in cassaforte dopo due tempi (3 – 0 il parziale) grazie alla rete di Giroux (ma tutto il merito va a Pestoni che determinava il rebound di Caminada) nel primo periodo, supportato da Grassi e Emmerton in 70 secondi poco prima del secondo riposo. Per il resto molta confusione e tanti errori, con i leventinesi a corto di idee e mordente, ma il Losanna è parso ancor più alla frutta, tanto che Ehlers non ha neppure tolto il portiere nei frangenti finali, come il manuale dell’hockey vorrebbe. La neve, caduta copiosa in Leventina e nel sopraceneri, tanto da  determinare la chiusura (seppure temporanea) di autostrada, strada cantonale e ferrovia, non ha impedito ai 2280 fedelissimi di essere presenti e venir ripagati, almeno, con una vittoria.

 

Venerdì 4 Marzo

LUGANO ESPUGNA ZUGO

AMBRI’ SCELLERATO PREFERISCE FARSI MALE DA SOLO

 (Cornelio Turri)

BIENNE    -    AMBRI’      4    -   2

Dopo aver gettato alle ortiche i play off, sulla pista di Bienne, l’Ambrì ripete scellerata partita senza mordente e senza voglia, trovando sconfitta fotocopia e consentendo ad un Langnau più pimpante e affamato di punti di rimettergli il fiato sul collo. Solo per la prima metà del periodo centrale, i leventinesi hanno messo alle corde il Bienne, ma gli attaccanti bianco blu non sono andati oltre una sterile pressione e, come sempre, hanno fatto del power play la loro arma peggiore (quattro superiori nette, nessuna rete). Di questo passo, il rischio che la sofferenza per i tifosi ticinesi sia ancora lunga appare concreto, se è bastato un Bienne con soli tre stranieri e rimaneggiato dalle assenze (tra cui Maurer che ha subito squalifica di 11 giornate per aver spintonato un linesman) per mettere sotto una banda di pasticcioni davvero irriconoscibile (nel finale anche due cambi sbagliati per completare l’opera).

 

ZUGO    -    LUGANO     1   -   2   d.r.

Il Lugano torna da Zugo con il vantaggio della prima vittoria, conseguita con molta disciplina e sudore, contendendo metro su metro allo Zugo e piazzando folate di rimessa che hanno messo in seria difficoltà la retroguardia dei padroni di casa. Partita incerta e apertissima per i tempi regolamentari e overtime, con i due portieri tra i migliori in campo, si è risolta solo ai rigori, prima serie in parità: decisivo Klasen a regalare il successo ai bianconeri. Appendice polemica e protesto dei padroni di casa per il rigore di Pettersson (definito irregolare perché lo svedese, nell’avvicinamento alla porta si ferma e il disco, seppure di pochi centimetri, torna indietro prima della stoccata dello svedese in rete). Difficile dire cosa deciderà il G.U., tenuto conto che ha anche comminato due giornate di squalifica a Hofmann, reo di aver urtato l’arbitro Fischer e di averlo fatto cadere. In ogni modo un Lugano che pare avere iniziato nel migliore dei modi la serie.

 

ZURIGO   -   BERNA    3   -  4

Pareva la vittima sacrificale, invece il Berna ha retto l’urto della corazzata Zurigo che, come sua abitudine, inizia i play off a ritmo blando. Così gli orsi annullano il “fattore campo” e determinano la prima vera sorpresa della serata. Non avendo nulla da perdere, rischiano anche di andare lontano.

 

DAVOS    -    KLOTEN      4   -   1

Partita a senso unico e punteggio stretto per il giallo blu che hanno colpito anche cinque pali e sottoposto il portiere ospite ad un autentico bombardamento. Boltshauser se l’è cavata molto egregiamente, ma il Kloten visto questa sera alla Valliant  Arena appare ben poca cosa per sperare di mettere appena appena in difficoltà il Davos. Brutto fallo di Collenberg nel finale su Picard con colpo al ginocchio: potrebbe essere un infortunio pesante per i padroni di casa, vista la bella prestazione dell’ex ginevrino.

 

GINEVRA    -    FRIBORGO    3   -   1

Partita a senso unico e pochi argomenti per i burgundi nel derby romando. Il Ginevra, squadra che nei momenti topici si esalta, ha ribadito le sue attitudini. Per il Friborgo appare dure, se vorrà vendere cara la pelle.

 

Martedì 1 Marzo

INTERVISTE        DEL       DOPOPARTITA      DI        AMBRI’   -   LUGANO – di Francesco Turri

 

INTERVISTA A LUKAS  LHOTAK (ATTACCANTE HCAP)

 

D  –  Cominciamo da ieri sera: vincere un derby è ballo ma non compensa le delusione di Bienne

R – E’ vero, hai ragione. Siamo molto delusi della partita di ieri, eravamo a un passo dai play off. Ci potevano bastare anche solo due punti per essere lì con le prime della classifica. Abbiamo sbagliato tutto e adesso non si può rimediare, anche se vincere un derby è sempre bello. Ora siamo nei play out e dobbiamo giocare le partite che mancano con molta attenzione perché non è per niente facile.

 

D – Questa sera il Langnau ha perso, quindi quelli del derby sono tre punti importanti in ottica salvezza, ma questo non consente di abbassare la guardia, visto cosa è successo già ieri sera …

R – In effetti tutte le partite sono difficili, specie per la posta in palio che è la salvezza. Ma se il Langnau e le altre formazioni hanno perso, lo prendiamo con piacere perché è comunque un passo avanti per noi

 

D – Cosa è mancato a questo Ambrì per arrivare ai play off? Ripensandoci, a me pare che non sia mancato molto, ma ogni giorno, ogni partita è mancato … un pezzetto. In sostanza, tanti piccoli problemi che alla fine hanno fatto un problema grosso

R – E’ vero, è sempre mancato poco, ma è mancato sempre qualcosa: molte partite perso all’overtime o ai rigori, il power play che non ha funzionato. Alla fine contano solo i punti e quelli mancano, pochi a dire la verità, per arrivare sopra la linea

 

D – In particole nelle partite con le dirette avversarie: perché manca sempre la vittoria?

R – E’ difficile dire dove sta il problema, non saprei cosa dirti …

 

D – Una sconfitta con lo Zurigo ci può stare, ma le sconfitte con Berna e Kloten, casalinghe soprattutto, non sono più un problema mentale che legate ad un rapporto di gioco?

R – sai anche in queste partite è mancato poco per poter fare punti anche con loro, ma come dicevi bene prima, i piccoli dettagli hanno fatto la differenza e ci ha condannato.

 

D – Però il morale per tirarsi fuori dai pasticci nel più breve tempo possibile,  questo derby potrebbe darvelo …

R – Beh, sai il derby è anche una partita particolare, anche più fisica, hai visto …

 

D – Forse uno l’ha interpretata un po’ a modo suo …

Ride. Grazie a Lukas Lhotak e … speriamo finisca presto la stagione.

 

INTERVISTA  A  DIEGO   KOSTNER   (ATTACCANTE  HCL)

 

D – Una partita che dal vostro punto di vista aveva pochi significati, basta vedere il vostro line up con diversi giovani sul ghiaccio. Una partita più di emozioni?

R – Sì, ma penso che abbiamo comunque fatto una buona partita lottando sino alla fine. Chiaramente oggi hanno avuto più spazio0 i giocatori che nel corso dell’anno hanno giocato di meno, ma hanno comunque fatto un buon lavoro. Ora andiamo avanti concentrandoci sui play off.

 

D  –  C’è stato spazio anche per esperimenti, per esempio quasi tutti i power play sono stati giocati a cinque attaccanti

R – Sì c’è stato spazio e modo di sperimentare qualche soluzione diversa per il power play in vista dei prossimi play off e ci alleneremo per farci trovare pronti giovedi.

