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Pino Donati Anche la Calder Cup va in Pennsilvanya
Si andava al Giant Center di Hershey sull'1-1, per tre gare consecutive. Dopo i due incontri iniziali a Winnipeg l'equilibrio si era dunque spostato verso i Bears che sono quasi imbattibli tra le mura domestiche. Viceversa, per il loro ottimo assetto, i Moose venivano ricordati come la miglior squadra da trasferta in stagione regolare. Con due reti in power play nei primi due terzi dell'incontro (di Graham Mink e di Giroux) e con lo shut out del portiere Michal Neuwirth (il quarto dei Playoffs!) gli Hershey Bears conquistavano gara-3. Il sigillo del 21-enne Neuwirth si evidenzia nelle grandi salvate effettuate durante una doppia superiorità numerica dei Moose, e soprattutto per aver bloccato nel guantone un disco di Mario Bliznak in azione solitaria di rottura nei secondi iniziali del terzo periodo. Manitoba deve riflettere per aver sprecato ben cinque superiorità numeriche: normalmente il loro power play è parecchio efficace e ben giocato da tutti gli uomini d’attacco delle tre linee principali. Vittoria importante questa dei Bears perché spesso nella serie finale chi si porta sul 2-1 va poi a conquistare la Coppa. In entrambi i goal l'assist è di Staffan Kronwall, fratello minore del Kronwall dei Red Wings, mentre la rete a gabbia vuota è di Quintin Laing al suo rientro da una lunga sosta. Da notare che in questa gara i Bears recuperano due giocatori piuttosto importanti: oltre l'ala Quinting Laing, assente da febbraio, rientra il difensore Karl Alzner che fu quinta scelta assoluta nel Draft del 2007. Gara-4 viene giocata con estrema accortezza dalle due squadre, ma non si rinuncia certo ad attaccare perché entrambe conoscono la propria forza offensiva... poi è ovvio che Manitoba dovrà scoprirsi per cercare la necessaria vittoria esterna. Hershey tenta subito il colpo del KO nel primo periodo, ma sono i Moose a trovare la rete del vantaggio con una tiro di prima intenzione di Raymond Sawada appostato nello slot: il 24-enne rookie riceve un appoggio di Jason Jaffray dal cerchio d’ingaggio e fulmina Neuwirth sopra il guanto di presa. Sembra interessante notare la presenza di alcuni rookie di 24 e 25 anni nei Moose, ma anche in alcune altre formazioni di AHL... forse la minor presenza di buoni giocatori europei negli ultimi anni di Draft NHL ha limitato la scelta di talenti al punto di andarli a cercare tra giocatori di East Coast Hockey League? Vedremo se sarà una tendenza od un fenomeno passeggero. Nel secondo terzo i Moose spingono sull’acceleratore per provare a forzare i destini della gara, ma concedono uno spazio di troppo che costa loro la rete del pareggio Bears: dopo soli 5’ una velocissima azione dell’ala sinistra in aggiramento della gabbia fa filtrare un disco nello slot per Kyle Wilson che insacca. Un paio di buone occasioni in power play ancora una volta non vengono utilizzate dai giocatori di Winnipeg nella seconda metà del periodo centrale, così che si arriva al sesto minuto della frazione centrale: con il leader difensivo Nolan Baumgartener già in panca puniti per aggancio, è gravissimo l’errore tecnico che concede la doppia superiorità numerica ad Hershey... “too many men”!! Con cinque Bears sul ghiaccio contro tre soli Moose un gran tiro di Giroux finisce a lato della gabbia ma rimbalza dalla balaustra di fondo sulla pala del bastone di Keith Aucoin che è lesto ad appoggiarlo in rete prima che il portiere Schneider possa coprire il palo. Ultimi dieci minuti di vero assedio di Manitoba alla gabbia di Hershey... i giocatori canadesi riescono ad indirizzare ben tredici tiri contro Neuwirth, contro uno solo subito in azione di alleggerimento, ma il giovane portiere di casa è davvero insuperabile anche negli ultimi secondi di gara giocati a quattro uomini contro sei. Grosso il merito di questo giovane goalie nella vittoria dei Bears, lui che (possiamo anticiparlo) verrà poi premiato come Most Valuable Player per i Playoffs 2009 dopo che il suo dirimpettaio Cory Schneider era stato giudicato Goaltender of the Year per la sua grande stagione regolare.
