le foto pubblicate sono tratte dal sito http://sports.yahoo.com/nhl       

 

Speciali:     1) Alain Cotè e i Nordiques    2) La storia del Colisèe Pepsi di Quebec    3) I nuovi Remparts

AMERICAN HOCKEY LEAGUE

  LA QUEBEC MAJOR LEAGUE  

Domenica 25 Luglio

Novità in casa Canadiens...

(Paolo Callegari) Dopo alcuni giorni tranquilli, i Canadiens annunciavano la messa in contratto dell'attaccante russo Alexander Avtsin,  ingaggio di tre anni per il 19enne russo che nel camp d'inizio luglio ha dimostrato grande classe-velocità pazzesca e tecnica non comune!!!!

Ala destra piccolina ricorda il mitico Guy, per carità nessun paragone per ora con Lafleur, probabilmente l'ala sinistra più forte della storia hockeystica (ecco forse solo Karlamov poteva giocarsela con Guy, lui classico russo inquadrato e più potente ma meno geniale...) questo ragazzino di 19 anni ha impressionato tutti gli addetti ai lavori durante il camp di reclutamento canadiens, Alexander proviene dalla Dinamo Mosca, ha iniziato il campionato russo con la formazione maggiore raccogliendo "solo" 9 punti in 30 gare, alcuni suoi atteggiamenti classici del  fuoriclasse...non erano piaciuti al team moscovita che l'aveva messo in "castigo" per molti mesi, relegandolo al Team 2 della Dinamo Mosca dove grazie ad un coach accondiscende ha potuto dimostrare la propria classe: 56 reti e 54 assist in 76 gare parlano chiaro per questo teorico campioncino. Nel proseguio della conferenza stampa il direttore tecnico Gauthier, annunciava l'acquisizione del goalie Cédrick Desjardins, contratto di un anno per il 24enne canadese proveniente dai Bulldogs di Hamilton, nell'ultima stagione le sue parate hanno permesso ai Bulldogs di arrivare in finale della lega Ovest.

Originario dell'Alberta si è fatto conoscere ai media con diavoli di Quebec nel 2006, l'anno successivo andò ai Cyclones di Cincinnati in EHL per poi fare il grande salto in AHL, come altri giocatori ad agosto dovrà passare sotto le forche caudine dei vari selezionatori, solo dopo le varie verifiche potrà dimostrare di meritarsi un posto nell'hockey che conta. Per chiudere la giornata Pierre annunciava la nomina di Larry Carriere, come direttore aggiunto dell'organizzazione dei giocatori...ruolo strano per noi italiani ma..molto importante nella NHl, praticamente la classica persona che farà da tramite tra i giocatori e la società per questioni tecniche e soprattutto personali-caratteriali. Persona che ha avuto un ruolo importante nei Buffalo, 20 anni di carriera dove ha dimostrato grande professionalità e scovato anche qualche prospetto importante, oltre alla lunga parentesi Sabres, in questi anni è stato il direttore della scuola della Lega americana e nella stagione passata collaboratore dei Penguins. Quindi il classico uomo tuttofare, importante ed esperto che servirà per il futuro dei canadiens. Chiusa la parentesi "acquisti" il direttore Pierre alle domande incalzanti dei giornalisti, riguardanti il teorico nuovo arrivo bomba al Centre Bell dichiarava:" Stiamo contrattando due giocatori di spessore liberi dalle loro società, per ora siamo in una fase di stallo, i loro procuratori chiaramente stanno aspettando altre offerte, solo tra due settimane potremo eventualmente annunciare il nuovo acquisto...cari giornalisti questo per tutti i team è un periodo molto critico e particolare, il mercato è una vera "guerra" tra procuratori e agenti che cercano di aumentare a dismisura gli ingaggi, avete visto quello che è successo a Kovalchuk nei Devils? Contratto strano di 17 anni per 102 milioni di dollari, prima ratificato poi annullato dalla Lega per dettagli...quindi non stupitevi, solo negli ultimi giorni assisteremo ai veri botti e vi posso assicurare che Noi saremo presenti!!"

Mercoledì 14 Luglio

Note dal mercato dei giocatori Freeagents NHL

(Pino Donati) Cerchiamo di evidenziare alcuni capisaldi del “mercato” estivo per i giocatori della NHL. La cosa più evidente è il tetto salariale di squadra che influenza sempre più la costruzione del Team per gli anni successivi. Anche i Blackhawks campioni in carica di Chicago che, oltre l’acquisire top prospect del calibro di Jonathan Toews e Patrick Sharp, avevano ben lavorato negli ultimi tre/quattro anni nel costruire qualche talento promosso a basso salario dalla AHL, sono chiaramente alle prese con il dover aumentare gli stipendi ai giocatori che hanno conquistato la Stanley Cup. La previsione che la squadra avrebbe subito un notevole ridimensionamento è stata rispettata al punto che alcuni ottimi giocatori non hanno potuto essere riconfermati: alcuni sono stati scambiati prima della fine di Giugno, altri non si sono visti rinnovare il contratto e sono finiti nella lista dei freeagents, altri hanno avuto una proposta qualificante ed entrano nel mercato dei restricted freeagents. Così lasciano la squadra campione in carica giocatori determinanti come Dustin Byfuglien e come il seconda linea Andrew Ladd e come l’ottimo Kris Versteeg. Anche il difensore Brent Sopel ha già dovuto deporre la casacca Blackhawk, mentre il top four defender Hjalmarsson ha ricevuto una proposta di quattro anni per 14 milioni di dollari da San Josè Sharks e gli Hawks hanno sette giorni di tempo per decidere se fare una contofferta. La stessa sorte potrebbe essere anche per il 26-enne portiere Antti Niemi che ha avuto una offerta qualificante dagli Hawks ma è finito sul mercato come restricted freeagents (ma la sua vicenda si allunga perchè il suo nuovo stipendio sarà deciso in sede di arbitrato dalla federazione). Gli Hawks non potevano permettersi follie per Niemi avendo ancora valido l’oneroso contratto del portiere francese Christobal Huet (contratto che nessun’altra squadra NHL ha rilevato entro la data limite del 30 giugno).
Altro caposaldo di questa campagna di scambi ed acquisizioni è senz’altro la presenza sul mercato di portieri esperti dall’alto salario: Nabokov, Mason, Theodore, Turco... negli ultimi anni si era evidenziata la tendenza ad impostare la squadra su un forte portiere e non si era esitato ad investire molto sui portieri facendo alzare le loro quotazioni. Ora si è visto che in fondo il successo è andato a squadre con portieri meno profilati (Chicago con l’esordiente Niemi, Filadelfia con l’esperto AHL’er Michael Leighton già confermato per la prossima stagione!, Montreal con un grande Jaroslav Halak dal salario fino ad ieri a buon mercato... mentre squadre dotate di portieri teoricamente molto più affidabili e pagati (i Canucks, gli Sharks, i Bruins …) non hanno retto contro attacchi freschi ed ispirati. Così la tendenza è ora disfarsi di portieri costosi, puntando anche sugli ottimi goalie attualmente in AHL, al punto che Nabokov ha preferito la sicurezza di un mega contratto nella lega KHL russa (24 milioni per quattro anni a San Pietroburgo!!) al rischio di un possibile decurtamento di stipendio in altra squadra NHL. In questa tendenza si può leggere l’apparentemente assurdo comportamento di Montreal: hanno preferito rinunciare al rischio di un mega contratto a Jaroslav Halak (scambiato con St.Louis per alcuni giovanissimi per ora solo promettenti) per disporre del budget necessario al rinnovo pluriannuale del fortissimo centro Plekanec (sei milioni annui) e per un probabile nuovo attaccante di valore. Poi hanno ceduto volentieri il demotivato Sergei Kostitsin in cambio del bachup Dan Ellis, ottimo portiere AHL alcuni anni fa... Dan Ellis che però è stato girato nel giro di ventiquattr’ore a Tampa Bay, quando gli osservatori lo mettevano già come top goalie dei Canadiens davanti a Price.
Alcune interessanti transazioni hanno caratterizzato le ultime ore di scambio prima dell’apertura dei nuovi contratti ai freeagents. Così Ottawa ha rilevato l’ultimo anno di contratto di Jonathan Cheecoo, in attesa di vedere quale sarà il futuro di Jason Spezza iscritto nei ……. freeagent.
E siamo finalmente al primo di luglio… subito il difensore Gonchar dei Penguins viene messo sotto contratto dagli Ottawa Senators che si propongono per una prossima stagione di vertice. Olli Jokinen viene ripreso dai Calgary Flames, con qualche dubbio degli osservatori sulla bontà tecnica della scelta dei Flames, mentre rinnova lì anche Iginla. Saku Koivu non cambia casacca e resta nei …… mentre il mercato si accende per la vicenda di Ilya Kovalchuk: dopo il “niet” ad Atlanta, lo sniper russo non ne vuol sapere dei Devils del Jersey, e si parla di una offerta faraonica dei New York Islanders che si aggirerebbe sui 100 milioni totali; ma la cosa pare poi cadere per le insistenze del procuratore di Kovalchuck che vorrebbe accasarsi a Los Angeles. Due offerte presentate dai Kings la scorsa settimana non hanno ricevuto risposta, ma da ieri il giocatore ed il suo manager sono a Los Angeles per un incontro diretto coi dirigenti californiani. Vedremo, ma intanto il comportamento di Kovalchuck non è apprezzato dagli appassionati, e un po’ ovunque si parla del comportamento spocchioso del giocatore che si sente il più grande hockeista nato in russia (!!!), e si leggono frasi del genere “go to KHL, Ilya”.
Tra le operazioni più interessanti si potrebbe indicare il portiere Antero Niittymaki a San Josè, a sostituire l’oneroso Nabokov. Poi il rinnovo di Erik Fehr a Washington per due anni e totali 4.4 milioni. Interessante anche Matthew Lombardi, il veloce attaccante si accasa a Nashville, 3 anni per totali 10.5 milioni. Anche Matt Cullen passa da Ottawa a Minnesota per 3 anni e 10.5 milioni. Il difensore Joe Corvo passa da Whashington a Carolina, due anni per totali 4.5 milioni. Ray Whitney passa invece da Carolina a Phoenix.
Primo contratto NHL per alcuni esperti AHL’rs di notevolissimo livello: Alexandre Giroux (Edmonton) e P.A.Parenteau (NY Islanders) e Brad Moran (Nashville) da due anni nel campionato svedese, e per il giovane Joel Perrault che aveva firmato a Zugo per il campionato svizzero. Seconda chiamata NHL anche per altri due esperti giocatori di American Hockey League, ma con cambio di casacca, Zenon Konopka (NY Islanders) e Andrew Ebbett (Phoenix).
Ultim’ora: i Chicago Blackhawks hanno deciso di pareggiare l’offerta fatta dai San Josè Sharks al restricted freeagent Hjarmarsson. Il forte difensore, recente protagonista della corsa verso la Stanley Cup, rimane dunque a Chicago.

Mercoledì 7 Luglio

Nuovo goalie per Montreal e altro...
Paolo Callegari

Chiuso in modo soddisfacente il draft di fine giugno, iniziavano le grandi manovre di mercato, sono passati solo pochi giorni dal primo luglio che in seno ai canadiens, sono arrivate le prime novità. Ma partiamo da una considerazione importante: in questa stagione considerando il salary cup, i tricolori avranno poco margine per agire sul mercato, con 16 giocatori già sotto contratto e un bonus di "soli" 9 milioni di dollari da spendere, dovranno tramite l'astuto Gauthier lavorare intelligentemente, molti scambi in modo da alleggerire il parco stipendi e dopo se capiterà l'occasione giusta il classico big in arrivo, si vocifera di un grandissimo attaccante, da alcuni giorni a Montreal circola il suo nome, penso di aver capito il personaggio ma... per ora tutti zitti aspettando il colpaccio di fine mese. Osservando le altre squadre, si nota come gli Islanders saranno sicuramente tra le big del mercato, 11 giocatori confermati e un bonus di ben 31 milioni di dollari da spendere, nella stessa situazione i Blues di Saint Louis, Atlanta e Colorado, società che sicuramente rivoluzioneranno il proprio roster agitando di fatto il mercato nord americano; mentre Calgary, Boston, Ottawa, Detroit e i campioni di Chicago confermando la maggior parte del vecchio roster con ingaggi pesanti, avranno minime possibilità di muoversi. Ma ora veniamo a Noi Tricolori... Al termine di una intricata e difficile discussione, il direttore Pierre riusciva ad ottenere le prestazioni del portiere Alex Auld e del brillante centro Dustin Boyd (da marzo ai Flames di Calgary) da Phoenix, in cambio dell'attaccante Sergei Kostitsyn che andrà a giocare al caldo sole degli Stati Uniti, ennesimo scambio tra Phoenix e Montreal grazie anche ai medesimi sponsor birra-petrolio...Guardando le statistiche di Dustin, si nota che il 23enne canadese l'anno scorso ha giocato 78 gare tra Calgary e Phoenix, raccogliendo 24 punti (11 reti e 13 assist), vinse la medaglia d'oro ai campionati del Mondo Junior 2006, 4 stagioni in Nhl dove ha raccolto 62 punti con 31 reti e 31 assist in 210 gare, centro che rinforzerà un reparto già composto da Moore e Metropolit, inoltre ritroverà Hamrlick e Camalleri, vecchi amici e compagni ai tempi di Calgary.

Arrivando a Auld che dire? Goalie 29enne di notevole esperienza, otto stagioni in Nhl tra Florida, Phoenix, Ottawa, New York e Dallas e nelle prime 3 stagioni Vancouver parlano a suo favore, originario di Orangeville (Ontario) il goalie "beccato" dai giornalisti fuori dal Centre Bell dichiarava:" Ero libero e appena mi è arrivata l'offerta non ci ho pensato due volte, sono orgoglioso di giocare nuovamente per una formazione canadese, mia moglie originaria di Montreal ha fatto i salti di gioia appena saputa la notizia; tutte le volte che sono sceso sul ghiaccio di Montreal ho sempre avuto i brividi nel sentire il pubblico di casa, so benissimo che avrò una enorme pressione addosso, la città vive di hockey e la partenza di Halak non è ancora stata digerita dai fans canadiens, ma spero e sono convinto di riuscire ad entrare nei loro cuori, chiaramente serviranno delle grandi prestazioni, ma sinceramente questo non mi fa paura!!!. Inoltre avrò la fortuna di rincontrare Martin, mio vecchio coach ai tempi di Florida, all'epoca ero il secondo del grande Belfour, ma ancora adesso ricordo con piacere i suoi metodi-insegnamenti sul ghiaccio". Che dire? Boyd potrà essere il classico giocatore tuttofare a metà campo, ottimo per una seconda-terza linea, mentre su Auld i suoi numeri parlano chiaro, sinceramente non ho ancora digerito l'assurda partenza di Halak ma considerando che di goalie ottimi e disponibili ne sono rimasti pochissimi, forse l'ex Canuks è la soluzione migliore.
In tarda serata la società per bocca di Gainey diramava la lista dei 22 giocatori che dal 6 al 10 luglio parteciperanno al camp di perfezionamento-selezione, lista che comprende tutti i giocatori selezionati al ripescaggio dell'ultimo draft, giocatori che fanno già parte della squadra più alcuni invitati. Tra i 22 scelti spiccano i nomi di Jarred Tinordi e Lars Eller appena scelti al draft, dei difensori Subban, Weber, Maxwell (già conosciuti al Centre Bell) e Brunelle di Drummondville, e per finire degli attaccanti Maxime Lacroix (ex diavolo rosso di Quebec) e il russo Alexander Avtsin di cui si dice meraviglie oltre cortina.

Attuale roster Canadiens:

Portieri: Alex Auld-Carey Price Difensori: Marc Bergeron- Hall Gill- Josh Gorges- Roman Hamrlick- Paul Mara- Andrei Markov- Jaroslav Spacek- PK Subban- O'Byrne Attaccanti: Michael Camalleri- Brian Gionta- Scott Gomez- Andrei Kostitsyn- Maxim Lapierre- Glen Metropolit- Travis Moen- Tomas Plekanec- Benoit Pouliot- Mathieu Darche- Dominic Moore- Tom Pyatt- Dustin Boyd

Lunedì 5 Luglio

Il mercato dei Freeagent Players

(Pino Donati) Intanto il 30 Giugno si è concluso il frenetico periodo dei rinnovi di contratto in scadenza... chi non ha rinnovato   è finito  nel mercato dei Freeagent Players (nei restricted se ha avuto una proposta "qualificante", negli un-restricted se c'è la dichiarazione di rinuncia al rinnovo).