 

D – Giovedi si parte con lo Zugo, una formazione con la quale avete avuto partite sempre molto tirate durante la stagione. Come vedi la serie?

R  –  Sarà sicuramente una serie molto dure e bisognerà lottare sino alla fine. All’ultimo incontro abbiamo voluto mandare un messaggio giocando anche noi molto fisico

 

D – Dicendo “giocando più fisico” la domanda te la devo fare di conseguenza: Lapierre è stato ingaggiato per portare alla squadra più grinta e chili, come giudichi la sua prestazione questa sera?

R – Beh, come hai visto, è effettivamente un giocatore molto fisico, penso ci potrà aiutare molto.

 

D – Noi siamo un sito italiano e quindi vorrei riportare il discorso sulla nazionale che ha Cortina ha vinto le sue tre partite qualificandosi per il girone decisivo in Norvegia per un posto alle Olimpiadi Coreane. Avete già impostato il programma per questo obiettivo?

R – Non abbiamo ancora deciso nulla e cominceremo ad affrontarlo a stagione finita per farci trovare pronti a settembre. E’ un girone molto difficile, ma speriamo di fare bene.

 

Grazie a Diego Kostner per la sua cortesia.

 

Domenica 28 Febbraio

ALL’AMBRI’  L’ULTIMO  DERBY

 (Cornelio Turri)

Non è stata una grande partita, né forse poteva esserlo, dato che i risultati acquisiti la sera precedente avevano tolto alla sfida cantonale ogni significato per la classifica. Ciò non toglie che rivestiva qualche importanza per ciascuna delle due formazioni, anche se a contenti ben differenti. Per l’Ambrì un modo per digerire l’eliminazione dai giochi che contano, non farsi arrivare il Langnau con il fiato sul collo e prepararsi al meglio per togliersi dai pasticci il più rapidamente possibile (obiettivo in parte raggiunto con i nove punti di vantaggio sui tigrotti dell’Emmenthal); per il Lugano saggiare parte delle seconde linee in vista della lotta che lo attende con lo Zugo. Qui i bianconeri hanno presentato una formazione rimaneggiata con le assenze di Merzlikins per il debutto stagionale di Ostlund, il riposo di Ulmer e Hirschi  per Fontana e Wollgast, più qualche pacchetto di box play e power play del tutto sperimentale. Le risposte per Shedden sono state abbastanza differenti: Ostlund è apparso decisamente arrugginito e, salvo qualche buona parata nel secondo tempo, del tutto inadeguato per le sfide che attendono i ticinesi, nella malaugurata necessità di impiego; il power play con cinque attaccanti produce una possibilità di tiro impressionante, ma ha anche incassato due reti in short hand, quindi di difficile applicazione al cospetto di uno Zugo.

Alla fine ne è sortito un derby a tratti confuso, a tratti piacevole, messo subito in tensione dalla rete di Hofmann (bravissimo con il compagno Bertaggia) in apertura e da un Lapierre che ha interpretato la sera del tutto a modo suo: prima cercando la scazzottata con Giroux, poi con Zgaggren, infine trovandola con lo stesso difensore leventinese e accumulando, nei 14 minuti iniziali due penalità minori e una di partita, uscendo dal ghiaccio con gesti al pubblico inviperito, almeno discutibili. A fine partita Shedden ha affermato che Lapierre ha svolto il suo compito … contento lui! Lasciata così orfana del centro la linea degli svedesi, il duo non ha tardato a giocare un po’ per proprio conto, totalizzando minutaggi stratosferici (Klasen, in un 2+2 a Gautschi, ne ha giocati tre filati!). L’Ambrì, benchè spesso arruffone, non ha perso fiducia e, per due volte in svantaggio, è risalito con caparbietà e portato a casa un risultato che fa bene al morale, confermando che, nonostante quel che si dice, i problemi leventinesi sono in attacco e non in difesa: se gli attaccanti segnano, la difesa regge.

 

GLI ACCOPIAMENTI DEI QUARTI DI FINALE

 

In virtù delle ultime partite, con la vittoria del DAVOS a ZURIGO (4 – 1), con gli uomini di Del Curto che paiono essere entrati in forma nel momento più propizio; del LOSANN sul GINEVRA (5 – 3) con perentorio spunto finale (3 – 0 nel terzo tempo) per rintuzzare il micidiale power play ginevrino; del FRIBORGO sul qualificato BERNA (5 – 3); dello ZUGO sul BIENNE (3 – 1) ma giochi già fatti alla prima sirena; del KLOTEN a LANGNAU (4 – 1), si sono determinati i seguenti accoppiamenti per i quarti di finale:

ZUGO    -    LUGANO

ZURIGO   -   BERNA

DAVOS   -   KLOTEN

GINEVRA  -  FRIBORGO

 

Le altre quattro formazioni ripartono nel torneo contro la relegazione con la classifica acquisita:

LOSANNA     67

AMBRI’         66

LANGNAU    57

BIENNE         50

 

Sabato 27 Febbraio

IL SOGNO DELL’AMBRI’ FINISCE A BIENNE

 (Cornelio Turri)

Con la sconfitta nella partita che poteva dare l’accesso ai play off (i secondi negli ultimi dieci anni!), l’Ambrì ha la matematica certezza che il sogno cullato 49 giornate è ormai definitivamente e malinconicamente finito. Peccato, perché mai come nella presente annata, la formazione leventinese aveva le carte in regola per entrale nelle otto che contano: non è avvenuto per una miriade di ragioni, spesso anche difficili da analizzare singolarmente, perché nessuna è stata determinante e clamorosa, ma tutte, nel complesso, hanno portato alla conclusione finale. La partita della Tissot Arena ne pare lo specchio fedele: vantaggio iniziale su errore dell’avversario, subito ricambiato con penalità evitabili che spianano il passo alla rimonta; gioco arruffato e senza sbocchi, power play inesistente. Così il Bienne è stato resuscitato, né più né meno come il Berna, il Kloten e quanti altri hanno raccolto punti insperati al cospetto dei ticinesi. Peccato, perché i 6.500 della Valascia nel derby della 50 giornata, avrebbero potuto dare la spinta per il volo che non c’è stato. Ora la formazione di Kossmann è chiamata a digerire in fretta il boccone amaro per togliersi dai pasticci il più presto possibile ed evitare lo spareggio con il Bienne (Seelanders già condannati a giocarlo in quanto per loro è irraggiungibile la decima posizione in classifica). Il Langnau è a soli sei punti e potrebbe mettere il fiato sul collo leventinese accrescendo la pressione. E non si dimentichi che i tigrotti hanno un Di Domenico, un Clark, un Wilson che, per quanto “snobbati” e valutati con sufficienza dai cosiddetti intenditori, sanno trascinare la loro squadra anche oltre le sue possibilità. Per l’Ambrì molti mancano clamorosamente all’appello da troppo tempo, anche se il risveglio di Pestoni (ieri sera bella rete e tanto impegno) fa sperare, ma potrebbe non bastare.

 

Tutto deciso anche per le altre formazioni. Il BERNA batte il LOSANNA e lo condanna ai play out, regalandosi un finale di stagione che potrebbe riservare sorprese; il KLOTEN superando (anche se col fiatone) il LANGNAU che, come la Fenice, risorge dalle proprie ceneri e rimonta tre reti, trova un posto nelle prime otto. Il LUGANO supera all’overtime lo ZUGO che sarà suo diretto avversario nei play off al termine di una partita che ha mostrato scontri e scintille. Gli svizzero centrali l’anno messa subito sulle maniere forti e il Lugano non si è tirato indietro. Pettersson e gli altri svedesi hanno poi fatto il resto. Tante reti (5 – 6 il risultato) tra  DAVOS e ZURIGO nella finale bis dello scorso campionato e GINEVRA troppo forte per il,FRIBORGO, ormai pago della ritrovata serenità.