Sul 1-3 nella serie ora i Moose sono alle strette e dovranno assolutamente vincere la prossima gara ancora al Giant Center di Hershey. Il finale arrembante di gara-4 con Hershey messa veramente sotto pressione dovrebbe essere senza dubbio una grossa iniezione di fiducia, ma l’aver marcato ancora uno “zero” in cinque power play desta certo qualche dubbio. Per la terza volta consecutiva quasi 11 mila appassionati -pista esaurita- si recano all’Arena di “Chocolate Town”, questa volta con la prospettiva di vedere il capitano difensore Bryan Helmer alzare la Calder Cup al cielo. I Moose entrano sul ghiaccio con una tegola tra capo e collo... il forte centro Mark Cullen non è della contesa, lui che aveva spesso giostrato in seconda od in prima linea, ed è uno dei migliori negli special team. Rientra per contro il 19-enne top prospect Cody Hodgson. La gara viene giocata con estrema disciplina, tanto che una sola penalità contemporanea viene segnalata alle squadre nei primi due terzi. I Bears sono evidentemente più tranquilli e si spingono maggiormente in avanti, mentre i Moose sono più chiusi in copertura e puntano a qualche ripartenza veloce: soprattutto evitano di creare traffico davanti a Cory Schneider e gli lasciano il compito di annullare tutti i 24 tiri degli uomini di casa! Quando si sta andando al secondo riposo sullo 0-0, Guillaume Desbiens sbuca da dietro la gabbia e mette in difficoltà il portiere Neuwirth: il tiro respinto in avanti viene recuperato dall’asso austriaco Grabner che insacca prontamente da tre metri. Hershey è scossa: non passa che un minuto quando Cody Hodgson fulmina Neuwirth con una saetta di polso scagliata dal cerchio d’ingaggio destro. Sono due giocatori molto concreti, Grabner ed Hodgson, sanno tirare in goal anche in spazi trafficati e tirano non appena se ne presenta l’occasione... Il vantaggio di 0-2 dopo due terzi è confortevole per i Moose che cominciano a sperare di tornare in Winnipeg almeno per giocarsela ancora in gara-6. Ma i Bears riescono a dimezzare il disavanzo dopo soli 4 minuti di terzo tempo, quando Aucoin imbecca Mink con un passaggio da dietro la gabbia. L’ala destra finta il tiro costringendo Schneider a stendersi sul ghiaccio, poi alza la mira centrando la gabbia. Ricordando di essersi chiusi un po’ troppo a difesa dello 0-1 in gara-4, Manitoba disputa un terzo tempo decisamente più attivo e si propone al tiro in ben 15 occasioni contro le 9 dei padroni di casa. Ma attorno al 16’30” Mario Bliznak viene mandato in panca puniti per un’ostruzione: i Bears rinunciano al portiere e cercano il pareggio con sei uomini contro i quattro Moose. Ottimo il penalty killing dei canadesi del Manitoba che riescono a resistere... anzi, qualche istante dopo aver ritrovato il quinto uomo di movimento, è Jason Krog a centrare la gabbia ancora sguarnita ed a mettere il sigillo alla vittoria che mantiene viva la serie. Nell’ultimo minuto e venti secondi c’è ancora spazio per combattere in una mega rissa; po,i con gli animi ormai scarichi, Hershey ottiene la seconda rete col difensore Carlson, un promettente classe 1990, ma è tardi per pareggiare.
Si torna dunque sul ghiaccio per la sesta volta nella serie, ed il MTS Centre di Winnipeg è esaurito in ogni ordine di posto, con la gara trasmessa da ben due TV canadesi e mandata pure in streaming dai siti web ufficiali della Lega (senza contare la contemporanea gara-6 di finale NHL). I Moose sono per la seconda volta con l’obbligo di vincere per portare la serie in gara-7... l’occasione pare propizia sul ghiaccio di casa, ma attenzione che recentemente in chat line con i tifosi il giovane velocissimo e promettente Chris Bourque (figlio di Ray) aveva detto di provare un gran piacere nel giocare sul ghiaccio avversario davanti a 15 mila appassionati di Hockey su Ghiaccio!! Nelle ultime due gare esterne Manitoba si era mostrato all’altezza del compito, ma aveva dovuto spremere gli uomini migliori di fronte ad una rosa di giocatori Bears che appare un po’ più completa dopo aver recuperato un paio di giocatori molto validi; per contro i Moose hanno dovuto apportare alcune modifiche nella formazione, un po’ per ragioni tattiche ma probabilmente anche per qualcuno di quegli infortuni che vengono custoditi nel silenzio più assoluto. Ed infatti anche stasera il forte centro-ala Mark Cullen non viene schierato, che peccato! Con una partenza a razzo gli Hershey Bears provano a tarpare le ali ai padroni di casa e, purtroppo per lo spettacolo, ci riescono in particolare con la seconda linea che sta giocando una serie di grande qualità. Chris Bourque e Kyle Wilson e Andrew Gordon in due minuti tra il 4’ ed il 6’ confezionano cinque punti e due reti pesantissime per il prosieguo della gara. I Moose colpiti a freddo e probabilmente anche un po’ stanchi non riescono a reagire concretamente e subiranno ben 15 tiri contro Cory Schneider nel primo terzo di gioco. Alexandr Giroux ha anche l’abilità di trovare la rete del 3-0 in breack con un backhand raso ghiaccio: è il suo 15° goal dei Playoffs, dopo i 60 della stagione regolare... davanti a lui Darren Haydar con 18 goal proprio nella stagione in cui disputò la finalissima contro Hershey in coppia con Simon Gamache; ed il noto “wiskey” Bill McDugall con ben 26 goal in un singolo Playoffs (record che si spiega anche con l’aver giocato una serie iniziale contro un’avversaria debolissima sommersa sotto una valanga di reti). Nel secondo terzo Manitoba si scuote e cerca di riemergere, pur concedendo spazio per le repliche avversarie. La difesa Bears si dimostra molto compatta e tranquilla, ormai giocano con estrema scioltezza. I Moose trovano la rete della speranza attorno alla metà gara col ceco Mario Bliznak, poco in evidenza nello scoring ma con qualche probabile problema fisico, e spesso utilizzato in compiti di copertura sui “cannonieri” di Hershey col compagno di linea Bolduc; assist per il giovanissimo Cody Hodgson. Nel periodo conclusivo Manitoba riesce ad imporre una maggior pressione sulla porta avversaria ma Michal Neuwirth è ancora una volta attentissimo e smorza ogni possibilità agli avversari. Anche l’ultimo disperato tentativo dei Moose a gabbia sguarnita e sei uomini di movimento non dà frutti, e consente all’esperto centro di prima linea Keith Aucoin di festeggiare la sua prima Calder Cup con la rete in empty-net. E’ la decima Calder Cup nella storia della squadra di Chocolate Town!