Interessante che per giocatori sopra i 27 anni è possibile acquistare l'ultimo terzo del loro contratto pluriannuale e fargli cambiare casacca.  In particolare fa clamore il mancato rinnovo di Dallas a MIKE MODANO che pertanto (se il forse più forte giocatore USA di sempre non deciderà di metter fine alla gloriosa carriera) andrà sul mercato verso una nuova franchigia: speriamo!!  Poi il difensore Kaberle di Toronto ha ricevuto almeno cinque pre-offerte, e per ora i Maple Leaf ci stanno pensando (si era detto che lo avrebbero scambiato al Draft con una prima scelta tra i primi sei-sette, ma non se n'è poi fatto nulla). Disponibilità anche per il fortissimo difensore two-way dei Pittsburg Penguins Sergei Gonchar, uomo da sei milioni di dollari che certamente andrà a 36 anni nel mercato come unrestricted freeagent. Vedremo chi si assicurerà il giocatore che ha lottato con Niklas Lindstroem per il miglior difensore produttivo nello scoring.

Ha cambiato casacca uno dei giocatori che ha impresso il suo personale sigillo sulla Stanley Cup dei BlackHawks, in particolare contenendo la straripante esuberanza fisica del difensore Pronger dei Flyers dopo gar-4 di finale e ridando energia al power play di Chicago proprio nelle ultime due gare. Dustin Byfuglien va ad Atlanta a seguito di un multiscambio di ben nove giocatori, così descritto dal sito canadese della TSN:

“Byfuglien, along with D Brent Sopel, F Ben Eager and F Akim Aliu, are heading to Atlanta in exchange for the Thrashers' first round pick (24th overall) in the 2010 NHL Entry Draft, the 54th pick, and forwards Marty Reasoner, Jeremy Morin, and Joey Crabb.”

“To make the deal possible, Atlanta had to get under the NHL limit of 50 contracts. To do so, the Thrashers dealt forward Brett Sterling, defenceman Michael Vernace, and a 7th round 2010 draft pick to the San Jose Sharks in exchange for future considerations.”

Dichiarato incedibile Patrick Sharp, ancora molti BlackHawks entrano nel conto dei freeagents, in particolare Chris Versteeg , ma anche Antti Niemi e Andrew Ladd hanno ricevuto una qualyfing offer che li pone tra i restricted freeagents!  

Tra i nomi grossi Pavelski e Marleau hanno firmato ancora con gli Sharks, che dunque si ripropongono nella lotta tra le migliori, dopo la delusione per la sconfitta nettissima subita dagli Hawks di Chicago nei Playoffs.  

Ormai pare certo che un altro giocatore “monstre” sarà trattato in Luglio. JASON SPEZZA lascerà Ottawa dopo oltre sei anni! Dopo Dany Heatley, anche il secondo membro della famosa “pizza line” capitanata da Alfredsson tra i Senators lascia la capitale canadese. Sono in molti a ritenere un errore lasciar partire uno dei giocatori più dotati di talento offensivo nell’intera Lega, un giocatore che pur utilizzando molto il fisico non ha mai subito infortuni al punto di essere tenuto come un super-uomo! Resta il fatto che pochi giocatori sono stabili sopra i 90 punti come lui a meno di 27 anni.

 E già che ci siamo, pare sicuro che anche Kovalchuck e Iginla e Jonathan Cheecoo andranno sul mercato, con Saku Koivu e Olli Jokinen.

 Accanto alla storia di tanti giocatori stellari, ecco i Canadiens dare l’opportunità a due giocatori che si sono distinti per l’impegno profuso. Proprio stanotte hanno messo sotto contratto l’esperto portiere Dan Ellis, che aveva giocato benissimo in AHL nell’organizzazione di Dallas (in particolare compagno di squadra di Tobias Stephan negli Iowa Stars), prima di avere la sua chance NHL come backup a Nashville. Non è escluso che Dan Ellis inizi la stagione davanti a Price, che soprattutto i tifosi degli Habs considerano poco sicuro soprattutto dopo la cessione di Jaroslav Halak a St.Louis.

Ma il bel sogno NHL lo ha raggiunto uno dei giocatori più stimati in AHL, per il suo grande impegno sul ghiaccio e la dedizione alla squadra… è Mathieu Darche che a 33 anni riceve il suo primo contratto one-way per la NHL, con soddisfazione anche dei tifosi più attenti. Breack Your Leg, Mathieu! Good Luck!

Mercoledì 30 Giugno

Le scelte al draft di Montreal

(Paolo Callegari) Dopo la conferma di Pleka, l'attenzione dei media era rivolto al Draft di Los Angeles, dove centinaia di future speranze saranno scelte dalle maggiori squadre professionistiche, i Canadiens finendo il campionato al quarto posto, dovranno "accontentarsi" della 27a scelta al primo round, regolamento forse assurdo per noi europei, ma deciso definitivamente nel 2007 quando la Lega assieme ai dirigenti delle varie squadre, decisero di attuare un nuovo regolamento per il draft, tra tutte le varie norme spiccava quella che le quattro finaliste di Conference avrebbero dovuto aspettare le ultime 4 scelte del primo round. Chiaramente non è il massimo, solitamente le prime dieci scelte si sono sempre ben comportate in Nhl, ma per rincuorare i tricolori non mancano le eccezioni ( o chiamiamole forse giudizi sbagliati da parte degli osservatori...) tra le "vecchie" ventisettesime scelte spiccano i nomi di Tambellini, Sarich, Mironov e Staios nel 1991, ma soprattutto quelli di Domi, Momesso, Mellanby, il nostro Gomez nel 1998 e il grande Joe Nieuwendyk scelto nel lontano 1985, ma gli errori degli osservatori non si fermano qua, per rimanere in orbita quebecois basta andare al 1989 quando l'attuale direttore Gauthier approfittò dell'ottusità degli altri tecnici...assicurando ai gloriosi Nordiques le prestazioni del big Sakic, confinato al 15 posto del primo giro, passare al 1992 quando il grandissimo Patrick Roy fu scelto solo al terzo giro, mentre per chiudere i "nostri" Plekanec e Markov addirittura in 71esima e 162 posizione!!

E venne il fatidico giorno.. presenti tutti i tecnici dei team professionistici, il direttore Gauthier prima di scegliere la prima scelta dichiarava:" Noi cercheremo di ottenere almeno due difensori, tre attaccanti e speriamo un valido portiere, mi chiedete un'impressione sui russi? Sinceramente sono da sempre contrario all'acquisizione dei giovani giocatori russi, le informazioni che arrivano dalla KHL (azienda di sviluppo russa) sono sempre poco complete, questi sono giocatori tecnicamente eccezionali ma nella maggior parte dei casi quando arrivano in Nord America trovano molte difficoltà d'ambientamento, a mio parere preferisco sempre un giocatore meno tecnico nord americano che un lussuoso giocatore russo"!

E come aveva previsto monsieur Pierre, la prima scelta canadiens era un difensore: Jarred Tinordi, gigantesco difensore proveniente dai Coyotes Don Maloney, l'anno scorso ha disputato i mondiali under 18 in veste di capitano, torneo che vide tra la sorpresa generale la vittoria al supplementare degli americani ai danni del favoritissimo Canada (6-5 al termine di una gara emozionante, 5-3 Usa ad un minuto dal termine, pareggio canadese a due secondi dal termine, supplementare dominato dalle foglie d'acero ma un contropiede americano gelò l'anfiteatro canadese), figlio d'arte in quanto il papà giocò per i Minnesota Stars negli anni ottanta , giocando la finale di Stanley Cup nel 1991. Nel proseguo della giornata, i canadiens si assicuravano le prestazioni di altri 4 giocatori, iniziavano il secondo giro con la scelta di Mark MacMillan, 113 scelta, centro americano proveniente da Alberni Valley, far team di Phoenix, dove ha accumulato 80 punti in 59 match con 29 reti. Terza scelta ma forse la più importante: Morgan Ellis, difensore scelto al 117 posto, proveniente da Cape Breton, alla sua seconda stagione in Quebec Major League ha dimostrato tutto il suo valore, le sue prestazioni l'hanno inserito tra i migliori tre difensori della lega, giocatore che ho potuto vedere alcune volte nella stagione scorsa, ottima classe, buon tiro ma ancora acerbo per questi livelli, se riuscirà ad acquisire la giusta cattiveria potrà avere un futuro radioso in seno ai tricolori. Quarta scelta era l'attaccante dei Giants di Vancouver, Brendan Gallagher, ala destra molto veloce che la stagione scorsa ha accumulato 81 punti in 70 gare (41 reti), più 21 punti nei 16 incontri di playoff. . A chiusura del draft i canadiens sceglievano al quinto giro (207 posizione assoluta) l'ala sinistra svedese John Westin, 18 anni appena compiuti per questa giovane promessa che l'anno scorso ha giocato in tre diverse formazioni svedesi e 6 apparizioni nel Mondiale Under 18. Che dire al termine di questa estenuante giornata? Considerando che non c'erano teorici fuoriclasse, i canadiens hanno preso 5 ottimi prospetti, in particolar modo Tinordi e il quebecois Ellis, ora starà a loro dimostrare con la tenacia e il lavoro, di meritare la gloriosa casacca tricolore. Prima di ripartire per Montreal, il direttore Gauthier ha reso noto la riconferma per un altro anno del centro Pyatt e soprattutto dell'indispensabile ala sinistra Pouliot.

Lunedì 28 Giugno

Halak se ne và ma Pleka rimane a vita...

Chiusi i festeggiamenti di Chicago, per la meritata e forse imprevista vittoria...il mercato nhl iniziava i suoi primi movimenti, passaggi per ora mediocri in attesa del draft di Los SAngeles del prossimo fine settimana, ma soprattutto tutti in attesa del fatidico primo luglio, quando moltissimi giocatori diventeranno free agent, cioè liberi contrattualmente, in attesa dei primi movimenti (in questa stagione prevedo grossi movimenti da parte dei big) passiamo alle prime note dolenti della futura nuova stagione...vi chiederete di chi stò parlando? Naturalmente dei canadiens, che dopo aver sfiorato la finale di Stanley Cup hanno iniziato il loro personale mercato in modo assurdo!!!

Primo movimento? La cessione di Halak a Saint Louis in cambio di due emeriti sconosciuti, ma come dice il direttore generale dalle belle speranze...Lars Eller e Ian Schultz provenienti da St.Louis ! ! Non ho parole, vendere Jaroslav, dopo il primo anno sabbatico, in cui aveva alternato grandi prestazioni a gare sconcertanti, in questa stagione ha dimostrato il proprio grande valore, scalzando Price dal ruolo di titolare e imponendosi tra i migliori goalie del Mondo oltre a diventare uno dei leader del mitico Centre Bell, prestazioni monstre che hanno consentito ai tricolori di superare alla settima gara sia i Capitals che i pens, goalie che in queste serie aveva raggiunto la piena maturazione e il piccolo diritto ad aspirare all'olimpo futuro dei campioni, purtroppo libero da contratto non ha avuto l'adeguata risposta economica della società che non ha ritenuto confermare un teorico campione dei prossimi anni...decisione che nei giorni scorsi è stata ampiamente criticata dalla maggior parte della tifoseria, giustamente meravigliata dalla decisione societaria, abbiamo un'ottimo roster, solo qualche piccolo cambiamento e possiamo ambire al Sogno, le grandi squadre partono e nascono sempre dal portiere, noi l'abbiamo e la società lo vende per due sconosciuti? Lars e Ian non ne abbiate a male, ma lo sconcerto è talmente grande che non è possibile star zitti..Guardando qualche nota sui due nouvi arrivi, si evince che Eller, 21 centro danese, in questa stagione ha giocato sette gare con i Blues segnando due reti, poche apparizioni per il centro che ha quasi sempre giocato con i Rivermen di Peoria, team in AHL, classico costruttore di gioco che con 57 punti in stagione regolare si è meritato la convocazione in occasione della gara All Stars della lega. Per quanto riguarda Shultz, 20 anni, caratteristiche diametralmente opposte per il "vecchio" capitano degli Hitmen di Calgary, è il classico attaccante robusto e di peso, dal tiro fulminante , pericoloso in superiorità numerica (ben 16 reti in questa stagione) e altra dote...150 minuti di penalità per un tipino che non si tira mai indietro!! Inizierà sicuramente con i Bulldogs di Hamilton, sperando di avere qualche occasione importante durante la stagione.

Fortunatamente l'enorme delusione per la partenza di Halak, veniva smaltita dai tifosi, che apprendevano con sollievo il rinnovo del contratto di Pleka, ancora 6 anni per il grande Thomas, oramai beniamino dei tifosi e forse con Lapierre futuro capitano. A riguardo il grande Pleka raggiunto telefonicamente dai giornalisti commentava cosi la fine della lieta vicenda :"Come avevo sempre detto, sin dall'inizio ho sempre voluto restare a Montreal, io amo la città, amo la passione pazzesca dei tifosi che vivono per l'hockey, fattore che ho notato è una esclusiva solo di Montreal, è 8 anni che sono nell'orbita canadiens (prima Bulldogs poi canadiens) ora altri 6 anni per chiudere la carriera a Montreal, sono molto orgoglioso di tutto ciò, dopo l'ottima stagione scorsa, cercheremo di migliorare ancora per regalare a questi fantastici tifosi la gioia della Stanley Cup, oramai la stiamo aspettando da troppo tempo, ma ora simpatici giornalisti lasciatemi per un pò tranquillo, voglio rifiatare e godermi le vacanze tranquillo ( è nella natia Kladno in Repucchica Ceca) ci rivedremo a metà luglio". Per chiudere l'estenuante giornata, la Lega annunciava in diretta l'uscita del calendario della prossima stagione, balzava subito all'occhio che i canadiens, per la decima stagione consecutiva, inizieranno la nuova avventura il 7 ottobre in trasferta a Toronto per chiudere sempre a Ville Reine il 9 aprile. I fans canadiens dovranno aspettare il 13 ottobre , per vedere in azione i propri beniamini, ospiti Tampa Bay, diretti dall'ex Guy Boucher. Sfogliando il calendario si nota che i canadiens affronteranno Chicago solo il 5 aprile, mentre il confronto con Halak avverrà il 10 marzo a Saint Louis, e tra le stranezze solite del calendario balza subito all'occhio, che i canadiens giocheranno 7 gare consecutive al Centre Bell tra il 19 e il 31 dicembre. Al termine della serata il direttore Gauthier annunciava l'elenco delle amichevoli preparatorie dei canadiens, gare che serviranno come da tradizione per vedere all'opera i futuri prospetti, sette gare di cui 5 a Montreal.

Amichevoli: 22-9 Montreal-Boston 24-9 Montreal-Ottawa 25-9 Ottawa-Montreal 26-9 Montreal-Minnesota
27-9 Montreal-Florida 30-9 Montreal-Buffalo 2-10 islanders-Montreal

Mercoledì 23 Giugno

NHL: primi movimenti di mercato. Halak a St.Louis, a Montreal rinnova Plekanec

(Pino Donati) Plekanec ha firmato ancora coi Canadiens, sei stagioni a 30 milioni di dollari! Dunque il mancato rinnovo al forte goalie Jaroslav Halak (scambiato con i St.Louis Blues per due attaccanti prima e terza scelta) ha lasciato spazio al rinnovo con Plekanec.

Da notare che la presenza di molti forti portieri giovani in AHL sta inducendo alcune squadre a lasciar partire portieri esperti troppo pagati: lo dovrebbe fare Chicago con Christobal Huet (avendo dietro Niemi il forte Cory Crawford), lo stanno facendo gli Sharks che hanno dichiarato "libero" nel prossimo mercato dei Freeagents il forte e ben pagato Nabokov. Altri portieri molto pagati potrebbero entrare in linea di conto nel mercato dei Freeagents, Mason da St.Louis dopo l'acquisizione di Halak da Montreal, Marty Turco da Dallas? Jose Theodore da Washington? Michael Leighton da Philadelphia? Ora i Flyers hanno margine per un portiere forte esperto, loro che stanno programmando la ripetizione di un Playoff di successo come quello ottenuto a sorpresa quest'anno. Vedremo!
Intanto nel mercato dei Freeagents potrebbero cambiare casacca Jeff Carter di Philadelphia (il che lascerebbe spazio nel Salary Cap ad un forte portiere) e si parla molto (!!!) del fortissimo centro Jason Spezza degli Ottawa Senators: al punto che il GM Murray di Ottawa ha precisato che Spezza non ha detto "lascerò i Senators" bensì "potrebbe essere che lascerò i Senators"... si gioca con le parole ma la possibilità ovviamente rimane viva.