 

Mercoledì 24 Febbraio

ULTIMI RECUPERI PRIMA DELLA VOLATA FINALE.  LUGANO BATTUTO DAL KLOTEN

(Cornelio Turri) 

KLOTEN    -    LUGANO                  5    -   4

Il Lugano spera ancora nel quarto posto e ripresenta sulla pista di Kloten Bertaggia e Chiesa, ancora assente Brunner e appiedato dall’influenza Martensson, dunque spazio a Lapierre. Ma nella necessità di fare punti, sicuramente è prioritaria quella dei padroni di casa che velocemente fanno andare i pattini e si portano sul 2 – 0. Con Botshauser a sostituire l’infortunato Gerber gli aviatori contengono i contropiede degli ospiti. Poi inizia una partita strana, con molti errori difensivi e di impostazione che tengono il risultato in bilico sino alla fine. Al 3 – 0 di Hollenstein logica vorrebbe che la partita fosse chiusa, date le premesse. Invece Sannitz, con una doppietta la riapre e Casutt ( due reti in successione anche per lui) la richiude a breve giro di posta. Nel finale torna a rischiare il Kloten che subisce due reti ma salva partita e, forse, stagione.

 

BERNA   -    GINEVRA                4   -   1

Quando meno te lo aspetti, il Berna torna al successo contro un Ginevra che era andato in vantaggio e sfiorato il raddoppio. Ci vuole più di metà partita perché gli orsi facciano centro nella porta di Mayer, grazie ad un power play finalizzato da capitan Pluss. Nel terzo tempo, in due minuti e spiccioli la svolta: i padroni di casa vanno a bersaglio tre volte e tirano un sospirone!

 

DAVOS    -    ZUGO                     5   -   1

Passo sicuro del Davos che si mantiene saldo in classifica e, nonostante la perdita di Paulsson (penalità di partita per fallo su Erni), non si scompone e mette sotto uno Zugo decisamente in ombra.

 

ZURIGO    -    LANGNAU              4   -   1

Sorprendente vantaggio dei tigrotti dopo soli 30 secondi. Nessun problema: sorretti da un incontenibile Mattews, i Lions vanno a rete con regolarità e confermano il loro irraggiungibile primo posto della regular season

 

Doemnica 21 Febbraio

AL  LUGANO  IL DERBY, MA L’AMBRI’ NON MOLLA E SPERA ANCORA

 (Cornelio Turri)

LUGANO     -     AMBRI’       4   -   2

 Il penultimo derby della stagione va al Lugano che ha saputo rimontare e contenere la voglia di vittoria dei leventinesi, ancora il lotta per raggiungere la fatidica soddisfazione dei play off. La differenza, come sempre nell’hockey, l’anno fatta i dettagli e, guarda caso, a favore della formazione bianconera. Primo: il Lugano ha colpito cinicamente l’avversario nel momento in cui stava per fare il passo decisivo verso la vittoria: il primo pareggio a fil di sirena del secondo periodo, il 2 – 2 una manciata di secondo dopo il nuovo vantaggio di Sidler; il 3 – 2 nei momenti finali in cui le occasioni per l’Ambrì stavano cominciando a fioccare e, dagli e dagli, il disco sarebbe prima o poi entrato …. Invece! Secondo: il pacchetto stranieri. Tutto a favore dei padroni di casa, con il duo Klasen – Pettersson a portare il peso della contesa (tre delle quattro reti sono loro). Per contro la compagine avversaria costituita da desaparecidos o quasi, con Emmerton narcotizzato dal duo “camomilla” e Hall a fare il compitino e nulla più. Il povero Maenpaa, monumentale per mole di gioco e tempo sul ghiaccio, a predicare nel deserto.

Così l’Ambrì, messo alle strette, ma senza cadere nel panico (tranne dopo il 2 – 2 del Lugano, in cui la squadra di Shedden ha premuto con veemenza nel terzo avversario e solo due pali hanno salvato l’ottimo Zurkirchen!), ha avuto le sue buone opportunità per portare a casa risultato pieno (anche lui ha colpito due pali), ma, come in una malinconica fiaba di Andersen, il pulcino mischiato agli anatroccoli, sul più bello per spiccare il volo, è rimasto a terra perché, più di così, non poteva volare.

E poiché le brutte notizie non vengon mai sole, nella serata giunge la sorprendente vittoria del LANGNAU in quel di DAVOS (5 – 4) grazie agli svarioni difensivi della squadra gialloblu che, con due scivoloni di Kindski e una papera colossale del portiere Senn, hanno agevolato tre delle cinque reti dei tigrotti. Tuttavia, merito ai giocatori dell’Emmenthal che non si non mai dati per vinti e hanno cercato di rispondere botta su botta della formazione di Del Curto.

Nell’altra sfida della serata, il fanalino BIENNE ha retto, anche se perso, il confronto casalingo con lo ZUGO (3 – 4).

 

AMBRI’    -    BIENNE     5   -   1

 

L’ultima opportunità per l’Ambrì passava questa sera dalla Valascia con il dilemma: continuare a sperare (anche profittando delle disgrazie altrui) o rassegnarsi ai play out pure per questa ennesima stagione. Benchè fuori della Mitica nevicasse, tutto è filato liscio nel migliore dei modi e, già dopo soli 20 minuti, la risposta al quesito iniziale era servita: 3 – 0 e poche chiacchiere. Con il risveglio di Giroux, tornato ad approfittare dei dischi vaganti davanti alla porta, e di un redivivo Pestoni (un gol e due assist), la formazione di Kossmann ha scritto a chiare lettere che di abdicare non ci pensa neppure. Benchè favorita dalla deludente prestazione della difesa Seelander (né Rytz per i primi 20 minuti, né Mieli per i restanti 40 hanno dato la sensazione di una prestazione soddisfacente; né il resto della retroguardia ha fatto il … suo dovere), tuttavia l’Ambrì ha mostrato che la brutta botta psicologica del derby non ha lasciato traccia. Certo, per l’agognato traguardo non tutto passa dalle mani leventinesi: occorrono, infatti, che altre formazioni favoriscano l’aggancio dei biancoblu, ma questa sera, al contrario della precedente, tutto è filato liscio con le concomitanti sconfitte di Losanna e Kloten. Ma senza altri sei punti nelle restanti due partite non si va da nessuna parte!

 

FRIBORGO   -    LOSANNA      3    -   0

Sconfitta del Losanna che si ritrova il fiato sul collo delle inseguitrici, pronte a soffiargli sotto il naso la sedia che sperava di avere tra le prime otto. La formazione vodese non ha demeritato al cospetto del Friborgo, che ha colpito con cinismo l’avversario nei momenti di sua maggiore pressione. Agli ospiti il rammarico di due pali e nulla più.

 

KLOTEN    -    GINEVRA       1    -   4

Chi pensava che, dopo la vittoria a Zurigo, il più fosse fatto, non si rendeva conto che il Ginevra è pur sempre la seconda della classifica. E, infatti, alla Kolping Arena, non ci hanno messo troppo a constatarlo. Complice in Gerber affatto impaccabile, la formazione di McSorley è passata come un rullo compressore sugli aviatori che, solo a cose fatte, hanno accorciato le distanze.

 

ZUGO    -    DAVOS    2    -    4

Alla controprestazione casalinga con il Langnau, ha fatto riscontro la vittoria esterna della formazione di Del Curto che, questa volta approfittando, di una allegra difesa zugana, ha scavato il solco per contenere il ritorno di Martschini e compagni, prima del liberatorio 4 – 2 di Axelsson, fresco di rinnovo contrattuale.