dal sito ufficiale AHL: Rookie goaltender Michal Neuvirth won the Jack A. Butterfield Trophy as the most valuable player of the 2009 Calder Cup Playoffs, finishing with a 16-6 record, a 1.92 goals-against average, .932 save percentage, and four shutouts. The 21-year-old Neuvirth was a second-round draft choice by the Capitals in 2006, and was one of 13 Bears to also skate for Washington during the 2008-09 season.
LA FINALE DELL'AHL
La finale del campionato di American Hockey League (che mette in palio l'ambita Calder Cup) vede in pista due tra le formazioni più accreditate dal pronostico, forse le due più attese in assoluto: i Bears di Hershey-Pennsylvania-USA, miglior attacco della Lega, sfidano i Moose di Winnipeg-Manitoba-CAN, miglior difesa della Lega. Sono due squadre molto ben costruite con un mix di elementi esperti e di giovani talenti in crescita, elemento caratterizzante questa Lega che per statuto si occupa dell'ingresso nel professionismo di giovani junior od universitari da formare in vista del loro futuro nella squadra NHL che li ha selezionati. Proprio il prossimo anno si concluderà la fase pluriennale che, dalla scomparsa dell'ambiziosa IHL, tendeva a creare un Team di AHL associato a ciascuna formazione NHL (così che pure Dallas, la sola squadra NHL ad essere priva di un partner AHL nella presente stagione, avrà il proprio associato nella nuova formazione dei Texas Stars).
Gli Hershey Bears avevano mostrato già nella stagione regolare la forza della loro tic-tac-toe line (che solo i forti mini-Penguins di Wilkes-Barre/Scranton, rivali regionali in Pennsylvania, avevano saputo contenere nelle prime cinque di sette combattutissime gare in finale di Divisione): si tratta di tre giocatori finiti nei primi posti della classifica marcatori, il veterano centro Keith Aucoin, l'ala sinistra Alexandr Giroux, l'ala destra Graham Mink. Senza dimenticare altri elementi in crescita come Chris Bourque e Andrew Gordon, od i giovanissimi Oskar Osala e Mathieu Perrault e Francois Bouchard, col prolifico esperto capitano difensore Bryan Helmer (1973).
Bella sorpresa è poi stato il portiere rookie Michal Neuwirth, promosso titolare dopo la partenza di Varlamov in NHL negli associati Washington Capitals. Pure i Manitoba Moose hanno alcuni veterani AHL di elevato livello, dal noto centro Jason Krog (vincitore di tutte le classifiche di scoring lo scorso anno nei Lupi di Chicago in coppia con Darren Haydar) alla forte ala sinistra Jason Jaffray, dal capitano Mike Keane (1967) al centro di seconda linea Mark Cullen, fino al difensore Nolan Baumgartner.
Tra i giovani giocatori avevamo già descritto l'austriaco Michael Grabner (1987, al suo secondo anno nel professionismo, grandi Playoffs i suoi) ed il giovanissimo top prospect Cody Hodgson (1990, al suo esordio solo pochi giorni fa ed in ottima evidenza nella seconda linea con Cullen e Grabner). Ottimi Playoffs anche per giocatori in sviluppo come Guillaume Desbiens e Shaun Heska (entrambi del 1985) e per il più esperto difensore Maxime Fortunus (1983). La squadra conta poi sul portiere Cory Schneider, giudicato "goalie of the year" in questa sua seconda stagione piena da professionista. Attesissima questa serie in terra canadese, i Moose sono alla loro prima finale di Campionato (in pratica sono "la squadra" nel Manitoba, dalla scomparsa dei mitici Winnipeg Jets)... si gioca a casse chiuse davanti ad un imponente pubblico di 15,003 spettatori, uno dei più elevati nella storia della Lega. Gara-1 è piena di sorprese e di cambiamenti: dopo un vantaggio Moose con Cullen a 5 contro 3 (subito impattato dal cecchino Alexandr Giroux), Michael Grabner porta la squadra canadese sul 3-1 a cavallo della prima pausa di gara (8 goal + 2 assist nelle sue ultime sei gare!). Iniziare il terzo tempo sul 3-1 è buona cosa, ma i Bears si dimostrano ancora una volta la squadra più gasata nei terzi tempi: il rookie Oskar Osala trova subito la seconda rete, mentre ancora Giroux confeziona il pareggio a nove minuti dalla fine; Osala sigla poi il sorpasso con un tiro nel traffico, col disco che passa la riga di porta toccato dal pattino del portiere Schneider privo di visuale. Sembra fatta ma alla fine Maxime Fortunus manda tutti all'extra time pareggiando, ancora a 5 contro 3.