Giovedì 10 Giugno

I Blackhawks conquistano la Stanley Cup
Pino Donati

Non è certo inaspettato vedere la Coppa Stanley in mano alla squadra che pareva avere più organizzazione di gioco e probabilmente anche un coaching più incisivo (almeno nelle ultime gare determinanti). I Fliers di Filadelfia hanno disputato dei grandi Playoffs nonostante qualche infortunio fisico (a Carter e Gagnè, ed al portiere Boucher) e soli quattro difensori a giocare il 90% della gara; ritrovato l'organico completo ed il portiere Michel Leighton ad un buon livello, hanno messo in difficoltà i Blackhawks con un gioco fisico mal sopportato dai più talentuosi giocatori Hawks (ma di questo abbiamo già ampiamente parlato negli scorsi giorni). Forse un po' di fatica fisica, molto l'abilità del Coach Quenneville con scelte indovinate e gran lavoro in partita, molto la qualità dei giocatori Hawks, poi anche la maggior severità arbitrale in gara-6 ... i BlackHawks sono stati squadra dominante in gara-5 a Chicago e -6 questa notte a Filadelfia,  gara-6 nella quale hanno condotto i tempi regolari con un dominio al tiro di 39 a 22. Dopo essere passati in vantaggio in PP al 16' con Byfuglien, gli Hawks sono stati raggiunti alla fine di primo terzo da Hartnell che mette in rete da due passi un tiro di Brière. Nel secondo terzo i Fliers passano in vantaggio con una veloce incursione a due di Leino e Brière che realizza una bella rete in corsa. Neppure due minuti e la costanza al tiro di Chicago porta frutto con il concretissimo Patrick Sharp assistito da Bolland. In finire di secondo terzo di gioco Andrew Ladd devia al volo in gabbia un tiro di Hjalmarsson, così che i BlackHawks cominciano a vedere il traguardo così tanto atteso dal lontano 1961 (quando il mitico Bobby Hull conduceva la squadra). Nel terzo periodo i BlackHawks hanno un certo rilassamento che rischia di costare caro perchè i Fliers buttano sul ghiaccio tutte le energie, riuscendo ad arrivare al tiro in nove occasioni e con una
 certa pericolosità. In questi frangenti il portiere Niemi si dimostra pronto e chiude la gabbia. A quattro minuti dalla conclusione dei tempi regolari è però ancora il robusto lavoratore dello slot Hartnell a spingere il disco in gabbia da due passi in un'area affollata. Qui i BlackHawk premono ancora verso Leighton per cercare di evitare i sempre pericolosi overtime, ma è Carter ad avere la grossissima occasione in parziale break di arrivare davanti a Niemi pur senza riuscire a trafiggerlo. Ancora in apertura di primo overtime Phila ha l'occasione della vita, e ancora Niemi chiude su Leino che si presenta libero a tirare da pochi passi ed in corsa. Due tiri per parte e si arriva a ridosso del 4' ... Sharp è abile a creare spazio perchè Campbell possa lanciare Patrick Kane: la stella degli Hawks si avvicina da sinistra alla gabbia con Leighton che si aspetta il passaggio a Ladd che combatte davanti alla gabbia, poi lascia partire un lampo verso il
 pattino del portiere, un lampo che nessuno vede ma che si infila sotto Leighton in gabbia. Nessuno ha visto, non il pubblico, non gli arbitri, non i compagni ed avversari di Kane ... ma Kane è sicuro di quel che ha fatto e gira dietro la gabbia esultando di gioia irrefrenabile pattinando poi a centro ghiaccio. C'è un attimo di smarrimento in tutti, ma poi ci si rende conto che è GOAL!, è il goal che vale la gara, che vale la serie, che vale la conquista della Stanley Cup! Chicago BlackHawks sono ancora in cima all'Hockey dopo la loro ultima vittoria nel 1961, sola squadra ad aspettare da così lungo tempo.

 

Cosa dire ancora? I Fliers ci hanno provato in tutti i modi ma troppo grande è stato il controllo della gara dei BlackHawks. Vale la pena di rimarcare la grande prestazione della linea Fliers di Daniel Brière con Hartnell e Leino, distintasi sia nella fase offensiva sia in quella difensiva nella intera serie. Mentre i top Players Pronger e Mike Richards e Carter sono arrivati alla fine un po' stanchi (anche acciaccati?) dal grande lavoro svolto in copertura con i loro compagni. Nella serie finale non si è visto molto Toews nello scoring, ma su di lui è stato svolto dai Fliers un gran lavoro che ha lasciato maggior spazio di manovra alle altre due linee principali, grandiosa quella di Sharp con Kane e Ladd, molto abile quella di Bolland con Versteeg e Byfuglien. Coach Laviolette di Philadelphia ieri sera ha talvolta cambiato le carte nelle tre linee principali, ma l'impressione è che le misure prese dal Coach degli Hawks fossero sempre ben eseguite  dai suoi giocatori così talentuosi ed in forma strepitosa nelle due ultime gare decisive. Poi Laviolette ha spremuto all'inverosimile i quattro difensori Pronger e Carle e Timonen e Coburn, lasciando poco ghiaccio a Krajicek e Bartulis; mentre Quenneville si è affidato molto a Keith (grande concretezza e leadership) e Seabrook, ma ha distribuito meglio lo schieramento degli altri quattro difensori a sua disposizione.

Ora il Conn Smith Awards per il most valuable player MVP dei Playoffs è andato a Jonathan Toews, ma sono in molti a contestare la scelta che si giustifica molto sulle tre serie precedenti (suoi 29 punti totali) ma che vede per lui soli tre assist ed un minus-5 nella serie contro i Fliers. Molti osservatori sostengono che, se il premio deve andare al giocatore più dominante nei Playoffs, si sarebbe potuto considerare un grande Patrick Sharp che ha fatto un lavoro “monstre” con 11 goal più 11 assist con un plus7 in 22 gare!! E qualcuno non avrebbe visto demeritare magari lo stesso difensore Hawk Duncan Keith o addirittura il centro Flier Daniel Brière che ha realizzato ben 30 punti fornendo alla sua squadra un grande apporto in attacco ed in copertura e per leadership
.
 

Martedì 8 Giugno

Philadelphia at Chicago - Gara 5
Pino Donati

COMMENTO: I Chicago Balckhawks conquistano gara 5 e tornano in vantaggio nella serie di finale che assegnerà la Stanley Cup. Dopo un inizio asfissiante dei BlackHawks con ben 6-1 nei tiri ben contenuti da Leighton (e con un grande stop su Sharp) arrivava un power play e rapidamente il difensore Seabrook infilava in rete con la visuale di Leighton piuttosto coperta. Passaggio di Versteeg che usciva da dietro la gabbia.

Dopo il quarto d'ora, ed in situazione di penalità differita, ecco il raddoppio del centro di terza linea Dave Bolland che infilava tra pattino e palo un disco rimbalzato dalla balaustra dietro la gabbia. E due minuti più tardi era Versteeg a pattinare dal centro ghiaccio ed infilare il puck dietro le spalle di un Leighton fattosi piuttosto sorprendere. Tre goal su 13 tiri convincevano Laviolette a giocare la carta del cambio di portiere, ed è la seconda volta nei Playoffs da quando Leighton aveva preso il posto di top goalie con Boucher infortunatosi.

Dopo soli 32” nel secondo periodo Hartnell insacca un disco rimasto sulla linea dopo tiro di Ville Leino, e si va sul 1-3.

Chicago ristabilisce le tre reti di differenza con Kane che insacca in corsa su passaggio smarcante di Ladd. Ma quasi subito i Flyers reagiscono e vanno sul 2-4 con un tiro di Timonen dalla media distanza, con Niemi non ancora ben in posizione per il precedente intervento. Questo è forse il miglior momento dei Flyers che per poco non realizzano in PP la terza rete: Niemi compie un intervento da manuale distendendo il gambale su appoggio in goal di Mike Richards. Grande!

Scaduta la penalità di Chicago è Pronger ad accomodarsi sulla panca puniti per un aggancio. Velocissimo viaggia il disco, Toews mette nello slot e Byfuglien ben appostato davanti ai pali insacca al volo. Siamo sul 2-5 e Chicago ha depresso prontamente i tentativi di rimonta dei Flyers.

Nel terzo conclusivo Van Riemsdyk mette in goal su un rebound e riporta i Flyers a meno 2 goal e mancano circa 14 minuti alla fine. Non c'è modo di recuperare ed a quattro minuti dalla sirena conclusiva una bella rapida combinazione di Kane su Sharp riporta gli Hawks avanti sul 3-6.

Philadelphia trova ancora la forza di andare in avanti con gli Hawks forse un po' rilassati. Bellissimo il pattinaggio di Ville Leino che incrocia il passaggio per Gagnè. E' il goal dell'estrema speranza, sul 4-6 a poco più di tre minuti dalla fine.

Laviolette fa uscire Boucher dai pali, ma la manovra non va a buon fine e Dustin Byfuglien sigla la sua prestazione “monstre” (sia di lavoro fisico sia per punti realizzati) con la rete della sicurezza a gabbia sguarnita. E' il 4-7 conclusivo.

BlackHawks dominanti, si è detto all'inizio. Al di là delle tante ragioni che abbiamo tentato di focalizzare, sono in molti a sostenere che l'atteggiamento propositivo di Byfuglien (ritrovato già nel terzo periodo di gara-4 a Philadelphia, dopo quattro gare nelle quali lui e compagni avevano sofferto l'aggressività fisica di molti giocatori Flyer) abbia scosso la squadra ancor più del lavoro di coaching ottimamente svolto dal tecnico Quenneville. Lo slogan proposto per gara-5 è dunque stato BIG BUFF IS BACK!!

ANALISI TATTICA: Dopo essere stati surclassati dal gioco energico e diretto dei Philadelphia Flyers in gara-4 (serie impattata sul 2-2) i BlackHawks di Chicago riuscivano a cambiare radicalmente l'atteggiamento di gara e giocare un hockey efficace sul ghiaccio di casa. Iniziavano in modo aggressivo fin dal primo ingaggio, andando a conquistare dischi e tirare da ogni posizione buona... poi chiudevano bene liberando svelto il proprio terzo difensivo. Hanno lavorato intenso per avere il controllo del gioco, cosa che non erano riusciti a fare nelle due gare giocate sul ghiaccio dei Flyers nelle gare -3 e -4.

Ora, i motivi di questa resurrezione di Chicago, che ha spezzato il momento favorevole di Philadelphia, sono ovviamente molti e tutti legati tra loro: una gara di hockey non è mai frutto del caso! Se stiamo ai giocatori Flyer, loro ci dicono di non essere riusciti a giocare come avevano fatto solo pochi giorni fa: “Siamo stati lenti ed abbiamo fatto girare troppo il disco. Tutti i nostri successi sono venuti dal non fare troppi scambi, mandando il puck in profondità” ha detto Mike Richards, che ha poi aggiunto: “Non abbiamo avuto la presenza fisica delle ultime due gare”. Un po' la stessa opinione l'ha dichiarata Ville Leino: “Eravamo persino troppo pronti e forse ci siamo innervositi. Sembrava che nessuno volesse il disco e così ne abbiamo persi vicino alla rete. Dobbiamo essere più incisivi e lavorare più duramente”.

Certo questo è l'effetto, bisogna stabilirne la causa: perchè il risultato di una gara dipende anche e soprattutto dall'avversario. Ed allora, cosa hanno fatto i BlackHawks per vincere la gara e tenere i Flyers fuori dal gioco? Come sono riusciti a limitare la presenza fisica di Pronger al punto di farlo sfigurare con un incredibile minus-5? Pronger che era stato sin qui un baluardo, addirittura “monumentale” nella gara precedente! Evidentemente il coach Qenneville ha fatto le giuste scelte ed ha condotto una gara tatticamente perfetta: cambiare la composizione delle linee d'attacco è stato pagante per liberare qualche uomo dal marcamento fisicamente aggressivo dei giocatori di Philadelphia, ma soprattutto è emersa l'attitudine della squadra a lavorare su ogni disco e giocare rapido e semplice. Può anche darsi che i Flyers fossero un po' stanchi dopo quattro gare nelle quali avevano lavorato con grande energia a limitare i forti Hawks, ma lo spostamento di Byfuglien in terza linea con Bolland e Versteeg, lo spostamento di Patrik Kane in seconda con Sharp e Ladd, l'avanzamento di Marian Hossa e Tomas Kopecky in prima con Jonathan Toews... hanno dato forse un più ampio spettro di possibilità per liberarsi dal finora aggressivo marcamento dei Flyers. Il coach di Chicago deve aver lavorato come non mai nei cambi dei giocatori sul ghiaccio, anche nei cambi volanti brevissimi: spesso Madden o Brouwer o Eager venivano inseriti nelle tre linee principali, mentre il coach Laviolette di Philadelphia pare non aver voluto rischiare nel modificare in corsa gli schemi stabiliti. Guardando i defender, il coach dei Flyers ha proposto come il solito praticamente solo i suoi quattro migliori difensori, mutandone anche gli accoppiamenti in gara: questo rischia di essere un grosso problema con l'accumularsi della fatica, visto poi l'equilibrio ieri raggiunto dalle linee offensive dei BlackHawks..

Un altro aspetto della gara è il power-play giocato nella notte da Chicago. Dopo quattro gare con una sola rete su nove tentativi, ieri hanno giocato un power play senza fronzoli, con scambi veloci e tiro. Qualche tifoso degli Hawks ha voluto mettere l'accento sul fatto che “finalmente” gli arbitri hanno punito l'atteggiamento fin troppo energico dei check degli uomini di Phila (primo di tutti Pronger!); ma forse questo è il classico atteggiamento del tifo che, quando le cose non girano, attacca gli arbitri ed il loro metro di giudizio. Qui vogliamo semplicemente osservare che se Chicago gioca semplice e rapido il power play, il risultato arriva.

NOTA: le interviste “tra virgolette” provengono da www.tsn.ca che ringraziamo.

Domenica 6 Giugno

Flyers versus BlackHawks – le prime quattro gare per la Stanley Cup
Pino Donati
Volendo guardare dentro le prime quattro gare della Serie finale per la conquista della Stanley Cup, e cercando qualche aspetto tecnico/tattico di particolare rilevanza, non ci può sfuggire l'atteggiamento energico dei Philadelphia Flyers che stanno giocando fisicamente duro su tutti i giocatori BlackHawks. Il leader della difesa Flyer, Chris Pronger #20, è per ora assurto a uomo simbolo della serie essendo riuscito coi suoi compagni a tenere lungamente fuori dallo scoring le stelle di Chicago, in particolare Patrick Kane ed il capitano Jonathan Toews: e lo ha fatto giocando molto intensamente ed utilizzando il corpo. “Stanno facendo dei check molto duri contro tutti noi, ma più ancora contro i nostri top players” ha detto Kris Versteeg, “così non sorprende che loro non riescano ad andare in goal come il solito”. Già nelle gara-1 e -2 giocate e perse sul ghiaccio di Chicago l'atteggiamento di Pronger era stato molto molto duro contro Toews e  Byfuglien, quasi un avvertimento che le cose non sarebbero state facili come forse nelle previsioni della vigilia. Visto bloccata la prima linea, Chicago ha tratto il meglio dalla seconda di Patrick Sharp con Marian Hossa e Troy Brouwer, e dalla terza di Bolland con Kris Versteeg e Tomas Kopecky, riuscendo a vincere le prime due gare casalinghe... senza tuttavia dimenticare l'importante contributo del portiere Antti Niemi in gara-2 vinta 1-2.

