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Lunedì 28 Giugno

La Coppa Calder rimane a Chocolate Town, tana dei Bears

(Pino Donati) Tre gare giocate ad Austin e tre vittorie Bears che rovesciano la tendenza ed il punteggio. Siamo ora sul 2-3 per i campioni in carica di Hershey e si torna nella città del cioccolato per gara-6 che potrebbe dare ancora la coppa ai Bears. Dopo cinque gare combattutissime ed anche dure fisicamente, la carica emotiva comincia a venir meno tra i Texani. I loro difensori esperti, impegnati nel doppio ruolo di chiudere gli spazi ai molti attaccanti Bears di valore, e di costruire il gioco per un attacco non dirompente (ma superiore alle attese in molto uomini emersi proprio nei playoffs, ad immagine di Aaron Gagnon e Perttu Lindgren e Mathieu Beaudoin e Scott McCulloch e Travis Morin e Greg Rallo)... hanno cominciato a sentire la fatica, non riuscendo più a tamponare le folate offensive dei ringalluzziti Bears. Davanti ai loro fedeli 11 mila fans gli uomini di Hershey potevano sollevare la Calder Cup al cielo dopo una netta vittoria per 0-4. I due giovani difensori Carlsson ed Alzner (entrambi prime scelte di Washingto) marcavano le due reti del promo terzo dominato con un 17-4 nel tiro in goal. Ancora un difensore, Patrick McNeill, realizzava un goal per tempo nel secondo e terzo periodo, chiudendo la serie: i tentativi dei texani nel terzo conclusivo (10 tiri in goal) non potevano far riemergere la loro squadra.

Interessante notare che il molto promettente ala sinistra di seconda linea Chris Bourque si meritava il trofeo di MVP most valuable player per i Playoffs: cinque anni di professionismo per lui e quattro finali giocate con Hershey, tre volte vincitore della Coppa nel 2006 e 2009 ed ora nel 2010! Il 24-enne figlio di Ray Bourque è un giocatore molto veloce e determinato, ma non sembra bastare per Washington in NHL. Da notare che ben 11 giocatori di Hershey hanno giocato a rotazione gare con l'associata NHL Washington Capitals, ma nessuno ancora sembra essere ritenuto “da promuovere”. Vedremo poi nel camp di fine estate.

Ci risentiamo per qualche più dettagliata analisi della vincitrice e per movimenti di mercato. Grazie a tutti voi.

Giovedì 24 Giugno

... i Bears di Hershey DEVONO reagire

(Pino Donati) Siamo dunque ad Austin-Texas con la squadra locale in vantaggio per due gare a zero. Le cose si mettono subito bene per gli Stars che convincono e chiudono in vantaggio il primo periodo per tre reti ad una. I campioni di Hershey paiono dunque in netta difficoltà e non riescono a trovare il bandolo della matassa. La serie pare avviata ad un monologo della squadra del Texas, forte di tre gare da giocare consecutivamente sul ghiaccio amico.

Ma come può essere che i giocatori della Pennsilvania, che avevano chiuso la stagione regolare col record di 123 punti in classifica, col record di 60 vittorie in 80 gare, col miglior attacco a 342 goal, con la seconda miglior difesa a 198 goal, con ben quattro elementi nei primi quindici scorer della Lega, con il centro 31-enne Keith Aucoin e il 29-enne ala sinistra Alexandr Giroux primo e secondo... come è possibile che cedano le armi senza lottare? Avevano sì mostrato qualche segno di deconcentrazione nei primi turni di Playoffs con ben otto gare finite all'overtime e nove recuperate nel terzo periodo, ma venire rullati in finale sarebbe francamente troppo. E qualcosa cambia nel secondo terzo di gara-3, i texani forse si rilassano un po', vedendosi vicini alla terza vittoria ed alla Coppa... i Bears sono con le spalle al muro, così il coach decide di promuovere il fortissimo 24-enne ala sinistra Chris Bourque in prima linea con Aucoin e Gordon, togliendo lo scorer principe Alexandr Giroux (50 goal in 69 gare di stagione regolare, ma un po' bloccato già dalla semifinale contro Manchester). La mossa è finalmente pagante, Hershey ritrova l'aggressività offensiva che pareva perduta, riescono a realizzare in power play un goal dopo ben 16 tentativi falliti, e porta via la vittoria per 6-3 con due reti del prima linea ala destra Andrew Gordon imbeccato da Aucoin, più due reti del promettentissimo (ma piccolino) 22-enne Mathieu Perreault e due anche per l'esperto centro di seconda linea Kyle Wilson.