Paiono più freschi e determinati i giocatori della Pennsylvania, ben otto tiri in goal contro uno solo dei Moose nell'overtime fino al 13', quando un bastone alto costringe il difensore Nolan Baumgartner in panca puniti: Alexandr Giroux trova qui il goal che decide la contesa a favore dei suoi Hershey Bears. E' una rete che potrebbe avere importanza anche più grande di quella di un extra-time goal: i Bears sono praticamente imbattibili sul loro ghiaccio (nelle due serie contro forti squadre come i Penguins di Wilkes-Barre/Scranton ed i Bruins di Providence hanno perso una sola gara casalinga) così che Manitoba dovrà sudare le sette camicie se vorrà recuperare il vantaggio. Gara-2 pareva aprirsi come era finita gara-1, nel segno di Alexandre Giroux che portava in vantaggio i suoi Bears. Ma verso metà gara era l'ala sinistra Jason Jaffray a portare a casa il pareggio in Power Play, un pareggio meritato vista la mole di lavoro svolta dalla squadra del Manitoba. Nel terzo tempo Hershey provava a mettere sul ghiaccio la propria potenza offensiva ma, quando la gara pareva avviarsi ancora all'overtime, era di nuovo Jaffray a gonfiare la rete di Michal Neuwirth a soli 47 secondi dalla sirena finale. Il turbolento finale di gara vedeva i Bears perdere la calma, così che il #15 dei Moose trovava l'hat trick con la terza rete personale, a gabbia vuota. Ora la serie si sposta in Pennsylvania per tre gare consecutive sul ghiaccio dei Bears. Vedremo se la loro potenza e resistenza fisica riusciranno a confermarsi come in stagione e come nelle serie precedenti.
Ecco i Campioni di Western Conference Dopo le tre vittorie dei Manitoba Moose in apertura di serie leggo tra i fans di Houston: "E' frustrante... vedi che gli Aeros sono una buona squadra, vedi che sono lì e giocano alla pari, ma alla fine vedi che i Moose sono meglio e non c'è nessun punto per noi!". E' così, quando incontri una grande squadra ti manca sempre un piccolo passo per superarli, loro sono sempre avanti quel piccolo passo! Sconfitti per ben due volte nei minuti finali, in gara-1 e gara-3, gli Houston Aeros avevano poi saputo esprimere tutta la determinazione e lo spirito di squadra costruito gradualmente in questi loro fantastici Playoffs: ne erano uscite due bellissime gare vinte sul ghiaccio di casa, entrambe strappate con la voglia di vincere, entrambe all'overtime, la seconda addirittura all' 84° minuto di gioco con la rete del quarantatre-enne "the old man" Tony Hrkac. Così la serie si riapriva, davvero determinati questi Aeros che per ben quattro volte in questi PO erano stati sull'orlo della fine e per ben quattro volte sono riusciti a sopravvivere. Mai dire mai, così si tornava nel grande Nord sul ghiaccio bollente di Winnipeg. Gli Aeros erano costretti ad agire soprattutto di rimessa, perché i Moose erano decisi a non lasciar loro spazio e cercavano la vittoria presto. Riuscivano anche a trovare la rete del vantaggio in power play, i giocatori della squadra texana, un power play che loro stanno sviluppando al meglio proprio nei playoffs... e che i Moose, giocando estremamente corretti e disciplinati, hanno cercato di offrir loro il meno spesso possibile: davvero correttissima questa serie di gare! Dunque Corey Locke, al suo 12° goal, trovava il vantaggio in PP su assistenza del compagno di linea Kris Kolanos (una coppia molto affiatata!). Solo pochi minuti e Manitoba pareggiava con Pope su assistenza dell'esperto Jason Jaffray. La gara si sviluppava con le due squadre molto attente e disciplinate, ma con una marcata presenza offensiva dei giocatori canadesi. Il giovane portiere Aero esordiente, Matt Climie (che aveva giocato la sua prima gara professionistica venerdì scorso a Houston!), sbrigava davvero egregiamente il compito: si doveva giungere sino alla metà del tempo conclusivo perché i Moose trovassero dopo tanta insistenza la rete. Era il giovane promettente austriaco Michael Grabner a marcare il goal in power play, il suo settimo sigillo nei playoffs! Qui Houston accusava un po' il colpo e due soli minuti dopo era costretta a concedere una terza rete a due giovani Moose: Mark Fristic (prima scelta di Dallas 2005) insaccava su assistenza dell'esordiente Cody