Sul fronte di Philadelphia, anche la top line di Mike Richards con Jeff Carter e Simon Gagne è stata bloccata nelle prime tre gare dall'attenta copertura difensiva dei BlackHawks su di loro; solo in gara-2 sono riusciti a costruire un'azione vincente con il goal di Gagnè assistito dai due compagni in power-play. E così anche i Flyers hanno dovuto ricorrere all'importante contributo della seconda linea condotta da Daniel Brière con Ville Leino e Scott Hartnell (con alcune apparizioni del giovane e promettente centro di terza linea Claude Giroux, ben 20 punti in 20 gare di Playoffs). Dopo le due gare perse a Chicago per un solo goal (5-6 e 1-2), il coach Peter Laviolette di Philadelphia aveva chiesto ai suoi uomini una maggior pressione contro il goalie Niemi degli Hawks, e lui stesso aveva cercato di creare un condizionamento psicologico chiedendo ai giornalisti quanto un portiere giovane come Niemi avrebbe potuto reggere in una Finale per la Stanley.
 Poi, a proposito di tattiche psicologiche, ancora Chris Pronger si sta distinguendo per “rubare” al suono della sirena finale il puck di gioco: tutti i quattro puck sono ora nella sua sacca di gara, lui sorridendo aveva lasciato capire che quei puck stavano “lavorando” per il pareggio nella Serie, ed ora stanno “lavorando” per la Stanley Cup!
Al di là di questi giochetti psicologici che non sappiamo quanto possano contare (ma dimostrano che Philadelphia sta affrontando la Serie finale in maniera più serena che non i favoriti BlackHawks) è interessante notare qualcosa sul coaching. Avendo diritto all'ultimo cambio di linea per le prime due gare, il coach Joel Quenneville di Chicago aveva optato per la linea di Toews contro quella di Bière, rinunciando allo scontro diretto tra le due top line. Non sappiamo come sarebbero andate le cose diversamente, ma la scelta non è stata producente per Chicago perchè la top line di Jonathan Toews e Patrick Kane ha subìto un importante shut out registrando per di più dei minus -3: infatti la linea di Brière, oltre non concedere loro un solo punto nelle prime due gare, si è pure distinta per andare in goal. ”A good defence is a good offence” ha detto Scott Hartnell, compagno nella linea di Brière. Il risultato è stato talmente positivo per i  Flyers (nonostante le due sconfitte di misura) che il coach Laviolette di Philadelphia ha riproposto lo scontro sul ghiaccio di casa in gara-3: qui Patrick Kane ha realizzato sì una bella rete in rapido contrattacco su lancio illuminante di Toews, la rete del 2-3 per gli Hawks, ma è stato proprio l'unico goal della top line degli Hawks in ben tre gare, ed alla fine i Flyers hanno conquistato quella gara-3 nell'overtime.
Tutti si sarebbero meravigliati se Laviolette avesse ripensato lo scontro di queste due linee, finora molto favorevole ai Flyers, ma evidentemente il coach ha visto qualche segno di concessione al gran movimento ed alla velocità ed al ritmo che Kane e Toews riescono a tenere in gara, così per gara-4 ha preferito far scontrare le due top line, quella di Mike Richards su quella di Toews! La mossa poteva parere un po' azzardata, tenendo conto che a molti analisti NHL Mike Richards era parso un pochino in calando (stanchezza fisica o qualche colpo ricevuto?), gli stava mancando quel qualcosa in più che lui sa dare, gli stava mancando il perfetto tempismo che normalmente ti fa capire come lui possa girare la gara in qualsiasi momento. Ma forse era giusto cambiare perchè Carter era in difficoltà contro Versteeg mentre anche Richards e Gagnè avevano mostrato difficoltà contro i loro opposti avversari (in particolare alcuni faceoff mancati da Richards  contro John Madden). Ed in fondo i Flyers erano stati un po' graziati dai BlackHawks nel terzo periodo di gara-3, prima di vincere l'overtime e riaprire la serie sul 1-2.

Ora gara-4 era fondamentale per Philadelphia, la vittoria era determinante per non dover tornare sul ghiaccio di Chicago con l'acqua alla gola. E finalmente si giocava “la gara tra i capitani” Mike Richards e Jonathan Toews, così tanto attesa. Be', forse il cambiamento fa bene ai Flyers che conducono una gara davvero intensa mettendo sotto per tutto il primo tempo (ed anche il secondo per la verità) i BlackHawks. I check difensivi di Pronger e soci si moltiplicano e mettono in affanno Chicago che perde un po' la testa ed il filo del gioco ragionato. Alcune reazioni scomposte per replicare a quei check sono sembrate fuori tempo e fuori fase, mentre i Flyers portavano le cariche energiche col giusto tempismo. La top line di Chicago riesce a realizzare un solo assist in power-play nella gara (ed è il loro primo PP point in nove nella serie!). Mike Richards realizza la bella rete d'apertura, togliendo il disco “di rapina” dal bastone di  Hjalmarsson dietro la gabbia prima di andare verso il goal ed appoggiare con un insidioso preciso backhand in fondo alla rete. Nonostante il suo primo goal nella serie Mike Richards non era soddisfatto della prestazione personale per i numerosi faceoff persi contro l'amico e rivale Jonathan Toews, poi perchè la linea di Toews ha costretto lui e compagni in spazi stretti e perlopiù nella zona neutra: “Non è stata la miglior gara della nostra linea ma non abbiamo giocato male, solo non abbiamo creato così tanto e con la stessa energia come nelle serie precedenti”. “Toews e Kane sono giocatori molto veloci, poi sono abili difensivamente. Non puoi trovare molto spazio contro di loro, si gioca molto in zona neutra ed i loro defender (Keith e Seabrook) vanno fuori ad aiutarli”. “E' stata una gara molto fisica, e finalmente abbiamo saputo segnare nei momenti giusti”. L'impressione è che in questa gara-4 Philadelphia abbia lavorato molto ad
 aprire gli spazi davanti a Niemi, ha cercato la gabbia e vinto gli scontri (driving the net, winning battles), e la cosa ha prodotto risultato. Viceversa i BlackHawks almeno per due terzi di gara hanno girato largo evitando il gioco semplice e diretto per tenersi fuori dalla battaglia.
Gli analisti NHL hanno messo in rilievo il gran lavoro fisico di Pronger su Bzfuglien e su Toews, gli avversari tentavano cariche su di lui, ma lui rendeva le cariche e creava gioco offensivo. “I BlackHawks erano fuori dal gioco, una squadra stava giocando ad Hockey mentre l'altra non era pronta: sono stati surclassati, non hanno lavorato, hanno perso gli scontri ed hanno perso dischi”. Poi notano come il cambiamento di attitudine di Chicago nel terzo periodo, fino a riaprire la gara dal 1-4 al 3-4, sia gran parte merito di Byfuglien più che del cambio tattico di inserire Andrew Ladd in prima linea con Jonathan Toews al posto di Patrick Kane. “Byfuglien ha trovato la misura per battagliare con Pronger davanti alla rete e lo ha allontanato dal gioco: “quando Chicago rinuncia a girare in tondo, rinuncia a giocare un gioco di disco e bastone, rinuncia alle finezze, e comincia a combattere ed a lavorare duro ed a giocare ad Hockey con la testa in  maniera semplice... allora può vincere la gara”. Insomma, tornando a Chicago i BlackHawks dovranno imparare dagli errori dei primi due tempi di gara-4 e ripartire da come hanno saputo reagire nel terzo tempo.

P.S.: un tifoso in un forum ha scritto: “Pronger is a brain ninja! He's completely in the heads of the Hawks players”. Vedremo se i BlackHawks riusciranno ad invertire la tendenza.

NOTA:  i giudizi e le interviste “tra virgolette” provengono da www.tsn.ca che ringraziamo.
 

Giovedì 3 Giugno

All'overtime i Flyers riaprono la corsa alla Stanley Cup

Grazie al successo in gara 3 arrivato con la reti di Giroux durante l'overtime i Philadelphia Flyers vincono la loro prima gara e riaprono la finale verso la Stanley Cup.  Il match vede subito i padroni di casa in avanti ma ancora una volta, come successo in gara 2, un grande Niemi salva più volte Chicago che però va vicinissima al vantaggio al 12' e solo il palo della porta di Leighton salva i Flyers. Il risultato si sblocca al 15' quando Niemi si salva per due volte ma capitola sul tocco del solito Briere che in power-play porta avanti i padroni di casa. In apertura del secondo periodo sono sempre i Flyers a farsi pericolosi ma improvviso arriva la rete del pareggio siglata da Keith con un gran tiro di prima intenzione che sorprende il goalie di Philadelphia. Al 29' sono ancora i padroni di casa a passare e ancora una volta la rete in superiorità numerica. Questa volta è Hartnell a superare Leino.

Sembra mettersi bene per Philadelphia ed invece a cavallo dei due tempi un micidiale uno-due dei Blackhawks porta Chicago addirittura avanti. Prima è Sopel a siglare il pareggio e poi è Kane a a siglare il vantaggio degli ospiti dopo 2'50" della terza frazione di gioco con un veloce contropiede.  La reazione di Philadelphia è subito incisiva e venti secondi più tardi arriva il pareggio siglato da Leino bravo a sfruttare un rimbalzo fortunato davanti la gabbia di Niemi.Trovato il pareggio i Flyers sfiora più volte la marcatura ma un grande Niemi diventa insuperabile.

Si va così all'overtime dove Giroux trova il guizzo vincente per superare il goalie di Chicago e portare la serie sul 2 a 1.

Mercoledì 2 Giugno

Primi movimenti di mercato in casa Canadiens in vista della prossima stagione
Paolo Callegari

Alcuni giorni dopo l'eliminazione, i canadiens dopo aver smaltito la delusione per il mancato accesso al Sogno, ma pure consapevoli d'aver disputato una buona stagione da voto sette, (classica via di mezzo tra il 5 della stagione regolare e un maestoso 9 per i grandiosi playoff ) si rimettevano al lavoro. In primis i dirigenti alla ricerca di nuovi talenti da lanciare nell'orbita professionistica; nella classica conferenza stampa di giornata, il direttore tecnico Pierre Gauthier, prima di commentare l'ultima stagione, annunciava l'acquisto del difensore Kyle Klubertanz, contratto di un anno per il difensore 24enne originario di Madison, nel Wisconsin, proviene dalla formazione svedese del Djurgardens, dove quest'anno si è imposto come il miglior difensore della prima lega svedese, raccogliendo 31 punti (12 reti e 19 assist) in 55 gare.

Difensore di stecca sinistra che nel 2004 era stato scelto al terzo round dalle papere di Anaheim, piccole apparizioni per il piccolo difensore americano che venne spedito al far team di Wisconsin nella WCHA, periodo in cui gli infortuni furono il corollario di molte stagioni, due anni fà finalmente al top potè confermare il proprio valore risultando il miglior difensore della lega; negli ultimi due anni ha giocato in Europa: l'anno scorso in Finlandia, prima linea con i TPS Turku e nell'ultima stagione la consacrazione in seria A svedese; giocatore forse troppo piccolo e tecnico per la Nhl, ma se avrà la necessaria costanza e la volontà di affermarsi, prevedo per lui un buon avvenire. Dopo l'annuncio del nuovo  acquisto, il direttore Pierre alle insistenti domande dei giornalisti sulla mancata qualificazione alla finale e sulla stagione canadiens in generale, dichiarava :" Cari giornalisti e tifosi, in questa stagione siamo partiti con 6 nuovi giocatori autonomi, in totale 39 giocatori hanno indossato la casacca tricolore e ben 19 hanno affrontato lo spauracchio Centre Bell per la prima volta, record storico per il nostro club, da queste semplici ma reali statistiche potete notare che la politica societaria è stata molto realistica e proiettata al futuro: classico colpo di spugna e ricominciamo!!! Il 4 dicembre in occasione del derby con Boston, siamo diventati la prima equipe professionistica nord americana a festeggiare i 100 anni d'attività, la sontuosa cerimonia ha visto la partecipazione dei migliori 100 giocatori canadiens della storia, tra cui giocatori leggendari come Beliveau, Roy, Ken Dryden e Guy Lafleur, al termine della cerimonia abbiamo festeggiato il ritiro della maglia e issato lo chandail di Emile Bouchard e Elmer Lach, serata e festeggiamenti che sono culminati con la tripletta di Cama nella vittoria per 5 a 1 con i Bruins. Periodo felice che fini con il brutto infortunio di Markov, tre mesi di assenza per il nostro fuoriclasse che costrinse i difensori ad un super lavoro, linee scombussolate e poca lucidità ci portarono alle ultime giornate con il fiatone, ma la classe dei nostri attaccanti regalarono la meritata qualificazione. Ottenuto il pass i nostri giocatori, riuscirono nonostante molte assenze a combattere alla pari con i Capitals e nelle ultime gare, recuperati i vari difensori riuscimmo ad ottenere la clamorosa e meritata qualificazione; nel turno successivo partivamo sfavoriti con i Pens, ma dopo le prime gare agguantate con un pizzico di fortuna, abbiamo giocato da collettivo infliggendo una sonora lezione ai più quotati avversari, ecco probabilmente la settima gara con i Pens ha dimostrato che il nostro team senza molti infortuni e con più esperienza avrebbe potuto ambire alla vittoria finale; purtroppo siamo arrivati in finale scarichi fisicamente, se la prima gara l'abbiamo regalata, nelle altre tre meritavamo sicuramente molto di più, ma alcuni nostri errori, certi giocatori in ombra (caro Pleka, Gionta e Kosti vi fischiano le orecchie?) e il loro portiere praticamente imbattibile hanno fatto il resto, nell'ultima a Philadelphia eravamo sulle ginocchia, nessuna reazione e lucidità zero hanno permesso ai nostri avversari il meritato accesso alla finale; chiaramente siamo dispiaciuti, con i Flyers a detta di tutti partivamo favoriti ma sinceramente eravamo a terra". Caro Pierre, che dire? Sono pienamente d'accordo su tutto!! Al termine dell'intervista il direttore annunciava la lista dei 22 giocatori ( 4 portieri, 6 difensori e 12 attaccanti) scelti per il primo camp di perfezionamento che si svolgerà questa settimana, entro fine mese si aggiungeranno altri 26 giocatori che usciranno dal draft di Los Angeles il 25 e 26 giugno.

Tra questi primi nomi spiccano volti conosciuti come Olivier Fortier centro dei Remparts, già presente l'anno scorso, Danni Kristo due presenze con la casacca tricolore, la coppia d'attacco Dumont e Philippe Levebvre che quest'anno ha fatto faville con Drummondville, team che fa il tris con la convocazione del forte difensore Marc Desnoyer autore in questa stagione di 20 reti, mentre tra i portieri spicca il nome di Thomas Baumle, proveniente dall'Ambri Piotta, il goalie 26enne proverà a convincere gli attenti e scrupolosi osservatori quebecois di meritare una chanche nell'hockey che conta.

Chicago passa sul 2-0

Chicago Blackhawks - Philadelphia Flyers 2-1
Nella notte (ore 2:00 svizzere) Chicago Blackhawks e Philadelphia Flyers hanno dato vita al secondo atto della finale di Stanley Cup. Il coach dei Flyers Peter Laviolette ha deciso di dare un'altra chance da titolare al portiere Michael Leighton che nella finale di Conference contro Montreal aveva giocato alla grande ma che in gara-1 dopo aver subito cinque reti era stato sostituito da Boucher. Pur giocando bene Leighton (24 parate) non ha potuto evitare la sconfitta della sua squadra per 2-1. L'uno-due decisivo di Chicago è arrivato verso la fine del secondo tempo quando nel giro di 28'' secondi
Hossa ed Eager hanno trafitto Leighton.

Inutile ai fini del risultato finale la reazione dei Flyers che nonostante il gol di Gagne hanno visto le proprie speranze spegnersi davanti alla serata positiva di Antti Niemi (32 parate).
I Chicago Blackhawks passano così a condurre la serie per 2-0.
Ora la sfida si sposta sul ghiaccio del Wachovia Center di Philadelphia dove mercoledì notte si disputerà gara-3.