 

Giovedì 18 Febbraio

NOVITA’   DALLA   LEGA

 (cornelio Turri)

L’Assemblea della Lega Svizzera, riunita in settimana, ha adottato alcune iniziative da introdurre dalla prossima stagione.

1 – Facoltà dell’allenatore di chiedere un “challenge” per le situazioni di fuorigioco dubbie. Sarà possibile inoltrare la richiesta alla quaterna arbitrale solo nel caso si abbia ancora a disposizione il time out da effettuare. In tal caso, se il “challenge” conferma i sospetti dell’allenatore, non viene perso il diritto ad usufruire del time out; in caso di “challenge” negativo, si perde tale diritto.

2 – Indicazione a adottare balaustre più flessibili

3 – Non sarà possibile detenere quote di partecipazione azionaria ad uno o più club superiore al 25% e, qualora se ne possedesse più di tale cifra, si deve dare comunicazione alla Lega  e alla Commissione delle Licenze.

 

A margine, i Club di LNA hanno deciso di non corrispondere riconoscimenti ai vari agenti dei giocatori. Sarà, dunque, compito dell’interessato occuparsi della quota spettante al proprio patrocinatore. In tal modo si intende ridurre i costi salariali di un 4 – 7 %.

 

Pensierino della sera … come diceva un “Carosello” di molti anni fa. Come farà il giocatore a recuperare l’esborso destinato al proprio agente? con i propri emolumenti? Davvero rinuncerà al 4 – 7 % delle proprie spettanze? Possibile che non abbia già pensato, con il suo agente, a chiedere un ingaggio maggiorato che lo compensi dell’ipotetico onere aggiuntivo? Inoltre, già sin d’ora, ci si rende conto che appare difficile controllare che tutti i Club (seppure d’accordo) rispettino la parola data. Sono alle viste pene “severissime” per D.S. e Società scoperte a non rispettare le regole! Ma cosa abbiano sortito, con le loro “pene severissime a giudizio di Sua Eccellenza”, le gride del legislatore, ce lo ha già raccontato il Manzoni 200 anni fa!

 

PROPRIETA’   LOSANNA 

Stando al quotidiano romando Le Matin, HUGH QUENNEC, presidente e proprietario del Ginevra Servette, ha ceduto la propria quota azionaria (100% delle azioni) del Losanna, chiudendo l’irregolarità che era emersa un paio di mesi fa (detentore della proprietà di due club di LNA). Il pacchetto è stato acquistato da KEN STICKNEY che già siede nel Consiglio di Amministrazione del Kloten, carica che dovrà lasciare in seguito all’intera proprietà della nuova Società.

 

Mercoledì 17 Febbraio

TENERE  LA   BOCCA   CHIUSA   ….

 (Cornelio Turri)

Tenere la bocca chiusa pare sia difficile a tutte le latitudini. E’  trascorso un “amen” dalla costituzione dei due nuovi farm team in LNB con levata di scudi di qualche formazione della serie cadetta, tra cui il Turgovia. Ebbene, la formazione svizzero tedesca ha stipulato un accordo di strettissima collaborazione con il Davos per valorizzare i giovani talenti gialloblu. E non è questo un rapporto come un farm team? Ma la crescita di tutti questi farm team, come dicevano gli stessi “bianco verdi”, non farà perdere interesse alla LNB? E allora perché lo hanno fatto anche loro?

 

KOSTNER   AD   AMBRI’

Ufficiale il trasferimento di DIEGO KOSTNER, dopo la parentesi con la Nazionale azzurra che ha conseguito il diritto di giocarsi in Norvegia la qualificazione alle Olimpiadi  coreane, da Lugano all’Ambrì dove ha sottoscritto un contratto per le prossime due stagioni.

 

RIPRENDE IL CAMPIONATO 

Dopo la poco fortunata partecipazione della Nazionale di Fischer alla Slovacchia Cup (due sconfitte per la formazione sperimentale che doveva fare esperienza), riparte il campionato con  gli ultime recuperi prima del rush finale. Brutte notizie per l’Ambrì, in quanto le dirette concorrenti sono andate tutti a punti: il KLOTEN vincendo sorprendentemente il derby con lo Zurigo, seppure all’overtime (ma dopo doppio vantaggio rimediato dai Lions solo nel terzo periodo), allunga a tre lunghezze sui leventinesi; il LANGNAU supera lo Zugo in casa e di rimette a fiatare sul collo dei ticinesi. Nella terza partita un lanciato DAVOS passa a Ginevra di prepotenza (6 – 1) con la formazione di McSorley decimata dagli infortuni.

Lunedì 8 Febbraio

AMBRI’ - UN PUNTO ALLA VOTA NON BASTA! LUGANO – RITORNO AL PASSATO?

NASCE  IL   FARM TEAM  DI   LUGANO E AMBRI’

 (Cornelio Turri)

AMBRI’     -     DAVOS      3   -   4   d.r.

Forse non era la squadra giusta per fare punti, ma questo il calendario propone a sei partite dal termine: purtroppo, la contemporanea sconfitta di tutte le dirette concorrenti, non è valsa ai leventinesi più di tanto, poiché, in casa contro il Davos, hanno raggranellato solo un punto. Il che, forse, non è male, al pensiero di quanto possa esprimere la formazione avversaria, ma la confusione e la poca vena dei soliti noti, lascia poco sperare. Specie per il decisivo match di Losanna, da dentro o fuori. Giroux è ritornato sul ghiaccio, ma la sua presenza è stata come al solito negativa. Non che gli altri del suoi livello abbiano fatto grandi cose (Pestoni e Kamber, bella rete a parte, hanno dato, alla resa dei conti, contributo analogo). Così il Davos ha preso in mano le redini della partita e, salvo un ritorno d’orgoglio dei padroni di casa, ha messo in serio pericolo anche il punticino raccolto. Da ultimo, neppure i rigori hanno arriso agli uomini di Kossmann, e sarebbe stata tanta manna!

 

BERNA   -   FRIBORGO     0    -   4

Non ne infila una giusta la formazione della capitale che annuncia (anche se non in via ufficiale) l’ingaggio, per la prossima stagione, dell’allenatore della nazionale finlandese  KARI JALONEN. Per ora resta notte fonda nel derby con il Friborgo che, lasciati sfogare gli avversari nel primo periodo, ha iniziato ad affondare i colpi e chiuso la contesa con lo shut out di Conz.

 

GINEVRA    -    LOSANNA      3   -   1

Buona prova dei Vodesi, ma il Ginevra non lascia scampo alla formazione di Ehlers e si aggiudica la contesa, grazie alla maggiore costanza dei propri attaccanti e una migliore solidità difensiva. Spettacolare la rete del vantaggio locale con i giovani Kast, Riat e Rod, in power play, a giostrare disco con maestria da una parte all’altre della pista.

 

LANGNAU    -    ZUGO     3   -   4

Solita prestazione volitiva e caparbia dei tigrotti, ma lo Zugo, nonostante uno svarione di Stephan, che regala il secondo vantaggio ai padroni di casa, ha una marcia in più e mette al sicuro il risultato ancor prima del sessantesimo.

 

AMBRI’ E LUGANO AVRANNO UN FARM TEAM IN LNB

In questi giorni è stata confermata dalla Lega che il Biasca potrà accedere alla LNB e diventare una compartecipata tra Ambrì – Piotta, Lugano e GDT Bellinzona per diventare il farm team delle due formazioni che militano nella massima divisione, assumendo il nome di HCB TICINO ROCKETS. La Lega ha accordato parere favorevole all’iniziativa, purchè il progetto possa avere una durata minima di almeno tre anni. In tal modo i giovani delle due formazioni ticinesi avranno  modo di svolgere l’attività nella lega minore svizzera e acquisire quella preparazione che consentirà di sostenere il passaggio nelle leghe maggiori. Soddisfattissimi i dirigenti di Lugano (nella persona del Presidente Wicky Mantegazza) e dell’Ambrì (il Presidente Filippo Lombardi) che hanno sottolineato come si stia scrivendo una pagina importante per lo sport ticinese. A guidare sul ghiaccio la formazione neo promossa sarà Luca Cereda, affiancato da un tecnico fornito dall’HC Lugano.