Hogdson alla sua sesta gara da professionista (classe 1990 - prima scelta di Vancouver, 10° giocatore scelto del draft 2008). Ci provavano ancora gli Aeros, ci provavano anche con la porta vuota per oltre tre minuti di gioco, ma l'ottimo portiere Cory Schneider (AHL goaltender of the year 2009) non concedeva nulla e poi soli 17 tiri nella gara erano effettivamente troppo pochi per poterlo superare ancora almeno due volte. I Moose dunque conquistano la prima Coppa di campioni della Western Division della loro storia ed entrano come da pronostico nella serie finale verso il titolo e la Calder Cup. Dovrebbe essere una serie davvero intensa contro i fortissimi Hershey Bears campioni dell'Est. E' una squadra molto concreta e disciplinata quella dei Moose, ben amalgamata sotto la direzione di coach Scott Arniel (nominato coach of the year 2009) e con un buon mix di forti stelle della AHL (Jason Krog, Jason Jaffray, i defender Nolan Baumgartner e Maxime Fortunus, l'anziano capitano Mike Keane, il centro Mark Cullen) e di giocatori in sviluppo delle classi 1984 ed '85 (alcuni praticamente esordienti e trovati nelle leghe minori)... senza dimenticare alcuni giovanissimi già determinanti come Michael Grabner, Mark Fistric, lo slovacco Mario Bliznak, ed il già citato top prospect Cody Hodgson. Degli Aeros si dovrebbe dire che è condotta da un tecnico molto capace, Kevin Kostantine, che ha saputo dare alla squadra un assetto molto efficace in questi playoffs, molto più di quanto non apparisse in stagione regolare. La fortissima prima linea con Kolanos e Locke e Jesse Schultz, il capitano difensore Clayton Stoner (che non fa rimpiangere Erik Reitz entrato finalmente nei Wilds di mamma Minnesota), alcuni giovani interessanti innestati tra i già sperimentati Pouliot e Irmen ed Earl e Rosa (in modo particolare il defender Maxim Noreau, John Lammers, e la sorpresa Matt Beaudeoin rookie a 25 anni!)... la squadra è diventata un Team, si è creata la giusta alchimia che ha portato la giusta determinazione per affrontare alla grande i Playoffs. Vedremo in futuro, ora che nel Minnesota si sta dando una brusca sterzata, abbandonando il sistema troppo rigido e difensivo voluto per anni dal GM Doug Risenbrough. Ecco i Campioni di Eastern Conference Le quattro reti degli Hershey Bears nel terzo periodo di gara-3 rischiavano di minare la fiducia che i Providence Bruins si erano creati bloccando il temibile attacco dei rivali nei primi due confronti. Ma Providence si ripresentava sul ghiaccio per gara-4 (per la seconda di tre gare casalinghe consecutive) senza remore psicologiche e riusciva ancora una volta a portarsi in vantaggio nel primo terzo per 2-0; ancora una volta in questa serie (bloccati i solitamente prolifici St.Pierre e Sobotka e Marchand e Mikko Lehtonen) erano il giovane difensore Jeff Penner ed il solido Peter Schaefer a portare in avanti i padroni di casa. Ma dal secondo terzo Hershey innestava una marcia superiore tempestando di tiri il forte Tuukka Rask: la rete del capitano Bryan Helmen in PP dimezzava il deficit, prima del pareggio confezionato dalla prima linea di Hershey, da Mink a Giroux per la conclusione vincente di Aucoin. La gran parte dei giocatori di Hershey faceva forcing e forzava il tiro, anche nell'overtime, ed erano ancora gli esperti uomini di prima linea a trovare il goal sul finire del tempo supplementare: di Graham Mink la conclusione che sanciva la "morte improvvisa". Ora gara-5 era decisiva. Forse gli uomini capitanati da Jeremy Reich ci credevano ancora, non il loro pubblico calato vistosamente da oltre 7400 a soli 3700 presenti. Questa volta gli uomini di Hershey entravano sul ghiaccio determinati a non farsi sorprendere dall'ennesima partenza lampo dei Bruins: tenendo alto ritmo e forechecking riuscivano a schiacciare Providence pur senza marcare reti, ben 13 tiri in goal contro tre soli dei padroni di casa. Nel secondo periodo Hershey passava in vantaggio in doppia superiorità numerica ma Providence riusciva ad impattare il risultato con Brad Marchand finalmente tornato al goal. Providence dava fondo a tutte le proprie qualità, tutti gli uomini migliori riuscivano a tirare con regolarità verso l'ottimo rookie Michal