Mercoledì 26 Maggio

Facendo un passo indietro analizziamo insieme al nostro Paolo Callegari le gare 4 a 5 della sfida tra Montreal e Philadelphia

GARA 4: Montreal-Philadelphia 0-3
Due giorni dopo i canadiens non ripetevano la grande prestazione che li aveva portati ad accorciare la serie, stessi giocatori ma gambe e testa da un'altra parte ecco spiegata l'incapacità degli attaccanti di battere san Leighton, forse l'obbligo di dover vincere a tutti i costi ha paralizzato le gambe tricolori, apparsi sin dall'inizio lenti e impacciati in fase di costruzione, al resto ci ha pensato la solita meravigliosa organizzazione Flyers, muraglia umana con 5 giocatori su tutti: il goalie Leighton, l'eterno difensore Pronger e gli attaccanti letali Briere-Gagnè e il ritrovato Carter. Questi motivi uniti alla sterilità di Kosti-Pleka e Gionta poco coadiuvati dai compagni hanno creato la terza sconfitta canadiens, ora le sorti della serie sono appese ad un filo, situazione che si ripete per la terza volta consecutiva, ma se con Washington giocarono a mille ed approfittarono della dabbenaggine Capitals, se a Pittsburgh un pizzico di fortuna e la migliore prestazione dell'anno permisero l'approdo in finale, in questa occasione sinceramente non vedo come possano ribaltare nuovamente la serie, troppo furbi-cinici gli avversari e poco lucidi i nostri...ma come si dice la speranza è l'ultima a morire!!! Ma ora veniamo al dettaglio della gara: canadiens che incoraggiati da un pubblico spettacolare partivano con le stesse linee di due sere prima, mentre gli ospiti recuperavano gli attaccanti Carter e Laperriere; purtroppo l'approccio alla gara era totalmente diverso, molti errori in disimpegno, poca velocità, difesa in affanno...motivi che permettevano ai Flyers di amministrare tranquillamente il gioco rendendosi pericolosi in più di una occasione, clamorosa quella a metà periodo che vedeva Gill salvare con uno spettacolare tuffo il disco che stava rotolando in rete. Nemmeno lo scampato pericolo e l'incitamento del pubblico svegliava i torpidi giocatori canadiens, solo nel finale Plekanec grazie ad una magia di Cama impensieriva Leighton. La frazione centrale vedeva sempre i Flyers condurre le danze, nulla di eccezionale ma bastava a costringere i canadiens sulla difensiva, dai e dai arrivava il premio alla migliore organizzazione Flyers, il "colpevole" era Giroux (ex diavolo rosso) che prima scherzava il fantasma Subban e poi lanciato in velocità beffava con uno splendido rovescio l'incolpevole Halak. La rete subita galvanizzava gli ospiti veri padroni del ghiaccio, e dopo dieici minuti arrivava il colpo del Ko, ancora un errore di Subban con la partecipazione di Maxim, dava via libera a Leino che superava Jaro, due a zero mortale che chiudeva la frazione centrale, periodo che ha visto i canadiens effettuare solo 1 dico un tiro in porta, nella loro centenaria storia solo in due occasioni i canadiens avevano prodotto la miseria di un tiro: nel lontano 1983 a Buffalo dove persero tre a zero e nel 1994 quando nonostante tutto vinsero a Boston 5 a 2. Il periodo finale vedeva i canadiens provare a ridurre lo svantaggio, ma le gambe legnose non permettevano un efficace pressing e di conseguenza ripartenze efficaci, solo nel finale Leighton veniva impegnato da Cama e Gomez, a due minuti dal termine Martin toglieva Halak per l'eventuale miracolo, ma l'ennesimo pasticcio difensivo permetteva l'empty net gol a Giroux, migliore uomo sul ghiaccio.

GARA 5: Philadelphia-Montreal 4-2 Il sogno è finito!!!
Il mattino della decisiva gara, Le Journal de Montreal usciva con questo titolo a nove colonne: "Difficile? Oui. Impossible? Absolument pas!" Letteralmente: difficile certo, ma non impossibile...Purtroppo i sogni canadiens si sono scontrati con la cruda realtà di un team psicologicamente a terra ma soprattutto senza forze, le due imprese alla settima gara con Washington e Pittsburgh hanno lasciato molte ruggini nelle gambe dei giocatori apparsi letteralmente stravolti dalla fatica, privi di mordente e incapaci di una pur minima reazione. Il vantaggio di Gionta dopo nemmeno un minuto veniva accolto in casa tricolore quasi come una sorpresa...Dopo la rete il coach Martin modificava le linee, inserendo Kosti con Cama e Pleka per dare più profondità e percussione all'attacco tricolore, che per tre minuti nonostante il ritmo lento riusciva a creare due occasioni da rete, ma dopo 5 minuti arrivava il fattaccio: in superiorità numerica i tricolori avevano l'occasione di dare la classica mazzata agli avversari, invece un attacco sterile e lento e una difesa allegra (assurda incomprensione tra Hamrlick e Jaro) permetteva al grande Richards di pareggiare rivitalizzando i Flyers. Da questo momento la gara si rivelava in discesa per i padroni di casa, abili ad addormentare il gioco e ripartire con le folate di Briere e Gagnè. Quando nella frazione centrale prima Asham poi Carter nel giro di due minuti segnavano due reti, anche il più sfegatato fans canadiens (sono tra questi..) capiva che i sogni di gloria erano finiti!!!! Il periodo finale vedeva gli stravolti canadiens accennare qualche timido tentativo di riscossa, ma le blande offensive non impensierivano più di tanto la difesa arancione, nemmeno la rete di Gomez serviva a tenere in vita il sogno, perchè gli ultimi dieci minuti vedevano i canadiens nonostante quattro minuti in power play, letteralmente paralizzati dalla stanchezza e incapaci di accennare al classico tentativo di rimonta, la rete finale di Carter in empty net gol era accolta in casa tricolore quasi come una liberazione.....La sirena finale vedeva i Flyers festeggiare giustamente l'ingresso alla finalissima, avversari i fortissimi e sorprendenti Chicago, favoriti d'obbligo...ma a questo punto vista la loro maestria collettiva prevedo una lunga serie!! Al termine della gara
il coach Martin comprensibilmente amareggiato, declinava l'intervista di rito, demandando il tutto al direttore generale Gauthier: " Peccato, dopo due serie vinte in modo fantastico credevamo nell'ingresso in finale, sono convinto che la nostra squadra fosse più forte dei Flyers ma la sconfitta alla quarta gara e la stanchezza finale sono stati elementi decisivi per la nostra eliminazione. Comunque sono soddisfatto, è stata una stagione positiva, siamo uno dei team più giovani e abbiamo lanciato alla ribalta alcuni prospetti interessanti, ora prenderemo due settimane di riflessione, poi decideremo con il coach le manovre necessarie per rendere più competitivo il nostro team. Dal primo luglio Pleka e i due portieri saranno free agent? Nessun problema, abbiamo già parlato con i loro agenti e sicuramente Pleka e Halak rimarranno con un nuovo contratto, per Price vedremo, inoltre quest'anno si libereranno alcuni grandi big e a quel punto saremo pronti con le nostre offerte (Nash e Thornton?)". Beh che dire, grazie direttore per le belle parole, la delusione è notevole, sinceramente speravo nella finale (sarò eretico ma sono sicuro che con Chicago, considerando il nostro gioco, avremmo vinto) comunque restano nella memoria due serie fantastiche dove ha vinto il gioco sia di Montreal che degli avversari, peccato che nelle ultime due gare le forze erano al minimo, sono mancati all'appello giocatori come Pleka-Kosti e Gionta che hanno nella velocità e potenza la loro forza, il loro apporto sarebbe stato determinante contro i Flyers, non una grandissima squadra, ma bensi un fantastico collettivo con alcuni big, e molte volte per vincere la Stanley servono "solo" queste due cose!!!
 

Nhl alla resa dei conti
Stefano Zappa

Come ormai saprete saranno i Chicago BlackHawks e i Philadelphia Flyers a contendersi la Stanley Cup 2010; i ragazzi di Windy City si sono sbarazzati in sole 4 gare degli Sharks, grazie alle giocate dei soliti noti: Capitan Toews e Patrick Kane che si trovano rispettivamente al 1° e 3° posto nella classifica punti dei playoff.

A fare il botto in questa post season, insieme ai denti lasciati sul ghiaccio da Duncan Keith, sono però le prestazioni dell’ala destra Dustin Byfuglien: il 25enne di Minneapolis ha infilato 3 winning goal nella serie contro San Josè e 1 in quella precedente contro Detroit e si sta rivelando come l’arma in più in un attacco comunque completo, considerando anche l’esperienza di Marian Hossa (riuscirà finalmente a conquistare la Coppa?) e John Madden e la concretezza di Bollard (5+5) e Versteeg (4+5). Per chiudere sulla semifinale,diciamo che anche quest’anno gli Sharks hanno lasciato la festa sul più bello: se vogliano mettere sul banco degli imputati un nome, e vogliamo farlo, personalmente proporrei quello di Danny Heatley, incapace di diventare leader come lo era ad Ottawa e di imprimere una sferzata ad un gruppo che andrà rifondato.

Nell’altra semifinale, i possenti giocatori di Philly hanno spezzato il sogno Canadiens,infrantosi sui guantoni del goalie Leighton ( e lo avevamo detto che poteva essere un fattore determinate della serie) che si porta a casa 3 shutout su 5 gare, e sui gol di Briere (9), Giroux (8) e Gagne (7) oltre ad un ritrovato Jeff Carter (4 + 1 in 6 apparizioni dopo l’infortunio). Su tutti svettano comunque le prestazioni di Mike Richards, dispensatore di assist (15), e  di Chris Pronger (4+10), ad un passo dal sogno Stanley  Cup e Capitano e simbolo di una squadra che fa di carattere e fisico d’acciaio la sua peculiarità. Ma lascio volentieri il resoconto approfondito sulla semifinale al buon Callegari.

Per quanto riguarda la Finale, non di solo attacco vivranno le protagoniste: il duello tra Leighton e il goalie di Chicago Niemi potrebbe decidere il destino della Coppa: su chi puntare? Sulla maturità acquisita passo passo in questa stagione dal finlandese di Chicago o sull’eroe venuto fuori dal nulla (causa infortunio del goalie titolare) di Philadelphia?

Facciamo adesso un po’ di storia: le ultime apparizioni in Stanley Cup per Flyers e Hawks sono state rispettivamente 1997 e 1992. Nel ’97 i Flyers dovettero inchinarsi ai RedWings, che da quel successo iniziarono poi la loro dinastia; allora Philly era famosa per la Legion of Doom, formata da Lindros-Renberg-LeClair, linea devastante che in 2 stagioni mise a segno 225 gol e 265 assist. In quei playoff la Legion mise a segno 26 gol e 32 assist trascinando i Flyers alla finale dove però vennero neutralizzati dalla difesa di Detroit, Nicklas Lidstrom in testa. In quella squadra militavano anche Brind’amour,la grazia, e Desjardins, la roccia. Ma non bastò, Detroit si impose in sole 4 gare ed iniziò da allora il dominio sul nuovo millennio.

Anche l’ultima apparizione di Chicago alla Finale si chiuse con uno sweep al passivo: 4 a 0 dai campioni uscenti di Pittsburgh ( quanti di noi si sono appassionati alla NHL con quei Pinguini?) e festa rimandata (ultima Stanley Cup per gli Hawks è datata 1961). Di quella squadra facevano parte il goalie Ed Belfour (la mia prima cards della Parkhurst), Chris Chelios e Jeremy Roenick oltre ad un certo Mickey Goulet. La squadra infilò 11 vittorie consecutive per raggiungere la Finale (record) ma si arrese all’immensità di quei Penguins, ben rappresentata da un certo Mario Lemieux.

 Sarà quindi tanta la polvere da togliere dalla teca di una delle 2 finaliste: Chicago la aspetta da 49 anni, i Flyers solo da 34; comunque andrà a finire, sarà uno spettacolo emozionante.

Martedì 25 Maggio

Chicago-Philadelphia sarà la finale per la Stanley Cup

  

Niente da fare per i Montreal Candiens che escono sconfitti anche in gara 5 dai Philadelphia Flyers e danno così addio al sogno Stanley Cup. Il risultato finale di 4 a 2 sono lascia scampo ai tricolori che dopo aver eliminato Washington e Pittsburgh si sono arresi a Briere e compagni non riuscendo mai a ritrovare nel corso della serie quell'hockey spumeggiante che gli aveva permesso di passare i primi turni dei play-off. Nella decisiva gara 5 Montreal a segno con Gionta e Gomez mentre per i Flyers sono andati a segno J.Carter (2), Richards e Asham.

Nell'altra finale di conference Chicago si è sbarazzata con un netto 4 a 0 degli  Sharks. In gara 4 il match è stato molto equilibrato con San Josè capace di andare avanti di due reti con Colture e Marleau ma inerme dinnanzi alla reazione dei Blackhawks nel secondo periodo quando Seabrook e Bolland hanno impattato il risultato. La tensione sale nel terzo  decisivo periodo. Gli Sharks vanno vicini al colpaccio colpendo con l'ex Davos Joe Thorton una clamorosa traversa ma devo poi arrendersi nel finale al power-play vincente finalizzato da Byfuglien e alla rete del definitivo 4 a 2 realizzata da Versteeg.

Sabato 22 Maggio

Flyers avanti 2 a 1 nella serie
Paolo Callegari

GARA UNO  Philadelphia-Montreal 6-0 che batosta!!
I tre giorni di riposo congelavano l'ardore e la fame di vittorie dei canadiens, che dopo un primo tempo dominato ma chiuso in svantaggio, rientravano sul ghiaccio da "puri fantasmi", attacco arancione che faceva il bello e cattivo tempo contro le belle statuine tricolori, mai visti tanti errori del genere.. a partire dall'attacco evanescente e mai partecipe, dai centri che non aiutavano in difesa, per finire ad Halak non certo al top dei suoi livelli ed a una difesa autrice di svarioni stile oratorio e di stupidi falli di   reazione che costavano alcune penalità pagate a caro prezzo. Con tutte queste vicissitudini la gara non poteva che finire con il classico risultato tennistico, la più brutta batosta della stagione per i canadiens, unica consolazione è la classica frase "troppo brutti per essere veri"!!! Gara che vedeva il coach Martin confermare le linee che avevano espugnato e entusiasmato la Mellon Arena solo tre giorni prima: in porta Halak, difesa con Spacek-Gorges, Hamrlick-Gill e Bergeron-Subban, attacco con Cama-Gionta-Kosti e in seconda linea Pouliot-Gomez e Moen; gara che iniziava con i canadiens all'attacco ma le loro percussioni offensive venivano annullate dalla grande difesa Flyers "complice" il goalie Leighton.

Al terzo minuto arrivava il fattaccio...un tiro dalla blu di Leino trovava il rimpallo di Briere davanti a Halak, deviazione che favoriva Coburn nettamente nell'area piccola che sul rebound portava in vantaggio i padroni di casa, rete contestata energicamente dai tricolori ma dopo numerose riprese televisive veniva clamorosamente confermata. In svantaggio, i canadiens alzavano il ritmo assediando per tutto il primo periodo la gabbia di Leighton, purtroppo i tiri di Pleka, Gionta, Kosti, Gomez e Moen si fermavano davanti al muto Leighton autore di numerosi miracoli., primo periodo chiuso "stranamente" sul vantaggio Flyers, e dal primo minuto della frazione centrale iniziava un'altra gara...dopo 30 secondi subivano la seconda rete di van Riemsdyk, da questo momento i canadiens cercando il pareggio, si lanciavano scriteriatamente in avanti concedendo enormi varchi a Briere e Gagnè, autentici maestri del contropiede, che complici due superiorità numeriche nel giro di 9 minuti portavano il risultato sul netto 4 a 0!!! Gara finita...e canadiens letteralmente amorfi e stralunati nei vari reparti, i restanti minuti servivano solo al pubblico che..festeggiava altre due reti per un sei a zero clamoroso ma sinceramente non veritiero!! Al termine della gara il coach Martin sconsolato dichiarava:" Nel primo periodo abbiamo giocato in profondità e direi anche bene, purtroppo la rete non è arrivata, dopo siamo scesi sul ghiaccio privi della necessaria concentrazione, non abbiamo giocato da squadra, la nostra difesa è rimasta priva della necessaria copertura e siamo andati in tilt, Jaro questa sera non era al top ma non è solo colpa sua, tutta la squadra non ha difeso e giocato come sa fare, questa partita mi sembra la fotocopia della prima a Pittsburgh ma in peggio...ma voglio essere ottimista perchè nella seconda gara mi aspetto una grande reazione dai ragazzi"!!!

GARA DUE  Philadelphia-Montreal 3-0 la sfortuna è con Noi!!
Nella seconda gara il coach Martin perdeva in allenamento Pouliot, indurimento del muscolo, questa improvvisa assenza costringeva Martin a modificare le linee, confermato Halak in porta, difesa con Hamrlick-Subban, Gill-Gorges e Bergeron-Spacek; in avanti partiva con Cama-Pleka-Kosti, inseriva Moen in seconda accanto a Gomez-Gionta, per finire con Pyatt-Moore-Lapierre e S.Kosti-Metropolit-Darche, dalla conformazione delle linee si notava chiaramente la volontà del coach d'avere una terza linea difensiva molto propensa all'attacco per cercare di aggirare la linea Maginot Flyers. Tattica che aveva successo ma...mancava all'appello la "signora rete", perchè il mostro Leighton aiutato anche da due pali riusciva a mantenere inviolata la sua porta, mentre i padroni di casa sfruttavano una delle poche chanche in superiorità numerica per chiudere clamorosamente in vantaggio la prima frazione, ottimo gioco-grandi tiri ma qua
ndo si trova un goalie cosi cosa si può fare?