Analogamente, la Lega ha concesso il nulla osta per l’iscrizione anche del farm team dello ZUGO che si chiamerà EVZ ACADEMY.

La novità non è stata accolta bene oltre Gottardo, dove, in particolare Rapperswil, Turgovia, Visp e Olten, timorosi che la presenza di troppi farm team porti a una caduta del livello della LNB e il conseguente allontanamento degli sponsor. Oltretutto, vedrebbero di buon occhio che fosse favorito il reinserimento di Basilea (si noti che l’hockey, nella città renana, non ha mai avuto particolare fortuna, nonostante la nuovissima pista e gli sforzi a suo tempo profusi per allestire una formazione di buon livello) e Arosa, a sostegno di formazioni dal passato glorioso. Inoltre (e non manca la “stoccata” nei confronti dell’Ambrì) non comprendono come una formazione che fatica, per ragioni finanziarie, a ottenere la licenza possa fornire supporto ad altri. E’ appena il caso di ricordare che il Kloten (deficit annuale di non meno di 7 milioni di Fr) abbia il suo farm team nel Winterthur!

 

ZURKIRCHEN SALVA L’AMBRI’

LOSANNA   -    AMBRI’          2   -    1            d.r.

Ancora fatali i rigori per un Ambrì che non sa più vincere e che lascia a Losanna (diretta concorrente) altro terreno sotto i piedi verso i play off. Troppo poco hanno fatto i leventinesi per fare loro la partita che poteva valere una stagione. I vodesi, trascinati dai loro stranieri, hanno messo sotto assedio la porta di Zurkirchen che ha cavato dal repertorio tutto quello che poteva, e anche di più, per impedire alla barca di affondare trascinandola alla roulette dei rigori, dove sperava che uscisse qualche numero migliore. Sul fronte opposto, Maenpaa si è notato per aver proposto un paio di occasioni d’oro (tra cui quella della rete) alla formazione avversaria, desaparecidos Hall, Emmerton e soprattutto il solito, inguardabile Giroux che, trascinandosi sul ghiaccio, riesce a essere nella condizione di battere a rete dischi che, in altri tempi, sarebbero stati pericolosi. E allora, di fronte a tale situazioni, ci si rassegni al destino abituale: la matematica non condanna ancora nessuno, ma nelle ultime quattro partite o si cambia decisamente registro, o si resta a lottare per sopravvivere. 

 

DAVOS     -     LUGANO        6   -   3

Le assenze in difesa, cui si è aggiunto Sannitz, possono essere una attenuante, ma il divario visto oggi con il Davos è apparso netto quanto il punteggio. Forse mai la partita è stata tolta dalla salde mani dei grigionesi che si sono permessi il lusso di lasciare in panchina Genoni per testate il ventenne Sinn. 2 – 1 il triplice parziale che dimostra come, per tutta la contesa una formazione sia stata surclassata dall’altre. E buon per il Lugano che i suoi avanti hanno capitalizzato al massimo le poche, per non dire rare, occasioni da rete: della serie tre tiri e tre reti, o poco meno. Lapierre, schierato nel secondo blocco, insieme a Stepleton ha fatto la sua parte, il duo svedese (con Pettersson che ha pubblicamente ammesso di preferire Martensson, oggi in sovrannumero, a Hofmann) un po’ in ombra. Resta il fatto che, quando ci si avvicina ai giochi che contano, il Davos resta sempre su livelli che gli altri non riescono a raggiungere.

 

ZUGO    -    KLOTEN         3       -    4

Colpaccio degli aviatori che espugnano la Bossard Arena e raccolgono punti preziosi che potrebbero anche proiettarli in zona play off, dovendo recuperare due partite rispetto alle concorrenti più immediate. Nonostante tre reti incassate da un non perfetto Gerber, il Kloten ha dimostrato concretezza e personalità andando a bersaglio con reti tutte di ottima fattura.

 

FRIBORGO        -     GINEVRA            2   -   4

Nel derby romando la spunta ancora il Ginevra che sfrutta un Conz un po’ distratto e, sorretto da un D’Agostini in gran spolvero, rimonta il vantaggio dei padroni di casa alla prima pausa. Non sono bastate la rete di Gardner e quella di Genoway, al suo ritorno in Svizzera: negli altri due tempi la formazione di McSorley ha sorpassato gli avversari senza discussione.

 

BIENNE      -     LANGNAU       4    -     1

Nella sfida di fondo classifica, il Bienne strapazza il Langnau, mai in partita. Sorretti da un mega Macenauer, i padroni di casa hanno relegato l’avversario a ruolo di comparsa. Purtroppo, per loro, Earl, colpito da una carica di Clark, ha rimediato una commozione cerebrale.  

 

LUGANO     -     ZURIGO       0     -   4

Poco da dire sul divario delle due formazioni, mitigato, sul fronte luganese, dalle note assenze i difesa e in attacco (Brunner). La festa dei 75 anni dalla fondazione è rimasta comunque rovinata dallo strapotere dei Lions che, infortuni o no (anche nelle loro file) sono comunque in grado di mettere sul ghiaccio una corazzata in grado di spazzar via qualunque avversario. Basti per tutto, la irrisoria facilità e la padronanza di tecnica con cui Nillson ha scodellato disco per la battuta a botta sicura sul bastone di Mettews per la rete dell’1 – 0. Certo per il Lugano si è trattato solo di una marcia dia avvicinamento ai play off, essendo da tempo già qualificato, e per Shedden l’opportunità di provare qualche soluzione alternativa (oggi è rientrato Martensson ed è rimasto a riposo Klasen).

 

KLOTEN    -    BIENNE     3  -   2   d.r.

Non è stata una passeggiata per il Kloten, ma tanto è bastato per superare la linea e issarsi all’ottavo posto, scavalcando, come nelle previsioni l’Ambrì e ponendo la propria seria candidatura a ritagliarsi un posto fra le elette.

 

Venerdì 5 Febbraio

RINNOVI  AD   AMBRI’   E   LUGANO

 (Cornelio Turri)

Tempo di rinnovi in Leventina con la conferma di ELIAS BIANCHI per i prossimi tre anni, a conferma dell’enorme lavoro svolto dal giocatore durante la presente stagione. Molto gradita anche la prosecuzione del contratto di uno dei giovani “gioielli” della casa: LUKAS LHOTAK ha prolungato di un ulteriore anno il suo rapporto con l’Ambrì (quindi a tutto il 2018), pur non essendo in scadenza. Una conferma che consente alla forte ala – centro di origine ceca di mantenersi un punto di riferimento per la formazione di Kossmann.

 

Sul fronte LUGANO, le sirene della KHL non sono state in grado di sottrarre DOUG SHEDDEN ai bianconeri. L’allenatore autore della trasformazione della squadra ticinese ha sottoscritto un prolungamento del contratto sino al 2018. Di ieri anche la notizia dell’ingaggio di ROMAN SCHLAGENHAUF per le prossime due stagioni. Per il giocatore si tratta di un ritorno a vestire la maglia bianconera, lui che era stato anche in Leventina per tre stagioni.

 

Sulle altre piazze, il Losanna conferma DANIELSSON sino al 2018, mentre il FRIBORGO, che si è separato con effetto immediato dal finlandese SALMINEN (subito accasatosi in Svezia nelle file del Vaxjo) ha ingaggiato la vecchia conoscenza dell’hockey svizzero: COLBY  GENOWAY, ex Lugano e Losanna.