Neuwirth, ma era ancora Hershey a passare sul finire di secondo periodo con Alexandre Giroux ed ancora in PP. L'ultimo acuto dei padroni di casa in apertura di terzo periodo con il rookie Mikko Lehtonen (anche lui parecchio controllato ed assente dal goal in questa serie, così come Martin St.Pierre e Sobotka e Reich), prima dell'imperdonabile errore di veder lanciato Chris Bourque a marcare il game winnin goal in shorthand. La rete della sicurezza arrivava a metà di terzo periodo prima che il difensore Quintin Laing festeggiasse con la rete a porta vuota (+ 2 assist) il rientro dopo alcune settimane di sosta. Dunque gli Hershey Bears si imponevano nella serie, laureandosi campioni di Eastern Conference per la terza volta negli ultimi quattro anni. Nel 2006 vinsero poi anche la finale di campionato aggiudicandosi la Calder Cup contro i Milwaukee Admirals condotti in particolare dalla coppia offensiva Darren Haydar - Simon Gamache. Anche allora Hershey aveva una squadra molto forte offensivamente, una squadra nella quale uomini determinanti furono i giovani Tomas Fleischmann ed Eric Fehr e Mike Green, accanto a Kris Beech, al capitano Boyd Kane, al già esperto Graham Mink, al difensore Lawrence Nycolat, ed al portiere veterano Frederic Cassivi. Anche gli attuali Bears sono una formazione fortissima con un bel mix di giocatori già sperimentati (quali Alexandr Giroux e Keith Aucoin e Graham Mink coi difensori Bryan Helmer, Staffan Kronwall, Greg Amadio...) e giocatori in crescita (Chris Bourque, Kyle Wilson, Andrew Gordon) più ottimi giovanissimi che si sono fortemente evidenziati (Oskar Osala, Mathieu Perrault, Francois Bouchard, Steve Pinizzotto). La squadra è molto attiva, in grado di fare molta pressione nel terzo avversario ed anche di limitare difensivamente l'azione degli uomini cardine della squadra avversaria. In porta si è davvero ben comportato il rookie Michal Neuvirth che dopo poche settimane di regular season è stato impiegato nel ruolo di titolare, per sostituire Varlamov chiamato stabilmente in NHL dalla squadra madre dei Capitals di Washington. Che dire dei Providence Bruins? Ottima formazione, sta lavorando egregiamente come partner dei Boston Bruins, tuttavia alla resa dei conti non aveva forse l'esperienza necessaria per contrastare Hershey. I suoi uomini più esperti come Martin St.Pierre o Jeremy Reich o Johnny Boychuck sono stati ben controllati dai Bears, così come il giovane Brad Marchand ed il rookie Mikko Lehtonen (entrambi autori di una regular season da incorniciare). Squadra che tuttavia sta svolgendo al meglio il suo compito di formare i giovani per l'ingresso nella NHL: davvero elevato nelle sue fila il numero di giovanissimi delle classi 1987, -88, e -89, dal difensore Jeff Penner (grande nella serie contro Hershey!) a Vladimir Sobotka, da Zach Hamill a Jordan Knachstedt, da Matt Marquardt ad Andrew Bodnarchuck... senza dimenticare l'ottimo goalie Tuukka Rask.
VERSO LA FINALE DELL'AHL
Western Conference - Venerdì notte gli Aeros di Houston tornavano sul ghiaccio di casa con le spalle al muro per la quinta volta in questi Playoffs (dopo esserlo già stati contro Peoria una volta e contro Milwaukee due volte, nelle serie precedenti): sotto 3-0 nella serie pur avendo disputato due ottime prestazioni in gara 1 e 3 perse sul filo di lana, si erano già salvati mercoledì con una vittoria all'extra time ottenuta sul ghiaccio di casa. I miei amici di laggiù mi avevano detto di attendersi l'ultima gara stagionale per venerdì notte ed invece... con una prestazione sensazionale gli Aeros mettevano in scena uno degli spettacoli più esaltanti di questa loro inaspettata stagione. In vantaggio per 3-0 al 17' 34" del secondo terzo parevano aver chiuso la gara ed essere riusciti a sopravvivere ancora una volta ai fortissimi Moose: reti del defender rookie Maxime Noreau (più che una promessa!), del "vecchio" Tony Hrkac, e del rookie 25-enne Matt Beaudoin (storia inconsueta la sua, per ritovarsi rookie a 25 anni dopo aver cambiato ben otto squadre dal suo ingresso lo scorso anno nel professionismo). Manitoba però non ci stava e tornava in partita in apertura di terzo periodo con il fortissimo rookie austriaco Michael Grabner.