 

La frazione centrale si apriva sempre con i canadiens all'attacco, ma subentrava il nervosismo dovuto all'incapacità di battere San Leighton (stà eguagliando le performance di Giguere all'epoca vincitore con le papere e di Fleury l'anno scorso con i pens, e questo mi preoccupà..), era un dominio sinceramente sterile che vedeva le offensive canadiens scontrarsi contro il classico muro, inoltre alcuni giocatori importanti (vedi Cama, Gionta e Gomez) si ostinavamo a giocare contro il mondo intero e non più da collettivo, aiutando di fatto il muro compatto Flyers, padroni di casa che sfruttavano il secondo power play della serata con lo scaltro Gagne abile a sorprendere Halak. Assurdo due a zero e fine del secondo periodo. Il periodo finale vedeva i canadiens grintosi nel cercare di riaprire la partita, ma nemmeno tre power play consecutivi riuscivano a spalancare il risultato, ancora un grande Leighton (arrivato a 68 parate consecutive in due gare, pazzesco) e una difesa meravigliosa (grande Pronger) lasciavano il risultato immutato, questo era l'ultimo fuoco di paglia tricolore, perchè dal nono minuto in poi calavano di ritmo lasciando la completa amministrazione del gioco agli arancioni, che con Leino, complice un Halak disattento siglavano il definitivo tre a zero. Al termine della gara uno sconsolato Gionta dichiarava:" al termine della gara qualche mio compagno ha avuto la tentazione di spaccare "tutto", se nella prima gara avevamo giocato solo 20 minuti, questa sera abbiamo fatto il possibile per riaprire la gara, gioco in profondità-numerose occasioni-ritmo intenso-tantissimi tiri e pochi pericoli, più di cosi sinceramente non sappiamo che fare, al termine eravamo sconsolati nel vedere tutte le nostre iniziative bloccate da un grandissimo portiere, brucia perdere in questo modo, ma ora coraggio bisogna pensare ai due prossimi incontri al Centre Bell, davanti al nostro pubblico non possiamo fallire e sono sicuro che se riusciremo a violare la porta di Leighton la gara sarà in discesa". Speriamo caro Brian, chiaramente hai ragione, un goalie cosi in questo momento è imbattibile, ma l'urlo del Centre Bell e forse una precisione maggiore dei tuoi compagni permetterà di riaprire la serie.

GARA TRE Montreal-Philadelphia 5-1 Finalmente!!
La vigilia veniva offuscata dalla ricaduta di Markov, il grande difensore il giorno prima della gara scendeva sul ghiaccio nell'estremo tentativo di poter offrire le sue capacità almeno nella seconda gara casalinga, purtroppo una ricaduta brutale lo costringevano all'immediato soccorso-intervento all'ospedale di Montreal, diagnosi scontata: rottura del legamento crociato e prognosi di 6 mesi per il fuoriclasse russo!!! Il giorno dopo subiva con successo l'intervento chirurgico ai legamenti crociati anteriori, prognosi confermata di sei mesi e spogliatoio chiaramente attonito nell'apprendere la brutta notizia... Ma nonostante la brutta notizia, le parole pronunciate il giorno prima da Gionta si rivelavano profetiche (l'importante sarà segnare la prima rete a Leighton e dopo tutto sarà più facile per noi) perchè dopo 127 lunghissimi minuti Leighton capitolava sul tiro di Cama, boato pazzesco del Centre Bell e giocatori impazziti e liberati psicologicamente da un incubo che li stava ossessionando!!! Ma dopo l'estasi torniamo all'inizio...Gara che vedeva il coach Martin recuperare l'importante Pouliot riproponendo la linea Gomez-Gionta-Pouliot e il ritorno sul ghiaccio di O'Byrne che veniva schierato in terza linea difensiva con Spacek per rendere più equilibrata la difesa, terza linea composta da Pyatt-Moore e Lapierre, la nomino perchè sarà quella decisiva. Gara che iniziava con i canadiens molto attenti a non scoprirsi, le beffe dei primi due incontri si facevano sentire nella mente dei giocatori, partita noiosa e attendistica in attesa del classico colpo ad effetto...e chi meglio di Cama poteva effettuare questo exploit? La rete tanto attesa arrivava al settimo minuto, quando Cama approfittava di un rimbalzo alla balaustra per infilare in diagonale Leighton, rete che veniva accolta in modo pazzesco dai giocatori e dal pubblico canadiens, uno a zero e liberazione psicologica per un team che iniziava ad avere qualche problema in attacco...

Vantaggio che scioglieva i canadiens, liberi mentalmente regalavano spettacolo puro al Centre Bell e a milioni di fans incollati alla televisione, e cosi arrivava anche la seconda rete realizzata da Pyatt che con i compagni Moore-Lapierre erano gli autentici protagonisti di questo inizio. Dopo la rete una carica pazzesca dell'indemoniato Lapierre su Coburn faceva esplodere i 23.000 fans tricolori, carica che voleva dire una cosa sola:"Ehi amico, ecco cosa ti aspetta l'inferno puro!!!". Periodo che si chiudeva con i canadiens in doppia superiorità numerica e all'inizio della frazione arrivava la terza rete di Moore, e dopo pochi minuti la quarta...questa volta toccava a Gionta battere Leighton dopo essersi divorato due occasioni. Sul quattro a zero i canadiens abbassavano il ritmo infernale, cercando di controllare la gara, nemmeno la rete di Gagne impensieriva la difesa tricolore che aveva in Subban e Hamrlick gli autentici dominatori dell'area, l'apoteosi finale era di Bergeron che con un missile dalla blu chiudeva la gara. Al termine Gomez festante dichiarava:" Brian aveva ragione, eravamo bloccati psicologicamente, serviva solo una rete e poi tutto più facile, negli altri due incontri vedevamo il classico fantasma enorme davanti alla porta, parava l'impossibile e tutti i nostri tentativi erano vani, ora forza domani sera dovremo assolutamente impattare la serie": Si caro Scott hai proprio ragione, domani sarà decisiva, bisognerà essere cinici, attenti in difesa contro una squadra non fenomenale ma che ha il merito di sfruttare sempre gli errori altrui.

Lunedì 17 Maggio

Montreal-Philadelphia, la nostra presentazione
Paolo Callegari

Dopo aver recuperato tre match ball ai Capitals e due ai campioni in carica di Pittsburgh, i canadiens aspettavano con ansia di conoscere l'avversario per la finale di Conference, tutti si auguravano i Bruins per una riedizione delle finali degli anni ottanta (e anche perchè avremmo avuto teoricamente vita facile viste le 5 vittorie in 6 gare), ma i cugini pur trovandosi in vantaggio di tre gare riuscivano clamorosamente a dilapidare il tesoro creato, lasciandosi beffare in casa propria alla settima gara; quindi sarà Flyers, team fisicamente fortissimo e mai domo, in questa stagione gli scontri diretti sono in parità. 

Gare estremamente fisiche dove i tricolori hanno risposto alla potenza fisica con una maggiore velocità e classe individuale, ecco questo sarà l'interrogativo e probabilmente l'elemento decisivo che farà pendere le sorti delle gare a favore di una delle due squadre: Canadiens che dovranno giocare in profondità per aggirare la fortissima difesa Flyers (per ora la meno battuta in questi playoff, grazie anche alla prima linea del professore Pronger, eccelso in difesa ma attualmente grandioso in attacco, vedi le sette reti realizzate e al compagno Timonen, duo affiatato e quasi imperforabile), nessun lancio scriteriato alla balaustra perchè i nostri prodi ne uscirebbero con le ossa rotte, velocità-agilità e percussioni rapide, ma in questo caso siamo messi abbastanza bene visto le prestazioni sempre più convincenti dei vari giocatori, con un Halak stratosferico, la difesa che nonostante l'assenza di Markov (dovrebbe rientrare per la prima gara a Montreal) ha resistito prima al "mostro" russo poi quasi annullato Crosby, dovrà cercare di limitare le avanzate del "maestro" Richard abile nel distribuire assist a volontà per gli scaltri Gagnè e Briere, ma attenzione anche alla seconda linea con l'ex diavolo rosso Giroux-Laperriere e la roccia Hartnell (prevedo già un gran pugilato tra lui e il nostro Gill) e il terribile Carcillo classificatosi al quarto posto nella lega come minuti di penalità (ben 270).

A queste due linee monstre noi risponderemo chiaramente con l'esperienza di Gionta, la regia di Pleka, le percussioni di Kosti e Pouliot, le avanzate a sorpresa di Moen e Bergeron, l'autorità di Maxim e...ne manca uno... certo il grande Cama, autore sinora di 12 reti in questi playoff, risultato che l'ha inserito di prepotenza nel libro dei record canadiens. Le sue dodici realizzazioni gli hanno permesso di raggiungere mostri sacri come Maurice Richard, Jean Béliveau, Bernard Geoffrion, Marcel Bonin, Frank Mahovlich e per ultimo l'angelo biondo Guy Lafleur; ancora tre reti e raggiungerà Yvan Cournoyer, recordmen assoluto nel 1973 quando i canadiens batterono Boston alla quinta partita. Canadiens che incontrano per la quinta volta i Flyers, sinora abbiamo vinto in tre occasioni ma le due perse sono rimaste impresse, vedi quella del 1976 e l'ultima di due anni fà quando pur avendo il vantaggio del fattore campo riuscirono a toglierci la soddisfazione di arrivare in finale, bene ragazzi ora è arrivato il momento di rifarci e infliggere la classica lezione di gioco ai quebecois Briere, Gagnè e Pronger.

Sabato 15 Maggio

FLYERS NELLA STORIA, MONTREAL VUOLE TORNARCI

Stefano Zappa 

La stagione NHL ha espresso le finaliste delle 2 conference: mentre ad Ovest Chicago, grazie all’esplosione dei suoi gioielli Toews e Sharp, ha dato vita ad una serie equilibrata contro Vancouver e San Josè ha liquidato senza problemi i Red Wings, sulla costa atlantica si sono scritte delle pagine epiche di hockey. I Canadiens, dopo aver fatto fuori Ovechkin e soci, si ripetono ed in 7 gare eliminano  i campioni in carica di Pittsburgh, con buona pace di Crosby e di chi sognava una storica doppietta. Ma la vera sorpresa la riservano i Philadelphia Flyers: sotto per 3 a 0 dopo le prime 3 sfide contro i Bruins, Philly recupera l’infortunato Simon Gagne dando inizio ad una storica rimonta, riuscita solo a Toronto nel’42 e agli Islanders nel ’75; semifinale vinta in gara 7 in casa Bruins e finale di Eastern Conference conquistata. Per rendere ancora più amara l’eliminazione di Boston, ricordo che in gara 7 i Bruins conducevano per 3 gol a 0 dopo 15’ di gioco…

Vediamo allora i TOP e i FLOP di queste semifinali

TOP EST: la copertina spetterebbe a tutti i Canadiens, ma mi sembra giusto rimarcare lo splendido stato di forma di Jaroslav Halak, 37 interventi in gara 7,  che mantiene una percentuale altissima di parate (0.933) e soli 2.4 gol incassati di media in questi playoff.  In attacco poi, al già lanciatissimo Cammalleri, si è aggiunto Brian Gionta (4 gol nella serie contro i Pens) oltre al solito Pleckanec. E’ comunque tutta la squadra che sembra aver chiaro gioco e obbiettivo che i tifosi hanno in testa. Abbiamo già parlato dei Flyers e di Simon Gagne (suo il gol in gara 4 all’overtime che ha di fatto riaperto la serie) e allora raccontiamo anche la storia del goalie Michael Leighton, entrato in gara 5 per sostituire l’infortunato Boucher: 14 parate e 0 gol subiti in quella partita; poi 52 interventi e 4 reti subite nelle successive 2 gare trascinano i Flyers in finale. E nella storia, insieme al loro coach Pat Laviolette

FLOP EST: chi perde ha sempre torto. Partendo da questo semplice comandamento è facile mettere alla berlina le delusioni della Eastern Conference; e ,se a livello di squadra, la palma va all’incredibile”impresa” di Boston, per le delusioni individuali dobbiamo rivolgerci all’altra semifinale dove Malkin e Crosby non riescono ad essere decisivi, vengono soffocati da Montreal e chiudono miseramente con un gol a testa e poco altro; ovviamente deludono anche gli altri pinguini, da Guerin (ultimo ad arrendersi) a Staal, da Kunitz a Letang così lontani dalla passata stagione tanto quanto Fleury, che aveva iniziato in maniera opaca i playoff  e li ha chiusi ancora peggio (.891).

Tornando per un secondo a Boston, le assenze pur pesanti di Sturm e Kreijci, non possono giustificare lo storico tracollo, così come non si può recriminare sulle scadenti prestazioni del giovane goalie Rask nelle ultime 4 gare (media di .890).

TOP OVEST: San Josè è in vacanza da 10 giorni, dopo l’ultima risicata vittoria sui RedWings (2 a 1) che è valsa comunque il 4 a 1 nella serie contro Detroit; Joe Pavelski si sta dimostrando il miglior cecchino degli Squali con 9 reti totali e 4 nelle semifinali. Le Ruote Alate si sono dimostrate sin troppo tenere, opponendo una fragile resistenza all’attacco californiano, con un Howard non all’altezza per difenderne la gabbia. Plauso comunque anche a Detroit che,in una stagione di transizione, ha fatto tutto quello che poteva. Una serie più gustosa è stata quella tra Chicago e Vancouver, vinta dagli ‘Hawks per 4 a 2; padroni della serie sono stati i ragazzi terribili di Chicago,primo fra tutti Jonathan Toews, leader nella classifica punti dei playoff (6+14). Nella serie contro il compagno di nazionale Luongo, il giovane Toews colleziona 4 gol e dispensa 7 assist, ben sfruttati da Patrick Kane e soprattutto da Dustyn Byfuglien, autore di 4 decisivi gol contro i Canucks. Meno puntuale al gol l’altro golden boy degli Hawks Patrick Kane (solo 2 centri). Se poi in porta Niemi resterà su questi livelli( .909%, 2,57 gol di media) la finale contro San Josès arà un gustoso antipasto della Stanley Cup.

FLOP OVEST: Vancuver si sveglia bruscamente dal sogno olimpico e torna a casa nell’anno che sembrava giusto per ritentare l’assalto alla Coppa, a distanza di circa 20 anni. Nessuna vittoria interna nella serie contro Chicago, Luongo para ad intermittenza, con il tracollo nel secondo periodo di gara 4 ed i Sedin che predicano nel deserto; capitale poi l’occasione sciupata in gara 2: avanti 1 a 0 nella serie con vittoria a Chicago, i Canucks conducono 2 a 1 al 6’ del terzo drittel con a disposizione un powerplay…com’è finita? 4 a 2 Chicago e tanti saluti.

Una curiosità per finire: mentre ad Ovest la sfida per l’accesso alla Stanley Cup si giocherà tra la prima e la seconda classificata della Conference, ad Est la sfida sarà tra la settima e l’ottava classificata della relativa Conference . 

Giovedì 13 Maggio

Super Halak, Montreal elimina i Penguins in gara 7

I Montreal Canadiens eliminano i Pittsburgh Penguins imponendosi per 5 a 2 alla Mellon Arena frutto di  una gara sensazionale  grazie ad un attacco prolifico e ad portiere che in questi play-off ha trovato un rendimento ed una continuità incredibile fornendo gara dopo gara prestazione sempre più convincenti e decisive. Ma è tutta la squadra ad aver preso fiducia dopo l'eliminazione dei Capitals, e ora superati Washington e Pittsburgh è logico che a Montreal si inizi a sognare concretamente alla conquista della Stanley. In gara 7 Canadiens vanno subito avanti dopo solo 32" complice un power-play a proprio favore, con Gionta (gran partita) che beffa con un tocco ravvicinato Fleury. Pittsburgh accusa il colpo e stenta a reagire con i tricolori vicinissimi ancora alla rete con Plekanec. Il gol del raddoppio comunque arriva grazie a Moore che al 14' gira alle spalle di un incerto Fleury un disco non controllato davanti allo slot da Gonchar. Sul doppio vantaggio di Montreal inizia la seconda frazione di gioco. Ci si aspetta la veemente reazione dei Penguins ed invece sono ancora i Canadiens a farla da padrone. Prima Cammalleri e poi Moen vanno a segno mandando in delirio i tifosi canadesi sugli spalti del Centre Bell, riempito per dare la possibilità di seguire con gli schermi giganti la gara.