 

COPPA  SVIZZERA   ALLO   ZURIGO

 

Il sogno del LOSANNA di porre in bacheca la Coppa Svizzera si è infranto a Malley davanti allo ZURIGO pigliatutto che non ha lasciato scampo alla formazione di casa. E’ stata una bella e avvincente partita, ma i Lions, dall’alto della loro maggior classe, non hanno lasciato spazio alle speranze dei vodesi: 4 – 1 il risultato finale.

 

Domenica 31 Gennaio

MALE    L’AMBRI’  -   LUGANO …  BENINO

 (Cornelio Turri)

Nel week end che avrebbe dovuto mettere una seria ipoteca sulle possibilità dell’AMBRI’ di accedere ai play off, si è verificato, al contrario, il ritorno sotto la linea con un solo punto raccolto. Male la sera di venerdi contro il più diretto concorrente, quel BERNA che arrivava da sette sconfitte consecutive e che, alla Valascia ha ritrovato mordente e coraggio, complice un Ambrì moscio che ha, senz’altro, favorito l’aggancio dell’avversario. Benchè in vantaggio ancora con Giroux, un paio di svarioni difensivi (uno davvero grossolano, purtroppo, di  Zurkirchen che, in power play, dietro la porta, consegnava disco al … disturbatore Scherway) e la scarsa efficacia di buona parte della formazione, hanno permesso di sopravvivere sino all’overtime (3 – 4 il finale) ma nulla più. In effetti i bernesi non hanno rubato nulla e, non fosse stato per imprecisione e qualche salvataggio dell’estremo leventinese, avrebbero chiuso i conti anche prima del sessantesimo. A parziale scusante dei padroni di casa l’assenza dei tre migliori difensori svizzeri (a Zgaggren e Berger si è aggiunto anche Fora), costringendo Kossmann a reinserire difensore improvvisato il duttile Stucki. Ciò non toglie che, dalla tribuna, la sensazione che in squadra ci siano due gruppi, uno che pattina e uno che … si trascina (opinione non nostra, ma di Zuagg, il che è tutto dire!!) è evidente da qualche tempo, salvo fiammate improvvise ma di breve durata. E per una squadra che giocava una delle partite decisive per la stagione, la cosa non lascia ben sperare.

 

Non è andata meglio, e forse non lo poteva, la sfida del sabato a FRIBORGO, con netta sconfitta (4 – 1). Lasciato in tribuna Giroux (reti a parte il suo apporto continua ad essere insufficiente, come quello di Pestoni che ha segnato ma nulla più) per Nordlund, a puntellare una difesa che, a metà partita, perdeva anche Sidler per eccessiva severità degli arbitri nel mandarlo sotto la doccia anzitempo. Ciò non toglie che il vantaggio dei friborghesi era nell’aria, come rapidamente avvenuto, anche se la penalità fosse stata di soli due minuti. Certo è che, seppure le occasioni i leventinesi le hanno avuto a disposizione, specie nel secondo periodo, prima del definitivo allungo dei padroni di casa, grazie agli uomini di maggior carattere (Duca, Monnet, Lauper), la squadra fatica maledettamente a prendere il bandolo della situazione e subisce oltremodo il gioco avversario.

 

LUGANO padrone della situazione nella sfida casalinga con il LANGNAU, con 6 – 2 finale, ma già 5 – 0 nei primi 15’ della partita. Per cui tutto il necessario per tirare i remi in barca e risparmiare energie prima della trasferta a Ginevra.

 

Alle Vernets esordio in bianconero del nuovo attaccante Maxin Lapierre che ha trovato la prima rete in LNA, mostrando, nel frangente, tutti i numeri di cui dispone: disco buttato sul portiere da Hirschi, attaccante a liberarsi di forza della marcatura avversarie e sfruttare il rebound. Per il resto la partita è vissuta sul filo del nervosismo e delle penalità, come sempre accade nelle sfide delle due squadra, con gli arbitri a comminare penalità anche incomprensibili, su un fronte e sull’altro che, alla fine, hanno messo in luce le doti del box play ticinese, ed i limiti del power play (una sola rete, di Pettersson). Se si considera che alla difesa del Lugano mancano i due uomini migliori, in prospettiva la situazione appare favorevole.

Venerdì 29 Gennaio

AMBRI’: PUNTO CHE VALE

 (Cornelio Turri)

ZUGO - AMBRI’ 5 - 4 d.r.

L’Ambrì torna da Zugo con un punto in tasca e mantiene le distanze sulla linea, dopo trasferta decisamente insidiosa. Eppure, a ben guardare, nell’altalenante andamento della partita, ci sono stati momenti in cui quel punto è guadagnato, altri in cui va un tantino stretto. Partiti a mille, i padroni di casa hanno concesso al malcapitato leventinese poche occasioni di mettere il naso fuori dal terzo per tutto il primo periodo e, meno male, che due pali (Holden e Alatalo) hanno graziato la capitolazione di Zurkirchen. Questa è la fase del punto guadagnato. Nella ripresa, la naturale rete di Martschini, in superiorità, pareva la logica conclusione. Invece, la reazione degli uomini di Kossmann è stata improvvisa: 14” di power play e rete di Grassi, davvero monumentale nella serata con una doppietta, un assist, un lavoro a tutta pista (lui sì, che sarà difficile sostituirlo!!). Sulle ali della penalità di partita a Suri (brutto fallo alla testa di Berger) e, si spera, giusta squalifica dello zugano, che nel frangente adotta tutte le tecniche per far male all’avversario, l’Ambrì prende il largo con Giroux (tre reti nelle ultime tre partite) e Fora su un 3 – 1 che pare non lasciare adito a rimonte. Invece, il molle Gautschi (serata purtroppo disastrosa) lascia fare a Zangger il 2 – 3 e di lì lo Zugo rimonta sino al sorpasso. La zampata di Grassi a 5’ dalla fine riacciuffa un pareggio meritato. Nei rigori, questa volta i pali fermano due tiri leventinesi (Hall e Kamber) e lo Zugo si aggiudica un punto che per gli avversari sarebbe stata tanta manna.

 

LANGNAU - DAVOS 3 - 7

Poche speranze alla Ilfis per i padroni di casa che, seppure in vantaggio con Sven Lindemann al primo minuto, hanno subito una grandinata di reti nei primi due tempi per un perentorio 7 – 3 finale che non lascia scampo a recriminazioni.

 

LOSANNA - BERNA 5 - 4 d.r.

Partita da dentro o fuori: invece, dentro tutti e due nella lotta per un posto al sole. Partita altalenante, con i padroni di casa a tentare il colpo del KO, Berna che arranca ma si mantiene a galla. Nell’assalto finale, sul 4 – 5, tolto il portiere, la formazione della capitale è salvata dal palo e, su capovolgimento di fronte, infila, a 1 secondo dalla sirena, il disco del pareggio, sotto gli occhi di un incredulo Ehlers.

 

FRIBORGO - ZURIGO 2 - 3

Lo Zurigo, ormai in verde sul teletex, non vuole fare sconti e, sorretto da un incontenibile Chris Baltisberger, intorno al ventesimo, si porta sul 2 – 0. Il Friborgo arranca, ma si mantiene in partita con la prima rete di Ellenby allo scadere del tempo centrale. Nel finale, fuori Conz, arriva anche il pareggio. Tutto finito? Neppure per sogno: negli scampoli finali, prima della sirena per l’overtime, Kunzle fulmina Conz e per il Friborgo è notte fonda.

 

GINEVRA - KLOTEN 4 - 3

Ginevra avanti di due lunghezze ad inizio partita, aviatori che rimediano prima della pausa. Ancora gli ospiti ad inseguire la rete del ritrovato Slater con una discesa funambolica di Collenberg, ma nel finale Bach la combina grossa: nel ripartire dalla propria porta, “liscia” per Pyatt che abbatte Gerber con la contraerea.