L'esordiente portiere Matt Climie riusciva a vanificare tutti i successivi sforzi dei Moose canadesi fino a 22 secondi dalla fine quando, espulso l'Aero Kris Kolanos ed in 6 uomini contro 4, Jason Krog otteneva la rete del 2-3. Qui i Moose compivano un piccolo capolavoro ed addirittura riuscivano ad impattare il risultato a due soli secondi dalla sirena con l'ex-Aero Mark Cullen. La vita degli Aeros nei Playoffs era dunque ancora appesa ad un filo dopo aver lungamente accarezzato il sogno di tornarsela a giocare lunedì sul ghiaccio canadese di Winnipeg. Squadre senza paura nel primo overtime (senza segnature e con addirittura 17 tiri in porta per i Moose contro i 14 degli Aeros). La decisione arrivava nel secondo overtime, quando il 43-enne Tony Hrkac diventava l'eroe della serata insaccando il winning goal al 84' 19". Si prosegue dunque, si torna al nord a Winnipeg-Manitoba. La notte vedeva anche in scena gara-3 di finale per la Eastern Conference tra i favoriti Hershey Bears ed i Bruins di Providence. Colpo gobbo di Providence in gara-1 sul difficilissimo ghiaccio di Hershey (3-2 il risultato)... ma poi i Bears si riscattavano subito con una stretta vittoria per 1-2 nella seconda delle due gare casalinghe. Si andava con la serie in parità a Providence, per la prima di tre gare consecutive sul ghiaccio dei Bruins. E la serata pareva aprirsi favorevolmente per i padroni di casa, col vantaggio di Hamill in abbrivio di confronto ed il raddoppio del giovane difensore Jeff Penner in power play attorno al 15'. La terza rete ottenuta da Peter Schaefer al 3' del secondo periodo sembrava un sigillo di garanzia, ma l'attacco di Hershey si confermava temibilissimo: reti di Alexandre Giroux e Chris Bourque per il 2-3. Providence otteneva ancora una quarta rete in apertura di terzo tempo, ed ancora era il difensore Penner in power play. Ma a questo punto Hershey ingranava una marcia irresistibile, Gordon e Giroux e Mink ed il capitano Bryan Helmer ribaltavano il risultato sul 6-4 e si portavano per la prima volta in vantaggio nella serie.
Il pubblico caldissimo (oltre 7000 spettatori), una buonissima prestazione per due terzi di gara, ed un portiere forte come Tuukka Rask non sono bastati a Providence: quando gli uomini di Hershey riescono a creare pressione davanti al goal sono irresistibili. Tuttavia già in questi playoffs non sempre sono sembrati al 100% : i Penguins ad esempio erano riusciti a limitare gli sbocchi offensivi di Alexandre Giroux e Keith Aucoin e Graham Mink nella finale di East Division; se anche i Bruins riusciranno a bloccarne il rendimento la serie potrebbe risultare ancora più equilibrata di quanto non sia già stata in queste prime tre gare. FINALI DIVISIONALI IN AHL
Ripartiamo dagli Aeros di Houston, formazione storica ex-IHL che parecchi decenni fa aveva contato tra le sue fila Mr. Hockey, il mitico Gordie Howe. Li avevamo lasciati con sorpresa in vantaggio 3-1 nella finale di West Division contro la primatista Milwaukee Admirals capitanata dal difensore Nolan Yonkman e dal centro Cal O'Reilly. Con la schiena al muro gli Admirals scendevano per la terza volta consecutiva sul ghiaccio dell'Arena texana con il piglio dei forti, mettendo in luce un attacco ispirato (rinforzato dall'esperienza delle oltre 1000 gare NHL di Bryan Smolinski) e la tenuta difensiva attorno al bravo portiere Drew MacIntyre. Registrato il box play, che aveva sin qui sofferto lo slancio degli Aeros, si portavano sul 4-1 nel secondo terzo di gioco, resistendo 4-3 fino alla sirena finale. Sprecata l'occasione e forse anche le forze psicofisiche, gli Aeros andavano poi incontro ad una vera debàcle sul ghiaccio del Wisconsin, regione dei grandi laghi del nord, tana degli Admirals: 7-0 e decisione rimandata a gara-7. Gli Aeros (associati Minnesota e terzi nella West Division) si ripresentavano all'Arena di Milwaukee due giorni dopo la pesante sconfitta di gara-6: due reti segnate nel giro di 49 secondi attorno al quarto minuto di gioco davano loro la carica e creavano dubbi nei favoriti Admirals. Erano gli uomini esperti a prendere in mano la situazione, Kris Kolanos e Corey Locke, con Marco Rosa e Lammers in gran forma, e con il 43-enne Tony "the old man" Hrkac in stato di grazia in questi Playoffs (incredibile!)... ma tutta la squadra ha mostrato di essere unita e determinata, in particolare ha trovato un impulso eccellente dai difensori (non solo nel Power-play che sta funzionando egregiamente), dal capitano Clayton Stoner all'assistent Brandon Rogers al promettentissimo rookie Maxim Noreau.