Effetto contrario sul pubblico presente alla Mellon Arena, incredulo nel vedere ad un passo dall'eliminazione Crosby e compagni. Fleury viene richiamato in panchina per dare una scossa ai frastornati Penguins e il suo posto viene preso da Johnson. Il tentativo in effetti produce gli effetti sperati con Kunitz che accorcia le distanze al 28'. La rete da morale a Pittsburgh che finalmente reagisce creando diverse occasioni  fino al gol di Staal che di fatto riapre completamente la gara. La pressione dei penguins che asfissiante ad inizio terzo periodo e i canadiens sbandano paurosamente. Prima Malkin e poi Crosby hanno sulle loro stecche il disco buono ma un monumentale Halak si supera fermando con interventi mostruosi i due super campioni. Le occasioni non mancano ma è sempre il portiere slovacco a fare la differenza sul ghiaccio fermando con una grande intervento anche Letang. Così non è invece dall'altra parte del ghiaccio con Gionta che al 50' infila il disco del 5 a 2 sfruttando al meglio una superiorità numerica. La gara in pratica termina qui con i penguins incapaci di reagire anche perchè i tentativi di Staal e Crosby vengono nuovamente fermati dal grande Halak.

Per le strade di Montreal inizia una festa che andrà avanti per tutta la notte mentre il buio della notte accompagna il triste ritorno a casa dei tifosi dei Penguins

Philadelphia trascina Boston a gara 7
Vittoria davanti al pubblico di casa per i Flyers che superano per 2 a 1 i Bruins grazie alle parate di Leighton, decisivo nei momenti chiave del match. Philadelphia parte forte e al 6' passa con Richards bravo e fortunato a trovare sulla stecca il disco del vantaggio dopo un continuo batti e ribatti davanti la porta di Rask.

Sempre il portiere di Boston evita la capitolazione poco dopo sul tentativo di Carle. Con passare dei minuti i Bruins guadagnano ghiaccio e fioccano le occasioni ma un grande Leighton chiude la saracinesca. Rask non è da meno in apertura del secondo periodo quando i Flyers spingono alla ricerca del raddoppio. Il portiere si salva in tre circostanze con grandi interventi ma nulla può sulla conclusione del solito Briere che al 36' sigla il 2  a 0. Nel terzo periodo la pressione di Boston mette Leighton sotto grande pressione ma il portiere di Philadelphia è superlativo salvandosi da campione sulle conclusioni di Ryder, Recchi e Satan. Al 52' Leino ha la possibilità con un tiro di rigore di mandare agli archivi la gara ed invece la parata di Rask tiene accese le speranze di Boston che torna a farsi pericoloso con Savard al 58'. Ma è un minuto più tardi che finalmente i Bruins trovano la via della rete grazie al tocco sottoporta di Lucic che sfrutta la corta respinta del goalie di casa. Nell'ultimo minuto Boston prova a trovare il miracoloso pareggio ma non arrivano occasioni con la sirena finale che viene salutata con un boato dai festanti tifosi dei flyers.

Mercoledì 12 Maggio

Blackhawks in finale di Conference

Col il successo per 5 a 1 in gara 6, Chicago elimina Vancouver e vola in finale di Conference. Dopo un primo periodo chiuso senza marcature, per le grandi parate di Luongo da una parte e Niemi dall'altra, il match si decide nella seconda frazione di gioco dove Chicago va segno per tre volte, sfruttando la ballerina difesa dei Canucks.  Al 22' arriva la prima marcatura realizzata da Brouwer con una spettacolare deviazione sotto la traversa che sorprende il portiere di Vancouver. Passano solo 36" e arriva il raddoppio che gela il pubblico di casa: questa volta è Versteeg che infila Luongo dopo aver recuperato a centro pista un disco vagante malamente perso dal terzino dei Canucks. La tris è servito al 39' quando Bolland fugge tutto solo in inferiorità numerica e deposita il disco del 3 a 0 alle spalle di uno sconsolato Luongo.
La gara sembra chiusa ma Vancouver ha un sussulto ad inizio del terzo periodo. Prima è Niemi a salvarsi con un grande intervento, e poi è O'Brien a riaccendere le speranza canadesi andando a
segno al 43'. Ma la difesa dei Canucks lascia grandi spazi al contropiede di Chicago che inesorabilmente ne approfitta con Kane e Byfuglien che vanno a segno nel corso del 48 minuto chiudendo anticipatamente l'incontro.

Lunedì 10 Maggio

Vancouver vince a allunga la serie
Redazione

Grazie al successo in gara 5 per 4 a 1  i  Canucks allunga la serie costringendo Chicago a gara 6. Vittoria ancora più importante per Vancouverse si considera che è stata ottenuta sul ghiaccio dei Blackhawks con la possibilità di impattare la serie davanti ai propri tifosi. Pronti via e al primo tentativo gli ospiti sono già in vantaggio grazie ad un tiro di Ehrhoff che dalla blu beffa Niemi nell'occasione non proprio esente da colpe. La reazione di Chicago trova un Roberto Luongo in grande serata mentre dall'altra parte una spettacolare azione dei Canucks porta al 14' al raddoppio realizzato da Bieksa. Sempre Luongo è decisivo in apertura del secondo periodo mentre ancora una volta è determinate Bieksa che infila il 3 a0 con un gran tiro di prima intenzione. Chicago rischia ancora in contropiede di subire il poker canadese sia ne secondo che in apertura dell'ultimo periodo prima che Toews accorci le distanze riaccendendo il match con una spettacolare deviazione. I Blackhawks ci provano invano e nell'ultimi minuto di gioco arriva l'empty net goal di Burrows che rimanda l'esito della serie alle successive gare.

Domenica 9 Maggio

Sharks in finale di Conference, Penguins passano a condurre 3  a 2 sui Canadiens
Redazione
Due le gare emozionanti giocate nelle notte che hanno visto le vittorie di San Josè e di Pittsburgh, entrambe con il risultato di 2 a 1. Gli Sharks davanti al loro pubblico hanno faticato non poco per superare Detroit passato in vantaggio  per la rete di Rafalski arrivata nei primi minuti del secondo periodo con una grande conclusione dalla distanza che ha infilato Nabokov. A pareggiare i conti c'ha pensato
Joe Thornton in power-play, con il numero 19 bravo a sfruttare al meglio una corta respinta di Howard e depositare nella porta vuota il disco dell'1 a 1.

 Rimesso in parità il risultato i padroni di casa hanno spinto ma le parate del goalie dei Red Wings hanno tenuto immutato il risultato a lungo. Anche quando nel terzo periodo Pavelski ha sparato alle stelle un tiro di rigore, la porta di Detroit è sembrata stregata. A sistemare le cose è invece arrivata una grande conclusione al volo di Marleau che superando Howard ha portato gli Sharks in finale di Conference.

Emozioni a non finire tra i Penguins e i Canadiens in una Mellon Arena tinta di bianco per l'occasione. I campioni i carica avuto non pochi problemi a venire a capo della resistenza di Montreal sorretta ancora una volta da un Halak a tratti insuperabile. Ci sono volute due grandi conclusioni dalla lunga distanza per superare il portierone slovacco che essendo coperto nell'occasione nulla ha potuto fare. Nel primo periodo è Letang in power-play a regalare il vantaggio ai Penguins mentre nel secondo è l'inossidabile Gochar ad infilare il missile del 2 a 0.

Ma Montreal ha molto da recriminare specie in apertura della seconda frazione di gioco dove la sfortuna (un palo clamoroso in mischia) e un Fleury superlativo hanno impedito ai Canadiens di raggiungere il meritato pareggio. Inutile a 31" dalla sirena finale la rete in power-play di Cammalleri che ha solo reso più elettrizzanti gli ultimi secondi. Pittsburgh vince e passa a condurre, per Montreal ora è vietato sbagliare.

 

hanno così eliminato i Detroit Red Wings in sole cinque gare

Venerdì 30 Aprile

I verdetti del primo turno di play-off: vincitori e vinti
Stefano Zappa

Il primo turno dei playoff della NHL è appena terminato lasciando sul ghiaccio (cioè a casa a vedere il resto della stagione in tv) vittime illustri e lanciando sotto le luci della ribalta nuovi eroi. Prima di tuffarci con le semifinali di Conference , si  è  iniziati  stanotte con San Josè vs Detroit, vediamo allora vincitori e vinti di questa prima scrematura

Vincitori Est: per il clamore suscitato dalle sue performance, il trono spetta a Jaroslav Halak, portierone dei Montreal Canadiens che, non proprio da solo ma quasi, mette alla porta Ovechkin e i suoi Capitals: 0.939% in 4 gare, 131 tiri parati negli ultimi 3 vittoriosi match degli Habs.

Con Mike Cammalleri (5+5) trascina tutti i tifosi dei tricolori in paradiso. Altro vincente, ma Lui è un predestinato, Sid Crosby (5+9): affonda Ottawa e accende il diesel targato Penguins. Se Geno ( Malkin, 4+4) lo segue, alla Mellon possono sperare nella doppietta. In attesa di un Fleury più incisivo (0.890%). Pure Philadelphia deve essere orgogliosa dei suoi Flyers: battuti i Devils, e con loro Martin Brodeur, in sole 5 gare, Richards (2+6) e soci firmano la seconda grande sorpresa della costa atlantica, lanciando Claude Giroux (4+2) tra gli uomini più decisivi della stagione (suo il gol decisivo per l’accesso ai playoff). Chiudiamo con Miro Satan: l’esperta ala slovacca (35 anni,è esperto,non anziano…) sigla 2 game winning gol e porta i Bruins in semifinale alle spese dei Sabres, sempre più lontani da quelli visti fino a Dicembre. Boston invece raddrizza una stagione iniziata malino grazie ad un collettivo straordinario (in questi playoff 4 giocatori con 2 reti e 2 con 3 marcature) ed un Tuukka Rask in piena ascesa (0.927%)

Sconfitti: clamorosa l’eliminazione dei Capitals, che subiscono la maledizione del President Trophy; Ovechkin non può fare miracoli (5+5) se poi in porta ci gioca uno come me (Theodore a casa dopo 2 gare con 0.875% , finisce la serie Varlamov con 908%). Stagione buttata per il russo, a becco asciutto anche a Vancouver 2010. Fallimento personale per Martin Brodeur che non sopperisce alla sterilità cronica dell’attacco Devils (9 gol in 5 gare) e anzi affossa i suoi con prestazioni mediocri  (0.881%). Anche lui esce scornato, ma con la medaglia d’oro al collo, dalle Olimpiadi. I 9 shutout stagionali sono un bel ricordo, così come il suo record assoluto. Altro portiere sotto tono è Ryan Miller, persosi dopo una buona Olimpiade: il goalie Usa è calato nella seconda metà della stagione, come tutta Buffalo, d’altronde. Giusta la mesta uscita per l’ex “portiere migliore del mondo” (R.Wilson).

Costa Ovest

Vincitori: i Chicago BlackHawks rischiamo grosso contro Nashville ma poi approdano in pompa magna alle semifinali:merito degli ultimi 15” di gara 4, quando i Preds erano avanti 4 a 3 ed in powerplay. Kane (4+3) segna un gol leggendario in sh e poi Hossa (1+6) chiude i conti all’overtime. Chicago chiude sul 4 a 1 grazie anche a Toews (2+6) e Sharp (3+4). In porta Niemi tiene duro (0.921%). Così come tengono duro i Canucks, reduci da una bellissima serie contro LA, chiusa 4 a 2. La Swedish connection punge anche nei playoff con Samuelsson (7+4) a guidare i Sedin (4+6 Daniel e 1+7 Henrik) e tutta Vancouver verso un sogno lungo 20 anni. Non benissimo Luongo (0.893) e la difesa ma onore anche ai Kings che dopo 8 anni escono a testa alta e con una certezza in più: Drew Doughty, il più giovane nazionale USA alle Olimpiadi,autore di 3 gol e 4 assist. Vincitori anche i Phoenix Coyotes e i Detroit RedWings: nella sfida incrociata passano le vecchie volpi di Motown, ma solo alla 7° partita dove esce l’esperienza di Zetterberg (6+5) e soci. Continua a non convincermi il goalie Howard, ma chi vince non si discute. Si chiude mestamente la miglior stagione dei Coyotes, che pagano 8 mesi giocati alla grande ed una sfida mentalmente difficile contro Detroit. Bene Lombardi (1+5) benissimo Wolski (4 reti) ma non basta. Speriamo che la franchigia resti in Arizona perché il calore del suo pubblico lo merita. Chiudiamo con gli Sharks? Ma no, una volta tanto hanno fatto il loro dovere.

 Sconfitti: ci metto solo Nashville, e per giunta solo i famosi ultimi 15” di gara 4 contro Chicago: ma come si fa a perdere una gara, e probabilmente la serie, per un gol subito in superirorità? Fuori casa? Con altri 4’ di powerplay non sfruttati. Una cosa da record,ma questa stagione NHL i record non li rispetta per niente    

Merveilleux...Canadiens storici e in semifinale!!!
Paolo Callegari

Merveilleux...cosi le Journal de Montreal apriva la prima pagina questa mattina, all'indomani della fantastica vittoria a Washington, successo che spalanca le porte delle semifinali, avversari i Pens dell'amico Crosby, serie che si preannuncia molto spettacolare e fortunatamente meno fisica...Anche in questo caso i canadiens partiranno leggermente svantaggiati, ma come dimostrato in questi playoff (vedi le uscite clamorose dei Devils e Buffalo) nulla è impossibile, se hai un grande portiere, una difesa pazzesca e attaccanti decisivi e grandi nel lavoro oscuro difensivo, tutto è lecito per la conquista del sogno, e ora azzardo l'ennesimo pronostico: chi mi aveva dato del pazzo, penso a molti tifosi "competenti" fans italiani.... quando avevo pronosticato la serie canadiens-capitals alla pari....ora dico: chi passerà tra i tricolori e i pens sarà già in finale di Stanley Cup, considerando che dall'altra parte sia Philadelphia che Boston sono sicuramente inferiori a queste due squadre!!!! Ma ora passiamo al racconto del delirio:

Prima gara: Wasgington-Montreal 2-3 s. Prima gara che ha visto i canadiens scendere sul ghiaccio con: Halak in porta, difesa composta da markov-Bergeron, Spacek-Hamrlick e Gill-Gorges, attacco con Cama-Pleka-Kosty, seconda linea con Pouliot-Gomez-Gionta, terza con Moen-Moore-S.Kosty per finire con Pyatt-Lapierre e Darche. Tricolori che sin dai primi minuti subivano la maggiore pressione e stazza fisica degli avversari, ma al dodicesimo un grande Camalleri sfruttando una superiorità numerica portava in vantaggio i canadiens, la reazione americana non si faceva attendere e dopo tre minuti Corvo in mischia regalava il pareggio ai padroni di casa. Gara bellissima con occasioni da ambo le parti ma goalie super nelle varie occasioni, uno a uno che si prolungava sino al periodo finale..quando i Capitals dopo nemmeno un minuto si portavano in vantaggio, rete che non demoralizzava i tricolori che assediavano la gabbia di Theodore che al settimo minuto capitolava sulla rete di Gionta, pareggio meritato per il gioco e le occasioni avute; due a due che portava le squadre al supplementare e...arrivava San Pleka che con un tiro di polso in diagonale faceva esultare i numerosi fans accorsi al Verizon Centre.