 

SMENTITE …. SMENTITE

In tema di trasferimenti, si sa, le smentite sono all’ordine del giorno. Infatti, appena il tempo di dire che il canadese MAXIM LAPIERRE non aveva firmato per il Lugano, ed eccolo con la nuova maglia a sostenere il primo allenamento con i nuovi compagni. Il centro prende il posto di Illari FILPPULA che, oramai relegato in tribuna e poco considerato, farà la strada inversa al nuovo venuto: trasferimento immediato in Svezia nelle file di quel Mo.Do in cui militava il canadese.

Anche a Bienne l’arrivo di ROBBIE EARL era stato smentito dal D.S. del Frolunda (“Resta con noi e basta!”). Appunto! Lo statunitense ha firmato con i Seelanders sino al termine del 2017 per compensare la partenza di Par ARLBRANDT che ritorna nella natia Svezia all’HV71. Per la formazione ultima della LNA anche il supporto di Alexei DOSTOINOV, ex bianco blu, che ha militato in formazione della KHL, che resterà sino al termine del campionato.

Domenica 24 Gennaio

PRIMA UN PO’ DI CHIACCHIERE ….

 (Cornelio Turri)

GIANLUCA  HAUSER,  già all’Ambrì come portiere in prestito da Zugo nella scorsa tribolata stagione, con effetto immediato si è fatto liberare dall’Arosa e si trasferisce in Leventina come back-up di Zurkirchen. Potrebbe essere un buon ingaggio, viste le doti già dimostrate nel recente passato.

 

Mistero, almeno per ora, per la destinazione del centro – ala canadese MAXIN LAPIERRE, attualmente in forza al Mo.Do. nel campionato svedese, ma con un trascorso di oltre 600 partite in NHL. Sulle sue tracce paiono Ambri’, Lugano e Friborgo, con la diffusione della notizia che la firma fosse stata apposta su un contratto sottoposto dal Lugano. Nella serata il D.S. Habisreutinger ha smentito la notizia, confermando l’interesse, ma senza che questo sia giunto ad un accordo.

 

Il KLOTEN conferma il rituale “buco” di bilancio annuale: anche per la scorsa stagione mancano all’appello 7 milioni di franchi. Colpa, si dice in un comunicato, del calo di spettatori alla Kolping Arena, con una media di 500 unità inferiore rispetto a quella della precedente annata. Nemmeno Pinocchio avrebbe avuto il coraggio di sparare una simile bugia: fatti quattro conti della serva, appare evidente che la spiegazione è diversa!! Posto che le partite casalinghe sono almeno 30 (25 di regular season e 4 – 5 di play off), ipotizzando un esagerato costo per singolo biglietto di 100 Fr, l’introito dei 500 fantomatici spettatori sarebbe di 1.500.000 Fr. E gli altri 5.500.000? Ribaltiamo la situazione: 7.000.000 Fr diviso 500 spettatori e 30 partite, se ne ricava un costo a biglietto di 466 Fr. … Si comprende come i 500 signori abbiano deciso di passare altrove le loro serate!

 

LUGANO VINCENTE, MA PASTICCIONE – AMBRI’: PUNTI CHE CONTANO

(Cornelio Turri) 

LE PARTITE DEL 22 GENNAIO

GINEVRA   -   AMBRI’          7   -    4

Cade l’Ambrì, seppure a lungo in partita, al cospetto del Ginevra più abile e furbo nello sfruttare gli errori difensivi della formazione di Kossmann che, pure, era passata in vantaggio per prima con Giroux, lesto a sfruttare un buon lavoro di Pestoni. Purtroppo, al geto non è seguita la continuità, vuoi perche una carica alla testa di Riat costringeva Fuschs negli spogliatoi ed Emmerton e Kamber ai doppi turni, vuoi perché le sciagurate amnesie difensive non sono ancora terminate, vuoi perché incassare 5 reti nel secondo periodo, rende difficile la vittoria a chiunque.

 

LUGANO    -    FRIBORGO       7    -   4

Lugano che parte a mille e si mette praticamente al sicuro, poi si complica la vita da solo e consente all’avversario perentoria rimonta dal 5 – 1 al 5 – 4 e, buon per lui, che ha ancora in serbo lo sprint per portare a termine la partita senza patemi. Serata in cui si è accesa una personalissima contesa fra i due frombolieri delle squadre: da un lato Pettersson, dall’altro Sprunger, a cercare di superarsi nella classifica marcatori, a suon di reti: alla fine due reti per parte e 21 in totale per entrambi.

 

LANGNAU   -    KLOTEN      3   -   2

Il lanciatissimo Langnau fa polpette anche del Kloten e si reinserisce nella lotta intorno alla linea. Trascinati dai loro stranieri (poca spesa, tanta resa) i tigrotti approfittano anche della serata, non proprio da ricordare, di Gerber e colgono altri tre punti: e sono 16 dall’inizio dell’anno!

 

LOSANNA    -    DAVOS     3   -   4   d.r.

Davos che deve fari i conti con un Losanna mai domo, ma soprattutto con quel Noel Genazzi che vende cara la pelle e, nei momenti conclusivi, cava sempre qualcosa dal cilindro. A dire il vero, oggi dal cilindro ha cavato ben tre reti: bottino inusuale per un difensore! E così, il Davos ha dovuto ricorrere ai rigori (il solo Lindgren a bersaglio) per portare a casa qualcosa più dell’avversario.

 

ZUGO    -    ZURIGO     5   -   4

Bella contesa fra due della maggiori e meglio attrezzate formazioni del campionato, con lo Zugo a scrollarsi di dosso l’avversario, lo Zurigo ad inseguire con il fiato sul collo. Insomma bella e avvincente partita con un giocatore su tutti: Bouchard, autore di 4 assist sulle 5 reti segnati dagli svizzero centrali. E dire che sul ghiaccio ce n’erano di campioni ….  

 

LE PARTITE DEL 23 GENNAIO

 

AMBRI’     -     LANGNAU                 2   -   0

Sfida di quelle che contano doppio e che l’Ambrì è solito mancare clamorosamente, specie tra le mura amiche. Invece, niente di tutto questo è accaduto alla Valascia e il risultato appare decisamente stretto ai padroni di casa che hanno anche colpito tre pali della porta di Punnenovs, apparso, per altro, in gran serata. Dunque una formazione leventinese concreta e pimpante che ha lasciato poco all’avversario e, quel poco, seppure pericoloso, stroncato da Zurkirechen che può festeggiare il suo secondo shut out dell’annata. La formazione di Kossmann ha trovato presto il vantaggio con Giroux, ben assistito dal rientrante Hall, e vissuto sull’onda dello striminzito vantaggio sino alle battute finali quando, a porta vuota, Lhotak ha siglato il raddoppio e suggellato la vittoria. Bene il complesso, nel quale si sono decisamente riscattati Pestoni e Giroux, quest’ultimo a segno per la terza serata consecutiva, tra i quali, assente per infortunio Fuchs, ha giostrato con buon esito capitan Duca. In virtù dei risultati delle altre piste, l’Ambrì stacca il Berna e raggiunge il Losanna, issandosi al settimo posto. Ma la prossima settimana, davvero terribile, con Zugo, Berna e Friborgo da affrontare, confermerà o smentirà il risultato raggiunto.

 

BERNA    -     LUGANO     2   -   3   d.r.