Si va a gara-4 con prospettive ora diverse. La gara è molto stretta con le due squadre tese a tenere basso il punteggio, soprattutto i Texani che cominciano a “vedere” meno la gabbia avversaria. Siamo sul 2-2 a pochi minuti dal termine quando i Bears si conquistano un power play. Mancano due soli minuti quando il top prospect NHL John Carlson – 1990 – gonfia la rete del portiere Matt Climie deviando davanti la gabbia un centro di Keith Aucoin. Sul disperato assalto a porta vuota è poi Alexandr Giroux a fissare il 4-2 definitivo a pochi secondi dalla sirena finale. La serie è così ora impattata sul 2-2 con la clamorosa rimonta esterna di Hershey, e con un risvegliato Giroux autore di due dei quattro goal.

Ancora energico ed attento il lavoro difensivo delle due squadre in gara-5, così che ancora il punteggio rimane strettissimo. Per la terza volta in queste tre gare casalinghe i Texas Stars passano a condurre in power play verso la metà del primo terzo di gioco con Aaron Gagnon, pronto a ribadire in rete una respinta di Michal Neuwirth da tiro di polso di Dan Jancevski. Solo dopo la metà del secondo periodo i Bears riescono a pareggiare: allo scadere di una penalità per gli Stars, Aucoin parte dalla difesa lanciando Chris Bourque; il suo passaggio nello slot viene messo in rete di prima intenzione da Bouchard. Il terzo tempo è giocato con grande intensità difensiva e nessun varco è lasciato agli attaccanti. Si va all'overtime nel quale i Bears paiono più propositivi. E' solo al 13' 28” che lo scorer Alexandr Giroux tiene in vita un disco saltellante e fa partire un preciso tiro di polso che si infila alle spalle del portiere texano Matt Climie. Ancora una gara fisicamente dura e difensivamente accorta, ma la squadra texana pare aver esaurito le risorse offensive (probabilmente il giovanissimo top prospect Jamie Benn non ne aveva più, dopo la sua prima stagione professionistica giocata interamente nelle fila di Dallas in NHL), mentre lo spento Giroux delle tre prime gare pare aver ritrovato entusiasmo e realiyya la sua 14-esima rete dei Playoffs dopo le 50 della regular season.