Seconda gara: Washington-Montreal 6-5 s. Sballato il vantaggio del fattore campo, i canadiens due giorni dopo dopo erano attesi dalla classica prova verità: ma nonostante una prova magistrale arrivò l'assurda sconfitta... dopo aver dominato il primo period chiuso solamente sul due a uno (reti di Gionta e Kosty grazie alla complicità di un Theodore in palla, immediatamente sostituito con Varlamov), la frazione centrale vedeva i tricolori padroni del ghiaccio, la doppietta di Kosty (grandioso e migliore in campo) suggellava al diciottesimo la supremazia canadiens, ma nel finale arrivava la rete di Backstrom (grazie ad una indecisione di Halak) che riapriva la partita, gara che nel periodo finale vedeva i padroni di casa scatenati, nel giro di pochi minuti riuscivano a pervenire al pareggio, quattro a quattro che non "disturbava" le menti canadiens, infatti Pleka da gran capitano riportava in vantaggio i mitici, che resistevano sino a un minuto dal termine quando in superiorità Carlson regalava i supplementari agli americani, periodo che durava solo 31 secondi perchè nuovamente Backstrom con una rete prodigiosa faceva impazzire i tifosi della capitale. Sconfitta assurda che veniva assorbita in malo modo dai giocatori canadiens, per l'occasione Gionta commentava" Noi siamo venuti a Washington con l'intenzione di vincere, purtroppo eravamo ad un passo dalla vittoria ma i capitals sono una equipe che non molla mai e hanno un attacco esplosivo, comunque queste due gare hanno dimostrato che sarà una serie molto equilibrata e che ce la giocheremo alla pari sino all'ultima partita" Caro Brian parole profetiche...avevi proprio ragione!!!!

Terza gara: Montreal-Washington 1-5 Canadiens che dopo aver ottenuto il vantaggio del fattore campo iniziavano la serie dei due incontri al Centre Bell, per l'occasione Martin doveva rinunciare a Spacek, infortunatosi nella gara precedente, assenza che si rivelava determinante per le sorti dell'incontro, dopo un primo periodo letteralmente dominato dai canadiens che trovavano il muro Varlamov, nella frazione centrale arrivava il balck out, alcune indecisioni di Halak (in seguito sostituito da Price), errori difensivi e l'attacco atomico capitals portavano gli ospiti a segnare quattro reti in 14 minuti, zero a quattro e gara virtualmente finita, a nulla serviva il carattere di Pleka e Gionta mai arrendevoli, la gara si chiudeva sul 5 a 1 per gli ospit.

Quarta gara: Montreal-Washington 3-6 Quarta gara che vedeva i canadiens all'appuntamento più importante: in svantaggio nella serie, questa gara casalinga aveva una valenza decisiva per le sorti della qualificazione. Per l'occasione il coach Martin riportava in porta Price tra qualche piccolo malumore del pubblico canadiens. Gara strana che ha visto i canadiens dominare gli avversari per circa due tempi, purtroppo le parate di Varlamov unite agli errori degli attaccanti, portavano le squadre sul due a due alla fine della frazione centrale. Il periodo conclusivo vedeva le due squadre molto accorte e chiuse in difesa, ci voleva il classico acuto del fuoriclasse...che arrivava all'undicesimo grazie al "mostro" Oveckin che partiva dalla metà area, superava Moen e tirava un missile che superava un Price forse poco attento, vantaggio che cambiava l'inerzia della gara perchè gli ospiti in contropiede allungavano con Chimera e Knuble, a nulla serviva la rete illusoria di Moore perchè a tredici secondi dal termine Bakstrom a porta vuota realizzava il sei a tre.

Quinta gara: Washington-Montreal 1-2 Tre match ball per i capitals ma...canadiens per nulla morti, infatti nella gara della vita i tricolori grazie ad una prestazione magistrale riuscivano ad ammutolire il "quasi" festante pubblico del Verizon Center, protagonisti della serata un super Cama, una difesa monstre con Markov superlativo, e un attacco ordinato e abile in contropiede. Dopo essere passati in vantaggio al primo minuto con Cama, i canadiens rispondevano colpo su colpo agli attacchi avversari, e in contropiede Moen con un colpo da volpe batteva Varlamov per il due a zero canadiens, rete che tramortiva i padroni di casa, che nel finale rischiavano la tera rete, tiro di Markov e palo clamoroso con Varlamov battuto. La frazione centrale si apriva con i capitals da consuetudine arrembanti, dai e dai arrivava la rete del "mostro" per un due a uno tutto da giocare. Periodo finale che vedeva Jaroslav letteralmente intrattabile....15 tiri pazzeschi parati alla grande regalavano il sogno di ritornare al Centre Bell. A fine gara Markov migliore sul ghiaccio commentava" Questa è una grande vittoria, abbiamo pattinato meglio dei nostri avversari, la nostra difesa è stata perfetta e gli attaccanti hanno svolto un lavoro d'interdizione monumentale, ora ritorniamo a casa nostra e l'aiuto del nostro pubblico penso ci aiuterà ad arrivare alla bella"

Sesta gara: Montreal-Washington 4-1 La gara della vita...e cosi fu!!! Davanti a 23.000 fans scatenati (tifo da stadi italiani, pazzesco da brividi!!) i canadiens con la new entry di Subban in difesa al posto dell'infortunato illustre Spacek partivano alla grande, grande maestro per l'occassione Cama che nell'arco di due minuti realizzava due fantastiche reti, pubblico in estasi e gioia momentanea per una regione letteralmente incollata alla diretta tv. Sul doppio vantaggio il coach Martin cambiava astutamente le linee, Pleka veniva spostato con Pouliot e Kosty, mentre Cama giostrava con Gionta e Gomez, linee accorte con Gomez e Pouliot molto dietro per dare man forte alla difesa, accorgimento importante che non dava punti di riferimento alla difesa capitals, tattica forse ostruzionistica ma che permetteva ai canadiens di rischiare poco o nulla. Ma il bello doveva ancora arrivare...perchè all'inizio della frazione centrale i capitals acceleravano alla grande e qui usciva Bat Man Halak, letteralmente imbattibile sui numerosi tentativi dei vari Oveckin, Bakstrom, Corvo e Semin. Frazione che si chiudeva sull'immutato doppio vantaggio grazie a Jaroslav, periodo finale che si apriva con i canadiens "stranamente" all'attacco, tattica esemplare per un team che non deve dimostrare soggezione e paura di fronte agli avversari, e al quarto minuto il futuro capitano Lapierre con un tiro magistrale faceva esplodere la polveriera Centre Bell, tre a zero e tutto finito? Nemmeno per sogno perchè i capitals da grande squadra assediavano letteralmente la gabbia di Halak, goalie che si rivelava mostruoso almeno in dieci occasioni, le sue parate venivano accolte con autentiche ovazioni dal pubblico casalingo, oramai convinto di aver trovato il "piccolo" erede del grande Roy, la rete di Fehr a 5 minuti dal termine dal termine turbava i sonni tricolori ma Sir Pleka in empty net gol a pochi secondi dal termine decretava la grande e meritata vittoria che portava i tricolori alla bella. Vittoira che porta i canadiens ad ottenere due record: mai nessuna squadra arrivata ottava aveva battuto la prima classifcata partendo dal'uno a tre e poi..poi Sir Jaroslav, 53 parate costituiscono un record per un portiere nei playoff, exploit che gli ha permesso di superare il grande Roy autore di 48 parate nel vittorioso debutto nell'ultima Stanley Cup per Montreal, e addirittura il big Ken Dryden che nel 1971 ottenne 51 parate al termine del tempo supplementare con Boston.
 

Gara sette: L'ESTASI!!!! Washingtron-Montreal 1-2

Dopo aver impattato con merito la serie, i canadiens ritornavano nella bolgia Verizon...e da grande squadra riuscivano a superare i fatidici primi dieci minuti, periodo che vedeva i padroni di casa letteralmente scatenati ma una difesa disposta alla grande da Martin e concentrata, concedeva poco o nulla all'attacco americano. Canadiens che giocavano da grande squadra: Halak sempre perfetto, difesa concentrata e pronta a ripartire con Hamrlick e Markov spettacolari, attacco poco appariscente ma grande nel lavoro oscuro nel rientrare in difesa, sempre micidiale nel ripartire in contropiede con Pleka abile in regia, Gionta tuttofare e abile sotto porta, Kosty vera mina vagante, Gomez poco appariscente ma decisivo nel collegamento tra i reparti e per finire Monsieur Lapierre vera anima della squadra. I suoi duelli con il "mostro", le sue ripartenze, la sua vivacità in attacco, ecco questi sono i piccoli grandi motivi di una qualificazione meritata in una serie dove i canadiens hanno confermato d'essere un collettivo migliore e più completo rispetto ai "forse" più quotati avversari. Gara iniziata con i capitals all'arrembaggio ma che trovavano un Halak grandioso, superati i primi minuti i canadiens ritrovavano il loro gioco insidiando più volte in contropiede la statica difesa americana, che all'ultimo minuto subiva la rete di Bergeron, tiro missile dalla blu. Frazione che si chiudeva sul meritato vantaggio canadiens, che all'inizio del periodo centrale avevano l'occasione di chiudere la gara, in superiorità numerica prima Gomez, poi Gionta davanti al portiere mancavano clamorosamente il colpo del ko, occasioni perse che ringalluzzivano i capitals che superata la paura ripartivano alla grande, la potenza fisica americana faceva la differenza, ne scaturivano molte occasioni tra cui una rete giustamente annullata a Oveckin per l'intromissione in zona blu del compagno Knuble, le proteste del coach capitals erano puerili e in stile italiano...ma caro coach li conosci i regolamenti? La rete aveva il potere di rinvigorire i canadiens, dopo gli ultimi minuti affrontati troppo passivamente, i tricolori reagivano alla grande sfiorando in contropiede il colpo magico. Colpo che arrivava al 4 minuti dal termine quando Moore recuperava un disco dalla blu e batteva di rovescio l'estereffatto Varlamov, due a zero e tifosi canadiens in delirio, ma il bello doveva ancora arrivare...prima l'illusione della rete annullata a Lapierre per invasione, poi perchè dopo un minuto Laich approfittando dell'unica piccola incertezza di Halak nelle ultime due partite, riapriva di fatto la partita; gli ultimi minuti complice una penalità ai danni di Moore veniva vissuta con trepidazione dai fans canadiens, sei contro quattro e secondi interminabili, ma la sirena finale confermava: VITTORIA e semifinale per la squadra non più forte ma sicuramente più completa e organizzata.

Ora un giorno di riposo e poi i Pens dell'amico Sidney, sarà una serie sicuramente spettacolare, due squadre che hanno nel gioco tecnico e di classe la loro arma migliore, nella stagione regolare abbiamo perso tre volte su quattro, ma sono sempre state gare equlibrate e considerando che in questi incontri mancavano Gionta, Markov e Pouliot sono diciamo fiducioso,,,comunque vada la stagione è positiva, abbiamo eliminato forse la squadra più antipatica e dura della Nhl e ciò basta e avanza, ora chiaramente non ci fermeremo perchè a questo punto il sogno si avvicina...E chissa mai magari ci ritroveremo ai primi giugno per.......

Domenica 25 Aprile

NHL: Cadono i primi verdetti

(www.hcapfans.ch) Mancano ancora alcune partita prima di avere i verdetti definitivi di questo primo turno di Playoff ma per il momento possono dormire sonni tranquilli i Philadelphia Flyers, i Pittsburgh Penguins e i San Josè Sharks già qualificati.

Eastern Conference
Contro ogni pronostico i Flyers (7° classificati) hanno battuto in sole cinque partite i New Jersey Devils (2°) che dovranno così digerire un'altra amara battuta d'arresto. I Devils nel momento topico della stagione non hanno saputo mostrare l'ottimo hockey che gli aveva permesso di classificarsi al secondo posto dietro l'armata Washington. Paradossale il fatto che dall'arrivo di Kovalchuck i Devils abbiano perso il loro gioco faticando in ogni partita. I Flyers dalla loro parte hanno avuto la meglio grazie al gioco di squadra sorretto dalle parate del sorprendente veterano Brian Boucher e ai punti di Mike Richards (2 gol e 6 assist).

Hanno faticato qualcosina di più i Pittsburgh Penguins (4°) per avere la meglio sugli Ottawa Senators (5°) ma un Crosby intrattabile (5 reti e 9 assist in 6 partite) ha permesso ai Penguins di superare per 4 partite a 2 i comunque ottimi Senators.
Ancora in bilico le sfide tra Boston Bruins (6°) e Buffalo Sabres (3°) con i Bruins a condurre la serie per 3-2. Grandi protagonisti finora i due portieri Tuuka Rask e Ryan Miller. In programma lunedì notte gara-6 che potrà decidere le sorti della serie.
Soprendentemente in difficoltà anche i Washington Capitals (1°) di Ovechkin che conducono sì la serie per 3-2 sui Montreal Canadiens (8°) ma hanno incontrato alcune difficoltà contro una squadra che annovera tra le sue fila giocatori di una certa esperienza come Scott Gomez, Mike Cammalleri e Brian Gionta. In porta Halak stà dando una possibilità ai suoi Canadiens di effettuare il colpaccio mentre a Washington dopo un'inizio così così Theodore ha lasciato il posto a Varlamov. Lunedì gara-6 si disputerà a Montreal e tutto può succedere.

Western Conference
Finalmente oseremmo dire i San Josè Sharks (1°) sono riusciti a superare il primo turno dopo le delusioni degli ultimi anni ed un paragone con il Berna ci può stare: che sia l'anno buono per Thornton e compagni?.A farne le spese i Colorado Avalanche che nonostente le ottime prestazioni sfoderate dal portiere Anderson sono stati sconfitti per 4-2 nella serie. Gli Avalanche dopo essersi qualificati nelle ultime giornate di RS nelle prime sfide della serie hanno fatto pensare al colpaccio ma l'esperienza accumulata dalle precedenti delusioni e la determinazione a passare il turno ha permesso agli Sharks di eliminare Colorado grazie anche ad un ritrovato Nabokov che nelle ultime partita ha fatto davvero la differenza.

Tutte equilibrate e sul 3-2 le altre tre serie di Playoff con i Vancouver Canucks (3°) che conducono sui Los Angeles Kings (6°) dopo esser stati in ritardo per 1-2 hanno saputo girare la serie grazie anche alla vena realizzativa dell'ex-Servette Mikael Samuelsson autore di 7 reti e 2 assist in sei partite. Per il momento ai Cancuks sono mancate le giocate dei gemelli Sedin veri trascinatori per tutta la RS. I Kings stanno pagano un poco l'inesperienza nei playoff visto che è la prima volta in 5 anni che si qualificano, ma l'ultima parola non è ancora detta, questa notte gara-6 in programma sul ghiaccio di LA.
Tutta da scrivere anche la storia tra Detroit Red Wings (5°) e i soprendenti Phoenix Coyotes (4°). La serie è 3-2 a favore di Detroit ma non è ancora finita visto la verve e la grinta dei Coyotes che hanno saputo mettere in difficoltà in ogni partita i Detroit che hanno saputo però utilizzare la loro esperienza per avere la meglio in tre dei cinque incontri. Stasera è in programma gara-6 che potrebbe decidere la serie o rinviare il verdetto a gara-7.
Nell'ultima sfida tra i Nashville Predators (7°) e i Chicago Blackhaws (2°) quest'ultimi hanno incontrato alcune difficoltà riuscendo però a condurre la serie per 3-2. I Chicago degli astri nascenti Kane e Toews non pensavano di aver così tante difficoltà contro i Predators e lunedì sarà in programma gara-6.

Mercoledì 21 Aprile

I risultati della notte
Redazione

Cinque le gare giocate nelle notte che hanno visto le vittorie di Pittsburgh e Philadephia che così si sono portate avanti 3 a 1 nelle rispettive serie contro Ottawa e New Jersey. Nelle altre tre gare successo sofferto degli Sharks che passano contro Colorado all'overtime grazie ad una rete di Pavelski. In precedenza squali in vantaggio dopo un minuto di gioco con una grande conclusione di Boyle ma raggiunti nel secondo periodo dalla deviazione vincente di Stastny in power-play.

Più agevoli i successi per Detroit e Nashville contro  Phoenix e Chicago. Per i Red Wings a segno per due volte Zetterberg e Datsyuk nella rotonda vittoria per 3 a 0 sui Coyotes. Bella affermazione casalinga dei Predators che escono alla distanza e si impongono per 4 a 1 contro i Blackhawks. Nel primo periodo padroni di di casa avanti al 13' con Ward ma raggiunti quattro minuti più tardi da Kopecky. Ma è nel secondo periodo che arriva il break decisivo che decide l'incontro. Prima Legwand e poi Weber vanno a segno dando a Nashville il doppio vantaggio al secondo intervallo. Negli ultimi venti minuti di gioco è Erat a siglare la rete del definitivo 4 a 1 che porta  i Predators avanti nella serie per 2 a 1.Per  San Jose e i  Red Wings le vittorie ottenute nella notte consentono invece di portarsi in perfetta partià ( 2 a 2) nelle rispettive serie