Anche il giovane portiere kazako Anton Kudobin, buttato nella mischia in vista dei Playoffs a causa dell'infortunio dei due ottimi portieri titolari Barry Brust e Nolan Schaefer, si è ben distinto. Che dire di Milwaukee? Loro sono una formazione che fa del Team unito la propria forza. Ma nei Playoffs forse avrebbero avuto bisogno di qualche individualità in più rispetto ai forti centri Cal O'Reilly e Mike Santorelli (davvero bravo quest'ultimo!), i soli emersi in stagione tra i primi cento scorer. L'aiuto del NHL'rs Bryan Smolinski nei Playoffs non è bastato alla squadra affiliata Predators, non si crea la giusta alchimia in poche gare; non è bastata contro il "magic moment" degli Aeros neppure la difesa sempre ben registrata davanti al forte Drew MacIntyre (la seconda miglior difesa del Campionato, tuttavia). Campioni divisionali nel West sono dunque gli Houston Aeros e non accadeva dal 2003 col Team che vinse la Calder Cup con Trudel e Domenichelli e Travis Roche e Rickerd Wallin e Cory Murphy e Tony Tuzzolino tra le proprie fila. Due vittorie nella serie in gara-7 in trasferta: anche questo era un record di quel Team del 2003, registrato sole tre volte nella settantennale storia della Lega! FINALE DI EAST DIVISION - Dopo aver vinto le prime due gare sul ghiaccio casalingo, Hershey (associata Washington) subiva tre sconfitte consecutive nell'Arena dei rivali divisionali dei Wilkes-Barre/Scranton Penguins (associati Pittsburg). I mini-Penguins Minard, Taffe, Pesonen, Goligoski, Wosniewski, Caputi, Letestu, Johnson, riuscivano ad andare a bersaglio con una buona frequenza tra le mura amiche e giravano la tendenza portandosi sul 3-2 nel computo totale: si poteva pensare che a questo punto l'inerzia della sfida fosse definitivamente a favore dei Pinguini (che oltretutto in stagione avevano il secondo miglior attacco della Lega, ed una tradizione favorevole sulla pista degli Hershey Bears dominatori della classifica a punti). Invece tutta la potenza offensiva dei Bears (la migliore della Lega con Aucoin e Giroux e Mink e Bourque e Gordon e Pinizzotto e Perrault ed un trovato Darren Reid) e la rocciosa difesa di Helmer, Staffan Kronwall, McNeill e compagni davanti al rookie Michal Neuvirth, conducevano i campioni del 2006 alle due vittorie casalinghe nella "città del cioccolato", entrambe con gli identici shutout di 3-0! Gli Hershey Bears vendicavano così l'eliminazione dello scorso anno e si pongono come la forse più seria candidata alla conquista della Coppa. Prima però dovranno affrontare la vincente dell'altra infuocata sfida in Atlantic Division tra Worcester e Providence. Nella FINALE DI DIVISIONE ATLANTICA Worcester (affiliata Sharks) inizia contro Providence come già nel primo turno contro Hartford: con due sconfitte. E come allora riesce a raddrizzare la serie fin sul 2-2. Alcuni giovani giocatori sono in bella evidenza nelle loro fila: Jamie McGinn e Andrew Desjardins stanno realizzando reti importanti. Mentre in stagione regolare era stato soprattutto il capitano Ryan Vesce ad assicurare punti (13° scorer assoluto del Campionato ed unico di Worcester tra i primi 100 realizzatori), ora nei Playoffs sono in molti a centrare la gabbia avversaria: il già sperimentato difensore Patrick Traverse in Powerplay, l'ala Riley Armstrong (ottimo assist man con Dan Da Silva), il centro T.J. Fox e Tom Cavanagh. La rimonta fa ben sperare gli uomini di Worcester, che già avevano creato la grossa sorpresa di eliminare la capoclassifica Hartford. In gara-5 gli Sharks riescono a trovare il vantaggio sullo scadere di primo terzo con Traverse in PP (la sua quarta rete dei P.O.), ma Providence (affiliata Boston Bruins) reagisce con energia tempestando di tiri la gabbia Shark, pareggiando con il fortissimo centro Martin St.Pierre, poi allungando con il giovane talento Brad Marchand e con il capitano Jeremy Reich. Il vantaggio è decisivo, così Providence vince la combattutissima gara-5 controllando il forcing finale di Worcester. Anche gara-6 a Worcester è piuttosto equilibrata nel gioco, tuttavia Providence si dimostra più fresca e lucida andando in goal cinque volte consecutive: apre lo scoring il rookie Brad Marchand in PP (la sua sesta rete nella serie), mentre il forte giovane portiere finnico Tuukka Rask con 34 salvate concede a Worcester la sola rete della bandiera. La serie è vinta dagli uomini di Jeremy Reich e Martin St.Pierre, formazione certamente più solida ed equilibrata, che già in stagione regolare aveva mostrato più soluzioni offensive rispetto ai rivali, soprattutto con St.Pierre e Johnny Boychuk (difensore da 20 goal e 46 assist in 78 gare!!!), poi coi forti rookie Brad Marchand e Mikko Lehtonen (33° e 53° della classifica assoluta marcatori). Molto in vista anche il centro playmaker Vladimir Sobotka con il difensore Jeff Penner e l'altro centro Levi Nelson e l'ala destra Kirk MacDonald, mentre Tuukka Rask tra i pali è una garanzia e dovrebbe avere davanti a sé un bel futuro in NHL. Ora Providence se la vedrà in finale di Eastern Conference con il fortissimo attacco degli Hershey Bears, mentre in finale di Western Conference i sorprendenti Houston Aeros se la vedranno coi Moose canadesi di Winnipeg-Manitoba. |