Mercoledì 16 Giugno

I Texas Stars verso la Calder Cup?
Pino Donati
 

La formazione dei Texas Stars affronta la serie finale per il titolo di Campione di American Hockey League i pluridecorati Hershey Bears, già vincitori per dieci volte (e di recente nel 2006 e 2009). La squadra Texana è stata costituita proprio nell'estate 2009 dall'organizzazione NHL di Dallas che due anni fa aveva rinunciato alla partnership durata circa tre anni con gli Iowa Stars, per poi trascorrere un anno senza squadra affiliata AHL e posizionare i propri giovani talenti in parte nei vicini Houston Aeros ed in parte nel campionato svedese. Nella stagione che si sta per chiudere i Texas Stars si sono avvalsi di molti giocatori che già avevano fatto parte del roster di Iowa ma che non hanno ancora avuto fortuna in NHL, più qualche elemento già esperto ma prelevato dal campionato minore di ECHL (una sorta di sviluppo a basso budget già provato con un certo successo da Houston lo scorso anno, particolarmente con Mathieu Beaudoin e Tony “the old man” Hrkac). I giovani talenti da sviluppare sono inseriti piuttosto in attacco dove l'età media è decisamente bassa (soli tre elementi sono nati prima del 1985) mentre la difesa presenta un gruppo di giocatori esperti ad immagine del veterano AHL Hutchinson, dell'ex Dallas Star Dan Janchevski, e degli altrettanto noti Garret Stafford con Maxime Fortunus. In porta gli Stars si avvalgono di due buoni portieri già svezzati e di grosse misure fisiche, Matt Climie e Brent Krahn. Durante la stagione regolare la squadra ha mostrato soprattutto impenetrabilità difensiva mentre l'attacco non ha evidenziato top scorers e posiziona il miglior elemento solo al 31-esimo rango della classifica (Aaron Gagnon – 1986 – 27 goal 31 assist in 78 gare) mentre non ne troviamo altri che oltre l' 80-esimo post. Nei Playoffs però giunge come rinforzo il giovane top prospect NHL Jamie Benn 1989, che ha disputato una intera buona stagione a Dallas. L'arrivo di Benn rivitalizza nei Playoffs anche altri giocatori sin qui piuttosto anonimi, Travis Morin, Mathieu Beaudoin, Greg Rallo, Raymond Sawada, e soprattutto Scott McCulloch con il finlandese Perttu Lindgren. La squadra si fa più equilibrata, diventa un Team legato e guidato dall'esperto capitano Landon Wilson che aveva disputato buona parte della scorsa stagione con Dallas in NHL. Grandissime le prestazioni delle Star del Texas soprattutto nella finale divisionale (battuti i Chicago Wolves in gara-7 sul ghiaccio esterno) e nella finale di West Conference (eliminati i Bulldogs di Hamilton risalendo dal 2-3 nella serie con due clamorose vittorie sul ghiaccio dei rivali).

Gli Stars di Austin-Tx si presentano all'atto finale contro una squadra che tradizionalmente è quasi imbattibile sul ghiaccio di casa, forte di un attacco sensazionale a livello AHL e di un portiere che dà sicurezza ai difensori piuttosto abili anche ad offendere. Gara-1 è molto molto chiusa, i Texani non danno spazio agli uomini di Hershey, Giroux e Keith Aucoin sembrano soffrire il marcamento aggressivo e non trovano spazi per lo scoring. La gara viene decisa dalla grande prestazione del goalie texano Matt Climie che sull'1-1 abbassa la saracinesca, prima che il 23-enne rookie Scott McCulloch si esibisca in un “numero” speciale: discesa lungo le assi, accentramento in diagonale, seminata la difesa Bears prima di entrare nello slot ed insaccare con un tiro di mano contraria.

Gara-2 ancora sul ghiaccio dei Bears è una contesa al calor bianco. Per la prima volta dopo 11 gare i Texas Stars si portano in vantaggio con Aaron Gagnon, rete pareggiata poco dopo da Steve Pinizzotto. Ancora le “stelle” in avanti con un gran tiro del defender Stafford nel secondo terzo di gioco, ed ancora Hershey pareggia con un tiro di prima intenzione scagliato da Bouchard, e siamo 2-2. Al terzo minuto dell'ultimo tempo Mathieu Beaudoin (ex Aero) riporta Texas in avanti infilando un centro-cross del compagno Perttu Lindgren. Grande reazione dei Bears che mettono sotto assedio la gabbia di Matt Climie e pervengono al goal del 3-3 verso la metà del tempo con Andrew Gordon che insacca riprendendo un rebound.

Ci si avvia al termine del tempo ed all’overtime quando è Travis Morin (che aveva giocato alcune gare nei Bears lo scorso anno, prima di essere rimandato in ECHL) ad essere pronto su un rebound da tiro di McCulloch. E' una sorta di sudden death per i padroni di casa di Hershey, che vedono cadere la loro proverbiale imbattibilità casalinga per la seconda volta in pochi giorni: siamo a soli 45” dal termine, ed il tempo non basta per un nuovo pareggio.

Si va ora per tre gare consecutive nel Texas, dove gli Stars potrebbero mantenere il momentum e riuscire nell'impresa di chiudere la serie e conquistare contro ogni previsione la Calder Cup!