Il Lugano poteva fare un solo boccone del Berna già nel primo periodo, invece, una serie di errori, hanno rimesso in carreggiata l’avversario che non si aspettava di essere graziato. Così, al doppio vantaggio conseguito nel primo periodo, ha fatto seguito un secondo terzo nel quale i padroni di casa hanno rischiato, ma non subito, il tracollo, e, grazie a una serie di disattenzioni difensive, risalito sino al pareggio su clamoroso errore di impostazione di Klasen. I ferri della porta hanno dato una mano ad un brillante Stepanek che, una volta tanto, ha tenuto a galla la barca. Ci sono voluti i rigori per il punto supplementare e qui, già a bersaglio con Stepleton, il Lugano e la Bernarena hanno ammirato quello da cineteca di Damien Brunner: da solo vale il prezzo del biglietto! Però un punto regalato, piuttosto che due conquistati.

 

ZURIGO    -    GINEVRA    4  -  2

Passano in vantaggio i Lions con Herzog al 3.35, ma nell’azione il centro Nilsson disturba visibilmente il portiere ginevrino: Kurmann e Koch (premiata ditta!) convalidano nonostante il video. Mayer si arrabbia, McSorley pure, due penalità sul conto dei romandi e 2 – 0 di Keller in cinque contro tre! Gli ospiti riordinano le idee e risalgono la china sino al pareggio (ottenuto, a metà partita, con due power play). Nel tempo conclusivo la perentoria stoccata di Wick suggella la vittoria dei padroni di casa (ininfluente Mettews a porta vuota).

 

KLOTEN    -    LOSANNA     4   -   1

Un gollonzolo di Liniger spiana la strada ai flyers che, su errore (questa volta ohilui) di Genazzi, raddoppiano con Hollenstein prima della pausa. I vodesi provano l’ennesima rimonta, ma si fermano alla rete di Pesonen perché, ancora Hollenstein, profittando di un errore grossolano di Leeger, riporta i padroni di casa in doppio vantaggio. Chiude Kellenberger a porta vuota.

 

FRIBORGO    -    ZUGO     3   -   4

Partita equilibrata con i padroni di casa due volte in vantaggio (prima il sempre più convincente Reway, poi Gardner a festeggiare la millesima partita in LNA), puntualmente impattati dal forte Zugo sorretto da un ottimo Holden. Nel finale gli ospiti assestano il colpo del K.O. con Lammer e Immonen. A nulla vale il punto di Kuonen su un distratto Stephan.

Venerdì 22 Gennaio

AMBRI – INGAGGIO DI  BERTHON, PROLUNGAMENTO PER TRUNZ

 (Cornelio Turri)

L’Ambrì annuncia l’ingaggio per le prossime tre stagioni di ELIOT BERTHON, attaccante di 23 anni e nel giro della nazionali giovanili francesi (è nato infatti a Lione), attualmente al Bienne, per le prossime tre stagioni. Nel contempo, ADRIAN TRUNZ viene confermato per altri due anni.

 

Il LOSANNA si avvantaggio con effetto immediato di SVEN RYSER, dal Davos e dell’attaccante canadese LOUIS LE BLANC dalla Slovan Bratislava.

 

Il DAVOS, perso anche LUKAS SIEBER, che dalla prossima stagione ha firmato per lo Zugo, si è assicurato, come era nelle previsioni, per i prossimi tre campionati il giovane e promettente portiere JOREN  VAN POTTELBERGHE.

 

Tornando all’hockey giocato, sconfitta delle ticinesi nella serata di venerdi, con il Lugano battuto nello scontro diretto di Zugo per le posizioni di rincalzo della classifica; non da meno, ma con diretta concorrente per i play off, in casa, l’Ambrì.

Mercoledì 20 Gennaio

AMBRI’: TORNA IL SORRISO – LUGANO: FIGURACCIA A BIENNE

 (Cornelio Turri)

Turno infrasettimanale con le ticinesi impegnate entrambe, contro avversari di diversa caratura. Il LUGANO fa visita al BIENNE per una partita che si annuncia di ordinaria amministrazione, tanto più che i bianconeri, recuperato in extremis Filppula, possono contare sul pacchetto scandinavo per fronteggiare gli ultimi della classifica. Doppio vantaggio a metà del primo periodo e tutto incanalato verso una serata tranquilla. Invece, all’improvviso, la luce si spegne e il Bienne non deve faticare neppure troppo per mettere pressione sulla porta di Merzlikins che, prima della pausa, capitola tre volte. Porte aperte in difesa anche nel tempo centrale, con maggiori occasioni sul bastone dei padroni di casa che prendono il largo sino ad un definitivo  6 – 2 che sa di sonora lezione. Non che gli uomini di Shedden, nella sagra delle occasioni sbagliate, non abbiano avuto le loro brave chance, ma anche un pizzico di sfortuna (un paio di pali) hanno reso il punteggio finale di quelli che non lasciano adito a troppe recriminazioni.

 

Sull’altro versante ticinese, l’AMBRI’ era opposto allo Zugo, l’unica formazione ad averla sempre avuta vinta con i leventinesi. Usciti da quattro sconfitte filate, per di più con poche idee e mal assortite, la sfida della Valascia si annunciava delle meno propizie per risalire la china. Con ancora Hall e Gautschi ammalati, Kossmann riportava Emmerton fra Monnet e Lhotak, Fuchs tra i desaparecidos Pestoni e Giroux. Non prometteva bene il primo periodo, chiuso a reti inviolate, ma con ben sei minuti di superiorità per i padroni di casa poco incisivi. Lo Zugo, capito che si poteva affondare il coltello nel burro, ci ha messo poco, nella ripresa a sistemare un uno – due che poteva mettere al tappeto chiunque. Invece, come sempre protagonista nel bene e nel male, la formazione di Kossmann trovava mordente e fiducia nel collettivo, se non nei singoli e, nel periodo conclusivo, impattava con Kamber e Lhotak e, all’overtime, metteva la freccia per conquistare due punti con Emmerton che valgono il sorpasso al Berna e l’ottavo posto. Vittoria del collettivo, non dei singoli, ma risveglio di Emmerton che, nella situazione a lui più congeniale è stato autore di una rete e un assist, e parziale riscatto di Giroux che ha colpito un palo, ma ha avuto il merito della caparbia azione che ha portato alla vittoria finale.

 

Nell’ultima sfida della serata, il GINEVRA faceva un boccone (4 – 1) di un BERNA sempre più in difficoltà, che incassava fantozziana autorete in superiorità numerica con ben quattro bernesi davanti al proprio portiere che tocchettavano il disco come una saponetta, finchè il pattino di Moser non lo cacciava in fondo alla rete.

Lunedì 11 Gennaio

ZGRAGGEN  CONFERMATO  ( DUE ANNI AD AMBRI’ )  E   ALTRE  NOTIZIE

 (Cornelio Turri)

Non c’è un momento di respiro per i vari D.S. delle squadre. Conferma da Ambrì che il giovane Jessie ZGRAGGEN resterà i Leventina per altri due anni, a riprova della crescita che, anche in questa stagione, ha mostrato. Intanto “radio serva” spiffera di un interessamento a Gian – Andrea RANDEGGER, in scadenza a Berna, per un ritorno in Leventina, in condizioni di maggiore prestanza tecnica della sua prima apparizione. La notizia di maggior spicco, sarebbe il ritorno di Maxim NOREAU, che ha ancora un contratto valido per la prossima stagione, in luogo di un Maenpaa che non ha mai fatto l’unanimità dei consensi, né in fase di impostazione, né di copertura. Oramai quasi certa la partenza di Giroux, alla luce anche delle sempre più deludenti prestazioni, pure dopo la Spengler che, in passato, era riuscita a rivitalizzare il canadese.

Nuovo straniero per Zurigo e Langnau. I Lions, per la legge dell’abbondanza, hanno ingaggiato il difensore  DAVID RUNDBLAD, di Chicago, con la formula del prestito sino a fine stagione. Con il nuovo arrivato, oltre alla presenza di Bergero