Finale di Calder Cup 2010 in American Hockey League
Pino Donati
La notte del 3 Giugno vedeva l'inizio della serie finale di gare per la conquista della 74-esima Calder Cup di American Hockey League.
Possiamo definire diametralmente opposte le due squadre che si sono conquistate l'onore di competere per la Coppa. Gli Hershey Bears sono i Campioni in carica del 2009 ed una delle squadre più titolate nella storia di AHL, affiliati ai Washington Capitals di NHL dal 2005. I Texas Stars sono una squadra al primo anno di vita, in realtà prendono il posto degli Iowa Chops, si accasano ad Austin-Texas e vengono affiliati ai Dallas Stars di NHL. Gli Hershey Bears sono nelle gare finali per la quarta volta negli ultimi cinque anni (vittoriosi anche nel 2006 contro i Milwaukee Admirals della coppia Darren Haydar-Simon Gamache), dopo una regular season condotta alla grande con ben 60 gare vinte e 123 punti totalizzati, primi assoluti della Lega. Buono anche il Campionato degli Stars, con 46 vittorie e 99 punti sono sesti assoluti e secondi nella West Division dietro i Chicago Wolves. Nel percorso dei Playoffs le due squadre divergono: Hershey realizza 12  vittorie contro sole tre sconfitte nelle serie vinte contro Bridgeport Sound Tigers, Albany River Rats, e Manchester Monarchs (in ben nove gare hanno però ribaltato il risultato nel terzo periodo di gioco, e ben otto volte sono stati condotti agli overtime); i Texas Stars invece, dopo una vittoria in sole quattro gare contro Rockford (affiliata Chicago BlackHawks), sono riusciti a ribaltare il punteggio in due incredibili gare-7 sul ghiaccio dei Chicago Wolves (affiliati Atlanta) e degli Hamilton Bulldogs (affiliati Montreal). Sono una squadra veramente unita e determinata quella texana, squadra non particolarmente dotata di stelle in avanti (ad eccezione del top prospect NHL Jamie Benn giunto da Dallas nella post season ed autore di ben 16 goal ed 8 assist in 18 gare sin qui disputate) ma ricca di esperienza in difesa con in particolare Jancevski, Stafford, Hutchinson e Fortunus, solidi blueliner che assicurano parecchi punti oltre alla copertura
 difensiva. Anche il capitano Landon Wilson (ex Davos e Lugano) si distingue in questa squadra per leadership ed esperienza, mentre il problema del forte portiere Krahn pare superato con le ottime prove di Matt Climie che gli è subentrato nei Playoffs. Se guardiamo agli Hershey Bears troviamo invece una squadra più equilibrata nei reparti, pur se non si può certo essere ciechi e ignorare la loro formidabile forza d'urto offensiva: non solo la più dinamica e produttiva coppia degli ultimi due anni (Alexandre Giroux e Keith Aucoin hanno realizzato 203 goal e 290 assist per 403 punti totali nelle ultime 197 gare della loro squadra, pur avendo alcune presenze in NHL a Washington), ma anche il loro partner Andrew Gordon, e poi Kyle Wilson e due giocatori in orbita NHL come Chris Bourque e Mathieu Perreault. La squadra non è sostanzialmente mutata dallo scorso anno e mantiene davanti alla gabbia il portiere Neuwirth (MVP dei Playoffs 2009) ed alcuni forti  difensori come il capitano Bryan Helmer e Greg Amadio, più parecchi giovani promettenti tra i quali spiccano Karl Alzner (1988) ed il top prospect NHL John Carlson (1990). Giovani giocatori sono principalmente concentrati in attacco (per Texas) ed in difesa (per Hershey). Se guardiamo alle statistiche stagionali, miglior attacco, efficacia del power-play, efficacia del penalty-killing, solidità difensiva... dovremmo dare le maggiori chance di vittoria agli Hershey Bears. Tuttavia i difensori Stars appaiono forti sia nella fase di copertura sia nelle azioni di rilancio del gioco sia nella fase realizzativa stessa. Le due squadre non si sono mai incontrate durante la stagione regolare, così... ... intanto in gara-1 sul ghiaccio di Hershey i Texas Stars sono arrivati alla vittoria per 2-1 con una rete del rookie 23-enne Scott McCulloch in apertura di terzo periodo. Sorpresa!